Agosto 29th, 2016 Riccardo Fucile
IN ATTESA DI MESSA IN SICUREZZA DAL 2009, ERA UN INTERVENTO “URGENTISSIMO”
Dal 2009 l’ospedale di Amatrice, gravemente danneggiato dal sisma della scorsa settimana, necessitava
di un intervento “urgentissimo e indifferibile”, eppure in otto anni e nonostante uno stanziamento preliminare di oltre 2 milioni di euro, la messa in sicurezza non è mai avvenuta perchè le risorse sono rimaste intrappolate in un groviglio di burocrazia, abusi e indagini della magistratura.
A raccontare la vicenda è oggi la Repubblica.
Su spinta della Protezione Civile, la Regione Lazio nel 2010 finanzia l’adeguamento sismico dell’ospedale con 2,1 milioni di euro.
La Asl di Rieti decide di accorpare l’intervento «urgente» a quello per le misure antincendio, e ne viene fuori un lavoro di ristrutturazione globale da 7,1 milioni.
I soldi ci sono, perchè vengono pescati anche da un fondo nazionale.
La Regione Lazio fa il bando di gara, e se lo aggiudica un’associazione temporanea di imprese guidata dalla capofila Ccc, Consorzio Cooperative Costruzioni, un colosso del settore dell’edilizia.
Ci sono tutte le condizioni per partire, per rendere finalmente quella struttura sanitaria un luogo sicuro. Ma ecco l’intoppo: la Regione Lazio decide di riprendersi i 2,1 milioni necessari.
Un definanziamento che potrebbe diventare oggetto di approfondimento dei pm di Rieti.
L’ospedale di Amatrice diventa infatti oggetto del contendere tra Regione Lazio e il sindaco della città distrutta dal terremoto.
La prima ritiene che la struttura – che ospita appena 15 posti letto, lontano da Rieti – debba essere definitivamente chiusa e riconvertita, il secondo che invece si impunta per accedere ai fondi al punto da minacciare una “secessione dal Lazio”.
E non è finita, perchè a gestire tutta la pratica dei lavori è scelto l’ingegnere Marcello Fiorenza che – scrive Repubblica – “Da un anno è indagato per abuso di ufficio in un’indagine della procura di Rieti condotta dal Nucleo Tributario, con l’accusa di aver favorito tre aziende amiche in alcune commesse pubbliche nel settore della sanità “.
I guai giudiziari di Fiorenza non facilitano il ripristino dei 2,1 milioni di euro, ma in compenso il sindaco non resta a mani vuote.
La messa in sicurezza non si realizza, ma in compenso si inaugura una unità di “Osservazione breve intensiva” del pronto soccorso.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 29th, 2016 Riccardo Fucile
L’INCHIESTA SUI CROLLI: INVECE DELLA MESSA IN SICUREZZA SEMPLICI RITOCCHI, ANCHE PERCHE’ LA CIFRA ERA INSUFFICIENTE
I soldi per la messa in sicurezza del campanile della chiesa di Accumoli destinati a semplici migliorie alla struttura.
È questa l’ipotesi – secondo quanto riporta il Corriere della Sera – su cui lavorano i magistrati della procura di Rieti che indagano anche sul crollo che ha causato la morte di una intera famiglia.
La pratica viene avviata nel 2004 ma dopo alcuni controlli si decide di procedere a semplici «migliorie».
Anche perchè lo stanziamento è minimo, nonostante le verifiche effettuate abbiano reso evidente la necessità di provvedere in maniera strutturale.
Proprio perchè si trattava di lavori collegati al sisma, la gestione viene affidata a commissari (i governatori del Lazio) e subcommissari della Provincia, ossia Luigi Ciaramelletti e Fabio Melilli.
Furono loro i committenti, mentre l’esecuzione fu affidata ai costruttori Cricchi, i più gettonati della zona, autori anche del rifacimento della scuola Romolo Capranica di Amatrice.
Nei prossimi giorni tutti i protagonisti potrebbero essere convocati dai pubblici ministeri. Melilli ne è consapevole e afferma:«C’erano 125 mila euro in tutto per la progettazione e la realizzazione. Per i lavori veri e propri rimasero 75 mila euro».
Lui stesso ammette che quel finanziamento, alla fine fu fatto convergere sulla chiesa e non sul campanile.
Il lavoro dei pubblici ministeri ha adesso tre obiettivi: individuare chi decise di compiere una operazione di semplice facciata senza occuparsi della prevenzione; chi scelse di privilegiare la chiesa senza adeguare anche il campanile; chi effettuò il collaudo finale e stabilì che la ristrutturazione era regolare.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 29th, 2016 Riccardo Fucile
“IL MIGLIORAMENTO SISMICO NON ERA TRA GLI INCARICHI CHE IL COMUNE HA MESSO A GARA”
“Mi stanno massacrando, ma io ho la coscienza a posto: nessuno mi ha chiesto l’adeguamento sismico, il
sindaco sa quali lavori sono stati fatti. E poi ci sono le carte”.
Così, in due interviste a Repubblica e Messaggero, l’imprenditore edile Gianfranco Truffarelli, che nel 2012 ha eseguito i lavori nella scuola Capranica di Amatrice.
Se l’appalto era da 700mila euro complessivi, “per il miglioramento antisismico sono stati spesi circa 160 mila euro” perchè, spiega Truffarelli, “gli appalti erano divisi. Uno riguardava la riqualificazione della struttura: riscaldamento, impianto antincendio, pavimentazione, servizi. L’altro il miglioramento antisismico. Attenzione: miglioramento, non adeguamento”.
La differenza, sottolinea il costruttore, “è abissale. Sono opere completamente diverse”.
“E comunque – prosegue – quei soldi sono stati spesi bene. Basta guardare le foto: le due ali dell’edificio interessate dai lavori di miglioramento sono le uniche ad essere rimaste in piedi. Il miglioramento sismico del corpo centrale non era proprio tra gli incarichi che il Comune ha messo a gara. Non so se non avevano i soldi o con quei soldi hanno fatto altro. Del resto nella scuola le cose da sistemare erano molte”.
“Non ho niente di cui preoccuparmi”, dice Truffarelli.
“I documenti parlano chiaro, abbiamo fatto quel che ci era stato chiesto. Anche gli altri lavori erano importanti: mica si può lasciare una scuola senza compartimentazione antincendio o con il riscaldamento che non funziona”.
(da “Huffingtonpost“)
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