Maggio 1st, 2021 Riccardo Fucile
L’ITALIA FINANZIA QUESTI DELINQUENTI CHE VIOLANO OGNI NORMA INTERNAZIONALE: IL VIDEO DI SEA WATCH E’ LA PROVA TANGIBILE DI COME CI SIAMO VENDUTI L’ANIMA
Inseguiti da un gommone e da una motovedetta della guardia costiera libica, picchiati con un bastone e costretti a tornare nell’inferno della Libia.
E’ solo uno dei cosiddetti soccorsi operati dalla guardia costiera di Tripoli, questa volta documentato dall’equipaggio della Sea Watch 4 che ha pubblicato il video su Twitter.
E’ un weekend di traversate nel Mar Mediterraneo nonostante il maltempo. La Ong tedesca questa notte ha effettuato un quarto salvataggio in 48 ore, soccorrendo un’imbarcazione con 94 persone e adesso ha a bordo 308 migranti e ha chiesto un porto sicuro.
La Ong tedesca, commentando il video del gommone che è stato riportato indietro dai libici sotto i loro occhi, scrive: “Ecco come si svolge un’intercettazione della cosiddetta guardia costiera libica: persone in pericolo picchiate e costrette con la forza a tornare nell’inferno da cui fuggivano. Oggi l’equipaggio di Sea Watch 4 ne è stato testimone e ha documentato i fatti con queste immagini”.
Nei giorni scorsi l’apprezzamento del premier Mario Draghi alla guardia costiera libica durante la visita del premier a Tripoli aveva suscitato polemiche. Poi è stata la volta della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha raggiunto la Libia per un primo incontro con il suo omologo libico chiedendo espressamente il rispetto dei diritti umani dei migranti e il via libera alle agenzie dell’Onu nei centri di detenzione.
Ma le Ong presenti nel Mediterraneo, in questo momento la Sea Watch e la Ocean Viking (che aspettano entrambe la concessione di un porto), continuano a denunciare e documentare le modalità di intervento dei libici, che poco hanno a che fare con un soccorso in mare.
(da La Repubblica)
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Aprile 28th, 2021 Riccardo Fucile
IL FATTO E’ AVVENUTO A SASSARI SENZA NESSUN MOTIVO
Lo immaginiamo tronfio nel suo ritorno a casa. Soddisfatto per aver insultato un ragazzo – senza alcun motivo – e pronto a condividere il suo filmato con i suoi amici. Il testosteronico (o forse no) omofobo, infatti, ha anche realizzato il video della sua “impresa”.
E poi, come nelle dinamiche della rete, quelle immagini sono state condivise e sono diventate virali. L’ennesimo episodio intriso di ideologia omofoba è accaduto a Sassari. E quel video vale più di mille parole.
Frasi oscene, insulti omofobi e una narrazione completamente inventata. Non riporteremo le esatte parole utilizzate dall’omofobo di Sassari, perché sono talmente vergognose da provocare ribrezzo anche in chi scrive.
Sta di fatto che le immagini parlano da sole. In sottofondo si sente anche una voce femminile che, a un certo punto, chiede all’omofobo di smetterla di insultare e di registrare la scena. Una voce “amica”, sembrerebbe dal filmato. Ma lui non demorde e prosegue nel suo delirio.
Una rabbia immotivata nei confronti di un giovane in fila – non sappiamo per quale motivo – e che è stato costretto a subire quel tipo di violenza verbale.
Poi il filmato è finito in rete, condiviso proprio dall’omofobo di Sassari (visto che lo ha realizzato lui stesso). Per fortuna ci sono stati profili, come quello che ci ha permesso di condividere il video, che lo hanno ricondiviso a mo’ di denuncia.
Perché questa è la testimonianza di quanto sia necessaria una legge come quella presentata da Alessandro Zan. E chi lo nega non fa altro che dare una pacca sulla spalla a personaggi come il protagonista di questa triste vicenda dell’Italia del 2021.
(da Globalist)
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Aprile 27th, 2021 Riccardo Fucile
“SE SI FOSSE ASPETTATO ANCORA UN MESE LE VITTIME SAREBBERO LA META'”
Che cosa può succedere di qui al 15 luglio con le prime riaperture di ieri è
contenuto in un modello statistico elaborato da Stefano Merler, il matematico-epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler che fa i conti per l’Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute da febbraio 2020 (e li ha azzeccati tutti).
