Maggio 14th, 2017 Riccardo Fucile
PER GLI ESPERTI GLI IMPIANTI NON SONO PERICOLOSI, MA LA BASE NON LI VUOLE … MEGLIO AFFOGARE NELLA MONNEZZA CHE PERDERE VOTI (MA COSI’ LI PERDONO LO STESSO)
Come previsto, le strade di Roma sono più pulite. Comune e Ama, l’azienda del Campidoglio che
gestisce il servizio, hanno schierato 1800 mezzi e 4000 addetti impegnati 24 ore su 24, spendendo per straordinari una cifra che gli addetti ai lavori stimano in 2 milioni di euro.
Ciò non significa che l’emergenza sia dimenticata. Gli impianti sono sotto stress: per mandare il sistema in tilt basta un piccolo guasto o una chiusura per manutenzione.
Oggi deputati, dirigenti e militanti del Pd erano nelle strade armati di ramazze (mille persone in cinquanta punti della città ) per dimostrare contro la giunta M5S.
Il Pd cavalca le contraddizioni del Movimento 5 Stelle come Berlusconi fece con quelle del Pd nel 2008, quando Napoli era sommersa di rifiuti in campagna elettorale e la sinistra si opponeva alla costruzione del termovalorizzatore di Acerra.
La difficoltà di Virginia Raggi è analoga: le posizioni ideologiche del suo movimento e le cambiali elettorali firmate con i comitati di quartiere le impediscono di dire quali e quanti impianti vuole fare (e dove) per chiudere il ciclo dei rifiuti come accade in tutte le metropoli europee.
Incalzata da Bruno Vespa a «Porta a porta» sugli impianti di cui la Capitale necessita, la sindaca di Roma aveva annunciato: «Noi abbiamo scelto tre siti, il luogo non è importante, non lo dico stasera ma la Regione li conosce».
Circostanza smentita non solo dalla Regione (non risultano comunicazioni del Comune su nuovi impianti), ma anche dal piano rifiuti della giunta (dove se ne parla in modo generico) e da ambienti vicini al Campidoglio e a conoscenza del dossier. Decisa nel dire no alle discariche, viene smentita da un documento della città metropolitana (di cui è presidente) che individua i siti potenziali.
Poi ha intimato alla Regione di autorizzare gli impianti in stand-by, citandone però solo uno, naturalmente fuori Roma.
I Comuni delle altre Province sono sul piede di guerra. Del resto non è facile spiegare come Roma, che produce più del 50% di tutto il Lazio e ha la superficie comunale più grande d’Europa, pari a quella delle altre 8 maggiori città italiane messe insieme, pretenda di appioppare al resto della regione la sua immondizia.
Ieri Beppe Grillo sul blog ha annunciato per Roma due «separatori di immondizia come a Barcellona». A stretto giro gli ha risposto la Regione, ricordandogli che «Barcellona ha tre inceneritori e una grande discarica» e che il piano della giunta Marino, bocciato dalla Raggi, s’ispirava proprio agli eco-distretti catalani.
Inoltre i separatori a Roma già esistono (Salario e Rocca Cencia, più altrettanti privati) ma il Movimento 5 Stelle vuole chiuderli perchè «puzzano».
Così hanno promesso ai comitati locali in campagna elettorale, salvo omettere che puzzano anche le «fabbriche di materiali» che la Raggi propone in alternativa.
Nominata assessore prima di Natale in sostituzione di Paola Muraro, Pinuccia Montanari è favorevole agli impianti di digestione anaerobica dei rifiuti organici (una delle poche cose su cui è d’accordo con la Muraro).
Si tratta di una variabile del compostaggio con recupero energetico di biogas. Impianti a basso impatto ambientale, diffusi in tutta Europa e considerati all’avanguardia.
In quello vicino Padova, considerato un gioiello, arrivano anche i rifiuti romani (ma l’energia prodotta riscalda e illumina case, scuole e ospedali dei veneti).
Nemmeno tecnici e ambientalisti della rete «rifiuti zero» li osteggiano (secondo Legambiente, a Roma ne servirebbero almeno dieci). Falso che siano malvisti dall’Ue.
