Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
SI VERGOGNANO PERSINO DI SE STESSI… SPARISCE NEL VIDEO DAL SOTTOPANCIA DELLA GRAFICA IL PARTITO DI RIFERIMENTO, OVVERO LA LEGA
Il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi si è accorto di una curiosa scelta grafica del Tg2, che nel
raccontare la ridicola performance del leghista Alessandro Pagano ieri sera ha “cancellato” dal sottopancia il suo partito di riferimento, ovvero la Lega.
Scrive Anzaldi su Facebook:
Il Tg2 sul caso Pagano, dopo aver censurato alle 13 il sonoro delle offensive parole del leghista nei confronti di Silvia Romano definita “neo terrorista”, nell’edizione delle 20.30 è arrivato addirittura a manipolare le immagini ufficiali della Camera pur di eliminare qualsiasi riferimento visivo a Salvini e al partito della Lega.
Invece di rimediare alla gravissima disinformazione andata in onda a pranzo, a cena il Tg2 ha quindi addirittura raddoppiato.
Il direttore dell’Informazione Rai Di Bella, capo della task force contro le fake news, acquisisca i video delle edizioni di ieri del Tg2 e valuti se questa informazione sia rispettosa della deontologia professionale e della verità sostanziale delle notizie
Dopo le proteste per essere stato l’unico tg italiano a non far sentire le parole di Pagano nell’edizione delle 13, a sera il Tg2 ha deciso di trasmettere l’audio del leghista, ma nel farlo ha cancellato in video il riferimento al partito “Lega Salvini Premier” presente nelle immagini ufficiali della Camera.
Il video di Montecitorio è stato accuratamente tagliato, come si può vedere confrontando, ad esempio, le immagini del Tg2 con quelle degli altri tg.
Chi ha chiesto al montatore Rai di tagliare quelle immagini? E’ stato un ordine diretto del direttore?
La presidenza della Camera dovrebbe valutare di chiedere chiarimenti al direttore di Rai Parlamento, Antonio Preziosi, su come sia potuto succedere
A differenza di Tg1 e Tg3, il Tg2 ha anche evitato di mettere in onda il sottopancia con il nome del partito del deputato.
Guardando le immagini del Tg2, quindi, i telespettatori potevano leggere solo “On. Alessandro Pagano”, senza sapere a quale partito appartenesse.
Una scelta per evitare che visivamente i telespettatori associassero Pagano e le sue indecenti parole d’odio, come le ha definite il presidente della Camera Fico, a Salvini e al partito della Lega.
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
AL SEDICENTE ORTODOSSO E’ ANDATA MALE, LA PACCHIA E’ FINITA, ORA LE GENTE REAGISCE… UN ALTRO CUOR DI LEONE CHE POI CANCELLA IL POST
La solita foto di qualche tempo fa che ritrae Silvia Romano accanto ad un ragazzo di colore. E sopra
la scritta “Tutti al mare”.
L’ultima prodezza di quel personaggio che naviga da tempo sui lidi del sovranismo razzista e che si autoproclama primate della chiesa Ortodossa, pur rappresentando il nulla politico, religioso e soprattutto etico
L’allusione è evidente e così detestabile che sul web in tanti hanno risposto anche in modo satirico, come Luca Bizzarri: ” Credo che il Pope Meluzzi stia facendo collezione di foto di ragazzi di colore. Io ho mandato la mia, non lasciatelo one di colore.
C’e’ chi scrive: “Quando si è invasati,quelli di Ruby nipote di Mubarak dicono pure e semplici imbecillità
E David Parenzo risponde: “e pensare che sto miserabile massone razzista fa la star in Tv”
Subissato di critiche, Meluzzi dopo poco cancella il post, resta la figura di merda.
(da Globalist)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
FDI ANNUNCIA L’ASTENSIONE, LEGA PER IL NO, FORZA ITALIA PER SI’… I SOVRANISTI NON VOGLIONO IL MES, NON GLI VA BENE IL RECOVERY FOUND, VOGLIONO SOLO MILIARDI GRATIS? GIOCHINO AL SUPERENALOTTO E NON PRENDANO PER IL CULO GLI ITALIANI
Ancora una volta l’opposizione italiana va verso la spaccatura al Parlamento europeo. E ancora una volta la Lega si prepara a votare contro uno strumento pensato proprio per aiutare l’Italia a salvarsi dalla recessione innescata dal coronavirus, ovvero il Recovery Fund da 1.000 miliardi finanziato dai titoli comuni europei.
