Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile
CREATORE DI “AL HURRA TV”, DENUNCIAVA LE INFAMIE DI GHEDDAFI AI DANNI DEL POPOLO LIBICO….”NON HO PAURA DI MORIRE, HO SOLO PAURA DI PERDERE QUESTA BATTAGLIA PER LA LIBERTA”…ERA IL VOLTO DELLA RIVOLUZIONE CONTRO IL REGIME, ORA LA MOGLIE LANCIA UN APPELLO: “QUELLO CHE ABBIAMO COMINCIATO NON DEVE FINIRE, COSTI QUEL CHE COSTI: FATE IN MODO CHE LUI NON SIA MORTO INUTILMENTE”
Nell’ultima trasmissione sulla sua Web-tv, aveva mostrato le macchie di sangue sui cuscini di due bambini di 4 e 5 anni, uccisi a Bengasi da un missile delle forze libiche leali a Gheddafi.
«Che cosa sarebbe successo se fosse stata casa nostra, se fosse stata la nostra stanza da letto?», si era chiesto in diretta stream Mohammad Nabbous, creatore di Al Hurra tv e volto principe del “giornalismo partecipativo” libico con il nomignolo di “Mo”.
Ci teneva a fornire le prove di quello che stava succedendo, voleva sottolineare che il cessate il fuoco proclamato dal regime di Tripoli era in realtà una finzione: «Voglio che i media vedano quello che sta accadendo qui».
E lo ha fatto fino all’ultimo, anche con una trasmissione telefonica interrotta all’improvviso.
Sembrava un guasto al telefono.
Ma la moglie Perdita, incinta, lo ha trovato morto, ucciso da killer legati al regime del colonnello, cecchini che lo hanno fulminato con un proiettile in testa.
«Voglio far sapere a tutti voi che Mohammed è morto per questa causa e speriamo che la Libia un giorno sia libera», ha detto sulla stessa web tv la moglie in lacrime: «Non fermiamoci, finchè non è finito tutto. Quello che abbiamo cominciato non deve finire, costi quel che costi. Ognuno faccia tutto il possibile per questa causa. Vi prego, gente, fate in modo che Mohammed non sia morto inutilmente».
Faccia scavata e sorridente, Nabbous amava sghignazzare sulla “Guida della rivoluzione” che «appare sempre sotto l’effetto di droghe allucinogene» e non aveva paura di sfidare il regime. «Non ho paura di morire, ho paura di perdere questa battaglia», diceva.
Era diventato quasi il volto della rivoluzione contro il regime di Gheddafi, uno dei primi a essere intervistato dopo la liberazione di Bengasi.
Per il popolo della Rete, “Mo” era «l’uomo che è stato in piedi notte e giorno per cercare di far conoscere al mondo cosa sta succedendo in Libia».
E lo stesso popolo si è radunato ieri in modo virtuale a segnalare il cordoglio con messaggi su Twitter e Facebook.
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Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile
BOSSI E’ IL VERO CLANDESTINO DEL NOSTRO PAESE: CON TUTTE “LE ARMI CHE HA IL NORD” SE LA FA SOTTO QUANDO SI TRATTA DI GARANTIRE LA LIBERTA’ DI UN POPOLO DA UN FEROCE DITTATORE.. SI SENTE ORFANO DI CHI AFFOGAVA GLI IMMIGRATI PER CONTO TERZI E PENSA SOLO AGLI AFFARI, COME IL PIU’ SQUALLIDO DEGLI SPECULATORI FINANZIARI
L’operazione ‘Odissea all’alba’ è cominciata. 
Obiettivo “distruggere la contraerea libica”, ha detto il Pentagono.
A maldigerire l’intervento militare, però, in Italia c’è la Lega di Umberto Bossi, con il Senatur che torna a ribadire la linea di cautela (stile Germania) chiesta dal Carroccio.
Bossi inizia con un affondo: ”Berlusconi non l’ho ancora sentito, non so come l’hanno accolto a Parigi: il Consiglio dei ministri aveva però rallentato l’appoggio con una posizione cauta di non partecipazione diretta. Poi ci sono ministri che credono di essere più del premier e parlano a vanvera”.
E se la prende con la “sinistra” che, per il segretario della Lega, ”sarà contenta, perchè basta che si portano qui un sacco di immigrati per dargli il voto che è l’unico modo che ha la sinistra per vincere le elezioni”.
Il chiodo fisso è rappresentato dall’”onda di immigrati” che, secondo il ministro delle Riforme arriveranno in Italia: ”Io spero che alla fine si trovi una soluzione giusta per mettere in pace il nord Africa, anche perchè a pagare siamo solo noi”.
