Maggio 29th, 2017 Riccardo Fucile
IMBULLONATO SISTEMA TEDESCO E TEMPI… E SILVIO: “PERCHE’ NON CI VEDIAMO A PALAZZO GRAZIOLI?”
Certo, non è “profonda sintonia” come ai tempi del primo Nazareno. Però, ancora una volta, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi si sono sentiti per telefono, per “chiudere” di fatto l’accordo sul modello tedesco. Appena dopo pranzo. E dopo pochi giorni dalla telefonata del disgelo.
Chi conosce il Cavaliere sa bene che, in questi casi, il contatto serve a trovare una quadra politica e certo non a esaminare tecnicalità , emendamenti e dimensione dei collegi, tutti temi — tanto cruciali quanto noiosi — di cui si occuperanno i capigruppo di Pd e Forza Italia, quando martedì pomeriggio si incontreranno alla Camera.
E la quadra politica consiste, dopo il grande freddo degli ultimi mesi, innanzitutto in un impegno da parte di entrambi sui cardini dell’accordo: “Presidente, tu garantisci che la reggi fino in fondo? Tutto il percorso parlamentare?”, il primo cardine. “Io sono un uomo di parola, che tiene sempre fede alla parola data. Sono certo che tu farai altrettanto”.
Ed è per questo che, in Transatlantico, i capigruppo dei principali partiti, neanche avessero già in tasca il decreto di scioglimento, assicurano che “ormai è fatta, si vota il 24 settembre e comunque in una delle tre domeniche che vanno dal 24 settembre all’8 ottobre”.
In questo clima di disgelo, mancherebbe solo una bella stretta di mano, con annesse due chiacchiere che solo a quattr’occhi si possono fare. Il Cav, che è uno all’antica, l’ha anche proposto, una volta che il ghiaccio si è sciolto: “Perchè non mi vieni a trovare a palazzo Grazioli?”.
Invito che è apparso eccessivo anche per lo spregiudicato segretario che, da sindaco di Firenze, non esitò ad andare ad Arcore, luogo simbolo — ai tempi — del potere diurno e della perversione notturna.
Proprio attorno all’incontro — la location eventuale sarebbe il Parlamento — si è sviluppato un clima degno di un giallo, alimentato di “non so” e non detti. Perchè è chiaro che servirebbe, in una trattativa del genere, pensa il Cavaliere: certe cose, che riguardano il futuro, si possono dire solo guardandosi negli occhi, non a telefono su linee infide, dove in parecchi ascoltano, per poi magari riferire agli odiati giornali.
Al momento, però, entrambi hanno convenuto che una roba del genere sarebbe percepita come un inciucio, dannoso per entrambi e dannoso anche per il percorso parlamentare di una legge che, con i voti dei Cinque Stelle, può davvero essere approvata in tempi rapidi. Entro il 10 giugno alla Camera. Entro il 10 luglio al Senato.
È certo che Berlusconi è tornato a pensare in grande, tanto che, racconta Yoda sul Giornale, ha affidato ad Antonio Tajiani un messaggio alla Merkel: “La legge elettorale tedesca è la premessa per dare al paese stabilità “.
Tanta ritrovata vitalità ha le radici in un dato di fatto. Il Cavaliere è in una posizione di forza, rispetto all’altra volta.
Allora, ai tempi dell’elezione del capo dello Stato, pagò subito moneta (votando l’Italicum), ma non vide mai cammello (un candidato condiviso al Colle). Anzi, fu “tradito” all’ultimo miglio. Qui è il contrario. È Renzi che paga subito moneta (legge elettorale proporzionale) prima di vedere cammello, le elezioni anticipate che più che dal Cavaliere dipendono dal capo dello Stato e anche dal contesto generale.
E, soprattutto, al momento non ha garanzie che sul prossimo governo si possa consumare la grande vendetta. “Chi guiderà le larghe intese che sono lo sbocco naturale di un sistema come quello tedesco?”: questa è la domanda più ripetuta nelle stanze che contano in questo rapido finale di legislatura.
