Marzo 26th, 2016 Riccardo Fucile
OBIETTIVO SUPERARE LA MELONI
A Palazzo Grazioli si sta studiando la strategia.
Berlusconi non farà mai un passo indietro sulla Meloni, molto più probabile, invece, che converga su Marchini per unire quelle «forze fuori dalla politica, quelle delle persone abituate a lavorare».
Del resto la simpatia tra l’ingegnere romano e il Cavaliere non è cosa segreta. All’indomani della caduta di Ignazio Marino, Berlusconi indicò proprio in Marchini un papabile candidato del centrodestra.
Primo motivo di scontro proprio con la leader di Fratelli d’Italia, che rispedì subito al mittente la proposta.
Il quadro tuttavia è radicalmente cambiato e la conquista del Campidoglio, alla fine, diventa persino marginale. E non a caso proprio tra Bertolaso e Marchini si sono avuti ieri i primi “ammiccamenti”.
«Mi pare un candidato simile a me – ha detto l’ex capo della Protezione civile riferendosi a Marchini – un candidato civico, che in questi ultimi anni, a Roma, ha fatto un’opposizione concreta dimostrando di essere libero. Con Marchini ci potrebbe essere una possibile convergenza nel senso che, essendo di fatto gli unici due estranei alla politica e a tutti i danni che la politica ha combinato soprattutto a Roma, siamo due tecnici, due manager e quindi due personaggi che potrebbero trovare un modo di dialogare e lavorare insieme. Siamo gli unici due che parlano di Roma».
Marchini non chiude affatto la porta: «Io prendo atto semplicemente della generosa espressione che Bertolaso ha avuto nei miei confronti dimostrando di dire ciò che pensa anche quando forse come spesso è accaduto, può essere controproducente anche per lui. È merce rara trovare qualcuno che dica ciò che pensa in politica – ha aggiunto il candidato sindaco della Civica – e che anteponga l’amore per Roma all’egoismo partitico. Questo è quello che ha detto Bertolaso, nulla più, lui resta in campo, tutto il resto è prematuro: la cosa importante è che si parli di progetti. Con Bertolaso – ha poi aggiunto – mi scontro su cose concrete e glielo riconosco, gli altri mi continuano a parlare di cose che non esistono più».
Si muove anche l’artiglieria azzurra che continua incessantemente a tessere una tela con l’unica «ciambella» al momento utilizzabile, quella di Marchini, appunto.
In questo lavorìo di sottobosco anche gli «ex» di Forza Italia, ovvero tutta la componente di Alfano che potrebbe ricomporre il mosaico azzurro in una visione più ampia, quale quella di un Partito della Nazione con Renzi, cassato da molti ma niente affatto tramontato. Anzi.
Il tempo per convergere su Marchini stringe. La piccola pausa pasquale infatti è l’ultima utile prima della corsa finale, nonostante il Governo tardi nella definizione della data.
Al di là dei candidati a sindaco infatti ci sono le liste dei consiglieri da comporre. Un dettaglio non secondario.
Susanna Novelli
(da “il Tempo“)
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Marzo 26th, 2016 Riccardo Fucile
INTERVISTA AD AUGUSTA MONTARULI, EX CONSIGLIERA REGIONALE FDI IN PIEMONTE: I PM LE HANNO ATTRIBUITO L’ACQUISTO DI “SEXEPLORATION” CON SOLDI PUBBLICI
«Sexploration». L’esperienza del sesso che fa divertire le coppie. Edizione Mondadori, allegate istruzioni
per l’uso. Un testo senz’altro «hard» da far passare come attività istituzionale per un consigliere regionale.
Eppure, qualcuno ci ha provato. L’ha letto in privato, molto in privato.
L’ha messo in conto alla Regione Piemonte, per farselo pagare con soldi pubblici.
Il libretto libertino, i pm di Torino Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi l’hanno citato l’altro giorno nella loro requisitoria, nell’ambito del processo sulle «spese pazze» della Regione, come uno degli scontrini incredibili di cui i politici hanno voluto il rimborso.