Eppure nel Movimento 5 Stelle (soprattutto nel Lazio, non in Lombardia per esempio) sono considerati il male quasi assoluto, al pari di discariche e inceneritori.
L’assessore Montanari ha provato in ogni modo a far uscire consiglieri comunali e attivisti dai pregiudizi ideologici.
Prima con una visita di gruppo a un impianto di Pinerolo, poi (a metà marzo, mentre preparava il piano rifiuti della giunta) con una riunione in Campidoglio, dando la parola a tre esperti tra i più stimati dal Movimento.
I quali hanno spiegato e, tecnicamente, convinto. Ma poi sono usciti dalla sala, lasciando soli i consiglieri.
Ne è seguita una discussione politica, in cui il realismo ha fatto a cazzotti con anni di convinzioni difficili da scalfire.
Alla fine i consiglieri possibilisti sono usciti sconfitti, riferendo che «almeno per ora» non sono in grado di far accettare politicamente gli impianti alla base del Movimento. La logica è quella del capogruppo Paolo Ferrara: impedisce che il tritovagliatore mobile di Ama, che potrebbe alleviare l’emergenza, sia spostato a Ostia, dove lui prende i voti.
Quindi niente impianti. E se nessuno se li prende nel Lazio, i rifiuti romani continueranno a viaggiare a caro prezzo per mezza Europa.
Giuseppe Salvaggiulo
(da “la Stampa”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 14th, 2017 Riccardo Fucile
“A CHIAVARI CI SONO MOLTI INTERESSI, I CANDIDATI SONO SEMPRE GLI STESSI”… IL SOLITO FAVORE DI GRILLO AL CENTRODESTRA: A GENOVA A BUCCI, A CHIAVARI A LEVAGGI
Grillini esclusi dalla competizione elettorale di Chiavari.
La lista di Roberto Traversi non ha ottenuto la certificazione dal Movimento cinque stelle, il simbolo non è arrivato e l’architetto (d’intesa con il suo gruppo) ha deciso di non puntare sulla lista civica.
«Per una questione etica – spiega – Rispettiamo le regole fino in fondo. Il Movimento non era un mezzo per entrare in Comune. Ci stavamo preparando dal 2012, in questi anni abbiamo letto tutte le delibere, siamo stati, probabilmente, gli unici a farlo. A dicembre – aggiunge – avevamo programma e lista pronti, le persone ci sorridevano, per molti eravamo un punto di riferimento. Eravamo preparati e saremmo sicuramente entrati in consiglio comunale. Il 10 febbraio abbiamo inviato la domanda per la certificazione… e a 91 giorni dall’invio della documentazione integrale allo staff del Movimento cinque stelle non abbiamo ancora avuto una risposta».
L’architetto fa un passo indietro, chiede scusa ad attivisti ed elettori, ma precisa che sulla sua persona e sulla sua lista non gravano ombre.
«Siamo persone serie, incensurate, per ciascun candidato è stata richiesta la visura penale e non risultano situazioni per le quali potesse esserci negato il simbolo – garantisce Traversi – Siamo gli unici, in Liguria, a non aver ottenuto il simbolo. Ringraziamo quanti ci hanno sostenuto e ci scusiamo per l’accaduto, non saremo presenti a questa tornata elettorale, ma continueremo le nostre battaglie sul territorio, fondate sui principi a cinque stelle».
A chi dava fastidio la sua candidatura?
«Non lo so. A Chiavari ci sono molti interessi e le persone che si candidano sono sempre le stesse – risponde Roberto Traversi – Io ero l’unico a dire cose diverse».
In vista del voto cosa consiglia agli elettori Cinque stelle? «Di scegliere il candidato meno peggio. Non andare a votare è sempre sbagliato».