Oltre all’arrivo degli immigrati a spaventare la Lega è “il terrorismo”: “Prima o poi la gente inizierà a chiedersi — ragiona ancora Bossi — “Se siamo in Afghanistan a combattere Al Qaeda, come mai Al Qaeda arriva qua da noi? A pagare siamo solo noi — insiste — come in Afghanistan, dove siamo andati a fare la guerra ad Al Qaeda con tanti uomini e poi ce la troviamo in casa.
Ovviamente Bossi può permettersi di raccontare queste palle grazie al pubblico che si trova di fronte: in altri consessi sarebbe spernacchiato e smentito da semplici dati di fatto.
Qua siamo di fronte a un criminale di guerra, quindi o si sta con il popolo che chiede libertà o con un boia che fa ammazzare anche i bambini indifesi.
Se Bossi preferisce non prendere posizione, i casi sono due: o è un vigliacco o è complice di un assassino, a lui la scelta.
Cita la posizione della Merkel, ma non legge i giornali tedeschi: la cancelliera tedesca è stata massacrata dalla stampa, sia di destra che di sinistra del suo Paese, per aver assunto una posizione “indegna per la Germania”, accanto a Cina e Russia e distante dai Paesi occidentali.
La Merkel lo ha fatto perchè ci sono elezioni a breve in Germania e non può permettersi dei morti, ma rischia di ottenere l’effetto contrario.
Fa specie poi che Bossi abbia riluttanza a sparare contro il boia Gheddafi, mentre in altre circostanze non abbia avuto altrettanti riguardi verso quegli immigrati che Gheddafi affoga per conto terzi, grazie al famigerato trattato che l’Italia ha firmato con un assassino, allegando anche un assegno di 5 miliardi per il killer.
Bossi si dispiace che un criminale di guerra possa venire deposto da forze democratiche e prevede le solite ondate di immigrati in arrivo: stronzate, quella è gente che vuole restare nel proprio Paese, garantendo loro condizione di vita non disumane.
Basterebbe che l’Occidente intervenisse, aiutando a far crescere la democrazia: la Libia è un Paese più ricco del nostro, ma la ricchezza se la fottono da decenni Gheddafi e la sua famiglia.
Bossi parla poi di pericolo per gli affari italiani in Libia, come il peggiore sfruttatore finanziario internazionale.
Sembra uno che accetterebbe anche di trattare con il cartello di Medelin, basta fare affari.
Che bel leader vicino al popolo ha la padagna del magna magna: disposto a trattare anche con un assassino di bambini per un barile di petrolio.
Anche qua Bossi non capisce una mazza: nulla ci vietava di fare come Sarkozy e di prendere subito posizione per gli insorti.
Noi, grazie al suo compagno di merenda dei lunedì ad Arcore, passiamo per amici del rais, non certo del popolo libico.
Lo abbiamo omaggiato, ci siamo prostrati ai suoi piedi, gli abbiamo baciato le mani insanguinate di criminale e ora abbiamo paura che un nuovo governo ci tagli due barili di petrolio.
Bastava avere dignità e prendere posizione da subito, cosa sconosciuta a questo governo di cortigiani.
Ora i ribelli, se prenderanno il governo della Libia, sapranno che in Italia c’è un partito che sta sui coglioni al 90% degli italiani perbene, ma che è stato portato al governo dal sultano del bunga bunga d’importazione da Tripoli, che preferiva Gheddafi a loro e che avrebbe fatti volentieri trucidare i loro bimbi di pochi anni in cambio di qualche profugo affogato e di qualche barile di petrolio.
E Bossi lasci perdere Al Qaeda che con la rivolta non c’entra nulla: l’argomento serve solo alla Lega e ai giornali fintodestri del premier per far spaventare il tranquillo borghese destrorso che vede terroristi islamici anche sotto il letto, non accorgendosi che si tratta solo dell’amante della moglie.
Che becerodestra, che vecchiume, che ipocrisia, che viltà , che concezione economicistica della vita senza patria e valori, senza umanità e solidarietà .
“Ci sono ministri che parlano a vanvera” ha detto ieri Bossi: su questo almeno concordiamo.
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Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile
POLEMICHE IN GERMANIA PER LA SCELTA DEL GOVERNO TEDESCO DI ASTENERSI ALL’ONU: LA MERKEL ATTACCATA SIA DA DESTRA CHE DA SINISTRA….LE SCADENZE ELETTORALI PESANO SULLA SCELTA DEL GOVERNO
«Colpo alla posizione internazionale della Germania», denuncia il settimanale liberal Der Spiegel.
«Ci danneggiamo da soli nel mondo», incalza l’editoriale di oggi sul governativo Die Welt.
La decisione del governo Merkel di astenersi all’Onu insieme a Cina e Russia sulla no-fly zone, e di non votare come le altre potenze occidentali, ha scatenato una tempesta a Berlino.
Critiche bipartisan da tutti i media, polemiche negli stessi partiti di governo.