Si è poi scoperto che sarebbe stata l’ex An, eletta nel Pdl e poi confluita in Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli, a chiedere di farlo passare come spesa istituzionale.
Lei si difende: «È tutto da provare che quel volume sia mio. Ma non è chissà che libro…».
I pm parlano di un manuale «hot» tra i suoi rimborsi. Le sembra il caso di far pagare ai contribuenti un oggetto del genere?
«Quello scontrino non è nelle mie contestazioni, nell’elenco dei 41 mila euro che i magistrati mi hanno imputato. Lo tirano fuori ora che la fase istruttoria è chiusa. I procuratori sono in difficoltà rispetto alla mia posizione, usano questo colpo basso proprio ora».
Colpo basso proprio ora? Vuole candidarsi alle comunali di Torino?
«Fino alla fine di questo procedimento giudiziario non cerco un posto istituzionale. L’ho detto».
Tornando al libro hard, è agli atti del processo. Questo non può negarlo.
«Per me, il dato importante è che hanno tirato fuori la spesa adesso, ho appreso l’altro ieri dello scontrino, non mi posso più difendere nel merito. Il magistrato, comunque, su questo rimborso, non ha fatto il mio nome in aula».
Però il libro l’ha comprato?
«Non rispondo in questa fase e a questa domanda, tantomeno ai giornalisti. Quando parleranno i miei avvocati, parleranno di tutto».
Com’era allora questo libro pagato dai piemontesi? Le è piaciuto?
«Non rispondo. Qui la danneggiata sono io».
Lei?
«Sì, è una mossa per screditarmi. Comunque non mi sembra un libro di chissà che tipo eh? Dimostra il bigottismo della società in cui viviamo. Se me lo contestano, dimostrerò che era riconducibile all’attività istituzionale».
Quindi un manuale di «giochi erotici» secondo lei è una spesa istituzionale?
«Guardi, se è per questo il Comune finanzia libri che parlano di transgender. Va tutto bene lì vero?».
Transgender? Le paiono sullo stesso piano?
«Sì, libri sui transgender distribuiti nelle scuole e pagati dal Comune, non mi sembra che qualcuno sia imputato per questo».
Letizia Tortello
(da “La Stampa”)
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Marzo 26th, 2016 Riccardo Fucile
AUMENTANO GLI ASTENUTI… PD 34,6%, M5S 25%, LEGA 14,1%, FORZA ITALIA 10,2%, SINISTRA ITALIANA 5,1%, FDI 3,5%, NCD 2,9%
Uno scenario politico stabile, ma con un’affluenza che cala ancora e si avvicina di nuovo al 57 per cento.
L’astensionismo, dunque, resta il primo partito con il 43 degli intervistati del sondaggio di Ixè per Agorà che risponde che a oggi non si recherebbe nemmeno alle urne.
Le variazioni per le forze politiche, peraltro , sono abbastanza limitate: tra il meno 0,3 di Forza Italia e il più 0,4 dei Verdi (forse frutto del dibattito sul referendum sulle trivelle).
Tra i voti validi, invece, il partito che raccogliere la quota maggiore di preferenze rimane il Partito democratico con il 34,6 per cento, con un lieve aumento rispetto alla settimana precedente.
C’è un piccolo incremento anche per il Movimento Cinque Stelle che si attesta al 25, quindi a quasi 10 punti di distacco, anche se la distanza al primo turno conta poco, visto che se nessuno raggiunge il 40 per cento il
sistema elettorale prevede un turno di ballottaggio dove la sfida resta aperta.
Nel centrodestra perde lo 0,2% la Lega Nord e lo 0,3% Forza Italia.
La candidatura di Giorgia Meloni a Roma fa perdere lo 0,1% a Fdi, attestato ora al 3,5%
Il quinto partito, attualmente si conferma Sinistra Italiana che galleggia intorno al 5 per cento.
