Maggio 20th, 2009 Riccardo Fucile
BOOM DI FUNERALI LOW COST: L’ADDIO AL CARO ESTINTO CON 499 EURO… LA CRISI ECONOMICA HA CREATO UN BUSINESS MILIONARIO: LE IMPRESE SI CONTENDONO I CLIENTI A COLPI DI CREMAZIONE
In effetti, che la crisi economica fosse foriera di mille conseguenze nella vita
spicciola quotidiana lo si dava per scontato.
Ma che divenisse un discrimine anche di fronte alla morte non ci si era ancora pensato.
Se aveva rappresentato una novità la notizia che i cinesi si erano attrezzati per assicurare con 1.500 euro una cerimonia matrimoniale a basso costo all’insegna del “tutto compreso”, ecco ora che dalla Germania arriva la notizia che il business ha toccato anche la cerimonia funebre.
Una cassa di legno grezzo, niente fiori, solo una misera donazione al pastore che celebra il rito…
In tempo di ristrettezze, anche morire rischia di costare troppo.
E in Germania, dove la crisi economica ha colpito duro, è boom di funerali low cost.
Un affare milionario in cui le imprese si contendono i clienti a colpi di cremazioni in super offerta e servizi no frill.
Con buona pace dei defunti, ai quali non viene messa neppure una lapide in memoria.
In Germania un funerale costa di media sui 7.000 euro.
Un prezzo spropositato che ha fatto fiorire imprese a basso costo dai nomi accattivanti. Continua »
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Maggio 19th, 2009 Riccardo Fucile
SONO RIUSCITI IN UNA SETTIMANA A INIMICARSI TUTTI: DALL’ONU ALL’ALTO COMMISSARIATO PER I RIFUGIATI, DA FINI A NAPOLITANO, DAI VESCOVI ALLA COMUNITA’ EUROPEA… L’OTTUSITA’ DI VIOLARE LE LEGGI INTERNAZIONALI CI PORTERA’ A PERDERE IL POSTO DI “MEMBRO NON PERMANENTE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA”… QUESTO PERCHE’ MARONI VUOLE GIOCARE A BATTAGLIA NAVALE E LA RUSSA COI SOLDATINI
Vediamo di riepilogare cosa ha scatenato il “respingimento” dei due barconi di profughi in acque territoriali internazionali da parte delle autorità italiane.
Abbiamo già spiegato che il diritto internazionale ammette il respingimento, ma non con le metodologie applicate dalla premiata ditta Maroni & c…
Si dovevano portare i profughi a Lampedusa, sbarcarli e trasferirli al Centro, accogliere le domande di asilo politico per poterle esaminare e solo alla fine della cernita, coloro che non avessero diritto, riaccompagnarli in Libia.
Non si poteva rispedirli in mezzo al mare da dove erano partiti, basta conoscere un minimo di diritto internazionale sulle norme di asilo.
E’ stata fatta una cazzata giuridica grande come una casa e invece che ammetterlo, ponendovi rimedio, ci si è voluti interstardire.
Maroni e La Russa fanno a gara a chi urla e insulta di più, per motivi elettorali lombardi, strappandosi il “presunto merito” della cazzata fatta e peggiorando la situazione. Continua »
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Maggio 19th, 2009 Riccardo Fucile
FORSE AVER SPOSATO A SUO TEMPO UNO NOTO CHIRURGO ESTETICO LE HA GARANTITO UNA FACCIA A PROVA DEL TEMPO… DICE CHE “FINI PARLA COSI’ PER SALIRE AL QUIRINALE”… MA UN ANNO FA NON AVEVA DETTO LEI CHE BERLUSCONI LE DONNE LE VUOLE ORIZZONTALI ? …ERA DIVENTATA UNA ICONA DELLA DESTRA ESTREMA E ORA FA LE LISTE CON IL PDL….MA IN ITALIA LA COERENZA ESISTE?
