Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
IL FONDATORE DI EMERGENCY: “CONCLUSO L’INTERVENTO A CROTONE”
“Il nostro intervento specifico sul coronavirus l’abbiamo concluso a Crotone, stiamo continuando la
normale attività in Calabria con il nostro Poliambulatorio di Polistena. In questo momento, in relazione alla pandemia, Emergency non è impegnata in Calabria. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad aiutare in altri posti della regione, stiamo aspettando che qualcuno ci dica se c’è bisogno di noi”.
Lo dice all’AdnKronos Gino Strada, il fondatore di Emergency la cui missione a Crotone si è conclusa circa un mese fa.
“A Crotone è andata bene – spiega Strada -, abbiamo messo in piedi questo secondo reparto Covid, pensato anche per una possibile ripresa dell’epidemia in Calabria. Per fortuna non c’è mai stato bisogno di occupare tutta la struttura. Quindi direi che è andata bene”.
In città , aggiunge Strada, “c’erano due reparti Covid, il nostro e un altro all’interno dell’ospedale di Crotone, e in ogni reparto c’erano mediamente tra i 25 e 30 pazienti”. Infine, soffermandosi sulle notizie non incoraggianti relative alle vaccinazioni in Calabria, Gino Strada offre l’aiuto di Emergency: “Se ci fosse bisogno di noi anche per le vaccinazioni, se ce lo chiedono, saremo pronti. Purtroppo dalla Calabria sulla salute non sono mai arrivate notizie incoraggianti”.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
ANCHE LA SPAGNA PER ORA NON RIPRENDE
Norvegia e Svezia hanno deciso di aspettare ulteriori verifiche sul vaccino Astrazeneca prima di ripartire con le somministrazioni nei rispettivi Paesi.
Il via libera sulla sicurezza del vaccino anti Covid da parte dell’Ema non è bastato a convincere le autorità sanitarie norvegesi e svedesi a sgombrare il campo dai dubbi sui rischi per gli effetti collaterali, dopo alcuni casi di trombosi verificatisi dopo la somministrazione del vaccino.
Il Norwegian Institute of Public Health, l’istituto norvegese di sanità pubblica, ha detto di «aver preso atto» dei risultati delle prime verifiche dell’Ema, ma come riporta il Guardian considera «prematuro» in questo momento arrivare a una conclusione definitiva: «Le vaccinazioni con AstraZeneca rimarranno sospese fino a quando non avremo una visione completa della situazione», ha detto la direttrice dell’istituto Camilla Stoltenberg.
Entro la fine della prossima settimana, il Niph ha annunciato che pubblicherà le proprie linee guida per la somministrazione del vaccino.
Anche la Svezia ha deciso di mantenere lo stop su Astrazeneca per i prossimi giorni, così come la Spagna. Ripartono invece da oggi l’Italia, la Germania e la Francia.
(da agenzie)
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Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
L’ISTITUTO KOCK: “CONTAGI IN CRESCITA ESPONENZIALE, LE RESTRIZIONI DURERANNO A LUNGO”
“Non c’è in Europa vaccino sufficiente per fermare una terza ondata solo con la vaccinazione” lo ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn in conferenza stampa a Berlino. “Anche se le distribuzioni dalla Ue dovessero essere affidabili, passeranno ancora settimane finchè i gruppi a rischio saranno vaccinati completamente” ha proseguito il ministro tedesco.
Attualmente, a detta di Spahn, la Germania attende circa 15 milioni di dosi AstraZeneca, “e in effetti si tratta di 2 o 3 milioni di dosi in meno rispetto alle attese”.
Il ministro alla Salute spera comunque in una netta accelerazione delle vaccinazioni in Germania, dicendosi anche favorevole “ad iniziare prima del previsto con le somministrazioni da parte dei medici di base”.
Si tratta, peraltro, di uno dei temi che saranno affrontati questo pomeriggio al vertice della cancelliera Merkel con i governatori dei Laender. Tra le proposte, quella di permettere a medici una maggiore flessibilità rispetto alle rigide regole sulla priorità nelle vaccinazioni a seconda delle situazioni mediche che si presenteranno.
