Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
15.296 MORTI, 83.820 CONTAGIATI “UFFICIALI” E QUESTO SPARA CAZZATE
Ma ad altri chi? Altre regioni quali?
Ieri Attilio Fontana durante la conferenza stampa di propaganda della Regione Lombardia è tornato a dare spettacolo sostenendo che sul contagio da Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 “Rispetto ad altre regioni la Lombardia ha contenuto bene”. E ha lasciato ancora nel mistero gli italiani che lo hanno ascoltato: anche ieri su mille nuovi contagi più della metà è arrivata dalla sua regione (522, per una quota del 52,6%) che attualmente continua ad essere l’epicentro italiano del Coronavirus a mesi dallo scoppio dei casi a Codogno.
Soltanto nella regione che “ha tenuto bene rispetto alle altre” nelle ultime 24 ore sono 111 le persone morte con la certificazione del contagio, il giorno prima erano state 69, due giorni prima 62. Il totale arriva così a 15.296 morti.
E aumentano anche i contagi, con un numero però maggiore di tamponi effettuati: più 522 in un giorno, con 14.080 tamponi effettuati, mentre ieri erano stati 394 con poco meno di 11 mila tamponi).
Il totale dei contagi arriva a 83.820. I guariti nelle ultime 24 ore sono 635, che portano il totale oltre la soglia di quota 30 mila.
Nel solo milanese sono stati registrati 169 positivi al coronavirus (totale a 21.900), di cui 66 nel capoluogo (9.251).
Nella Città metropolitana ieri erano stati registrati 105 positivi e l’altro ieri 136; mentre a Milano 63 e 51. Per quanto riguarda le altre province lombarde i positivi salgono leggermente a Bergamo (+29 rispetto ai +24 di ieri, in totale 12.347), Brescia (+106 contro +94, 13.948) e Lodi (+12 rispetto a +8, 3.313).
Aumento piu’ marcato a Monza e Brianza (+41 contro +29, 5.182) e a Pavia (+47 rispetto a +29, 4.896). Leggermente in calo, invece, Cremona (+12 mentre ieri +18, con il totale a 6.285) e a Mantova (+9 contro +11, 3.275). La provincia numericamente meno colpita resta sempre Sondrio: oggi +17, ieri +4, totale a 1.338.
Ma rispetto a quale regione Fontana ha tenuto bene?
(da agenzie)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
OGNI PAZIENTE E’ COSTATO 2 MILIONI DI EURO PER UN’INUTILE ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA
Dopo qualche avvisaglia nei giorni scorsi e il sarcasmo dei medici che segnalavano come ospitasse
tre pazienti in totale e si volesse chiuderlo entro un paio di settimane, oggi Repubblica fornisce un altro dato sull’ospedale alla Fiera di Milano per il quale in Regione Lombardia cominciano ad essere molto nervosi.
La struttura che avrebbe dovuto far invidia a Wuhan e che avrebbe dovuto ospitare 500 posti letto poi ridotti a 200 oggi vede ricoverate ben tre persone.
Alessandra Cotica calcola che ora quindi quelle tre persone hanno più di 8mila metri quadrati a testa a disposizione: altro che distanziamento sociale!
L’edificazione dell’ospedale è costata 21 milioni di euro (in donazioni di privati) mentre il totale è arrivato a 25 milioni.
Dalla sua inaugurazione con assembramento però ha ospitato la bellezza di 13 pazienti per un costo a paziente di appena due milioni di euro.
In totale i ricoverati in terapia intensiva della Regione sono 297. La Regione Lombardia ha per ora smentito una chiusura entro due settimane, come aveva detto un paio di giorni fa a Fanpage da Antonio Pesenti, primario del Policlinico di Milano, che aveva annunciato che a breve l’ospedale sarebbe stato chiuso: “Io penso che noi a breve chiuderemo l’attività della Fiera e a breve intendo entro un paio di settimane”.
