Ottobre 8th, 2016 Riccardo Fucile
ERA LA TERZA VOLTA IN TRE GIORNI CHE CHE QUEI GIOVANI INFAMI TERRORIZZAVANO L’OTTANTENNE… SONO QUESTI I VALORI DA TUTELARE DI CUI PARLANO I NEODIFENSORI DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE?
Era la terza volta, per tre giorni consecutivi, che il branco terrorizzava l’anziano minacciandolo con il
fuoco.
L’uomo, Giuseppe Scarso, pensionato, fruttivendolo ambulante residente in una modesta abitazione di via Servi di Maria, ora è ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania in condizioni gravissime.
L’uomo è conosciuto dai vicini di casa che lo descrivono come una persona semplice, molto mite e con problemi di salute fisici, relazionali e mentali che lo rendevano particolarmente fragile, quasi indifeso.
Forse anche per questo l’uomo aveva subito già due volte l’attacco di un gruppo di ragazzi che lo avrebbero spaventato e poi picchiato e, sabato notte, si sarebbero introdotti ancora una volta nella sua abitazione e gli avrebbero gettato addosso benzina per poi darlo alle fiamme.
I poliziotti della squadra mobile sono sulle tracce di quattro ragazzi, poco più che ventenni, probabilmente residenti nel rione popolare di Grottasanta dove abita l’uomo e in altri quartieri nella zona nord di Siracusa.
Proprio in una delle stazioni di carburante del quartiere Grottasanta risulta dai video di sorveglianza adesso al vaglio degli investigatori, la presenza di un gruppo di giovani intenti ad acquistare una tanica di benzina.
La polizia sta visionando altri video privati nel tentativo di identificare i ragazzi che non sembrano essere tra le conoscenze delle forze dell’ordine.
L’episodio è accaduto sabato scorso ma la notizia è trapelata solo adesso per non intralciare le operazioni della squadra della Mobile al lavoro per individuare i ragazzi i quali, secondo una prima ricostruzione dei fatti da parte, avrebbero agito senza alcun movente quasi per un atroce gioco, senza alcuna ragione apparente bensì mossi da ludica follia.
L’uomo, infatti, non era benestante nè a lui sarebbero legati episodi particolari come emerge dalle indagini che la polizia sta eseguendo nel quartiere di Grottasanta.
La notizia ha sollevato un moto di profonda indignazione tra i cittadini siracusani che hanno commentato nell’agorà virtuale dei social la folle cattiveria dei giovani. Non è la prima volta che in città si registrano episodi di violenza da parte di giovani ma mai prima
d’ora si era registrato un episodio così cruento ai danni di un anziano indifeso.
Il procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, ha intanto aperto un fascicolo: il reato ipotizzato è tentato omicidio. “Un episodio tra criminalità e bullismo di quartiere. Siamo fiduciosi – ha detto il procuratore -. Grazie all’utilizzo dei diversi sistemi tecnologici, contiamo di avere qualche novità nelle prossime ore”.
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 8th, 2016 Riccardo Fucile
SOLO TRUMP AVREBBE POTUTO DISTRUGGERE SE STESSO E CI STA RIUSCENDO
Se non avessimo già visto tutto – se non avessimo visto un milionario arrrichito con speculazioni immobiliari e acrobazie debitorie, con capelli grottescamente acconciati e dipinti per nascondere la calvizie, ossessionato dall’esibizionismo virile, raccontatore di avventure e storielle sessuali da ginnasiale, sprezzante verso le donne giocattolo da vestire obbligatoriamente in minigonna, proprietario di una squadra di football professionistico, i New York Generals, fallita, abilissimo dribblatore di imposte, creato dalla televisione e alla fine consumato dall’ambizione politica che lo avrebbe distrutto — se non avessimo mai visto Slvio Berlusconi oggi potremmo scandalizzarci davanti a Donald J.Trump e al video che una mano sapiente, forse la stessa che ha spedito la dichiarazione dei redditi ai giornali, ha ripescato dal suo passato.
Ma per una volta, forse la prima da quando un certo navigatore genovese era sbarcato nelle Americhe, il rapporto fra Italia e Stati Uniti si è rovesciato.
La teoria secondo la quale tutto ciò che accade oltre oceano arriva da noi si è capovolta e poco più di vent’anni la “discesa in campo” di Silvio, l’America è alle prese con l’American Berlusconi.