L’ambizioso segretario del Pd considera tanto superfluo il quesito, quanto scontata la risposta, perchè si sa che in Germania il governo, anche di larghe intese, lo forma il leader del partito che ha preso più voti.
È la Merkel che guida la grande coalizione, mica il corrispettivo teutonico di Gentiloni o Franceschini.
Ecco, ciò che è scontato per l’uno, per l’altro (Berlusconi) tanto scontato non è, a sentire quelli che gli stanno attorno: “Non farà mai il nome di Renzi a palazzo Chigi”. E comunque il bello di questa storia è che può permettersi di non porsi il problema in questa fase.
O meglio, può permettersi di tutto: di dire, non dire, illudere per vendicarsi, fissare una onerosissima contropartita. Senza, fretta.
Che, si sa, non è propriamente la virtù dei forti.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 27th, 2017 Riccardo Fucile
IL CONTROCANTO DI GUERINI: “DOPO LA LEGGE SI PUO’ ANDARE AL VOTO”
Con la convergenza sul sistema elettorale “alla tedesca”, le elezioni si avvicinano.
Ne è convinto Silvio Berlusconi, che invia un messaggio a una manifestazione di Forza Italia a Bari per dire che “probabilmente manca poco al momento in cui gli italiani potranno di nuovo scegliere da chi vogliono essere governati, se finalmente potremo avere una legge elettorale condivisa che garantisca l’effettiva corrispondenza tra il voto espresso dagli italiani e la rappresentanza in Parlamento. Per chiarire meglio: se un Partito ottiene il 20% dei voti deve avere il 20% dei parlamentari” scrive il leader azzurro, che negli ultimi giorni ha ripreso il dialogo con il Pd di Matteo Renzi.
“Immaginate queste elezioni amministrative come il primo tempo di una partita che si concluderà con le elezioni politiche. Vincere nelle città è il presupposto per ritornare alla guida dell’Italia” ha detto Berlusconi.
Le delegazioni si incontreranno la prossima settimana proprio per mettere a punto l’intesa sulla nuova legge elettorale, mentre i 5 Stelle hanno chiamato in causa la rete su Rousseau per definire la posizione da prendere.
Parla di elezioni anche Lorenzo Guerini, uomo di punta del Pd.
“Intorno alla legge elettorale c’è la necessità di costruire l’intesa più ampia. Martedì c’è la direzione del partito e decideremo” spiega a margine di una riunione del Pd lombardo al Pirellone.
Ma aggiunge: “Intanto iniziamo a fare la legge elettorale, poi è evidente che nel momento in cui la legge elettorale viene approvata tecnicamente è possibile andare al voto. Ma un pezzo alla volta, non mettiamo il carro davanti ai buoi”.
Quanto al dialogo Renzi-Berlusconi, Guerini ha risposto che sono “sciocchezze” le voci di un accordo in vista del dopo elezioni.
“Noi – ha detto – siamo alternativi sia al grillismo sia al centrodestra. Dopodichè da soli la legge elettorale non possiamo farla. Ma quello che accadrà dopo il voto sarà un altro capitolo”.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 27th, 2017 Riccardo Fucile
COME UN BRACCO DI RAZZA, SILVIO HA SENTITO ODORE DI CAMPAGNA ELETTORALE E SI REGOLA DI CONSEGUENZA
Silvio Berlusconi presenta il suo “zoo” personale ad Arcore aprendo le porte del “recinto” alle
telecamere di Rete4 per la trasmissione di Michela Vittoria Brambilla “Dalla parte degli animali”.
Una dichiarazione d’amore al mondo animale da parte del Cavaliere che seduto su una sedia spartana in mezzo al parco con Dudù tra le braccia, decanta le virtù dei suoi amici a 4 zampe.
Parla dei cani, delle pecorelle salvate dalla macellazione, delle loro abitudini e dell’amore che donano senza contropartite.
Dudù (“è la mia ombra”) è il capobanda, il “leader” del gruppo. Ma c’è anche Trilly con cui Berlusconi schiaccia un pisolino nel pomeriggio tenendogli la testolina tra le mani.
“Con Marina abbiamo 23 “bambini”, dico bambini perchè li trattiamo come tali”.
