Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
SIRIA TREZZI PRESENTA DENUNCIA: “E’ ORA DI DIRE BASTA A QUESTA DERIVA VIOLENTA”
Vittima dei soliti razzisti, gli ‘odiatori seriali da tastiera’ che, sui social network, offendono e
minacciano convinti forse di una sorte di impunità del mondo virtuale della Rete.
Le è accaduto altre volte, ma questa volta Siria Trezzi, sindaca di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, ha deciso di dire basta.
Pubblicando la schermata del suo cellulare con un commento scritto sulla sua pagina Facebook in cui l’autore, oltre a offenderla, si augura venga violentata dai migranti ai quali il Comune ha deciso di dare accoglienza.
“E’ già successo altre volte in precedenza, ma questa volta non voglio più fare finta di nulla – scrive la sindaca, eletta nel 2013 con il Pd -. Ho deciso dunque di pubblicare dalla mia pagina il commento (ora rimosso) di questa persona che, commentando un post dedicato all’accoglienza a Cinisello Balsamo, si augura che io venga violentata. Si può essere in disaccordo con le scelte politiche e amministrative, avere visioni diverse della società , ma sono convinta che ci siano dei limiti che non debbano essere oltrepassati ed ho deciso di procedere anche in sede legale”.
Cinisello ha appena aderito al protocollo firmato in prefettura a Milano, con moltissimi sindaci della Città metropolitana, per una distribuzione sul territorio dei migranti.
Trezzi pubblica con nome e cognome il commento di un uomo che scrive: “Ringraziamo quella grandissima p… della sindaca Trezzi. Che venga violentata dai negri, così vediamo se li vuole ancora”.
La sindaca, che ieri ha partecipato alla marcia per l’integrazione a Milano, spiega: “Credo sia giusto e doveroso denunciare chi usa termini di tale violenza contro le donne, oppure razzisti, sessisti, omofobi: è ora di porre un argine alla deriva a cui a volte si assiste da parte di certi individui, dai social network fino alle azioni reali”.
Tantissimi i commenti di solidarietà alla sindaca.
(da agenzie)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
SI APRE UNA NUOVA TRATTATIVA, PD DISPONIBILE A MODIFICHE
Silvio Berlusconi propone a Matteo Renzi un patto sulla legge elettorale che implementi il sistema tedesco (proporzionale con sbarramento) e permetta al paese di andare al voto in autunno.
L’ex premier definisce il sistema misto maggioritario-proporzionale proposto dal Pd — il cosiddetto Rosatellum — “non un sistema misto” ma “un sistema confuso e pericoloso. Se venisse adottato — spiega Berlusconi — dalle elezioni potrebbero uscire una maggioranza casuale, che sarebbe comunque espressione di una minoranza dei cittadini, o anche due maggioranze diverse fra Camera e Senato. Mi sembra un tentativo di forzatura da parte del PD, del tutto sorprendente anche rispetto alle indicazioni del Capo dello Stato per una legge elettorale condivisa”.
“Il problema non è Forza Italia — sottolinea — questa proposta, che non ha la maggioranza in Senato, così com’è spacca il Paese su un tema che invece dovrebbe unire, come le regole elettorali. Forza Italia ragiona come sempre nell’interesse complessivo, che in queste materie non può essere ricondotto a piccoli calcoli di convenienza immediata. Io spero e credo che si potrà tornare a ragionare con il Pd, anche perchè i numeri parlamentari lo rendono necessario. Quello che è certo, è che questa proposta non è una buona base di partenza”.
Secondo il Cavaliere, “il sistema tedesco, quello vero, che noi chiedevamo, è uno dei due grandi sistemi possibili, accanto al semipresidenzialismo alla francese. L’ unico che funziona davvero in Europa nei paesi in cui non è prevista l’elezione diretta del Presidente”.
