Marzo 18th, 2016 Riccardo Fucile
«E’ UNA VICENDA DA CORTILE, SONO TRIBU’ IN LOTTA, LA PAGHERANNO CARISSIMA”
Un candidato a sinistra, Roberto Giachetti, l’hanno trovato. A destra invece…
«La destra è grossier, non ha raffinatezze e ha risolto tutto in vicenda di cortile. La battuta fulminante è di Italo Bocchino: a Berlusconi gli è finita come a Gheddafi. Tolto il rais le tribù hanno iniziato a massacrarsi tra di loro. E questo è successo nella vicenda romana. È un’operazione da manuale».
Di autodistruzione?
«Avevano la possibilità di vincere immediatamente, avevano pure il candidato pronto. Bastava salire sul treno di Marchini».
Marchini, dunque, è il centrodestra?
«No. Fino a ieri era il vaso di coccio tra due di ferro: quello del centrosinistra e quello del centrodestra. Ma l’evoluzione dei fatti, con il centrosinistra che si dilania nelle primarie, con il centrodestra che invece si riduce alle guerre tribali, è andata a finire che il vaso di coccio è diventato d’acciaio e ha frantumato gli uni e gli altri».
A destra è stato tutto un ondeggiare tra proposte, ripensamenti, veti e controveti. In campo, a contendersi la stessa porzione, ad oggi ci sono principalmente quattro destre — Meloni, Bertolaso, Marchini e Storace — più outsider (Tosi) e gli identitari (Msi e CasaPound). Che segnale è?
«Faccio un’obiezione. Marchini non c’entra niente con la destra. Era l’opportunità , come lo fu Berlusconi nel ’93, che la destra non ha saputo cogliere. Del resto, non si può mettere sulle sue spalle la responsabilità della catastrofe del centrodestra. Questa è una vicenda dove, se si mettono in fila i fatti, non si può che ridere a ogni passaggio. Un candidato, schierato contro la sinistra e contro Renzi, insomma c’era. Marchini, ricordiamolo, è quello che ha costretto Ignazio Marino alle dimissioni consentendo ai romani di tornare al voto. E il centrodestra, invece di seguire uno schema “tatarelliano”, si è incarognito in una guerra tribale».
Quali tribù?
«Parenti, cognati, cugini, manca solo di cantare, con “Io, mammeta e tu”, jatevenne tutti quanti!»
Perchè?
«Da un lato Berlusconi perde perchè vuole assicurare al Matteo suo (Renzi, ndr ) la tranquillità , loro invece hanno l’interesse a mantenere i piccoli appezzamenti. Perchè hanno necessità di farsi contare».
Al Pantheon un po’ tutti spiegavano che quella di Meloni era e resta la «scelta naturale» per Roma.
«Se tu sei di destra e vuoi fare una scelta identitaria non puoi che votare Storace. Oppure, il Movimento sociale Italiano con Alfredo Iorio, quindi CasaPound con Simone Di Stefano».
Ma della candidatura Meloni, con la citazione della Lupa che allatta i due gemelli?
«Ecco, la prima cosa che mi viene in mente è che uno dei due gemelli ha ammazzato l’altro».
Non si può non fare un parallelismo con il ’93.
«Un parallelismo, in verità , c’è: hanno perso l’opportunità . Allora si chiamò Berlusconi, oggi Marchini».
La ditta Berlusconi e Pascale non trovato di meglio che definire i leghisti di Roma “fascisti” e “fascista”, per quanto “raffinata” e “moderna”, Giorgia Meloni.
«Berlusconi dovrebbe pensare che l’antifascismo, soprattutto quello suo, gli porta male. Ma male vero. La sua sfiga iniziò a Onna, quando, al culmine del suo successo, indossò il fazzolettone da partigiano: da lì cominciarono Noemi, la D’Addario, i bunga-bunga…»
Le abbiamo ribattezzate sul Tempo “Le liti di Marzo”. Un necessario parricidio?
«I parricidi in politica sono fondamentali, non v’è dubbio. Ma si fanno quando i padri sono al potere».
Si dice, infine, che nella confusione a destra s’avanza la (penta)”stella” di Virginia Raggi.
«La stragrande maggioranza degli elettori che non è di sinistra le ha dato appuntamento al ballottaggio. Fermo restando questo andazzo».
Antonio Rapisarda
(da “il Tempo”)
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Marzo 18th, 2016 Riccardo Fucile
LA CINQUESTELLE REPLICA: “L’HANNO MANDATA ALEMANNO E LA RUSSA?”
Salvini lo aveva già detto: “Se la destra non arrivasse al ballottaggio voterei M5s”.
Oggi lo ripete anche la
ventriloqua Giorgia Meloni, candidata sindaca di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini, nota per avere idee originali e mai al seguito di nessuno: “Se non arrivassi al ballottaggio voterei Raggi anche se trovo deludente la storia di M5s perchè speravo di avere degli alleati in parlamento su alcuni argomenti di rottura. Poi ho capito che per loro l’unica cosa importante è che loro sono puliti e gli altri spazzatura e non ti aiutano mai a portare a casa un risultato”.
