Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
IL COMMISSARIO UE TEDESCO AL BILANCIO: “AIUTEREMO L’ITALIA NIN OGNI MODO”
Il commissario europeo al Bilancio, il tedesco Guenther Oettinger, ha salutato con favore la
prospettiva che in Italia si insedi un nuovo “governo pro-Europa”, definendola un “buono sviluppo”.
Di conseguenza, ha voluto sottolineare Oettinger parlando alla radio Swr, “è stato così messo un limite” al ministro dell’Interno uscente, Matteo Salvini, “un populista che fa politica in costume da bagno”.
Parlando del possibile sostegno a Roma da parte di Bruxelles, il commissario si è detto certo che “si farà il possibile per facilitare il lavoro del nuovo governo italiano, quando entrerà in carica”.
Secondo Oettinger Bruxelles “è pronta a fare qualsiasi cosa per facilitare il lavoro del governo italiano quando entrerà in carica e per ricompensarlo”, ha aggiunto, affermando che “ci sarà più spazio per una politica sociale, anche se i socialdemocratici sanno bene che il debito illimitato nell’eurozona è un danno per tutti”.
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
CON IL NUOVO GOVERNO CONTE “I MERIDIONALI SI SONO IMPOSSESSATI DEL PAESE”: IL QUOTIDIANO FILO-SALVINI DA’ IL BENSERVITO AI MERIDIONALI CHE HANNO VOTATO LEGA
Ennesima prima pagina di Libero imbarazzante.
Dopo Raggi, Greta e i gay, a finire nel mirino del giornale diretto da Vittorio Feltri sono i meridionali.
“Ennesima conferma, a comandare è il Sud“ è il titolo della prima pagina del giornale. Il sottotitolo non è da meno: “I meridionali si sono impadroniti del Paese con una secessione di fatto: occupano il Governo giallo-rosso e tutte le principali posizioni di potere”.
Ovviamente è partita la polemica via social.
Dopo aver preso i voti di molti meridionali in nome della “lega nazionale”, il quotidiano vicino a Salvini scarica l’operazione accusando i “terroni” di voler danneggiare il nord “produttivo” inserendo uomini del Sud al governo.
Insomma si ritorna ai “napoletani colerosi” come ai vecchi tempi, qualcuno sta gettando la maschera.
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
MARA CARFAGNA: “E’ UN CAMBIO DI LINEA, OCCORRE PRENDERE LE DISTANZE DAL SOVRANISMO”… “LA DESTRA LIBERALE, POPOLARE E REPUBBLICANA DEVE TORNARE A ESSERE PROTAGONISTA”
Forza Italia “deve essere ancora il cuore, il cervello e la spina dorsale” del centrodestra,
“naturalmente lontano da ingenuità sovraniste e da tentazioni populiste”, perchè “una democrazia occidentale funziona se la competizione al suo interno è tra un centrodestra e un centrosinistra, alieni da pauperismi, da giustizialismi, da sovranismi…”
Silvio Berlusconi esce dallo Studio alla Vetrata del Colle, ribadisce la sua contrarietà a un governo giallorosso (”siamo preoccupati per il pericoloso scenario che si sta delineando”) e mette i puntini sulle ‘i’, lanciando un messaggio preciso al suo alleato Matteo Salvini, in vista delle prossime elezioni regionali: ”La destra senza di noi non sarebbe in grado di vincere e se anche vincesse non sarebbe in grado di governare”.
Tradotto: caro Matteo, ora che è fallita l’esperienza gialloverde e sei in cul de sac e sembra allontanarsi sempre di più la strada del voto, torni a fare opposizione, ma se vuoi vincere le prossime elezioni, il centrodestra deve restare unito e non pensare che Forza Italia ti faccia da spalla o, peggio, da ruota di scorta.
Il Cav sa inoltre che, in uno scenario politico molto fluido, è iniziata la corsa al centro. Molti azzurri sono convinti che il Pd, con la scusa del Conte bis, è pronto a riprendersi i voti ‘rubati’ dai Cinque stelle e, per questo, Fi guarda all’area moderata di delusi in cerca di una casa e di una identità .
