Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
DOPO DUE ANNI DI GOVERNO MONOINCOLORE LEGHISTA, CON L’APPOGGIO ESTERNO DEL PDL, E’ GIUNTA L’ORA DELLE “DECISIONI IRREVOCABILI”…. IL PREMIER VUOLE ANDARE “FINO IN FONDO” CONTRO FINI, DOPO AVERCI PORTATO A FONDO… NON SIAMO COME BOSSI CHE DICE: “A SILVIO QUALCOSA BISOGNA PUR DARE”: LA DESTRA VERA NON E’ ABITUATA A VENDERSI
Nonostante i sondaggi, a lui tanto cari, dicano chiaramente che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alla legge sulle intercettazioni (secondo un test di Sky addirittura l’80%), nonostante le critiche che giungono da tutti gli operatori del settore (magistrati, forze dell’ordine, stampa, esperti di diritto), Berlusconi insiste con la “legge bavaglio”.
Non solo, per fare buon peso, aggiunge anche un lodo Alfano retroattivo che lo protegga ancora dai processi, escludendo però i ministri in quanto “mi spiegate come facciamo poi a dire di voler difendere Scajola o Brancher?”.
In pratica, i ministri si arrangino, l’importante che sia tutelato lui.
Il premier sul Titanic che affonda continua a ripetere: “Io ho il 68% dei consensi, il governo è fermo al 40%”: quindi il popolo ama solo lui.
Mentre Tremonti lo avverte che se apre alle Regioni, 25 miliardi non basteranno più, Fini distrugge l’ex comunista Bondi, redento sulla via di Arcore, alla presentazione di “Rivista di politica”.
Il presidente della Camera attacca senza pietà : “Un partito liberale non può prescindere da un congresso: col pensiero unico non c’è vera democrazia. C’è un problema Lega, i cui obiettivi sono diversi da quelli del Pdl: sul federalismo c’è da discutere”.
E ancora: “Serve una riflessione sulle intercettazioni, perchè il valore della legalità deve essere centrale nel nostro partito: è giusto che esse non finiscano sui giornali, ma non per questo si può vietare alla polizia di mettere una cimice nella macchina della moglie di un mafioso”.
Fini ancora a voce alta: “Nel mio partito non ci deve essere nemmeno il sospetto che qualcuno si faccia nominare ministro per non andare in tribunale. Qua ci siamo trovati di fronte a un Cosentino che è ancora sottosegretario dopo essere stato raggiunto da una richiesta di arresto.
I valori non si mettono ai voti, si vivono”
La faccia paonazza di Bondi esplode: “ma gli amici bisogna pur difenderli, bisogna dar loro la nostra solidarietà …”
In queste tragiche parole sta la differenza tra le due anime del Pdl: quella finiana che dice cose di destra (legalità , rispetto delle istituzioni, valori morali) e quella dei falchi berlusconiani che amano difendere i compagni di merende “a prescindere”, compresi intrallazzatori, collusi, poltronisti e puttanieri. Continua »
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Luglio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
ORGANIZZATO DAI FINIANI DI “FAREFUTURO”, PREVEDE 15 GIORNI DI GRANDI APPUNTAMENTI CON OSPITI BIPARTISAN: TRA QUESTI BUTTAFUOCO, DACIA MARAINI, CARDINI, LUCIA ANNUNZIATA, BEPPE ENGLARO, ALBERTAZZI, MARGHERITA HUCK, CRISTICCHI, BRUNO GUERRI, GAD LERNER, GIORELLO, SCUDATI, ERRI DE LUCA, VAURO… L’ATTACCO DE “IL GIORNALE” E LA REPLICA DI “CAFFEINA”
E’ iniziato l’altro ieri sera a Viterbo, in una splendida cornice di pubblico, il festival
“finiano” denominato “Caffeina Cultura”, con la partecipazione alla serata inaugurale di Roberto Saviano che aveva rilasciato un’intervista esclusiva al primo numero di “Caffeina magazine”, la rivista diretta da Filippo Rossi, scrittore e già direttore di FareFuturoweb Magazine, il periodico della Fondazione di Gianfranco Fini, spesso al centro del dibattito politico.
Come sottolinea Saviano nell’intervista “questo è un paese di contrade, come diceva il Guicciardini, dalla divisione trae sempre beneficio il singolo, mai il Paese intero. Non realizzi nulla, quindi non sbagli”.
“Caffeina” è anche la testata del festival ricco di ospiti che si alterneranno sul palco dal 30 giugno al 17 luglio, personaggi sia di destra che di sinistra, senza imprigionare la cultura.