Anche oltre gli evidenti parallelismi fisici e anagrafici fra i due uomini, nonostante i venti centimetri di differenza in altezza, è la dinamica culturale e politica che li ha fatti emergere a impressionare.
Anche senza l’eruzione vulcanica di Mani Pulite, il discredito della classe dirigente politica presso l’opinione pubblica amricana è ai livelli di quella italiana nel 1994 e in questo sta il concime del “caudillismo”.
La piccola classe media impiegatizia si sente inesorabilmente risucchiata verso il basso e annaspa alla ricerca di unazattera.
La certezza della corruzione,o della pigra inettitudine della città capitale e del governo centrale, è diffusa e a essa sono attribuite tutte le difficoltà sociali o individuali. L’odio per l’establishment, in tutte le sue manifestazioni, culturali, economiche, finanziarie, politiche, è rabbioso.
In questo panorama di rovine fumanti, minacciate oggi dai barbari invasori come vent’anni or sono in Italia dai “comunisrti”, i Berlusconi e i Trump si alzano come i salvatori, come l’imprenditore, l’uomo d’affari, il nuovo che farà dell’Italia una squadra vincente come il Milan d’allora e dell’America una “winner”.
Anche nella fissazione per il “vincente”i due fenomeni sono assimilabili.
La completa, evidente irrazionalità di questa promessa mai sostanziata in programmi, ma soltanto nell’individuo che la incarna, li rende impermeabili alla realtà .
Non importa quante menzogne,quanti scandali, quante gaffe, quanta improntitudine li assalgano.
Chi crede in loro e nella promessa del “cambiamento”qualsiasi cosa signifchi non si farà dissuadere da storie di prostitute, false nipoti, elusioni fiscali o vanterie di poter “afferrare” impunemente le parti intime di ogni donna.
Anzi, il rischio – lo ricordiamo bene — è l’accusa di moralismo o quella di invidia maschile.
Dei sondaggi è bene non fidarsi, perchè Trump,come Berlusconi,è colui per il quale si vota in privato, negandolo in pubblico.
L’indignazione degli editorialisti e le condanne- unanimi — di tutti i media tradizionali contano ormai poco, meno di uno stormo
Ma il candidato che si vanta di palpare a piacimento ogni donna ha distrutto anche la possibilità di attaccare Hillary per le porcherie del marito Bill.
Nella loro protervia narcisistica, nella loro smisurata egolatria, anche le scuse rischiano di essere controproducenti e insincere, rovinando i personaggi senza salvare le persone.
Solo Trump avrebbe potuto distruggere Trump e ci sta riuscendo.
Anche le sue finte scuse, contenute in un breve, arrogante video diffuso dopo la mezzanotte di NewYork, suonavano ridicolmente offensive, con la pretesa di dire “non sono davvero quello che diceva quelle cose” e comunque Bill Clinton “ha fatto di peggio”.
Scuse da vecchissimi bambini bugiardi sorpresi con le mani nella marmellata.
Ha promesso che non lo farà più, mamma.
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 8th, 2016 Riccardo Fucile
RYAN, PORTAVOCE REPUBBLICANO: “DISGUSTATO”… SPUNTA LA RICHIESTA DI SOSTITUIRLO COL VICE, MIKE PENCE
Donald Trump e le donne. Puntata sedicesima, forse. A seguire, certamente. 
L’ultima rivelazione è a luci rosse, almeno per quanto riguarda i contenuti dei dialoghi, non riproducibili senza l’uso di puntini, stelline, altri segni sostitutivi.
Si vanta di “afferrare una donna dalla f… (sue parti intime)”, in uno dei passaggi più espliciti.
Appare in un video, una delle tante interviste in cui il tycoon immobiliare parlava a briglia sciolta, in epoca ben lontana dalla sua candidatura ovviamente.
Qui siamo nel 2005, la chiacchierata sui suoi exploit sessuali è per il programma “Access Hollywood” condotto da Billy Bush, il video è riemerso oggi sui siti del Washington Post e della Nbc News.
Sembra incredibile che esistano ancora degli “inediti” da scoprire a un mese dal voto, ma il Trump prima maniera era un tale habituè di tv, radio, riviste per soli uomini, che la miniera da esplorare è immensa.
