Luglio 22nd, 2017 Riccardo Fucile
SABRINA ANSELMO ERA STATA CONDANNATA PER CALUNNIA NEL 2008 MA NON L’AVEVA COMUNICATO ALL’ATTO DELLA CANDIDATURA… OGGI URLA AL COMPLOTTO
Il collegio dei probiviri M5S esaminerà , secondo quanto scrive l’Adnkronos, la vicenda che
riguarda il sindaco di Anguillara Sabazia Sabrina Anselmo, dopo l’invio al Comune nei giorni scorsi di un plico anonimo contenente un documento relativo a un procedimento giudiziario.
Il plico, inviato al capogruppo M5S di Anguillara Antonio Fioroni, fa riferimento a una condanna a 12 mesi nei confronti della Anselmo per calunnia, risalente al 2008 e poi condonata.
A rendere nota la notizia della consegna del pacco senza mittente era stata la stessa Sabrina Anselmo, denunciando che “le forze che da sempre governano il nostro Comune hanno tolto la maschera utilizzando lo strumento della macchina del fango per screditare l’operato di questa amministrazione”.
A questo punto però non è escluso che, per effetto di questa condanna sia pure condonata, la prima cittadina di Anguillara Sabazia possa essere destinataria di un provvedimento di espulsione.
La Anselmo è stata condannata nel 2008 con sentenza del giudice Giovanni Giorgianni: nel febbraio del 2006 aveva “denunciato falsamente lo smarrimento”, presso la locale stazione dei Carabinieri, di tre assegni, “incolpando così del reato i successivi prenditori, sapendoli innocenti”.
Dopo il rinvio a giudizio, il legale della Anselmo chiese il patteggiamento, per evitare alla donna (allora estranea alla vita politica) un procedimento giudiziario non semplice da affrontare che avrebbe potuto portare a condanne penali anche superiori.
La prima cittadina di Anguillara ha annunciato che “come controprova” nei prossimi giorni pubblicherà “le foto del mio casellario giudiziale e dei carichi pendenti al fine di fare chiarezza”.
In realtà la condanna, grazie al patteggiamento, è stata condonata e quindi non è menzionata nel casellario giudiziario.
Quindi la “controprova” della sindaca non cancella in alcun modo la condanna.
Poi la sindaca se l’è presa con un complotto: “Le forze che da sempre governano il nostro Comune hanno tolto la maschera utilizzando lo strumento della macchina del fango per screditare l’operato di questa amministrazione. L’impegno da parte del Sindaco e dell’amministrazione tutta nei confronti dei suoi cittadini proseguirà sino alla fine del mandato con la stessa determinazione e trasparenza sino ad oggi dimostrata”, ha assicurato.
La Anselmo si è già recata “dalle forze dell’ordine per denunciare l’operato diffamatorio di ignoti e dei loro sodali. Consiglio ai cittadini di evitare di ascoltare le prediche sterili che troverete magari domani sulle testate giornalistiche che sono totalmente destituite di ogni fondamento”.
“Ai vili che non hanno il coraggio di esternarsi personalmente, ma che agiscono attraverso missive carbonare, dico che mi troveranno in Comune a lavorare in maniera più che mai determinata per Anguillara Sabazia!”, conclude Sabrina Anselmo, alla quale i consiglieri hanno già manifestato il loro sostegno e la loro vicinanza.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 21st, 2017 Riccardo Fucile
“SONO SEMPRE PIU’ SPINTA A METTERMI IN GIOCO”
Da tempo si sa che Roberta Lombardi ha intenzione di candidarsi alla Regione Lazio come aspirante governatrice nella sfida che vedrà in campo l’anno prossimo anche Nicola Zingaretti e forse Sergio Pirozzi.
In un’intervista rilasciata a Simone Canettieri del Messaggero la Lombardi parla dell’amministrazione romana e conferma le sue aspirazioni:
Ma i pm hanno bussato in Comune anche con il M5S.