L’appuntamento è per venerdì, quando l’emiciclo voterà una risoluzione appunto sul Fondo per la ripresa chiedendo a Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione europea, di essere “ambiziosa” nella proposta alla quale sta lavorando.
Quello del Parlamento è un testo non vincolante, ma pensato proprio per aiutare politicamente i governi di Francia, Italia e Spagna, nonchè i commissari europei più sensibili alle loro esigenze, nei complicatissimi negoziati in corso dietro le quinte tra Bruxelles e le Cancellerie europee.
Il 23 aprile scorso i capi di Stato e di governo hanno trovato l’accordo politico sul rilancio dell’economia europea dopo il Covid, dando mandato a von der Leyen di scriverlo e presentarlo in tempi rapidi.
La presidente della Commissione, ha già rinviato per due settimane di fila la pubblicazione, segno delle difficoltà a trovare la quadra tra le contrastanti richieste dei governi, spaccati tra nordici e mediterranei.
L’idea è di usare le riserve del bilancio Ue 2021-2027 (circa 1.000 miliardi in tutto) come garanzia per andare sul mercato attraverso il Recovery Fund e rastrellare altri 1.000 miliardi per rilanciare l’economia. Ma si discute sui dettagli.
Il Parlamento chiederà a von der Leyen di non partire con una proposta al ribasso per timore di bocciature da parte delle capitali, ma di osare e lasciare poi al negoziato tra governi eventuali modifiche. Come spiegava l’ex sottosegretario Sandro Gozi, oggi europarlamentare eletto con il partito di Emmanuel Macron: “Proposto da un’ampia maggioranza al Parlamento europeo un piano di ripresa e di trasformazione di 2.000 miliardi di euro per affrontare la crisi coronavirus, finanziato da Recovery bond europei per evitare livelli di indebitamento insostenibili per gli Stati. Dobbiamo mettere in comune gli investimenti per il futuro”.
La risoluzione è stata presentata da Partito popolare europeo, Socialisti e democratici, Renew Europe (i liberali che guardano appunto a Macron), Verdi e i Conservatori, la destra di Kazczynsi nella quale siede anche Fratelli d’Italia.
Proprio il gruppo di Giorgia Meloni ha annunciato l’astensione visto che, spiegava Carlo Fidanza, “ci sono alcuni aspetti positivi che sosteniamo con forza, ma nel testo c’è un eccessivo richiamo al Green Deal”
Mentre Forza Italia (Ppe) dovrebbe votare a favore del testo, la Lega (nel gruppo sovranista con Le Pen e Afd) è orientata ancora una volta a votare contro, tanto che l’eurodeputato Antonio Maria Rinaldi ha affermato che il Recovery Fund “sarà una brutta copia del Mes”.
Dovrebbe schierarsi a favore del testo la maggioranza di governo (Pd-M5S), salvo nuove spaccature nel fronte grillino, a Bruxelles tormentato dalle ribellioni dei sostenitori di Alessandro Di Battista capitanati da Ignazio Corrao.
Intanto intervenendo in aula, von der Leyen ha confermato che parte del Recovery Fund partirà già in estate, come chiesto dall’Italia, senza aspettare fino a gennaio a distribuire i soldi per la ripartenza
La tedesca ha anche confermato che sarà un mix tra sussidi e fondo perso e prestiti ai governi, che i fondi saranno concentrati verso i paesi più colpiti dalla crisi e che ci sarà uno strumento per aiutare direttamente le imprese sane messe in difficoltà dalla crisi.
Von der Leyen non ha però dato cifre, anche se ha ribadito che le priorità saranno Green deal e digitale, compreso 5G e intelligenza artificiale.
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
E POI NON C’ENTRA NULLA CON I RAPIMENTI ALL’ESTERO DOVE ANCHE IL CENTRODESTRA HA SEMPRE PAGATO IL RISCATTO… SE VUOLE CHE GLI OSTAGGI VENGANO AMMAZZATI LO DICA CHIARAMENTE
Quando Salvini dice che in Italia, da quando è stata approvata la legge sul divieto di pagamento
riscatto per le persone rapite, non ci sono stati più sequestri di persona non dice la verità .
