Giugno 28th, 2019 Riccardo Fucile
SCRIVE INFAMIE SULLE DONNE DELLA SEA WATCH E PIOVONO INSULTI E MINACCE SULL’ISTIGATORE SERIALE
Lo spin doctor di Matteo Salvini, l’uomo responsabile della comunicazione del Capitano (lui ha inventato il termine) e autore insieme alla sua squadra della quasi totalità dei tweet del Ministro, è praticamente l’ombra del leader della Lega, lo segue ovunque ma non si vede spesso.
Il suo posto, ossia all’ombra del suo signore e padrone. E per un compenso annuo di 65mila euro, un posto all’ombra torna comodo.
Ma qualche volta anche Morisi vuole i suoi cinque minuti di gloria. Ma a differenza del Capitano, la sua figura non è poi così amata.
Sarà che ai fan sfegatati non piace ricordare che quelle battutine, quei ‘bacioni’ e quegli ammiccamenti non sono certo farina del sacco di Salvini, che anzi le poche volte che si mostra per come è davvero riesce a raggiungere livelli sempre più bassi di cafonaggine, fatto sta che Morisi non ha il successo social del suo amatissimo Salvini. E la sua ultima uscita lo dimostra.
Morisi ha infatti ritwittato un’immagine che mostra le donne della Sea Watch, impegnate a salvare vite umane e a combattere contro l’ignoranza al potere, scrivendo l’infelice didascalia “Pronte per le primarie del Pd”. La rete però ha reagito con forza alla sua squallida provocazione e su twitter è cominciata una sassaiola contro l’infelice post.
!Sei proprio un imbecille senza un minimo di umanità ”
“La vostra fortuna è che il pd non ha le palle di candidare gente così
“Il miracolo è che ti pagano pure…
“Parla un mercenario al soldo di un signorotto.
“Che c’è, non ti bastano i 6.500 euro al mese che ti paghiamo per fare il napalm66 del web, aspiri anche a fare il deputato? Come si è potuto ridurre così questo paese…”
“ridi con i nostri soldi stammerda”
“vorrei incontrarti di persona per vedere il tuo coraggio”
“Lei è proprio una persona triste, la verità è che tra 20 anni tutti si ricorderanno di loro mentre lei sarà caduto nel dimenticatoio”
(da Globalist)
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Giugno 28th, 2019 Riccardo Fucile
“NON HA PAURA DI NULLA, HA GIRATO IL SUDAMERICA IN AUTOSTOP, E’ STATA IN ANTARTIDE, HA FATTO LA VOLONTARIA PER OTTO MESI IN KAMTCHATKA, HA GIRATO IL PAKISTAN DA SOLA, FA SEMPRE LA COSA GIUSTA E NON LA FERMA NESSUNO”
La famiglia della Capitana della Sea Watch risiede a Ovelgà¶nne, frazione di Hambà¼hren, in Bassa
Sassonia. Il signor Ekkehart risponde al telefono con la voce serena: «Se sono orgoglioso di mia figlia? Certo che sì. Preoccupato per lei? Ma no, se la sa cavare».
L’ingegner Ekkehart, 74 anni, è il papà di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch, la ragazza che Matteo salvini ha definito una «sbruffoncella», e di sua figlia dice: «Si possono non condividerne i modi, ma sta facendo la cosa giusta».
Racconta tutto Sandro Orlando sul Corriere.it.
La signora Siglinde, dalle sue spalle, gli fa eco: «Quello che sta facendo esprime pienamente il suo carattere, Carola fa sempre quello che ritiene giusto». Solo che mentre la mamma ammette di aver paura, il papà , un ingegnere elettronico in pensione dopo 30 anni di lavoro nell’industria militare, si mostra tranquillo: «Mia figlia ha 31 anni, e sa quello che fa». Aggiungendo poi divertito: «Carola parla cinque lingue e conosce anche un po’ di italiano, speriamo solo che non abbia il modo di perfezionarlo in qualche vostro carcere»
«Quando era più piccola ha girato tutto il Sudamerica in autostop. È stata in Antartide e al Polo Nord, ha fatto per otto mesi la volontaria in una riserva in Kamtchatka, e andata in Pakistan da sola e non ci ha mai dato preoccupazioni», continua il signor Ekkehart, spiegando di aver sentito sua figlia l’ultima volta domenica scorsa, quando era già vicino Lampedusa: «Ma la linea era molto disturbata, e abbiamo comunicato poi via mail».
Lui è stato un ex ufficiale della Marina, «colonnello», aggiunge in italiano. Se questo ha influito sulle scelte di Carola? «Ma no, io al massimo ho navigato su una barca a vela». Eppure mentre la più grande, Barbara, ha seguito le sue orme, studiando ingegneria all’università di Hannover, l’altra ha deciso dopo le superiori di intraprendere la carriera marittima, e si è iscritta alla scuola nautica di Elsfleth, vicino Brema. «All’epoca era miope, e con quel difetto visivo non poteva essere ammessa. Così decise di farsi l’operazione col laser».