«Guardi, se si riferisce al caso Marra e Romeo, il sindaco ha già chiarito tutto. Sono stati commessi degli errori, Virginia si è scusata, cos’altro avrebbe dovuto fare? Ora queste persone sono fuori e il M5S, nonostante tutto, ha dimostrato di avere gli anticorpi di fronte ai tentativi di infiltrazione. E’ solo un peccato che la mia voce non sia stata ascoltata subito, ma l’importante è che alla fine sia stata intrapresa la strada giusta».
Intanto, avete cambiato il vostro codice etico. Siete diventati garantisti?
«Governare comporta dei rischi, lo sappiamo. Ma qui il garantismo non c’entra. Ha detto bene, il nostro codice è etico. Di fronte a una indagine per corruzione, per mafia o altri gravi reati non si attende ovviamente il rinvio a giudizio, bensì si agisce subito. L’etica è qualcosa che la politica ha perso tanti anni fa».
Virginia Raggi si è data 7 come sindaca: concorda?
«Io credo che ogni valutazione sull’operato di un amministratore pubblico debbano darla sempre i cittadini».
Prima i boatos, poi il selfie con Grillo, a settembre scioglierà la sua riserva sulla candidatura alla presidenza Regione?
«Vedremo, ricevere l’appoggio di molti attivisti come sta accadendo in questi giorni mi dà forza, mi riempie il cuore e mi spinge a mettermi in gioco. Ora aspettiamo l’estate, poi a settembre tireremo le somme. In ogni caso ci saranno le primarie online e mi auguro un’alta partecipazione»
Ma da romana finora ha riscontrato il cambiamento promesso dal M5S un anno fa?
«L’amministrazione ha già raggiunto diversi obiettivi, ma si deve fare di più. Questo deve essere uno stimolo a crescere».
(da agenzie)
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Luglio 20th, 2017 Riccardo Fucile
LA SUA VERSIONE A “BERSAGLIO MOBILE” SMENTITA DAI RISCONTRI GIORNALISTICI
Durante il suo intervento a Bersaglio Mobile ieri sera Luigi Di Maio è tornato sulla vicenda dei
Canadair: le sue affermazioni, oltre a fornirci finalmente la sua versione dei fatti dopo le accuse mossegli nei giorni scorsi, ci permettono di comprendere appieno com’è andata la storia.
Sostiene Di Maio da Mentana: «Quel giorno, era mercoledì scorso, io ero a Bruxelles e il governo ancora non si era mosso per quell’emergenza. Arrivo a Bruxelles e la prima cosa che facciamo con il MoVimento 5 Stelle è una conferenza stampa alle 17,30 in cui chiediamo di avviare il Meccanismo di Protezione Civile Europeo per far arrivare supporto aereo dall’estero, da paesi limitrofi come la Francia o tanti altri, perchè noi sentivamo i vigili del fuoco giù e ci dicevano che senza un supporto aereo non ce la facevano. Fare una conferenza stampa per mettere sotto pressione il governo è l’unica cosa che può fare l’opposizione».
Nell’ordine: Luigi Di Maio sostiene di aver fatto una conferenza stampa a Bruxelles alle 17.30 per chiedere di avviare il Meccanismo di Protezione Civile Europeo.
Vero è che Luigi Di Maio ha fatto una conferenza stampa a Bruxelles intorno alle 17,30.