L’aumento dei contagi ”è chiaramente esponenziale” ha rincarato il vice-presidente del Robert Koch Institut, Lars Schaade, Il numero di nuovi contagi da coronavirus in Germania sta crescendo “in maniera esponenziale”. La rapida diffusione della variante inglese, ha aggiunto, significa che “purtroppo davanti ci sono settimane difficili”.
Per questo, Schaade ha invitato i cittadini ad autoisolarsi il più possibile durante il periodo delle festività pasquali. ”È altamente probabile che a Pasqua avremo una situazione simile a quella registrata prima di Natale, con molti contagi e molti decorsi gravi della malattia” ha detto Schaade. Il quale ha lanciato un appello ai tedeschi: “Passate la Pasqua solo nella cerchia più stretta e rinunciate ai viaggi”.
Per il virologo ed esperto di Salute del Spd Karl Lauterbach ha sottolineato che “siamo all’inizio di una fulminante terza ondata” ed è necessario che i tedeschi si autoisolino il più possibile in casa.
Nelle ultime 24 ore la Germania ha registrato oltre 17.000 nuovi casi, il tasso di incidenza del contagio nella popolazione è cresciuto a 95,6 mentre il giorno precedente era a 90. Si tratta di un aumento di circa 5000 casi rispetto allo stesso giorno della settimana scorsa.
Il drastico aumento dei contagi in Germania ha dimostrato “quanto sia imprevedibile questa pandemia”. Il desiderio di soluzioni rapide è comprensibile, ma la verità è che non esistono. “Dobbiamo rimanere cauti, prudenti e pragmatici” ha dichiarato Jens Spahn. “Dobbiamo ancora resistere”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
“NON ABBIAMO ANCORA RICEVUTO DATI SOLIDI SUL VACCINO”
Non sono bastate le rassicurazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità , nè quelle delle autorità
sanitarie inglesi o di decine di scienziati di tutta Europa: la Svizzera non ha ancora approvato il vaccino sviluppato da AstraZeneca perchè Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, non ha ancora ricevuto dati sufficientemente solidi sul farmaco.
È questa la ragione per cui non è ancora stata rilasciata un’autorizzazione valida per la Svizzera. A indicarlo il direttore di Swissmedic Raimund Bruhin in un’intervista pubblicati oggi dalle testate del gruppo CH-Media.
Bruhin ha sottolineato come nel processo di autorizzazione di una sostanza la velocità non sia un fattore determinante, neppure nel pieno di una pandemia.
Le agenzie regolatorie, al contrario, devono basarsi solo su numeri e dati solidi e nel caso di AstraZeneca Swissmedic ha, come sempre, analizzato la documentazione fornita con la richiesta di autorizzazione: nel corso della valutazione del dossier è emerso che continuano a mancare dati affidabili provenienti da studi clinici.
L’agenzia regolatoria ha inoltre spiegato che nel caso dei vaccini anti Covid-19 precedentemente autorizzati in Svizzera aveva avuto risultati più convincenti da studi clinici che hanno coinvolto un gran numero di partecipanti.
Questo non è ancora il caso di AstraZeneca. Swissmedic ha comunque dichiarato di essere in contatto regolare con AstraZeneca nell’ambito di una procedura di “autorizzazione continua” del vaccino contro il coronavirus. La scorsa settimana l’azienda farmaceutica anglo-svedese ha consegnato un nuovo grosso quantitativo di dati che sono ora al vaglio dell’agenzia svizzera. Swissmedic — precisa Bruhin — non sostiene che il prodotto di AstraZeneca sia di cattiva qualità : “Stiamo solo dicendo che l’azienda non è stata ancora in grado di dimostrarci sufficientemente che è un buon vaccino”
(da Fanpage)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
L’EMA IN RELAZIONE AI COAGULI DI SANGUE NEI VACCINATI “NON HA ESCLUSO DEFINITIVAMENTE UN COLLEGAMENTO TRA VACCINAZIONE E CASI DI TROMBOEMBOLISMO”
Dopo lo stop in via precauzionale, la somministrazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca riprende a marciare, anche se con un “warning” che sarà riportato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto e nel foglietto illustrativo del siero.
