LA VERA EMERGENZA DI CUI NON SI PARLA: NEI PRIMI SEI MESI DEL 2026 2,8 MILIONI DI PERSONE NON HANNO POTUTO FARE ESAMI E VISITE MEDICHE NEI TEMPI PREVISTI. IN QUESTO LASSO DI TEMPO LE STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE ACCREDITATE HANNO EROGATO NEI TEMPI DI GARANZIA 1,6 MILIONI DI PRESTAZIONI SANITARIE
LE LISTE D’ATTESA RIMANGONO UNA GROSSA PIAGA IN MOLTI REGIONI. E I CITTADINI SONO I PRIMI A PAGARE DAZIO…AVVISATE MELONI: IN LEGGE DI BILANCIO SARA’ L’ORA DI METTERE QUALCHE SOLDO NEL CAPITOLO SANITA’?
«Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti,
stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni». A sottolineare un primo cambio di passo nella principale magagna della Sanità per i cittadini – e per il governo – è Angelo Tanese, direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) cui è stata affidata dalla “legge Schillaci” la gestione della Piattaforma nazionale che monitora il fenomeno.
E che sta iniziando a dare frutto, come certifica il primo Bollettino che dà conto di un miglioramento nei primi sei mesi di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2025) così come di una serie di elementi che restano ancora fortemente in chiaroscuro. Come quei 2 milioni e 811 mila prenotazioni – per essere puntuali – che le Regioni ancora erogano oltre i tempi di garanzia.
Primo aspetto positivo, è che di queste – il cui numero assoluto cresce dai 2,782 milioni dell’anno passato per effetto dell’aumento complessivo dell’attività – aumentano da 552mila a 606mila le prenotazioni effettuate con ritardi contenuti oltre il tempo massimo. Ma è solo un primo squarcio d’azzurro.
Il cielo decisamente più sereno è dato da quell’oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più erogate nei tempi di garanzia, seppure con differenze tra Regioni e tra prestazioni. Nel suo focus che consente di “seguire mese per mese e Regione per Regione l’andamento dei tempi d’attesa per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici”, Agenas fotografa un aumento delle prime visite erogate nei tempi da circa 5,8 mln a 6,6 con 757mila prestazioni in più nel primo semestre 2026 rispetto al 2025 e una crescita degli accertamenti diagnostici da 4,7 milioni a 5,5 mln pari a 857mila esami aggiuntivi eseguiti entro la soglia temporale massima. In tutto, 1,624 mln di cure che il Ssn è stato in grado di erogare ai cittadini rispettando la legge.
Le prime visite oncologiche sono quelle con la più alta percentuale di rispetto dei tempi di garanzia e migliorano ancora passando dal 94,2% al 95,2% nel primo semestre di quest’anno. Segnale positivo anche per la prima visita gastroenterologica (dal 70,8% al 74,7%), la visita pneumologica (dal 77,7% all’80,9%) e la visita fisiatrica (dal 78,5% all’82,7%).
Il miglioramento più consistente nel confronto tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 riguarda la visita dermatologica – rileva il Bollettino Agenas – che pur restando una delle prestazioni con percentuali di rispetto dei tempi di garanzia più basse, passa dal 65,5% al 70,2%.
Tra gli accertamenti diagnostici, il recupero più significativo è quello della colonscopia, che registra il maggiore incremento tra tutte le prestazioni monitorate, passando dal 60,8% al 69,8%.
Anche la gastroscopia sale dal 66,4% al 71,9%, l’ecografia della mammella dal 78% all’81,6%, la risonanza magnetica dell’addome dal 78,6% all’81%, il test cardiovascolare da sforzo dall’80% all’82,2%, l’ecografia addome dall’84,6% all’86,7%.
Particolarmente significativo anche il miglioramento della mammografia, che passa dall’86,1% all’89%.
L’unica prestazione che registra una lieve flessione è la risonanza magnetica del tronco encefalico, che passa dall’83,9% all’81,9%.
(da agenzie)
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