Non amiamo parlare troppo di quelle forze politiche che stanno a destra dello
schieramento politico italiano, perchè se Atene piange, Sparta non ride.
Già sono talmente pochi coloro che stanno a Destra che riescono anche a dividersi in tante formazioni: come fanno un’alleanza, poco dopo è già sciolta tra lamenti vari. Chi ricorda Azione sociale della Mussolini, nata dall’unione tra la medesima, il Fronte nazionale di Tilgher e Forza Nuova di Fiore? O la Fiamma tricolore alleatasi con la Destra di Storace?
Per non parlare delle altre dieci piccole formazioni che ad ogni elezione si presentano per prendere lo 0,1% ciascuno?
Una cosa patetica, nel segno di “ciò che ci divide è sempre superiore a ciò che ci unisce”.
Alle prossime Europee ci sarà “la Destra” di Storace, unita non più alla Fiamma tricolore, ma all’Mpa di Lombardo, ai liberali di Pionati e ai Pensionati.
La Fiamma tricolore si presenterà per conto suo e la stessa cosa vale per Forza Nuova di Fiore.
Con il blocco del 4%, le ultime due non hanno chance, ammesso che ne abbia Storace. Continua »
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Maggio 18th, 2009 Riccardo Fucile
UN MILIONE LE RICHIESTE DI MOLDAVI CHE VOGLIONO LA CITTADINANZA ROMENA… DOPO AVER INVASO L’ITALIA, ORA I ROMENI RISCHIANO A LORO VOLTA UN’ONDATA DI IMMIGRATI
Vista dalla Moldavia, la porta per l’Europa passa per il confine con la Romania.
Una volta arrivati a Bucarest, il destino di 1 milione ( su un totale di 4) di moldavi potrebbe cambiare e svoltare verso un futuro più dignitoso rispetto ai 2.500 dollari procapite che costituisce il loro reddito medio.
La Romania fa valere la sua forza di fresco Paese europeo e dimentica che la Moldavia un tempo era romena ( prima dell’invasione dell’Armata rossa), fa la sostenuta e rinnega i discorsi di accoglienza e ospitalità che invece rivendica per i suoi cittadini a stati come l’Italia.
Il Ministro degli esteri romeni promette che “valuteremo caso per caso”, di fronte a un’opinione pubblica preoccupata dal milione di richieste che sono arrivate all’ambasciata romena di Chisinau, la capitale della Moldavia.
La paura dell’invasione dei Moldavi nasce da una legge “di riacquisto della cittadinanza” che riguarda chi aveva la cittadinanza romena acquisita per nascita o adozione, perduta dopo l’annessione della Moldavia da parte dell’Urss nel 1940, data fino alla quale la Moldavia fece parte della Romania. Continua »
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Maggio 18th, 2009 Riccardo Fucile
NEL 2007, BEN 8.040 GENOVESI CHIESERO ALLO STATO DI POTER ASSUMERE REGOLARMENTE ALTRETTANTI IMMIGRATI…DOPO UN ANNO E MEZZO VIA LIBERA AD APPENA 1.418 IMMIGRATI, I POSTI ERANO STATI FISSATI AL MASSIMO IN 1.578…OLTRE 6.000 GENOVESI SI TROVANO, GRAZIE A UNA LEGGE SBAGLIATA, A FAR LAVORARE IN NERO IMMIGRATI, COSTRETTI A FIGURARE COME CLANDESTINI.
I dati sono ufficiali e sono stati ripresi dal Secolo XIX: diciassette mesi or sono, ben
8.040 genovesi, per lo più famiglie e, in misura decisamente minore, piccole imprese, commercianti ed artigiani, avevano chiesto allo Stato italiano di poter assumere regolarmente altrettanti immigrati extracomunitari .
Il via libera è stato concesso solo ora a 1.418 stranieri che, secondo le regole stabilite dal decreto flussi migratori del 2007, hanno dimostrato di avere i requisiti necessari. A 974 è stato detto no. Infine 254 hanno ritirato la domanda.