E l’ombra sinistra della voglia di appeasement con i dittatori (la politica con cui Londra e Parigi nel 1938 con Chamberlain e Daladier sacrificarono la Cecoslovacchia a Hitler anzichè reagire, sperando invano di evitare la guerra) pesa sulla potenza che, dalla difesa dell’euro all’austerità dei conti pubblici fino alle scelte sul nucleare, alza sempre la voce da aspirante leader per dettare legge all’Europa.
Ma nel momento critico, sulla Libia si schiera come Hu Jintao, come Putin o in Italia come la Lega.
«Germania isolata nel mondo occidentale», scrive la Sueddeutsche Zeitung di Monaco.
Anche le testate più filogovernative non sono tenere: «è il grande errore della Germania, è un segnale sbagliato lanciato al mondo, e ci danneggia molto», ammonisce Die Welt, aggiungendo «stare sulla stessa barca non con l’Occidente bensì con Cina e Russia non è una scelta di cui essere fieri». Riluttanza inspiegabile e dannosa, insiste Der Spiegel.
È stato insomma il venerdì nero di un clamoroso autogoal sulla scena mondiale per Angela Merkel.
Le accuse dei media si fanno ancor più pesanti, guardando alle scadenze elettorali di domani e di domenica prossima: con elezioni in tre Stati, difficilissime e pericolose per il governo, il centrodestra cerca con ogni mezzo di guadagnare consensi.
Anche, come ha detto in Parlamento ieri il vicecancelliere Guido Westerwelle, assicurando che «nessun soldato tedesco andrà in guerra».
Menzogna spudorata agli occhi del mondo globale: ogni testata o canale tv ricordano che l’Onu ha detto sì a una no-fly zone ma non ha chiesto nè operazioni militari terrestri nè specifici contributi di un paese o di un altro.
A Berlino gli osservatori più impietosi rilevano che la Germania sempre pronta ad alzare la voce con tutti sull’euro, sui conti pubblici o sul nucleare non ha i titoli per una simile azione d’emergenza: le ore di volo d’addestramento annuali nella Luftwaffe sono appena un terzo di quelle nella Royal Air Force.
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Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile
UN’ITALIA “BADOGLIANA” PROTAGONISTA DI UN CAROSELLO GROTTESCO: ANCORA AD AGOSTO PER BERLUSCONI GHEDDAFI ERA UN EROE IRREDENTISTA, UN RIFORMISTA E UN AMICO… QUANDO ERA LA SINISTRA RADICALE A VOTARE CONTRO GLI INTERVENTI BELLICI ERANO “TRADITORI DELLA PATRIA”, ORA CHE LO FA BOSSI NESSUNO LO CACCIA DAL GOVERNO
Ecco, la farsa della gheddafeide scrive una nuova puntata. 
Siamo di nuovo in guerra: e dunque l’Italia è di nuovo fatalmente inchiodata alla caricatura della propria storia, di nuovo “badogliana”, di nuovo cialtrona, di nuovo protagonista di un voltafaccia clamoroso, di un carosello grottesco, drammatico (e al tempo stesso comico), in una giornata di decisioni irrevocabili, di esternazioni governative surreali e di equilibrismi che in un Paese serio sarebbero accompagnati dal ricorso al sacrosanto istituto delle dimissioni.
“È possibile una nostra partecipazione militare”, assicurava ieri Ignazio La Russa.
Mentre Franco Frattini aggiungeva, con l’aria di chi deve giustificare qualcosa: ”Sarà una missione che comprende il blocco navale sulle coste libiche e che ha anche un potente effetto di deterrenza sull’immigrazione”.
Come sembrano lontani quei giorni di agosto – meno di un anno fa – in cui Silvio Berlusconi, con a fianco il sorriso radiosamente inerte del suo ministro degli Esteri assicurava spavaldo: “Il Trattato di amicizia italo-libico porterà dei vantaggi per tutti e chi non lo capisce, purtroppo in questi giorni si sono sentite delle critiche, appartiene al passato ed è prigioniero di schemi superati”.
Di più: “Ora noi – diceva Berlusconi il 30 agosto 2010 – vogliamo guardare avanti”. (È bene ricordare che contro il trattato votarono solo Radicali, dipietristi e due deputati del Pd – Sarubbi e Colombo – si opposero, fuori dalle aule, le sinistre radicali di Vendola e di Diliberto).
Ma dei proclami e delle professioni di realpolitik da ieri non resta traccia: tutto cancellato, per incanto.
Dunque, a sentire i suoi ministri, l’Italia parteciperà al conflitto contro il regime di Tripoli, mettendo a disposizione basi, navi e persino aerei.