Dopo otto semestri di corsi ed esercitazioni Carola comincia così ad imbarcarsi come ufficiale di complemento sulle navi da crociera in Sudamerica. «Lavorava dai tre ai sei mesi, ma poi il resto dell’anno viaggiava». È un po’ una mania di famiglia questa, perchè anche Barbara gira molto in Sudamerica come volontaria di Ong cristiane, prima di essere assunta nella filiale della Volkswagen in Messico, e poi in quella in Brasile
(da Globalist)
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Giugno 28th, 2019 Riccardo Fucile
IL PREFETTO POTRA’ COMMINARE SOLO UNA MULTA, IL SEQUESTRO DELLA NAVE NON E’ POSSIBILE PERCHE’ MANCA LA REITERAZIONE DEL REATO… E MENTRE IL GOVERNO FA IL BULLO CON LA SEA WATCH, ALTRI 36 ARRIVANO STAMANE CON UN BARCHINO
La procura di Agrigento ha iscritto Carola Rackete, capitana della Sea Watch, nel registro degli indagati per favoreggiamento e violazione dell’articolo 1099 del codice della navigazione contestato al comandante che non obbedisca all’ordine di una nave da guerra nazionale.
Mercoledì scorso nel pomeriggio la capitana della Sea Watch non aveva rispettato l’alt imposto dalla Guardia di finanza all’ingresso della nave nelle acque territoriali.
Dalla Procura sottolineano che si tratta di un atto dovuto dopo che la Guardia di finanza questa mattina ha presentato una denuncia con queste ipotesi di reato. La procura vaglierà questi eventuali reati come sta vagliando anche le condotte delle autorità che non hanno ancora consentito lo sbarco dei migranti.
La Gdf ha presentato una informativa anche al prefetto di Trapani, Dario Caputo, che, a questo punto, nelle prossime ore dovrebbe firmare la multa per la Sea Watch.
Sta sempre al prefetto disporre l’eventuale sequestro della nave in caso di reiterazione del reato. Che non dovrebbe poter essere contestata visto che è la prima volta, dall’applicazione del decreto sicurezza bis, che Carola Rackete viola la legge. L’interpretazione ridicola del Viminale è che avendo rifiutato Carola più volte di fermarsi all’alt ci siano gli estremi per il sequestro della nave. Quindi il prefetto di Agrigento Dario Caputo potrebbe anche decidere di forzare la mano e firmare il sequestro. A questo punto i migranti dovrebbero essere sbarcati gioco forza.
Dalla Sea Watch ancora bloccata all’ingresso del porto di Lampedusa intanto sono stati fatti scendere altri due migranti.
Ieri a tarda sera, una persona e un ragazzo minore che lo accompagnava sono stati trasferiti a terra per un’urgenza medica. Sulla nave, che lo scorso 12 giugno aveva soccorso 53 migranti in zona Sar libica, la situazione sta diventando sempre più difficile, come ha denunciato l’equipaggio.
Dopo diversi permessi a scendere per questioni mediche a bordo rimangono ora 40 migranti. A 48 ore dall’ingresso nelle acque territoriali italiane, la Sea Watch resta ancora bloccata a mezzo miglio dal porto di Lampedusa e la situazione rischia di rimanere in stallo ancora a lungo.
Ieri a margine del G20 di Osaka c’è stato un lungo colloquio sul caso fra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il premier olandese Mark Rutte. Al termine di una incontro preliminare al summit fra i membri europei presenti a Osaka, Conte e Rutte si sono isolati per discutere della questione della nave battente bandiera olandese. Ieri Conte, al suo arrivo a Osaka, aveva espresso la “forte irritazione” italiana e annunciato l’avvio di contatti diplomatici con l’Olanda.
“Con il premier olandese Rutte ho manifestato l’invito da parte dell’Italia di avviare iniziative. Lui non si sente responsabile sui comportamenti singoli. Stiamo completando le operazioni sulla redistribuzione”, ha riferito Conte. “Tre o quattro Paesi sono disponibili. Si è attivato un meccanismo da parte dell’Europa per la procedura della distribuzione”, ha aggiunto.
Quanto al ruolo dell’Olanda e al rifiuto di accogliere la Sea Watch la portavoce della ong, Giorgia Linardi, ha chiarito: “Ci sono stati dei contatti con l’Olanda. Abbiamo preso diretto contatto con il governo. Sea Watch si è rivolta all’Olanda molto prima del ministero Salvini e ha chiesto responsabilità , ma lo stato di bandiera non è stato collaborativo, come gli altri stati”.
Proseguono intanto gli sbarchi di migranti che arrivano con barchini a Lampedusa: questa mattina sono arrivati sull’isola al largo della Sicilia 16 persone provenienti dalla Tunisia.
I migranti, che erano su una piccola imbarcazione di legno, sono stati notati all’ingresso del porto da una motovedetta della Guardia di Finanza che li ha raggiunti e ‘scortati’ sulla terra ferma.
Una ventina di migranti è inoltre sbarcata ieri sera nella zona di Capo Feto, a Mazara del Vallo (Tp); solo in tre sono stati rintracciati, gli altri sono al momento irreperibili. Due minorenni sono stati bloccati dalla polizia e un maggiorenne dalle Fiamme gialle. Il barcone con i migranti a bordo era stato avvistato dalla Guardia di finanza in mare aperto.
(da agenzie)
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