Questo perchè, nonostante la comprovata efficacia del vaccino nel prevenire l’ospedalizzazione e la morte per Covid-19, il Comitato per la sicurezza dell’EMA, il PRAC, “non ha potuto escludere definitivamente un collegamento tra vaccino e la segnalazione di alcuni casi di tromboembolismo” che hanno portato alla temporanea sospensione da parte di una quindicina di Stati membri, tra cui l’Italia.
“La nostra responsabilità è di giungere a una conclusione circa il fatto che i benefici superino o meno i rischi in modo che gli Stati membri possano prendere una decisione informata” ha premesso la direttrice dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), Emer Cooke, nel corso della conferenza stampa con cui sono stati resi noti gli esiti della revisione dei dati di farmacovigilanza da parte del PRAC.
Il vaccino di Astrazeneca “è sicuro ed efficace nel prevenire Covid-19” ha aggiunto Cooke, sottolineando che “i suoi benefici continuano ad essere di gran lunga superiori ai rischi”.
Il Comitato per la sicurezza dell’Ema “non ha trovato alcuna evidenza di problemi di qualità o di lotto” sebbene il comitato abbia confermato che “il vaccino può essere associato a casi molto rari di coaguli di sangue correlati a trombocitopenia, cioè a bassi livelli di piastrine con o senza sanguinamento, inclusi rari casi di coaguli nei vasi che drenano il sangue dal cervello”.
“Sebbene molto rari — ritiene il PRAC — è molto importante rimanere vigili una volta che il vaccino continuerà ad essere somministrato. È inoltre di estrema importanza che i professionisti sanitari e le persone che riceveranno il vaccino siano consapevoli di questi possibili effetti collaterali e possano individuare eventuali sintomi che potrebbero verificarsi dopo la vaccinazione”.
Pertanto il PRAC ha raccomandato di aggiungere un “warning” al Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) e al foglietto illustrativo del vaccino per fornire queste informazioni ai sanitari e al pubblico. “I pazienti — precisa l’EMA — devono essere consapevoli della remota possibilità di tali sindromi e, se si verificano sintomi indicativi di problemi di coagulazione, devono consultare immediatamente un medico e informare gli operatori sanitari della loro recente vaccinazione”.
Verrà quindi aggiornata la sezione 4.4, la sezione degli avvertimenti del foglietto che illustra le caratteristiche del prodotto, così come il bugiardino per paziente.
Verrà inoltre inviata una comunicazione diretta ai professionisti sanitari e agli operatori sanitari che prescrivono, dispensano o somministrano il medicinale.
(da Fanpage)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
PERPLESSITA’ ANCHE SULLA MANCANZA DELL’INAIL NEL COMITATO, FATTO FUORI IL DIRETTORE IAVICOLI PERCHE’ ERA UN RIGORISTA
Parte tra polemiche, malumori e qualche protesta il nuovo Comitato tecnico scientifico che si riunirà
per la prima volta nel primo pomeriggio di domani, venerdì 19 marzo.
Non ci sarà l’ingegnere Alberto Giovanni Gerli, uno dei dodicicomponenti nominati il 16 marzo, che oggi ha comunicato la rinuncia all’incarico, ufficializzata dalla comunicazione del Dipartimento della Protezione civile cui il Cts fa capo.
La nomina dell’ingegnere padovano di 40 anni, fondatore di una startup di illuminazione a led e appassionato di bridge, era finita al centro dell’attenzione per il fatto che le sue previsioni sull’andamento del coronavirus si sono rivelate inesatte.
Sinistra Italiana e Verdi avevano criticato la nomina, da tutti attribuita alla Lega , chiedendo al capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, di sollevarlo dall’incarico nel Cts.
