Maggio 4th, 2020 Riccardo Fucile
“DOBBIAMO AVVIARE UN CAMBIAMENTO CULTURALE SE VOGLIAMO CONVIVERE CON IL CORONAVIRUS”
Walter Ricciardi, consigliere del ministro alla Salute Speranza che partecipa alle riunioni del Comitato
tecnico scientifico, in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica dice che se i contagi tornano a salire tra due settimane bisognerà chiudere di nuovo tutto:
«Non è ancora finita. Dobbiamo avviare un cambiamento culturale per convivere con il coronavirus».
Si inizia con le prime aperture, come ci siete arrivati?
«Da scienziati abbiamo dato le migliori evidenze alla politica, che ha preso le sue decisioni. Questo è un momento difficile, le scelte riguardo a un Paese che deve ripartire in qualche modo vanno equilibrate con ciò che sappiamo del virus e della sua pericolosità »
Cosa manca?
«Ad esempio la app non è pronta e non sono stati ancora rafforzati i dipartimenti di prevenzione. Si tratta dei due strumenti necessari per fare il tracing, cioè per individuare i malati e soprattutto i loro contatti a rischio. E poi non c’è ancora l’uso esteso e mirato dei test. È vero, si fanno più tamponi ma non in tutte le Regioni, in questa attività bisogna crescere. Sui Covid hospital richiesti dal ministro invece mi sembra che le Regioni siano avanti. Finchè non rafforziamo tutti questi aspetti del servizio sanitario la gente deve essere ancora di più responsabile».
Da oggi si riaprono alcune attività ma già da qualche giorno in molte città si vedono tante persone in giro a passeggiare. È rischioso?
«Sì, le situazioni che abbassano il distanziamento fisico mettono a rischio la salute di tutti. Ma voglio ricordare che come si è aperto si può anche richiudere. Per farlo abbiamo degli indicatori che ci permettono di prendere misure correttive nel caso di un ritorno dell’epidemia. Le chiusure se le cose vanno male avvengono automaticamente».
Quindi non è ancora il momento di stare più tranquilli
«Restiamo in una fase rischiosa, anzi certe regioni sono ancora in piena fase 1. Quindi riapriamo quello che va riaperto come dice il piano, in modo graduale e funzionale alle esigenze del Paese. Per il resto bisogna restare ancora a casa».
Quanto ci vorrà a capire se le cose vanno male?
«Due settimane, è il tempo dell’incubazione ma anche dello sviluppo dei primi casi secondari. In quei 15 giorni si vedrà se la malattia torna a diffondersi in modo esponenziale».
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2020 Riccardo Fucile
ALTRE DUE DOTTORESSE CHE AVEVANO DENUNCIATO LA MANCANZA DI SISTEMI DI PROTEZIONE PER I MEDICI ERANO “CADUTE” PURE LORO DALLA FINESTRA
Alexander Shulepov, medico d’ambulanza dell’ospedale Novousmanskaya, nella regione di Voronezh, è caduto dalla finestra dell’ospedale, dove era in cura per l’infezione da coronavirus.
L’incidente, stando a Interfax, è accaduto il 2 di maggio e secondo i media locali Shupolev è in terapia intensiva con una frattura alla base del cranio.
Alla fine di aprile Shulepov, insieme al collega Alexander Kosyakin, aveva registrato un video in cui aveva denunciato di aver contratto il coronavirus ma di non essere stato rimosso dal turno e anzi costretto a lavorare.
Kosyakin aveva aggiunto che non gli erano state fornite tute protettive e che non sono stati testati per il coronavirus.
Dal canto suo, il dipartimento della Sanità aveva definito come “false” le affermazioni. Si tratta del terzo caso in Russia di medici caduti da una finestra — dopo Elena Nepomnyashchaya, primario presso un ospedale di Krasnoyarsk, e Natalia Lebedeva, capo del servizio ambulanze della Città delle Stelle, nei pressi di Mosca. Sul caso di Shulepov è in corso “un’indagine”.
Shulepov aveva successivamente pubblicato un altro video in cui ritrattava tutte le accuse. Altre due dottoresse sono morte cadendo dalla finestra dell’ospedale in cui erano ricoverate dopo aver denunciato la mancanza di dispositivi di protezione individuale nella cura dei pazienti.
In Russia si registrano 10.581 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, poco meno dei 10.633 di ieri, che rappresentano il numero più alto di contagi giornalieri finora registrato nel Paese.
Lo riporta la task force anticoronavirus russa. In totale, in Russia, i casi accertati di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia sono 145.268, mentre le vittime del nuovo coronavirus sono 1.356, di cui 76 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono in tutto 18.095.
(da agenzie)
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Maggio 4th, 2020 Riccardo Fucile
IL PERSONALE ATAC: “NON ABBIAMO RICEVUTO DIRETTIVE”
«Tanto dura poco», dicono i più cinici. Roma s’è svegliata ordinata, stamattina. Per il primo giorno di
Fase 2 dell’emergenza Coronavirus strade ancora vuote, il traffico scorre disciplinato. Arrivare alla stazione Termini significa perdere due tram. I conducenti decidono di saltare la fermata: hanno imbarcato già troppi passeggeri che siedono a posti alterni. Si intuisce che non c’è spazio per i posti in piedi. E sono solo le 7.30
Al terzo tram, si sale. Tutti distanziati, silenziosi, seguono attentamente le regole. Il conducente del mezzo sembra essere di manica larga, rispetto ai due precedenti: finiti i posti a sedere, fa salire chiunque trovi nel corso del tragitto. Non è «compito suo» vigilare sulle distanze di sicurezza, dice. E infatti dopo poco è facile ritrovarsi a 30 centimetri l’uno dall’altro, spalla a spalla.
Il personale Atac però sembra «non aver ricevuto direttive, il nostro compito è chiuderci in cabina e guidare», dice un gruppo di autisti intento a chiacchierare tra un capolinea e l’altro, in piedi sulle banchine. «Sta a voi avere buon senso e regolarvi. Se il mezzo è troppo pieno, non abbiamo facoltà di far scendere nessuno. È una vostra scelta salire a bordo o meno».
La stazione della metropolitana è deserta, sul pavimento dei corridoi, grosse frecce adesive chiedono ai passeggeri di mantenere il distanziamento sociale. Ai tornelli, agenti di polizia, personale Atac e uomini della sicurezza vigilano sul flusso di persone in entrata e in uscita.
Sulle banchine, però, nessun adesivo che indichi la distanza di sicurezza, ma la città è talmente vuota che alle 8.55 — orario rovente per il traffico romano-, in direzione Battistini, alla fermata sostano meno di 15 persone.
(da Open)
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