L’ex premier, insomma, è pronto a un accordo di coalizione, ma Fi non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste.
Le sue parole suonano come un vero e proprio monito all’indirizzo di via Bellerio e una netta presa di distanza dal sovranismo sbandierato dal ‘Capitano’.
I fedelissimi di Arcore sono un coro unanime. Il primo a rivolgersi a Salvini è Sestino Giacomoni: ”Mi auguro che l’insegnamento che arriva a tutti da questa gestione della crisi porti anche Salvini a capire che in questo momento se il centrodestra non è unito probabilmente rischia di perdere le prossime elezioni, non solo quelle politiche ma anche quelle regionali imminenti”.
Giacomoni rincara la dose: ”La Lega dovrà chiarirsi le idee perchè aprire una crisi dicendo che non si può più stare con il governo del ‘no’ e poi inseguire i grillini denota che c’è qualcosa che non va”.
Sulla stessa linea Mariastella Gelmini, che riunisce in serata il gruppo alla Camera: ”Ora che potrebbe vedere la luce un nuovo bipolarismo, con un governo di sinistra-sinistra che non resisterà alla tentazione di mettere le mani nelle tasche degli italiani, noi saremo, in coerenza con la nostra storia, collocati all’opposizione”.
“Certo – assicura l’ex ministra che invita a colmare il vuoto al centro – non sarà la stessa opposizione della Lega e di Fratelli d’Italia, anche perchè lo spazio al centro dello schieramento politico si dilaterà e noi dovremo occuparlo. Lo faremo riconfermando la nostra posizione politica, europeista e atlantista”.
Soddisfatta delle parole di Berlusconi anche la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna: ”Le sue parole rappresentano un cambio di linea che personalmente auspico da tempo. Sono infatti convinta che solo una presa di distanza dal sovranismo consentirà alla destra liberale, repubblicana, popolare e garantista di ritrovare la sua centralità “.
E ancora: “L’abbaglio sovranista che ha accecato anche alcuni in casa nostra, sia per convinzione sia per convenienza, deve ora lasciare spazio a una nuova e autonoma elaborazione politica e culturale in grado di rinnovare il nostro campo e offrire degna rappresentanza ai tanti italiani che oggi non si riconoscono in posizioni estremiste e polarizzate”
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
FDI CONVOCA I MILITANTI PER IL GIORNO DELLA FIDUCIA, SALVINI SOLO IL 19 OTTOBRE… E LA MELONI SE LA PRENDE PERCHE’ LA LEGA VA PER CONTO SUO
Da qualche ora sono (quasi) all’opposizione insieme e già litigano.
Parafrasando le parole di Matteo Salvini sul patto giallorosso alla guida del Paese, possiamo descrivere la situazione che in questi minuti si è venuta a creare tra la Lega e Fratelli d’Italia.
Ieri, infatti, c’è stato l’annuncio — direttamente dalla sala stampa del Quirinale — della manifestazione indetta da Giorgia Meloni a Roma nel giorno della fiducia in Parlamento. Oggi, però, il segretario del Carroccio ha ufficializzato la mobilitazione nazionale per il 19 ottobre, sempre nella capitale.
Due diverse versioni che hanno portato la leader di FdI ha rimproverare il (quasi) collega di minoranza
Una divergenza di opinioni rispetto alla data di una manifestazione che, secondo le idee iniziali, avrebbe dovuto raccogliere tutto l’elettorato (e i partiti) della destra italiana per protestare contro il governo di maggioranza parlamentare (quello tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle) che si sta formando in queste ore di consultazioni a Montecitorio tra l’incaricato (con riserva) Giuseppe Conte e i vari gruppi parlamentari.
«Perchè organizzi la manifestazione tra due mesi? — ha detto Giorgia Meloni all’AdnKronos rivolgendosi a Matteo Salvini -. La Lega venga con noi quando ci sarà il voto di fiducia».
Il Carroccio, infatti, farà la prima adunata a Pontida il prossimo 15 settembre: sarà il primo passo che porterà — secondo le idee salviniane — al grande evento di piazza a Roma del 19 ottobre prossimo.