Gerli non ha aspettato, ha fatto un passo indietro per “evitare al Cts e alle istituzioni in generale ulteriori, inutili ostacoli e distrazioni rispetto alle importanti e difficili decisioni che sono chiamati a prendere in un momento tanto delicato per il Paese”, ha scritto in una nota definendo “inattese e sorprendenti le polemiche” che lo hanno riguardato
Fin qui le polemiche e le proteste. Poi ci sono i malumori, che riguardano in particolare l’esclusione dell’Inail dal nuovo Cts. Una scelta sulla quale, riferiscono ad HuffPost fonti di primissimo piano, anche il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando avrebbe espresso più di una perplessità . Per Cgil, Cisl e Uil, “è un errore”. Lo scrivono in una nota unitaria i segretari confederali, Rossana Dettori, Angelo Colombini e Domenico Proietti, nella quale precisano che “non sono chiari i criteri con i quali è stato definito il nuovo Comitato Tecnico Scientifico”, è chiedono al Governo “di rivedere la sua decisione”. Ricordando “il contributo tecnico svolto dall’Inail nella definizione dei protocolli condivisi sulla salute e sicurezza siglati dal Governo con le parti sociali, protocolli che hanno avuto una funzione decisiva nel garantire la salute nei luoghi di lavoro”.
Ma perchè escludere l’Inail dal nuovo Comitato? Al riguardo i pareri non concordano. Tra gli osservatori c’è chi collega la decisione alla volontà del governo di imprimere un cambio di passo – come è stato fatto nella struttura commissariale per l’emergenza e nella Protezione Civile con la nomina di nuovi vertici – anche nel Cts. Per segnare una discontinuità che secondo questa interpretazione passerebbe da un ridimensionamento netto dell’influenza del Ministero della Salute sul Comitato – dei dirigenti ministeriali nel nuovo Cts è stato confermato solo il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Gianni Rezza – caldeggiato dalla Lega e attuato attraverso una “sforbiciata” all’ala più rigorista, nella quale sempre si è fatto rientrare Sergio Iavicoli, direttore del dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale dell’Inail e referente dell’Istituto nel Cts.
Ma la decisione di escludere l’Inail, che nel vecchio Cts si è occupato, per lo più in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità , di redigere i protocolli per le riaperture e la gestione dei contagi nelle strutture, potrebbe essere scaturita anche dalla definizione di una mission diversa per il nuovo Comitato.
Che per il futuro potrebbe anche non occuparsi più di protocolli e gestione del rischio e concentrarsi invece sull’analisi dei dati sulla base dei quali impostare le valutazioni e i pareri da fornire via via al Governo per far fronte all’emergenza.
Tra i componenti freschi di nomina, infatti, più d’uno appartiene “al mondo statistico, matematico-previsionale o – come informava la nota diramata per presentare il nuovo Comitato – ad altri campi utili a definire il quadro della situazione epidemiologica e ad effettuare l’analisi dei dati raccolti necessaria ad approntare le misure di contrasto alla pandemia”. Gerli era tra questi, ma la sua esperienza nel Cts è finita prima di cominciare. Chi sarà nominato al suo posto? Dalla Protezione civile assicurano che la risposta arriverà la settimana prossima. Domani il Cts dei dodici si riunirà in undici.
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
LE COMPAGNIE AEREE DEL MONDO SCOMMETTONO SULLE VACCINAZIONI PER FAR RIPARTIRE I VIAGGI INTERNAZIONALI
Due delle più grandi compagnie aeree europee, British Airways e Ryanair, hanno iniziato a
permettere ai passeggeri di fornire i dettagli delle vaccinazioni e i risultati dei test Covid insieme ai dati personali, come il numero di passaporto e le informazioni sui visti, durante le prenotazioni.
Le compagnie aeree dicono che la mossa alla fine aiuterà i passeggeri a dimostrare quando atterrano che sono stati vaccinati — scrive il Wall Street Journal.