Cita poi Madre Teresa: “Perchè amare gli animali? Perchè ci danno molto e non pretendono nulla, perchè offrono amore, non provano invidia… se riuscirete ad amare gli animali sarete più vicini a Dio”.
Appello agli italiani ad andare nei canili per salvare qualche cane sfortunato (“diventate mamma e papà di un cagnolino”), ma anche proposte per “sconti sull’Iva sui cibi per animali”.
Di certo bisogna colmare una lacuna europea: “Inserire nella Costituzione l’animale come essere senziente che soffre e ha emozioni”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 22nd, 2017 Riccardo Fucile
GIOVEDI’ FORZA ITALIA ATTENDE UN SI’ AGLI EMENDAMENTI PER UN SISTEMA ALLA TEDESCA… IN CAMBIO DEL PROPORZIONALE OFFRE A RENZI IL VIA LIBERA PER ELEZIONI IN AUTUNNO… SALVINI SPIAZZATO
Alla fine è arrivato il segnale che Renzi attendeva dopo dieci giorni di ambasciate segrete: un via libera
forte e chiaro di Berlusconi al voto in ottobre, sia pure subordinato all’adozione di un sistema elettorale “alla tedesca”.
Cioè rigorosamente proporzionale e con uno sbarramento al 5 per cento che funzionerebbe da “decespugliatore”.
L’ex Cavaliere l’ha dichiarato al «Messaggero», facendo ben sperare Matteo («Se Silvio non bluffa, ci agganciamo al treno dell’Europa») e cogliendo di sorpresa un’ala del suo stesso partito, quella che già pregustava accordi con la Lega.
Spiazzatissimo ovviamente è Salvini, il quale credeva di avere stretto un patto d’acciaio con il Pd a sostegno del «Verdinellum».
Ma così va la politica nella patria di Machiavelli, le alleanze durano un giro di valzer. Non a caso, il vero dubbio renziano è fino a che punto fidarsi del Cav: se terrà ferma la posizione oppure confermerà la «legge del pendolo», per cui Silvio oggi è qua e domani è là .
«Vedere cammello»
Manco a dirlo, il diretto interessato la vede in maniera speculare. A sentire Berlusconi, l’onere di dimostrarsi affidabile cade proprio su Renzi, che già una volta lo beffò (almeno nella sua ricostruzione) promettendogli di condividere la scelta del nuovo Presidente in cambio del «sì» all’«Italicum», salvo incassare e basta.
Ragion per cui, sostiene l’ex premier nei suoi privatissimi colloqui, prima di «dare moneta» stavolta «esigo di vedere cammello»: vale a dire un testo di riforma elettorale come piace a Forza Italia.
L’attesa si annuncia breve. Giovedì prossimo Sisto, che rappresenta i berlusconiani in Commissione Affari costituzionali della Camera, presenterà una serie di emendamenti proporzionalistici al testo base che proporzionale al momento non è. Se i renziani li voteranno, ci sarà la prova che nessuno sta barando.
La quadratura del cerchio
Qualcuno fa paragoni con il Palio di Siena, dove la corsa incomincia nell’istante in cui pure l’ultimo cavallo si allinea alla partenza: Berlusconi è finalmente piazzato, adesso toccherebbe a Grillo.
Se pure lui ci stesse, sarebbe la quadratura del cerchio. I Cinquestelle per ora osservano e si domandano, scettici: sul serio il Pd sarebbe disposto a sposare un sistema di voto come quello che dal 2005, in Germania, ha già prodotto due «grandi coalizioni»?
La risposta degli esperti renziani è sì, nessun problema: grazie alla soglia di sbarramento, che fa pulizia etnica di tutti i partitini e ne ridistribuisce i resti, di fatto verrebbero favorite le forze maggiori.
Dunque si tratterebbe di un sistema proporzionale, ma con un «premio» nascosto tra le sue pieghe in grado di favorire la governabilità .
Altro ragionamento che si ascolta a Largo del Nazareno: la «grande coalizione» sta bene ai tedeschi e adesso pure ai francesi, che male ci sarebbe se pure noi vi fossimo costretti? L’importante, va confidando in queste ore Renzi, «è andare alle urne col resto d’Europa e non restare un altro anno nell’incertezza, in preda ai mercati».