Per un intervento che – per fortuna – non ha ragioni coloniali, ma umanitarie. Eppure, ieri, per capire lo stato dell’arte, bastava guardare la faccia del ministro Frattini, mentre con aria vagamente sbattuta, declinava nella commissione del Parlamento la totale ritrattazione della propria politica estera.
È anche per questo che il governo arriva alla svolta male, malissimo, pressato (se non costretto) dall’America e dalla Comunità internazionale, con i nostri ministri che perdono quel poco della faccia che gli era rimasta, in un’audizione quasi surreale.
Se non altro paragonata con le celebrazioni sdraiate, i caroselli di frecce tricolori, le professioni di amicizia Italo-libica in cui (solo l’estate scorsa) accoglievamo Gheddafi come un amico e un eroe irredentista (ancorchè impecettato della foto di un guerrigliero anti-italiano) impegnandoci solennemente a negare l’uso delle basi per un intervento contro il suo regime.
Ovvero: proprio il contrario di quello che Frattini ha annunciato ieri, con tanto di appello (recitato da La Russa) dei sette siti militari che parteciperanno all’attacco.
Com’era ammirato il nostro ministro degli esteri, solo pochi mesi fa: “Gheddafi ha realizzato una riforma che chiama dei Congressi provinciali del popolo: si riuniscono assemblee di tribù e potentati locali, discutono e avanzano richieste al governo e al leader. Ogni settimana Gheddafi va lì e ascolta. Sono segnali positivi” (era il 17 gennaio 2010).
E come era cauto, e “neutralista”, ancora pochi giorni fa: “Non dobbiamo dare l’impressione sbagliata di voler interferire, non sarebbe rispettoso della sovranità e dell’indipendenza dei popoli” (21 febbraio 2011).
Dunque siamo davvero di nuovo “badogliani”: un paese che non rispetta i trattati e che cambia fronte a guerra in atto.
Ed è un governo che arriva alla scelta giusta senza possibili attenuante o giustificazioni, dal momento che, lo stesso premier, e gli stessi ministri che avevano ospitato con onori e salamelecchi la tenda di Gheddafi, dichiarano guerra al dittatore che avevano magnificato.
Se può esserci un altro corollario grottesco è in un paradosso simbolico che Berlusconi deve fronteggiare: la sceneggiatura hard delle ultime intercettazioni sulle mantenute dell’Olgettina.
Quelle che vantavano l’attitudine alla prostituzione (“Sono una troia-troia-troia-troia…”) in un paese in cui il Bunga Bunga è diventato un genere letterario di importazione libica, per ammissione dello stesso premier.
L’ultimo tassello ridicolo – come se non mancassero elementi comici – è l’assenza in aula della Lega (e persino degli autoproclamati “responsabili”!), che non partecipa al voto, rendendo determinante il sostegno delle opposizioni.
Dice Umberto Bossi: “Mi comporto come gli statisti tedeschi”.
Peccato che quando era la Sinistra radicale a distinguersi, il centrodestra gridava:“Traditori della patria”.
Ma a questo governo si perdona tutto: le gaffe sull’emergenza rifiuti, le panzane sul nucleare (che prima era priorità assoluta, e ora diventa “argomento di riflessione”), la politica estera fast food.
C’è, nel valzer scomposto di questa gheddafeide, la fotografia fuori fuoco di un governo che affronta drammi, senza mai sembrare serio.
Ps. Indovinate quando ha convocato il consiglio dei ministri sulla Libia, Berlusconi? Proprio lunedì.
Così non può andare dai giudici.
Luca Telese
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA IN CARNIA: “ESISTONO DIVERSE SENSIBILITA’ E COLLOCAZIONI, NON DIVERSE IDENTITA'”…”IN LIBIA L’ITALIA DEVE FARE LA PROPRIA PARTE PERCHE’ CHI CERCA LA LIBERTA’ POSSA OTTENERLA”
“Non è sbagliato parlare di tante piccole patrie all’interno della grande patria comune”.
Gianfranco Fini, in visita a Tolmezzo, nella Carnia, in Friuli Venezia Giulia, torna sulle cerimonie per i 150 anni dell’Unità d’Italia, sottolineando l’indivisibilità del Paese. “Non esistono tre, quattro, cinque Italie – sottolinea il leader di Fli ricordando le parole di Napolitano – ma un’unica Italia. Esistono semmai diverse sensibilità , diverse collocazioni. Non ci sono, però diverse identità “.
Ed è a questo punto che arriva la frecciata alla Lega: “Coloro che criticavano la celebrazione non avevano capito che il nostro popolo ha la necessità di momenti unitari, di consapevolezza, che le radici dell’unità nazionale sono più serie e profonde, perchè ancorate a un’identità formata attraverso pagine impegnative e momenti corali di assunzione di responsabilità “.
Per il presidente della Camera il federalismo “fonda le sue radici nella solidarietà ” e deve proporsi l’obiettivo “di valorizzare le identità locali”, ma anche di “armonizzarle dentro la realtà nazionale”.
