Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
MAGARI SI CHIEDESSE IL MOTIVO PER CUI SI SONO ASTENUTI… UN SEGRETARIO CHE HA DIMEZZATO I VOTI IN UN ANNO DOVREBBE AVERE ALMENO LA DIGNITA’ DI TOGLIERE IL DISTURBO
La delusione è innegabile. Il Movimento 5 stelle esce sconfitto dalle elezioni europee, doppiato
dall’alleato leghista.
Luigi Di Maio prova a spiegare la debacle con l’astensionismo: “La bassa affluenza ci ha penalizzato, è vero, ma lo sapevamo” dice in un’intervista al Corriere della Sera, dopo aver taciuto nella notte davanti alla stampa che lo attendeva a Montecitorio.
“Quindi nulla di nuovo, ora testa bassa e lavorare” aggiunge il capo politico M5S. Di Maio sottolinea che non è il primo momento di difficoltà nei consensi per il Movimento, che viene sorpassato anche dal Pd di Nicola Zingaretti. Tuttavia, aggiunge, “restiamo ago della bilancia in questo Governo”.
Di Maio spiega che la corsa per arrivare nuovamente alle Politiche è lunga, “è una maratona”, per cui il primo obiettivo è “tornare ad ascoltare chi stavolta ha deciso di restare a casa”.
Sono elettori sfiduciati, non persi, quindi, secondo il vice premier, che incassa oltre 10 punti in meno alle Europee. “Forse al principio siamo stati troppo silenziosi, troppo puri, se questa è una colpa me la prendo. Ma sappiamo di aver fatto tanti, faremo ancora tanto e siamo sicuri che i cittadini lo capiranno
Il Governo va avanti, assicura Di Maio, “perchè abbiamo i numeri e perchè c’è ancora tanto da fare”. Secondo il leader M5s “non cambierà nulla, anzi ripartiamo da oggi. Noi siamo pronti a un tavolo sul salario minimo e la flat tax”. Nessun rimpasto, “non avrebbe senso”.
Quanto a M5S, “nelle prossime settimane ci saranno delle novità . Ci sarà uno scatto in avanti sull’organizzazione, saranno individuati dei responsabili specifici di area e un centro di coordinamento più capillare nelle Regioni e nei Comuni”.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
E BERLUSCONI CON 183.000 PREFERENZE TORNA A BRUXELLES
Il ritorno di Berlusconi da parlamentare a Bruxelles, Calenda e Pisapia campioni di preferenze nel Pd, il successo della “Iena” Giarrusso che stravince nelle isole, l’exploit soprattutto al Nord di Giorgia Meloni
Per il leader azzurro, che ha ottenuto il massimo dei voti (183mila) nel Nord Ovest, è la terza volta a Strasburgo: Silvio Berlusconi nel Parlamento Ue, infatti, è stato eletto giù due volte. La prima nel 1994, ma l’avventura si concluse subito, visto che era già presidente del Consiglio e la rinuncia fu immediata. Nella seconda occasione, nel 1999 e fino al 2001, fu un successo di preferenze.
Tra gli altri campioni di preferenze di Forza Italia si segnalano Antonio Tajani, con 48.603 voti in Italia centrale, Massimiliano Salini con 36.615 voti e Lara Comi con 31.729 in Italia Nord Ovest.
Quanto alla lega, Matteo Salvini è primo in ogni circoscrizione ma stravince in Italia Nord Occidentale con ben 684.754 preferenze e nel Nord Est con 544.545. Qui si distingue anche Mara Bizzotto, con 94.212 voti.
Nel Pd, come accennato, il campione assoluto di preferenze è l’ex ministro Carlo Calenda che nel derby interno ai dem batte, anche se di poco, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Per Calenda, capolista al Nord est ben 272.374 preferenze, 262.166 per Pisapia.
Reginetta delle preferenze al Centro è invece Simona Bonafè (123.579), mentre il medico di Lampedusa Pietro Bartolo stravince nelle Isole con circa 135.037 voti, seguito dal magistrato Caterina Chinnici con 112.459.
Successo anche per Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, capolista per i dem al Sud che ha ottenuto 143.892 voti.
Il M5s, che si afferma soltanto al Sud e nelle Isole dove supera il 29%, ha tra i più votati oltre al già citato Dino Giarrusso, ex Iena, che totalizza nelle Isole 116.776 voti, seguito a ruota dall’europarlamentare Ignazio Corrao (115.365), anche l’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin (24.546 voti in Italia Centrale) e Maria Chiara Gemma al Sud con 84.171 voti.
