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LA DESTRA IDENTITARIA CHE VUOLE USARE LA RUSPA CON I RESTI ARCHEOLOGICI DI ROMA

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

ALLA FACCIA DELLA TRADIZIONE: NEL PROGRAMMA DELLA MELONI “I REPERTI ARCHEOLOGICI DOVRANNO ESSERE SACRIFICATI SULL’ALTARE DEI LAVORI PUBBLICI”

D’accordo che i programmi elettorali dei candidati sindaci spesso rappresentano solo un “libro dei sogni” e che alla fine del mandato è già  tanto che venga realizzato il 10% di quanto promesso, ma la loro lettura   spesso consente anche di verificare la coerenza del candidato rispetto al progetto ideale di città  che porta avanti.
E’ noto che le forze politiche che appoggiano Giorgia Meloni quale candidata “prima cittadina” della Capitale non perdono occasione per richiamarsi ai “natali di Roma”, alla tradizione con T maiuscola, all’orgoglio “identitario”, al grande patrimonio storico e culturale della città  che tutto il mondo ci invidia e che, grazie a questo, porta milioni di turisti a visitarne i reperti archeologici .
Mai ci si aspetterebbe quanto tra poco andrete a leggere e che riproduce le esatte parole contenute nel progranma di “Meloni sindaco”.
Altro che tutela ambientale, storica e archeologica della città , quello che conta è non avere impicci nella costruzione della linea metropolitana.
Nel caso in cui, durante i lavori, venissero ritrovati resti archeologici o reperti storici, potranno essere “sacrificati” sull’altare dell’efficienza a meno che non si tratti di opere “assolutamente eccezionali”.
Il meccanismo per stabilire quali ritrovamenti varrà  la pena distruggere e quali no manca però dal programma.
Si legge:
“Una volta deciso e concordato un tracciato, solo ritrovamenti archeologici assolutamente eccezionali possono rimetterne in discussione la realizzazione. Altrimenti, meglio pagare il prezzo di qualche sacrificio nel patrimonio inesplorato del sottosuolo”
Insomma la Meloni-sindaco si farebbe prestare la ruspa da Salvini per radere al suolo anche i reperti archeologici che un domani dovessero venire alla luce duranti gli scavi.
Ovviamente in nome della Tradizione.

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LA BOSCHI LA COMBINA GROSSA: “I VERI PARTIGIANI VOTERANNO SI’ AL REFERENDUM”, POI NEGA DI AVERLO DETTO

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

IL PARTIGIANO EROS: “SI VEDE CHE NON CONOSCE I PARTIGIANI VERI, SIAMO TUTTI PER IL NO”… BERSANI SBOTTA: “MA COME SI PERMETTE?”