Purtroppo per lui, le agenzie di stampa che hanno riportato le sue parole dicono che nella conferenza stampa fatta dopo aver incontrato Fabrice Leggeri, direttore dell’Agenzia Frontex per le frontiere esterne dell’Ue, al termine di una sua audizione sulla crisi migratoria al Parlamento europeo, Di Maio ha parlato invece di Triton (e il giorno dopo è stato smentito da Leggeri, ma questa è un’altra storia):
“Oggi il governo dice ‘modifichiamo Triton’”; ma, ha ricordato Di Maio, secondo il governo stesso “tre anni fa Triton era il più grande accordo che l’Italia avesse ottenuto in sede europea per gestire la questione dei migranti. Adesso scopriamo che l’accordo prevedeva che tutti i migranti imbarcati salvati nel Mediterraneo dovessero sbarcare solo nei porti italiani. E quando abbiamo chiesto al direttore di Frontex che cosa succede se l’Italia chiude i porti, ci ha risposto che la situazione è complessa, ma che l’Ue si limiterebbe a ridurre gli stanziamenti dell’operazione Triton. Cioè — ha osservato il vicepresidente della Camera — il problema per l’Ue è solo quello dei finanziamento, non gliene frega niente di salvare la gente in mare, ed è questa la follia”. Oltretutto, quello fra Italia e Frontex sulla missione Triton “è stato un accordo bilaterale firmato a livello di burocrati”, secondo quanto riferito da Leggeri. “Ci ha spiegato chiaramente che un accordo cosi importante, celebrato come l’accordo del secolo, neanche i ministri sono andati a firmarlo”, ha rilevato Di Maio. (TMNews ore 18,29)
La versione di Di Maio su ambasciate e Canadair
Andiamo a vedere che sulla sua pagina Facebook Luigi Di Maio mercoledì alle 20 e 18 ha pubblicato un intervento live in compagnia di Valeria Ciarambino (consigliera regionale M5S in Campania) nel quale ha parlato dei Canadair da inviare dall’estero. Qui dice di aver chiamato le ambasciate: «Al di là delle polemiche, serve subito che gli altri Paesi europei ci inviino Canadair per spegnere le fiamme, così come abbiamo fatto noi con il Portogallo qualche settimana fa». E dice (verso la fine): «Ci appelliamo a tutti i paesi per attivare il meccanismo di protezione civile europeo per spegnere le fiamme».
È quindi evidente che l’appuntamento con la stampa delle 17,30 è stato dedicato a tutt’altro (ovvero a Triton) e che semmai quello che Di Maio ha raccontato a Mentana è successo dopo.
Continua Di Maio a Bersaglio Mobile: «Allo stesso modo io ho chiamato le ambasciate, ho parlato con l’ambasciatore portoghese, l’ambasciatore spagnolo, l’ambasciatrice tedesca, l’ambasciatore austriaco, il mio staff ha preso contatti con l’ambasciata francese perchè? Per mettere prima di tutto pressione a un governo che non si muoveva su questo tema. Quello che ho fatto è sfruttare i contatti con queste ambasciate che io ho come vicepresidente della Camera. Dopodichè mi sono recato a fare il sopralluogo sul Vesuvio. L’ambasciatrice francese quella sera non era reperibile ma il mio staff aveva preso contatti con funzionari dell’ambasciata».
Anche perchè il M5S ha detto che Di Maio ha contattato le ambasciate attraverso la batteria del Viminale, come ha dichiarato il M5S.
Tutte le ambasciate che ha chiamato Di Maio
Quello che Di Maio però ha “dimenticato” di riferire è la risposta che gli è stata data dalle ambasciate che ha chiamato.
Ne ha parlato ieri Daniele Ranieri sul Foglio: «Il 12 luglio Luigi Di Maio ha chiamato l’ambasciata tedesca e l’ambasciata austriaca per ottenere aiuto per domare gli incendi e ha parlato con l’ambasciatore tedesco Susanne Wasum-Rainer. Ma sono state chiamate inutili, come l’ambasciatore tedesco ha gentilmente spiegato a Di Maio, perchè tra l’altro la Germania e l’Austria non sono fra i quattro paesi europei che dispongono di aerei Canadair e anche perchè in questi casi le richieste di cooperazione passano attraverso il Meccanismo Europeo di Protezione Civile». Zan zan zan.
C’è altro? Sì, c’è.
«Dei quattro paesi europei che hanno a disposizione gli aerei Canadair la Francia — come già si sa — non è stata contattata da Di Maio, la Croazia ha verificato e ha risposto di non essere mai stata contattata da Di Maio, la Spagna ha risposto “è la prima volta che sento questa storia, ma non posso dirlo con sicurezza perchè ci sono i turni delle vacanze e forse l’ambasciatore non era a Roma”, la Grecia ha risposto “non ci risulta”», ha scritto sempre ieri il Foglio prima dell’intervento di Di Maio.