(da “il Secolo XIX”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 14th, 2017 Riccardo Fucile
PROPONE UNA SOLUZIONE CHE E’ GIA’ ATTUATA E RIESCE A FARSI SMENTIRE ANCHE DAL CAMPIDOGLIO
Beppe Grillo ieri, nei ritagli di tempo tra un daiquiri e una scalata ecologica a Dubai, ha trovato la
soluzione per i rifiuti a Roma: «A Barcellona c’è uno dei più grandi separatori di immondizia, non brucia niente, separa le materie prime dalle secondarie e poi vende alluminio, carta, vetro, plastica. L’immondizia diventa un risorsa. E questa potrebbe essere un’ipotesi. Ne mettiamo uno a Roma Nord e uno a Roma Sud. Fanno circa 2mila tonnellate a testa e risolviamo finalmente il problema dei rifiuti di Roma», ha scritto sul suo blog.
Le soluzioni semplici, si sa, sono le migliori.
Per questo Mauro Buschini, assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente, Rifiuti della Regione Lazio, ha fatto notare al comico che da queste parti ci erano già arrivati: “Di separatori di immondizia Roma ne ha 4 (i TMB) mentre Barcellona ha due mega-inceneritori ed una grande discarica. Se il modello è quello, Beppe Grillo dica, almeno, dove mettere la discarica: anche alla catalana, a noi va bene!”.
E ancora: “Il progetto degli Ecodistretti di AMA prendeva spunto proprio dagli Ecoparque di Barcellona, ma con la variante di eliminare gli inceneritori (presenti, invece, negli Ecoparque catalani). A bocciare gli Ecodistretti è stata il sindaco grillino di Roma, Virginia Raggi. Comunque, per ulteriori informazioni, Grillo ed i suoi possono andare sul sito www.amb.cat (sito ufficiale dell’area metropolitana barcellonese), dove si riferisce che, nel 2016, l’Amb ha 3 inceneritori e 1 discarica in esercizio. Tutto scritto e noto a tutti. Quasi a tutti. Ribadiamo, come riaffermato anche oggi dal Presidente Zingaretti, che la Regione e’ pronta ad aiutare Roma ad uscire da questa difficile situazione. Si deve aprire una nuova fase basata sulla collaborazione e sulla correttezza”.
Ma la parte divertente della vicenda non è questa.
È invece quella riportata dal Messaggero, dove si segnala che il Campidoglio nulla sapeva dell’ideona di Beppe e l’uscita del video pubblicato dal MoVimento 5 Stelle ovunque non era concordata con l’amministrazione Raggi.
Di più:
Il Campidoglio, quindi, vuole aprire due nuovi impianti? In realtà dalla giunta M5S schiacciano sul freno: quello di Grillo viene inquadrato come un contributo alla discussione politica sul tema rifiuti, ma nei piani dell’Ama, la partecipata comunale, non figura l’apertura di nessun nuovo sito di questo tipo.
Intanto ieri dall’estero è arrivato un nuovo apprezzamento della conoscenza delle lingue da parte della sindaca Virginia Raggi. “Roma somiglia più a Calcutta che a Berlino”, ha scritto il magazine francese Le Nouvel Observateur in un articolo intitolato “Roma crolla sotto la spazzatura”.
“Roma non è mai stata così sporca”, afferma il settimanale secondo il quale la città eterna “non offriva un tale spettacolo” nemmeno nell’immediato dopoguerra quando si vedevano pecore attraversare piazza del Popolo.
L’articolo prende spunto dall’iniziativa di ripulitura delle strade lanciata per domani da Renzi e punta il dito contro la sindaca, Virginia Raggi, che “è l’illustrazione perfetta dell’incompetenza dei grillini“.
La Raggi, si legge, “non manca di moltiplicare le gaffes — ha cambiato 5 membri del suo staff in tre mesi- e sottovaluta apertamente il problema della gestione dei rifiuti, fino a negare che vi sia urgenza. Parla di un complotto ordito contro la municipalità dai ‘poteri forti’ e il suo principale avversario politico, il partito democratico di Matteo Renzi”.
Ma Beppe non molla e si è fatto venire un’altra ideona per far tornare ad apprezzare la città : vorrebbe costruire un monumento ovale di 527 metri di perimetro, con assi che misurano 187,5 e 156,5 metri.