I posti disponibili per i lavoratori stranieri a Genova erano in totale di 1.578, non uno di più. Alcuni di questi non sono stati assegnati per mancanza di domande: era piccole quote riservate a dirigenti, personale altamente qualificato, studenti stranieri intenzionati a fermarsi in Italia per lavoro.
Ma le richieste in tal caso sono state minime, secondo i dati ufficiali dello Sportello unico per l’Immigrazione.
Se si considera che le domande al 31 dicembre 2007 erano 8.040, tolte le quote appena assegnate, i no e le rinunce, si nota come attualmente 5.504 genovesi si trovino nella paradossale situazione di assumere e pagare in nero uno straniero che lavora per loro, pur volendo assumerlo regolarmente ed altrettanti stranieri siano obbligati a rimanere nella clandestinità , pur avendo un lavoro (sia pure in nero) e pur aspettando un nulla osta da un anno e mezzo. Continua »
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Maggio 18th, 2009 Riccardo Fucile
IL 60% DEGLI ITALIANI HA CERCATO DI RIDURRE I CONSUMI E SI INDEBITA DI MENO… VANNO MEGLIO LE COSE PER I SALARIATI A REDDITO FISSO…NEI 7 ANNI DI EURO, A FRONTE DI UNA INFLAZIONE DEL 15,4%, IL GAS SEGNA UN + 44,6%, L’ACQUA UN + 35,5%, I RIFIUTI UN + 34,8%, L’ENERGIA ELETTRICA UN + 33,5%
Gli italiani, in tempi di crisi economica, non rinunciano a comprare, soprattutto generi alimentari. Ma pur di avere il frigo straripante di prodotti, preferiscono aspettare le offerte e riversarsi nei supermercati low cost.
Effetto del crac mondiale che fa dire al 47,6% di italiani che la crisi li ha colpiti “concretamente”.
E’ quanto emerge dal Diario della crisi del Censis.
Il dossier contiene numeri preoccupanti, a cominciare dalla percentuale di italiani, sempre più alta, convinta che non si sia ancora toccato il fondo.
Per il 68,3% degli interpellati il peggio deve ancora arrivare. Il timore di una continua discesa agli inferi è diffuso più al Centro Sud che al Nord Ovest.
La percentuale di italiani che dichiara di non sapere cosa fare per fronteggiare la crisi è raddoppiata, dall’8,1% al 16%.
Circa il 60% degli italiani ha già cercato di ridurre i consumi nell’ultimo anno. Si è ancora di più contratta la tendenza a indebitarsi: il ricorso al credito al consumo è diminuito del 10%.
In particolare sono calate le richieste di finanziamento per l’acquisto di elettrodomestici (-9,1%) e auto (- 22,9%). Continua »
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Maggio 17th, 2009 Riccardo Fucile
PER LA PROVINCIA DI LATINA UNA MIRIADE DI LISTE DI APPOGGIO E CENTRODESTRA CON DUE CANDIDATI…SISTEMI ELETTORALI E SCHEDE DIVERSI A SECONDA DEL TIPO DI ELEZIONE…CANDIDATI POTENTI E COMPARSE…UNA STRANA DEMOCRAZIA LA NOSTRA
In tutta onestà risulta difficile comprendere perchè a certe dichiarazioni di principio,
coloro che gestiscono oggi la politica in Italia facciano corrispondere, nella pratica, il contrario.
Tutti abbiamo sentito parlare insistentemente, ad iniziare dalle ultime elezioni per il rinnovo delle Camere, di “semplificazione”.
Così abbiamo visto scomparire partiti, per confluire in nuovi schieramenti,”contenitori” più ampi: nel centrodestra il PDL e nel centrosinistra il PD.
Una scelta che può essere condivisa o meno, immediatamente accantonata per mero opportunismo in occasione delle elezioni amministrative.