Di Maio e il Meccanismo di Protezione Civile Europeo
Infine, dice Di Maio a Bersaglio Mobile: «Che cosa succede? Alle 11,30 (di sera, mercoledì 12 luglio ndr) inizio a risalire il Vesuvio con i vigili del fuoco per il sopralluogo e so che in quelle ore il governo si stava muovendo.
L’indomani mattina mi chiamano i parlamentari europei e mi dicono ‘Il governo un’ora dopo la vostra conferenza stampa ha attivato il Meccanismo di Protezione Civile Europeo’. E infatti quella mattina arrivano i Canadair francesi e io ne do notizia perchè me l’hanno data i nostri parlamentari europei che sono andati a parlare con la struttura europea che coordina questa protezione civile europea proprio per capire quali fossero le azioni in atto».
Noi però sappiamo che le agenzie di stampa non hanno riportato alcuna dichiarazione di Di Maio riguardo il Meccanismo di Protezione Civile Europeo alle 17,30; lo hanno fatto dopo le 20, ovvero dopo il video in cui Di Maio lo diceva.
Quindi nessuno in Italia poteva sapere della sua azione (inutile) nei confronti delle ambasciate e della sua richiesta riguardo il Meccanismo prima di quell’ora (a meno di non immaginare un agente segreto della Protezione Civile che segue Di Maio per riferire tutto a Roma, cosa che — immagino — qualcuno sarà pronto a ipotizzare).
A questo punto voi direte: vabbeh, Di Maio ha fatto chiamate inutili a tedeschi e austriaci, non risulta che abbia chiamato i francesi, i croati, gli spagnoli (?) e i greci, ma secondo la sua versione alla fine del suo intervento dopo (molto dopo) le 17,30 di mercoledì 12 luglio è stato attivato il Meccanismo di Protezione Europea!
Ehm, no. Perchè, come avevamo scritto una settimana fa, la richiesta d’aiuto è stata attivata formalmente il 12 luglio dalla Protezione Civile italiana alla UE (gli aerei tra l’altro sono rientrati il 15 per fronteggiare un’emergenza in Francia).
Sì, ma Di Maio dice di essere intervenuto il 12 luglio di sera quindi tutto regge, direte voi.
L’Emergency Response Coordination Centre della Protezione Civile Europea ha un sito internet dove segnala le emergenze attive.
Tra queste, purtroppo, c’è ancora quella del Vesuvio. Se provate a passare sul simbolo dell’emergenza italiana trovate la segnalazione dell’orario in cui l’Italia (la Protezione Civile italiana) ha attivato l’UCPM (il Meccanismo di protezione civile europea):
Incendi boschivi hanno colpito il sud italia in particolare le regioni della Sicilia, Basilicata, Campania, Lazio e Calabria. A causa della gravità della situazione il 12 luglio alle 1610 UTC l’Italia ha attivato il meccanismo della protezione civile dell’Unione (UCPM) richiedendo un modulo antincendio (due aerei) per 4-5 giorni per rispondere all’emergenza.
Le 16,10 UTC. Ovvero, le 18,10 ora italiana.
Fine delle balle.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 19th, 2017 Riccardo Fucile
“MACRON E’ UN NOVELLO NAPOLEONE, ALMENO QUELLO COMBATTEVA AD AUSCHWITZ”… COME NO, MAGARI PURE A MATHAUSEN
Auschwitz al posto di Austerlitz. Di Battista cade sulla storia alla Camera. 
“È vero che in questo momento a Ventimiglia vengono di fatto rispediti in Italia, probabilmente in vie non ufficiali, anche dei migranti minori dalla Francia del novello Napoleone Macron, che piace a tutti quanti voi come se fosse Napoleone, almeno quello combatteva sui campi ad Auschwitz, non nei consigli di amministrazione delle banche di affari”.
