Aprile 28th, 2016 Riccardo Fucile
COME AVEVAMO PREVISTO DA DUE SETTIMANE, ALL’ULTIMO CI SAREBBE STATA LA CONVERGENZA… LA RABBIA DEI LEPENOSI
Guido Bertolaso non è più il candidato a sindaco di Roma di Forza Italia.
Il partito di Silvio Berlusconi ha deciso di sostenere Alfio Marchini per il Campidoglio. E’ questo l’esito dell’incontro di questa notte a Palazzo Grazioli tra l’ex capo della Protezione Civile e il leader forzista.
“Con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell’ingegner Alfio Marchini – ha fatto sapere Berlusconi – Non è una scelta nuova. Marchini era stato la nostra prima opzione, ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione”.
In realtà l’operazione era stata decisa da tempo e, come avevamo annunciato, sarebbe stata ufficializzata solo l’ultimo giorno utile.
Forza Italia spiega che l’obiettivo “è vincere, per dare ai romani un governo della città all’altezza della capitale d’Italia. Abbiamo preso atto che per vincere occorre una proposta unitaria delle forze moderate e liberali, con un forte spirito civico: una risposta fuori dalle logiche di partito e dagli interessi dei partiti. Per questo, con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell’ingegner Alfio Marchini”.
“Oggi – prosegue il partito di Berlusconi – la situazione di Roma è drammatica, e bisogna adottare delle soluzioni urgenti: per noi è insopportabile assistere allo stato di progressivo declino che sta conducendo Roma al collasso definitivo”.
L’appoggio a Marchini “non è una scelta nuova. Marchini era stato la nostra prima opzione, ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione. Per questo avevamo chiesto a Guido Bertolaso il sacrificio di scendere in campo per unire il centro-destra, con il consenso di tutti. Non per colpa sua, nè per scelta nostra, quella che era nata come una soluzione unitaria oggi è diventata una candidatura divisiva. Non possiamo permettere che i romani si trovino a scegliere fra la continuità della disastrosa gestione del Pd e l’avventurismo irresponsabile dei Cinque Stelle”
Dunque, “con la stessa generosità e spirito di servizio con cui Guido Bertolaso aveva messo da parte progetti molto importanti per candidarsi a sindaco – afferma Forza Italia – oggi si è reso disponibile a ritirare la sua candidatura per convergere su quella nelle migliori condizioni per vincere. Per due volte, ha dimostrato grande responsabilità e amore per la città di Roma, che non dimenticheremo. D’altronde Roma e l’Italia avranno ancora bisogno di lui”.
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2016 Riccardo Fucile
“BISOGNA PARLARE AGLI ITALIANI CON IL LINGUAGGIO DEI MODERATI”
Silvio Berlusconi non ci sta. Non ci sta ad essere dipinto come un uomo sul viale del tramonto. Non
ci sta e, per questo, prende carta e penna e scrive una lunga lettera a Il Giornale.
Una lettera che è un messaggio agli elettori ma, soprattutto, è un messaggio agli alleati (ex?) Giorgia Meloni e Matteo Salvini. E proprio da qui Berlusconi parte per spiegare cosa gli passa per la testa.
“Siamo convinti – scrive -che Guido sia un uomo del fare e possa essere il migliore sindaco per Roma. A noi interessa offrire ai romani, come ai cittadini di ogni città in cui si vota, il miglior sindaco possibile in grado di risolvere i problemi delle singole città , e quelli di Roma sono così gravi da far tremare chiunque. Tutto il resto, gli equilibri del centro-destra, la corsa a una leadership che non è affatto all’ ordine del giorno, l’ obiettivo di battere Renzi, vengono dopo, molto dopo”.
A questo punto il leader di Forza italia passa al contrattacco: “Forza Italia non è la destra. Forza Italia è un partito moderato, alternativo alla sinistra e alleato con la destra, come lo sono le forze politiche del Ppe più o meno in tutt’Europa. Con la destra siamo alleati da 20 anni, abbiamo governato insieme e sono certo che governeremo insieme anche in futuro. Ma il centro-destra ha vinto, è stato la maggioranza in Italia, quando ha saputo parlare con il nostro linguaggio agli italiani che cercano soluzioni e che chiedono la massima professionalità ai politici”.
