“LA VECCHIA LEGA NON ESISTE. DI VANNACCI NON ME NE FREGA UN CAZZO”. SALVINI VA A CACCIA DEI NEMICI INTERNI: L’UNICO OBIETTIVO DEL SEGRETARIO LEGHISTA, ORMAI, È DECIMARE I TRADITORI CHE “FANNO IL MALE DELLA LEGA”
“LA LEGA AL NORD AVEVA UN SENSO QUARANT’ANNI FA. ADESSO SERVE L’INTERNAZIONALE SOVRANISTA, CON LE PEN E I POLACCHI E VOX” – I PARLAMENTARI SI CHIEDONO: “MA SE VA AL VIMINALE, CHE FA? CI SCHEDA TUTTI?”
Ecco come Salvini motiva la sua Lega: il nord di Attilio Fontana è una roba da babbioni e in
Italia ci sarà l’invasione dei “nigeriani”. Il partito del Nord? “Basta nord! E’ una roba da nostalgici”. La vecchia Lega? “Non esiste. Il mondo è cambiato. Lo volete capire?”. Vannacci? “Non me ne frega un cazzo”. I fuoriusciti? “Vediamo se saranno eletti”. Chi parla con i giornali? “Nemici interni, fanno il male della
Non è il Viminale che desidera ma il poligono per regolare i conti con Romeo, Zaia, Fontana. Difende Roggero perché, come l’orafo, sogna la legittima: vendetta: bum! Bum!
Siamo arrivati al punto che i quotidiani ribattono per la quarta volta la notizia che Salvini va al Viminale e, come dice Renzi, non si sa se sperare che ci vada davvero, per liberare i pendolari, o che Piantedosi si barrichi in stanza in nome della sobrietà ital
Cosa accade se Salvini dovesse davvero ritornarci? E’ cambiato, è peggiorato, ed è sott’ odio, tanto che i parlamentari leghisti che lo ascoltano si domandano, e seriamente: “Ma se va al Viminale, che fa? Ci scheda tutti?”.
Salvini promette, ancora, che la Lega andrà al “dieci per cento”, “che eleggerà almeno 70 parlamentari”, ma la verità è che ha solo uno scopo: decimare i traditori. Il voto? “Noi vogliamo andare a votare in autunno del 2027, mentre Meloni in primavera”. Le preferenze? “Non c’è l’accordo. Tajani si oppone. Noi non siamo contrari”. “La Lega al Nord? Aveva un senso quarant’anni fa. Adesso serve l’internazionale sovranista, con Le Pen e i polacchi e Vox”.
Quando parla di nord si riferisce ad Attilio Fontana, Massimiliano Romeo e Luca Zaia anche se non fa mai il loro nome. Attende, dicono in Lega, la notte delle liste, come il conte di Montecristo attendeva la vendetta
Per restituire l’armonia che regna in Lega vale leggere le interviste che rilascia Alberto Stefani che parla di autonomia senza mai citare Zaia, che è come parlare di apartheid senza citare Mandela. In Veneto sono arrivati a farsi una guerra intestina: gli uomini di Stefani telefonano e dicono: “Zaia vuole far cadere Stefani”. Sarebbe questa la famiglia?
Si è riunito ancora il tavolo dei territori Lega, ieri, e Salvini ha riproposto il terzo mandato “perché adesso lo vogliono tutti”. Sono calati gli sbarchi, sono calati i reati, ma la sola sinfonia che Salvini sa suonare è l’angoscia, la ripetizione. Claudio Durigon quantomeno rilancia sulle pensioni, chiederà a Giorgetti, presto, di abbassare l’età pensionabile, mentre Salvini immagina l’Italia popolata da “nigeriani che crescono ogni anno del due per cento. Presto invaderanno l’Europa”.
Salvini accusa la sua Lega di essere nostalgica, di credere a un mondo che non esiste più, e forse ha ragione, ma quello che propone è peggio dell’Ade del regista Nolan. E’ un mondo abitato da incubi e rancori. La crudeltà di Vannacci risulta più simpatica della sua. Il Viminale è ormai come il fiore di loto che Calipso offriva a Ulisse per dimenticare le pene del mare.
(da Il Foglio)
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