Il quadro che esce fuori dalla presentazione delle liste per le provinciali di Latina è sconsolante. Il candidato del centrodestra, Cusani, è appoggiato da sette liste, quello del centrosinistra, Amici, da quattro.
Tre sono quelle che appoggiano Guidi, quattro quelle che sostengono Macci.
Addirittura il centrodestra si presenta agli elettori con due candidati distinti ed avversari, per un totale di undici liste.
Questa è la semplificazione tanto sbandierata!
Da personaggi politici di rilievo quali Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, che su tale strada sembravano aver indirizzato l’Italia, ci si sarebbe attesa una serie di scelte coerenti.
Il sospetto che in realtà si tendesse solo a mantenere i privilegi di una casta, è risultato chiaro fin dal momento in cui si è imposto all’elettore di non poter esprimere preferenze sui candidati: metti una croce ed al resto pensiamo noi. Continua »
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Maggio 17th, 2009 Riccardo Fucile
I GIOVANI CONNAZIONALI SNOBBANO I LAVORI MANUALI “POCO DIGNITOSI”….ACCADE CHE RESTANO DISOCCUPATI E FINISCONO PER FARE I MANOVALI PER GLI IMMIGRATI
In tempo di crisi i giovani milanesi preferiscono lo stipendio fisso da lavoratore dipendente piuttosto che il rischio di impresa di un’attività autonoma.
Mentre gli immigrati, più abituati ad affrontare le difficoltà , rivelano una maggiore propensione ad assumersi dei rischi.
Ne deriva che nel mondo dell’artigianato milanese si sta assistendo a un ribaltamento del tradizionale schema dell’imprenditore italiano che assume lavoratori stranieri.
La crescita costante delle imprese con titolari stranieri che, secondo i dati ufficiali dell’Unione Artigiani, nel 2008 ha raggiunto quota 12.600 tra le aziende individuali e rappresenta ormai il 17,2% di quelle attive nella provincia di Milano, sta rendendo sempre più frequenti i casi di imprenditori stranieri che danno lavoro ad addetti italiani.
Di questo passo, dicono gli esperti, nel giro di quattro, cinque anni le imprese straniere arriveranno al 25%. Numeri alla mano, oltre un terzo ( 36,6%) delle 6.223 nuove imprese artigiane registrate nel 2008 in provincia avevano un titolare straniero.
E se l’anno scorso si è chiuso con un saldo positivo (+1,4%) pari a 1.278 aziende in più, tra nascite e cessazioni, è solo grazie al contributo degli imprenditori immigrati. Continua »
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Maggio 16th, 2009 Riccardo Fucile
ENTRARE NEL NOVERO DELLE LOCALITA’ INDICATE COME “PATRIMONIO DELL’UMANITA’” SPESSO RISULTA NEGATIVO….SI ASSISTE A UNA INVASIONE DI TURISTI… I POTERI DELLE LOBBIE E DELLE BUROCRAZIE
Pochi giorni fa il National Trust of Scotland, l’ente che tutela il patrimonio
culturale scozzese, ha lanciato l’allarme: da quando, nel 1986, l’Unesco ha inserito l’arcipelago di St. Kilda, al largo delle isole Ebridi, nella lista dei siti “patrimonio dell’Umanità “, una miriade di turisti ha invaso le isole con zaini e scarponi, e per l’equilibrio del delicato ecosistema si è creato un rischio superiore ai benefici economici.
In Giappone invece non si sono ancora placate le polemiche per la pesante attività di lobbyng da parte di potenti uomini d’affare locali che sono riusciti a far inserire nei siti Unesco le antiche miniere d’argento, nonostante il parere negativo dell’Icomos, l’organismo di controllo culturale giapponese.
In un anno le miniere sono state assalite da un milione di visitatori, contro la media precedente di 15.000.
Stessa fine per le Grandi Piramidi in Cambogia che ora accolgono due milioni di turisti e che hanno trasformato la vicina città di Siem Reap in un agglomerato informe di hotel, ristoranti, negozi e aeroporti. Continua »
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