Come scrive nella brochure di presentazione Filippo Rossi: “Di tutte le sostanze, droghe e spezie che da secoli animano gli usi e i commerci degli uomini, la caffeina è senz’altro la più popolare. E’ l’unica sostanza stimolante che sia riuscita ad abbattere resistenza e pregiudizio, si tratta di un eccitante potentissimo chiamato “creatività “.
L’iniziativa è stata ovviamente subito criticata dai “guardiani della rivoluzione mai fatta” de “il Giornale” di Perdente Feltri che hanno posto l’accento sui troppi ospiti di sinistra. Pubblichiamo di seguito la risposta di Stefano Petroselli di FareFuturo alle osservazioni del quotidiano dei falchi berlusconiani, in modo che possiate farvi un’opinione anche sullo spirito che anima “Caffeina cultura”
Sulle pagine del Giornale “Caffeina cultura” è stata definita una «sagra del pugno chiuso», con una retorica che forse nemmeno in pieni anni Settanta veniva utilizzata con questa veemenza inquisitoria.
Nessuna attenzione alla cultura, nessuna attenzione alle soluzioni, nessuna attenzione alla qualità : quel che conta è solo la barricata, è solo l’intelligenza considerata come arma propagandistica.
Il merito non conta, conta solo il grado di fedeltà al partito, alla causa, al capo.
In una declinazione della cultura come “strumento di lotta” che tanto, troppo, assomiglia a un totalitarismo delle idee che, forse, dovrebbe appartenere a tradizioni politiche diverse dal giornale che fu di Indro Montanelli.
Una tradizione che ama dividere il mondo in nostri e loro, che ha bisogno di commissari politici i quali, occhialetti inforcati, sottolineano col rosso i nomi che non vanno, li escludono, li depennano.
È una tradizione che non dovrebbe appartenere a chi dice di credere alla libertà individuale e di pensiero, a chi dovrebbe odiare ogni etichettatura militante. Continua »
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Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile
LA CONFUSIONE E’ TOTALE: GLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO SONO ANCORA DA APPROVARE E IL TEMPO E’ SCADUTO…BUSTE PAGA SUBITO RIDOTTE PER DIPENDENTI E PENSIONATI, SOSPENSIONE FINITA PER BOLLO AUTO E CANONE RAI…..E RITORNANO I PEDAGGI SULLE AUTOSTRADE
Nonostante tante promesse e annunci di proroga, di fronte alle proteste che i cittadini aquilani avevano portato fin sotto le finestre di Palazzo Chigi, nonostante gli emendamenti annunciati per un ulteriore congelamento delle tasse fino al 1 gennaio 2011, alla fine i terremotati dell’Aquila si troveranno le buste paga più leggere, a cominciare dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.
Il tutto perchè un conto sono le dichiarazioni di intenti, il “vedremo di provvedere”, il “stiamo predisponendo”, altro è approvare realmente gli emendamenti promessi.
Si è così arrivati al 1 luglio e il governo ha rimediato un’altra figura barbina: solo per non essersi mosso a tempo debito, considerando che chi non ha una casa e un lavoro non si capisce come possa permettersi di pagare le tasse.
L’unica cosa certa è che le prime buste paga tassate, col prelievo a monte di Irpef, contributi e addizionali varie, saranno quelle di pensionati e lavoratori dipendenti, le uniche due categorie che non potranno sperare in ulteriori dilazioni.
Il nuovo torneranno a pagarlo, e da subito: non ci saranno miracoli. .
Non è ancora chiarito poi se la soglia dei 200mila euro di fatturato (volume d’affari del 2008, chi lo supera è considerato, dal governo, in grado di ripagare da subito) resterà legata solo alle imprese oppure anche alle persone fisiche, cioè al popolo delle partite Iva (commercianti, artigiani, professionisti) su cui il commissario Gianni Chiodi ha garantito sulla proroga dell’esenzione, con conseguente slittamento al 20 dicembre 2011.
Questo elemento non è stato chiarito a sufficienza.
C’è intesa solo sul pagamento delle vecchie tasse.
Si tornerà a pagarle da gennaio 2011, in 60 rate mensili, al 100%, mentre nei casi dei terremoti dell’Umbria e delle Marche era stato abbuonato il 60%.
Nelle abitazioni stanno tornando le bollette delle utenze domestiche.
In molti casi annunciate da moduli (come nel caso dell’Enel) che chiedono di conoscere lo stato degli immobili per poter usufruire delle tariffe agevolate. Continua »
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Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile
DA UNA VITA IL SENATUR GOVERNA LA LEGA CON IL “DIVIDE ET IMPERA”, CIRCONDANDOSI DI CORTIGIANI DI POCO VALORE…IL CASO BRANCHER HA SEGNATO UNA SVOLTA: ORMAI LE CORRENTI TRAMANO PER LA SUA SUCCESSIONE…SI LITIGA TRA COMPONENTI ETNICHE: SOLO BOSSI GARANTISCE GLI EQUILIBRI INTERNI
Quanto sta accadendo nelle file leghiste presenta due caratteristiche: per la prima volta
la gestione del caso Brancher ha mostrato non solo una base leghista disorientata, di fronte alla nomina del discusso personaggio sotto processo, ma anche la prima trama contro il “capo indiscusso” che non era stato informato da Calderoli di quanto concordato con Tremonti e il premier.