Qui lo si vede che si vanta delle sue conquiste, o in certi casi delle sue avances molto aggressive, orgoglioso del fatto che “quando sei una celebrity le donne non ti dicono di no”. “Ci ho provato, a scoparla”, dice di una. “Mi sono mosso su di lei come una cagna. Ed era sposata. Poi di colpo la vedo, aveva le grosse tette finte e tutto quanto. Era rifatta”.
A un certo punto nel video appare il nome dell’attrice Arianne Zucker. Lui prosegue dicendo: “Sono attratto dalle belle donne e comincio a baciarle subito, è come un magnete. Bacio, senza aspettare. E quando sei una star puoi fare quello che vuoi. Afferrale dalla f…. Puoi fare tutto”.
Dichiarazioni “fuori onda” prese tre mesi dopo il suo matrimonio, il terzo della sua vita, con l’attuale moglie, Melania.
La reazione di Hillary Clinton al video non si fa attendere, arriva via Twitter: “Orripilante. Non possiamo lasciare che quest’uomo diventi presidente”.
Ma lui replica a muso duro. “E’ un dialogo tipico da spogliatoio maschile. E’ una conversazione privata, accaduta molti anni fa. Bill Clinton mi diceva di peggio quando giocavamo a golf insieme, molto peggio. Chiedo scusa se qualcuno si sente offeso”.
Quest’ultima rivelazione segue di poco quella dell’Associated Press che ha pubblicato racconti di venti persone che collaboravano con Trump all’epoca del suo programma televisivo The Apprentice, e riferiscono i suoi commenti sui corpi delle concorrenti, le richieste di abiti più corti per le donne.
Le rivelazioni arrivano a getto continuo e forse non stupiscono più nessuno.
Chi fosse Trump, lo si sapeva. Pochi personaggi hanno avuto una vita più “pubblica” di lui, sempre in vetrina, sempre alla ricerca di pubblicità , con forme di esibizionismo. Se a destra molti elettori di provata fede religiosa hanno deciso di votarlo lo stesso, le nuove rivelazioni probabilmente non cambieranno la loro decisione.
Dove però Trump sembra davvero vulnerabile, è nell’elettorato femminile, soprattutto le donne con livello d’istruzione medio-alto.
La stragrande maggioranza lo detesta e ha deciso di votare per Hillary, secondo quanto indicano molti sondaggi. Lui recupera con uno schiacciante vantaggio tra i maschi bianchi. Un’elezione che sta diventando – anche – una guerra dei sessi?
Intanto, però, in campo repubblicano scattano le reazioni e i vertici si dissociano e condannano le affermazioni del tycoon.
Il portavoce della Camera, Paul Ryan, si è detto “disgustato” dal video di Trump e ha annullato l’invito al tycoon che doveva partecipare ad un evento programmato oggi in Wisconsin.
La risposta del miliardario americano non si è fatta attendere: “Al posto mio ci sarà il candidato vicepresidente Mike Pence”, spiegando che passerà la giornata a New York per prepararsi al dibattito con Hillary Clinton di domani sera.
Preparazione che dovrebbe fare con il leader del partito repubblicano Reince Preibus e il governatore del New Jersey Chris Christie.
In serata volerà già per St. Louis, Missouri, dove si svolgerà il duello tv.
La preparazione di Trump al dibattito con Hillary Clinton potrebbe però “saltare” o quanto meno ridimensionarsi, perchè ancora più duro contro il tycoon è stato proprio il leader del Grand Old Party, Reince Preibus: ”Nessuna donna dovrebbe essere descritta in questi termini o trattata in questa maniera”, definendo le parole di Trump ”oscene”.
E così spunta anche l’ipotesi di un cambio della guardia ai vertici del ticket repubblicano per la Casa Bianca tra Donald Trump e Mike Pence.
”E’ ora che Donald Trump si ritiri dalla corsa e che Mike Pence prenda il suo posto”, afferma l’ex governatore repubblicano dello Utah ed ex candidato presidenziale nel 2012 John Huntsman.
Una posizione che secondo alcuni media Usa sarebbe condivisa da molti nel partito repubblicano, che vedono in Pence un anti-Trump: un candidato che ha tutto quello che il tycoon non ha.
Contro il miliardario americano si è schierato il leader della maggioranza repubblicana al Senato americano, Mitch McConnell, che ha definito ”ripugnanti e inaccettabili in ogni circostanza” i commenti di Donald Trump nel video shock pubblicato dal Washington Post.