Il leader della Lega ha affrontato questo tema in chiusura di collegamento con Agorà , su Rai 3, questa mattina. Si parlava, ovviamente, del presunto riscatto pagato per riportare in Italia Silvia Romano. Allorchè Salvini ha citato la legge approvata dal Parlamento per tentare di porre fine al pagamento riscatto. Si tratta dalle legge numero 82 del 1991, ribattezzata legge Martelli dal nome del suo primo firmatario.
Ma è davvero così? La realtà è ben diversa.
Dire che i rapimenti, da quel giorno, non ci sono più stati è fare cattiva informazione. Riavvolgendo il nastro della pagine di cronaca, infatti, ricordiamo il sequestro Soffiantini del 1997, ma anche quello di Silvia Melis nello stesso anno. Entrambi erano rapimenti a scopo estorsivo.
Stessa sorte sarebbe stata per il piccolo Tommy, Tommaso Onofri, rapito nel 2006 ma ucciso durante il trasferimento nel luogo che doveva ‘ospitarlo’ durante le contrattazioni per il pagamento riscatto con la famiglia. Fu una vera e propria tragedia che, tra le altre cose, è stata ricordata sul palco leghista di Bibbiano dello scorso 23 gennaio, evento di chiusura della campagna elettorale del Carroccio in Emilia-Romagna.
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
“GARANTISCE LA DIGNITA’ DELLE PERSONE, LA SICUREZZA SANITARIA, LA TUTELA DELLA LEGALITA’ E LE ESIGENZE DEL MERCATO DEL LAVORO”
Sono circa 200 mila gli immigrati regolarizzati dal Governo con il Decreto Rilancio. Luciana Lamorgese indugia più volte sulle tante ore dedicate con i ministri Bellanova, Catalfo e Provenzano al capitolo della regolarizzazione dei migranti.
Arrivare a un testo condiviso è stata dura, spiega ma ora, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Interno si dice “molto soddisfatta” della sintesi. “Credo che questo provvedimento di regolarizzazione e di emersione garantista allo stesso tempo, soprattutto nel contesto emergenziale attuale, la dignità delle persone, la sicurezza sanitaria, la tutela della legalità e le esigenze del mercato del lavoro”.
“Il numero di richieste potrebbe collocarsi a metà strada tra la regolarizzazione del Governo Berlusconi, circa 300 mila domande, e quella del governo Monti, circa 100 mila” spiega la titolare del Viminale, precisando che “non è un condono, ma una procedura di emersione e di regolarizzazione che, al pari di quanto fatto da altri governi, accende un faro sui rapporti di lavoro e sugli immigrati irregolari sui quali, ora, potremmo disporre dei dati anagrafici, previdenziali e sanitari, compresi quelli utili a gestire l’emergenza Covid-19 anche in contesti sociali difficili da monitorare”.
Lamorgese spiega ancora che sono stati messi in campo strumenti contro i datori di lavoro che assumono e impiegano manodopera mediante attività d intermediazione illecita, sfruttando i lavoratori e approfittando del loro stato di bisogno: “Ora rischia di più chi ricorre al caporalato”.
Altro capitolo a cui il Viminale sta dedicando particolare attenzione è il rischio di infiltrazione mafiosa nella crisi economica da Covid-19.
Un “rischio alto”, secondo Luciana Lamorgese, soprattutto “i piccoli imprenditori a corto di liquidità potrebbero esporsi ai tentacoli dell’usura”. Per questo “la rapida erogazione” delle risorse destinate a famiglie e imprese nel Decreto Rilancio ”è fondamentale” perchè “i ritardi rischiano di favorire i sodalizi criminali che possono mettere immediatamente a disposizione i loro aiuti. E’ quindi necessario evitare inutili aggravamenti procedurali”.
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
DALL’APPARTAMENTO DI SERVIZIO (GRATIS) A PIAZZA BARBERINI E ORA IN UN GRANDE APPARTAMENTO CON GIARDINO E LE CAMERE PER I FIGLI
Matteo Salvini ve l’ha menata per tutta l’emergenza Coronavirus con l’«umile bilocale» in cui
viveva mentre “quelli di sinistra stanno nelle ville”.
Quello che il Capitano aveva dimenticato di dirvi è che mentre faceva i video dalla casa dei suoi genitori a Milano progettava un trasloco con Francesca Verdini, sua attuale fidanzata. Ci spiega oggi il settimanale Chi che dopo aver lasciato l’appartamento di servizio da ministro dell’Interno, circa 10 mesi fa, e avere fatto cadere il governo giallo-verde, il leader della Lega si era stabilito con Francesca in una “casa di transizione” in zona piazza Barberini.