In tutti gli Stati Uniti, i viaggi interni stanno riprendendo, mentre sta avvenendo una stabilizzazione o addirittura un calo dei casi di Covid-19, grazie a un’azione di vaccinazione abbastanza rapida.
Quel rimbalzo non si sta ancora manifestando nei viaggi internazionali, dove un mosaico di divieti di viaggio, regole di quarantena e requisiti di test hanno ostacolato i voli transfrontalieri.
I vettori nazionali statunitensi hanno aumentato la capacità programmata di oltre il 50% tra settembre e marzo, secondo la società di analisi dell’aviazione Cirium. La capacità globale su tutte le rotte internazionali, nel frattempo, è aumentata di poco più del 7%.
British Airways, Ryanair e altre compagnie aeree dipendenti dai viaggi internazionali sperano di aumentare le vendite di biglietti capitalizzando il nascente ottimismo sulle vaccinazioni. La mossa non è proprio il tipo di passaporto di vaccinazione che alcuni governi e agenzie internazionali stanno pensando di creare per aiutare a sbloccare le economie colpite dalla pandemia. I paesi hanno esaminato documenti che permetterebbero ai residenti vaccinati di andare in bar e ristoranti, o andare in ufficio o a un evento sportivo.
Invece, si tratta di uno sforzo più modesto per rendere più facile l’archiviazione e l’esibizione dei documenti di vaccinazione e del test Covid-19 per i passeggeri che stanno pensando di approfittare del benvenuto anticipato di alcuni paesi ai viaggiatori vaccinati.
L’obiettivo è quello di rendere la transizione al volo post-pandemia il più facile possibile, riducendo al minimo le paure di essere rifiutato all’ingresso alla frontiera e limitando la quantità di tempo che un passeggero deve trascorrere al check-in in aeroporto.
British Airways si sta muovendo anche in un momento in cui il suo mercato interno, il Regno Unito, sta beneficiando di uno dei più veloci lanci di vaccini al mondo. TUI AG, il più grande tour operator in Europa, ha riportato un aumento del 500% settimana dopo settimana nelle prenotazioni per viaggi in Turchia, Grecia e Spagna.
Cipro e la Grecia, che hanno intermittentemente chiuso le loro frontiere alla maggior parte dei turisti, hanno detto che avrebbero iniziato ad accogliere i visitatori britannici senza restrizioni se possono mostrare la prova di aver ricevuto la loro vaccinazione a due dosi.
Entrambi stanno riaprendo ai visitatori britannici da inizio e metà maggio, rispettivamente. In Islanda, il governo sta permettendo a qualsiasi viaggiatore vaccinato in arrivo di bypassare i protocolli di screening sanitario Covid-19.
La Cina martedì ha detto che stava allentando le restrizioni di viaggio per gli stranieri vaccinati. Le ambasciate cinesi negli Stati Uniti, in Italia, in India, nelle Filippine e in altre località prevedono di offrire “facilitazioni per i visti” ai candidati stranieri che possono certificare di essere stati vaccinati.
I viaggiatori sono ancora soggetti a un test Covid-19 negativo e alla quarantena, e c’è un altro problema: l’unica vaccinazione qualificante è quella fatta dalla Cina.
“Ci stiamo preparando per il significativo ritorno ai viaggi internazionali nei prossimi mesi”, ha detto Sean Doyle, Chief Executive di British Airways. “Questo significa fare tutto il possibile per semplificare il viaggio per i nostri clienti”.
Ryanair, la più grande d’Europa per traffico, ha sviluppato un simile strumento di “portafoglio di viaggio” sul suo sito web e app mobile. Ha detto che si sta preparando per un’ondata di domanda repressa in maggio e giugno, una volta che le popolazioni a più alto rischio in Europa sono state vaccinate.
“Molti clienti Ryanair faranno la loro prima vacanza in più di un anno, aderendo alle nuove linee guida di viaggio”, ha detto Dara Brady, capo del marketing di Ryanair. Il portafoglio da viaggio permetterà ai passeggeri di conservare tutti i loro documenti Covid “in un’unica posizione senza problemi o scartoffie di cui preoccuparsi”.
