Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile
“ROMPERE CON IL PASSATO, SUBITO ELEZIONI”: IL FRONTE DELLE OPPOSIZIONI COMPATTO… PRIMA MANTOVANI, POI GARAVAGLIA, ORA RIZZI: LA SANITA’ SI AFFIDA A SAN VITTORE
L’arresto di Fabio Rizzi, l’autore della riforma della sanità in Lombardia arrestato nell’ambito di un’indagine su un presunto giro di mazzette e di turbative di appalti pubblici, scatena le reazioni della politica.
Sulla giunta presieduta da Roberto Maroni cade una pioggia di strali.
“Sul piano umano non è una notizia di cui dobbiamo rallegrarci. Sul piano istituzionale è un altro duro colpo alla credibilità di questo Consiglio regionale”, ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, esponente del Nuovo Centrodestra, annunciando a inizio lavori della seduta l’arresto di Rizzi.
Allarga il raggio della critica Umberto Ambrosoli: “E’ da anni che diciamo che la sanità lombarda va messa in sicurezza rispetto alle aggressioni del malaffare e di una pratica corruttiva sempre estesa — sottolinea il consigliere regionale del Patto Civico — che sia oggi coinvolto proprio il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia — prosegue — è un fatto di gravità forse maggiore anche rispetto agli episodi degli ultimi tre anni. Fabio Rizzi ha avuto infatti per mesi e mesi il ruolo di coordinatore di quella riforma infinita, il famoso ‘libro bianco’ di Maroni, che non riusciva mai ad arrivare a compimento per i continui mercanteggiamenti interni alla maggioranza”.
Il Movimento 5 Stelle va oltre e punta il dito contro Roberto Maroni: “Aspettiamo il governatore in aula perchè chiarisca la situazione — attacca Stefano Buffagni, capogruppo del M5S Lombardia — non deve venire a difendere la sua poltrona o a ribadire il garantismo costituzionalmente sancito, il problema politico è enorme: venga ad annunciare che si dimette per il bene dei lombardi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Partito Democratico: “Bisogna rescindere fortemente il rapporto fra la politica e la sanità . Maroni deve prendere atto che non è riuscito a garantire discontinuità con il passato e l’unico modo per farlo a questo punto è di andare alle elezioni”, afferma Alessandro Alfieri, segretario lombardo dl Pd. “Mantovani, che era il vicepresidente con delega alla Sanità , è stato arrestato — ha elencato Alfieri — per Garavaglia, che è il braccio destro di Maroni, è stato chiesto il rinvio a giudizio. Ora anche Rizzi, che è il padre della riforma sanitaria, è stato arrestato. Qualche problema c’è. Noi avevamo presentato una mozione di sfiducia. Maroni ha sempre negato che ci sia un problema sanità , la realtà lo smentisce”.
Utilizza l’ironia Gay Center, in polemica con la Regione per la decisione di quest’ultima di illuminare il Pirellone settimane fa con la scritta ‘Family Day’ in occasione della manifestazione contro le unioni civili: “La Lega dei 5.000 emendamenti sulle unioni civili tiene famiglia. Quella di Rizzi e della moglie arrestati a Milano”.
Chissà ora se Maroni accenderà il Pirellone con la scritta ‘Arrestato Rizzi’”, commenta il portavoce Fabrizio Marrazzo. “C’è a destra chi fa battaglie ideologiche sulla famiglia, anche oggi in Senato sulle unioni civili, e poi si ritrova con suoi esponenti di punta coinvolti in fatti di malaffare. Maroni e C. la smettano di fare i moralisti. Non è proprio il caso”, conclude Marrazzo.
(da agenzie)
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Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile
IL CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LEGA, BRACCIO DESTRO DI MARONI E’ L’AUTORE DELLA RIFORMA SANITARIA LOMBARDA
Gli arresti effettuati dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Milano in esecuzione di una
misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Monza, su richiesta della Procura, riguardano 21 persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.
L’indagine “Smile” ha consentito di ricostruire come un gruppo imprenditoriale abbia turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici – banditi da diverse Aziende Ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici – corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare.
E’ proprio Rizzi l’uomo chiave della maxi inchiesta di carabinieri e procura di Monza che ha scoperchiato un sistema di tangenti e appalti truccati in Sanità .
Sarebbero stati infatti Rizzi e Mario Longo – un uomo del suo staff con poteri nel settore dell’odontoiatria- ad aver garantito la copertura politica alla società Odontoquality, che negli anni ha praticamente acquisito il monopolio nella gestione degli ambulatori odontoiatrici esternalizzati dalle aziende sanitarie lombarde.
Erano Rizzi e Longo a indurre, secondo i magistrati, i funzionari delle aziende a favorire questo gruppo imprenditoriale, capitanato da Maria Paola Canegrati, nelle gare d’appalto che puntualmente vinceva.
Cosa hanno ottenuto in cambio?