Tradotto: senza Forza Italia nessuna coalizione può pensare di vincere.
Certo, il momento non è semplice, Berlusconi riconosce l’emorragia di voti, ma ha una spiegazione per il fatto che “questi italiani si sono ritirati nell’astensionismo”: “Siamo governati da molti anni da maggioranze parlamentari e da governi diversi da quelli scelti dagli elettori, ma non nascondo certo il fatto che non siamo riusciti a completare quella rivoluzione liberale che era nei nostri progetti dal 1994”.
In ogni caso non tutto è perduto: “Non abbiamo affatto smesso di credere nella «rivoluzione liberale»”.
Per questo, insiste, “non esiste alcun centro-destra possibile senza di noi (se non un’ opposizione di pura testimonianza e senza prospettive), e per vincere dobbiamo ritrovare quei voti moderati che abbiamo smarrito. Questa è la missione di Forza Italia che alcuni commentatori amano definire «al tramonto». Li invito volentieri a partecipare ad una qualsiasi nostra assemblea, ad un incontro di nostri militanti, ad un’iniziativa pubblica di Forza Italia: vedranno una forza tesa a costruire il futuro, con entusiasmo e con impegno, altro che «fine corsa»”.
(da agenzie)
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Aprile 23rd, 2016 Riccardo Fucile
“UNITA’ DEL CENTRODESTRA A ROMA NON E’ PIU’ POSSIBILE”… MA LE LISTE SI PRESENTANO IL 29 E UN COLPO DI SCENA NON E’ DA ESCLUDERE
L’unica cosa ormai certa è che non ci sarà la convergenza su Giorgia Meloni.
A Roma Forza Italia continuerà a sostenere l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso.
L’annuncio dopo giorni di tentativi di mediazione e incontri è stato fatto dallo stesso Silvio Berlusconi con una nota: “Noi manteniamo la parola data”, ha scritto.
Niente intesa quindi con la Lega Nord che, almeno nella Capitale, correrà con Fdi e senza l’appoggio degli azzurri.
“Noi abbiamo fatto”, ha scritto Berlusconi nel comunicato che chiude definitivamente le trattative, “del mantenimento della parola data la regola del nostro impegno politico. Per questo non possiamo accettare che gli accordi pubblicamente assunti vengano disattesi, men che meno per calcoli egoistici di partito. Per questa ragione, pur dispiaciuti che a Roma non si sia potuta realizzare l’unità del centrodestra, ribadiamo la nostra convinta scelta e il nostro deciso sostegno a Guido Bertolaso“. Secondo l’ex Cavaliere, Bertolaso resta il candidato “migliore”:
“E’ l’unico tra gli aspiranti sindaci in campo in grado di risollevare la capitale d’Italia dallo stato di degrado in cui si trova dopo anni di cattiva amministrazione. Il suo curriculum non permette alcun dubbio al riguardo per le tante impegnative e complesse emergenze che ha saputo affrontare e risolvere, con competenza e decisione, nel corso della sua lunga carriera al servizio del Paese”.
Ma fino al 29 (termine di presentazone delle liste) qualcosa potrebbe ancora succedere.
Anche altrove (Torino, Napoli, Bologna e diverse altre città al voto) le liste non sono chiuse, tutto è in altissimo mare.
In verità resta sempre in piedi il possibile accordo con Marchini che, a detta dei sondaggi, potrebbe essere la mossa vincente dell’ultimo giorno per spiazzare Lega e Fdi.
Sarebbe la rottura definitiva con l’attuale destra populista e l’avvio di un nuovo percorso di allenze: per questo è ostacolato da quei dirigenti del Nord che sopravvivono grazie agli accordi con la Lega.
E forse per questo la carta deve restare coperta fino all’ultimo.
(da agenzie)
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Aprile 22nd, 2016 Riccardo Fucile
TOTI, GELMINI E ROMANI SONO ISOLATI: A LORO INTERESSA SOLO MANTENERE I GOVERNI REGIONALI AL NORD… PASCALE SCATENATA CONTRO SALVINI: “INGINOCCHIATI DAVANTI AI MERIDIONALI, TROGLODITA”
Il vento di Cologno Monzese (e non solo) soffia forte, allontanando una possibile ricucitura con
Salvini e Meloni.