Il ruolo del Colle
Poi, si capisce, l’ultima parola sulle urne spetta sempre al Capo dello Stato («non trascurabile questione», ironizza il centrista Pino Pisicchio). Ma intanto un primo passo è stato fatto proprio nella direzione indicata da Mattarella, che chiede un consenso il più ampio possibile sulle nuove regole elettorali.
«C’è già un fronte molto largo, anzi finora non si era mai registrata una convergenza così», si faceva notare ieri sera ai piani altissimi del Pd, mettendo in fila tutte le aperture di credito della giornata: oltre a Forza Italia, per bocca del suo leader, anche da Mdp, da Sinistra Italiana, dal Gruppo misto. Lo stesso Salvini ha evitato di impugnare il bazooka, forse perchè da parte berlusconiana sarebbe stato facile ribattergli che il primo a fare business con Renzi era stato proprio lui (già erano pronte le dichiarazioni di replica, casomai avesse osato).
Alle armi, alle armi
Vale quel che vale, ma una vecchia volpe come Massimo D’Alema è convinto che sotto sotto stavolta ci sia davvero qualcosa; non a caso ieri mattina metteva fretta al suo mondo, «bisogna riunirsi con chi c’è e fare le liste» in quanto la resa dei conti è più vicina.
(da “la Stampa”)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
MANO TESA DEL PD, M5S IN DIFFICOLTA’, LEGA ALLE CORDE… ERGENDOSI A GARANTE DEL PROPORZIONALE SILVIO INCASSA IL CONSENSO DELLA MELONI E DI SINISTRA ITALIANA ED EMARGINA SALVINI ALLE PRESE CON LA FRONDA INTERNA
Non ha certo l’aria di una sortita estemporanea quella con cui Silvio Berlusconi, dalle colonne del Messaggero, ha proposto al Pd un rapido accordo su una legge elettorale ispirata al modello tedesco che faccia da preludio ad elezioni anticipate in autunno. Più che una mossa, un’iniziativa politica raffinata e fertile, a giudicare dalle reazioni avute in un brevissimo lasso di tempo, a partire da quella dei diretti interessati Democrat, che lascia pensare a un qualcosa di più che a un semplice giro di valzer.
Ma andiamo per ordine: il leader di FI, come è noto, non gradirebbe una legge elettorale di impronta maggioritaria, ora che il suo partito non può contare più su un consenso di massa, e ha sonoramente bocciato il testo presentato dal capogruppo del Pd Ettore Rosato in commissione alla Camera.
Allo stesso tempo, Berlusconi è preoccupato dall’asse che in Parlamento si è formato, attorno al Rosatellum, tra il Carroccio e il Nazareno, che difficilmente potrebbe reggere alla prova dei numeri in Senato ma, magari con qualche lieve correttivo che possa andar bene ai centristi (ben dotati a Palazzo Madama) potrebbe anche sovvertire i pronostici e consegnare a Salvini – favorito dal Rosatellum – la golden share del centrodestra.
L’unico modo per uscire dall’angolo, dunque, è offrire a Renzi quello che, nell’attuale contesto parlamentare (che è fermo ancora ai rapporti di forza del 2013, e quindi con Forza Italia nettamente sovradimensionata) Salvini non può offrire, e cioè le elezioni anticipate in autunno.
Un obiettivo che tutti sanno, al di là delle dichiarazioni di circostanza, che il segretario del Pd tiene ancora sotto al tavolo e che rende l’offerta dell”ex-Cavaliere (“sistema tedesco e andiamo a votare in autunno”) particolarmente seducente, anche in virtù del fatto che a tutti è apparso chiaro che il testo presentato dal Pd, anche se viene bollato da Berlusconi come una “cattiva base di partenza”, si presta agevolmente a modulazioni dettate dalla convenienza, e non sarebbe un’impresa ardua avvicinarlo a un impianto digeribile per Forza Italia, soprattutto se in ballo c’è la fine anticipata della legislatura.