“I partigiani veri voteranno sì”. Dieci giorni dopo la polemica su CasaPound Maria Elena Boschi torna sul luogo del delitto.
Ospite di In mezz’ora su Rai3 il ministro parla del referendum costituzionale e volendo chiarire finisce invece per aprire un nuovo fronte con l’Associazione nazionale partigiani. “L’Anpi come direttivo nazionale ha preso una linea, poi ci sono molti partigiani, quelli veri, e non quelli venuti delle generazioni successive, che voteranno sì alla riforma” ha detto, citando il 97enne partigiano “Diavolo” che ha annunciato che voterà  sì al referendum.
“Anche nell’Anpi — guidato da Carlo Smuraglia, classe 1923, contrario alla riforma del Senato — molti voteranno sì come anche molti nel M5s”, ha insistito la Boschi.
In realtà  l’associazione è schierata chiaramente per il no e molti nomi storici (cioè quelli della generazione che ha fatto la Resistenza) sono su questa posizione.
Lo conferma Umberto Lorenzoni, nome di battaglia “Eros“, che definisce la ministra “una dama bellina” e aggiunge: “E’ chiaro che il ministro Boschi non ha conosciuto i partigiani veri perchè i “partigiani veri” voteranno tutti per il No. Non consentiremo che una dama bellina storpi la Costituzione conquistata con il sangue di migliaia di partigiani. L’Anpi ha votato e ha deciso all’unanimità  (solo 3 contrari) di dire No alla riforma. E la nostra posizione — conclude il partigiano Eros — la porteremo avanti fino in fondo“.
BERSANI: “MA COME SI PERMETTE?”
“Come si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e partigiani finti? Chi crede di essere? Siamo forse già  arrivati a un governo che fa la supervisione dell’Anpi? È evidente che siamo a una gestione politica sconsiderata e avventurista”. Così Pierluigi Bersani su facebook. “In nome di una mezza riforma del Senato si rischia di creare una frattura insanabile nel mondo democratico e costituzionale. Ieri Renzi è stato alla Brembo. Spero si sia fatto dare un freno di quelli buoni. E lo usi subito”.
Da Sinistra Italiana, Alfredo D’Attorre commenta così le frasi di Maria Elena Boschi: “La ministra Boschi, dopo la brillante trovata di equiparare i sostenitori del “No” a CasaPound, oggi ci ha offerto un’altra vetta del suo pensiero politico, sostenendo che i veri partigiani sono quelli che sosterranno la sua riforma. Non si sa ormai davvero se ridere o piangere”.
Anche Pippo Civati (Possibile) interviene in merito alle affermazioni della ministra sui partigiani: “Non basta a questo governo avere diviso e abbandonato la sinistra, no, deve avviare un’operazione anche verso coloro che non ci sono più (operazione volgare come poche altre) e dividere anche gli anziani (ora, ma sempre giovanissimi) che combatterono per la Resistenza. Mi chiedo fino a dove vogliano spingersi. E quando tutti quanti chiederemo quel minimo rispetto che ci vuole. Così diventa una campagna oscena e dissennata“.
LA RETROMARCIA (CON BUGIA) DELLA BOSCHI
Dopo le polemiche politiche e le prese di posizione dei partigiani (anche “veri”) schierati per il No, la ministra per le Riforme è costretta a fare marcia indietro: “Vedo evidenti strumentalizzazioni di una mia frase sui partigiani, detta durante la trasmissione “In mezz’ora”. Non mi sono mai sognata di dare patenti ai partigiani, nè di distinguere tra i partigiani veri o meno veri. Ho solo detto che fra i partigiani che hanno combattuto la Resistenza, fra chi ha fatto la guerra ce ne sono molti, come ad esempio il comandante Diavolo, Germano Nicolini, 97enne, che hanno annunciato il loro sì al referendum”.
Al li là  dei toni piccati della ministra nella sua nota, ripubblichiamo la trascrizione letterale della sua frase sui partigiani pronunciata a In Mezz’Ora: “Anpi come direttivo nazionale ha preso una linea, poi dentro Anpi ci sono molti partigiani, quelli veri, quelli che hanno combattuto la Resistenza, non le generazioni successive, che votano sì alla riforma”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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AUSTRIA RINSAVISCE, TESTA A TESTA HOFER-VAN DER BELLEN, DECIDERANNO DOMANI GLI 850.000 VOTI PER POSTA

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

PER ORA IL LEADER XENOFOBO IN TESTA PER SOLI 144.000 VOTI, MA SECONDO GLI EXIT POLL PERDERA’ PER 3.000 VOTI

Nulla di fatto oggi per le presidenziali in Austria: l’atteso voto della domenica sarà  deciso di lunedì e solo grazie al voto per corrispondenza.
Norbert Hofer, favorito dopo il trionfo al primo turno, ha 144mila voti di vantaggio sullo sfidante ecologista Alexander Van der Bellen.
In percentuale: 51,9% contro 48,1%. Ma le proiezioni, che considerano anche il voto per posta, danno i due candidati in assoluta parità : 50% a 50%.
Decisivi nella volata finale tra i due candidati saranno quindi i voti per corrispondenza che rappresentano il 14% degli elettori, circa 850mila persone.
Ma questo voto per corrispondenza è solitamente sfavorevole al’Fpà¶: al primo turno Hofer aveva ottenuto solo il 25% (dieci punti in meno del suo 35% complessivo).
Ma l’exit poll degli 800.000 voti per corrispondenza, che saranno scrutinati solo domani, danno il verde in testa nel computo finale globale di circa 3.000 voti.
Si sono recati alle urne il 70% dei 6,4 milioni aventi diritto
Hofer ha vinto in gran parte dei land, le Regioni austriache, con l’eccezione della zona di Vienna e nel Voralberg, il land più occidentale, al confine con la Svizzera.
Ma Vienna naturalmente porta gran parte dei voti, rappresentando quasi un sesto della popolazione nazionale, e qui Van der Bellen in molti quartieri ha superato il 70% dei consensi.
Prima del voto i sondaggi davano Hofer in vantaggio di 14 punti: se dovesse perdere per la destra xenofoba sarebbe una sconfitta bruciante e anche se dovesse vincere per una manciata di voti sarebbe una vittoria mutilata.