La reazione furibonda di Bossi ha confermato la profonda irritazione nell’essere stato “scavalcato” dal ministro della Semplificazione: a Pontida ha voluto subito precisare che “l’unico ministro al federalismo” è lui, tacitando una base fedele, ma non così sciocca da non capire che in via Bellerio si sono aperti i giochi per la successione.
Bossi paga il fatto di aver cercato sempre di gestire il partito attraverso il romano “divide et impera”, alternando carezze e schiaffoni, facendo salire oggi sull’altare e domani precipitare nella polvere.
Umberto ha avuto sempre pochi amici veri, quelli che apparivano di meno e che stavano dietro le quinte.
Dei colonnelli che amano contendersi il palcoscenico è sempre stato diffidente, li usa, ma non li ama.
Li manda talvolta avanti, magari per sostenere tesi assurde, salvo poi smentirli e riconquistare lui il proscenio: un giorno sopra le righe, un altro equilibratore. Questo gioco va avanti da anni e gli altri si sono sempre adeguati, ma le correnti interne, le amicizie, i fili tagliati e ricuciti, le alleanze ormai non si contano.
Calderoli ha il coordinamento delle segreterie regionali e gioca sull’asse privlegiato Brancher- Tremonti, lavora 365 giorni l’anno, ha in mano la riforma federalista, conosce i regolamenti parlamentari a memoria, è presente in Tv, giornali, media in modo pressante, si è creato una rete di alleanze pesanti in tutte le regioni del Nord.
In quel consiglio dei ministri in cui Letta, per conto del premeir, aveva annunciato la nomina di Brancher a ministro, lasciando allibiti tutti, guarda caso c’era un assente di riguardo, il ministro Maroni, ufficialmente per un impegno.
Avversario di Calderoli da sempre e aspirante successore del senatur anche lui, forse aveva saputo della novità a cose fatte e ha preferito non esserci. Continua »
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Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile
SI PAGHERA’ DA 1 A 2 EURO IN PIU’ SU 11 AUTOSTRADE E 11 RACCORDI ANAS: IN ASSENZA DI CASELLO SI PAGHERA’ ALL’USCITA… L’ANAS INCASSERA’ 598 MILIONI DI EURO IN TRE ANNI…AUMENTA DEL 5% ANCHE IL CANONE DEI CONCESSIONARI PRIVATI…SI TEME ORA UN CONSEGUENTE RINCARO DEI PRODOTTI ALIMENTARI
Per chi sta per partire in auto per le vacanze estive, da oggi la strada delle ferie sarà più cara.
Crescono i pedaggi autostradali fino al 5% e ne vengono introdotti di nuovi su 22 tratte gestite dal’Anas, ben 1.270 km finora gratuiti.
Tra questi il Raccordo anulare di Roma, la Salerno-Reggio Calabria, la Roma- Fiumicino, la Palermo-Catania, il raccordo Torino-Caselle, la superstrada Firenze-Siena, il raccordo Salerno-Avellino.
Tutto previsto dalla manovra di Tremonti, quella che non avrebbe messo “le mani nella tasca degli italiani”, per capirci.
Il nuovo pedaggio sarà forfettario: auto e camion verseranno rispettivamente 1 e 2 euro se decideranno di percorrere 11 autostrade e 11 raccordi autostradali dell’Anas.
A chi obiettasse “ma dove sono i caselli?” ecco la soluzione prevista: l’esborso si pagherà alle 26 uscite interessate delle autostrade che mettono in comunicazione con le strade gestite dall’Anas.
Un esempio: chi percorre il Grande Raccordo Anulare di Roma non paga se entra ed esce rimanendo in città .
Ma se prende l’A1 verso Firenze o Napoli, la A24 verso l’Aquila, la A12 verso Civitavecchia, paga 1 o 2 euro oltre il ticket normale.
In pratica a Roma gli aumenti del pedaggio autostradale scatteranno subito ai seguenti caselli: Roma Nord A1, Fiano Romano A1, Roma Est A24-Strada dei Parchi, Lunghezza A24-Strada dei Parchi, Settecamini A24-Strada dei Parchi, Ponte di Nona A24-Strada dei Parchi, Roma Sud A1, Roma Ovest A12, Maccarese Fregene A12.
Sarà un salasso per chi abita a Roma e nella provincia. Continua »
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