Per ora, ripetono i big, “il candidato è Bertolaso”, ma sottotraccia in parecchi tessono la tela che porta a Marchini.
I rapporti, ormai, con Salvini e la Meloni segnano il minimo storico. Siamo al più classico dei momenti che precede una ostilità aperta, come si evince dal principio di rissa ingaggiata da Francesca Pascale, che sul suo profilo Instagram ha di fatto insultato il leader leghista. Posta un’altrettanto raffinato ragionamento del leader leghista e scrive, a commento: “Inginocchiati ai meridionali, troglodita”.
A voler cercare un minimo di razionalità all’interno di una vicenda surreale, si potrebbero così sintetizzare le posizioni.
Il partito “Mediaset”, che considera pericolosa per gli interessi aziendali la deriva lepenista. Non solo Confalonieri, ma è da giorni che è tornato in campo Gianni Letta. Attenzione: non per Bertolaso, ma per favorire un passo indietro di Bertolaso a favore di Alfio Marchini. Letta che di Bertolaso conosce virtù e peccati, lo considera debole. E pensa che sarebbe necessario un suo passo indietro a favore di Marchini.
Seconda corrente è guidata da Francesca Pascale, che da giorni lavora sull’ego del Cavaliere, all’insegna del “non puoi farti trattare così”, “fagli vedere chi sei a quei due là ”. Il tutto in un clima assai meno pacato di come il cronista lo può raccontare senza scadere nella volgarità .
La terza il partito romano, che si è riunito con Berlusconi a Grazioli.
Uno dei presenti, Davide Bordoni, dice: “Molti sondaggi dicono che ad un eventuale ballottaggio Marchini avrebbe la meglio sulla raggi, sarebbe un’ipotesi”. Un pressing cui si è unito anche Antonio Tajani che, nei giorni scorsi, pur di far saltare l’accordo pressochè fatto con la Meloni ha minacciato di lasciare Forza Italia.
Poi c’è la spaccatura coi poltronisti .
Il fronte del Nord — Romani, Gelmini, Toti, Bergamini — è preoccupato che una rottura con Salvini a Roma possa compromettere alleanze e governi locali sopra il Po, dalla Lombardia alla Liguria.
“Silvio, con la Lega siamo obbligati a governare, non possiamo rompere sennò succede un casino”, è il refrain.
Su di loro grava però il sospetto di tradimento, non si capisce se reale o messo in giro ad arte dal fronte opposto, i “lealisti”, che stanno con Berlusconi qualsiasi decisione prenda.
Secondo questi ultimi (Gasparri, Tajani, Maria Rosaria Rossi, Matteoli, Fiori) il fronte del Nord sarebbe pronto alla scissione, proprio per una questione di poltrone.
Fonti interne a Grazioli raccontano che, Bertolaso e Marchini si sentono con una certa frequenza e non è escluso che, nelle prossime ore, ci sarà un contatto tra Berlusconi e Marchini che — chissà se è un caso — ha rallentato iniziative e dichiarazioni come in ogni trattativa che si rispetti.
E, proseguono le stesse fonti, lo stesso accadrà con Storace: “L’idea è costruire una coalizione da Marchini a Storace da contrapporre alla Meloni”.
Nel resto d’Italia, ad eccezione di Milano, gli accordi tra Lega e Forza Italia sono in alto mare.
(da Huffingtonpost e Fatto Quotidiano)
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Aprile 22nd, 2016 Riccardo Fucile
SI LAVORA A UN TICKET MARCHINI-BERTOLASO PER UN POLO MODERATO FUTURO…INCONTRO NOTTURNO BERLUSCONI-MARCHINI
Una campagna elettorale anomala, dai contorni ancora sfumati ma nella quale, forse per la prima
volta, tutti i protagonisti in campo si giocano il proprio futuro: la destra xenofoba targata Meloni-Salvini, il Pd «rottamato», i 5 Stelle promossi ad aspiranti governatori, la Sinistra per la prima volta in solitaria.
E ovviamente i due centri moderati, Forza Italia e Alfio Marchini, quelli insomma in grado di fare la differenza tra sconfitta e vittoria.
