Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
LA STESSA RISPOSTA DATA ANCHE DA GIORGETTI AI LEGHISTI CHE VOGLIONO ROMPERE L’ALLEANZA
Augusto Minzolini sul Giornale oggi racconta le confessioni di Denis Verdini, vecchio leone della politica del centrodestra italiano la cui figlia è fidanzata con il Capitano della Lega, a proposito del rapporto tra Di Maio e Salvini.
L’altro giorno mentre andava in scena l’ennesima giravolta della politica italiana, con i giornali che al mattino davano per certa la crisi di governo proprio mentre al telefono Matteo Salvini e Giggino Di Maio siglavano la pace, i poveretti che chiedevano lumi a Denis Verdini, già consigliere politico del Cav e sulla carta attuale suocero di Salvini, si sono sentiti dare una risposta a prima vista poco politica, ma molto antropologica, visto che per spiegare certe scelte ricorre alla sfera politico-sentimentale: «Che volete che vi dica? Matteo è innamorato di Di Maio».
Eh già . A volte, per spiegare decisioni che per alcuni rasentano l’inspiegabile, alle categorie della politica bisogna affiancare la psicologia. Verdini non è il solo.
La vulgata del Palazzo vuole che pure il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ricorra in questi giorni con i suoi interlocutori a questa particolare analisi per dare un senso al Salvini pensiero: «Dopo l’esperienza terribile di questi mesi con i grillini — sono le osservazioni che dispensa il plenipotenziario del Carroccio — non ci sarebbe neppure da discutere: bisognerebbe andare alle elezioni senza pensarci due volte. Ma Matteo è innamorato di Di Maio».
E sono due. In fondo è storia vecchia, dato che tutti rammentano il murale del bacio tra Matteo e Giggino nel centro di Roma dell’artista di strada Tvboy, ma rimettere in piedi un rapporto politico dopo tutto quello che i due si sono detti in due mesi di campagna elettorale, non è cosa di poco conto.
Siamo davvero all’attrazione fatale, ovviamente — è pleonastico precisarlo-squisitamente politica.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
LA CAUSA? “VARIAZIONI DEL QUADRO MICROECONOMICO”… LE BALLE DEL GOVERNO VENGONO A GALLA
Appena cinque giorni fa, in un bilancio sugli obiettivi raggiunti in un anno di mandato
pubblicato sull’imprescindibile Facebook, la ministra alla Salute Giulia Grillo parlava dell’aumento dei finanziamenti per la sanità .
“Abbiamo finalmente ricominciato a investire sulla sanità pubblica: +4,5 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale nel triennio 2019-2021”, scriveva sulla sua pagina del social network. I soldi dovrebbero essere così ripartiti: 1 miliardo in più nel 2019, 2 nel 2020 e 1,5 nel 2021.
Oggi però le Regioni hanno scoperto che l’incremento più sostanzioso potrebbe saltare. Quando si sono riuniti con il ministero per discutere del “Patto per la salute”, documento che stabilisce una serie di regole per l’assistenza sanitaria e che doveva essere approvato già nel marzo scorso, hanno avuto una sorpresa inaspettata.
A proposito del tanto atteso incremento del 2020, il ministero di Grillo, insieme al Mef, avevano infatti inserito questo passaggio.
I soldi arriveranno “salvo eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblia e a variazioni del quadro macro economico”.
Come dire, molto probabilmente quei soldi non arriveranno mai, visto che nello stesso patto si parla di una crescita del Pil già più alta di quella attesa adesso. Così gli assessori alla Salute delle Regioni hanno detto che non firmeranno quel testo.
“Si sta preparando il taglio di 2 miliardi al fondo sanitario nazionale. Un colpo mortale alla sanità ed al diritto alla salute. Le Regioni nel documento di avvio del Patto hanno sempre sostenuto l’esigenza di avere un quadro certo dei finanziamenti senza condizionamenti. Il testo proposto dal Ministero apre la strada al taglio del Fondo sanitario nazionale. È necessario che il Governo chiarisca”, ha detto l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato.
Nel Patto si parla del payback farmaceutico (cioè che l’industria deve rendere quando la spesa per i medicinali supera certe soglie) e si ipotizza di chiudere a 2,3 miliardi di euro. “Non vorrei che il Governo pensasse che visto che alle Regioni arrivano quei soldi allora non c’è bisogno dell’incremento del fondo – dice sempre D’Amato – Quel denaro infatti lo dobbiamo ricevere già da anni, ed è stato già inserito nei bilanci”.
Anche l’Emilia-Romagna si è molto innervosita per la novità introdotta nel Patto. “Se per caso il Governo vuole rimettere in discussione l’accordo firmato con presidente della Conferenza delle Regioni alla vigilia di Natale, nel quale appunto si prevedevano gli aumenti dell’anno prossimo e del 2012, noi tronchiamo tutte le relazioni con l’esecutivo. E non solo sulla sanità “.
A parlare è Sergio Venturi, l’assessore alla Salute Emiliano. “Su questo aspettiamo un chiarimento urgente, visto che stiamo parlando di un passaggio della bozza di un documento del ministero alla Salute”.