Il punto di caduta, potrebbe ad esempio essere l’abbassamento della quota di seggi assegnata col sistema maggioritario, o anche il mantenimento di collegi, in luogo del ritorno alle circoscrizioni (come tra l’altro fatto intuire da Berlusconi nell’intervista).
Un ragionamento che, associato alla chiara indicazione da parte di Berlusconi di M5S come del nemico comune delle forze moderate (e quindi anche del Pd) ha fatto subito breccia, tanto che la risposta del luogotenente renziano Maurizio Martina non si è fatta attendere, e ha parlato di “confronto serio” per una legge di “stampo europeo”.
Risposta altrettanto rapida ma con toni stizziti quella che giunge dal leader leghista Matteo Salvini, principale bersaglio dell’analisi politica fatta da Berlusconi nell’intervista, nella quale si ribadisce la necessità di una leadership moderata e liberale per il centrodestra italiano ed europeo.
Salvini accusa il leader azzurro di “non volere la coalizione” , di “non volere vincere le elezioni” e di “tirare a campare”.
Sullo sfondo, la lotta per la supremazia nel centrodestra, gli stessi equilibri interni al Carroccio (con la fronda dei bossiani sempre possibile) e il ruolo dei “cespugli”, i partiti più piccoli che Renzi non vorrebbe in Parlamento ma che Berlusconi sembra voler blandire ergendosi a garante del proporzionale, incassando subito la benevolenza di Sinistra italiana, che gli ha già riconosciuto “più buonsenso di Renzi” e quella quasi scontata di Fratelli d’Italia.
Più complessa la situazione in seno a Mdp-Articolo 1, dove all’ecumenismo di Giuliano Pisapia che dal palco di Milano parla di “passi avanti” sulla legge elettorale e di “casa progressista aperta” si affianca l’intransigenza degli scissionisti Pd, incarnata da Roberto Speranza che dallo stesso palco chiama i militanti alla mobilitazione con banchetti e gazebo contro la proposta di Renzi.
Masticano amaro, ma per ora non lo danno a vedere in modo palese, i settori forzisti più vicini alla Lega (in testa il governatore ligure Giovanni Toti), preoccupati dall’ipotesi di una rottura sostanziale tra Salvini e Berlusconi per le ripercussioni che potrebbe avere sui territori in cui i due partiti già governano assieme e in quelli che in cui si presentano da alleati alle imminenti amministrative.
Fin troppo agevole, infine, per M5S accusare Renzi e Berlusconi di agire avendo come unico scopo quello di voler “sbarrare la strada” al Movimento.
D’altronde non si comprende perchè dovrebbero agevolarla.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
SI APRE UNA NUOVA TRATTATIVA, PD DISPONIBILE A MODIFICHE
Silvio Berlusconi propone a Matteo Renzi un patto sulla legge elettorale che implementi il sistema tedesco (proporzionale con sbarramento) e permetta al paese di andare al voto in autunno.
L’ex premier definisce il sistema misto maggioritario-proporzionale proposto dal Pd — il cosiddetto Rosatellum — “non un sistema misto” ma “un sistema confuso e pericoloso. Se venisse adottato — spiega Berlusconi — dalle elezioni potrebbero uscire una maggioranza casuale, che sarebbe comunque espressione di una minoranza dei cittadini, o anche due maggioranze diverse fra Camera e Senato. Mi sembra un tentativo di forzatura da parte del PD, del tutto sorprendente anche rispetto alle indicazioni del Capo dello Stato per una legge elettorale condivisa”.
“Il problema non è Forza Italia — sottolinea — questa proposta, che non ha la maggioranza in Senato, così com’è spacca il Paese su un tema che invece dovrebbe unire, come le regole elettorali. Forza Italia ragiona come sempre nell’interesse complessivo, che in queste materie non può essere ricondotto a piccoli calcoli di convenienza immediata. Io spero e credo che si potrà tornare a ragionare con il Pd, anche perchè i numeri parlamentari lo rendono necessario. Quello che è certo, è che questa proposta non è una buona base di partenza”.