Troppo tardi secondo la leader di Fratelli d’Italia che continua a premere sul tasto della manifestazione non appena sarà formato il governo Pd-M5S.
Chissà se alla fine, il centrodestra (anzi, i sovranisti) si farà trovare unita a questo evento, o si segnerà la prima frattura di due anime che hanno simili ideali ma voglia di fare ben diversa.
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
PARLA NICOLA ROSETTI: “UNO STUDENTE MODELLO, APPASSIONATO DI STORIA DELLA RELIGIONE, GLI AUGURO DI AFFRONTARE LA VITA CON IL SORRISO CON IL QUALE LO ABBIAMO CONOSCIUTO”
Rayane è il bambino di 11 anni simbolo dello sgombero di Primavalle, lo stabile romano di Via
Cardinal Capranica che a giugno di quest’anno è stato fatto evacuare durante la notte dalla polizia, e il suo insegnante di religione ha parlato di lui in un’intervista.
Fino all’anno scorso, Rayane frequentava la scuola media Giacomo Leopardi dell’Istituto Capozzi, nel quartiere di Primavalle in cui adesso non vive più, e a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico il suo ex professore di religione, Nicola Rosetti, ha parlato dell’alunno in un’intervista al Corriere della Sera.
Rosetti racconta che Rayane era un alunno modello, appassionato alla religione cattolica nonostante avesse origini musulmane: “Rayane ha genitori marocchini ed è musulmano, ma adora la storia di Gesù e ha scelto di frequentare le mie lezioni di religione cattolica. In classe è il più bravo di tutti, l’unico a cui ho dato come valutazione “Ottimo”.
Ha una grande motivazione, si è appassionato alla storia dei Re Magi e dell’Ultima Cena, fa sempre domande e dimostra sempre grande curiosità ”, afferma l’insegnante.
“È stato l’alunno trascinante della nostra classe, sempre solare e sorridente, mai saccente e sempre molto curioso, appassionato di storia e religione, ma in generale bravo in tutte le materie”, continua Rosetti
Il professore nell’intervista racconta anche che era stata la madre di Rayane a desiderare che il figlio frequentasse l’ora di religione.
“Con grande entusiasmo le risposi che la cosa era possibile e che compito delle mie lezioni di religione non è quello di educare alla fede, ma di far conoscere la religione cattolica da un punto di vista strettamente culturale e perciò aperta a tutti gli alunni, indipendentemente dal proprio credo”, racconta ancora l’uomo, e spiega anche che secondo lui non è un caso che il piccolo di Primavalle sia nato il 4 ottobre, giorno in cui il mondo cattolico celebra la figura di San Francesco d’Assisi, santo noto per lo spirito pacifico, che nel corso della sua vita aveva sempre favorito il dialogo con il mondo musulmano.
“Sono grato a Rayane perchè mi ha fatto vedere concretamente come sia possibile costruire un ponte fra cristianesimo e islam. Gli auguro di affrontare la vita, nonostante le circostanze, col sorriso col quale tutti lo abbiamo conosciuto e di continuare a impegnarsi nello studio come ha fatto fino ad ora. Anche se non frequenterà più la nostra scuola, rimarrà l’amicizia con i suoi compagni”, conclude il prof.
Rayane quest’anno proseguirà gli studi in una scuola di Tor Vergata anche grazie alle donazioni della fondazione Einaudi e di altri benefattori che si sono prodigati per la sua causa.
(da TPI)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
“NESSUNA RESPONSABILITA’ DELL’ORGANIZZAZIONE E DELL’EQUIPAGGIO”… “MIGRANTI TRATTENUTI INDEBITAMENTE”…. DA SALVINI ALA CATENA DI COMANDO
Il sequestro della Open Arms è stato convalidato, ma il gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto ha disposto la restituzione della nave della Ong spagnola.
Il magistrato ha scritto: “Non sussistono, dopo l’evacuazione e il soccorso dei migranti, esigenze probatorie anche in considerazione del fatto che non si ascrive all’organizzazione e all’equipaggio alcuna responsabilità “.