Sulle intercettazioni “ben venga il ravvedimento del Pd, anche se interessato” e aggiunge: “Non ho esitazioni a definire riprovevole la campagna scandalistica della quale sono vittime Renzi e la Boschi. Sono avversari, ma noi vogliamo sconfiggerli sul piano delle idee, dei programmi della capacità di governo, non usando questi metodi che ci ripugnano.
(da agenzie)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
DOPO LA MARCIA PER IL REDDITO DI CITTADINANZA: “LE FORZE POLITICHE CERCANO IL CONSENSO”
“Non mi meraviglia, la ricerca del consenso appartiene da sempre alla logica delle forze politiche”. Lo
afferma al Corriere della Sera, il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, sulla partecipazione di Beppe Grillo ieri, alla marcai sul reddito di cittadinanza ad Assisi.
“La Chiesa, per parte sua – avverte mons. Sorrentino -, deve stare bene attenta a non farsi strumentalizzare da nessuno. Non sarei felice se un discorso evangelico venisse stravolto in un discorso di bassa politica. Semmai riguarda la politica nel senso più alto”.
“Il santuario – spiega – evoca anzitutto la “spogliazione” di Cristo, è un’icona che risale al cuore del cristianesimo e ci impegna a metterci tutti nello stesso dinamismo, a spogliarci di ogni egoismo e cattiveria e sentire la bellezza dell’ accoglienza, della condivisione. Non è una conversione intimistica ma ci obbliga a scelte concrete che hanno rilevanza nella società e nella Chiesa: l’attenzione ai poveri, agli ultimi”.
Alla domanda se il tema del reddito di cittadinanza può rientrare, il vescovo replica: “Non so cosa ci sia dietro questa formula politica. Da un punto di vista evangelico direi che la parola “cittadinanza” è insufficiente e parlerei piuttosto di un reddito minimo di dignità della persona umana, della necessità di garantire il necessario ad ogni donna o uomo, che sia cittadino o no”.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
DURANTE UN DIBATTITO TRE GIOVANI ALLONTANATE DI PESO, BASTAVA FARLE PARLARE
Contestazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti, in visita al Salone del libro di Torino. Tre studenti sono riusciti a entrare nella sala Rossa dove era in corso un dibattito con il direttore de La Stampa Maurizio Molinari e hanno cercato di srotolare uno striscione dove veniva attaccato l’ultimo decreto sicurezza voluto dal governo Gentiloni e le politiche sull’immigrazione del partito Democratico.
I giovani, due ragazze e un ragazzo, si sono alzati e hanno cercato di prendere parola prima di essere stoppati dai funzionari della Digos.
In un primo momento sembrava il ministro volesse permettergli di parlare come avrebbe voluto il buonsenso, ma poi le forze dell’ordine hanno ricevuto l’ordine di trascinarle fuori dalla sala.
Il presidente del Salone del Libro Massimo Bray ha avuto un breve scambio di battute con i contestatori prima che questi fossero portati in questura per essere identificati.
(da “La Stampa”)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
EMERGE LA VERITA’: HA VOTATO SOLO IL 52,7% DEGLI ISCRITTI E SALVINI QUINDI HA OTTENUTO SOLO IL 43,5% DEI MILITANTI
Umberto Bossi si aggira nell’hangar di Parma Fiere con l’aria cupa. Non coltiva propositi di scissione,
«per ora», ma della linea politica del suo successore pensa il peggio possibile: «Sta svendendo il Nord per racimolare un pugno di voti nel meridione».
Intorno al fondatore si consuma il dramma di giornata: quando ripete queste parole dal palco i sostenitori di Salvini lo contestano apertamente. E lui se ne va.
Sul passaggio relativo alla scarsa affluenza alle primarie, alcuni militanti hanno gridato ‘fuori, fuori”. “Si, si. Ora taglio corto e me ne vado”, ha detto Bossi che comunque ha ricevuto anche applausi durante il suo discorso, soprattutto nel momento in cui ha inneggiato alla Padania libera.