Qualche giorno fa il consigliere regionale al Pirellone e medico Michele Usuelli aveva detto che la Regione Lombardia aveva chiesto di trasferire senza motivo pazienti all’ospedale in Fiera. Di posti secondo Attilio Fontana ne doveva ospitare 600 (ne abbiamo già parlato). Lo abbiamo anche confrontato con le esperienze di Bergamo (sempre in Lombardia) e Napoli, dove si sono messe in piedi (o verranno messe in piedi a breve) strutture senza strombazzamenti e conferenze stampa con assembramento. La Giunta Lombarda ha avuto un piccolo problema di reperimento dei medici e i due pazienti ospitati all’inizio sono nel frattempo diventati tre.
A metà aprile i pazienti ospitati dall’ospedale alla Fiera di Milano erano ben otto.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
“I SOLDI DEL RISCATTO SONO SERVITI PER L’ATTENTATO AI NOSTRI MILITARI” MA L’EPISODIO E’ DEL 30 SETTEMBRE 2019… DOPO LA FIGURA DI MERDA CANCELLA IL POST
Con la serenità tipica dell’europarlamentare della Lega, ieri Susanna Ceccardi ci ha tenuto ad esprimere solidarietà ai nostri militari “fortunatamente rimasti illesi” in un attacco a Mogadiscio, aggiungendo che “vedo che i 4 milioni di euro pagati per il riscatto di Silvia Romano sono stati subito messi a frutto!“.
Con un dettaglio: l’attacco a cui faceva riferimento TgCom si è verificato il 30 settembre 2019, quando il riscatto per Silvia Romano non era ancora stato pagato. Subito dopo che qualcuno ha cominciato a farglielo notare, Ceccardi ha ritenuto di cancellare il post.
All’epoca un ordigno esplosivo era esploso al passaggio di un convoglio di mezzi militari italiani a Mogadiscio. Lo Stato Maggiore della Difesa aveva fatto sapere che ad essere coinvolti erano stati due blindati Vtlm Lince, che facevano parte di un convoglio di tre mezzi che stavano rientrando da una addestramento in favore delle forze di sicurezza somale. I militari italiani erano rimasti illesi.
Il convoglio attaccato faceva parte di una missione europea ma il 90% del personale, e anche degli uomini finiti sotto attacco, era italiana. In precedenza i media locali, avevano precisato che il convoglio si trovava sulla strada Jaale-Siyaad e aveva appena lasciato la green zone per dirigersi verso il ministero della Difesa somalo.
Non solo diffondono fake news, ma non sono nemmeno in grado di renderle un minimo credibili.
A segnalare l’episodio, sullo stesso social, è la vicecapogruppo in Regione del Partito democratico, Monia Monni, che indignata per quanto accaduto valuta la possibilità di agire per vie legali contro quello che ai suoi occhi è un “impacchettamento di bufale” da seminatori di odio sul web.
“Diciamolo – va all’attacco la consigliera Monia Monni, – questa non è una bufala. È un modo meschino di istigare il web e per questo verificherò se ci sono gli estremi per una denuncia. Ora basta manganellate sul web. Basta odio. Basta menzogne. Un insulto anche ai nostri militari. Non ne possiamo più di questo inquinamento in un momento così drammatico. La politica non può essere una baracconata così, mi rifiuto”.
(da agenzie)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
MARONI REGOLARIZZO’ “IL LAVORO IRREGOLARE” COME DA SUE STESSE DICHIARAZIONI DELL’EPOCA… C’ERA UNA NECESSITA’ DI BADANTI DA METTERE IN REGOLA
Ieri Roberto Maroni ci ha tenuto a spiegare affinità e differenze tra la sanatoria del governo Conte
per lavoratori agricoli, colf e badanti e i bei tempi in cui era la Lega a regolarizzarli nel governo Berlusconi.
