LE REGIONI TOSCANA, PIEMONTE E UMBRIA FANNO RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO IL DECRETO SICUREZZA
EMILIA ROMAGNA, BASILICATA, CALABRIA E LAZIO PRONTE AD ACCODARSI, AUMENTA IL FRONTE DEI RIBELLI
Le Regioni faranno ricorso alla Consulta sul decreto Sicurezza. Si tratta dell’Umbria,
Piemonte e Toscana.
Nella seduta della Giunta, che ha approvato la mozione, l’assessore dell’Umbria Antonio Bartolini ha evidenziato come il provvedimento presenti profili di “palese incostituzionalità che vanno ad impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l’edilizia residenziale pubblica”
Anche la regione Piemonte farà ricorso alla Corte Costituzionale sulla parte del decreto sicurezza che tocca competenze regionali.
Lo ha confermato il presidente Sergio Chiamparino che, intervistato questa mattina da Sky Tg24, ha affermato: “ci rivolgeremo alla Corte: proprio stamattina ho avuto conferma dalla nostra avvocatura – che su questo si sta anche confrontando con i colleghi della regione Toscana – che esistono le condizioni giuridiche per il ricorso alla Consulta, visto che il decreto impedendo il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, avrà ripercussioni sulla gestione dei servizi sanitari ed assistenziali, di nostra competenza, che la regione ha finora erogato ai migranti interessati”.
“Noi – ha aggiunto Chiamparino – continueremo a fornire le cure necessarie, in base al principio universale che quando una persona sta male deve essere curata, ma sono evidenti le gravi conseguenze che il decreto avrà sul territorio regionale, creando di colpo una massa di ‘invisibili’ di cui in qualche modo la regione e i comuni dovranno comunque occuparsi, nel campo della sanità e delle politiche sociali, con evidenti e paradossali ripercussioni negative prorio sul tema della sicurezza e della convivenza civile”.
Sul decreto Salvini “faremo ricorso alla Consulta a tutela delle prerogative delle Regioni”, ma “non abbiamo intenzione di compiere atti di disobbedienza civile”.
Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, intervenendo a Omnibus su La7, e sostenendo che il provvedimento “legifera su materie di competenza regionale come l’assistenza sociale”.
Secondo Rossi, “è ovvio che sul decreto Salvini ci sono visioni diverse. Quella nostra dice che questo decreto porterà più insicurezza. Lascerà persone senza diritti, accrescerà il numero di irregolari e ostacola anche funzioni di controllo”.
Emilia Romagna, Calabria, Lazio, Basilicata valutano un passo analogo.
Il governatore Zingaretti, candidato alle primarie del Pd, ha dichiarato: “Il decreto è vergognoso. Incontrerò i sindaci nelle prossime ore per studiare affinchè non abbia effetti immediati. Stiamo valutando il ricorso alla Consulta, che deve essere cogente e preparato nel migliore dei modi per evitare che sicurezza e civiltà siano messe in discussione”.
Ma soprattutto, annuncia Zingaretti, “abbiamo stanziato 1,2 milioni di euro per non far chiudere gli Sprar”.
(da agenzie)
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