Adesso, però, la coppia ha finalmente trovato un’abitazione più comoda, lontana dal centro storico e dai palazzi della politica, in una tranquilla zona.
Così, la Fase2 per loro coincide con il trasloco. Matteo e Francesca (muniti di numerose variopinte mascherine) hanno dato appuntamento ai trasportatori in mattinata sotto casa. Lui in abito da lavoro, in camicia e cravatta, lei decisamente più sportiva, in jeans e canotta. Dopo aver lasciato gli operai nell’appartamento, come due fidanzatini sono scesi a prendere un caffè da asporto nel bar del quartiere.
Dal settimanale di Signorini apprendiamo che Salvini & Verdini si trasferiranno in un condominio con giardino in una zona più residenziale.
Una scelta decisamente più familiare per Salvini, che da single abitava in una piccola casa vicina al cuore pulsante della Capitale, e che ora, mentre medita di mettere su famiglia, si orienta verso un appartamento più spazioso e un quartiere meno battuto dai paparazzi. Francesca si occuperà dell’arredamento e di rendere accogliente la nuova abitazione di coppia, che avrà stavolta anche le camere per i figli di Salvini: Federico e Mirta stanno crescendo e desiderano sempre più spesso andare a trovare il papà anche a Roma.
E l’umile bilocale? Tornerà utile alla prossima emergenza.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
LE SUE LACRIME IN DIRETTA SONO DIVENTATE OGGETTO DI DILEGGIO SUI SOCIAL DA PARTE DEI SOLITI RAZZISTI DA TASTIERA CHE POI SI CACANO SOTTO QUANDO BUSSA LA POLIZIA ALLA LORO PORTA
Il dibattito (poco) politico si è spostato sulle lacrime in diretta di Teresa Bellanova, arrivate durante l’annuncio della regolarizzazione dei lavoratori stranieri inserito nel dl Rilancio approvato mercoledì pomeriggio dal Consiglio dei Ministri.
Il leader della Lega ha paragonato quel pianto a quello che fece l’ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero.
Ecco come Teresa Bellanova replica a Salvini nel suo intervento di questa mattina a Radio 24.
«Mi avrebbe imbarazzato molto di più un paragone con Salvini che non con una professoressa come la Fornero — ha detto Teresa Bellanova a 24 Mattino -. La professoressa Fornero è una persona di grande competenza e di grande professionalità che io rispetto e con la quale, su alcune questioni, la pensiamo in mondo diverso ma non è il confronto con la professoressa Fornero che mi imbarazza, mi avrebbe imbarazzato molto un confronto con Salvini».
Insomma, una replica molto secca dopo che sulle bacheche social del leader della Lega si è scatenato un vero e proprio pandemonio di insulti rivolti alla ministra.
La ministra delle Politiche Agricole è poi tornata a parlare della genesi delle sue lacrime in diretta che, però, hanno indispettito molti e hanno portato sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni ad attaccare lei e anche il governo: «So che i sentimenti sono un fatto privato ma ci sono momenti in cui non si riesce a governarli e per me ieri è stato uno di questi. Siamo il frutto della nostra storia, chi non sente questo agisce da mestierante. Io nella mia vita ho avuto momenti difficili ma anche la fortuna di fare le cose con grande passione e ieri tutto questo si è palesato in un momento in cui ero nella condizione di poter dire che si migliorava la vita degli altri».
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
LA BELLANOVA NON E’ UNA MANTENUTA FANCAZZISTA, LOTTA PER DEI VALORI NON PER ISTIGARE ALL’ODIO ED ESSENDO UN ESSERE NON DIS-UMANO SA ANCHE COMMUOVERSI A DIFFERENZA DI CHI FA AFFOGARE MADRI E BAMBINI
Ieri la ministra Teresa Bellanova ha avuto un moto di commozione illustrando l’articolo 110bis
sull’emersione dei rapporti di lavoro per le persone sfruttate nelle campagne o nelle false cooperative che non saranno più invisibili perchè potranno accedere a un permesso di soggiorno per lavoro.
Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno colto la palla al balzo per paragonare le lacrime di Bellanova a quelle di Elsa Fornero mentre illustrava la riforma delle pensioni del governo Monti.