”Come padre di tre figlie – aggiunge – chiedo che Trump si scusi ufficialmente con tutte le donne e si assuma tutte le responsabilità per la mancanza di ripetto mostrata per il mondo femminile”. Secondo il senatore Ted Cruz, acerrimo rivale di Trump nel corso delle primarie (anche se giorni fa ha dato il suo endorsement al tycoon) ”i commenti del video sono inquietanti e inappropriati, e non c’è alcuna scusa che tenga. Ogni madre, figlia e moglie merita di essere trattata con dignità e rispetto”.
Il governatore repubblicano dello Utah, Gary Herbert, ha ritirato il suo appoggio al tycoon e ha annunciato che non lo voterà . “Le parole di Trump oltre che offensive sono disprezzabili – ha detto Herbert – e anche se non posso votare per Hillary Clinton, di certo non lo farò per lui”.
Anche il deputato repubblicano Jason Chaffetz ha fatto sapere che ritirerà il suo appoggio al miliardario newyorkese.
Trump, in evidente difficoltà , cerca un’ultima difesa: si scusa, promette di diventare un uomo migliore, accusa Bill Clinton di aver maltrattato le donne e poi aggiunge: “Quel video è uscito in questo momento per distrarre tutti dai veri problemi politici del paese”.
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 7th, 2016 Riccardo Fucile
SILENZIO DI RENZI E MALUMORI NEL PD… “MI HANNO CHIAMATO D’ALEMA E VELTRONI”
Dopo la conferenza stampa, Ignazio Marino si ritira in un salottino con pezzi della sua ex Giunta più vari fan, un paio arrivati anche dall’America.
Sprizza gioia da tutti i pori dopo l’assoluzione “perchè il fatto”, cioè l’accusa di aver speso i soldi del Comune per cene personali, “non sussiste”, ma si illumina davvero quando confida con voce soddisfatta: “Chi mi ha chiamato del Pd? Due leader nazionali, uno si chiama Walter e l’altro si chiama Massimo”.
Si tratta, neanche a dirlo, di Veltroni e D’Alema. Con quest’ultimo un asse in chiave anti Renzi, oggi, sta nelle cose soprattutto in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre.
In fondo l’ex sindaco di Roma fa parte dell’associazione Italiani europei di cui l’ex premier è presidente.
“Beh, D’Alema per ora cerca di arruolare gli anti renziani”, commenta ridacchiando Alessandra Cattoi, tra le persone più vicine a Marino e che non poteva perdersi questa giornata di rivincita.
Nessun contatto invece tra l’ex sindaco e Renzi. Tra loro è gelo ormai da un anno. Al fianco di Marino ci sono invece diversi componenti della vecchia Giunta, come Luigi Nieri e Francesca Danese.
Nella sala c’è inoltre l’ex capo di gabinetto Roberto Tricarico. Insomma c’è quel pezzo di Giunta che ha tentato in tutti i modi non lasciare il Campidoglio nei giorni delle accuse feroci e oggi è ricomparso circondando il ‘marziano’.
Il loro nemico, oltre il premier, è il commissario dei dem di Roma: “Matteo Orfini può dire ciò che vuole. Il Pd ha cacciato il sindaco per la vicenda degli scontrini, per questo lo hanno mandato via. L’amarezza rimane pensando che stavamo lavorando bene”.
In mattinata Orfini aveva scritto invece che le dimissioni sono state il risultato della sua “incapacità ad amministrare”. Marino, che questa mattina ha pianto di gioia alla lettura della sentenza, in conferenza stampa rivendica i risultati: “Abbiamo aperto 21 stazioni della metropolitana e chiuso la discarica di Malagrotta”.
Poi l’ex sindaco si toglie qualche macigno dalla scarpa: “Non me la sento di commentare le parole dell’illuminato Orfini, che appartengono ai libri di Collodi e ai loro personaggi”.
E inoltre: “Ho subito pressioni politiche e mediatiche aggressive e gravissime. Un anno fa in questa città la democrazia è stata lesa, la verità è stata negata e centinaia di migliaia di romani e romane sono stati violentati nella loro scelta democratica che avevano fatto, violentati da un piccolo gruppo di classe dirigente che si è rifugiato nello studio di un notaio invece che presentarsi in aula e con il loro volto spiegare perchè avevano o non avevano fiducia nel loro sindaco come avviene in tutte le democrazie del mondo, o almeno nei paesi che la democrazia ce l’hanno”.