(da agenzie)

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MARCHINI PRESENTA LA SQUADRA: “TUTTI GLI ASSESSORI LAVORERANNO GRATIS”

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

DA BERTOLASO ALLA ATRIPALDI, DA BARTOLOMEI A MANUELA DI CENTA

La sala Protomoteca del Campidoglio è gremita, l’aria condizionata non funziona, i supporters di Alfio Marchini e Silvio Berlusconi scandiscono i loro nomi e sventolano le bandiere.
Loro due, l’ex premier e il candidato sindaco di Roma passano dai “corridoi” interni di Palazzo Senatorio per evitare microfoni e telecamere e si presentano direttamente al tavolo coi busti dei poeti dietro (da Petrarca ad Ariosto) per presentare “la squadra” di Marchini, se l’imprenditore vincerà  le elezioni.
Bertolaso applaudito calorosamente
Naturalmente c’è Guido Bertolaso, a cui va l’applauso più caloroso della sala, che per il momento coordina il gruppo di lavoro e che dovrebbe poi essere a capo di un’unità  di crisi metropolitana.
Poi Alessandra Atripaldi (avvocato presso la Consob), Pier Luigi Bartolomei (preside della scuola Elis), l’ex campionessa di sci di fondo Manuela Di Centa, il professor Cesare Greco (cadiologo e membro del consiglio scientifico Eurispes), l’urbanista Francesco Karrer, il consigliere di Stato Antonio Malaschini, l’ingegner Manuela Manenti esperta di edilizia scolastica, l’ex vicecomandante della Finanza Ugo Marchetti, Agostino Miozzo, esperto dei processi migratori nel Mediterraneo, l’ex sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo, l’esperta di pianificazione sostenibile Mary Prezioso.
Manca in sala Michele Placido, a cui Marchini affiderà  un ruolo sulle periferie.
«Tutta la giunta, tutta la squadra lavorerà  gratis – ha detto Marchini – sono tutte persone della società  civile, sono circa 11 e hanno dato la loro disponibilità  a farlo in modo assolutamente disinteressato. Questo è il nostro progetto civico che prende finalmente forma come proposta concreta per far rinascere questa città »
Dice Marchini: «Questa squadra serve a dare subito risposte precise e puntuali ai cittadini. Ad esempio stamattina abbiamo fatto una riunione sulle buche. Io non sono Superman, serve una squadra di fuoriclasse per rivedere il modello di Roma».
«La nostra con Berlusconi è un’alleanza tra liberi. Non ho mai visto un leader accettare una scelta del genere senza porre alcuna condizione ma Berlusconi è un uomo coraggioso e appassionato. Noi dimostrato che il movimento civico non si scioglie come neve al sole ma resta in campo».
E ribadisce: «Senza di noi Marino sarebbe rimasto. A firmare non c’era nè la destra nè i Cinque Stelle. Noi abbiamo un piano ventennale per Roma, la vogliamo riportare ad essere una grande Capitale».
Poi Berlusconi: «Abbiamo trovato un accordo sul movimento civico, perchè non ha altra ambizione se non quella di aiutare Roma a liberarsi dal degrado per farla tornare quella che deve essere: una Capitale. E poi solo Marchini può battere al ballottaggio la candidata dei Cinque Stelle.”

(da agenzie)

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DI BATTISTA E FICO CONTESTATI A NAPOLI DAGLI ESPULSI, SFIORATA LA RISSA AL COMIZIO

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

EX MILITANTI: “QUESTI SIGNORI HANNO ESPULSO 36 VALIDI ATTIVISTI, NON SANNO COS’E’ LA DEMOCRAZIA, FANNO SCHIFO”