Un federalismo che, secondo Fini, deve essere solidale come lo è stato ai tempi del terremoto che sconvolse il Friuli.
Fini, infatti, ricorda la storia di immigrazione che ha attraversato la Carnia,
invitando le popolazioni di queste terre ad essere, proprio per la loro storia, accoglienti nei confronti dei “nuovi cittadini” che arrivano da altri paesi ma che qui devono “potersi sentire nella loro terra” pur essendo questa “non la terra dei loro padri”.
In Libia “è doveroso che l’Italia faccia la propria parte perchè chi cerca la libertà possa ottenerla – afferma Fini – Quello che accade nel Mediterraneo è la riprova di come non ci possa essere una dittatura per quanto feroce, tale da impedire ai popoli di chiedere e ottenere la propria dignità “.
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Marzo 20th, 2011 Riccardo Fucile
UNA RAGAZZA; “SILVIO CON NOI FINO ALLE 4 DI NOTTE”…ELISA TOTI ALL’AMICA: “MI SENTO MORIRE: SE VIENE FUORI QUALCOSA MI TRASFERISCO IN CINA”
Ecco gli interni di Arcore e di Villa Certosa, a Punta Lada, nel comune di Porto Rotondo. Ed
eccoli pieni di ragazze, sono quelle del bunga bunga.
E l’imputato Silvio Berlusconi, grazie agli ultimissimi accertamenti della polizia postale sui telefoni Black Berry delle sue disinvolte ospiti, si ritrova in mano non solo i tanti file audio e le lettere di cui parlavano nei giorni scorsi, ma anche queste nuove immagini.
Cominciamo da Villa San Martino e da Marystelle Polanco, e cioè “una pericolosa”, almeno stando a Emilio Fede. Il direttore del Tg 4 si raccomanda con Nicole Minetti: “Attenzione, io conosco la sua storia vera, perchè io l’ho eletta miss Pompeo, l’ho avviata eccetera… (le) avevano trovato un coltello, droga eccetera, guarda ti dico è una persona pe-ri-co-lo-sis-si-ma”. La conversazione risale al 26 settembre 2010, ma “il giorno 9 gennaio 2011, dalla mezzanotte e un minuto alla mezzanotte e nove minuti” il telefonino della soubrette di Colorado cafè si accende: è ad Arcore.
E scatta varie foto. Le (parola di premier) “cene eleganti” mostrano una Marystelle inedita che balla, scollata, e poi – secondo scatto – apre la gonna sorridendo.
Eccola, sempre ad Arcore, con Aida Yespica e poi ancora con Elena Morali, la bionda “padana” amica di Renzo Bossi, il Trota.
Tempo cinque giorni e ci sarebbe stata la perquisizione alle ragazze della Dimora Olgettina, dove abitano sia Marystelle, sia Elisa Toti.
Ed è lei, 32 anni, modella, di buona famiglia, una delle più prudenti con i “vecchi scatti”.
Ma non è servito: “Le fotografie qui riportate – scrive la polizia – sono immagini cancellate e sono state estrapolate dall’hard disk del portatile”.
E che cos’hanno ripescato i tecnici informatici?
Due scatti, con gruppi di ragazze, vestite di nero, che ballano.
È il 7 gennaio 2009, sono quasi le 3 e mezzo di notte e la cella telefonica agganciata dal telefonino di Elisa è vicina a Villa Certosa.
Sono foto che possono sembrare quelle di un qualsiasi compleanno, se non fosse che questa ragazza sa bene che cosa accade nelle dimore del presidente.
E il 9 gennaio di quest’anno, appena tornata a casa, confida alla madre, un’anziana insegnante di Storia dell’arte in pensione, “di essere preoccupata per la salute di lui”, e cioè di papi-Berlusconi.
Lo dice dopo essere rimasta ad Arcore per “quasi una settimana… mamma mia, una cosa allucinante… Quando ci siamo noi, fa le quattro tutte le notti, non dorme, sta tutta la notte con noi, una e un’altra…”.
Elisa aveva inviato al premier, chiamandolo amore e tesoro, una “richiesta di aiuto per lavoro, casa e denaro” e lo aveva ringraziato per “i bellissimi giorni passati a Milano”, ma teme sempre che in giro si sappia quanto siano “eleganti” quelle cene: “Io mi sento morì, se viene fuori qualcosa mi trasferisco in Cina”, dice attraverso Skipe all’amica Adriana Verdirosi.
Perchè più si mettono insieme le immagini e le parole, gli orari degli scatti e le confidenze delle ragazze del bunga bunga, più si capisce quanto profonda sia la convinzione dei pm.