Mentre i programmi di vaccinazione in tutto il mondo accelerano, le compagnie aeree stanno testando una serie di altri modi per rendere più facile per i passeggeri di navigare diversi regimi sanitari internazionali Covid-19.
Vettori tra cui Singapore Airlines Ltd., Emirates Airline e Qatar Airline. Emirates Airline e Qatar Airways hanno lavorato con l’International Air Transport Association, un organismo commerciale delle compagnie aeree, per testare un cosiddetto sistema Travel Pass.
Il sistema, che include un’applicazione mobile, mira a consentire ai passeggeri di dimostrare la vaccinazione Covid-19 e le registrazioni dei test, identificando anche i requisiti di test e vaccinazione per diverse località e centri di test locali accessibili durante il viaggio.
Anche i vettori statunitensi si sono rivolti a nuove app per aiutare i passeggeri a tenere traccia dei vari requisiti di viaggio e a caricare i risultati dei test, sistemi che potrebbero alla fine essere utilizzati per le registrazioni dei vaccini.
Israele, prima della maggior parte dei paesi nella sua campagna di vaccinazione, ha implementato un passaporto per i vaccini che permette ai cittadini di verificare le loro vaccinazioni per visitare hotel e palestre, una misura a cui sta pensando anche il governo britannico. Le frontiere di Israele sono ancora effettivamente chiuse ai visitatori stranieri.
L’Unione europea prevede di svelare più tardi mercoledì un “pass verde digitale” per i cittadini dell’UE che registra i risultati dei test Covid-19 e i vaccini per consentire viaggi intra-UE sia per lavoro che per turismo. I governi lungo il Mediterraneo stanno spingendo affinchè la misura entri in vigore in tempo per prevenire una seconda stagione estiva persa.
Il certificato proposto dall’Ue mira a smorzare le polemiche sui passaporti vaccinali, e a salvare una stagione estiva che rischia di essere troppo simile a quella dell’anno scorso
La proposta — che non contiene nè la parola “vaccino”, nè “passaporto” — è il tentativo della Commissione di smorzare le polemiche sul rischio che i passaporti vaccinali risultino discriminatori, e dare una riposta ai governi con le economie più dipendenti dal turismo dei mesi estivi. Secondo il piano, per avere il Cvd non sarà necessario essere vaccinati, si potrà avere anche con un tampone negativo o dopo essere guariti dal Covid-19.
In questo modo anche una persona che non può, o non vuole, vaccinarsi potrà avere il suo Cvd e andare in vacanza. Nessuno sarà discriminato, neanche i no-vax.
Questo vuol dire anche che i titolari del Cvd dovranno rispettare tutte le restrizioni vigenti come chiunque altro, a meno che un Paese non introduca un regolamento specifico, un’opzione che a questo punto potrebbe risultare rischiosa e controproducente.
Come funziona il Certificato Verde Digitale
Il certificato sarà disponibile gratuitamente, in versione elettronica o cartacea, con un QR code e firma digitale. Ogni organismo di rilascio (ospedali, centro di test o altre autorità sanitarie) disporrà della propria firma, conservata in una banca dati protetta in ciascun Paese. La Commissione creerà un gateway con cui verificare i dati in tutta l’Ue senza far circolare i dati personali del titolare (non necessari), proteggendone così la privacy.
Il titolare di un Cvd avrà gli stessi diritti dei cittadini dello Stato membro visitato che sono stati o vaccinati, o sottoposti a test, o guariti. Tuttavia, non rappresenta un prerequisito per la libera circolazione nell’Ue, la responsabilità finale di decidere le restrizioni sanitarie richieste ai viaggiatori resta agli Stati membri. Se un governo decide di imporre ai titolari del Cvd la quarantena o il l tampone, dovrà notificarlo alla Commissione e agli altri Stati membri. In ogni caso qualsiasi governo ha la libertà di procedere su questa strada.