Oggi l’ex sindaco è stato assolto dalla triplice accusa di peculato, falso e truffa.
“Mi aspetto delle scuse dal Pd? Le scuse di qualcuno che ha fatto un’offesa richiedono una capacità di analisi, una dote di umiltà e una di onestà intellettuale. Sono sicuro che sulla base di queste tre doti ognuno deciderà se scusarsi o no”.
Ed è così che nel Pd si riaccendono le braci.
Il Circolo di Donna Olimpia scrive una nota in cui ricorda “l’assoluta irrazionalità della gestione tenuta dal Pd romano nella passata stagione politica”.
Marco Miccoli chiede di affrontare di nuovo l’argomento: “Spero che ora si trovi il luogo ed il tempo per ridiscutere su ciò che è avvenuto. La rabbia è tanta”.
Sul fronte nazionale anche il leader della minoranza dem Roberto Speranza fa sentire la sua vicinanza: “Un caro abbraccio a Ignazio Marino. Mai avuto dubbi sul fatto che fosse una persona per bene”.
Antonio Bassolino si spinge a dire: “Il Pd chieda scusa”. Ecco Gianni Cuperlo: “Provo un sentimento umano nei confronti della persona che si è tolta un bel peso. E’ una bella notizia. Le altre riflessioni seguiranno”.
Tuttavia nel Pd la riflessione sembra essere già iniziata da un po’, più o meno dal giorno della sconfitta elettorale. Marino per ora si gode lo spettacolo: “Mi hanno chiamato da tutto il mondo, a seconda dei fusi orari. Non porto rancore, ma qualcuno dovrebbe guardarsi allo specchio e vedere se davvero ha l’ossatura da statista”.
Detto questo, l’ex sindaco lascia il salottino dove si è intrattenuto per un po’ e conclude la giornata della rivincita nella piazza del suo quartiere con un atteso bagno di folla.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 7th, 2016 Riccardo Fucile
UN INVITO FORIERO DI ALTRI RICORSI GIUDIZIARI CHE INGUAIANO IL M5S
Per modificare Non Statuto e Regolamento, quello che determina anche le nuove norme disciplinari del M5s, Beppe Grillo deve convocare un’assemblea degli iscritti. Pena la nullità delle modifiche messe in votazione in rete sul blog di Beppe Grillo.
E’ quanto scrive un gruppo di espulsi e sospesi dal M5s in una lettera inviata a Beppe Grillo.
Lo stesso gruppo inizierà questo weekend a raccogliere le firme per la convocazione dell’assemblea nazionale degli iscritti.
“Caro Beppe, pur apprezzando l’iniziativa di ‘mettere mano’ all’organizzazione interna, ti chiedo di convocare, nel rispetto della legge, un’assemblea nazionale degli iscritti al nostro movimento politico, per discutere e deliberare in via assolutamente preliminare, l’adozione del metodo di votazione on-line, rendendolo sicuro, trasparente (anche attraverso l’istituzione del registro degli iscritti) e conforme ai principi assembleari” si legge in un fax simile della lettera che un gruppo di attivisti si appresta a spedire al leader del Movimento.
Per farlo, continuano gli iscritti, sarà anche necessario individuare “un ente terzo – diverso dal gestore – che ne certifichi la validità “.
Per gli stessi “solo dopo che gli iscritti avranno discusso e deliberato l’adozione del metodo di votazione on-line, potremo iniziare il percorso di votazione on-line su ogni singolo punto di modifica dello statuto e del regolamento. In caso contrario – avvertono – il metodo assembleare, l’unico previsto dall’ordinamento italiano, verrebbe irrimediabilmente compromesso, invalidando la meritoria iniziativa”.
Tra i promotori dell’iniziativa ci sarebbe anche il gruppo di iscritti al M5s nei cui confronti il Tribunale di Napoli ha sospeso la procedura di espulsione dal M5s.
A loro giudizio nessuna modifica dello Statuto e quindi del Regolamento del M5s è possibile senza una preventiva delibera assembleare che, come previsto dal codice civile, sarebbe l’unica strada per autorizzare un voto on-line per ogni modifica regolamentare.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 7th, 2016 Riccardo Fucile
LA NON COLPEVOLEZZA PENALE E L’ABUSO DI ABITUDINI TROPPO DISINVOLTE NEL MANEGGIO DI SOLDI PUBBLICI
La sentenza sulle cosiddette “spese pazze” di alcuni consiglieri regionali piemontesi della scorsa
legislatura distingue, come è giusto, le individuali responsabilità tra dolo, cioè tra coloro che sapevano di approfittare dei rimborsi pubblici per spese private e chi, per errore o per una interpretazione, discutibile ma non del tutto arbitraria, di regolamenti e procedure confuse, si è fatto rimborsare acquisti che dovevano essere pagati non con denaro della collettività .