Gli attivisti espulsi dal M5S hanno contestato i deputati pentastellati Roberto Fico e Alessandro Di Battista intervenuti a Napoli per un comizio a Piazza Bellini per il candidato sindaco Matteo Brambilla.
Militanti ed ex militanti durante l’intervento di Di Battista quasi sono venuti alle mani.
“Io ormai li schifo — dice Vincenzo Russo, uno degli espulsi — ma sono venuto a contestarli perchè ho sentito il milanese (il candidato sindaco Michele Brambilla n.d.r) parlare del mio quartiere, Pianura”.
Russo non ci sta: “Mi da fastidio perchè io da attivista ci ho rimesso anche una roulotte di 17mila euro (incendiata da ignoti a luglio 2015) per le denunce che ho fatto e questi signori hanno espulso 36 validi attivisti”.
“Non sanno cos’è la democrazia, la giustizia e la libertà  — dice un altro ex M5S — comanda solo quel piccolo capetto che sta li sul palco, il signor Fico, e non bisogna contraddirlo”

(da “il Fatto Quotidiano“)

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SPUNTA PURE UN CANDIDATO A SUA INSAPUTA: A FASANO SCOPRE DI ESSERE IN LISTA E DENUNCIA TUTTI

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

NEL COMUNE DEL BRINDISINO UN CASO PARADOSSALE: INSERITO IN UNA LISTA CIVICA SENZA IL SUO PERMESSO

Gli hanno telefonato invitandolo a ritirare il materiale elettorale, ossia i classici ‘santini’ con tanto di nome e cognome dei candidati.
Solo così, il 13 maggio scorso, un cittadino di Fasano, in provincia di Brindisi, ha saputo di essere tra i 416 nomi in corsa per un posto in consiglio comunale. Rimanendo di stucco, perchè prima di quel momento non ne aveva la minima idea, nè aveva mai firmato alcun modulo.
Dopo aver chiesto spiegazioni al responsabile della lista nella quale compariva il suo nome, ‘Fasano Popolare’, una delle quattro civiche a sostegno dell’aspirante sindaco ‘centrista’ Antonio Clarizio, il candidato a sua insaputa ha presentato denuncia attraverso il legale di fiducia, l’avvocato Mariangela Vinci.
Che, a sua volta, è candidata nella lista ‘Fasano democratica’ a sostegno di un altro aspirante sindaco, Giacomo Rosato.
Ecco l’ultimo coup de thèà¢tre di una campagna elettorale senza esclusione di colpi tra i cinque aspiranti alla fascia tricolore e che ora rischia di concludersi con l’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura.
“Fa parte del gioco della politica sul territorio” commenta a ilfattoquotidiano.it Antonio Clarizio, imprenditore nel settore dei rifiuti.
Che annuncia: “Se ci sono delle irregolarità  siamo pronti a mettere in debita considerazione questo errore”.
LO STRANO CASO DELLA FALSA CANDIDATURA
Il 18 maggio scorso, dunque, il diretto interessato — attraverso l’avvocato Vinci — ha presentato una denuncia ufficiale presso il comando della polizia municipale di Fasano, che ha già  trasmesso gli atti alla procura della Repubblica di Brindisi. Nell’esposto si racconta della telefonata ricevuta e dell’immediata richiesta di spiegazioni. “Ho rintracciato il responsabile della lista ‘Fasano Popolare’ — racconta il querelante — al quale ho chiesto delucidazioni in merito alla commissione dei santini riportanti il mio nome quale candidato della lista in questione”.
La risposta ricevuta? “Probabilmente — si legge nella denuncia — una delle segreterie preposte alla compilazione dei moduli, notando il ‘campo’ relativo alla firma dei candidati vuoto, lo aveva firmato”.
LA DENUNCIA
Questa la premessa. Che ha portato il cittadino a proporre “formale querela nei confronti del candidato sindaco Antonio Clarizio, in qualità  di responsabile delle liste a lui collegate e del responsabile della lista ‘Fasano Popolare’”.
Di più: l’esposto è indirizzato anche a chi “materialmente ha apposto la mia firma sul modulo di accettazione della candidatura” alle elezioni comunali in programma il prossimo 5 giugno, “nonchè della persona incaricata di autentificarla”.
Oltre che a eventuali ulteriori responsabili che l’autorità  giudiziaria individuerà  nel corso degli accertamenti. Già , perchè la legge prevede che l’accettazione alla candidatura venga sottoscritta davanti a un pubblico ufficiale o a chi ne abbia titolo. Come un notaio, un giudice di pace o amministratori, consiglieri e funzionari di enti locali comunque incaricati dal presidente della Provincia o dal sindaco. Cosa che, stando ai fatti raccontati nell’esposto, non è avvenuta.
LA RISPOSTA DEL CANDIDATO SINDACO
Nonostante il querelante abbia raccontato nella denuncia di aver chiesto lumi già  nei giorni scorsi al responsabile della lista ‘Fasano Popolare’, Clarizio dichiara di non averne saputo nulla fino a questa mattina.
E va oltre: “Il candidato sindaco non può controllare tutti gli aspiranti consiglieri”. Sottolineando poi che l’avvocato che ha materialmente presentato la denuncia è a sua volta candidata in una lista che sostiene un altro candidato sindaco, mentre il querelante — sostiene Clarizio — “sarebbe stato notato mentre partecipava ad alcuni comizi”.
Che sia questo il reato?