Secondo il Cavaliere, “il sistema tedesco, quello vero, che noi chiedevamo, è uno dei due grandi sistemi possibili, accanto al semipresidenzialismo alla francese. L’ unico che funziona davvero in Europa nei paesi in cui non è prevista l’elezione diretta del Presidente”.
Sulle intercettazioni “ben venga il ravvedimento del Pd, anche se interessato” e aggiunge: “Non ho esitazioni a definire riprovevole la campagna scandalistica della quale sono vittime Renzi e la Boschi. Sono avversari, ma noi vogliamo sconfiggerli sul piano delle idee, dei programmi della capacità di governo, non usando questi metodi che ci ripugnano.
(da agenzie)
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Maggio 20th, 2017 Riccardo Fucile
BASTASSE UNA SIGLA PER RIFARSI UNA VERGINITA’…SE VUOLE DIVENTARE IL DIFENSORE DEI DIRITTI CIVILI, BERLUSCONI COMINCI COL ROMPERE L’ALLEANZA CON I RAZZISTI
In principio era Dudù, il cane di casa; l’ultima uscita sul tema, invece, è stata sull’agnellino, per la
‘campagna’ di Pasqua. E ora gli animali diventano da passione privata affare politico.
“Un sondaggio su un campione di 2mila persone indica che se alle prossime elezioni si presentasse un movimento per la difesa dei diritti degli animali e dell’ambiente avrebbe il 20%”.
Silvio Berlusconi partecipa a Milano alla presentazione del nuovo partito in vista delle elezioni di cui è socio fondatore insieme alla paladina degli animali Michela Brambilla, già al governo con l’ex Cavaliere, ministro del Turismo e sottosegretario.
“Mi impegno come Forza Italia – dice l’ex premier – ad appoggiare tutte le vostre proposte di legge che arriveranno in parlamento”.
In sala, ad applaudire al nuovo soggetto politico, anche la fidanzata Francesca Pascale. Silvio Berlusconi sa che “i sondaggi sono una cosa e la realtà un’altra”, ma “è stata risposta fantastica – sottolinea – molti di questi voti arrivano da quegli italiani che sono disgustati da questa politica, rassegnati e convinti che il voto non valga nulla e che hanno deciso di non andare a votare. Metà di quel 20% viene da lì.
Secondo questi dati – aggiunge analizzato la voglia di politiche ‘animaliste’ individuate attraverso il campione – avreste 160 parlamentari e 63 senatori. Probabilmente non saranno così tanti, ma potreste inviare in parlamento un nucleo compatto per combattere da dentro le vostre battaglie di civiltà . Io sarò sempre con voi, Forza Italia appoggerà sempre le vostre proposte di legge”.
“Al mattino passeggio nel parco di Arcore circondato dagli animali – racconta alla platea (il partito dovrebbe presentare proprie liste alle prossime elezioni) – ho pecore e agnelli, sono straordinari, mi seguono quando passeggio in giardino, poi insieme ci sono anche i cani che danno i baci alle caprette. Adesso al mattino vado nel parco di Arcore con un seguito di 13 animali”.
E poi la sera invita ad Arcore gli affogatori dei profughi.
L’operazione di Berlusconi è quella di raccogliere qualche decimale in più per risalire a quel 15% che oggi può certificare la leadership del Centrodestra, nulla di più.
Conoscendo quell’ambiente da decenni, posso assicurare Silvio che gli animalisti non sono coglioni e sanno distinguere chi agisce in buona fede da chi ha secondi fini.
Sono persone che fanno volontariato, che dedicano tempo, passione e denaro ad alleviare le sofferenze altrui, a soccorrere, a salvare, a cercare adozioni.
Nulla a che vedere con gli affogatori di esseri umani che Silvio è abituato a ricevere ad Arcore per i suoi summit del sedicente centrodestra.
Se pensa di carpire il voto di persone che si dedicano agli altri per favorire indirettamente il peggiore becerume in circolazione, si sbaglia di grosso.
Dimostri di essere in buona fede se vuole quei voti, dichiari chiusa l’alleanza con i razzisti e intraprenda un nuovo percorso.