L’arena all’interno misurerà 86 à— 54 m, con una superficie di 3.357 m ² e l’altezza attuale raggiungerà 48,5 m. Ha pronto anche il nome: vuole chiamarlo Colosseo.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 14th, 2017 Riccardo Fucile
MENO ADATTA A GOVERNARE ROMA: SEI PUNTI IN MENO DI MARINO… 27% PER MARINO, 21% PER LA RAGGI, MA IL 52% BOCCIA ENTRAMBI
Meno adatta a governare Roma e una colpa più grande, rispetto al suo predecessore, sull’emergenza
rifiuti.
Secondo un sondaggio condotto da Scenari Politici per Huffpost, la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, gode di una fiducia minore rispetto all’ex primo cittadino Ignazio Marino.
Marino distacca la Raggi di sei punti quando si parla del sindaco più adatto a governare Roma.
La Raggi fa peggio di Marino, ma anche dell’ex sindaco Gianni Alemanno, anche per quanto riguarda l’emergenza rifiuti.
Più in generale, la fiducia nei confronti di Virginia Raggi registra un trend tutt’altro che positivo: il 67% degli intervistati, infatti, è insoddisfatto dell’operato della sindaca.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 13th, 2017 Riccardo Fucile
“QUALCUNO AVVISI GRILLO CHE A BARCELLONA CI SONO ANCHE DUE INCENERITORI E UNA DISCARICA, QUELLI CHE DICE DI NON VOLERE”
Beppe Grillo parla di rifiuti a Roma in un video pubblicato sul suo blog. Il fondatore del movimento 5S indica il modello di Barcellona, proponendo di installare due “separatori di immondizia” nella Capitale per “risolvere finalmente il problema dei rifiuti di Roma”.
Ma per Grillo “per risolvere il problema dei rifiuti dobbiamo risolvere il problema della politica, che sui rifiuti ci ha vissuto per cinquant’anni. Affrontiamo la politica sul suo core business: la spazzatura. È noto: mafia e politica vanno d’accordo e si uniscono sul rifiuto. E questa sarà la nostra battagli”.
Grillo ha anche detto che “discariche e inceneritori sono la manna della politica di oggi, e noi abbiamo interrotto questo corto circuito. La produzione dei rifiuti va ridotta, e lo faremo. Ma esistono già delle tecnologie che possono aiutarci”.
Immediata la risposta della Regione.
“Di separatori di immondizia Roma ne ha 4 (i TMB) mentre Barcellona ha due mega-inceneritori ed una grande discarica. Se il modello e’ quello, Beppe Grillo dica, almeno, dove mettere la discarica: anche alla catalana, a noi va bene!” sottolinea in una nota Mauro Buschini, assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente, Rifiuti della Regione Lazio.
“Il progetto degli Ecodistretti di AMA – ricorda Buschini – prendeva spunto proprio dagli Ecoparque di Barcellona, ma con la variante di eliminare gli inceneritori (presenti, invece, negli Ecoparque catalani). A bocciare gli Ecodistretti e’ stata il sindaco grillino di Roma, Virginia Raggi. Comunque, per ulteriori informazioni, Grillo ed i suoi possono andare sul sito www.amb.cat (sito ufficiale dell’area metropolitana barcellonese), dove si riferisce che, nel 2016, l’Amb ha 3 inceneritori e 1 discarica in esercizio. Tutto scritto e noto a tutti. Quasi a tutti”
Ribadiamo, come riaffermato anche oggi dal presidente Zingaretti, che la Regione è pronta ad aiutare Roma ad uscire da questa difficile situazione. Si deve aprire una nuova fase basata sulla collaborazione e sulla correttezza”.
(da “La Repubblica”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 13th, 2017 Riccardo Fucile
ESPLODE UN ALTRO CASO IN LIGURIA DI “DEMOCRAZIA ETERODIRETTA”, LA BASE DENUNCIA: “ABBIAMO SEGUITO LO STATUTO, CASALEGGIO NON SI E’ NEANCHE DEGNATO DI RISPONDERCI”
Roberto Traversi non sarà il candidato sindaco del Movimento cinque stelle a Chiavari. Non ha ottenuto il simbolo e non potrà presentare la lista pentastellata. Vanificato il lavoro portato avanti negli scorsi mesi dai militanti per partecipare alle elezioni amministrative.