(da “il Fatto Quotidiano”)

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LA FAVOLA DI ALI: AL CORRIDORE DEL MALI LA PROTEZIONE UMANITARIA PER MERITI SPORTIVI

Maggio 22nd, 2016 Riccardo Fucile

IL RAGAZZO SCOPERTO AL CARA DA DUE POLIZIOTTI CHE LO HANNO ALLENATO: “LO SPORT E’ VEICOLO DI INTEGRAZIONE”

Alì vuole diventare un campione. Italiano. E sventolare sul podio la bandiera tricolore.
“Per ringraziare il Paese che mi ha accolto, con una medaglia alle Olimpiadi”.
A lui, maliano di ventitre anni, il Centro per richiedenti asilo di Bari ha regalato la possibilità  di tornare a correre.
I due poliziotti che lo hanno allenato hanno scoperto un talento, che da due anni colleziona coppe e premi. Ora Alì, all’anagrafe Drame Fousseni, potrà  tesserarsi davvero, ed entrare a far parte di team di atletica leggera italiani.
“Il nuovo giudice che segue le cause dei migranti a Bari gli ha riconosciuto la protezione umanitaria, con una motivazione davvero originale”, spiega il suo avvocato, Loredana Liso. Oltre alle difficoltà  che sta vivendo il Mali, va considerato che Alì “ha intrapreso attraversolo sport agonistico — si legge nel dispositivo — un percorso di integrazione nel nostro paese, che va tutelato”.
Lo sport, dunque, è per il giudice “valutato come veicolo di integrazione, visto che Drame è tesserato alla Federazione italiana di atletica leggera e ha già  impegni per la stagione estiva”.
“In Italia però correre significa essere libero”, è la più grande vittoria di Alì.

Silvia Dipinto

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ROMA, PROMESSE ELETTORALI DA SOGNO