Un errore che lo stesso deputato 5 Stelle ha ammesso su Facebook e per cui si è scusato.
“Ho fatto un errore durante il discorso sull’immigrazione al ministro Minniti. Un lapsus, cose che capitano. Parlando del ‘novello Napoleone’ Macron volevo citare Austerlitz e, andando a braccio, mi è uscito Auschwitz. Di gaffe si tratta, e chiedo scusa”, ha scritto Di Battista su Facebook.
In attesa della prossima.
(da agenzie)
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Luglio 19th, 2017 Riccardo Fucile
IL BILANCIO DEL PRIMO ANNO DI ESERCIZIO DELLA FONDAZIONE DI CASALEGGIO
Il MoVimento 5 Stelle è sempre meno un “non partito” e sempre più un partito come tutti gli
altri.
Non lo dicono gli avversari politici ma i conti e i bilanci del M5S alla Camera e di Fondazione Rousseau. Come tutti sanno Rousseau è l’associazione fondata da Davide Casaleggio con altri due soci: l’europarlamentare David Borelli e il consigliere comunale bolognese Massimo Bugani.
Ne segue che tutti gli iscritti a Rousseau, così come gli iscritti al M5S, non sono soci e non hanno diritto di prendere parte alle assemblee dell’associazione
Quante donazioni ha incassato Rousseau?
L’Associazione Rousseau è nata ad aprile 2016 con lo scopo di «promuovere lo sviluppo della democrazia digitale nonchè di coadiuvare il “Movimento 5 Stelle” ed i suoi esponenti nell’organizzazione, promozione e coordinamento delle attività e dei servizi necessari ed utili per l’esercizio dell’azione politica e culturale e il perseguimento dei suoi obiettivi».
Al di là di due quote versate dai soci (per un totale di 300 euro) la fondazione è finanziata con i contributi volontari di privati cittadini.
Come molte altre fondazioni che fanno riferimento ad un partito o ad un esponente politico. Nel corso del primo anno di esercizio, chiuso il 31 dicembre 2016, Rousseau ha raccolto 405.155 euro.
Ad oggi l’ammontare delle donazioni effettuate è pari a 424.548 euro.
La maggior parte delle donazioni, specifica il rendiconto 2016, ha un importo di poche decine di euro e in ogni caso al di sotto della soglia dei 5.000 euro.
Queste piccole donazioni ammontano a 360.341 euro.
Ci sono poi — e sono più interessanti — i contributi da partiti e movimenti politici. L’Associazione Movimento 5 Stelle — Caltanissetta ha effettuato due versamenti rispettivamente di 10 mila e 4mila euro per un totale di 14mila euro.
Rousseau ha anche ricevuto contributi da soggetti esteri per poco più di trentamila euro.
Filippo Pittarello ha donato a Rousseau 8.500 euro. Pittarello è un ex dipendente della Casaleggio Associati attualmente responsabile per la comunicazione e le risorse umane del MoVimento 5 Stelle al Parlamento Europeo.
Qualche anno fa di Pittarello, padovano classe 1978, si diceva che fosse uno degli uomini più fidati di Grillo e Gianroberto Casaleggio.
Tra gli attivisti c’è chi sosteneva fosse uno dei pochi ad avere le password del blog e che dietro “lo staff” che inviava comunicazioni ad attivisti e iscritti ci fosse proprio lui.
Un altro uomo di punta della Casaleggio, Pietro Dettori, figura invece nel verbale dell’assemblea di Rousseau come segretario della riunione dei tre soci
Le spese di Rousseau nel primo anno di esercizio
Al 31 dicembre 2016 Rousseau ha speso 250.861 euro per l’acquisto di servizi mentre i costi del personale, che conta 4 dipendenti, 3 part-time e uno a tempo pieno ammontano a 53.437 euro.
Quei dipendenti non dovrebbero essere nè Davide Casaleggio — che ha precisato che la sua attività in Rousseau è a titolo gratuito — nè gli altri due soci Borrelli o Bugani. Uno di essi invece dovrebbe essere proprio Dettori che stando a quanto si legge sul suo profilo Twitter è Responsabile Editoriale presso Associazione Rousseau.