Sempre in bilico lungo la soglia di sbarramento necessaria per entrare in Parlamento l’Area Popolare guidata da Angelino Alfano: questa settimana scende sotto il 3 per cento. Sembrano invece senza speranza le forze a sinistra del Pd (Rifondazione, Verdi, Italia dei Valori) e quelle alla sua destra, come il partitino di maggioranza Scelta Civica ormai ridotto al lumicino.
Insieme al Partito democratico, continuano a salire la fiducia nel presidente del Consiglio Matteo Renzi e nel suo governo, confermando una tendenza già emersa la scorsa settimana anche in altri sondaggi, come quello di Ipsos di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera che tra l’altro presentava un’elaborazione di lungo periodo.
Renzi, peraltro, è l’unico leader che vede incrementare il suo indice di gradimento e resta stabilmente al secondo posto, dietro al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che gode della fiducia del 57 per cento degli italiani.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2016 Riccardo Fucile
UN GRANDE MESSAGGIO CON L’ELOGIO AI “SOGNATORI CHE LAVORANO OGNI GIORNO PER RENDERE IL MONDO UN POSTO MIGLIORE, PIU’ UMANO E PIU’ GIUSTO”
Non sappiano quanto durerà — per sua volontà — il pontificato di Francesco. Lui stesso ha detto che il suo
orizzonte è di quattro o cinque anni.
Ma da ieri sappiamo qual è il suo testamento spirituale.
La preghiera alla croce, da lui pronunciata il Venerdì Santo, riassume in maniera pregnante e comprensibile a tutti cosa significa essere cristiani oggi.
Che cosa fare nella propria cerchia e nella società per dare testimonianza del messaggio del Vangelo. E che cosa non fare.
Chiudere gli occhi o fermarsi alla retorica delle deplorazioni dinanzi agli innocenti uccisi e perseguitati.
Lavarsi le mani come Ponzio Pilato davanti alle donne, ai bambini, agli esseri umani tutti che fuggono sfiniti dalla guerra e dalla fame. Voltarsi dall’altra parte dicendo “non tocca a me … niente quote di accoglienza obbligatorie (come dichiarano tanto stati europei) … stiano a casa loro”. O “costruiamo un muro”, come predica Donald Trump.
Manipolare il nome di Dio, piegandolo agli interessi di ideologie fondamentaliste e di strategie terroriste.
Fingere di non vedere gli interessi economici che muovono le guerre. Ergersi a giudici inflessibili delle colpe altrui e poi lasciare che scorrazzino indisturbati ladroni e corrotti.
Assistere senza battere ciglio all’emarginazione di intere generazioni e al degrado dell’ambiente, che si tramuta in degrado sociale.
Non manca, nella denuncia del pontefice, il male oscuro degli abusi che si annida nell’omertà clericale: il crimine di coloro che “svestono perfino gli innocenti della loro dignità ”.
C’è un perfetto equilibrio in questa preghiera pronunciata alla presenza del popolo. Folla riunita davanti al Colosseo, simbolo per eccellenza (benchè storicamente incerto) del martirio-testimonianza.
L’equilibrio fra il dito puntato contro gli egoisti, i crudeli, gli ipocriti, gli assetati di potere e vanità e la mano che indica il cristianesimo vissuto degli uomini e delle donne del quotidiano.
Suore che soccorrono i derelitti senza farsi pubblicità . Preti che negli spazi urbani desertificati rappresentano spesso l’unico punto di riferimento solidale. Volontari e semplici persone per bene, che nutrite della loro fede, danno esempio di giustizia e condivisione, soccorrendo “bisognosi e percossi”.
Coniugi che non mollano, fedeli sereni, persone capaci di pentimento rompendo la corazza dell’autoreferenzialità , uomini e donne che attraversano la “notte della fede” sena perdere lo stimolo della ricerca. Perseguitati che non si arrendono e danno in silenzio testimonianza del loro credo.