L’ex ministro dell’Interno in un post pubblicato sull’Huffington Post ha segnalato che i passaggi fondamentali della legge di Bellanova e Conte (o come recita il decreto della “emersione dei rapporti di lavoro”) «sono stati presi paro paro da un altro decreto, fatto nel 2009 dal governo Berlusconi: il DL 78/09 convertito nella legge 3 agosto 2009 n.102. State a sentire».
C’è però una differenza tra le due leggi, ha spiegato Maroni: “Il Governo Conte ha infilato una “sanatoria a tempo” per i clandestini senza lavoro. Un permesso di soggiorno provvisorio di 6 mesi per chi si trova irregolarmente in Italia. Cose che noi avevamo sempre escluso per principio, considerando l’esistenza di un rapporto di lavoro (regolare o da far emergere) come un presupposto indispensabile per la concessione del “contratto di soggiorno” introdotto dalla legge Bossi-Fini. Una bella invenzione il “contratto di soggiorno”: una sintesi letterale tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno. Anche questo termine è ripreso nel decreto Rilancio, a riconoscimento (mi pare evidente) della persistente validità della legge Bossi-Fini.
Manco a dirlo, oggi Matteo Salvini nel suo intervento a Radio24 ha ripreso il distinguo: “Questa sanatoria come quella di Maroni del 2009? No, questa è una cosa indiscriminata, ora si sanano anche le decine di migliaia di immigrati che hanno fatto domanda, a cui è stata respinta dalle commissioni, perchè falsa e bugiarda”.
“Una cosa è allungare il permesso di lavoro a chi ha già un contratto di lavoro e per me ha un senso, un conto è sanare indiscriminatamente chiunque ci dica io ero in Italia prima del 8 marzo 2020“. “Qui — avverte — si regolarizzano anche quelli che bivaccano in questo momento di fronte alla stazione Termini“.
Ora andiamo a vedere come funziona la sanatoria o l’emersione dei rapporti di lavoro nella legge di Conte e Bellanova.
La Stampa ha spiegato oggi l’iter per la regolarizzazione di lavoratori agricoli, collaboratori famigliari e badanti con la sanatoria entrata nel Decreto Rilancio che porterà soldi nelle casse dello Stato: nel periodo dal primo giugno al 15 luglio sarà possibile la regolarizzazione di colf, badanti, baby sitter e lavoratori del settore agricolo-pesca-allevamento. Due i canali:
— Richiesta da parte dei datori di lavoro, pagando all’Inps un forfait di 500 euro.
— Richiesta da parte dei lavoratori stranieri, pagando 160 euro, per avere un permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi, ma solo provando di avere svolto prima del 31 ottobre 2019 attività nei settori previsti
I paletti, quindi, sono molto stringenti. Se si stima che ci siano 600mila clandestini in Italia, pochissimi sono quelli che hanno avuto contratti in questi settori e che lo possono comprovare.
Quanti potrebbero essere i lavoratori interessati? Un dato indicativo è che dal 31 ottobre 2019 al 14 maggio 2020 all’Inps risulta che sono scaduti meno di centomila contratti di lavoro. Se ci si limita ai collaboratori delle famiglie e del settore agricolo, però, sono molti meno.
Questo il perimetro per quanto riguarda le domande che potrebbero venire dai lavoratori. Quale sarà l’impatto nelle campagne? Secondo Romano Magrini, di Coldiretti, «saranno al massimo 2.500 i lavoratori agricoli interessati». La stragrande maggioranza dei 370mila lavoratori stagionali ufficiali che mancano nelle campagne sono infatti regolarmente rientrati in patria tra novembre e dicembre e ora mancheranno perchè bloccati dal Covid-19
Soltanto i romeni sono più di centomila, tredicimila i polacchi, undicimila i bulgari. Inoltre ci sono 18mila extracomunitari che ogni anno arrivano con il decreto flussi e rispettano rigorosamente le regole del rientro a casa.