“Io – ha continuato Bossi – ho fondato la Lega Nord contro il centralismo dello Stato italiano. Io sono rimasto lì e li resterò. Vado dove c’è da fare una bella battaglia. Se la lega è diversa, una Lega Sud, mi interessa”. Tuttavia, confida il senatur, “spero ancora. Spero di unire lo spirito lombardo e veneto che non si piegherà facilmente”.
“Ci preoccupiamo troppo del sud, di Roma” ha proseguito Bossi, che ha evidenziato però che “al sud non frega niente di immigrazione, perchè la gente sbarca al sud ma arriva al nord”. “Allora, se uno si propone di prendere voti al sud, la domanda è: ‘cosa mi dai in cambio?’ Il programma” è la risposta secondo Bossi. E di cosa ha bisogno il sud? “ha bisogno di sviluppo e industria”. Ma “il nord non può più dare nessuno aiuto. Lo scorso anno sono fallite centomila aziende. Il nord non ha neppure i soldi per badare a se stesso. Come può aiutare il sud?” ha domandato il fondatore del Carroccio.
“Tre regioni pagano le pensioni metà degli italiani. Sono ‘Santa Lombardia’, ‘Emilia’ e ‘Romagna, e aggiungerei anche il Veneto. Non si può dire ‘aiuto il sud’, ‘datemi il voto che vi aiuto’ e poi dire agli abitanti del nord che c’è la Fornero. Dobbiamo chiarirci”, ha concluso Bossi.
Calderoli si dice “dispiaciuto” per la partecipazione alle primarie. “Il 52,7 per cento, per quanto mi riguarda, è una bella delusione”. Per altro, “quelli che sono presenti sono sempre gli stessi e gli assenti sempre gli stessi” fa notare Calderoli. “Abbiamo alcuni militanti di cartone, vogliamo rendercene conto? Preferisco avere cinquemila militanti in meno, ma sapere su chi si può contare”.
(da agenzie)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
SIAMO STATI GLI UNICI A DIRE CHE IL DATO DI 15.000 VOTANTI SU 15.000 AVENTI DIRITTO ERA UN DATO TAROCCATO, POCHE ORE FA A PARMA LA CONFERMA DA CALDEROLI: “DOBBIAMO AMMETTERE CHE IL DATO DEL 52,7% E’ UNA GROSSA DELUSIONE: ABBIAMO DEI MILITANTI DI CARTONE, VOTANO SOLO SEMPRE GLI STESSI”
Lo avevamo scritto la sera stessa delle sedicenti primarie della Lega, quando i dati ufficiali di fonte padana parlavano di 15.000 votanti su 15.000 iscritti “militanti”.
Ecco cosa avevamo detto:
Ma sono i risultati ufficiali che destano molte perplessità e dettagliamo il perchè.
Non sono illazioni, sono numeri certi , forniti dalla Lega stessa, peccato che siano contraddittori. Premesso che negli ultimi due anni c’è stata una emorragia di ben 3.000 militanti (ovvero iscritti con più di un anno di anzianità ) ufficialmente oggi, per quelle chiamate impropriamente primarie, votavano solo solo i “Soci ordinari militanti” (Som) con almeno un anno di anzianità al 31 dicembre scorso che contribuiscono concretamente alle attività politiche del movimento, a differenza dei “Soci ordinari sostenitori” (Sos).
Quanti sono? Secondo i dati ufficiali comunicati prima da Salvini erano 15.000
E indovinate quali sono stati i risultati: votanti 15.000 tondi tondi , Salvini voti 12405 (82,7%), Fava voti 2 595 (17,3%). Bianche o nulle ? Nessuna.
E già qua ci sarebbe da ridere.
Ma poi ci sono dati parziali che sono anche peggio: in tutta la Liguria sapete quanti sono stati i votanti? La miseria di 266 votanti (250 per Salvini).
E a Milano città ? Qua “sui circa 300 aventi diritto ha votato il 75%, e Salvini si è fermato poco sotto il 70% dei consensi, lasciando un buon 30% allo sfidante”.