Maggio 21st, 2016 Riccardo Fucile

LE PROPOSTE PIU’ BIZZARRE DEI CANDIDATI A SINDACO DELLA CAPITALE

Promesse da sogno.
A leggere i programmi dei candidati a sindaco di Roma alle elezioni comunali di giugno i romani possono dormire sonni tranquilli: chiunque sarà  il vincitore, tra cinque anni consegnerà  ai cittadini una metropoli completamente nuova: stop al degrado e alla sporcizia, una percentuale di raccolta differenziata da far arrossire le capitali del Nord Europa, un sistema di trasporto pubblico su ferro e su gomma che a Londra ci invidieranno, periferie rammendate e un manto stradale impeccabile, mai più spreco e malversazioni nell’apparato amministrativo.
E’ quanto hanno messo nero su bianco i candidati a sindaco di Roma nei loro programmi elettorali.
Un insieme di proposte, la maggior parte delle quali di buon senso anche se già  sentite.
Ma ce ne sono alcune che invece risultano un po’ bizzarre per l’elettore che va a spulciare, paragrafo per paragrafo, slide per slide, il piano che si intende attuare nella Capitale una volta eletti.
Una di queste, ad esempio, è quella di creare una funivia che consenta di superare il traffico tra Casalotti e Boccea, un’area periferica altamente congestionata dal traffico. Un’idea lanciata dalla candidata del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi che nei giorni scorsi si è attirata gli sberleffi e le ironie di avversari politici, in primis del Partito Democratico, e di tanti utenti sui social network.
Al di là  del fianco offerto alle facili invettive, del progetto di una funivia a Roma se ne era già  parlato: durante la giunta di Walter Veltroni si pensò di collegare l’area della Magliana e dell’Eur con questo sistema.
Il piano di una cabinovia piacque anche al successivo sindaco Gianni Alemanno e all’ultimo, Ignazio Marino. E anche all’attuale candidato Pd al Campidoglio Roberto Giachetti non sembra dispiacere, come da lui stesso affermato durante un’iniziativa elettorale nell’XI municipio.
Giachetti intende invece affrontare il dissesto del trasporto pubblico locale attuando diverse misure.
Tra queste, c’è quella di migliorare la circolazione sulle corsie preferenziali portandole “dagli attuali 63 km a 150, cominciando dalla via Tiburtina”.
Non solo: per il candidato sindaco Pd, un modo per scoraggiare definitivamente “le infrazioni degli automobilisti incivili” potrebbe essere l’inversione del senso di marcia delle preferenziali.
Lo slogan utilizzato non è dei più azzeccati e sembra anzi invogliare gli automobilisti a compiere infrazioni anche rischiose: “Più preferenziali e contromano”. Sintetico sì, ma ambiguo.
La candidata sostenuta dal suo partito, Fratelli d’Italia, e dalla Lega Nord Giorgia Meloni ha messo sul piatto una serie infinita di promesse sulla cui fattibilità  è lecito dubitare: raccolta differenziata al 75% (Giachetti si è fermato al 65%), azzeramento del debito della Capitale grazie al semplice riconoscimento “una tantum degli ‘arretrati’, ovvero i soldi mai versati sinora (dallo Stato, ndr) alla città  di Roma”. E poi il sogno di una “Tor Bella Monaca bella come Trastevere: demoliremo il brutto per costruire e portare il Bello”.
Nel settore dell’infanzia, poi, Meloni assicura il massimo impegno per evitare sprechi di “energie e risorse in promozioni ideologiche come l’assurda propaganda gender che ha cominciato a diffondersi in alcuni contesti scolastici”.
Non è finita qui: per ripianare le buche propone le strade adottive: “Vogliamo coinvolgere risorse private: far ‘adottare’ le strade ad alcuni grandi marchi privati che si faranno carico del rifacimento in cambio di pubblicità , o alle associazioni di commercianti che si occuperanno di rimetterle a posto in cambio di concessioni”.
Ma è sul trasporto pubblico che Meloni preme sull’acceleratore: i ritardi negli scavi per la costruzione delle linee metropolitane saranno un ricordo del passato.
Nel caso in cui, durante i lavori, venissero ritrovati resti archeologici o reperti storici, potranno essere “sacrificati” sull’altare dell’efficienza a meno che non si tratti di opere “assolutamente eccezionali”. Il meccanismo per stabilire quali ritrovamenti varrà  la pena distruggere e quali no manca però dal programma.
Alfio Marchini, sostenuto dalla sua lista civica, da Forza Italia e da Francesco Storace, ha condiviso le idee hi-tech più originali.
A partire dal semaforo intelligente (proposto anche nel programma di Virginia Raggi) “in grado di rilevare l’intensità  del traffico e di regolare di conseguenza la durata dei cicli semaforici variabile in tempo reale”.
Fin qui si resta nel campo della fattibilità ; dal quale si esce, forse, quando l’imprenditore romano promette lo stop agli allagamenti nelle giornate piovose grazie all’uso dei “tombini tecnologici”.
Un sistema avanzatissimo per la raccolta e la canalizzazione dell’acqua piovana.
“La soluzione che abbiamo individuato è un “Sistema Informatico di Monitoraggio Acque Pluviali” (SIMAP), che controllerà  costantemente lo stato di tutti i tombini collegandoli in rete ad una Centrale operativa in grado di localizzare con estrema precisione quello in allarme, consentendo un rapido, puntuale e risolutivo intervento. I dati raccolti saranno trasmessi alla Sala di Controllo, dotata di pannello sinottico che segnalerà  le anomalie e la loro posizione così da predisporre un rapido e risolutivo intervento.”
Da Marchini arriva anche una proposta per riqualificare i tetti dei palazzi della Capitale e dire basta a cavi e antenne televisive che guastano il nostro terrazzo: “Abbiamo pronta una delibera per promuovere la diffusione di orti e giardini verticali sui tetti dei palazzi romani, ad uso dei residenti” per favorire tra l’altro “un maggior assorbimento delle acque piovane a beneficio del sistema stradale e fognario e contribuire alla climatizzazione naturale e biologica degli edifici”.
Oltre agli ormai famosi “tornelli alti due metri per azzerare la possibilità  di scavalcare per accedere ai binari” della metropolitana, Marchini ha pronta “un’ordinanza sindacale” per disincentivare il fenomeno della prostituzione sulle strade e nei quartieri.
Stefano Fassina, fresco di riammissione alla campagna elettorale su decisione del Consiglio di Stato, si propone di “dimezzare in cinque anni il numero di auto in circolazione” adottando un modulo calcistico: il 4-3-3: “4 passanti ferroviari per i collegamenti con l’area metropolitana, 3 linee di Metro, 3 linee di tram”.
Sul fronte della sicurezza l’ex viceministro dell’Economia propone di combattere la criminalità  organizzata con “l’onestà  organizzata, grazie alla partecipazione attiva dei cittadini per aumentare l’efficienza delle amministrazioni e la trasparenza delle aziende pubbliche per trasporti, rifiuti e acqua”.
Last but not the least, non poteva mancare Mario Adinolfi candidato per il Popolo della Famiglia.
Il suo è un programma ispirato al Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Si tratta di 26 punti programmatici tra i quali ci sono la “carità “, il “bene comune”, “la giustizia”, “la libertà “, “la verità “. E soprattutto “la famiglia composta da mamma e papà “.
Alla voce “Y come Y chromosome. Educare sì alla sessualità , ma rispettando l’identità  e l’armonia maschio/femmina”, Adinolfi spiega poi come deve avvenire l’educazione sessuale dei minori: “L’educazione affettiva e sessuale deve abbracciare la totalità  dell’essere umano, non solo gli aspetti fisici, ed essere calibrata allo specifico dell’identità  maschile e femminile, realtà  complementari ma differenti. Si tratta, insomma, di preparare i futuri sposi, uomini e donne del domani, all’amore di comunione e fecondo”.
Va sottolineato che per la realizzazione della gran parte delle proposte non si spiega dove verranno reperite le risorse economiche.
Resta al candidato una vasta gamma di idee bislacche e misure più o meno concrete per un finale di campagna elettorale che promette bene: le premesse ci sono tutte.