Giorgia Meloni, candidata in tutte le circoscrizioni, fa il pieno di voti al Sud con 125.246 preferenze, ma ottiene un buon risultato anche nel Nord Ovest con 90.887 voti.
A seguire i più votati in Fdi sono Raffaele Fitto con 86.443 voti, mentre al tanto discusso Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito, sono andate 20.851 preferenze.
Più Europa-Italia in Comune non raggiunge lo sbarramento del 4% per cui non sarà rappresentata all’europarlamento.Tuttavia a Parma supera l’8% e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, capolista in Italia Nord-Est, prende 21.505 voti.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
IL CAPOLUOGO IN CONTROTENDENZA RISPETTO ALLA LOMBARDIA
La Lega è il primo partito in Italia, e in Lombardia conferma il dato: il 43,4 degli elettori che
hanno votato per le Europee ha scelto il partito di Matteo Salvini, lasciando il Pd al 23.
Ma a Milano i risultati si invertono: il Partito Democratico vince in città con il 36% dei voti, con la Lega al 27,4, terzo partito Forza Italia con il 10,2 e soltanto quarto il Movimento 5 Stelle, con l’8,5%.
Un risultato che parla del ‘Modello Milano’, ma che non esce dai confini della seconda cerchia: perchè nell’area metropolitana di Milano la Lega torna primo partito, anche se con uno scarto minore: 34,1% dei voti, contro un Pd al 29,1.
E oggi, dalle 14, si ricomincia la conta, questa volta per le amministrative: occhi puntati sui capoluoghi al voto, Bergamo, Cremona e Pavia.
Ma il primo dato a cui guardare è quello dell’affluenza, in calo a Milano e in tutta la Lombardia.
Complessivamente nella regione è andato a votare il 64,81% degli aventi diritto contro il 67,30% di cinque anni fa. Questi i dati nelle province.
A Milano è andato a votare il 62,60% degli aventi diritto rispetto al 66,05% di cinque anni fa: a Milano città ha votato il 58,7% degli elettori. A Bergamo, dove si votava anche per il sindaco e il consiglio comunale, è andato a votare il 69,25%. Cinque anni fa gli elettori raggiunsero il 71,24. A Brescia il 69,15% (71,08% cinque anni fa). A Como il 62,48% (64,36% cinque anni fa). A Cremona, dove si elegge anche l’amministrazione cittadina, il 68,42% (70,52% cinque anni fa). A Lecco il 66,50% (il 68,58% cinque anni fa). A Lodi il 67,11% (70,68% cinque anni fa). A Mantova il 63,03% (65,26% cinque anni fa). A Monza e Brianza il 63,15% (65,40% cinque anni fa). A Pavia, dove si eleggono anche sindaco e consiglio comunale, il 64,43% (67,56% cinque anni fa). A Sondrio il 59,80% (il 61,58% cinque anni fa). A Varese il 60,63% (62,89% cinque anni fa).
Complessivamente nella regione è andato a votare il 50,29% degli aventi diritto contro il 64,89% di cinque anni fa.
Con tutte le sezioni della città scrutinate (1.247) il Pd si attesta al primo posto con il 35,97% dei voti, La Lega è seconda con il 27,39. Terzo partito Forza Italia che, nonostante gli scandali elettorali delle ultime settimane, arriva al 10,2.
Il Movimento 5 Stelle si ferma all’8,5%, buon risultato di +Europa (che comunque non entra in Parlamento Europeo) con il 5,3, seguito da Fratelli d’Italia con il 5,16. Europa Verde prende il 3,13 e La Sinistra il 2,12. Gli altri partiti – compreso CasaPound e Forza Nuova, restano sotto lo zero virgola.
Come tradizione, è il Municipio 1 a segnare il distacco maggiore tra i dem e gli altri partiti: Pd al 42,5 contro la Lega al 19,5. Qui, dopo Forza Italia al 14,45, il quarto partito è +Europa con l’8,7, M5S è solo sesto.
Nel Municipio 3 lo scarto minore: Pd al 33, Lega al 30, seguito dal Municipio 2 con Pd al 33,17%, Lega al 29,97. Una tendenza confermata anche nei Municipi 7 e 8, mentre nei Municipi 3, 4, 5 e 6 il distacco tra i due partiti resta maggiore.