Tutti questi lavoratori sono difficilmente sostituibili. «Un conto sono i braccianti, altro i lavoratori specializzati abituali che oggi vengono invocati dalle nostre aziende», dice Danilo De Lellis, Confagricoltura. Le organizzazioni agricole insistono che occorre organizzare almeno l’arrivo di manodopera comunitaria con i cosiddetti «corridoi verdi» come si sta facendo in Germania, Gran Bretagna e Francia.
Poi ci sono colf e badanti. A fronte di 850mila lavoratori e lavoratrici in regola, si stima che ce ne siano oltre 1 milione che lavorano in nero. Quasi tutti sono stranieri arrivati in Italia con permessi turistici, di studio, o religiosi. Potrebbero essere interessati a richiedere il permesso di 6 mesi, ma devono dimostrare di avere avuto un contratto di lavoro nel settore. E non è facile.
Ora, attenzione al barbatrucco.
Maroni sostiene che nella legge di Bellanova e Maroni ci sia “Un permesso di soggiorno provvisorio di 6 mesi per chi si trova irregolarmente in Italia. Cose che noi avevamo sempre escluso per principio, considerando l’esistenza di un rapporto di lavoro (regolare o da far emergere)”.
Se uno deve far emergere un contratto, questo non può essere regolare. Quindi di cosa stiamo parlando? Di lavoratori in nero, ovvio. E se non fosse chiaro oggi, questo è ciò che Maroni dichiarava all’epoca:
Cosi’ il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in un’intervista di oggi al ‘Corriere della Sera’ spiega la linea del governo su colf e badanti e sottolinea: “Mai si e’ parlato di sanatoria”. Piuttosto il titolare del Viminale parla di “regolarizzare il lavoro domestico irregolare”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
LUIGI CESARO E ANTONIO PENTANGELO ACCUSATI DI CORRUZIONE PER UN GIRO DI TANGENTI RICEVUTE
La procura di Torre Annunziata ha inviato alla giunta per le autorizzazioni di Camera e Senato una richiesta di custodia cautelare emessa nei confronti del senatore Luigi Cesaro e del deputato Antonio Pentangelo nell’ambito di una inchiesta per corruzione in cui sono stati eseguiti altri 6 provvedimenti cautelari. I fatti contestati risalgono al 2015. Cesaro e Pentangelo sono coinvolti in quanto all’epoca dei fatti presidenti della Provincia di Napoli.
L’inchiesta di Torre Annunziata è uno stralcio di quella della Dda e verte intorno alla figura dell’imprenditore Adolfo Greco, destinatario insieme ad altre cinque persone, tra imprenditori, funzionari pubblici e liberi professionisti, di un provvedimento cautelare con il beneficio dei domiciliari.
Una settima persona è destinataria di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestati a vario titolo anche il falso ideologico e la rivelazione di segreto di ufficio. L’indagine e’ relativa alla riqualificazione di un’area urbana in cui insisteva un tempo la fabbrica della Cirio a Castellammare di Stabia (Napoli), che gli indagati volevano abbattere per costruire 330 appartamenti grazie a un giro di tangenti.
Un affare sul quale la camorra era pronta a mettere le mani. Secondo i pm oplontini, infatti, c’erano accordi tra politici locali e referenti dell’imprenditore Adolfo Greco per l’affare Cirio.
Greco era già stato arrestato a dicembre scorso in una inchiesta della Dda di Napoli su estorsioni nell’area stabiese. Sono 17 le persone per le quali la procura di Torre Annunziata aveva chiesto la proroga delle indagini gia’ a dicembre e adesso molte sono finite ai domiciliari.
Per Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo il gip oplontino ha concesso i domiciliari. Il reato loro contestato è di corruzione. Pentangelo, all’epoca dei fatti vicepresidente della Provincia di Napoli, ha ricevuto un orologio Rolex molto costoso in occasione dei suoi 50 anni. Cesaro sarebbe invece indirettamente chiamato in causa in un’intercettazione con riferimento di un versamento in contanti a 10 mila euro in occasione di una campagna elettorale.