Tra il ruolo affidato a Dettori e la consistente donazione di Pittarello l’ipotesi che Rousseau sia nelle mani della Casaleggio Associati e non svincolata da essa non è poi così peregrina.
La struttura dell’assocazione, così com’è, del resto non lascia margine di manovra agli attivisti e agli iscritti del M5S.
Anzi alcuni vedono Rousseau come un tentativo di mettere il guinzaglio ai MeetUp. Ma quella dello democrazia interna è un problema comune con il M5S.
Alla fine dell’anno scorso l’associazione aveva un patrimonio netto pari a poco meno di ottantamila euro (79.676 euro).
Per il futuro, scrive Casaleggio nella relazione, «si prevede una gestione in linea con quanto fatto fino ad oggi, tesa a sviluppare la partecipazione alla piattaforma Rousseau, ampliando e promuovendo nuovi servizi dedicati agli iscritti».
(da “NextQuotidiano“)
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Luglio 18th, 2017 Riccardo Fucile
PERCHE’ FICO NON PUBBLICA ANCHE LA FOTO DI DI BATTISTA IN PIZZERIA A NAPOLI MENTRE IL VESUVIO BRUCIAVA?
Roberto Fico, onorevole M5S e presidente della Commissione di Vigilanza RAI, su Facebook pubblica una fotografia di Matteo Renzi a Pompei e si scandalizza perchè il segretario del Partito Democratico «va in vacanza in pantaloncini mentre il Vesuvio brucia alle sue spalle».
“Il segretario del Pd è oggi in visita a sorpresa a Pompei. Va in vacanza in pantaloncini, mentre il Vesuvio brucia alle sue spalle. E questo invece di dare una mano e premere per un provvedimento che aiuti a fronteggiare l’emergenza incendi che sta devastando la Campania come altre regioni nel nostro Paese. E dopo la visita Renzi andrà a Napoli per continuare il tour di presentazione del suo libro. Ecco le sue priorità .”
Certo, magari si potrebbe obiettare che non c’è bisogno di allarmarsi troppo per il Vesuvio visto che i Canadair ormai li ha rimediati Di Maio.
Oppure si potrebbe far notare che l’ultima fotografia pubblicata su Instagram da Alessandro Di Battista domenica scorsa ritraeva l’eroico onorevole proprio a Napoli mentre eroicamente combatteva contro le fiamme (del forno che ha cotto la sua pizza Margherita).
Oppure si potrebbe immaginare cosa avrebbero detto quelli come Fico se Renzi si fosse presentato sui luoghi dell’incendio “per intralciare i soccorsi e fare propaganda”. Ma quando il grado di infantilismo raggiunto dalla politica è così basso, forse è meglio solo stendere un velo pietoso.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 18th, 2017 Riccardo Fucile
IL TIMORE DI UNA NUOVA PIAZZA SAN CARLO: “SINDACO TERRORIZZATA DAGLI EVENTI IN CITTA'”
Per Chiara Appendino il vantaggio è duplice. Primo, scongiurare il rischio di altri incidenti, dopo quelli di Piazza Santa Giulia e di Piazza San Carlo.
Secondo, evitare la “resa dei conti” con il centro sociale Askatasuna, con cui i rapporti, ammiccanti durante la campagna elettorale, si sono raffreddati dopo la ferma condanna delle violenze e le ordinanze su alcool e ordine pubblico.
Il G7 dell’Industria, del Lavoro e della Scienza si terrà a Venaria Reale e non più al Lingotto, dove era stato programmato inizialmente.
Il grande evento in calendario dal 26 al 30 settembre, era stato presentato dalla sindaca a novembre dell’anno scorso come un “riconoscimento al territorio e alle sue capacità industriali”. Ma i tempi sono cambiati, e il clima in città pure.