Parole del tutto liberatorie per l’organizzazione non governativa protagonista di uno degli ultimi salvataggi al largo di Lampedusa. Parole, invece, pesanti per chi ha tenuto i cento migranti per venti giorni in mare.
Il giudice scrive infatti che “sussiste il fumus del reato di sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione sulla base del fatto che il Tar aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto”.
Il magistrato rileva “analogie con la cosiddetta vicenda Diciotti” (per cui il titolare del Viminale Matteo Salvini finì sotto inchiesta, ma poi prosciolto dal tribunale dei ministri di Catania) e precisa che in questo caso “è stato omesso il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all’Italia in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino”.
Un provvedimento che potrebbe far scattare presto delle iscrizioni nel fasciolo, al momento contro ignoti, aperto dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio dall’aggiunto Salvatore Vella.
L’ipotesi di reato è quella di omissione di atti d’ufficio, proprio per il mancato rispetto del provvedimento del tribunale amministrativo regionale, che aveva accolto l’istanza dei legali di Open Arms.
Il sequestro della nave era poi scattato per le gravissime condizioni in cui si trovavano i migranti a bordo della nave dopo tanti giorni fermi al largo di Lampedusa.
Una situazione al limite che il gip di Agrigento ribadisce con queste parole: “Erano presenti a bordo ancora un centinaio di naufraghi con gravi rischi per la loro incolumità e per la loro salute fisica e psichica”.
“In quel momento – è scritto ancora nel provvedimento – sussisteva l’urgenza di provvedere, giustificativa della indifferibile adozione del sequestro da parte del pubblico ministero, avuto riguardo alle condizioni fisiche e psicologiche delle persone a bordo emerse in esito all’ispezione del 20 agosto e compiutamente descritte dai consulenti tecnici nelle loro anticipazioni”.
Dopo quel provvidenziale sequestro, la Open Arms potè finalmente approdare al porto di Lampedusa.
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
HANNO VINTO CONTE, MATTARELLA, RENZI, FRANCESCHINI E GRILLO…. HANNO PERSO DI MAIO, CASALEGGIO, BERLUSCONI E ZINGARETTI
Chi ha vinto nella partita che si è aperta con la crisi di governo? 
Si tratta di una compagine trasversale che taglia in due partiti e schieramenti.
Il primo vincitore – se tutto andrà secondo le ultime previsioni – è di certo Giuseppe Conte (tempista). Solo poco più di un anno fa era un oscuro professore di diritto. Con la maggioranza gialloverde è rimasto schiacciato dal tandem Di Maio-Salvini. Ma con una dose di cinico opportunismo è riuscito a giocare le sue carte proprio quando l’esecutivo è caduto. Ha messo sul tavolo un po di rapporti internazionali e il ruolo di “meno peggio” della vecchia coalizione agli occhi del Quirinale.
Il secondo è Matteo Renzi (spregiudicato). In poche ore ha smentito tutto quello che aveva detto negli ultimi due anni. Ha però raggiunto l’obettivo. È tornato al centro della scena, ha riconquistato Il ruolo di “cartiere” nel mazzo del centrosinistra e preso tempo per una scissione ancora non pronta. E con i gruppi parlamentari a lui fedeli, le chiavi del futuro esecutivo ce l’ha anche lui.
Il terzo Player è Dario Franceschini (pragmatico). Anche lui ha velocemente cambiato posizione ma da almeno un mese aveva messo in piedi il rapporto con i Grillini. L’idea è stata quella di fermare la deriva salviniana condita, però, con la praticità del ritorno in un posto chiave ministeriale.
Romano Prodi (suggeritore in apprensione) ha combattuto la sua battaglia dietro le quinte, ma senza il suo appoggio i “governisti” del Pd non avrebbero avuto la meglio. Preoccupato dai “pieni poteri” del segretario leghista, considerava decisiva questa opzione.
Walter Veltroni (rinato) come Prodi sentiva sulla schiena i brividi del salvinismo. Come Prodi ha in mano il calendario istituzionale. Soprattutto quello quirinalizio.