(da agenzie)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
“SI PUO’ ESSERE CONTRARI ALLA SANATORIA SENZA IRRIDERE UNA DONNA CHE E’ STATA ULTIMA TRA GLI ULTIMI”
Il leader di Azione critica la capa di Fratelli d’Italia: “Cara Giorgia, Teresa Bellanova ha passato 5
anni di nottate sui tavoli di crisi per salvare operai e imprese, risolvendo circa 80 crisi industriali. Tu hai mai fatto qualcosa di vagamente simile?”
“Puoi commuoverti per il dolore degli ultimi, siano essi italiani o stranieri. Puoi essere contrario alla sanatoria senza irridere la commozione di una donna che è stata ultima. E se non comprendi ciò non potrai prenderti cura di nessuno, neanche degli italiani perchè non sai cosa sia la cura. Hai un cuore duro. E come diceva Chesterton ‘cuore duro cervello tenero'”.
Lo scrive su Facebook Carlo Calenda, leader di Azione
(da Globalist)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
IL MAESTRO, PER AIUTARE I MUSICISTI FERMI DA FEBBRAIO, STAVA LANCIANDO UN PROGETTO DEDIDCATO ALLE ORCHESTRE DI TUTTO IL MONDO
«La musica è l’unica arte della civiltà umana che, se non performata, non esiste». Lo diceva Ezio Bosso, chiuso nella sua casa di Bologna durante l’emergenza Coronavirus. Il direttore d’orchestra, morto tra il 14 e il 15 maggio a 48 anni, stava per lanciare un progetto con l’intento di salvare il mondo della musica colta dalla crisi economica indotta dalla pandemia.
I musicisti della sua Europa Philarmonic Orchestra e lo stesso Bosso non potevano lavorare da più di due mesi. Il direttore, senza aspettare le lungaggini della legge, stava studiando una maniera per permettere ad archi, fiati e percussioni di tornare sui palchi e nelle platee dei teatri.
Lunedì 18 maggio sarebbe partito un live test di protocollo medico-sanitario per le orchestre diretto proprio da Bosso: una settimana di prove aperte e concerti trasmessi in streaming per provare a conciliare le necessità della musica con quelle dalla sicurezza sanitaria.
I proventi dell’iniziativa, in gran parte finanziata dallo stesso Bosso, sarebbero stati utilizzati per dare sostegno economico ai musicisti precari.
Fino al pomeriggio del 14 maggio Bosso stava bene, era entusiasta per l’iniziativa e anche un po’ arrabbiato per la gestione politica dell’emergenza relativa al mondo delle orchestre: troppi ritardi, troppi silenzi, diceva. Allora si era dato da fare per mettere in piedi, da solo, la sua visione di musica post pandemia.
Il maestro Ezio Bosso considerava la musica la sua cura, una cura per l’anima di tutti. La sua visione, in un momento in cui le persone sono soggette a pressioni psicologiche di ogni tipo e preoccupazioni per il futuro, vedeva nell’orchestra la metafora perfetta della società ideale.
Una società composta, disciplinata, unita dalla volontà di miglioramento reciproco attraverso lo studio, l’impegno e la crescita con e nella partitura, intesa come carta costituzionale a cui aderire tutti, superando le singole differenze.
La sua visione superava i confini delle nazioni, osteggiava l’idea di un mondo diviso: lo si legge anche nel nome dell’orchestra che ha fondato e diretto fino alla morte, l’Europa Philarmonic Orchestra. Il maestro pensava che l’orchestra potesse essere la rappresentazione perfetta della società internazionale, con musicisti di ogni età provenienti da tutto il mondo.
Musicisti uniti nell’aiuto reciproco: trombettisti, violoncellisti, tutti uniti nell’onorare la responsabilità di cui ci si carica quando si porge l’arte, quindi cura e sollievo, al pubblico. Pubblico che a sua volta, nell’idea di Bosso, è un musicista silente, parte integrante del concerto e membro dell’orchestra stessa.