Uno spiraglio aperto per una convergenza del Cav sul civico Alfio Marchini ancora c’è. Nonostante le parole del candidato azzurro Guido Bertolaso («vado avanti»), la dichiarazione ufficiale di Silvio Berlusconi, l’unica in grado di porre fine alla desolante querelle, non è arrivata.
I contatti con l’ingegnere romano, che ricordiamo essere stata la prima scelta del Cav per la tornata capitolina, sarebbero tuttora in corso.
Quella di convergere su Marchini, appoggiato da Ncd e fittiani, sarebbe una scelta – fanno riflettere dall’interno – sul futuro, verso la nascita di quel polo moderato e riformatore in grado di determinare partite ben più ampie rispetto a quella romana. Non solo.
Se il cuore rosso della civica Marchini si sfumasse di azzurro, la possibilità di superare i «parenti serpenti» della destra salirebbe sensibilmente, portando magari il polo dei moderati a quel 20% che sul piatto delle trattative nazionali assumerebbe un peso decisamente diverso rispetto ad oggi.
Anche perchè che la Meloni superi il 20% è tutto da vedere.
Mentre il Cav riflette, una delle ipotesi tornate prepotentemente sul tavolo è di proporre Bertolaso «city manager» con Marchini.
Un tandem in grado di convincere un elettorato assai confuso e di riproporre quella leadership del mondo liberale altrimenti compromessa.
L’ingegnere sta a guardare. Anche per lui, tuttavia, il gioco si fa duro. Se nel 2013 poteva contare sulla novità , adesso deve consolidare un progetto politico di natura civica ancora di difficile collocazione.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2016 Riccardo Fucile
“LA SINISTRA NON ARRIVA AL 25%, POSSIAMO VINCERE”
«Se la questione fosse stata solo Roma figuriamoci, sarei stato il primo a voler correre da solo sostenendo te contro la Meloni e Salvini. Ma guarda qua».
Quando si trova davanti a Guido Bertolaso, il candidato ormai fantasma che a Palazzo Grazioli viene considerato prima di tutto «un amico vero e un gran signore», Silvio Berlusconi tira fuori dalla tasca il sondaggio di Alessandra Ghisleri che sta già decidendo le sorti della Capitale.
Ma non indica la cifra (singola) che inchioda l’ex numero uno della Protezione civile al di sotto del 10 per cento, lontanissimo da qualsiasi speranza di ballottaggio.
Bensì quella riga, «Giachetti più Fassina» da cui si deduce che «la sinistra», ripete a voce alta l’ex presidente del Consiglio, «anche unita non arriva ad avere un quarto degli elettori romani».
Il ragionamento di Berlusconi, che ha praticamente sacrificato il cavallo di razza su cui aveva puntato, parte proprio da quella riga.
L’aveva detto nella notte tra martedì e mercoledì ai big del partito romano, lo ripete mercoledì sera a Bertolaso: «Se questo sondaggio dice il vero, allora vuol dire che Renzi è nei guai a Roma. E se è nei guai a Roma, allora è nei guai in Italia».
La giornata di mercoledì è servita a Berlusconi a smuovere le acque, riaprire la partita, uscire dallo stallo.
E assistere all’ennesima spaccatura interna a Forza Italia, dove un pezzo del partito (leggasi Maurizio Gasparri) è pronto all’accordo con Giorgia Meloni e un altro pezzo (leggasi Antonio Tajani) torna a caldeggiare il «matrimonio» con Alfio Marchini.
Ma la via d’uscita? Sostenere la leader di Fratelli d’Italia, magari puntando i piedi per ottenere un «listone unico del centrodestra» ed evitando così «che Forza Italia finisca relegata dagli elettori in fondo, con meno dei voti del partito di Meloni e La Russa»?
Oppure realizzare quell’autentico coup de thèà¢tre a cui il leader forzista starebbe lavorando dall’ultimo fine settimana?
La strada «nazionale», che privilegia la nascita di una Federazione del centrodestra e un modello di coalizione uguale a Milano come a Napoli, è la prima. Firmare un accordo con Fratelli d’Italia e Lega, sostenere Meloni e marciare compatti.
La seconda, invece, tiene conto del lavorio svolto ad Arcore tra venerdì scorso e domenica.
Un lasso di tempo in cui, secondo alcune ricostruzioni, Berlusconi avrebbe incontrato vis-à -vis in Brianza Alfio Marchini, che in un tempo non troppo lontano è stata la sua prima scelta.