Beppe Grillo (ondivago) nel suo perenne ondivagare aveva come obiettivo quello di limitare il potere di Di Maio. Ed è riuscito a arginare l’ex pupillo. Anche a dispetto della coerenza. Sempre più attratto dall’autodistruzione.
Sull’onda del grillismo anche Roberto Fico (minaccioso) sale sul carro dei vincitori. Può rivendicare il ritorno a sinistra e ha minacciato di non votare la fiducia ad un eventuale altro governo con la Lega.
L’Unione Europea (ossigenata) può vantare una affermazione. Bruxelles aveva nel mirino gli antieuropeisti, uno l’ha colpito.
Se Conte è stato il primo vincitore, la vera affermazione è di Sergio Mattarella (abile). Il presidente della Repubblica non ha mai digerito fino fondo la maggioranza populista con i leghisti. Gli eccessi salviniani più che disprezzati erano considerati una ferita.
Il presidente della Repubblica, inoltre, non ha mai nascosto di non voler essere ricordato come l’inquilino del Quirinale che ha sciolto le Camere a meno di due anni dal loro insediamento. Sarebbe stato un record.
Gli sconfitt
Il capitombolo più clamoroso è di Matteo Salvini (disastroso). Il capo leghista sembrava avere l’Italia nelle sue mani. Ma la politica è più cinica: basta un errore e come nel gioco dell’oca si torna ai blocchi di partenza. Ha sbagliato tutti i tempi. Se avesse aperto la crisi a gennaio, forse tutto sarebbe stato diverso. Ma soprattutto non ha capito che gli italiani tollerano tutto ma non l’eccesso di arroganza. Gli esempi del passato non sono stati di lezione. Torna alla prima stazione.
Perdente anche l’altro vicepremier uscente. Il grillino Luigi Di Maio (inconsistente) ha perso quasi tutto. Non è più il protetto di Grillo, non controlla più il suo Movimento che sembra aver designato come nuovo vertice proprio Giuseppe Conte. Si è piegato come un giunco per un anno ai voleri di Salvini e poi si è risvegliato dal torpore con la batosta delle europee.
A ruota ecco Alessandro Di Battista (inutile). Ha fatto fuoco e fiamme per tornare al voto e quindi in Parlamento. Ha scommesso tutto per prendere il posto di Di Maio. Dopo aver perso le europee a maggio, ha perso anche quest’ultimo braccio di ferro. Tornerà in Sudamerica?
Davide Casaleggio (non pervenuto). Spera di essere circondato dall’alone di mistero del padre. Il risultato non c’è. La politica è scelta e non affari. Ha difeso Di Maio senza una strategia e soprattutto senza incidere.
La schiera degli sconfitti attraversa anche il Pd. Nicola Zingaretti (sommesso) si è dovuto piegare a una linea non sua. Voleva le elezioni anche per cambiare i gruppi parlamentari troppo renziani. La slavina governista lo ha travolto. Ha il merito di aver limitato i danni e di aver tenuto il punto almeno sul vicepremier unico del Pd. Altrumenti sarebbe stata una disfatta totale. La rivincita sarà al congresso.
Con lui, tra i dem, ha perso anche Paolo Gentiloni (congelato). Senza truppe poteva contare solo sulla capacità di persuasione. Purtroppo in questa politica dell’interesse personale non basta. La sua destinazione è Bruxelles.
Silvio Berlusconi (superato) non ha più peso. All’opposizione di Salvini e in extremis suo alleato. Ma Forza Italia non esiste più. Il suo partito si spaccherà e una parte sosterrà in segreto il nuovo governo. La sconfitta del Cavaliere è la rivincita di Gianni Letta. Gli azzurri ormai sono in decomposizione.
Elisabetta Alberti Casellati (pretenziosa) sperava di utilizzare la crisi per lanciarsi nella corsa al Quirinale. È stata una falsa partenza.