«Il tempo è un pozzo nero. E la magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare il tempo, di rubare il tempo», diceva il maestro Bosso. Lui è riuscito a portare luce in quel pozzo nero: la sua musica, il suo talento, la sua passione, i suoi insegnamenti non conoscono altro limite che l’eternità .
(da Open)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
“LA MUSICA SUSSURRA E CI INSEGNA LA VITA, CI AIUTA A ESSERE UMANI”
“Io sto cercando di fare le mie solite battaglie sorridenti con un cambio di lessico: un conto è il
distanziamento di sicurezza, ma il distanziamento sociale è una brutta espressione. È pericoloso parlare di distanziamento sociale perchè poi porta all’isolamento sociale e fa perdere l’umanità . Una delle nostre funzioni di uomini che si occupano degli altri è quella di dare sì delle regole, ma di ricordare a tutti che siamo nati per stare insieme, con i nostri dovuti momenti di solitudine”.
Due giorni prima di morire Ezio Bosso consegnava a RaiNews24 la sua ultima intervista, la sua ultima dichiarazione d’amore alla musica, alla vita, agli esseri umani.
“Suoniamo sempre come se fosse la prima volta. Viviamo come se fosse la prima volta. Respiriamo sempre come se fosse il primo respiro e l’ultimo”.
“Vedere le immagini della mia orchestra mi commuove”, diceva all’inizio.
Sulla situazione attuale e le limitazioni imposte dalla pandemia, commentava: “I diritti a volte possono essere sospesi, lo sappiamo, ma la musica è una necessità . Come respirare, come l’acqua, ed è questa una delle cose a cui pensare tutti insieme. La necessità di darla a tutti è la necessità di un musicista”.
Di cosa ha bisogno la musica per ripartire? Di poco, siamo noi ad avere bisogno di lei “per essere umani”.
“Non ha bisogno di molto… ha bisogno di visione, speranza… Non ha bisogno di essere relegata alla solita Cenerentola che si può fare da casa. Al contrario, la musica ha una funzione, va distribuita. Non è la musica ad aver bisogno di noi. Siamo noi, il Paese, la società , ad aver bisogno di lei”.
E ancora:
“La musica è una necessità , ne abbiamo bisogno per tornare a essere una società . Il potere magico della musica è infinito grazie a quella partitura che ci rende tutti uguali, un’unica società che lavora per essere migliore. La musica ci dà speranza, ci rende umani per davvero…. La musica sussurra e ci insegna la vita”.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 15th, 2020 Riccardo Fucile
“UNA GRANDE PERSONA, FACEVA COMMUOVERE E CONTINUERA’ A FARLO PERCHE’ LA MUSICA EMOZIONA OLTRE LA VITA STESSA”
“Ezio Bosso? Non lo conoscevo personalmente, ma solo di nome e per il suo grande valore. Era amato da tutti e in tantissimi amavano la sua musica. Era una luce con tanta voglia di brillare”
Dalla sua casa romana, risponde a telefono all’HuffPost Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori italiani di tutti i tempi e vincitore, tra gli innumerevoli premi e riconoscimenti, anche di un Oscar alla Carriera nel 2007 e di un Oscar per la Migliore Colonna Sonora per “The Hateful Eight” di Tarantino nel 2016.
“Mi dispiace tantissimo per questa perdita. Viene a mancare un buon musicista e stando a quanto mi dicevano di lui una grande persona. Di Bosso resterà il ricordo a lungo, perchè persone così sono rare da incontrare. Ho letto che dopo questa pandemia sarebbe voluto uscire e, come molti, riabbracciare gli amici, i musicisti, persino un albero. Il mio abbraccio e non solo il mio adesso va a ai suoi familiari e in qualche maniera anche a lui. Faceva commuovere e continuerà a farlo, perchè la musica ha una magia unica: continuare emozionare oltre la vita stessa”.
(da “Huffingtonpost”)
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