La candidatura dell’architetto, che il diretto interessato non ha mai confermato (ma neppure smentito), non è stata avallata dalla sede milanese del Movimento, che fa capo alla società Casaleggio associati e a Beppe Grillo e che decide di concedere oppure no il simbolo agli aspiranti sindaco.
Una scelta clamorosa, sulla quale nessun esponente del Movimento, in questa fase, accetta di rilasciare dichiarazioni.
I grillini, dunque, rinunciano alla competizione sia perchè avrebbero manifestato l’intenzione di non correre con una lista civica sia perchè l’imminenza dei termini per depositare le candidature (le 12 di sabato) non lascia loro spazi di manovra.
Dopo il caso Genova – dove il “metodo” annunciato da Grillo è sfociato in un contenzioso giudiziario e nella candidatura extramovimento della grillina Marika Cassimatis, alternativa al rappresentante ufficiale dei Cinque stelle, Luca Pirondini – si apre quello di Chiavari e nei prossimi giorni, probabilmente, saranno propri i militanti a fare chiarezza sull’accaduto.
Quel che trapela, per adesso, è molto malcontento e anche una certa irritazione sulla strategia di Casaleggio associati e dei vertici del Movimento.
I Cinque stelle locali avrebbero seguito il percorso indicato dal Movimento per inoltrare le candidature e seguito le regole statutarie.
Non si spiegano, dunque, il silenzio con cui è stato accolto il loro progetto e la mancanza di trasparenza verso un candidato sindaco voluto dalla base e non scelto, come accaduto, tra mille polemiche, in altre città , attraverso la consultazione on line.
(da “il Secolo XIX”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 13th, 2017 Riccardo Fucile
MA LA MANAGER NON SI E’ ANCORA DIMESSA PERCHE’ MANCA LA BUONUSCITA… ALTRI SOLDI BUTTATI, SIAMO AL QUARTO CAMBIO IN UNDICI MESI
Era stata individuata nel novembre scorso per sostituire Alessandro Solidoro al vertice dell’AMA e
doveva restare in carica per tre anni. Antonella Giglio è invece in uscita dall’azienda municipalizzata dei rifiuti romani e a quanto pare a darle il benservito è stata la sindaca Virginia Raggi.
Ma c’è un problema: la buonuscita.
La Giglio, arrivata in carica in quella che sembra un’era geologica fa, ovvero quando al vertice dell’assessorato c’era ancora Paola Muraro, viene considerata tra i responsabili dell’emergenza rifiuti che ha coinvolto anche AMA e le si imputa anche una scorretta gestione della vicenda della discarica di Colleferro.
Ma a quanto pare il lungo addio di Antonella Giglio all’AMA avrà strascichi. Giovedì scorso, durante l’assemblea, la Giglio aveva fatto mettere a verbale la sua intenzione di dimettersi, senza però la formale accettazione dei soci.
Poi, racconta il Messaggero, è successo il patatrac:
Poi, dopo aver capito che non avrebbe ricevuto l’attesa buonuscita, ha inviato una mail sulla casella di posta elettronica certificata dell’azienda per ritirare le sue dimissioni. Palazzo Senatorio vuole comunque proseguire sulla sua strada. Così nella prossima assemblea, convocata per lunedì alle 15,tenterà di forzare la mano: accettando il passo indietro inizialmente annunciato (e scritto sul verbale) da Giglio e nominando contestualmente i tre membri del nuovo consiglio di amministrazione.
Un’accelerazione che, a meno che non si trovi un’intesa tra le parti, porterà verosimilmente a un’azione legale da parte della numero uno uscente di via Calderon de la Barca, che tenterà di far valere la sua formale comunicazione di ritiro delle dimissioni, inviata prima che l’assemblea formalizzasse il cambio al vertice della municipalizzata.
Quello che sembra prevedibile è che si andrà quindi alle carte giudiziarie per la buonuscita. Oppure a un accordo extragiudiziale che comunque costerà tanto ai cittadini romani.