C’è spazio in questa preghiera — ed è il grido del pontefice argentino a non cedere al dominio del pensiero unico selvaggiamente liberista — per un elogio dei “sognatori che vivono con il cuore dei bambini e lavorano ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore, più umano e più giusto”.
E’ l’appello a non piegarsi al darwinismo sociale, a non scivolare mai nell’odio, l’esortazione a insistere per progettare una società equa e inclusiva.
Intabarrato nel suo cappotto bianco, come stretto in una corazza per difendersi dal Maligno e dai maligni, papa Francesco ha parlato ai fedeli, ma in realtà ha parlato a tutta la società quale che sia il credo o la visione filosofica dei contemporanei.
Perchè a ripercorrere i punti di meditazione, che scandiscono la sua preghiera, salta agli occhi che rappresentano gli snodi cruciali dell’esistenza odierna e chiamano a quella che gli antichi stoici definivano “filantropia”: solidarietà ed empatia per l’essere umano ovunque sia, in qualsiasi condizione si trovi.
E questo era ed è un concetto profondamente laico. Il crinale che distingue chi è a favore di una società per l’uomo e chi considera gli esseri umani “lupi l’uno verso l’altro”.
In fondo quello che conta, diceva Francesco all’ateo Scalfari, è lo spartiacque che ognuno nella propria coscienza costruisce tra il bene e il male.
Chi un domani vorrà sapere qual è il retaggio di Bergoglio a un cattolicesimo che cammina a passi incerti nel primo scorcio del XXI secolo, troverà in questa preghiera-testamento la risposta.
E’ il messaggio ad una Chiesa, che fatica a imboccare la via di un rinnovamento coerente.
E a una società immersa nei dolori e ignara se siano quelli del parto.
Marco Politi
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 26th, 2016 Riccardo Fucile
LA CIRCOLARE RIGUARDA GENITORI, PROF E STUDENTI: “LA SCUOLA NON E’ UNA SPIAGGIA”… UN GIUSTO RICHIAMO AL RISPETTO DI TUTTI
Niente “scollature, bermuda, perizomi che sbucano dai jeans: la scuola non è un luogo di vacanza”.
E’ scritto nella circolare a firma di Rosanna Maci, la preside dell’istituto Morvillo Falcone di Brindisi, la scuola in cui fu uccisa Melissa Bassi il 12 maggio 2012 nell’attentato messo a segno da Giovanni Vantaggiato.
La prima a fare le spese della circolare sul “decoro” è stata una mamma alla quale la preside ha vietato l’ingresso a scuola a causa di un abbigliamento poco consono al disciplinare interno all’istituto, ovvero un dècolletè giudicato inopportuno dalla dirigente.
La circolare, accolta con qualche mugugno dagli studenti, è stata recapitata in ciascuna delle classi, chiarendo che le regole non valgono soltanto per gli allievi ma anche per docenti, personale Ata e genitori.
Contromisure adottate prima dell’arrivo dell’estate, per evitare che il caldo svesta la popolazione scolastica, senza distinzione fra adolescenti e adulti.
“Perchè a scuola — ha spiegato Rosanna Maci ai suoi allievi – ci si veste in maniera diversa dalla spiaggia, anche se fa caldo».
L’obiettivo è di insegnare un modello di decoro che valga per tutti “dentro e fuori dalla scuola”, ha rimarcato la preside.
“Un esempio che deve partire dalle famiglie, che devono essere le prime a responsabilizzarsi”.
Niente sanzioni disciplinari per i trasgressori, ma sul rigore della circolare ha fatto scuola il precedente della mamma fermata sull’uscio.
“Purtroppo molto dipende dalle famiglie — conclude la dirigente – Se non danno il buon esempio, come possiamo pensare che i ragazzi capiscano che non è concepibile venire a scuola con una scollatura che ne mette il risalto il dècolletè? Ho semplicemente chiesto al genitore di ritornare indossando qualcosa di più consono”.