Ma se a Milano ha votato il 75% degli aventi diritto, come possono a livello nazionale aver votato 15.000 su 15.000 aventi diritto?
Inutile dire che nessun media durante la settimana ha pensato di approfondire la vicenda, tutti intenti a ricordare la “maggioranza bulgara” dell’ 82,7% che avrebbe incoronato Salvini segretario, quando sarebbe bastato fare una semplice ricerca.
Oggi esce fuori la verità da una fonte insospettabile, il leghista Calderoli che intervenendo al congresso federale di Parma, poche ore fa ha detto:
“Sono dispiaciuto per la scarsa partecipazione alle primarie. Il 52,7 per cento, per quanto mi riguarda, è una bella delusione: quelli che sono presenti sono sempre gli stessi e gli assenti sempre gli stessi”.
E ancora: “Abbiamo militanti di cartone, vogliamo rendercene conto? Preferisco avere cinquemila militanti in meno, ma sapere su chi si può contare”.
Quindi su 15.000 aventi diritto al voto hanno votato appena 7.905 iscritti.
Dando per veritiero il dato che l’82,7% ha votato per Salvini, il segretario avrebbe raccolto quindi 6.537 voti su 15.000 militanti, pari al 43,5% dei militanti.
Segno evidente che la zecca padana non ha neanche la maggioranza tra i suoi iscritti, molti dei quali di fatto hanno abbandonato la Lega, in disaccordo con la sua linea sovranista.
Ultimo dettaglio: come ha fatto Salvini a prendere 12.405 voti (secondo la nota fatta uscire dopo poche ore dal voto di domenica scorsa) se in realtà i voti che preso sono stati 6.537, come detto da Calderoli?
Chi ha dichiarato il falso in atto pubblico?
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Maggio 20th, 2017 Riccardo Fucile
BASTASSE UNA SIGLA PER RIFARSI UNA VERGINITA’…SE VUOLE DIVENTARE IL DIFENSORE DEI DIRITTI CIVILI, BERLUSCONI COMINCI COL ROMPERE L’ALLEANZA CON I RAZZISTI
In principio era Dudù, il cane di casa; l’ultima uscita sul tema, invece, è stata sull’agnellino, per la
‘campagna’ di Pasqua. E ora gli animali diventano da passione privata affare politico.
“Un sondaggio su un campione di 2mila persone indica che se alle prossime elezioni si presentasse un movimento per la difesa dei diritti degli animali e dell’ambiente avrebbe il 20%”.
Silvio Berlusconi partecipa a Milano alla presentazione del nuovo partito in vista delle elezioni di cui è socio fondatore insieme alla paladina degli animali Michela Brambilla, già al governo con l’ex Cavaliere, ministro del Turismo e sottosegretario.
“Mi impegno come Forza Italia – dice l’ex premier – ad appoggiare tutte le vostre proposte di legge che arriveranno in parlamento”.
In sala, ad applaudire al nuovo soggetto politico, anche la fidanzata Francesca Pascale. Silvio Berlusconi sa che “i sondaggi sono una cosa e la realtà un’altra”, ma “è stata risposta fantastica – sottolinea – molti di questi voti arrivano da quegli italiani che sono disgustati da questa politica, rassegnati e convinti che il voto non valga nulla e che hanno deciso di non andare a votare. Metà di quel 20% viene da lì.
Secondo questi dati – aggiunge analizzato la voglia di politiche ‘animaliste’ individuate attraverso il campione – avreste 160 parlamentari e 63 senatori. Probabilmente non saranno così tanti, ma potreste inviare in parlamento un nucleo compatto per combattere da dentro le vostre battaglie di civiltà . Io sarò sempre con voi, Forza Italia appoggerà sempre le vostre proposte di legge”.