La Odontoquality ha finanziato la campagna elettorale per le Regionali del febbraio 2013 e dato loro denaro, tra cui una tangente da 50.000 Euro (pagata in contanti grazie all’intermediazione di un soggetto accusato di riciclaggio).
La Odontoquality ricopriva poi di soldi la moglie di Longo, a cui versava 5mila euro in cambio di finte consulenze.
Le indagini hanno appurato che a Rizzi e Longo venivano ‘girate’ anche le quote di una società creata per istituire alcuni ambulatori odontoiatrici in strutture private e, per il futuro, gli erano stati promessi incarichi privati e altri soldi.
Sul ruolo di Rizzi, l’ordinanza del gip Emanuela Corbetta di Monza parla chiaro: Rizzi e Longo “inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende ospedaliere della Regione, nonchè gli amministratori delle strutture private e private convenzionate, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto le società riconducibili a Canegrati”.
Nell’ordinanza c’è anche un (lungo) elenco dei ‘favori’ garantiti da Rizzi e Longo all’imprenditrice Canegrati: l’avrebbero favorita nelle due gare d’appalto delle aziende ospedaliere “istituti clinici di perfezionamento” (del 2015, da 45 milioni di euro) e “ospedale di circolo di Busto Arsizio” (del 2014, da 10 milioni di euro).
L’hanno poi ‘aiutata’, ricostruisce l’ordinanza, nei rapporti economici intrattenuti con la clinica San Pio X, istituto stomatologico italiano e con il San Raffaele, due ‘big’ della sanità privata lombarda: lo scopo del loro intervento era farle ottenere nuove commesse o evitare che i due istituti tagliassero contratti già in essere con le aziende della donna.
Ancora: Rizzi e Longo, secondo quanto ricostruito dalla indagini, hanno supportato Canegrati nei progetti d’espansione della stessa anche in altre regioni d’Italia, in particolare intercedendo sulle decisioni di un altro grosso gruppo (che gestisce servizi in alcune strutture toscane), che Rizzi e Longo hanno favorito nel progetto che prevedeva la costruzione dell’ospedale pediatrico ‘Gemello’ del Buzzi in Brasile.
Il gip, oltre all’arresto, ha disposto il sequestro (ai fini della confisca per equivalente) della somma di 50.000 Euro a carico di Longo e Rizzo (ne rispondono in solido tra loro) e di altri 38.000 Per il solo longo: è questa la cifra identificata come profitto della corruzione.
Chi è Fabio Rizzi.
Fabio Rizzi è stato uno dei registi della riforma del sistema sociosanitario lombardo che in questi mesi sta diventando realtà . Tanto che la prima bozza, il testo che ha fatto da base per il dibattito sulla nuova legge, portava il suo nome.
Rizzi, 49 anni, nato a Cittiglio (Varese) il 19 novembre 1966, iscritto alla Lega Nord dal 1992, è presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale dal 16 aprile 2013.
Ma il sistema sanitario di questa regione lo conosceva già bene per via del suo lavoro. Laureato in Medicina e chirurgia all’università degli Studi di Pavia nel 1991, è medico anestesista e rianimatore. Fra gli ospedali in cui ha lavorato il Sant’Anna di Como (dirigente medico di I livello di Anestesia, rianimazione ed elisoccorso-118 tra il 1997 e il 2000), l’ospedale Civile di Sondrio (2000-2001), l’Istituto clinico Mater Domini di Castellanza, in provincia di Varese (2001-2008), gli istituti clinici Iseni di Lonate Pozzolo, sempre in provincia di Varese (dal 2008).
Nel suo passato politico, una parentesi da sindaco di Besozzo (Varese) dal 2007 al 2012, preceduta dall’attività come consigliere comunale e vicesindaco sempre a Besozzo.
Del Carroccio è stato anche segretario provinciale dal 2006 al 2008, anno in cui è stato anche eletto in Senato. Nel 2013 era tornato in Regione Lombardia, dove era già stato consigliere dal 16 ottobre 2007 al 26 gennaio 2008 quando si è dimesso per incompatibilità con la carica di sindaco.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile
INDAGATO ANCHE MARIO LONGO, COMPONENTE LO STAFF DEL BRACCIO DESTRO DI MARONI
Hanno usato “il potere politico” come “strumento per accumulare ricchezze” e non hanno esitato a intimidire facendo valere la loro posizione, chi appare recalcitrante alle loro pretese”.
Questa una delle riflessioni che hanno portato il giudice per le indagini preliminari a firmare il provvedimento che ha scatenato una nuova bufera sul Pirellone e nel settore della sanità .
Il giudice fa riferimento a Fabio Rizzi e Mario Longo, rispettivamente consigliere della Regione Lombardia e presidente della Commissione Sanità e componente dello staff dell’uomo considerato il braccio destro del governatore Maroni.
