Maggio 7th, 2020 Riccardo Fucile
“SERVE DIALOGO CON L’OPPOSIZIONE”… SUL CASO BONAFEDE: “NON CI PRESTEREMO A GIOCHI DI PALAZZO”
“Il governo deve dialogare con le opposizioni. Se non ce la fa vedo difficile che si possa
riproporre una maggioranza diversa”.
Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, intervistato a SkyTg24 pensa a quali debbano essere le prossime mosse del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, stretto al momento tra le critiche delle opposizioni e quelle di Matteo Renzi, leader di Italia Viva.
Proprio Renzi, infatti, nei giorni scorsi aveva avvertito il premier: “Se prenderà la strada del populismo, non lo sosterremo”. Per Zingaretti nel caso in cui al governo mancasse il sostegno necessario, allora, come scappatoia ci sarà “solo il voto”.
Zingaretti è poi intervenuto sul caso Di Matteo-Bonafede e sulle polemiche relative alle scarcerazioni facili dei boss mafiosi per l’emergenza coronavirus.
“Il Pd – chiarisce il segretario del partito – non si presterà a giochi di Palazzo o alla politica del chiacchiericcio e degli sgambetti. Alla politica dico che la priorità è capire come combattere le mafie nelle carceri e come contrastarne l’inquinamento nell’economia legale”. E aggiunge: “Su questo dobbiamo trovare insieme le soluzioni e questo non c’entra nulla con il chiacchiericcio del sistema politico in queste ore”
Parlando della fase 2 e la ripresa alle aziende in crisi, Zingaretti ha chiarito che “il sostegno non può passare attraverso la statalizzazione di queste aziende. Sono balle”.
(da agenzie)
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Maggio 7th, 2020 Riccardo Fucile
ACCORDO PER LA DISTRIBUZIONE DI 10 MILIONI DI PEZZI A SETTIMANA CHE I FARMACISTI PAGHEREBBERO MENO DI 50 CENTESIMI
Un accordo per la distribuzione di altri 10 milioni di mascherine alle farmacie, che saranno vendute al pubblico a 50 centesimi più Iva.
Per la precisione “5 milioni di mascherine chirurgiche per i prossimi 7 giorni e 10 milioni
settimanali, a regime, dalla seconda metà di maggio” precisano i farmatisti.
È l’intesa che sarà siglata nelle prossime ore tra il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, Federfarma e l’Associazione Distributori di Farmaci (Adf). Secondo l’accordo, i farmacisti pagherebbero a 38-40 centesimi le mascherine all’ingrosso, con un guadagno di circa 10 centesimi alla vendita per ognuna, raddoppiato rispetto ai mesi precedenti all’ emergenza.
Un patto, una tregua, su un nodo delicatissimo.
Le mascherine ‘di Stato’ – quelle garantite al prezzo calmierato di 50 centesimi più iva – sono ancora introvabili. A confermare la carenza nei negozi – oltre alle segnalazioni di associazioni, cittadini e delle stesse farmacie – era stata ieri anche Federdistribuzione. Dopo l’intesa con supermercati, farmacie e presto con i tabaccai, le stime erano di centomila punti vendita dei dispositivi in tutta Italia: uno ogni 600 abitanti. E invece, quelle economiche e monouso, sembrano già sparite.
Altra emergenza che era emersa riguardava la fornitura di dpi alle persone più povere, a chi non ha nemmeno quei 50 centesimi: il Governo sarebbe al lavoro su una norma per garantire la fornitura di mascherine gratis a chi è in difficoltà economica. Per l’intervento dovrebbero essere stanziati fondi ad hoc nel decreto di maggio.
In una nota Federfarma pone “l’attenzione sulle esigenze dei cittadini più fragili, immunodepressi, malati cronici e pazienti in cure chemioterapiche, confermando la propria disponibilità a distribuire gratuitamente ai soggetti aventi diritto le mascherine che perverranno dalla pubblica amministrazione”.
(da agenzie)
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Maggio 7th, 2020 Riccardo Fucile
RETROMARCIA SULL’ORIGINE DEL CORONAVIRUS IN UN LABORATORIO DI WUHAN: LE PROVE NON CI SONO
Dopo aver sollevato un polverone internazionale che in molti avevano definito ‘la nuova
guerra fredda’ con la Cina, gli Stati Uniti si sono affidati al segretario di Stato Mike Pompeo per fare retromarcia sull’origine coronavirus in un laboratorio di virologia di Wuhan.
Nei giorni scorsi, sia il segretario di Stato, sia lo stesso Donald Trump avevano parlato di enormous evidence a proposito dell’origine artificiale del virus che ci ha proiettati all’interno di questa pandemia, ma adesso la questione sembra essere fortemente ridimensionata.
Anche se, ormai, ha già creato un danno enorme il fatto di aver instillato il dubbio in molti cittadini che già avevano ampiamente dibattuto sui social network a proposito di complotti orditi dalla Cina per modificare il coronavirus in laboratorio e sferrare una sorta di attacco batteriologico al mondo intero.
Le parole della Casa Bianca sui sospetti sull’origine artificiale del coronavirus, infatti, hanno alimentato questa teoria che è stata già ampiamente smentita da numerose evidenze scientifiche, che hanno dimostrato l’origine completamente naturale del Sars-COV-2.
Il segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno la certezza dell’origine della pandemia di coronavirus. Dunque, non sono in possesso delle cosiddette prove evidenti circa la realizzazione del Sars-COV-2 in laboratorio. Tra l’altro, come riportato dalla CNN, le valutazioni diffuse tra gli alleati statunitensi che condividono informazioni di intelligence vanno nella direzione di ritenere «altamente improbabile» che il virus abbia avuto origine in un laboratorio. Dunque, una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Resta comunque alta la tensione tra Usa e Cina
Ma l’origine del virus in laboratorio, ora, sembra essere una teoria accantonata anche da quella Casa Bianca che, solo la scorsa settimana, sembrava aver espresso la sua ultima parola sul tema, dando la spinta definitiva a quella che può essere — a buon diritto — considerata una delle più grandi fake news degli ultimi tempi.
(da agenzie)
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