Un verdetto, del resto simile a molti altri che hanno riguardato consiglieri di diverse Regioni accusati degli stessi reati, e che sconta sempre il solito peccato che si può rimproverare alla giustizia italiana, quello di essere arrivata troppo tardi.
Quando, per esempio, l’ex presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha avuto la carriera politica stroncata da una vicenda, quella delle cosiddette “mutande verdi”, per la quale gli è stata riconosciuta, solo ora, la non colpevolezza penale, anche se dal punto di vista del costume morale resta l’abuso di abitudini troppo disinvolte nel maneggio di soldi pubblici.
L’inchiesta ha avuto comunque il merito di mettere fine a una pratica di rimborsi ai consiglieri regionali che non aveva sostanzialmente controlli e che permetteva, con ipocrite giustificazioni, di aumentare la somma delle loro retribuzioni, già da tutti considerate scandalose.
La sentenza dimostra che gli imputati in buona fede hanno avuto ragione a fidarsi di una magistratura che non cede a quel giustizialismo moralistico che non distingue le responsabilità personali penali da facili e strumentali accuse generiche.
Il verdetto ricorda, infine, a tutti quali siano i limiti e i confini tra la giustizia e la politica e quali danni si possano fare quando questi confini vengono confusi.
Luigi La Spina
(da “La Stampa”)
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Ottobre 7th, 2016 Riccardo Fucile
INVECE CHE PARLARE DEL REFERENDUM ATTACCA IL PADRE DELLA MINISTRA CHE LO GELA: “A DIFFERENZA DEI RISPARMIATORI TRUFFATI DALLA VOSTRA BANCA LEGHISTA, NOI I SOLDI LI STIAMO RESTITUENDO”… E NEL MERITO DELLA RIFORMA NON C’E PARTITA
A La7, nella trasmissione della Gruber, durante il confronto tra il ministro Boschi e il leader leghista Salvini sul tema referendario, si è assistito al massacro di un incompetente.
La Boschi ha iniziato spiegando a grandi linee i contenuti della riforma, poi la parola è passata a Salvini che, invece che entrare nel merito, ha pensato bene di accusare il padre della ministra per il fallimento di Banca Etruria dando dati a casaccio.
La Boschi si è prima congratulata con Salvini per essere entrato nel merito della riforma, poi ha replicato che tutti i risparmiatori che avranno diritto saranno ristorati come da provvedimento del governo, a differenza dei risparmiatori leghisti che sono stati truffati dalla Banca leghista Credieuronord.
Salvini impallidisce e batte in ritirata: “Parliamo del referendum”, colpito e affondato.
Cerca di recuperare criticando il mantenimento del Senato di raccomandati ma la Boschi è documentata e gli ricorda la riforma proposta da Calderoli che diceva le stesse cose, con la differenza che Calderoli prevedeva il mantenimento degli stipendi mentre la riforma Boschi no.
Salvini balbetta, ride nervosamente e bonfonchia: “vedo che è documentata”.
Salvini non ne azzecca una, critica l’Europa e fornisce l’assist alla Boschi: “dell’Europa le piace solo lo stipendio di 20.000 euro al mese che percepisce come parlamentare europeo?”.
Salvini replica “io sono stato eletto, lei no” e la Boschi lo annienta: “Io sono stata eletta in Parlamento come lei, con il Porcellum che non ha votato il mio partito, ma il suo: se non le piaceva perchè l’ha votato?”.
Ormai in piena disfatta Salvini va completamente in tilt e della riforma costituzionale non parla più: parla di tutto, dalle moschee ai profughi, dagli artigiani agli studi di settore, dalle vacche da latte alla scuola.
La Boschi è un carro armato con i cingoli, altro che ruspa. Ha indubbiamente un gran controllo ed è preparata, alterna esposizione lineare e affondi.
Al di là delle posizioni sul referendum, non c’è partita: il ministro vince per manifesta superiorità , un ko tecnico senza appello.