A meno di colpi di scena, l’ora della verità scatterà dall’ufficio di presidenza di Forza Italia in programma giovedì.
Tutti i bookmakers danno la «soluzione Meloni» come la più quotata. Ma la seconda via, quella che porta a un accordo con Marchini, non sarebbe stata ancora abbandonata.
Tanto che, per arrivarci, c’è un sentiero già tracciato. Lo stesso che una delle persone più vicine a Berlusconi riassume con queste parole: «Berlusconi lascia la palla a Bertolaso. Lascia insomma che sia lui a decidere se andare avanti sulla sua candidatura oppure se cedere il passo. A quel punto Bertolaso si prende tempo e indica la via dell’accordo con Alfio Marchini».
Sarebbe, in un sol colpo, la realizzazione di due scenari indicati tempo fa dai due protagonisti. Da Bertolaso, che definì Marchini «il candidato più simile a me».
E anche da Marchini, che secondo i sondaggi con Forza Italia potrebbe arrivare al ballottaggio e vincerlo.
E che da due settimane ha una scommessa aperta: sul numero dei candidati dell’area moderata. «Alla fine, ne rimarranno solo due».
Tommaso Labate
(da “il Corriere della Sera”)
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Aprile 20th, 2016 Riccardo Fucile
LE PRESSIONI DEI POLTRONISTI DI FORZA ITALIA AVEVANO QUASI CONVINTO IL CAVALIERE A CERCARE UN’INTESA, MA SALVINI CON IL SUO 3% A ROMA PENSA DI DETTARE CONDIZIONI E SILVIO SI INCAZZA… TUTTO RINVIATO AD OGGI
A un certo punto del pomeriggio sembrava cosa fatta. Il passo indietro di Guido Bertolaso era imminente, forse addirittura in giornata, così che oggi Giorgia Meloni, all’apertura della sua campagna elettorale sulla terrazza del Pincio, avrebbe potuto annunciare l’accordo con Silvio Berlusconi.
E invece niente, in serata tutto salta di nuovo in questa giornata di ordinaria follia, una delle tante del centrodestra a Roma.
L’accordo tra Berlusconi e Meloni era in dirittura d’arrivo. Restava solo da trovare un’exit strategy per Bertolaso.
E per mettere a punto la ritrovata intesa Berlusconi aveva invitato a cena a Palazzo Grazioli Matteo Salvini e la stessa Meloni.
Ma verso le sette di sera tutto s’inceppa di nuovo.
Il motivo è una telefonata di fuoco tra Salvini e Berlusconi in cui il leader di Forza Italia ha provato a convincere il leghista a mettere in campo una lista unica a Roma, senza simboli dei partiti e quell’altro gli ha risposto picche.
L’ex Cav, dunque, ha provato a fissare le sue condizioni in cambio dell’appoggio di Fi alla Meloni, ma si è trovato di fronte un muro.
Qui — fa notare un esponente azzurro — “sta la differenza tra Salvini e Bossi. Col Senatur a Silvio bastava sedersi intorno a un tavolo per trovare un accordo, mentre con Matteo non si capiscono proprio, sono su due pianeti diversi”.
Dopo la telefonata, la cena a Palazzo Grazioli viene annullata, mentre per oggi è convocato d’urgenza l’ufficio di presidenza di Forza Italia.
L’accordo con Meloni, dunque, è in stand by, congelato, mentre Bertolaso è ancora in campo.
Insomma, la giornata convulsa, dopo mille giravolte, si conclude con un nulla di fatto.
Ma facciamo un passo indietro.
Dopo un vertice notturno con i big azzurri andato in scena martedì 19 aprile a Palazzo Grazioli, sembrava che Silvio Berlusconi avesse deciso di mollare Bertolaso.
A convincere l’ex Cavaliere era stato il pressing asfissiante dei suoi poltronisti.
Da Tajani a Gasparri, da Brunetta a Romani, sondaggi alla mano, hanno fatto capire al leader azzurro che con Bertolaso “qui portiamo in Campidoglio un solo consigliere comunale”, gli hanno ripetuto in coro.
Come se , anche senza Bertolaso, Forza Italia prendesse chissà quale percentuale in una città dove la Lega arranca al 3% e Fdi viaggia non oltre il 13%.
Anche se Bertolaso fosse all’8%-9%, sarebbe in linea con i voti che Forza Italia raccoglie nella capitale oggi come oggi.
Diciamo che le soluzioni restano a questo punto tre: o appoggiare Meloni o virare su Marchini o rimanere su Bertolaso per un questione di dignità e fedeltà alla parola data.
Piuttosto va sottolineato che a fare pressing per la Meloni sono i vari servi sciocchi di Forza Italia in giro per l’Italia che sopravvivono grazie all’accordo con la Lega, come Toti in Liguria.
Incapaci di disegnare la strategia di una destra moderna, maggiordomi di una banda di lepenosi arroganti, interessati solo a restare attaccati alla poltrona.
Personaggi senza dignità .
(da agenzie)
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Aprile 19th, 2016 Riccardo Fucile
E NEL GIORNO DEL NATALE DI ROMA SARANNO FIANCO A FIANCO
La resurrezione dovrebbe essere a Pasqua e invece Silvio Berlusconi fa rinascere Guido Bertolaso a Natale. O meglio: nel giorno del Natale di Roma.
Anche se i sondaggi non sono favorevoli il leader di Forza Italia continua a puntare su di lui.
“Il presidente mi ha rinnovato il suo appoggio incondizionato ribadendo che io sono il candidato migliore per governare Roma”, l’ex Capo della Protezione civile esce quindi trionfante da Palazzo Grazioli dopo mezz’ora di colloquio con l’ex Cavaliere, che a quanto pare non ha intenzione di rimescolare le carte e puntare su Giorgia Meloni o su Alfio Marchini.
Anzi, secondo quanto si apprende da fonti vicine al candidato primo cittadino della Capitale, già giovedì, festa del Natale di Roma, potrebbe esserci il grande debutto di Berlusconi al fianco di Bertolaso.
Nella speranza, forse, di mettere fine a tutte le polemiche di questi giorni e porre rimedio ai dissidi interni al partito.
La data scelta non è una qualunque. È la festa di Roma, ma anche il giorno in cui la candidata di Fratelli d’Italia e della Lega Nord dovrebbe depositare la sua candidatura, e Virginia Raggi, potrebbe approfittare della presenza di Beppe Grillo nella Capitale, per incontrarlo.
Berlusconi e Bertolaso invece dovrebbero fare un giro nelle periferie romane perchè è questo l’impegno che il candidato azzurro ha preso già da qualche giorno.
Nessun incontro in vista tra Berlusconi e Matteo Salvini. Tra loro, per adesso, c’è il gelo.
Il leader di Forza Italia dovrebbe invece vedere i big del partito per provare a spegnere le polemiche.
(da “Huffingtonpost“)
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Aprile 15th, 2016 Riccardo Fucile
NEL FINE SETTIMANA ATTENDE GLI ULTIMI SONDAGGI PER DECIDERE IL COLPO A SORPRESA
I sondaggi della Ghisleri arriveranno nelle mani di Silvio Berlusconi tra oggi e domani: il tempo di studiarli per poi passare alla mossa a sorpresa, destinata a rivoluzionare la partita.
Non si tratta solo di sondaggi sulle percentuali che possono raccogliere i singoli candidati, ma su che livello di consenso raccoglierebbe un candidato sindaco frutto di una triplice alleanza.
Dando per scontato che la Raggi naviga tra il 25% e il 27%, che Giachetti è situato intorno al 22%- 23% e la Meloni intorno al 18%-19%, Berlusconi punta a vincere la partita, rivoluzionando le carte per arrivare a quota 23% e arrivare al ballottaggio.
Il duo Marchini-Bertolaso è accreditato insieme del 21%, con Storace che coprirebbe il fronte destro si arriva a quota 23% e secondo Ipr Marketing il ballottaggio è assicurato.
Questa quota è stata già verificata, ma Silvio è un tipo preciso e attende le conferme della fidata Ghisleri. Se fosse confermata questa soglia, entro martedi la comunicazione ufficiale. E a quel punto Berlusconi ci metterebbe del suo, impegnandosi in prima persona con una presenza pesante in campagna elettorale e sui media.
E a quel punto tutto sarebbe possibile.
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