L’imprenditrice a capo dell’associazione
Ma non solo per gli indagati il giudice parla di un “sistematico e spregiudicato è il ricorso all’alterazione e alla contraffazione di documenti anche con l’ausilio dei dipendenti delle società riferibili a Canegrati (l’imprenditrice considerata il capo dell’associazione a delinquere, ndr), per tacere della collusione dei funzionari pubblici o ex funzionari pubblici ‘fedeli’” a lei.
Una donna, che secondo gli inquirenti, ricopriva cariche societarie in moltissime società . “Costei ha già , infatti, dimostrato di disporre — argomenta il gip — di una fitta rete di connivenze disposte, per convenienza personale, a fare quadrato intorno a Canegrati e ad ostacolare verifiche ed accertamenti”.
Un personaggio di primo piano nell’inchiesta perchè si è visto come “abbia fatto della corruzione il principale, se non esclusivo, strumento, per garantirsi l’aggiudicazione delle gare di appalto presso le strutture pubbliche o la gestione di centri odontoiatrici presso strutture convenzionare, usando come grimaldello i politici al suo remunerato servizio…”.
I pubblici ufficiali “asserviti”
“Quanto ai pubblici ufficiali/incaricati di pubblici servizi coinvolti non si può che ribadire il loro totale asservimento all’imprenditrice o piuttosto ai vantaggi personali dalla stessa garantiti e in ragione dei quali vengono disinvoltamente sacrificati i doveri connessi alla loro funzione. Alcuni di loro — prosegue il giudice — risultano tutti legati da anni a Canegrati e da anni la favoriscono e la tutelano. La sfrontatezza e la facilità che tutti gli indagati svolgenti una pubblica funzione dimostrano nel violare costantemente i loro doveri istituzionali e le norme dello Stato, portano ragionevolmente a ritenere che lo spaccato di illegalità che traspare dalla presente indagine costuisca per tutti (anche per coloro che non vantano particolari legami di conoscenza con Canegrati) l’abituale modo di gestire la res publica, totalmente svilita in ragione del proprio personale rendiconto“.
Un rendiconto molto remunerativo se si pensa che, secondo i calcoli della Procura di Monza, il business attivato sarebbe stato di 400 milioni dal 2004 in poi.
E che di fatto necessitava di creare anche società per l’accumulo del denaro: “L’attività pubblica diventa l’occasione per ottenere, se non quando esigere, pagamenti illeciti la cui consistenza e la cui programmata entità sono tali da richiedere la costituzione di società estere ove fare convogliare il denaro frutto della ben più remunerativa attività illecita parallela a quella pubblica”.
“A discapito della salute pubblica”
Come sempre la corruzione provoca anche danni collaterali: “Tutto ciò porta a concludere per un’elevata pericolosità sociale di tutti i soggetti coinvolti, ciascuno nella propria funzione incuranti degli interessi pubblici sacrificabili — chiosa il giudice -in ragione del proprio interesse anche a discapito, in concreto, della salute pubblica attraverso la fornitura di servizi e materiali scadenti o con costi superflui per la collettività ”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 16th, 2016 Riccardo Fucile
TERREMOTO IN REGIONE, MAZZETTE PADAGNE NELLA SANITA’: ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, CORRUZIONE, RICICLAGGIO E TURBATIVA D’ASTA LE ACCUSE AL CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LEGA, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SANITA’…E’ IL MODELLO CHE PIACE TANTO A TOTI
Un nuovo scandalo sulla sanità si abbatte sulla Regione Lombardia, scatenando un vero e proprio terremoto. In manette finisce Fabio Rizzi, fedelissimo di Maroni e padre della Riforma della Sanità , provvedimento di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero.
In Regione era in corso la commemorazione delle vittime delle forze dell’ordine quando si sono presentati i carabinieri del comando provinciale: si sono diretti nell’ufficio di Rizzi e hanno iniziato a perquisirlo.
Erano gli investigatori dell’operazione ‘Smile’, 21 arresti (uno è Rizzi) per tangenti in sanità . Arrivata la notizia, in Regione è stata subito sciolta l’assemblea e riunita la capigruppo.
La notizia dell’arresto è stata confermata da Raffaele Cattaneo (Ncd), presidente del consiglio regionale: “C’è sgomento e tristezza. Da un punto di vista umano la notizia non mi rallegra affatto, ma da un punto di vista istituzionale è un altro colpo alla credibilità del Consiglio che stiamo cercando di recuperare”.
Anche la moglie di Rizzi è stata raggiunta da un ordine di custodia cautelare ai domiciliari, alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Per tutti e due c’è la contestazione dell’associazione per delinquere. L’inchiesta è condotta dal tribunale di Monza e si muove sull’ipotesi dell’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio.
Al centro dell’operazione c’è un gruppo imprenditoriale accusato di aver turbato in proprio favore l’aggiudicazione di una serie di appalti pubblici, banditi da diverse aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici, corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare.
Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da aziende ospedaliere della Lombardia, oltre ad analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario nazionale.
(da agenzie)
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