Sonia Gioia
(da “La Repubblica“)
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Marzo 26th, 2016 Riccardo Fucile
UN BEL GESTO DI SOLIDARIETA’: A SETTEMBRE INIZIANO I LAVORI
“La Serie B sta lavorando con il Comune per creare un bel campo di calcio che ieri è stato ufficialmente
concesso dalla Regione Sicilia”.
Matteo Renzi, in conferenza stampa a Lampedusa insieme al sindaco Giusi Nicolini, ufficializza l’ok per la creazione di un campo di calcio sull’isola.
“Faremo una bella sfida tra una selezione di Lampedusa contro i migliori della Serie B — ha proseguito Renzi — e io farò l’arbitro, perchè non so giocare”.
Il lavoro di un anno, di concerto tra la Lega Serie B e l’amministrazione comunale di Lampedusa, ha quindi raggiunto il suo obiettivo.
Nell’ambito dei progetti B Solidale, Piattaforma per la Responsabilità Sociale e B Futura Piattaforma per lo Sviluppo Infrastrutturale, anche grazie all’apporto dell’avvocato Federico Vecchio e dell’architetto Filippo Fanelli, si è dunque arrivati all’ok per il nuovo stadio, che avrà un terreno di gioco in erba artificiale di ultima generazione e sarà dotato di spogliatoi, tribuna e impianto di illuminazione in piena regola, per un investimento stimato intorno ai due milioni di euro.
Il progetto è stato condiviso con il CONI mentre il finanziamento sarà attinto da diverse fonti: non è escluso un canale dedicato al crowdfunding.
L’obiettivo è di porre la prima pietra entro fine settembre 2016, stabilendo già da metà aprile il programma dei lavori.
Negli scorsi mesi, la Lega Serie B aveva già contribuito alla realizzazione di un campo a San Patrignano.
(da agenzie)
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Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
DISASTRO CENTRODESTRA: MELONI 15%, MARCHINI 9%, BERTOLASO 8%… IRRAGGIUNGIBILI RAGGI 26% E GIACHETTI 24%… ENTRO 10 GIORNI ALLEANZA CON MARCHINI
La partita del centrodestra a Roma non è ancora chiusa.
L’uscita di Guido Bertolaso su un suo possibile passo indietro in favore di Marchini — “Se verrà appurata la mia impossibilità di arrivare al ballottaggio” — è il frutto dei ragionamenti politici che si stanno facendo in queste ore all’interno del partito azzurro.
I sondaggi arrivati questa settimana sul tavolo di Berlusconi sono impietosi per l’ex capo della protezione civile, che non va oltre l’8 per cento.
Più basso di Giorgia Meloni, al 15 e anche di Alfio Marchini, al 9 per cento.
Un disastro generale per il centrodestra, nessun candidato va oltre i partiti che lo sostengono.
Giachetti è dato al 24 per cento e Raggi al 26, praticamente già al ballottaggio.
Un altro rilevamento è stato commissionato per la prima settimana di aprile: se Bertolaso non dovesse recuperare, allora nel partito azzurro si valuterà il da farsi. Quello che non si capisce, però, è perchè Bertolaso lo abbia dichiarato pubblicamente, dando l’idea di un rompete le righe ancora prima della battaglia.
“Incomprensibile”, viene definita l’uscita del candidato azzurro nel resto del centrodestra. A meno che non si tratti della sua ennesima gaffe: Bertolaso si sarebbe fatto scappare quei ragionamenti che a Palazzo Grazioli e nel partito si fanno già da un paio di settimane.
Oppure potrebbe trattarsi di una mossa apposita per preparare il terreno a una sua uscita dal campo in maniera onorevole.
Venerdì, intanto, da Forza Italia si è cercato di blindare il candidato.
“Con Bertolaso si va avanti fino alla fine senza alcun dubbio”, dice Silvio Berlusconi. “Bertolaso è assolutamente determinato ad andare avanti, bisogna unire le forze intorno a lui”, gli fa eco Maurizio Gasparri.