E su Giachetti: “Sono molto amica di Roberto ma davvero non riuscirei a sostenere il governo Renzi e i suoi rappresentanti”.
Virginia Raggi replica a stretto giro: “Ogni tanto ritornano, non so chi sia stato ad averle consigliato di scendere in campo, Alemanno o Berlusconi con il quale ha governato, La Russa, con cui ha fondato un partito, sono sempre gli stessi”.
Pochi giorni fa, l’esponente grillina era stata solidale con la Meloni che poteva fare la mamma e il sindaco, oggi la liquida così.
(da agenzie)
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Marzo 18th, 2016 Riccardo Fucile
IL SUO AUSPICIO: “CI VORREBBE UN MANAGER”
Vincere a Roma fa paura. Parola di uno che conosce la città meglio di ogni altro: Carlo Verdone.
In una intervista al Fatto Quotidiano il regista si sofferma sul caos pre elettorale capitolino.
Alla base, secondo Verdone, non ci sono solo le conseguenze in caso di sconfitta, ma soprattutto le responsabilità in caso di vittoria.
“Non le è venuto il sospetto che a Roma non voglia vincere nessuno?”, chiede il cronista. “Certo che mi è venuto. Roma è da sempre la culla di qualunque ambizione politica. Chi la governa, cade”.
A limitare l’azione della politica, secondo Verdone, c’è la paura di risultare impopolari. “Hanno paura di non essere più votati e quindi da anni danno un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Hanno paura dei piccoli egoismo personali. Di perdere il loro pacchetto di preferenze”.
Per questo, sottolinea Verdone, “forse Roma la può governare soltanto un manager che pensi: ‘Tra 5 anni non devo ricandidarmi'”.
Quanto al pool di candidati in campo, il regista è impietoso: “Ora siamo al Medioevo. Alla totale sfiducia nei confronti delle istituzioni. Alla competizione elettorale si presenta una squadra di calcio. Quattro candidati di centrodestra, tre di centrosinistra, i Cinque stelle, gli indipendenti. non si riescono a individuare facce, nomi e ruoli. Chiunque vinca queste incaciaratissimecarlo elezioni deve però sapere che siamo all’ultima spiaggia”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 18th, 2016 Riccardo Fucile
NON C’E’ PIU’ LIMITE ALLA VERGOGNA, MAI CHE CERTI ESCREMENTI UMANI VENGANO ARRESTATI
Non c’è limite alla vergogna. 
Dopo i fatti di Madrid – dove alcuni tifosi del Psv Eindhoven avevano lanciato monetine contro i mendicanti – è successo di peggio a Roma, dove i tifosi dello Sparta Praga, nella Capitale per il match contro la Lazio valido per gli ottavi di Europe League, si sono resi protagonisti di un altro episodio vergognoso, urinando su una donna che chiede l’elemosina su Ponte Sant’Angelo.
Il tutto avviene di giorno e davanti agli occhi di alcuni passanti che pur accorgendosi di quello che sta accadendo non intervengono, mentre altri addirittura sorridono del folle gesto.
Alla fine la donna si alza per allontanarsi e mentre cerca riparo altrove una ragazza, impietosita, si avvicina a lei e le porge una moneta.
Non abbiamo sentito alcuna presa di posizione sull’episodio da parte dei tanti politici che ogni giorno ci propinano le loro banalità .
Non abbiamo letto di procedimenti in atto di identificazione dei responsabili per assicurarli alle patrie galere.
Forti coi deboli e deboli coi forti.
Finchè qualcuno non spezzerà le gambe a questi escrementi umani.
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Marzo 18th, 2016 Riccardo Fucile
TULLIA MORETTO NON AVREBBE “IL FISICO ADATTO”: DALLA LOTTA DI CLASSE ALLA LOTTA CONTRO LE GRASSE
“Chiunque abbia usato discriminazioni basate sull’aspetto, per fare lotta politica, non è degno di restare nel partito e nell’amministrazione”.
Con questo giudizio, che sembra preludere alla caduta di qualche testa, il sindaco di Bologna Virginio Merola stigmatizza la vicenda dell’esponente dem Tullia Moretto, denigrata dai colleghi di partito perchè troppo grassa.
La cuperliana — presidente del circolo Fossolo e possibile candidata per la corsa alla guida del Quartiere Savena — ha riferito, durante la riunione del direttivo, di aver ricevuto delle offese sul suo aspetto.
Alcuni colleghi dem le hanno detto esplicitamente che non ha il fisico adatto per candidarsi perchè è troppo grassa.