Più d’una volta, nel sottobosco milanese che circonda questa storia, s’è parlato di filmati e ricatti, di riprese “pirata” e di compravendita di scatti: e due filmati – attenzione – ci sono.
Spuntano proprio dal telefonino di una delle ragazze più chiacchierate, Concetta De Vivo.
Esiste, scrivono i detective, “un filmato File Img, durata 00’01, e viene ripreso un atto sessuale completo, risultando impossibile identificare i soggetti interessati”.
E poi un “File Img, durata 00’05”, e il video riprende la scena a carattere sessuale precedente, mostrando il volto della De Vivo Concetta e di un uomo n. m. i.”, cioè non meglio identificato.
Se “si precisa che non è tecnicamente possibile collocare in un contesto spaziale o temporale i filmati”, è anche vero che questa traccia video segna un punto cruciale.
C’è la possibilità che davvero qualcuno abbia fatto filmati ad Arcore.
E sui rapporti tra le gemelle De Vivo e Berlusconi il mistero è fitto.
C’è chi, come l’ex prefetto Carlo Ferrigno, pluri-inquisito, nota come lui faccia ritardare il percorso ufficiale per rimanere da solo con loro sull’aereo.
Chi sottolinea come nell’agenda De Vivo ci fosse il cellulare di Nicola Cosentino, e cioè il parlamentare forzista che si è opposto a Mara Carfagna.
Non fanno un po’ paura, queste ragazze che girano intorno ad Arcore, affamate di soldi e “carriera”?
Donne che si dicono: “Lo devo chiamare, voglio tornare perchè ieri m’ha dato poco, voglio qualcosa in più”.
Emilio Fede una volta ha sganciato soldi: a “una di quelle che circolavano… gli ho dato di tasca mia, senza farlo risultare a lui, diecimila euro! Va bene? Perchè aveva – dice Fede a Nicole Minetti – delle fotografie scattate col telefonino, aveva bisogno di soldi, dico va beh, te li do io! Diecimila”.
Ragazze difficili, dure, strane, che incollate davanti allo schermo tv sognano di diventare delle star e s’arrabbiano se vengono sorpassate nella gara: “Lo state guardando il Grande fratello per caso?”, chiede Iris sempre a Concetta, detta Imma, il 10 gennaio scorso.
Certo che lo guardano: “C’è quella Valentina (Costanzo), adesso ci hanno telefonato”, risponde Concetta. à‰ una loro vecchia conoscenza.
“Che puttana!”, reagisce subito Iris. “E lui – il riferimento sembra essere diretto al premier – è un gran figlio di m., io sono andata a fare due casting, vaff (…) Lei entra come altri due, come all’Isola (il riferimento è al reality sulla Rai, ndr), che ne entrano quattro grazie a lui, ma vaff…”.
Anche l’ex meteorina Barbara Guerra sembra sulla rampa di lancio per l’Isola. Al telefono, il suo agente Lele Mora, la tranquillizza. “Ho parlato sia con Marano (ex presidente di Rai 2 in quota Lega), perchè stamattina mi ha chiamato anche Antonio e poi luiiiiiiiii. Martedì vado giù, magari ti porto anche con me”.
Barby non sta nella pelle, ma anche il più ortodosso dei berlusconiani dovrebbe capire che la situazione si va facendo più che scivolosa per il capo del governo: e che il Berlusconi politico e milionario fa sempre più fatica a difendere la limpidezza delle relazioni notturne del suo alter ego, papi-Silvio.
Piero Colaprico e Emilio Randacio
(da “La Repubblica“)
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Marzo 19th, 2011 Riccardo Fucile
COLPITI OBIETTIVI PRECISI E DIFESE AEREE LIBICHE: MISSILI CRUISE STANNO MARTELLANDO TRIPOLI … OBAMA HA DATO IL VIA LIBERA ALL’OPERAZIONE “ODISSEA ALL’ALBA” PER DISTRUGGERE LA DIFESA CONTRAEREA DI GHEDDAFI
E’ in corso l’operazione ‘Odissea all’alba” per distruggere la contraerea libica. Lo annuncia il Pentagono, precisando che oltre agli Usa sono coinvolti Gb, Francia, Italia e Canada.
Le operazioni americane sono guidate dal generale Carter Ham, e hanno l’obiettivo di consentire le operazione decise dall’Onu.
In teleconferenza dal Pentagono,un portavoce ha precisato che sono coinvolti missili Cruise e che l’obiettivo delle operazioni condotte in particolare dagli Usa è la distruzione delle installazioni della contraerea libica, che è integrata e si trova essenzialmente lungo la costa.
L’approccio dell’operazione è multifase ma le fonti militari Usa non ne hanno precisato la durata, e altri paesi potrebbero unirsi ai cinque attualmente coinvolti nelle operazioni complessive.