Ovviamente per stabilire chi è stato eletto al Parlamento Europeo bisognerà aspettare i calcoli definitivi sulla circoscrizione, ma ecco come sono andati i candidati a Milano. Per il Pd il capolista Giuliano Pisapia ha preso in tutta la città 71.459 voti, seguito dall’assessore al Welfare del Comune Pierfrancesco Majorino con 39.564 voti.
Matteo Salvini in città raccoglie 57.047, la seconda più votata della Lega è la consigliera regionale e comunale ex Forza Italia Silvia Sardone con 11.880 voti.
Il capolista azzurro Silvio Berlusconi raccoglie 24.203 voti. Pietro Tatarella, consigliere comunale arrestato nella maxi inchiesta della Dda, si ferma a 465 preferenze.
Soltanto 2.370 voti per la M5S Eleonora Evi (europarlamentare uscente): ne prende di più – 3.036 – Benedetto della Vedova di +Europa. Giorgia Meloni, capolista di FdI, prende 10.053 voti, Daniela Santanchè soltanto 568. Roberto Fiore di Forza Nuova raccoglie 108 preferenze.
Nell’intera circoscrizione, quando i voti raccolti dal sito del ministero dell’Interno sono quasi completi, Matteo Salvini raccoglie circa 670mila preferenze, Giuliano Pisapia oltre 256mila, Majorino circa 92mila. Silvio Berlusconi prende circa 179mila voti.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
A ROMA, MILANO, TORINO, CAGLIARI, GENOVA VINCE IL PD… A NAPOLI, BARI E PALERMO IL M5S
Nel cuore della notte – nel suo intervento con il rosario in mano dalla sede di via Bellerio – Matteo Salvini ha detto con tono trionfalistico: “La Lega è “primo partito al Nord e al Sud, abbiamo percentuali sopra al 50% in tante città e siamo anche primo partito in tante città del centro e del sud”.
Ma quanto è omogenea l’egemonia leghista sul territorio nazionale?
Partiamo dalla circoscrizione del Nord Est: qui la Lega sfiora il 40 per cento. Con il Partito democratico che insegue al 23,8 per cento. E i 5Stelle appena intorno al 10.
Il top in Veneto, un vero feudo verde: il Carroccio qui sfiora il 50 per cento. In Friuli Venezia Giulia è al 42. In Trentino Alto Adige è testa a testa con la Svp.
Ma il dato forse più eclatante è quello dell’Emilia-Romagna, dove la Lega è al 33 per cento contro il 31 del Partito democratico. Un dato che potrebbe essere significativo anche in vista delle amministrative, con i tanti Comuni “rossi” che hanno votato ieri ma i cui voti saranno scrutinati solo a partire dalle 14.
Nelle città di sicuro fa eccezione Bologna, dove il Pd resta al 40% e la Lega al 21, ma a Ferrara – per esempio, dove si è votato per il sindaco – il Carroccio è al 36,6 (il Pd al 29).
Anche nella circoscrizione del Nord Ovest la Lega è il primo partito: 40% contro il 23,4 del Pd e l’11 dei 5Stelle.
In Lombardia il partito di Salvini è al 43 contro il 23 del Pd. Resiste Milano, dove il Partito democratico è al 35,9 contro il 27 della Lega.
In Piemonte la Lega è al 36 e il Pd insegue al 24 punti di distanza (ma a Torino i dem sono primi).
Stessa situazione anche in Liguria, dove il ritardo dei dem rispetto al Carroccio è di quasi 9 punti (ma a Genova il Pd è primo, 30 per cento contro 27).
Lega prima anche nella circoscrizione dell’Italia centrale. Lega al 33, Pd al 26,9 e M5S al 15,9.
Fa eccezione la Toscana dove il Pd è il primo partito (a Firenze addirittura con il 42 per cento). Mentre nelle Marche il vantaggio del partito di Salvini è di quasi 15 punti. Clamorosa anche l’affermazione della Lega in Umbria, dove si impone con il 38,1% – mentre, cinque anni fa, aveva ottenuto il 2,51% con appena 11.673 voti – ed è seguita dal Pd che al contrario è crollato dal 49,15% delle europee 2014 al 23,98%.
Netto distacco anche nel Lazio a favore di Salvini. Fa eccezione la capitale, Roma, dove il Pd è oltre il 30 per cento, la Lega al 25 e il M5S sotto il 18.