“Io non ho detto che voglio convergere su Marchini. Non starò all’angolo e gioco per fare il sindaco, non il city manager”, sostiene invece il candidato forzista. Che poi sfida gli avversari: “Facile fare campagna elettorale essendo parlamentari. Dimettetevi”.
Gianluca Roselli
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
PAROLE DURISSIME CONTRO I “MINISTRI INFEDELI”, LE “COSCIENZE NARCOTIZZATE” DI FRONTE AL “CIMITERO DEL MEDITERRANEO” E CHI UCCIDE IN NOME DI DIO
“Vediamo la croce di Cristo nei preti pedofili, nel cimitero insaziabile del Mar Mediterraneo, nei profughi,
nei terroristi e nei corrotti”.
È la forte denuncia che Papa Francesco ha rivolto in “O Croce di Cristo!”, una lunga e struggente preghiera scritta e letta al termine della via crucis del Giubileo che si è svolta come ogni venerdì santo al Colosseo.
Dopo aver ascoltato in silenzio sul Colle Palatino le meditazioni delle 14 stazioni, scritte quest’anno dal cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti, Bergoglio ha condannato con forza i mali che attualmente affliggono l’umanità .
Ed è partito dalla pedofilia del clero proprio come aveva fatto l’allora cardinale Joseph Ratzinger nel venerdì santo del 2005, poche settimane prima di essere eletto vescovo di Roma, con Wojtyla che lentamente andava spegnendosi.
“Quanta sporcizia — aveva affermato in quella occasione il futuro Papa tedesco — c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui”.
“O Croce di Cristo, — ha affermato dopo 11 anni Bergoglio — ancora oggi ti vediamo nei ministri infedeli che invece di spogliarsi delle proprie vane ambizioni spogliano perfino gli innocenti della propria dignità ”.
Francesco ha puntato il dito contro “l’odio che spadroneggia e acceca i cuori e le menti di coloro che preferiscono le tenebre alla luce”.
Con una nuova forte denuncia dei tanti migranti morti in mare nei loro viaggi della speranza nel Mediterraneo e nell’Egeo “divenuti un insaziabile cimitero, immagine della nostra coscienza insensibile e narcotizzata”.
Una nuova condanna della “globalizzazione dell’indifferenza” che Francesco aveva fatto a Lampedusa, primo viaggio del suo pontificato.
Per Bergoglio oggi la croce di Cristo rivive “nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco”, “nei volti dei bambini, delle donne e delle persone, sfiniti e impauriti che fuggono dalle guerre e dalle violenze e spesso non trovano che la morte e tanti Pilato con le mani lavate”.
Denuncia che Francesco ha fatto anche aprendo la settimana santa del Giubileo straordinario della misericordia.
Dopo gli attentati di Bruxelles, dietro i quali per il Papa ci sono i “fabbricatori e i trafficanti di armi”, Bergoglio ha sottolineato che vediamo la croce di Cristo “nei fondamentalismi e nel terrorismo dei seguaci di qualche religione che profanano il nome di Dio e lo utilizzano per giustificare le loro inaudite violenze”.
Ma le parole di Francesco si sono rivolte anche contro i “potenti e i venditori di armi che alimentano la fornace delle guerre con il sangue innocente dei fratelli”; per i “traditori che per trenta denari consegnano alla morte chiunque”; per i “ladroni e i corrotti che invece di salvaguardare il bene comune e l’etica si vendono nel misero mercato dell’immoralità ” e per i “distruttori della nostra ‘casa comune’ che con egoismo rovinano il futuro delle prossime generazioni”.
Il Papa ha lodato anche tanto bene presente nei “ministri fedeli” della Chiesa, “nelle famiglie che vivono con fedeltà e fecondità la loro vocazione matrimoniale” e ha invitato a non abbandonare “gli anziani, i disabili, i bambini denutriti e scartati dalla nostra egoista e ipocrita società ”.