In serata il segretario del Pd Nicola Zingaretti in un post su Twitter ha promesso battaglia se il Governo dovesse ridurre le risorse alla sanità
Ma le Regioni hanno anche da ridire sul fatto che nella bozza del Patto non ci siano modifiche alle norme sulla nomina dei commissari delle Regioni in piano di rientro come promesso. Grillo così continua a scontrarsi con gli amministrazioni locali, cosa che ha praticamente fatto fin dall’inizio del suo mandato. Di solito, tra l’altro, il ministro alla Salute dava battaglia per mantenere gli incrementi del fondo invariati malgrado le richieste del Mef nelle settimane della manovra. In questo caso invece si mettono subito le mani avanti.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
L’EPISODIO DURANTE UNA FINALE REGIONALE AD AGRIGENTO… NONOSTANTE ALTRI GIOCATORI LO INVITASSERO A SMETTERLA, CONTINUAVA A INSULTARLO, INDAGA LA DIGOS
Insulti razziali molto pesanti verso un giocatore, ma l’arbitro non sospende la partita, perchè l’autore degli insulti è proprio lui.
E’ quanto sarebbe avvenuto durante la finale regionale di calcio Juniores tra la squadra palermitana Parmonval – Mondello e Camaro Messina, disputata a Ravanusa nel maggio scorso.
Un giovane calciatore di colore del Gambia che gioca nel Parmonval, Kabila Colley, è stato insultato dall’arbitro che gli avrebbe detto “Sporco negro” e “Negro di m…”. L’episodio è stato denunciato dal presidente della squadra, l’avvocato Giovanni Castronovo.
“Kabila piangeva alla fine della partita – ha spiegato il legale all’Adnkronos – Perchè quelle offese razziste lo hanno davvero molto colpito. Era devastato”.
Secondo il racconto del giovane giocatore, che ha 18 anni e vive in una comunità per minori stranieri a Palermo, l’arbitro lo avrebbe più volte insultato durante la partita. “E me lo hanno confermato anche altri giocatori – ha detto ancora Castronovo – uno di loro si è avvicinato all’arbitro e gli ha detto di smetterla di insultarlo ma ha continuato”.
In seguito alla denuncia è stata aperta una indagine condotta dalla Digos di Palermo e Agrigento. Gli investigatori stanno sentendo, su delega della procura di Agrigento, i compagni di squadra della vittima. L’arbitro, un 22enne di Licata, Cristian De Caro, se dovesse essere accertato che quanto denunciato corrisponde a vero, rischia il Daspo e una denuncia.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE SUBITO UNA MANOVRA BIS
Dombrovskis parla a Repubblica e spiega la decisione dell’esecutivo comunitario:
“L’approccio in politica economica del governo italiano non ha funzionato, anzi, sta danneggiando l’economia del Paese. Il governo ha cercato di usare spesa in deficit per rilanciare l’economia. E invece vediamo crescere il disavanzo e il debito e assistiamo ad un rallentamento dell’economia. L’Italia è l’ultima della zona euro con un Pil che cresce appena dello 0,1%. Se aumenti il deficit quando non hai lo spazio di bilancio per farlo, vengono danneggiati gli investimenti e scende la fiducia, con il risultato di indebolire l’economia”.
Bruxelles, spiega Dombrovksis, si spetta un cambio di traiettoria.
“Serve una correzione sostanziale del deficit 2019 e sul 2020, anni in cui ci sono rischi di una nuova deviazione significativa rispetto agli obiettivi”… “Un primo passo sarebbe quello di non fare marcia indietro sulle riforme già avviate, come sta avvenendo. L’Italia deve facilitare gli investimenti, fare le riforme e tenere i conti in ordine”… “Se non viene compensata all’interno di un riequilibrio del sistema fiscale la Flat tax potrebbe costare molto e in tal caso avrebbe un alto impatto peggiorativo sul bilancio con ulteriori conseguenze negative sulla fiducia, sulla tenuta dei conti e sulla crescita”.
Pierre Moscovici rilancia un’intervista al Sole 24 Ore e assicura che è stata condotta una “analisi accurata, precisa, multifattoriale” sull’Italia, i conti sono “pessimi”, per cui ora “spetta al Governo italiano dimostrare che la procedura può essere evitata”. Secondo il commissario francese quanto fatto finora è preoccupante:
“La decisione è stata serena, rapida e unanime. E’ vero che in passato non è sempre stato così. Per 5 anni questa Commissione ha sempre scelto la flessibilità , non ha mai aperto nuove procedure. Anzi le abbiamo tutte archiviate, compresa quella ai danni della Spagna appena chiusa. Ma essere favorevoli alla flessibilità non significa negare le regole. Non è possibile andare oltre una certa soglia. I casi borderline non giustificano casi disciplinari. Nei casi oltre la linea bisogna applicare le regole”…. “Nessuno si auspica sanzioni o vuole creare conflitti con l’Italia. Nessuno vuole mettere l’Italia in un angolo. Ma mi sembra che tutti vogliano che l’Italia osservi le regole”.
(da agenzie)
argomento: Europa | Commenta »