“Al mattino passeggio nel parco di Arcore circondato dagli animali – racconta alla platea (il partito dovrebbe presentare proprie liste alle prossime elezioni) – ho pecore e agnelli, sono straordinari, mi seguono quando passeggio in giardino, poi insieme ci sono anche i cani che danno i baci alle caprette. Adesso al mattino vado nel parco di Arcore con un seguito di 13 animali”.
E poi la sera invita ad Arcore gli affogatori dei profughi.
L’operazione di Berlusconi è quella di raccogliere qualche decimale in più per risalire a quel 15% che oggi può certificare la leadership del Centrodestra, nulla di più.
Conoscendo quell’ambiente da decenni, posso assicurare Silvio che gli animalisti non sono coglioni e sanno distinguere chi agisce in buona fede da chi ha secondi fini.
Sono persone che fanno volontariato, che dedicano tempo, passione e denaro ad alleviare le sofferenze altrui, a soccorrere, a salvare, a cercare adozioni.
Nulla a che vedere con gli affogatori di esseri umani che Silvio è abituato a ricevere ad Arcore per i suoi summit del sedicente centrodestra.
Se pensa di carpire il voto di persone che si dedicano agli altri per favorire indirettamente il peggiore becerume in circolazione, si sbaglia di grosso.
Dimostri di essere in buona fede se vuole quei voti, dichiari chiusa l’alleanza con i razzisti e intraprenda un nuovo percorso.
Solo così sarebbe credibile, altrimenti si limiti a lanciare la pallina a Dudù sperando che gliela porti indietro.
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Maggio 20th, 2017 Riccardo Fucile
OMESSE ABITAZIONI, CONTI CORRENTI, ASSICURAZIONI… QUALCUNO CI SPIEGA CON QUALE CREDIBILITA’ SI POSSONO ASSEGNARE AIUTI O REDDITI DI CITTADINANZA A CHI NE HA VERAMENTE BISOGNO?
Presentavano i modelli Isee falsificati, per avere sconti o, addirittura, esenzioni sui servizi comunali di asilo nido.
È quanto emerso da un controllo, effettuato dal Comune di Savona, sulle dichiarazioni Isee (indicatore della situazione economica) del 2014.
Il 70% dei modelli selezionati a campione, sono risultati irregolari e il Comune è intenzionato a passare sotto la lente d’ingrandimento oltre un terzo dei 1.200 modelli Isee, relativi al 2017.
Controlli a tappeto, insomma, per accertare la veridicità delle dichiarazioni e per evitare l’erogazione di sconti o di esenzioni a famiglie che, invece, non ne hanno bisogno. Sono stati infatti omessi, in particolare, immobili, conti correnti e polizze assicurative.
Tutti elementi che avrebbero contribuito a inserire la dichiarazione in una fascia di reddito più alta, perdendo, così, le agevolazioni sulle tariffe mensili degli asili nido comunali.
Spetterà , ora, alla Guardia di Finanza approfondire gli accertamenti, attraverso l’incrocio di una serie di dati».
Tutto questo avviene in una città del Nord, non in quel Sud accusato spesso a sproposito di essere a patria dei “certificati fasulli”.
Quando ascoltiamo il governo parlare di “aiuti alla povertà ” o il M5S parlare di reddito di cittadinanza, dovremmo semmai porci la domanda: chi ha veramente diritto a un contributo? Quanti sono i poveri veri e quanti i millantatori? Quanti soldi finirebbero nelle tasche di chi non ne ha diritto, a scapito magari di chi è veramente alla canna del gas?
La politica, invece che perseguire facili consensi, sarebbe ora che mettesse ordine e ristabilisse il principio di legalità , partendo da una realtà : siamo purtroppo un paese di bari, quindi la priorità è quella di ristabilire le regole del gioco.
(da agenzie)
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Maggio 20th, 2017 Riccardo Fucile
LA STORIA DELL’82ENNE PASTICCERE ERNESTO, VOLONTARIO DEL BANCO ALIMENTARE, CHE OGNI MATTINA AI MERCATI GENERALI DI TORINO RACCOGLIE 9.000 CHILI DI FRUTTA E VERDURA PER I POVERI
«Cosa vuole che le dica: fare del bene ti fa sentire bene. Tutto qui. E poi io sono un ottimista». 