Durante le meditazioni della via crucis, mentre la croce veniva portata anche da persone provenienti dalla Cina, dalla Russia, dalla Siria, dal Kenya, dall’Uganda e dalla Repubblica Centrafricana, al Colosseo si era pregato per i profughi e per i divorziati: “Dov’è Dio nei campi di sterminio? Dov’è Dio nelle miniere e nelle fabbriche dove lavorano come schiavi i bambini? Dov’è Dio nelle carrette del mare che affondano nel Mediterraneo?”.
“Come non vedere il volto del Signore — era stata la riflessione della sesta stazione — in quello dei milioni di profughi, rifugiati e sfollati che fuggono disperatamente dall’orrore delle guerre, delle persecuzioni e delle dittature? Per ognuno di loro, con il suo volto irripetibile, Dio si manifesta sempre come un soccorritore coraggioso”. Mentre la pedofilia era stata al centro della decima stazione con “le piaghe dei bambini profanati nella loro intimità ”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 25th, 2016 Riccardo Fucile
AVEVA 87 ANNI: UNA GENERAZIONE CRESCIUTA CON I SUOI RACCOLTI DI FAVOLE IN TV
E’ morto stasera il grande attore di teatro Paolo Poli. Aveva 87 anni. E’ stato uno dei più importanti attori
teatrali italiani, una lunga carriera che ha spaziato anche fra il cinema e la televisione.
Nato a Firenze il 23 maggio del 1929, laureato in Letteratura francese, cominciò a lavorare in teatro negli anni Cinquanta.
E’ il 1949 quando Poli partecipa ad alcune trasmissioni della Rai di Firenze. Fa prosa, macchiette, racconta fiabe. Presta la voce ai cavalieri, alle streghe e alle principesse che popolano il mondo di Stac, ovvero Carlo Staccioli burattinaio in Firenze, attività alla quale affianca le serate con la Compagnia dell’Alberello, la stessa che nel 1954, cresciuta in popolarità , riaprirà dopo trent’anni di black out il teatro Goldoni, luogo storico del capoluogo toscano.
Sono proprio i piccoli palcoscenici di città , non solo fiorentini, il teatro delle prime esperienze di Poli.
Arriva a Roma grazie a un “book” speciale, le foto che gli aveva scattato l’amico Franco Zeffirelli. Recita in Le due orfanelle per sostituire Mario Girotti, ovvero Terence Hill, il futuro Don Matteo, titolare della parte ma in quei giorni ammalato. Dopo Roma è la volta di Genova, è il ’58 quando comincia a farsi apprezzare a “La borsa di Arlecchino”, un piccolo teatro d’avanguardia.
Prende corpo la sua vena surreale, poetica, esercitata in modo istrionico e con un’ironia implacabile. I suoi spettacoli sono straordinariamente comici, si rifà alla migliore tradizione della commedia brillante, XX Settembre (nato anche grazie ad Aldo Trionfo): qui inizia a farsi conoscere per la sua pungente ironia, il suo garbo da istrione, insieme alla sua vena poetica e surreale.
Rifacendosi alle commedie brillanti, oniriche e surreali, gli spettacoli teatrali di Poli sono caratterizzati da una forte connotazione comica.
Insieme ai momenti comici non mancano i giochi di parole linguistici: il suo talento viene apprezzato anche da capocomici illustri come Tina Pica e Polidor, con i quali Paolo Poli ha poi modo di lavorare.
Lavora anche in tv recitando in diversi sceneggiati o fiction. Durante i primi anni Sessanta è protagonista di una trasmissione televisiva sulle reti Rai in cui legge favole per bambini tratte da Esopo e da famosi racconti letterari.
Sul finire del decennio è talent-scout di Marco Messeri, che teatralmente parlando è considerato l’unico vero discepolo ed erede del maestro Poli.
Alessandra Vitali
(da “La Repubblica“)
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