I 5Stelle mantengono invece il primato nella circoscrizione meridionale: 29 per cento contro il 23 della Lega e il 18 del Pd. Questo vale per tutte le regioni del Sud (Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Molise) e per le grandi città come Napoli e Bari.
Fa eccezione l’Abruzzo, dove la Lega ha un vantaggio sui 5Stelle di quasi 13 punti. Anche nell’isola di Lampedusa la Lega fa il pieno di voti e raggiunge un sorprendente 45%.
Percentuali simili anche nelle isole, dove i 5Stelle sono primo partito e si attestano al 29,85 per cento la Lega è al 22,42 e il Pd al .
Il Movimento va meglio in Sicilia (vince a Palermo e Catania) che in Sardegna (dove il Pd è il primo partito a Cagliari).
E l’affluenza? Davvero il calo al Sud ha pesato sul crollo dei 5Stelle? Di sicuro la flessione ha riguardato quasi tutte le regioni italiane: 2 punti e mezzo in meno rispetto al 2014.
Ma certo spicca il meno 12 per cento di votanti in Abruzzo, il meno 4 in Campania, il meno 6 in Sardegna e il meno 5 in Sardegna.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »
Maggio 27th, 2019 Riccardo Fucile
GLI EUROSCETTICI, TUTTI COMPRESI, SI FERMANO A 170 SEGGI, LA MAGGIORANZA PER GOVERNARE E’ DI 367 DEPUTATI
Mentre la Lega vince in Italia, la resistibile ascesa dei sovranisti alla guida dell’Europa subisce
una battuta d’arresto pesante.
I sovranisti crescono in Francia, con Marine Le Pen che sfiora il 25% e in Italia, con la Lega primo partito.
Tiene bene in Polonia e registra un vero e proprio boom nell’Ungheria di Viktor Orban, dove supera il 50%.
Ma non sfonda in nessuno degli altri Paesi Ue: perde in Austria dove l’Fpo sconta l’Ibiza-gate’, cala in Danimarca, dove il Partito del popolo alleato di Salvini dimezza i consensi e passa all’11,8 per cento contro il 26,6 per cento del 2014, scompare in Olanda, dove l’altro alleato di Salvini Geert Wilders non supera lo sbarramento e non ottiene nemmeno un seggio.
Nel complesso la somma dei gruppi ‘euroscettici’, dai Conservatori dell’Ecr all’Enf della Lega fino all’Efdd dove siede il M5S, si ferma a circa 170 seggi, una soglia molto lontana dalla maggioranza di 367 deputati che serve per ‘governare’ i Parlamento europeo.
Devono invece fronteggiare l’avanzata dei Verdi che a livello europeo diventano il quarto raggruppamento dopo popolari, socialisti e liberali.
Questo esclude una possibile alleanza tra Popolari e sovranisti: oltre alle condizioni politiche infatti, mancano i numeri.
Le uniche maggioranze possibili sono ad oggi Popolari e Socialisti più Verdi, Popolari e Socialisti più Liberali, Popolari e Liberali più Verdi e Socialisti.
Il M5S, tra l’altro, rimane anche senza gruppo perchè i polacchi di Kukiz non superano la soglia.
Il gruppo Enf, che in futuro sarà ribattezzato Alleanza europea dei popoli e delle nazioni, dovrebbe comunque passare dagli attuali 37 seggi in Europarlamento a 55 seggi, cui in futuro si potrebbero aggiungere gli eurodeputati dei partiti che non hanno ancora formalmente aderito al gruppo ma che erano alla manifestazione di Salvini per un totale di 71 seggi.
Tra questi Alternative fà¼r Deutschland (Afd), che ha raccolto undici seggi, il Partito del popolo danese (2 seggi) e i Veri finlandesi (2 seggi) e i nazionalisti estoni di Ekre (1 seggio).
A trainare il risultato, oltre alla crescita della Lega, anche l’exploit di Rassemblement national in Francia,e dei nazionalisti fiamminghi di Vlaams Belang in Belgio.
Ancora non è chiaro poi dove confluiranno gli eurodeputati di Farage, che con il suo Brexit Party ha avuto un successo schiacciante nel Regno Unito e che, in attesa della Brexit, è corteggiato dalla Lega.
(da agenzie)
argomento: elezioni | Commenta »