Dimostrando così scarsa memoria visto che quando la Lega e Alleanza Nazionale, il partito dalle cui ceneri è nato Fratelli d’Italia, erano al governo con Silvio Berlusconi di migranti ne hanno regolarizzati quasi un milione.
Ad esempio la Lega di “irregolari” ne ha invece regolarizzati quasi un milione.
Lo ha fatto votando i provvedimenti dei governi Berlusconi a cui ha partecipato sia nel 2002 che nel 2009. Il primo, accompagnato alla Bossi-Fini, ne ha regolarizzati 700mila:
Il decreto-legge reca norme in materia di legalizzazione del lavoro irregolare dei lavoratori extracomunitari ed attua l’impegno assunto dal Governo in Parlamento di accompagnare l’entrata in vigore della legge “Fini-Bossi” in materia di immigrazione (10 settembre) con norme per la legalizzazione dei lavoratori extracomunitari.
Il provvedimento prevede che i lavoratori extracomunitari occupati nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore del decreto-legge possono essere regolarizzati a domanda, presentata direttamente dal datore di lavoro e con il versamento di una somma pari a 700 euro; previo accertamento da parte della Prefettura di eventuali motivi ostativi e la conclusione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno annuale, potranno ricevere il permesso di soggiorno.
Viene inoltre stabilito che l’obbligo dei rilievi fotodattiloscopici previsto per i lavoratori extracomunitari sia esteso anche ai cittadini italiani all’atto della consegna della carta d’identità elettronica. (dal Comunicato del Consiglio dei Ministri del 6 settembre 2002)
Ed è quasi divertente leggere questo articolo di Repubblica in cui si raccontava che la Lega era all’epoca furiosa e in prima linea contro quel provvedimento (con il piccolo costituzionalista Roberto Calderoli sugli scudi: «La legge è una boiata») ma poi lo ha votato, come del resto tutte le norme dei governi Berlusconi contro le quali ha dapprima finto di fare l’opposizione interna per poi approvarli in cambio di un tozzo di pane. Il sito celebrativo del governo Berlusconi 2001-2006 riporta i risultati finali di quella regolarizzazione:
Nel 2009 invece i numeri previsti erano quelli della precedente sanatoria, ma alla fine furono 294mila le richieste accolte. Il totale fa poco meno di un milione, ma in compenso è bello ricordare chi era all’epoca il ministro dell’Interno. Ovvero Roberto Maroni.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 14th, 2020 Riccardo Fucile
“BASTA INDOSSARE IL VESTITO “SBAGLIATO” E DIVENTI IL NEMICO DEL POPOLO, C’E’ UN PROBLEMA DI SALUTE MENTALE IN ITALIA”
“Silvia Romano ci è costata 40 milioni pagati in una Banca del Qatar”. Comincia così uno dei messaggi-bufala che girano sui social network e che spargono menzogne sulla 25enne italiana sequestrata in Kenya a novembre 2018, portata in Somalia dai suoi rapitori e rientrata in Italia dopo 18 mesi di prigionia.
“Silvia Romano è venuta in Italia a compiere una missione ben precisa”, si legge ancora nel messaggio, “ha incarnato il simbolo di un’ideologia. Era avvolta dalla bandiera dello stato terroristico islamico di Al-Qaeda”.
Affermazioni prive di ogni fondamento ma che — circolando sulle app di messaggistica e sui social — istigano all’odio verso la giovane milanese.
Dopo il rientro a casa di Silvia Romano si è scatenata una campagna incredibile fatta di minacce e insulti, con decine di messaggi indirizzati al suo profilo Facebook e dei volantini contro di lei appesi nel quartiere di Casoretto — dove vive la volontaria italiana — e persino cocci di bottiglia sul balcone di un altro appartamento del suo palazzo.
Tanto che la procura di Milano ha aperto un’indagine sulle minacce e valuta la possibilità di metterla sotto protezione. TPI ha parlato di quanto accaduto con la criminologa Roberta Bruzzone.
Pensa che il pericolo per Silvia Romano sia reale?
Temo proprio di sì. A me stanno arrivando su Whatsapp dei messaggi da numeri sconosciuti che riguardano Silvia Romano e che hanno dei contenuti a dir poco deliranti. Vi si legge che è una terrorista, che bisogna eliminarla, una serie di valutazioni preoccupanti, quindi temo che la questione possa trascendere.