Solo così sarebbe credibile, altrimenti si limiti a lanciare la pallina a Dudù sperando che gliela porti indietro.
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
SECONDO I SONDAGGISTI UNA LISTA DEL GENERE POTREBBE VALERE TRA IL 5% E IL 10%
“Dalla parte degli animali”, potrebbe chiamarsi così la lista che Silvio Berlusconi ha messo in cantiere
per conquistare i voti degli animalisti.
Secondo La Stampa infatti il Cavaliere, dopo il successo del video pasquale in difesa degli agnelli, starebbe pensando a un nuovo contenitore politico da affiancare a Forza Italia per recuperare terreno in vista dei prossimi appuntamenti elettorali,
Berlusconi starebbe pensando ad una lista ad hoc per intercettare la sensibilità degli animalisti. Del resto per gli esperti di Berlusconi i dati parlano chiaro:”In Italia ogni famiglia ha un animale a testa, i cani sono circa 7 milioni, i gatti 7 milioni e mezzo”
La costruzione della lista, ribattezzata dal quotidiano torinese “Lista Dudù”, è stata affidata alla deputata di Fi e presidente della Lega per la difesa degli Animali Michela Vittoria Brambilla
Il dossier è stato affidato a Michela Vittoria Brambilla, fedelessima dell’ex premier…che avrebbe già in mente una serie di personalità del mondo animalista da schierare in tutto lo stivale..tra i nomi Pietra Rosati, presidente della Lega del Cane, e anche l’ex hostess Alitalia e partecipante del Grande Fraello, Daniella Martani
La lista, sempre secondo la Stampa, potrebbe essere presentata già la prossima settimana e nel frattempo ci sono le prime stime dei sondaggi: Da nord a sud alcuni istituti di ricerca attestano una lista a difesa degli animali fra il 5% e il 10%
La lista animalista di Silvio avrà il compito di favorire le adozioni, contribuire a ridurre l’affollamento dei canili, e sensibilizzare settori più ampi dell’opinione pubblica sull’emergenza randagismo.
(da agenzie)
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Maggio 13th, 2017 Riccardo Fucile
SALVINI VUOLE L’ALIQUOTA FISCALE UNICA AL 15%, SILVIO CORTEGGIA GLI ANZIANI, PECCATO CHE NESSUNO DICA DOVE TROVARE I SOLDI… A PARTE CHE POTEVANO FARLO QUANDO HANNO GOVERNATO L’ITALIA PER 9 ANNI, CON MISURE DEL GENERE SENZA COPERTURE ARRIVA IL DISSESTO FINANZIARIO IN POCHI MESI
Una pensione minima di mille euro non tassabili per 13 mensilità . 
In un messaggio inviato a un convegno sulla condizione femminile a Monza, Silvio Berlusconi rilancia una vecchia proposta per i pensionati e spiega: “Tutti hanno diritto di vivere la propria vecchiaia in maniera decorosa, senza preoccupazioni e senza privazioni materiali o morali. Per questo garantiremo a tutti una pensione minima di 1000 euro non tassabili per 13 mensilità , restituendo a tutti gli anziani la dignità del loro passato di protagonisti nella società , per il valore umano e l’esperienza di cui sono portatori”. “Sono le auto che si rottamano, non le persone. Associare la rottamazione agli esseri umani – sostiene Berlusconi – fa rabbrividire: tutte le donne e tutti gli uomini hanno la medesima dignità qualunque sia la loro età “.
Non è certo la prima volta che Berlusconi promette di aumentare le pensioni minime, qualche anno fa aveva parlato di di aumento a 800 euro, ora di 1000, ma resta il fatto che in 9 anni di governo del Paese da parte del Centrodestra, nessun aumento è mai stato attuato in tal senso.
Come nel caso della promessa di Salvini di una tassazione ad aliquota unica pari al 15%, anche Berlusconi dimentica di indicare con quali soldi pensa di finanziare una misura del genere. Perchè parlare è facile, promettere è semplice, ma senza coperture si prendono solo in giro gli Italiani.
Poi se si vuole creare un ulteriore buco nel debito pubblico e far fallire il Paese, basta dirlo.
(da agenzie)
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