(da “Huffingtonpost”)

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VARESE, LA LEGALITA’ SECONDO LEGA E COGNATI D’ITALIA: COPRIRE ABUSIVAMENTE I MANIFESTI DEGLI ALTRI

Maggio 21st, 2016 Riccardo Fucile

“CHI PARLA TANTO DI LEGALITA’ E SICUREZZA E’ IL PRIMO A VIOLARE LE REGOLE E LEGGI”

“La scorsa notte alcuni partiti che sostengono Paolo Orrigoni, e in particolare Fratelli d’Italia e Lega Nord, sono passati in molte zone di Varese a coprire i nostri manifesti elettorali con dei cartelloni abusivi. In più, senza nessun ritegno, queste persone ci hanno pure messo la faccia visto che i manifesti che coprono alcuni dei nostri sono di due consiglieri comunali di Fratelli d’Italia: Clerici e Cosentino”.
Così Davide Galimberti, candidato sindaco di centrosinistra a Varese, che questa mattina ha denunciato l’esteso attacco subito durante la scorsa notte sugli spazi dove vengono affissi i manifesti elettorali.
Sui tabelloni elettorali presenti in città , infatti, ad ogni forza politica viene assegnato un preciso spazio di affissione.
“Ho presentato tre esposti al Prefetto ed al Comune con cui ho denunciato l’accaduto e soprattutto ho chiesto di conoscere i costi che il Comune e quindi tutti i varesini saranno costretti a sostenere a causa di questo atto di inciviltà  e il numero di agenti della polizia Locale impiegati per accertare le violazioni: tutte risorse che si sarebbero potute impiegare meglio per presidiare il territorio. Spero che il Comune, entro i termini di legge e comunque prima delle elezioni, vada a chiedere i soldi delle sanzioni e delle spese comunali che dovrà  sostenere per ripristinare la legalità . Ritengo inaccettabile quanto accaduto e ancor più grave perchè a commettere atti illeciti è stato chi si candida ad amministrare un comune mentre dovrebbe essere il primo garante del rispetto delle regole.”
“È inaccettabile che chi parla tanto di sicurezza sia il primo a violare regole e leggi.”

(da “Varesenews“)

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