A spingere Usa ed alleati ad intervenire, è il fatto che il colonnello Muammar Gheddafi si sta muovendo “in maniera chiaramente offensiva”, hanno precisato le fonti.
Una volta neutralizzata la contraerea libica, entreranno in funzione i caccia alleati per sorvegliare la no-fly zone.
Nel pomeriggio i caccia bombardieri francesi avevano distrutto quattro carri armati. Ma è con il sopraggiungere della sera che il Pentagono ha annunciato l’inizio dell’operazione “Odissea all’alba”.
I missili cruise lanciati dalle navi statunitensi stanno martellando Tripoli, Misurata e l’est del Paese.
Nei raid aerei in corso su Misurata, città della Tripolitania, sono stati bombardati i depositi che contengono le riserve di carburante delle brigate di Muammar Gheddafi.
E’ stata bombardata poco fa anche una base militare utilizzata dalle brigate Gheddafi nella città di Misurata.
Secondo quanto annunciano i siti dell’opposizione libica, è stata presa di mira la caserma che ospita l’accademia aeronautica, occupata nei giorni scorsi dai fedelissimi di Gheddafi.
Poco fa gli insorti avevano annunciato la presenza di caccia francesi sui cieli della città e la fuga dei soldati di Gheddafi dalla sede dell’accademia.
Le operazioni dell’aeronautica militare francese contro il regime libico di Muammar Gheddafi dovrebbero proseguire durante la notte. Lo dice una fonte del ministero della Difesa di Parigi.
I missili britannici e americani hanno colpito oltre 20 obiettivi strategici libici, in larga parte a ovest del Paese.
Si tratta di sistemi di difesa aerea e altri snodi di comunicazione strategica, tutti situati sulla costa.
“Il colonnello Muammar Gheddafi sta vivendo le sue ultime ore”.
E’ quanto ha affermato Fatha al-Bahja, portavoce del Consiglio nazionale dell’opposizione libica, nel corso di un collegamento telefonico con la tv araba ‘al-Jazeerà .
“Con l’intervento militare internazionale potremo dimostrare di essere in grado di sconfiggere le brigate di Gheddafi — ha aggiunto — vedrete presto come i mercenari ed i criminali al soldo di Gheddafi si arrenderanno. Ora possiamo eliminare le forze del regime”.
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Marzo 19th, 2011 Riccardo Fucile
SARKOZY: “IL COLONNELLO HA IGNORATO IL NOSTRO AVVISO, ASSICUREREMO IL RISPETTO DELLA RISOLUZIONE DELL’ONU: I NOSTRI CACCIA STANNO GIA’ IMPEDENDO I RAID SU BENGASI”….”I MILITARI DI GHEDDAFI SI RITIRINO NELLE CASERME: SIAMO PRONTI AD ATTACCARE ANCHE LE FORZE DI TERRA”
Muammar Gheddafi «è ancora in tempo per evitare il peggio, conformandosi senza ritardi e senza
riserve» alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Al termine del vertice sulla Libia che si è tenuto a Parigi, e che ha dato ufficialmente il via libera ad un’azione militare contro il Raìs, il presidente francese Nicolas Sarkozy concede così al leader libico l’ultima possibilità di scongiurare l’offensiva militare.
«La porta della diplomazia si riaprirà solo quando la sua aggressione finirà – ha spiegato il leader francese -, la nostra determinazione è totale. Ognuno è messo davanti alle sue responsabilità .
Il leader libico e «tutti coloro che sono ai suoi ordini – si legge nella dichiarazione finale del vertice di Parigi – devono immediatamente porre fine agli atti di violenza contro i civili, ritirarsi da tutte le aeree in cui sono entrati con la forza, rientrare nelle loro caserme, e consentire un pieno accesso umanitario».
“Già da adesso le nostre forze aeree si opporranno ad ogni aggressione contro il popolo di Bengasi. Abbiamo già impedito attacchi aerei sulla città . Altri aerei sono pronti a intervenire contro i blindati che aggrediscono civili disarmati”, ha aggiunto Sarkozy al termine del vertice internazionale straordinario sulla Libia a Parigi.
Dopo l’approvazione della risoluzione Onu, l’ultimatum al Colonnello della comunità internazionale: “Il cessate il fuoco sia effettivo”.
Aerei francesi sorvolano la Libia e Bengasi. Sarkozy: “Pronti ad attaccare anche le truppe di terra”.
L’intervento militare delle forze alleate in Libia è sostanzialmente già iniziato. A spiegarlo è stato lo stesso Sarkozy, parlando brevemente alla fine del summit e spiegando che caccia francesi stanno già impedendo gli attacchi aerei del Colonnello contro Bengasi (teatro sabato di violenti scontri). Il presidente francese ha anche aggiunto che l’aviazione è pronta a colpire i tank del Colonnello che assediano la città .