(da Wall Street Journal)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
SOLUZIONE PONZIO PILATO IN EUROPA
Astrazeneca, Ema verso il sì? Oggi nel pomeriggio gli esperti dell’Ema, probabilmente in una conferenza stampa dal quartier generale di Amsterdam, daranno il loro parere sul siero della casa anglo-svedese dopo lo stop cautelativo alle somministrazioni in oltre 16 Paesi europei, Italia inclusa, in seguito ai casi sospetti di trombo-emboli.
Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, ieri ha spiegato che “Il rapporto rischi-benefici per il vaccino di AstraZeneca è nettamente a favore dei benefici”, avvertendo che Ema con ogni probabilità autorizzerà il vaccino anche se con delle avvertenze: “Si può attendere che l’Ema dia una nota di avvertenza” perchè “se ci sono soggetti femminili che hanno avuto trombosi, andranno studiati. Soprattutto le donne che prendono la pillola, un farmaco pro-trombotico” o comunque soggetti a rischio, verso cui occorrerà avere “maggiore attenzione”.
Oggi Repubblica scrive che:
A ieri sera si attendeva un giudizio positivo sul rapporto tra rischi e benefici accompagnato però dall’indicazione che sono stati riportati eventi avversi estremamente rari, 11 casi su 5 milioni di vaccinati con AstraZeneca, per i quali non c’è l’evidenza di una correlazione tra trombosi e vaccinazione, ma non si può nemmeno escludere al 100% . Per questa ragione l’Ema potrebbe decidere di inserire nel foglietto illustrativo del farmaco l’eventualità di effetti collaterali, sebbene tanto rari da non avere rilevanza statistica. In sostanza, tra i 50 casi registrati in Europa, il focus cade sugli 11 di trombosi cerebrale del seno traverso osservati in Germania, Spagna e Norvegia.
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX PREMIER SU FB: “SAREMO GRANDI ANCHE NEI GIORNI DELLA SPERANZA”
“Il ricordo di tante vite spezzate, il dolore per tanti affetti perduti ci deve ora trasmettere la forza per
vincere questa sfida. Abbiamo dimostrato di essere una grande comunità nei giorni del dolore. Dimostreremo di esserlo anche nei giorni della speranza e del riscatto. Li attendiamo presto”. Così Giuseppe Conte in un post su Facebook in occasione della Giornata nazionale per le vittime del Covid. Un messaggio, quello dell’ex premier, accompagnato da una delle foto simbolo dei giorni più bui della prima ondata: la foto dei camion militari che trasportavano fuori città centinaia di bare.
“Esattamente un anno fa questa fotografia, scattata da un balcone di Bergamo, si diffuse rapidamente in tutto il mondo, divenendo la tragica icona del nostro lutto nazionale”, scrive Conte, presidente del Consiglio durante quei giorni terribili. “I camion militari che trasportavano fuori città centinaia di bare delle vittime della prima, grande ondata di Covid-19, ci costrinsero a misurarci con una ferita destinata ad aprire uno squarcio di dolore senza fine nella nostra comunità nazionale”.
“Sono stati giorni terribili”, prosegue l’ex premier. “Il grande senso di responsabilità e la necessità di rimanere lucidi e reattivi ci hanno dato la forza per affrontare questa grande sofferenza collettiva. L’adesione dei cittadini allo slancio unitario di protezione dei più fragili ci ha consentito di non rimanere sopraffatti nel momento più duro della nostra storia più recente”.
“Oggi è la Giornata nazionale dedicata alle vittime di questa pandemia”, aggiunge. “Il ricordo ci riporta a quei giorni in cui acquistammo tutti la piena consapevolezza che la salute dei nostri cittadini, anche dei più anziani e vulnerabili, sarebbe stato il valore supremo da difendere, la cifra della nostra civiltà . Fu allora che ci persuademmo che i sacrifici personali, grandi o piccoli che sarebbero stati, la solidarietà collettiva, la responsabilità condivisa sarebbero stati i nostri imperativi categorici”.
(da agenzie)
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