“Ce lo ha raccontato durante il direttivo dell’altra sera — conferma Maurizio Ghetti, consigliere comunale del Pd —. Sono allibito dal fatto che, in un partito come il nostro, vengano fatte queste affermazioni sull’aspetto fisico. Non era mai successo. Da parte di tutti i consiglieri massima solidarietà a Moretto”.
La consigliera oggetto di offese aveva inviato ai 15 componenti del direttivo del circolo Fossolo una convocazione urgente che faceva presagire nell’incipit l’argomento della serata, come conferma Ghetti: “Vista la situazione sempre più grave creatasi nel nostro quartiere, nella quale anche la sottoscritta è stata oggetto di affermazioni veramente basse, anzi per l’esattezza “grasse” etc…”
Sì, perchè in realtà l’episodio è solo l’ennesimo atto di una guerra per le candidature nel Quartiere Savena e Tullia Moretto è finita nel mirino di alcuni colleghi di partito che hanno deciso di condurla senza esclusione di colpi.
Ad affrontarsi, come avviene spesso nel Pd, opposte correnti.
Da una parte i renziani che caldeggiavano la rielezione di Virginia Gieri, dall’altra i sostenitori del sindaco Merola che appoggiavano Maurizio Gaigher.
Alla fine è stata scelta la consigliera comunale uscente Marzia Benassi, scontentando le due fazioni, mentre altri candidati che avevano dato la loro disponibilità — critica Ghetti — “non sono proprio stati presi in considerazione”.
“Nella riunione del circolo — aggiunge — ci sono state molte critiche sulle modalità con cui si è arrivati ad esprimere la scelta sul Savena”. Soprattutto — sottolinea — “riguardo i veti posti sull’attuale presidente Gieri che era sicuramente la soluzione più indicata in un momento così”.
“Non sapevo che al Quartiere Savena si fosse arrivati a tali livelli di conflittualità — interviene preoccupata Donata Lenzi, deputata Pd appartenente all’Unione Savena che comprende sia il suo circolo (S.Ruffillo) che il Fossolo -.
È un episodio bruttissimo, segno di rapporti personali deteriorati. Io avrei visto con favore la candidatura di Moretto. Poteva rappresentare il territorio di S.Ruffillo che finora, nel Quartiere Savena, è stato poco rappresentato”. Lenzi si propone come paciere dell’infuocata situazione: “Se c’è bisogno d’aiuto per ristabilire un clima positivo, sono disponibile ad andare alle riunioni dell’Unione”.
Intanto il segretario del Pd di Bologna, Francesco Critelli, lancia un avvertimento chiaro ai suoi: “Discriminazioni basate sull’aspetto fisico non hanno mai avuto, non hanno e non avranno mai cittadinanza nella nostra comunità ”.
Prende posizione anche la responsabile della Conferenza delle donne Pd, Federica Mazzoni: “Piena vicinanza e solidarietà a Tullia Moretto.
Gli attacchi denigratori che ha ricevuto sono miseri e denotano totale assenza di sostanza politica. La pochezza viene espressa nei soliti modi stereotipati e maleducati”.
Paola Benedetta Manca
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 18th, 2016 Riccardo Fucile
SONDAGGIO IPSOS PER IL CORRIERE DELLA SERA: PIU’ CHE LA NUOVA “DESTRA LEPENISTA” E’ UNA CAPORETTO…FORZA ITALIA AL 13% VICINA AL SORPASSO
E’ l’ultimo sondaggio appena sfornato da Ipsos per il Corriere della Sera e risente degli avvenimenti
intervenuti sia nel centrodestra che nel centrosinistra negli ultimi giorni.
Alcuni dati sono clamorosi: la Lega perde in pochi giorni lo 0,7% e precipita al 13,2%, ormai quasi sui livelli del Bossi dei tempi migliori.
Contestualmente il ruggito del vecchio leone Berlusconi viene premiato con addirittura un + 1,9%, determinato dal fatto che molti che non votavano più Forza Italia, nel momento che Berlusconi ha rotto con Salvini e Meloni, hanno apprezzato la novità tanto attesa.
Ora Forza Italia è al 13% secondo Ipsos a un soffio dal sorpasso.
In flessione anche il M5S che perde l’1,4% e attestandosi al 26,9%.
Sale il Pd dello 0,8% raggiungendo il 32,2%.
Stazionari i partiti minori che rimangono al limite del 4%.
La tendenza al calo della Lega è confermata anche dal sondaggio odierno di Piepoli che con un – 0,5% colloca Salvini al 13%, qualcosina ancora in meno rispetto alla Ipsos.
Da rimarcare, ma torneremo in argomento, che l’unico candidato di centrodestra nelle città più importanti che arriverebbe al ballottaggio, a parte Milano, è Lettieri a Napoli, appena oggi scaricato da Salvini per appoggiare un candidato di Fdi che a Napoli vale il 2,3%.
Più che il nuovo fronte lepenista, sembra la Caporetto della destra xenofoba italiana.
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