FAUSTO BRIZZI: “NON SONO LO SPIN DOCTOR DI SILVIA SALIS, PALAZZO CHIGI E’ ANCORA LONTANO E LE PRIMARIE SONO UN ERRORE”
IL REGISTA, MARITO DI SILVIA: “IL CENTROSINISTRA DEVE SCEGLIERE IL SUO CAPITANO NEGLI SPOGLIATOI, STIANO DENTRO FINO A CHE NON SI SONO MESSI D’ACCORDO”… “IL CAMPO LARGO VINCERA’ LE ELEZIONI SOLO SE CI ARRIVERA’ UNITO, COME E’ SUCCESSO A GENOVA”
«No, no, no…». Silvia Salis ha appena risposto con un sorriso, ma senza esitazioni, alla
domanda del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, sulle voci che parteciperà alle primarie o che farà la federatrice del centrosinistra».
In sala, alla libreria Feltrinelli di Milano, per la presentazione del libro «È già domani, c’è anche il regista Fausto Brizzi, il marito della sindaca di Genova.
Peccato, però… Palazzo Chigi è a Roma e vi sareste visti più spesso.
«Dunque… Palazzo Chigi…»
Non sa cos’è?
«Non è vicino a casa, è ancora lontano da casa. Ma io amo Genova, è il posto ideale, abbiamo casa in riva al mare e non vedo perché dovrei lasciare la città. Per fortuna scrivo la maggior parte del tempo, quindi posso stare tanto in riva al mare».
La sindaca ha detto che anche l’amore è un allenamento. Ma chi allena chi, tra voi due?
«È un allenamento comune, assolutamente. Abbiamo un progetto che si chiama Eugenio, il nostro bimbo, che ha appena compiuto tre anni. È un allenamento quotidiano e lei, in questo, è maestra da otto anni».
La parte del libro che preferisce?
«Mi piace tantissimo il finale, quando dice al centrosinistra che non siamo gli eletti, non ancora, quindi non tiriamocela troppo, perché dobbiamo ancora vincere».
Sua moglie dice che l’unica persona di cui si fida al mondo è lei!
«È viceversa: l’unica persona del cui giudizio mi fido è mia moglie, anche nel mio lavoro».
Le dispiace che non si candidi alle primarie?
«Le primarie non vanno fatte, ragazzi. Pensate a quante scorie si portano dietro sui social nei sei mesi successivi».
E come si sceglie il leader del campo largo?
«Come si sceglie il capitano di una squadra: negli spogliatoi. Ci si chiude e non si esce da lì finché non si è deciso. Così si sceglie chi ha le maggiori possibilità di vincere».
Ma le primarie possono essere uno strumento per arrivare a una sintesi.
«Però poi chi perde un po’ rosicherà e anche la sua base rosicherà. Quindi, secondo me, non è una sintesi, ma un’ulteriore parcellizzazione».
Visto l’equilibrio tra le forze politiche, come finiranno le prossime elezioni politiche?
«Il centrosinistra, intanto, deve arrivarci unito e, se ci arriva unito, vince. I numeri dicono che uniti si vince, come è successo a Genova. Lì c’erano davvero tutti, anche più di quelli che attualmente si stanno mettendo insieme. C’erano Renzi, Calenda… E ci sono tuttora tutti. Quindi, a Genova, una coalizione sta reggendo da un anno e mezzo».
Lei è il vero «spin doctor» di Silvia Salis?
«Assolutamente no, io faccio il marito. Vengo qui per fare la claque».
Farebbe un film tratto da questo libro?
«La sua storia è invidiabile, perché è un percorso tutto suo. È una storia da film, però in questo momento… Poi io non amo i film tratti da storie vere. E questa è soltanto la prima parte della storia: lei ha 40 anni, ha un futuro».
C’è un titolo di un film che descriva l’Italia di oggi?
«No, no, no. In questo momento c’è un misto di generi».
Drammatico, un po’ comico?
«Sì, una comédie dramatique.»
(da agenzie)
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