Come mai tanto odio secondo lei?
Spesso nei momenti storici di difficoltà , come quello che stiamo vivendo, la maggior parte delle persone sperimenta una sensazione di angoscia e di frustrazione. Avere qualcuno su cui proiettare questo tipo di vissuti fa stare meglio, quindi adesso il “nemico pubblico numero uno” è Silvia Romano. L’aspetto del trauma vissuto da questa ragazza oggi viene totalmente ignorato e disconosciuto, mentre lei è stata trasformata in una nemica. Questo la rende un possibile bersaglio.
Un bersaglio per chi?
Anche da parte di soggetti squilibrati, che non hanno una collocazione politica ma la individuano come una sorta di nemico da abbattere. C’è molta gente che non sta bene in giro e che non vede l’ora di trasformarsi in colui o colei che ha eliminato quello che adesso viene visto come il “nemico numero uno” del popolo italiano. Mi auguro che questo sia adeguatamente valutato dalle forze di polizia e dall’autorità giudiziaria, perchè questa ragazza in questo momento è a rischio, a mio modo di vedere.
Il deputato leghista Pagano in Aula ha parlato di Silvia Romano come di una “neo terrorista”.
La conversione ha creato una serie di scenari complottisti degni del peggiore parto psichiatrico estremo, da parte di complottisti dell’ultima ora. Indubbiamente qualcosa è andato molto storto nel modo in cui è stata gestita la comunicazione su questa vicenda. Parliamo della vittima di un sequestro durato 18 mesi, andava preservata di più. Trovo anche molto discutibile che, all’indomani di un interrogatorio che avrebbe dovuto essere secretato data la delicatezza dell’argomento, ce lo siamo invece sostanzialmente ritrovato ripercorso subito dopo.
Che idea si è fatta dopo il ritorno di Silvia?
Mi preoccupa moltissimo la situazione di questa ragazza. È vittima di una situazione tremenda, che avrebbe messo in ginocchio tutti noi. Al di là del fatto che sembrava sorridente e in buone condizioni fisiche, ricordiamoci che un sequestro di persona che dura 18 mesi è un evento traumatico devastante. Nessuno di noi è in grado di valutare ciò che è successo. È possibile che Silvia Romano possa aver avuto una serie di effetti manipolatori, che l’hanno portata a fare un percorso particolare. È persino possibile che la conversione sia stata una conseguenza di una dimensione post-traumatica, ad oggi non possiamo escluderlo. In una fase post sequestro che lei abbia speso parole “positive” per i sequestratori è assolutamente plausibile. Non perchè sono stati buoni con lei, ma perchè lei potrebbe aver scelto questa strada per cercare di trovare nei suoi sequestratori degli aspetti di umanità che le servivano per poter gestire l’angoscia di quella condizione.
Ci sono dei precedenti?
Assolutamente sì. Oggi sembriamo tutti esperti della sindrome di Stoccolma, ma la maggior parte delle persone non ha idea di cosa innesti una risposta identificatoria da parte della vittima con il carnefice. Normalmente questo tipo di processo si innesca quando c’è un grandissimo rischio per l’incolumità fisica e psichica della vittima, di conseguenza in un contesto a medio-lungo termine c’è l’esigenza di trovare delle garanzie sufficienti ad arginare l’angoscia che deriva dal sequestro. Mi guardo bene dal fare valutazioni su Silvia Romano, perchè non l’ho esaminata, ma non faccio nessuna fatica a immaginare che questa ragazza sia stata esposta a un trauma veramente devastante e abbia cercato di resistere a quella condizione nel modo migliore possibile. Se la conversione le ha dato quella chances in più di sopravvivere a quell’esperienza, ben venga. Se è davvero un percorso autonomo o meno lo vedremo nel tempo.
È favorevole quindi alla scorta a Silvia Romano?
Sì. Di scorte sui generis ne abbiamo viste parecchie, ma lei è una delle poche persone che ne hanno davvero bisogno in questo momento in questo paese. E forse ne avrà bisogno per un periodo prolungato, perchè quest’odio non si spegnerà rapidamente. L’invito che rivolgo a tutti è di frenate la lingua e le cellule del cervello, che per alcuni hanno preso una deriva delirante e veramente preoccupante. Basta indossare il vestito sbagliato e diventi il nemico del popolo italiano: una situazione allarmante sul versante della salute mentale del nostro paese.
(da TPI)
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