Al Viminale si è tenuta una riunione tecnica tra i capi di Gabinetto di diversi ministeri (Mise, Interno, Lavoro, Miur), del Comune di Torino e della Regione Piemonte per “valutare” l’opportunità di concentrare i lavori del G7 alla Reggia di Venaria Reale. Un’ipotesi che in ambienti torinesi si dà ormai per certa.
Non a caso il sindaco di Venaria, Comune a una manciata di chilometri da Torino, si è già detto soddisfatto per la scelta della residenza sabauda come luogo dei lavori.
Un vero “soccorso” a 5 Stelle, visto che anche Venaria è guidata dai grillini: “Registriamo con piacere la volontà da parte del Ministero di fare il G7 presso la Reggia di Venaria”, ha detto il primo cittadino Roberto Falcone. “Come Città siamo in attesa di attivare tutte le collaborazioni necessarie per valutare i dettagli dell’evento con l’attenzione principale alla garanzia della sicurezza per i cittadini”.
Il Comune di Torino, contattato dall’HuffPost, non ha voluto commentare lo spostamento del G7 a Venaria: “Quello che c’è da sapere è nella nota concordata tra i capi di Gabinetto al Viminale”.
D’altra parte la città della Mole, cuore pulsante della produzione industriale, era la scelta più congeniale per un evento come il G7 dell’Industria.
Ma nel frattempo l’amministrazione Appendino ha dovuto fare i conti con diversi problemi di ordine pubblico che hanno incrinato il suo rapporto con i cittadini. In primis, ovviamente, il caos e la psicosi terrorismo di Piazza San Carlo durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid che hanno provocato una vittima e più di 1500 feriti.
Le misure di sicurezza adottate dal Comune sono finite al centro di un’indagine della magistratura e la sindaca è finita nel registro degli indagati. Di certo, quella notte segna uno spartiacque nel percorso di Chiara Appendino a Palazzo Civico.
La tensione in città è salita e, com’è ovvio, aleggia la paura di nuovi incidenti.
Ma le difficoltà dell’amministrazione nella gestione dell’ordine pubblico si sono ripresentate successivamente. Con le cariche tra i dehors di piazza Santa Giulia, zona di movida, dove il mese scorso ci sono stati scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti dei centri sociali che protestavano contro l’ordinanza della sindaca Appendino che vieta la vendita di alcolici da asporto a partire dalle ore 20.
Un clima per nulla sereno, come dimostrato anche dal flop dei festeggiamenti di San Giovanni in una Piazza Vittorio mai così vuota in occasioni simili.
Alle spalle di Piazza Santa Giulia, in Corso Regina Margherita, c’è peraltro la sede del centro sociale di Askatasuna.
Un collettivo che ha appoggiato l’ascesa di Appendino a Palazzo Civico ma, dopo i recenti problemi di ordine pubblico e l’ordinanza anti-alcool, l’idillio si è rotto. E qui c’è il secondo “vantaggio” per la sindaca.
Perchè il collettivo antagonista ha già annunciato la sua mobilitazione in vista del G7 e, con l’aria che si respira in città , i timori a Palazzo Civico sono tangibili. Non è il momento per un altro danno all’immagine dell’amministrazione sul fronte della sicurezza.
Lo spostamento del G7 a Venaria Reale toglie quindi le castagne dal fuoco all’amministrazione Appendino, da tempo accusata di avere rapporti ambigui con i centri sociali: “La sindaca ha evitato di toccare i tasti dolenti nel suo rapporto con gli antagonisti. Dopo i fatti di Piazza San Carlo la sindaca non voleva più ospitare il G7, ma grazie alla mediazione con il Viminale si è deciso lo spostamento a Venaria”, dice Stefano Lorusso, capogruppo Pd in Consiglio Comunale. “Di cui siamo contenti, perchè un evento così importante è giusto che rimanga sul nostro territorio. Ma d’altro canto mostra quanto la Appendino sia terrorizzata dall’organizzare grandi eventi in città che possano comportare un rischio per la cittadinanza”, conclude Lorusso.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 17th, 2017 Riccardo Fucile
L’ENNESIMA FIGURA PIETOSA DEL FUORICORSO CINQUESTELLE
“Un certo Boneschi, dopo un giorno in Parlamento”, riceve “3.108 euro al mese di vitalizio”. 
Ma l’esponente del Partito Radicale, eletto il 12 maggio 1982 nella VIII legislatura con i Radicali e dimessosi il giorno dopo l’elezione, è morto il 13 ottobre 2016.
A incappare (per due volte) nella gaffe è stato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, M5s: prima in una conferenza stampa indetta in mattinata dal gruppo del Movimento 5 stelle a Montecitorio, poi in una diretta facebook trasmessa sul suo profilo.
In entrambe le occasioni, Di Maio ha fatto l’elenco dei parlamentari che percepiscono il vitalizio per denunciare questo “privilegio da Medioevo”
C’è quindi anche Boneschi tra i parlamentari citati dai 5 Stelle come percettori di vitalizi.
Luca Boneschi, avvocato e a lungo militante nel Partito Radicale, deceduto però ad ottobre del 2016. Nelle cronache parlamentari è noto per essere il deputato rimasto in carica per meno tempo: eletto il 12 maggio 1982 in sostituzione del dimissionario Marcello Crivellini aveva presentato le proprie dimissioni dall’incarico, accettate dall’Aula, il giorno successivo.
E si dimise per difendere la famiglia di Giorgiana Masi, la diciottenne uccisa nel 1977 con un colpo di pistola a Roma, sul Ponte Garibaldi, durante gli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine.
Boneschi si dimise e rinunciò all’immunità parlamentare dopo essere stato denunciato dal giudice istruttore che aveva disposto l’archiviazione del processo sulla morte della giovane Giorgiana, perchè ritenutosi diffamato.
Boneschi ripeterà in seguito di essere l’unico “imputato” per la morte della Masi, sulla quale la giustizia non ha mai fatto luce.
(da agenzie)
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Luglio 16th, 2017 Riccardo Fucile
A CIVITAVECCHIA SECONDO IL CINQUESTELLE LA ROSA NEI BAR CI SONO TROPPI “NEGRI”… MA SE SPACCIANO, COME SOSTIENE, PERCHE’ UN EX ISPETTORE DELLA POLIZIA COME LUI NON CHIAMA LA QUESTURA?
Rolando La Rosa, consigliere comunale a Civitavecchia e Ispettore Capo di Polizia in quiescenza, è diventato ieri un piccolo caso nella cittadina laziale per questo status scritto su Facebook:
“Nei bar è sempre più difficile trovare gente bianca. Masse sterminati di niger che bivaccano al bar, bevono, chattano, si drogano e vendono droga. Uno schifo totale e una situazione ormai fuori controllo
Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia non si è opposto alla scelta del Governo ed ora saranno guai seri per tutti
Francesco Maria Di Majo sta uccidendo pian piano l’economia di un Porto che, in questi ultimi vent’anni, l’ha fatto diventare un modello, un gioiello da imitare”.
La Rosa si riferisce alla vicenda dell’hotspot provvisorio che il ministero dell’Interno vuole aprire a Civitavecchia per alleggerire la pressione su quelli del Sud.
Il post, nel frattempo scomparso dal gruppo movimentocinquestellecivitavecchia, il consigliere lancia giustamente un allarme doloroso: come si farà a entrare in un bar d’ora in poi se è pieno di gente non bianca?
Ricordiamo per inciso all’ex poliziotto che se è cosi certo che in quei bar “i negri” sono dediti allo spaccio, sarebbe suo dovere chiamare i suoi ex datori di lavoro, come sicuramente avrà fatto quando era in servizio.
Usa così tra i cittadini modello, non ci si volta dall’altra parte.
Se poi non fosse vero e il suo fosse solo una “suggestione”, sarebbe ancora più grave da parte di un amministratore della città diffondere notizie false.
Veda lui.
(da “NextQuotidiano”)
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