E in ogni caso ciò che spaventa è la capacità della sindaca di essere una mangia-manager senza pietà .
Da quando Virginia Raggi è arrivata al Campidoglio prima non è stata capace di trovare un’intesa con i manager che ha trovato (ai quali aveva promesso comunque la possibilità di chiudere il mandato), come Daniele Fortini il quale aveva chiesto all’amministrazione di attivarsi per spingere a commissariare il Colari nel giugno scorso.
La sindaca e il suo “staff” rifiutarono: nell’aprile scorso sono stati costretti a farlo lo stesso per fronteggiare l’emergenza rifiuti che intanto scoppiava.
Poi sono arrivati Solidoro e Bina, che hanno salutato nel frattempo. Adesso, e siamo a 11 mesi di amministrazione da parte della Raggi, tocca alla Giglio fare le valigie.
Le consigliere del Pd capitolino Valeria Baglio e Ilaria Piccolo chiosano: «O c’è una sorta di maledizione oscura che tormenta l’azienda o M5S non sa scegliere i propri manager. Molto piu’ probabile la seconda ipotesi se messa in relazione alla farsa dei 140 curricula che avrebbero dovuto essere esaminati dalla commissione ambiente per la scelta del nuovo CdA dell’azienda capitolina. Quando si tratta di poltrone, M5S somiglia sempre più alla vecchia partitocrazia dilaniata da guerre intestine tra correnti e condita da tanta incapacità quanto arroganza. Purtroppo come nell’emergenza rifiuti di questi giorni è la città a pagare il prezzo più caro. La coincidenza tra il caos rifiuti e la ‘sarabanda manageriale’ in Ama non e’ casuale, ma è l’inevitabile conseguenza di un’amministrazione pasticciona e inadeguata che rende più costosa e discontinua la gestione dei servizi ambientali (con il ricorso, come in queste ore, alla predisposizione di Task force) e la stessa direzione aziendale. Ai continui cambi di vertici seguono, infatti, pesanti ripercussioni economiche dovute alle buone uscite contrattuali dei manager. Alcune domande sorgono spontanee: Quanto costerà all’Ama l’uscita di scena della dr.ssa Giglio? E quanto costera’ l’insediamento del nuovo CdA? A quanto ammontano i costi complessivi delle rimozioni dei manager di Ama effettuati in questi 10 mesi?»
(da “NextQuotidiano“)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 12th, 2017 Riccardo Fucile
MA NON ERA LA “DEMOCRAZIA DIRETTA” DEI CITTADINI?… QUEI GRILLINI CHE HANNO ORMAI PERSO IL CONTATTO CON LA REALTA’
Tappami è un’associazione di volontariato che si occupa di riempire le tante buche che dominano le strade di Roma.
Mercoledì scorso i volontari erano al lavoro a Piazza Sempione quando sono stati fermati dai vigili su iniziativa della presidente del III Municipio Roberta Capoccioni.
La storia la racconta Cecilia Gentile su Repubblica:
«Una situazione surreale – racconta Raffaele Scamardì, uno dei volontari dell’associazione “Tappami” – Erano passate da poco le 20. Stavamo provando un sigillante che ci era stato proposto dalla ditta che lo produce. Questo materiale sigilla le ragnatele del manto stradale, che sono l’ultima fase prima della buca vera e propria. Ci trovavamo davanti alla sede del municipio. All’improvviso sono scesi la presidente Capoccioni, l’assessore all’Ambiente Mimmo D’Orazione e tre, quattro consiglieri municipali.
All’inizio erano divertiti e incuriositi. Ma quando hanno visto sulla nostra Vespa gli adesivi dell’associazione, si sono straniti.
La presidente ha sostenuto che si trattava di un’azione politica e per questo ha voluto chiamare gli agenti, che ci hanno chiesto i documenti per identificarci.Poi abbiamo ultimato la riparazione delle crepe, che, secondo il parere dei vigili urbani presenti, è stata fatta molto bene».