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
L’ELEVATO AVEVA AUSPICATO MINISTRI TECNICI AL GOVERNO E CRITICATO CHI SI AGGRAPPA ALLA POLTRONA
Ieri Beppe Grillo ha dimostrato le sue movenze da elefante in cristalleria pubblicando, subito dopo l’ok di Mattarella al Conte Bis, sul suo blog la richiesta di avere ministri tecnici nel nuovo esecutivo.
Questo ha ovviamente segato le aspirazioni di Luigi Di Maio, il quale subito dopo l’uscita del post lo ha chiamato per farlo rettificare a mezzo agenzia di stampa, ma ormai la frittata era fatta.
Racconta Ilario Lombardo su Repubblica:
Quando chiama Grillo, un secondo dopo aver letto il blog, è furioso: «Così mi ammazzi, Beppe» gli dice. Assieme al comico, sentendo anche Palazzo Chigi, studiano come correggere il tiro.
Perchè il post è abrasivo sulle ferite ancora fresche della trattativa con il Pd, anche per il tempismo, che svela il prurito alle mani di Grillo, la voglia di ricalibrare il suo Movimento, nato rivoluzionario e finito a studiare il manuale Cencelli. (…)
Nelle chat dei vertici del M5S spuntano file di punti interrogativi, faccine con gli occhi sbarrati. È lo stupore di una mossa inattesa, deflagrante, l’ennesima con la quale Grillo è tornato centrale in questa lunga crisi d’agosto.
Vorrebbe dire fuori Di Maio e i due ministri sui cui conta di più: Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Il comico è costretto a giustificarsi e smentire se stesso attraverso la comunicazione del M5S.
Di Maio rivendica a sè il ruolo del capo politico che il garante gli ha già scippato nelle ultime due settimane. La sua leadership già barcolla, soffocata dai gruppi parlamentari in rivolta, l’ascesa di Conte, il ruolo di Davide Casaleggio, l’astuzia di Zingaretti che lo aggira cercandosi altri interlocutori.
In mattinata, in sua difesa, parte la batteria delle dichiarazioni dei grillini a lui più fedeli, sotto la regia del suo staff. «Chi tocca Di Maio tocca il M5S».
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2019 Riccardo Fucile
SPREAD A 168 ALLE 13 DI OGGI, TASSI BTP AL MINIMO
Evidentemente Matteo Salvini sotto sotto vuole bene all’Italia. Grazie alla crisi che lui ha
scatenato (anche se oggi cerca, modesto com’è, di addossare le colpe ad altri), ieri, ad appena 20 giorni di distanza e con l’ipotesi di governo M5S-Pd-Leu, la Borsa ha terminato la seduta (grigia) a 20.990 punti e lo spread è sceso fin sotto i 170 punti (165 il minimo di giornata, 174,7 alla chiusura), tornando ai livelli del maggio 2018.
Il rendimento del Btp decennale è crollato sotto l’1%, il suo minimo storico. Fatti i conti, nelle tre settimane della crisi il mercato azionario ha guadagnato oltre due punti percentuali, lo spread è sceso di 70 punti, i tassi del Btp sono precipitati ai minimi.
Spiega oggi Roberto Rho su Repubblica:
I tassi, in Europa, sono quasi ovunque sotto zero e lo spread italiano resta un’anomalia. Ma se il Bund tedesco ha un rendimento negativo, anche lo striminzito 1% del Btp risulterà appetibile per gli investitori: più acquisti, prezzi in crescita, rendimenti in calo. Allo stesso modo, l’attesa per il nuovo Quantitative easing fatto balenare dal presidente della Bce, Mario Draghi, ha già l’effetto di allentare la tensione sui titoli dei Paesi più fragili.
Ma nel mix di fattori ci sono anche, certamente, elementi tutti interni, legati all’evolversi della crisi di governo.
Le banche internazionali lo scrivono da giorni nei loro report. Secondo Fabio Fois della Barclays «la formazione di una coalizione di governo senza la Lega è lo scenario più “market friendly”. Da un ipotetico governo M5S-Pd noi ci aspettiamo, sulle politiche di bilancio, una posizione meno conflittuale con l’Europa e una maggior propensione della Commissione Ue a concedere all’Italia qualche margine di manovra in più».
(da agenzie)
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