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Ottobre 7th, 2016 Riccardo Fucile
E LA BECERODESTRA COME AL SOLITO NON AVEVA CAPITO UN CAZZO MIRANDO AL FACILE BERSAGLIO E NON A QUELLO GROSSO… E ORA SI RITROVANO LA RAGGI
Come i lettori più attenti ricorderanno ( per quelli disattenti è a disposizione il nostro archivio on line)
siamo stati tra i pochi a destra a denunciare il linciaggio mediatico cui è stato sottoposto Ignazio Marino per fini che nulla avevano a che vedere con la correttezza politica e con i fatti contestati.
Un linciaggio orchestrato dal suo stesso partito (che oggi ipocritamente si dichiara felice della sua assoluzione per bocca del turco fariseo) per eliminare dalla scena politica sia un avversario della segreteria Renzi sia un sindaco che aveva emarginato certi “poteri forti e trasversali” della Capitale (vedi ambulanti abusivi), gli stessi che ora sono rientrati in campo con la Raggi.
La sentenza dimostra che molti presunti testimoni hanno dichiarato il falso o cose inesatte, orchestrati evidentemente da qualcuno.
Ma più si andava avanti nel massacro mediatico e più risultava evidente la patacca.
Marino ci ha sicuramente messo del suo con la sua supponenza caratteriale, ma non è questo il problema.
Ci preme ricordare che a destra, invece che comprendere e denunciare la strategia del “bersaglio forte”, ovvero i mandanti renziani dell’operazione, si è stupidamente e vigliaccamente pensato solo a colpire il boccino sbagliato, pensando di trarne chissà quale vantaggio.
Col risultato che, fatto fuori Marino, la becerodestra non è arrivata neanche al ballottaggio e la becerosinistra ha perso miseramente il Campidoglio con il renziano Giacchetti.
Chi ne ha tratto vantaggio è stata solo la praticante dello studio Sammarco che da tre mesi deve ancora spiegare come abbia avuto la consulenza dalla Asl di Civitavecchia senza essere iscritta nell’apposito vincolante albo legale della struttura sanitaria.
In compenso Tredicine e compagni di merende sono tornati a vendere porchetta nel centro storico (con foto con Di Maio gaudente) , le lobby economiche di Los Angeles festeggiano la marchetta grillina, una indagata è assessore ai rifiuti e la sedicente destra porta in esclusiva i neonati a Canale 5.
E vissero tutti felici e contenti, il cervello e l’onesta sono ormai un optional.
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Ottobre 7th, 2016 Riccardo Fucile
“ACCUSE INFAMANTI, RISTABILITA LA VERITA'”
«Sono felice, me lo aspettavo perchè sapevo di essere innocente. È stata finalmente ristabilita la verità . Ringrazio la giustizia perchè mi ha tutelato nonostante le accuse infamanti della stampa e della politica».
È entusiasta l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, assolto sia per la vicenda delle cene pagate con la carta di credito del Comune, sia per le presunte false assunzioni della sua onlus.
Il gup Fabio Mostarda ha ritenuto Marino non responsabile di peculato perchè «il fatto non sussiste» a proposito dei 56 pranzi e cene.
E lo ha anche assolto dall’accusa di truffa perchè «il fatto non costituisce reato» a proposito delle consulenze per la onlus Imagine di cui era il fondatore.
Dopo l’apertura dell’inchiesta, Marino si era dimesso da sindaco della Capitale.
La procura aveva chiesto per una condanna totale a 3 anni e 4 mesi di carcere. «Innanzi tutto desidero ringraziare i miei avvocati, Enzo Musco, Franco Moretti e Martuscelli, i quali con passione e vera dedizione e con alta professionalità si sono battuti perchè la verità fosse affermata», afferma Marino.
È evidente il desiderio di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, soprattutto a livello politico. «E’ chiaro che questa decisione sarà oggetto di valutazione in sede politica e che sarà criticata o lodata espressamente a seconda dei punti di vista da cui ci si mette. Per me questa decisione ha soltanto il valore del ripristino della verità e della conseguente mia interiore tranquillità ».
Infine l’ex sindaco Marino conclude: «Quanto al mio futuro politico, di cui molti mi chiedono, devo dire che non è questo il momento per prendere decisioni ma è invece un momento di riflessione su quello che è stato e su quello che verrà ».
(da agenzie)
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