CHAT DELMASTRO, IL PARTITO E’ NEL PANICO: “SMS IMBARAZZANTI E CHE LO SMENTISCONO”
IN AULA LA DESTRA DELL’ILLEGALITA’ PRONTA A SALVARLO CON LO SCUDO
La mossa dei legali di Mauro Caroccia è una brutta tegola nel venerdì pomeriggio di Andrea Delmastro. Non tanto (o non solo) dal punto di vista giudiziario, ma di certo sul piano politico. Non a caso, nonostante l’ex sottosegretario ostenti tranquillità in un comunicato, in Fratelli d’Italia sono preoccupati da quel che potrà emergere sul meloniano e sui suoi rapporti con Caroccia, tutto materiale su cui il partito contava di poter mettere una pezza decisiva negando il sequestro delle chat ai pm.
Sul sequestro la linea non cambia. Mercoledì prossimo la destra a Montecitorio dirà no alla richiesta della Procura, come già avvenuto in giunta tra le protesta delle opposizioni: questione di metodo, spiegano ai piani alti di Via della Scrofa. Anche perché identica richiesta di sequestro è arrivata in Parlamento dalla Procura di Milano in merito all’inchiesta su Mps: in quel caso a essere coinvolti sono una decina tra ministri e onorevoli, non indagati ma protagonisti di svariate chat con l’ex direttore generale del Tesoro Marcello Sala (anche lui non indagato).
Accordare l’uso delle conversazioni tra Delmastro e Caroccia sarebbe un precedente per le altre valutazioni, circostanza che la destra vuole evitare. Insomma, le motivazioni “tecniche” di cui ha parlato il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli sono già scomparse.
Resta però l’allarme su tutto il resto. Delmastro ha informato i vertici del partito del contenuto delle chat, dice una fonte di primo piano di Fratelli d’Italia. Ma certo, un conto è riferirle e un conto è correre il rischio di trovarsele su qualche giornale. Per il momento l’ex sottosegretario si dice sereno: “Apprendo che il legale del signor Caroccia starebbe depositando le famose chat. Non ho alcun problema che ciò avvenga anche per il loro valore chiarificatorio dell’intera vicenda”. Un paradosso, visto che in giunta la destra ne ha appena negato il sequestro. Poi però Delmastro mette le mani avanti: “Le interlocuzioni di carattere amichevole sono e restano tipiche del dialogo che si può avere con un ristoratore romano del quale confermo non ho mai nemmeno supposto coinvolgimenti veri o presunti con ambienti criminali”.
E qui si arriva a uno dei timori di Delmastro e dei meloniani. Il riferimento a toni amichevoli con Caroccia fa pensare a chat potenzialmente imbarazzanti, magari anche nei confronti dei compagni di partito. Soprattutto nella chat di gruppo con Caroccia e gli altri dirigenti piemontesi di FdI. Delmastro spiega che le chat “dimostreranno la totale estraneità a qualsivoglia logica criminale” e parla di “macchina del fango” in attività da mesi, anche qui con parole che sembrano più rivolte a possibili rivelazioni future che a quanto accaduto finora. Delmastro non è indagato, ma il contenuto delle chat potrebbe comunque smentire alcune delle sue ricostruzioni pubbliche sulla conoscenza dei Caroccia e sul fatto che nulla sapesse dei legami tra la famiglia, con cui era socio nella ristorazione, e il clan Senese.
A ogni modo, in attesa di evoluzioni l’intenzione del partito è di non esporre ulteriormente Delmastro. Mercoledì in Aula, quando si voterà per il sequestro delle chat, l’ex sottosegretario non ci sarà (e non voterà per scudare se stesso) e per FdI dovrebbe intervenire Dario Iaia, capogruppo dei meloniani nella Giunta per le autorizzazioni. Delmastro, non a caso, domenica scorsa non era presente (come ogni anno) nemmeno alla fiaccolata per l’anniversario di Paolo Borsellino. La vicenda di Delmastro, infatti, starebbe imbarazzando l’ala più “pura” del partito nella lotta alla criminalità organizzata: la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo e la deputata palermitana Carolina Varchi. Difficile mostrarsi come i paladini dell’Antimafia da questo caso in avanti. Dopo mercoledì, ancora di più.
(da Il Fatto Quotidiano)
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