Lo studio mai reso pubblico dal governo, ma che il Corriere ha potuto analizzare nei dettagli, è stato presentato il 16 aprile al Cts ed è stato determinante — dicono da Palazzo Chigi — per frenare le riaperture considerate troppo rischiose chieste dal leader della Lega Matteo Salvini.
L’ultimo Rt rilevato sui casi sintomatici, riferito al periodo tra il 31 marzo e il 13 aprile, è di 0,81. È la base di partenza. Nelle proiezioni ci sono solo calcoli, nulla viene detto su cosa riaprire e cosa no.
Scelte che spettano al governo guidato da Mario Draghi. Sul tavolo ci sono delle ipotesi.
Se l’Rt ricresce a 1, cosa più che probabile a seguito delle riaperture, di qui al 15 luglio — secondo le previsioni di Merler — dovremmo continuare a fare i conti con 200/300 morti circa al giorno.
Se sale a 1,1 il rischio è di un aumento costante dei decessi fino ad arrivare a metà luglio a 600 al giorno (300 al 24 giugno).
A 1,25 il disastro: fino a 1.200/1.300 vittime al giorno. Ovviamente tutto ciò vale senza misure di restrizioni aggiuntive. Per semplificare in uno scenario di «liberi tutti».
Altra simulazione illustrata da Merler. Se il riavvio fosse stato rimandato al 12 maggio i decessi giornalieri avrebbero potuto essere la metà: 100.
Il motivo? Ritardare di due settimane la ripartenza avrebbe voluto dire aprire con un numero di casi giornalieri decisamente inferiore a quello attuale. È la cosiddetta incidenza, che trascina con sé inevitabilmente una percentuale di morti.
L’ultimo report del Cts, aggiornato al 18 aprile, conta 157 casi a settimana ogni 100 mila abitanti. Perché l’epidemia sia sotto controllo bisogna arrivare a 50.
Senza riaperture, che incidono sull’innalzamento della curva di infezioni, tra 15 giorni avremmo potuto scendere un bel po’.
In questo caso, sempre con un Rt a 1, cioè con un infetto che ne contagia un altro, avremmo avuto un numero di partenza di contagi più basso. Con l’ovvia conseguenza di un minor numero di morti in prospettiva. Sempre al 15 luglio, con un Rt all’1,1, sarebbero stati 200. Mentre con un Rt a 1,25 sarebbero stati comunque diverse centinaia.
Adesso c’è un po’ di margine. Ma è minimo. Non possiamo fare crescere l’Rt sopra l’1 e partiamo già da 0,81. Dunque, il tesoretto che abbiamo, secondo l’analisi di Merler, è di 0,2. E un po’ ce lo siamo già giocati, come mostrano le slide mostrate al Cts, con il riavvio della scuola in presenza.
Certo proprio sulla scorta dei calcoli di Merler, l’alternativa — che non sarebbe dispiaciuta ad alcuni esponenti del Cts — avrebbe potuto essere quella di riaprire a maggio con un’incidenza più bassa.
Il timore è che essendo elevata, la curva dei contagi possa ricrescere in fretta, costringendo a nuove chiusure. Ma qui sono entrate in campo le scelte politiche. Il «rischio calcolato» invocato da Mario Draghi.
I conti di Merler tengono conto dell’abbassamento della letalità del virus indotto dalle vaccinazioni. Grazie ai vaccini il Covid sta già uccidendo meno e a un certo punto diventerà paragonabile all’influenza stagionale, passando cioè dagli undici decessi su mille infetti, a uno. Una prima data ipotizzata dall’Ispi in questo senso è stata il 25 giugno. Ma tutto è legato al ritmo con cui procede la campagna vaccinale e, soprattutto, a chi viene immunizzato: vanno protetti prima i fragili. Palazzo Chigi, con il generale Francesco Figliuolo, conta di accelerare ancora sulle vaccinazioni, arrivando a proteggere al 25 maggio l’80% dei fragili. E le riaperture saranno graduali. Al di là dei conti, la consapevolezza del Cts è che adesso molto dipenderà dai comportamenti individuali. Altrimenti non resterà che richiudere….
(da agenzie)
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Aprile 26th, 2021 Riccardo Fucile
CINQUE VOLTE LE E’ STATO ORDINATO DI CHIUDERE E CINQUE VOLTE HA RIAPERTO, VIOLANDO LA LEGGE ED E’ ANCORA A PIEDE LIBERO
Esiste ancora chi non crede al Covid e pensa che si possa già tornare al periodo pre-pandemia, come se niente fosse successo in questo ultimo anno.
Assembramenti, baci, abbracci all’aperitivo ‘disobbediente’ svoltosi alla Torteria di Chivasso, nel Torinese, il giorno 24 aprile: “Qua davanti con la mascherina non si sta” è uno dei mantra ripetuti.
La titolare, come aveva preannunciato, non ha rispettato l’ordine di chiusura imposto dal prefetto di Torino.
La Prefettura, già nei giorni precedenti, aveva minacciato denunce e multe per i partecipanti. Quello trascorso è stato il terzo sabato di fila in cui la Torteria ha organizzato l’aperitivo disobbediente.
Durante l’aperitivo le norme anti-Covid e di distanziamento non sono state rispettate: baci, selfie e abbracci sono stati all’ordine del giorno.
Nelle ore successive all’aperitivo, una trentina di partecipanti all’aperitivo sono stati identificati a distanza, destinatari di contravvenzione per l’inosservanza alle prescrizioni anti-Covid.
La proprietaria, si legge, viene segnalata alla Procura della Repubblica di Ivrea (Torino) per l’inosservanza del provvedimento di chiusura dell’esercizio disposto dal Prefetto di Torino, Claudio Palomba, nei giorni scorsi.
Il prefetto Palomba ha commentato: “Sono stati compiuti diversi reati, il primo è il mancato rispetto dell’ordinanza che comporta non solo una sanzione amministrativa ma anche conseguenze penali. Provvederò a denunciare immediatamente la titolare, è un mio obbligo, e si procederà anche nei confronti dei partecipanti identificati: in molti erano sprovvisti di mascherina, alcuni sono entrati nel locale o erano provenienti da altri Comuni. Se l’attività amministrativa non è sufficiente, ci sarà quella penale. Verrà valutato tutto, anche se sono ipotizzabili gli estremi di epidemia colposa”.
Le autorità hanno disposto 5 volte la chiusura del locale perché non rispettava la normativa dei vari Dpcm, e per cinque volte ha riaperto, nonostante le multe. E aggiunge:
La scorsa settimana la titolare del locale, è stata denunciata per resistenza dai carabinieri.
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2021 Riccardo Fucile
CHI HA BLOCCATO LE NAVI DELLE ONG IMPEDENDO I SOCCORSI , A COMINCIARE DA CERTI POLITICI, HA SULLA COSCIENZA MIGLIAIA DI MORTI
L’omissione di soccorso oltre ad essere una aberrazione del comportamento
umano è anche un crimine. Non c’è dubbio che in una vicenda del genere in cui per un numero infinito di ore è stato chiesto aiuto e questo aiuto è stato negato, pur sapendo, pur vedendo, è chiaro che questa volta le responsabilità di chi non ha prestato soccorso sono ancora maggiori.
E sono ancora maggiori anche le responsabilità di chi non permette alle Ong di soccorrere.
Affidando tutto alla cosiddetta Guardia costiera libica, che l’Italia continua a finanziare e a ringraziare
Questo terribile episodio fa sentire ancora più stridenti quei complimenti che il presidente del Consiglio Draghi ha rivolto alla Guardia costiera libica.
Questa è una creatura diabolica costruita dall’Italia, a partire dal 2017. E quando si associano i due termini, Guardia costiera libica e soccorso, si fa un ossimoro tra i più clamorosi. Perché tra quelli che muoiono in mare, perché non soccorsi, e quelli riportati in terraferma e destinati a torture feroci, è evidente che quella creatura lì non si sta comportando bene.
E c’è anche chi rimpiange e vorrebbe tornare all’accordo bilaterale di cooperazione Italia-Libia, sottoscritto da Berlusconi e Gheddafi.
L’unica cosa che va rimpianta è l’operazione Mare Nostrum, dal punto di vista di politica dei governi. Ricordiamoci che quella è stata l’ultima azione istituzionale di cui essere orgogliosi. Tutto quello che è accaduto dopo, sono state scelte e politiche contrarie ai diritti umani. Ciniche, perché sapevano che ci sarebbero stati i morti.
Ogni volta che c’è un naufragio diciamo che è urgente ma molte delle persone che piangono lacrime di coccodrillo sono le stesse che hanno adottato quelle politiche e sono le stesse che le porteranno avanti.
Quella che continua, sia pure in modo meno proclamato, è la guerra alle Ong che operavano nel Mediterraneo. Una guerra rivolta ora anche ai giornalisti scomodi, quelli intercettati
Sembra che la priorità sia sempre quella di scendere a patti con la Libia, in tutti i modi. Magari pronunciando ogni tanto quelle due paroline “diritti umani” che dovrebbero mettere a posto le coscienze. Ma la realtà è che quell’accordo tra Italia e Libia che è alla base di tutto, è difeso. Ed è difeso ai massimi livelli di una politica di governo italiana, con espressioni di elogio come quelle che abbiamo sentito nei confronti della Guardia costiera libica.
Aggiungo a questo che i tempi delle inchieste a volte sono maggiori della durata dei governi, e quindi questa è un’onda lunga di indagini che sono state avviate negli ultimi cinque anni e che hanno prodotto degli effetti raggelanti.
Perché intanto hanno significato persone messe sotto indagine. Hanno significato sequestro di imbarcazioni. Come abbiamo visto, hanno anche comportato intercettazioni del tutto illegali nei confronti di persone che non erano indagate.
(da Globalist)
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Aprile 25th, 2021 Riccardo Fucile
CON QUESTA FOGNA NON CI DEVE ESSERE PIETA’
L’hanno aggredita almeno in 4. Altri invece assistevano preoccupandosi di filmare
tutto e postare il video sui social network.
Le coetanee responsabili di atti violenti contro una ragazzina disabile di Roma sono state rintracciate e identificate dai carabinieri: si tratta di almeno 4 minorenni identificate, assieme a circa 16 ragazzini, tutti di minore età, che avrebbero assistito all’aggressione.
Il caso è stato segnalato dal Centro nazionale contro il bullismo che da vent’anni si occupa di sensibilizzare ragazzi e famiglie su un problema sempre più presente.
La 12enne affetta da disabilità è stata picchiata dalle sue coetane e ripresa mentre subiva il pestaggio in un parco sua zona, a Nord della Capitale.
«Il caso registrato a Roma ci è stato segnalato dalla preside della scuola frequentata dalla ragazza», ha raccontato ad Open giorni fa la presidente del Centro anti bullismo Giovanna Pini, «ed è stato denunciato a noi dalla mamma che non sapeva a chi rivolgersi».
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2021 Riccardo Fucile
IL VIMINALE SMENTISCE LA GELMINI: “ALLE 22 CHI VA AL RISTORANTE DEVE ESSERE A CASA”… NEI PAESI SERI CHI FAVORISCE LA DIFFUSIONE DELLA PANDEMIA DOVREBBE STARE IN GALERA
La legge e la circolare del Viminale è chiara e ora prevede il ritorno a casa
proprio alle 22, anche per chi cena all’aperto: se c’è qualcosa da dire sugli aspetti di sicurezza non è il caso lo faccia il ministra degli Affari regionali.
Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia è intervenuto per fare chiarezza dopo le parole di Mariastella Gelmini che ha affermato che si può restare seduti nei ristoranti per mangiare all’aperto fino alle 22 e poi tornare a casa.
“In Italia l’unica voce credibile e autorità competente in questo senso è quella del ministro dell’Interno. “Evitiamo pertanto interpretazioni personali che possano ingenerare confusione tra i cittadini e mettere in difficoltà le forze dell’ordine – ha ribadito – il coprifuoco al momento è alle 22”.
Nel decreto infatti resta specificato che il coprifuoco, cioè l’orario in cui uno deve essere a casa, è fissato alle ore 22. Concetto sottolineato anche ieri dalla circolare del Viminale inviata dal capo di gabinetto Bruno Frattasi ai prefetti con le indicazioni per l’applicazioni del decreto.
Pertanto, sorprendono le parole della ministra di Forza Italia. Il centrodestra d’altra parte con Matteo Salvini attacca, lanciando con una diretta sui social il sito ‘No Coprifuoco’: “Combattiamo questo pregiudizio per cui qualcuno vede solo rosso, per ideologia vede solo rosso. Oggi è il 25 aprile: parliamo di libertà”.
Le parole della Gelmini
“C’è stata qualche polemica sul coprifuoco e sulla difficoltà per i ristoratori ad erogare i propri servizi la sera”, ha detto Gelmini parlando al Messaggero. “Ma voglio chiarire un punto: chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni”.
Matteo Salvini: “No coprifuoco”
“Almeno in quelle città dove la situazione è sotto controllo, diciamo no coprifuoco, no vincoli, no chiusure, no restrizioni. Nome, cognome e un click per dire no al coprifuoco”, spiega il leader della Lega.
Appello anche da Meloni
“La libertà, mentre la celebriamo, non è più scontata. A oltre 70 anni dall’inizio della nostra Repubblica democratica, e ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, il governo ancora pensa di potersi arrogare il diritto di decidere se e quando gli italiani possano uscire di casa”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Appello a tutti coloro che credono nel valore della libertà: aiutateci ad abolire il coprifuoco”, aggiunge.
Le reazioni
“Salvini fa della propaganda il suo pane quotidiano. Questo governo fatto da forze politiche che non staranno più insieme si regge se tutti sono seri. Le nostre distanze dalla Lega sono siderali ed è evidente che sia strumentale parlare di un’ora in più per il coprifuoco. Il tema non è un’ora in più. Nessuno vuol tener chiuso il Paese, ma basta con la demagogia. Torneremo a fare propaganda politica, ma basta con la demagogia”. Lo ha detto il deputato Pd Francesco Boccia, della segreteria dem, intervistato alla trasmissione Agenda di Sky Tg 24.
(da agenzie)
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Aprile 23rd, 2021 Riccardo Fucile
130 ESSERI UMANI, DONNE E BAMBINI AFFOGATI: LIBIA ED EUROPA LI HANNO LASCIATI MORIRE
“Ci siamo trovati letteralmente a navigare in mezzo ai cadaveri. E purtroppo siamo arrivati troppo tardi. Ma questa gente, 100, 120, 130 non lo sapremo mai, si poteva salvare se qualcuno fosse andato in loro soccorso quando hanno chiesto aiuto”.
E’ la terribile testimonianza di Alessandro Porro, soccorritore a bordo della Ocean Viking di Sos Mediterranee, che ieri insieme a tre mercantili ha avvistato una decina di corpi senza vita di migranti e il relitto di un gommone grigio, una delle tre imbarcazioni per le quali 48 ore prima il centralino Alarm Phone aveva diramato una richiesta di soccorso ignorata dalle autorità marittime libica nonostante il gommone si trovasse in zona Sar libica a nord est di Tripoli.
I migranti che avevano telefonato chiedendo aiuto 48 ore prima dicevano di essere 130 a bordo di quel gommone.
(da La Repubblica)
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Aprile 22nd, 2021 Riccardo Fucile
ALTRI ESSERI UMANI SULLA COSCIENZA DELL’EUROPA DEI VILI, COMPLICE DEI CRIMINALI LIBICI
Potrebbero essere 120 le vittime di un naufragio di migranti avvenuto nel Mediterraneo, al largo della Libia. Lo riferiscono fonti umanitarie. “Siamo arrivati troppo tardi sul posto”, hanno detto.
Tre mercantili e la nave Ocean Viking erano alla ricerca da ore di una imbarcazione a bordo della quale si trovano oltre 100 persone, della quale non si sapeva più nulla da ieri. “Abbiamo avvertito le autorità 27 ore fa. Cosa stanno facendo? Abbiamo perso il contatto con loro e non sappiamo se sono sopravvissuti alla notte. Temiamo il peggio”, aveva scritto in giornata Alarm Phone.
“Il mare è molto agitato – aveva spiegato qualche ora fa Sos Mediterranee – potremmo trovarci di fronte una probabile tragedia”.
Ieri in serata ancora Alarm Phone aveva scritto: “Abbiamo parlato con le autorità libiche. Dicono che non usciranno in mare a causa del meteo. Le autorità di Ue e Libia stanno lasciando morire le persone! Tutto il giorno abbiamo chiesto un intervento, ma hanno rifiutato”.
(da agenzie)
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