I «Rafale» francesi sono in volo sulla Libia da ore senza incontrare ostacoli.
Unità navali americane dispiegate nel Mediterraneo, nel frattempo, si stanno preparando a bombardare la contraerea e le piste di atterraggio degli aeroporti e delle basi in Libia, nel quadro delle operazioni finalizzate alla creazione della «no fly zone» sui cieli del Paese, operazioni che verranno condotte da aerei di Paesi europei e arabe, spiegano fonti americane ed europee citate dal Washington Post.
Aerei provenienti da Francia, Gran Bretagna, Danimarca e Emirati arabi uniti stanno cominciando a convergere sulle basi in Italia e intorno all’Italia, si precisa.
Il comando e il controllo dell’operazione sarà assunto dagli Stati Uniti dalla loro base di Napoli.
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Marzo 19th, 2011 Riccardo Fucile
AREA DESTRA DI FLI RIVENDICA LA PROVOCAZIONE: “VOLEVAMO VEDERE LA REAZIONE DELLA DIRIGENZA LEGHISTA”…”CI SONO CASCATI: RIMUOVENDOLA IL GIORNO DOPO, HANNO SOLO DIMOSTRATO DI ESSERE UNA FORZA POLITICA ANTINAZIONALE”… ” PER LORO IL TRICOLORE E’ UNA VERGOGNA, PER NOI MOTIVO DI ORGOGLIO”
La beffa, nel giorno del tricolore che ha invaso tutta italia, è arrivata nel cuore di Varese, sul balcone della prima sede della Lega Nord (allora solo Lega Lombarda) aperta da Bossi.
Una bandiera tricolore era spuntata a sorpresa giovedì mattina.
E non poteva passare inosservata, poichè è noto (e ampiamente dimostrato in prossimità della festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia) che i leghisti non sventolano e non espongono il tricolore.
Addirittura una volta Bossi, all’annuale raduno veneziano della Lega, ha invitato una residente che lo aveva esposto a farne un uso che definire improprio è riduttivo.
Insomma, il tricolore appeso al balcone dei «lumbard», accanto a una bandiera della Lega lombarda e a una con il Sole delle Alpi aveva suscitato la curiosità dei passanti e l’interesse della stampa e dei media.
Tanto più che la sede si affaccia su una piazza dedicata, con tanto di monumento e lapide, ai Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi.
Proprio sotto il balcone del primo piano c’è una targa posta nel secolo scorso e che ricorda quanto fatto in città da Giuseppe Garibaldi, che combattè anche qui contro gli austriaci, liberando la città .
Numerosi passanti, molti reduci dalla cerimonia dell’alzabandiera in una piazza non distante, avevano scattato foto con i telefonini dalla strada.
I locali del Carroccio erano chiusi ma nel giro di poco i responsabili del Carroccio varesino sono stati avvisati telefonicamente.
Sono arrivati nella sede del partito verso mezzogiorno con comodità e hanno tolto il tricolore che era stato issato con un’asta alla ringhiera del balcone.
Spiegazione plausibile: qualcuno nella notte aveva raggiunto con una scala il balcone, arrotolato e abbandonato sul pavimento le tre grosse bandiere leghiste da sempre presenti e ha issato il tricolore.
La sostituzione del tricolore il giorno dopo è stata osservata con curiosità dalla piazza, una donna ha anche urlato: «Vergogna».
Gli esponenti del Carroccio non hanno replicato.
Resta il fatto che in Italia, unico Paese al mondo, un partito di governo che ha giurato fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione e ne percepisce i relativi emolumenti economici, faccia rimuovere la bandiera nazionale e non festeggi l’unità nazionale.
Cose che solo la finta destra di Berlusconi e cialtroni al seguito avrebbe potuto permettere.
Ma ora la verità del “blitz notturno” tricolore può essere svelato.
E’ stato operato dal circolo “Area Destra con FLI”, componente di Futuro e Libertà che ha rivendicato il fatto di aver apposto il tricolore sul balcone della sede della Lega Nord di Varese.
Il tricolore infatti è stato posizionato sul balcone della storica sede della Lega Nord la notte prima della ricorrenza del 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia.
A compiere lil blitz i varesini Enzo Rosa , Andrea Urso e Luca Lorenzi, responsabili di FLI.
”La nostra è stata una provocazione ,volevamo vedere quale sarebbe stata la risposta dei militanti e dei dirigenti della Lega Nord che di fatto non hanno perso l’occasione per dimostrarsi una forza politica antinazionale. La mattina dopo infatti il segretario cittadino Carlo Piatti ha immediatamente tolto il tricolore come testimonia il video che gira sui siti internet. Per il leghisti la presenza del tricolore sul balcone della loro prima sede in un giorno così importante rappresenta un fatto di vergogna per noi invece esporre il tricolore è un fatto di orgoglio”.
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