Ernesto Mascarotto, 82 anni, sposato da 56 anni, due figlie, neo bisnonno da appena quattro giorni, fa il volontario da una decina d’anni al Banco Alimentare.
Arriva puntualissimo in mattinata al Salone del Libro per partecipare all’iniziativa “Non di solo pane vive l’uomo” (la raccolta di libri da donare ai più poveri).
«Che grande idea», dice mentre stretto nel suo inappuntabile completo in giacca e cravatta elargisce sorrisi, energia e una stretta di mano da fare invidia a un pugile.
«E dire — sorride — che con queste manone faccio solo cose dolci. La mia specialità ? Le bignole, non c’è dubbio».
Sì, perchè Ernesto è un pasticcere dall’età di 13 anni, quando è arrivato da solo a Torino, “emigrando” dalle campagne astigiane. Per quarant’anni ha avuto una pasticceria nel quartiere torinese di Mirafiori, ma anche da pensionato non riesce a stare fermo.
«Credo di essere stato il primo al mondo a tenere a Mosca un corso di pasticceria piemontese per i colleghi russi». Recentemente si è cimentato con alcune torte per i bambini di alcune madri-detenute. Circa dieci anni fa ha cominciato a mettere stabilmente le mani in pasta nel mondo della carità partecipando ad una Colletta nazionale organizzata dal Banco Alimentare.
«Mi aveva invitato un amico — ricorda — da allora mi sono coinvolto sempre di più e sono sempre più contento».
Ogni mattina, dalle otto a mezzogiorno, Ernesto, insieme a qualche altro amico volontario, fa il suo giro ai mercati generali di Grugliasco (il CAAT), dove i mercatari acquistano frutta e verdure dai grossisiti.
Loro, i grossisti, ormai lo conoscono molto bene.
«Nel tempo — racconta — si è creato un rapporto di fiducia. Hanno capito che quello che ci regalano arriva sul serio a chi ne ha davvero bisogno. Qualcuno, se non ci vede, ce li tiene da parte. Ogni volta mi stupisco per la loro folle generosità . Sono persone eccezionali».
I prodotti raccolti ogni giorno, in media 9mila chili, vengono sistemati in uno spazio apposito all’interno della struttura, dove giungono quotidianamente 12/13 camion delle associazioni caritative a prelevarlo per distribuirlo il più in fretta possibile.
«Così evitiamo lo spreco e il cibo arriva fresco alle persone in difficoltà ». Il momento più bello? «Una volta – ricorda Mascarrotto – , eravamo in periodo natalizio, un grossista che non avevo mai visto si è avvicinato e ci ha regalato mille chili di uva cilena Bianca. Bellissima e buonissima».
Mai pensato di lasciar perdere? «E perchè? Quando facciamo fatica a raccogliere il cibo dico: “Signore, sono qui per te. Decidi tu”. Qualcosa capita sempre e poi sono un ottimista per natura. Vedo con i miei occhi che fare del bene mi fa sentire bene e, chissà , forse è proprio questa cosa che mi mantiene giovane. La consiglio a tutti».
C’è qualcosa che brilla nello sguardo di Ernesto.
«Vede — dice abbassando la voce — quando tredicenne sono arrivato a Torino ero da solo e nei primi giorni dormivo nel cantiere di una casa in costruzione. Una mattina d’inverno, era molto presto e camminavo sul marciapiede. Nevicava. Improvvisamente, in un buco nella neve, ho trovato una banconota da 5mila lire. Ho guardato se nei paraggi ci fosse qualcuno, ma ero completamento solo. Quei soldini sono stati provvidenziali, mi hanno aiutato tanto. Chissà , forse il volontariato è anche un modo per ringraziare e per restituire quell’antico e prezioso dono».
Mauro Pianta
(da “la Stampa”)
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