È bene ricordare che Tappami “si dedica al recupero e al decoro urbano con particolare riguardo alla riqualificazione delle strade e delle vie di Roma Capitale”.
«La scelta del posto, piazza Sempione, non era mirata, nè provocatoria – assicura il presidente dell’associazione ”Tappami”, Cristiano Davoli – Anzi, all’inizio la prova doveva avvenire a Bravetta, ma è stato lo stesso rappresentante della ditta a chiederci di avvicinarci, perchè lui alloggiava in un albergo vicino, sulla Nomentana. Così ci siamo spostati a piazza Sempione».
Tutto si aspettavano i volontari, ma non di scatenare la chiamata di vigili urbani e carabinieri per azioni che svolgono ormai da un anno e mezzo.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 12th, 2017 Riccardo Fucile
CHIEDE ALLA LORENZIN DI RENDERE GRATUITE LE VACCINAZIONI, NON SA NEANCHE CHE GIA’ LO SONO
Ormai tutti sanno che dire che il MoVimento 5 Stelle è contro i vaccini “è una sciocchezza”. Ora che
Beppe Grillo ha cambiato idea sui vaccini (come scrisse Elena Fattori) il M5S si è affidato ad uno scienziato vero ed è a favore del raggiungimento della massima copertura vaccinale.
Ma ad Alessandro Di Battista questa proposta evidentemente pare insufficiente: lui vuole i vaccini gratis. E quando li vuole? Subito.
Di Battista ieri era ospite di Corrado Formigli a Piazza Pulita e ci ha spiegato qual è la sua posizione, anzi quella del MoVimento 5 Stelle. È noto che alcune Regioni hanno varato provvedimenti per rendere obbligatorie le vaccinazioni per l’accesso agli asili nido. In quelle Regioni il M5S si è opposto all’obbligatorietà spiegando che invece “serve più informazione”.
I 5 Stelle di ogni ordine e grado infatti sostengono che i vaccini obbligatori siano “un regalo a Big Pharma”.
Alessandro Di Battista ieri però si è fatto prendere dall’ansia di essere contro a prescindere.
La tattica del 5 Stelle è chiara: mai rispondere nel merito ma giocare al rilancio parlando d’altro. Il Governo vuole introdurre l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione alle scuole? La proposta del Dibba è differente: “perchè non li rendono gratuiti?”.
Di Battista lo dice chiaro e tondo: “la nostra proposta è vaccini gratuiti”. Formigli azzarda a chiedere “ma obbligatori?” e il Dibba parte a macchinetta con la sua favolosa controproposta: “se vuoi ampliare la fascia delle persone che si vaccinano quindi per contrastare delle malattie la gratuità del vaccino è più importante dell’obbligatorietà del vaccino stesso. Quindi vogliamo il vaccino gratuito.”
Quindi per evitare a Big Pharma di fare soldi sulla pelle dei cittadini Di Battista propone che lo Stato — ovvero i cittadini — acquisti e metta a disposizione gratuitamente i vaccini.
Ma i vaccini in Italia sono già gratuiti
Alessandro Di Battista è considerato da molti un politico molto preparato, uno che studia, che si informa. Ieri sera ha dato prova che non è così.
Durante la diretta infatti la ministro Beatrice Lorenzin ha twittato per ricordare dal Dibba che i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) prevedono che i vaccini siano gratuiti.
Le nuove vaccinazioni gratuite e senza ticket per il bambino e per gli adulti sono: vaccino per il Meningococco B e per il Rotavirus per i bambini con meno di un anno di vita, due dosi di vaccino per la varicella, quello per l’HPV nei maschi undicenni e il Meningococco tetravalente, cioè per i ceppi ACWY135 sempre negli adolescenti, e infine Pneumococco e Zoster negli anziani.
Restano a carico del SSN le “vecchie” vaccinazioni obbligatorie. Il costo dell’operazione, una volta a regime è stimato in 186 milioni di euro. Al momento non tutte le Regioni hanno stanziato risorse sufficienti per potersi adeguare ai criteri del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019.
Certo, se ci fosse stato un giornalista in studio a farglielo notare magari le cose sarebbero andate diversamente.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »