Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
PENSASSERO PIUTTOSTO ALLA FESTA PER LO SPEZIA IN SERIA A COME FOCOLAIO, MA FA COMODO ACCUSARE GLI STRANIERI
“Non c’è stata nessuna festa con centinaia di persone qui a Marina di Carrara, è totalmente falso”. Alfonso Sanchez Sanchez, dominicano che vive nella frazione di Carrara, al telefono con TPI smentisce l’ipotesi secondo la quale all’origine del focolaio di Covid-19 in provincia di La Spezia (circa 70 persone in ospedale a causa del Covid, 6 in terapia intensiva, con sei anziani deceduti) ci sarebbe una maxi festa di cittadini dominicani a Marina di Carrara, in Toscana, cui avrebbero perso parte anche persone residenti nello spezzino.
Sulla crescita anomala dei contagi nel cluster ligure sta indagando il procuratore della Repubblica Antonio Patrono che, tramite la Guardia di Finanza de La Spezia, ha richiesto alla Asl 5 i faldoni relativi a tutti i casi di Covid-19 registrati sul territorio nelle ultime settimane, per far venire a galla le possibili ragioni alla base dell’escalation. Nel mirino dell’inchiesta per epidemia colposa — al momento contro ignoti — oltre alla presunta festa dei domenicani a Ferragosto nei pressi di Carrara, c’è anche la festa dei tifosi in strada per la promozione dello Spezia in Serie A il 20 agosto.
L’inchiesta punta a verificare se i contagiati abbiano “partecipato insieme a feste, cerimonie o qualsiasi altro momento di aggregazione senza l’uso di mascherine e il rispetto delle distanze”, sulla base della convinzione che “comportamenti contrari agli accorgimenti”, come la violazione del divieto di assembramenti e dell’obbligo di mascherina, abbiano causato l’espansione dell’epidemia, dando impulso alla nuova diffusione dei contagi.
Nei giorni scorsi il governatore della Liguria Giovanni Toti aveva dichiarato: “Il cluster parte sicuramente dai raduni ferragostani di persone di varie nazionalità , tra cui quella dominicana, che si sono tenuti nella provincia di Massa-Carrara. Ma francamente credo che nessuno possa escludere che il cluster possa essere stato amplificato dai festeggiamenti spontanei per la promozione dello Spezia in Serie A. Non mi sento di escluderlo, ma non sono un tecnico”
“Non c’è stata nessuna maxi festa a Ferragosto”, nega Sanchez, che è presidente dell’Associazione Mutual San Miguel a Marina di Carrara. Anche lui — dice a TPI — è in quarantena, da asintomatico, perchè risultato positivo al tampone per il Covid-19 dopo essere entrato in contatto con un amico che si è ammalato.
“Magari è possibile che in qualche bar dove ci troviamo ci fosse un positivo, ma lì non ci riuniamo con centinaia di persone, ci andiamo con la famiglia o a fare una partita di domino, come piace a noi”, sostiene. “Non si può mai sapere chi ha il virus, se il focolaio è venuto da lì non è colpa di nessuno”.
A negare qualsiasi festa è anche Anna, che fa parte dell’Adosp (Asociaciòn de Dominicanos Organizados en La Spezia, la comunità di dominicani di La Spezia) che a TPI dice: “Questa festa non è mai esistita a Carrara, non so dove abbiano trovato questa notizia, anche noi vogliamo capire. Non risulta a nessuno di noi che ci sia stata questa festa”.
L’Asl Toscana Nord Ovest, responsabile per il territorio di Massa Carrara, ha risposto al governatore della Liguria, che l’aveva accusata di aver sottovalutato il cluster tra i cittadini dominicani, smentendo che si sia tenuta alcuna “festa pubblica”.
“Ribadiamo che nel territorio della provincia di Massa Carrara non si è svolta alcuna festa pubblica”, si legge in una nota dell’8 settembre. L’azienda sanitaria ha detto di aver “sempre notificato correttamente i contatti al dipartimento della prevenzione ligure”. “Infine”, prosegue la nota, “si evidenzia che il cluster è stato gestito dalla nostra Asl in modo corretto ed adeguato, mettendo in atto tutti i protocolli del caso. Ciò è confermato dal fatto che negli ultimi giorni non sono più stati accertati casi positivi nella comunità dominicana”.
I festeggiamenti in strada per lo Spezia in Serie A
La seconda vicenda finita sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti riguarda i festeggiamenti avvenuti in strada a La Spezia lo scorso 20 agosto, dopo la promozione della squadra di calcio locale in Serie A, quando migliaia di tifosi sono scesi in strada. Secondo Toti, “non si può escludere che la festa promozione dello Spezia sia stato un ‘moltiplicatore’ dei contagi che si sono verificati in città ”, anche se “dai dati che abbiamo a disposizione sappiamo che il cluster è precedente alla festa”.
Il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, invece, ha escluso che i festeggiamenti abbiano contribuito a tal punto alla diffusione del virus. “Si tratta di cittadini stranieri di poche nazionalità ”, ha detto in riferimento ai casi registrati, “qualche anziano e qualche lavoratore dei cantieri navali”.
Le foto pubblicate sui giornali, in ogni caso, mostrano grandi festeggiamenti fuori dallo stadio, durante i quali sembra che ben poche persone indossassero le mascherine.
A TPI Sanchez dice di non avere notizia di persone di La Spezia che sono state a Marina di Carrara a ridosso di Ferragosto, ma ammette che c’è un “vai e vieni di ragazzi dominicani che lavorano nel settore dei cantieri navali“, dove lavora anche lui stesso. “Può darsi che i contagi siano avvenuti tramite il lavoro”, dice. “Usiamo tutte le protezioni ma lavoriamo a stretto contatto”.
Alcuni casi nei cantieri navali, d’altra parte, erano già emersi a La Spezia dopo Ferragosto e proprio oggi i sindacati locali hanno espresso la loro preoccupazione sulle ormai “decine le segnalazioni che ci arrivano dall’interno di aziende del nostro territorio di possibili contagi Covid” e registrate “in tutti i comparti, dai cantieri navali, alla grande distribuzione, passando per gli enti pubblici“, segnalando “una situazione molto seria e potenzialmente esplosiva“.
“Il virus si sta espandendo nei luoghi di lavoro, si deve avviare subito una massiccia campagna di tamponi a tappeto, tracciamenti e isolamento dei casi positivi, per questo ultimo aspetto utilizzando gli ammortizzatori sociali a disposizione. Altrimenti rischiamo un ritorno dell’epidemia peggiore della prima ondata”, è la loro richiesta ad Asl, comune e provincia.
Ieri, intanto, il cluster di La Spezia — città di poco più di 90mila abitanti — ha registrato 33 nuovi contagi sui 51 totali a livello regionale e una vittima di 94 anni, deceduta a Sarzana. A preoccupare non è solo l’incremento dei casi, ma anche la virulenza dei sintomi. In Liguria, dei 98 ricoverati in ospedale, 65 sono nello Spezzino. In terapia intensiva ci sono 11 pazienti, di cui 6 nel territorio della Spezia.
(da TPI)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA DELLA RAGAZZA CHE HA VISTO IL RAGAZZO MORIRE TRA LE SUE BRACCIA
F., la ragazza che ha visto Willy Monteiro morire tra le sue braccia, racconta in un’intervista al
Messaggero cosa ha visto.
Ha fatto mettere a verbale che «Chi materialmente ha picchiato Willy è stato Gabriele Bianchi, che dapprima gli ha dato un calcio in pancia, quindi Willy si è accasciato a terra dopodichè si è rialzato ed è stato nuovamente colpito da Gabriele. A questo punto Willy rovinava a terra e perdeva sangue dalla bocca. Dopo circa cinque minuti i tre sono saliti in macchina e sono scappati, un quarto con il braccio ingessato ha partecipato anche lui alla rissa quindi sono saliti in auto tutti e quattro, alla guida vi era una quinta persona che non ha partecipato alla rissa ed è rimasto in macchina. A questo punto abbiamo prestato soccorso alla vittima e atteso l’arrivo dell’ambulanza».
E spiega al quotidiano:
«Gabriele Bianchi ha sferrato a Willy un calcione all’addome che l’ha fatto cadere a terra e non lo ha fatto più respirare, poi tutti, lui, il fratello più piccolo Marco, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, l’hanno colpito ancora. Senza pietà . Willy è morto tra le mie braccia, non ha avuto nemmeno il tempo di rendersene conto.Sono tutti colpevoli
Quanti colpi ha ricevuto Willy?
«Tanti, calci e pugni. Quando è caduto a terra lo hanno colpito tutti».
Anche il ragazzo col braccio ingessato?
«Sì anche Belleggia».
E secondo lei c’è stato un colpo letale?
«Sì, il primo calcio all’addome, dato a freddo da Gabriele. Willy è rimasto senza fiato, l’ho sentito tirare due respiri e poi emettere come un rantolo.È finito a terra e quelli gli sono andati sopra. È durato tutto pochissimo».
Ha provato a soccorrerlo?
«L’ho visto morire praticamente tra le mie braccia, ho fatto largo a una donna che ha provato a fargli il massaggio cardiaco ma ormai era inutile».
L’autopsia eseguita all’istituto di medicina legale di Tor Vergata ha confermato che Willy Monteiro è morto dopo il pestaggio e sembra confermare il racconto dai tanti testimoni che avrebbero assistito alla rissa, nei pressi del pub “Due di picche”.
Lesioni al torace, al collo, all’addome, con conseguente shock. Traumi multipli e arresto cardiaco
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
A TORRE DEL GRECO CONTESTATORI VESTITI DI NERO CON BOMBETTA E CORNICIELLO, ALLA MANIERA DI TOTO’
Salvini arriva a Napoli e la città viene blindata: per il comizio del leader della Lega oggi alle 18 in Bpiazza Matteotti sono previste misure di sicurezza che vanno dalle strade chiuse al traffico, a soste e parcheggi vietati e linee autobus deviate. Perchè i contestatori saranno tanti. Anche a Torre del Greco
Ad esempio a Torre del Greco spariscono i bidoni per la raccolta differenziata. È il senso del provvedimento notificato a cura dell’ufficio Ambiente ed Ecologia del Comune ai responsabili dei condomini di via Roma, via Salvator Noto, largo Santissimo, corso Vittorio Emanuele (tratto da villa Loffredo all’incrocio con via Vittorio Veneto) e via Vittorio Veneto (dall’incrocio con corso Vittorio Emanuele fino alla scuola Giovanni Mazza).
Nell’atto si legge che ”ai fini delle vigenti normative sulla sicurezza dello Stato e del territorio” c’è necessità di ”attuare tutte le misure di prevenzione per il contrasto delle attività terroristiche”. Visto che ”la manifestazione è prevista in una zona del territorio cittadino”, si è deciso di informare i responsabili degli stabili interessati di ”non esporre i contenitori carrellati in dotazione nel periodo compreso tra le 21 di giovedì 10 settembre e le 24 di venerdì 11 settembre”. Qualora tale disposizione non sia rispettata, si può incorrere in ”una sanzione amministrativa che potrà essere comminata dagli organi competenti”. Per questa ragione i singoli residenti negli stabili interessati sono autorizzati ”a conferire al suolo, esclusivamente nel periodo previsto, i rifiuti prodotti”. Nella cittadina sono previste le contestazioni considerate più a rischio. Ma le forme di protesta a Napoli e Torre del Greco saranno tante e variegate, racconta il Mattino:
Se si annunciano contestazioni a Napoli, non da meno sono state già programmate alcune iniziative anche nelle altre città toccate da Salvini. L’appuntamento più delicato sul piano dell’ordine pubblico si annuncia probabilmente a Torre del Greco si stanno organizzando le proteste. Attivi alcuni gruppi del collettivo «Casa del Popolo» che sui social hanno già fatto partire il tam tam al grido di «Torre non si lega». Con ironia si è attivata anche la compagnia «Il teatro di donna Peppa», sotto il coordinamento del regista Antonello Aprea, che sta organizzando una protesta teatrale: accogliere Salvini vestiti di nero, con tanto di bombetta e corniciello, alla maniera di Totò
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA PROSSIMA VOLTA VANNO ARRESTATI PER REITERAZIONE DEL REATO, COSI’ LA FINISCONO DI VIOLARE LE LEGGI DELLO STATO
Angela Maraventano, ex senatrice della Lega Salvini, e Attilio Lucia, vice presidente dello stesso
partito a Lampedusa sono stati denunciati alla Procura di Agrigento con l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio. A procedere è stata la Digos della Questura.
I due esponenti del Carroccio sono stati ritenuti responsabili, il 30 agosto scorso, da mezzanotte alle 4, di una “manifestazione non preannunciata” per ” per impedire il transito dei mezzi impegnati al trasferimento dei migranti” durante lo sbarco di un peschereccio con a bordo 369 migranti di diverse nazionalità , 30-40 manifestanti” e “la presenza dei migranti sull’isola”.
Il tutto “servendosi — è scritto negli atti — di un megafono, enunciando slogan contro il governo nazionale e criticando la gestione delle politiche migratorie e incitando gli altri manifestanti a bloccare l’ingresso alla banchina” del porto.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
“DA MANZONI NESSUNA GIUSTIFICAZIONE AI BONIFICI SUI CONTI SUOI E DI DI RUBBIA”
Quello intorno all’immobile di Cormano è un “accordo collusivo, siglato fin dall’origine dai tre indagati Alberto Di Rubba, Michele Scillieri e Andrea Manzoni, volto a minare dalla fondamenta il procedimento diretto a stabilire il contenuto del bando”.
È uno dei passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare di 60 pagine, firmata dal gip Giulio Fanales, che ieri sera ha mandato ai domiciliari i tre commercialisti leghisti, accusati di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Un accordo collusivo, per il gip, che si intende “provato”.
Finalizzato a usare la scelta della nuova sede della LFC come pretesto per drenare risorse pubbliche.
La difesa di Manzoni
Citata nell’atto anche la ricostruzione di Andrea Manzoni, che la settimana scorsa ha cercato di difendersi di fronte al procuratore Eugenio Fusco e al pm Stefano Civardi. Per il gip Fanales, “Il resoconto proveniente da Manzoni non viene ritenuto attendibile per plurime ragioni”. L’indagato “pur dilungandosi lungamente in merito a circostanze marginali, ha omesso ogni riferimento ai trasferimenti di denaro dai conti della S.D.C. al suo conto personale e a quello dello studio C.L.D., da lui amministrata, nonche al bonifico disposto dallo Studio CLD srl a vantaggio della Studio Dea Consulting srl, partecipata da lui e amministrata da Di Rubba”.
Per il magistrato quindi il tentativo difensivo di Manzoni non ha minato la ricostruzione emersa dalle indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano sul “drenaggio di risorse pubbliche” per 800 mila euro a enti e società riconducibili ai tre commercialisti leghisti.
Le intercettazioni
“Ne faremo altre mille.. la prossima volta andrà bene, invece di 50 ne prendi 70..”. È. il passaggio di un’intercettazione dello scorso 19 maggio, contenuta nel documento. Scillieri parla con Di Rubba e i due, annota il gip, “concordano circa la necessità di superare il malcontento serpeggiante fra i sodali in conseguenza dei guadagni rilevatisi minori del previsto”.
L’evasione fiscale
“La Paloschi è una società chiusa e non volevano dei soldi alla Paloschi per la paura che Equitalia prendesse i soldi”. A parlare è Luca Sostegni, il prestanome del commercialista Michele Scillieri, fermato a luglio prima che fuggisse in Brasile. L’uomo spiega in una intercettazione come i tre commercialisti non abbiano versato alla società che ha venduto l’immobile di Cormano (Paloschi srl) i 400 mila euro pattuiti, per evitare di versare tasse al fisco. Parte del denaro, 301 mila euro, è poi stato girato con diciannove assegni da Sostegni alla fiduciaria Fidirev, e poi scomparsi in Svizzera.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2020 Riccardo Fucile
SCILLIERI, DI RUBBA E MANZONI SONO ACCUSATI DI PECULATO, TURBATA LIBERTA’ NELLA SCELTA DEL CONTRAENTE E SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE… LA COMPRAVENDITA GONFIATA DI UN IMMOBILE A CORMANO
Sono finiti agli arresti domiciliari i tre commercialisti vicini alla Lega indagati per la compravendita
“gonfiata” di un palazzo a Nord di Milano da parte della Lombardia film commission, fondazione no profit di proprietà della Regione e del comune lombardo.
Si tratta di Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Michele Scillieri: tutti e tre sono citati più volte nei vari rivoli delle inchieste sui 49 milioni di euro di fondi pubblici destinati al Carroccio e oggetto di una truffa ai danni dello Stato.
Di Rubba e Manzoni sono i professionisti di Bergamo ai quali Giulio Centemero, tesoriere e parlamentare della Lega, ha affidato i conti del partito: sono rispettivamente il revisore legale del gruppo al Senato e direttore amministrativo di quello alla Camera. Scillieri, invece, ha lo studio in via Privata delle Stelline 1, a Milano, dove era stata domiciliata la sede fantasma della Lega per Salvini premier, il nuovo partito nazionale creato dall’ex ministro dell’Interno per mandare in pensione quello vecchio.
Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare sono stati i militari del nucleo di Polizia economico-finanziario della Guardia di Finanza.
Disposti i domiciliari anche per una quarta persona, Fabio Giuseppe Barbarossa, mentre sarebbero ancora in corso le perquisizioni domiciliari a casa dei quattro.
Gli indagati sono accusati a vario titolo di peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
La “complessa operazione immobiliare” da cui è partita l’indagine risale al 14 febbraio del 2017, quando la società Immobiliare Andromeda compra un immobile a Cormano, nel milanese.
L’acquisto viene pagato “anomalamente”, scrivono i finanzieri nelle carte, con quattro assegni che però non saranno mai incassati. Di chi è l’azienda? I titolari sono schermati da una fiduciaria, la Fidirev, che farebbe capo a Scillieri.
Il 4 dicembre il capannone viene comprato a sua volta dalla Fondazione Lombardia film commission — che già dal maggio dello stesso anno sta cercando una nuova sede grazie ai fondi messi a disposizione dal Pirellone — per 800mila euro. Ma per gli inquirenti ne valeva la metà .
Tra l’aprile del 2015 e il giugno del 2018 il presidente della società pubblica, nominato durante il governo di Roberto Maroni, è proprio Di Rubba, mentre Scillieri ne è consulente.
L’ipotesi dei pm, quindi, è che i tre commercialisti abbiano messo in piedi “una procedura di scelta del contraente, inserendo, fra i requisiti relativi all’immobile da acquistare, talune ‘specifiche’ esattamente ritagliate sul capannone nella disponibilità di Scillieri”.
Che tipo di specifiche? Per esempio che l’immobile dovesse “essere situato nel comune di Milano ovvero in comuni limitrofi ma nella zona nord cli Milano”. Poi si disponeva che l’immobile dovesse essere “preferibilmente, un edificio autonomo con posti auto e aree di parcheggio“.
Tutte caratteristiche che combaciano con il capannone industriale di Cormano. Una volta che l’affare va in porto, la Film Commission sposta la sua sede nel nuovo edificio (da ristrutturare), mentre all’Immobiliare Andromeda va il bonifico da 800mila euro. Tutti e tre i commercialisti sono quindi accusati di aver “promosso e organizzato la cooperazione nel reato“, appropriandosi di una parte dei soldi stanziati da Regione Lombardia per la Fondazione “previa pianificazione di una complessa operazione immobiliare”.
Ma non è tutto. Perchè nel luglio scorso è stato fermato anche un quinto uomo, Luca Sostegni, mentre “stava scappando in Brasile“.
Liquidatore della società Paloschi srl che ha venduto l’immobile ad Andromeda (che a sua volta l’ha rivenduto alla Film Commission), a Sostegni viene contestata pure l’estorsione: secondo i pm, avrebbe chiesto soldi in cambio del suo silenzio su questa vicenda.
Sullo sfondo restano da capire i collegamenti con il partito. I magistrati di Milano stanno seguendo la scia dei soldi partiti dalla Film Commission e nei mesi scorsi hanno inviato una rogatoria in Svizzera.
L’ipotesi è che i fondi ottenuti da Di Rubba, Manzoni e Scillieri siano finiti proprio lì, in modo simile ai mille rivoli che potrebbero aver inghiottito parte dei 49 milioni di fondi pubblici del Carroccio spariti dai radar.
Forse, sospettano ora il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi, per estinguere il debito di una società panamense.
L’indagine della procura milanese si affianca a quelle portate avanti in questi mesi dalle procure di Bergamo e Genova, mentre i pm di Roma si sono occupati dei 250mila euro versati dal costruttore Luca Parnasi all’associazione Più Voci del tesoriere Centemero (su cui pende la richiesta di rinvio a giudizio della procura).
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Settembre 10th, 2020 Riccardo Fucile
IL GOVERNO USA TUTTI I PRETESTI POSSIBILI PUR DI IMPEDIRE I SALVATAGGI DI ESSERI UMANI
L’ong tedesca Sea Watch è momentaneamente fuori gioco. Lo stop obbligato sta interessando tutti i suoi mezzi, aerei e marittimi: è bloccata da luglio la nave Sea Watch 3, per un fermo amministrativo, a seguito di un’ispezione della Guardia costiera; è ferma la Sea Watch 4, la nuova nave operativa in mare da agosto, che si trova in quarantena nel Golfo di Palermo, dopo aver sbarcato sulla GNV Allegra oltre 300 migranti salvati nelle acque di Lampedusa; e da venerdì le autorità italiane hanno imposto lo stop anche a Moonbird, il velivolo di ricognizione dell’organizzazione umanitaria.
Ma l’organizzazione non starà a guardare: Sea Watch è pronta a difendersi per vie legali, contestando il provvedimento dell’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione civile. Secondo l’autorità l’ong avrebbe effettuato un’attività di monitoraggio, in violazione dell’articolo 802 del codice di navigazione, per un periodo prolungato, segnalando per troppe volte la presenza di imbarcazioni in ‘distress’ nel Mediterraneo, senza averne l’autorizzazione.
Nell’articolo citato, il divieto di partenza, si legge: “L’Enac vieta la partenza degli aeromobili quando, a seguito dei controlli previsti dall’articolo 801, emergono situazioni di pregiudizio per la sicurezza della navigazione aerea, nonchè quando risultano violati gli obblighi previsti dalle norme di polizia e per la sicurezza della navigazione, ovvero quando risulta accertato dalle autorità competenti che l’esercente ed il comandante non hanno adempiuto agli obblighi previsti dalla normativa di interesse pubblico in materia sanitaria e doganale”.
Secondo l’Enac l’attività di Search and rescue deve seguire procedure rigorose “dal punto di vista internazionale e le dichiarazioni della ong erano incompatibili con queste”.
Da giugno il velivolo privato ha effettuato 47 missioni e avvistato 2600 persone in pericolo, avvisando le autorità , come prescrive la legge.
Abbiamo chiesto alla portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi come l’ong ha intenzione di reagire, dopo il divieto di partenza per Moonbird.
Cosa è successo e cosa vi contesta l’Enac?
Noi riteniamo che questo provvedimento abbia delle motivazioni molto deboli, stiamo valutando di ricorrere. Le autorità italiane hanno cercato in tutti i modi una giustificazione per disporre il fermo dell’aereo attraverso l’articolo 802. Ci è stato detto che Moonbird violerebbe le norme di polizia relative alla sicurezza della navigazione aerea, perchè secondo le autorità il nostro aereo effettua attività si ricerca e soccorso nell’area di competenza italiana, non essendo però un assetto autorizzato dalla Guardia Costiera, che è l’ente competente. Ma questo costrutto, stando al diritto internazionale, non sta in piedi, perchè qualsiasi assetto che si trovi in mare o in cielo, ha l’obbligo di segnalare l’eventuale presenza di persone in difficoltà in mare. Inoltre non ci risulta che ci sia evidenza di attività di ricerca e soccorso in zona Sar italiana. Noi facciamo semplicemente un lavoro di segnalazione alle autorità competenti nel caso in cui ci siano persone in difficoltà . Questo naturalmente dà fastidio, perchè in questo modo quello che succede nel Mediterraneo viene continuamente esposto, e questo esercita una pressione non indifferente sulle autorità . Quando invece è molto più semplice che nessuno sappia quello che avviene quotidianamente in mare. Come si vede non c’è alcun tipo di irregolarità tecnica contestata al velivolo o condotta illecita, visto che noi dichiariamo di effettuare voli privati con lo scopo di monitoraggio di violazione di diritti umani.
Perchè Ente nazionale per l’Aviazione civile si è fatta viva solo adesso?
In realtà l’Enac ci aveva già scritto un anno fa, non a caso d’estate, che è il momento di più intensa attività per la presenza di persone in mare. Quest’anno ci dice esplicitamente nel provvedimento che per via della continuità delle operazioni e del numero delle ore di volo, stando alla loro interpretazione, l’assetto del velivolo violerebbe le norme sull’attività di ricerca e soccorso. Questo dimostra proprio come sia stata la costante attività di monitoraggio e la presenza in cielo, con la relativa denuncia di situazioni di pericolo in mare, a fare attivare la macchina statale, per impulso del ministero dell’Interno che ci risulta aver aperto un’indagine nei nostri confronti a fine giugno, con la connivenza del ministero dei Trasporti da cui dipende l’Enac.
Perchè secondo le autorità il vostro velivolo intralcerebbe le attività di ricerca e soccorso?
Perchè secondo loro siccome il nostro mezzo è privato, e non siamo un assetto autorizzato, intralciamo l’attività svolta dalle autorità italiane. Ma vorrei sottolineare che tutte le attività delle motovedette della Guardia costiera italiana nelle acque territoriali non si configurano come ricerca e soccorso: a livello di procedura non vengono aperti dei protocolli Sar, ma queste attività vengono trattate come normali operazioni di Polizia, tanto che viene coinvolta anche la Guardia di finanza.
Perchè questo stop può causare danni a Moonbird?
Il mezzo è soggetto a corrosione se non vola almeno per qualche ora alla settimana, soprattutto in un contesto come quello di Lampedusa, esposto alle intemperie. Si danneggia stando fermo per mesi.
La Sea Watch 4 è ferma a Palermo. Tutti i membri dell’equipaggio sono risultati negativi al test. Cosa state aspettando?
Non possiamo ripartire perchè abbiamo ricevuto un provvedimento di quarantena di 14 giorni. Lo scorso 2 settembre concluse le operazioni di trasbordo dei migranti che abbiamo salvato al largo di Lampedusa sulla nave Allegra abbiamo immediatamente ricevuto un provvedimento che istituisce la quarantena obbligatoria. Non abbiamo poi ricevuto alcuna comunicazione da parte delle autorità . Siamo riusciti ieri a effettuare ieri tamponi sull’equipaggio, risultati negativi. Questo però non cambia la condizione della nave, che resta in quarantena fino a mercoledì prossimo. Visto l’atteggiamento del governo degli ultimi mesi abbiamo motivo di credere che possano sorgere nuovi problemi, tali da bloccare ancora una volta la nave in porto, come avvenuto anche per le altre navi umanitarie.
Ora il governo ha pubblicato un nuovo bando per nuove navi quarantena, per potenziare una ‘flotta’ che riduca l’impatto dell’accoglienza a terra. Come giudicate questa strategia?
Noi riteniamo che l’ingresso dei migranti nel territorio dovrebbe essere trattato come qualsiasi altro ingresso di stranieri in Italia. Mi chiedo come mai ci sia un trattamento totalmente diverso riservato a queste persone, c’è una disparità di trattamento considerevole rispetto per esempio ai turisti. Nessuno contesta il fatto che si debbano mettere in atto misure precauzionali come la quarantena. Il ricorso a questi mezzi è però assolutamente dispendioso, e ancora una volta si va a sostituire a un approccio più strutturale e a investimenti che possano garantire un’accoglienza più dignitosa. Non si può riempire il mare di nave quarantena.
Per quanto riguarda il fermo della Sea Watch 3 ci sono stati aggiornamenti? Quando potrà riprendere una nuova missione?
Stiamo lavorando a livello tecnico per far sì che la nave risponda ai requisiti richiesti dall’Italia, e tuttavia lo Stato di bandiera, lo Germania ritiene che non tutta questa regolamentazione sia applicabile a una nave tedesca. Alcuni standard richiesti non sono previsti, e questo crea uno stallo. Stiamo cercando di fare un lavoro di mediazione con le autorità competenti, anche se ci sono dei rilievi evidentemente pretestuosi, viene contestato l’ingaggio in operazioni di assistenza ai migranti. Ma questa categoria semplicemente non esiste: il fatto che la nave sia impegnata regolarmente in operazioni di assistenza ai migranti è comunque un’attività che la nave svolge in ottemperanza all’obbligo di soccorrere persone in difficoltà mare. Si tratta poi di un tipo di attività che prima degli accordi con la Libia veniva anzi sollecitata dalla Guardia costiera italiana. Allora alle ong, quando disponevano ancora di imbarcazioni meno equipaggiate rispetto a quelle attuali, veniva chiesto di dotarsi di navi più grandi per effettuare l’imbarco e poi lo sbarco delle persone soccorse, diventando quindi degli assetti che coadiuvassero la Guardia costiera a 360 gradi, nel momento in cui a livello europeo a quest’ultima era stato negato un dispositivo di ricerca e soccorso istituzionale. Si vede bene come a parità di normativa è radicalmente cambiato l’approccio rispetto all’attività delle navi umanitarie, un’attività che prima veniva incoraggiata e ora viene ostacolata con ogni mezzo.
(da Fanpage)
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Settembre 10th, 2020 Riccardo Fucile
LA ESILARANTE DIFESA DEI FRATELLI BIANCHI, TRA TESTIMONI “AMICI” E ALIBI IMPLAUSIBILI… MA NON SANNO INDICARE I NOMI DELLE PRESUNTE RAGAZZE “CIMITERIALI”
Prima di intervenire nella rissa, i “gemelli” Bianchi stavano “consumando un rapporto sessuale vicino al
cimitero” con un amico e tre ragazze.
In quel frangente, avrebbero ricevuto una telefonata per accorrere “in soccorso” di Michele C. nel luogo dove poi avrebbe trovato la morte Willy Monteiro Duarte.
A spiegarlo al gip Giuseppe Boccarato è stato Marco Bianchi, uno dei due fratelli accusati dell’omicidio del 21enne di Paliano, avvenuto la notte fra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro, in provincia di Roma. Una versione confermata anche da Gabriele Bianchi. Entrambi i presunti assassini, tuttavia, non hanno saputo indicare il nome delle ragazze con le quali si stavano accompagnando.
A quanto rappresentato, i fratelli avrebbero lasciato le tre giovani e l’amico e si sarebbero precipitati sul luogo del rissa.
“Giunti sul posto con l’auto condotta dallo stesso Marco Bianchi — a quanto si legge nel riassunto della deposizione — non appena sceso dal veicolo si era limitato a spingere Willy Monteiro Duarte, coinvolto nella discussione alla quale nel frattempo avevano preso parte numerose persone, e si era allontanato dai luoghi dopo essersi accertato che la parte offesasi era nel frattempo rialzata”. Marco Bianchi “negava di aver colpito la vittima con calcio o pugni e, allo stesso modo, precisava che nè il fratello, nè gli altri indagati avevano usato violenza nei confronti di quanti coinvolti nella discussione”
La versione di Gabriele coincide con quella del fratello, dal rapporto sessuale al cimitero fino all’intervento in piazza: “Una volta giunto a Colleferro e non appena sceso dal veicolo, (Gabriele, ndr) si era limitato a spingere un amico di Willy, che si trovava a fianco dello stesso e che temeva potesse colpire il fratello, ed aveva in effetti notato in seguito la vittima cadere in terra, senza tuttavia saper precisare se per un colpo o per una semplice spinta”. E poi: “Subito dopo aver spinto l’amico di Willy, era indietreggiato e non aveva più preso parte alla discussione in corso” e, soprattutto “erano subentrati nella sua posizione a fronteggiare la vittima e gli amici della stessa, i due coindagati Pincarelli e Belleggia, dunque impegnati nella discussione proprio quando Willy cadeva a terra, prima in ginocchio e poi riverso sul marciapiede”.
(da agenzie)
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Settembre 10th, 2020 Riccardo Fucile
UNA DESTRA LIBERALE, MODERATA ED EUROPEISTA: A SETTEMBRE A TORINO LA PRIMA USCITA, POI A OTTOBRE A ROMA L’ASSEMBLEA NAZIONALE
Essere oggi “di destra“, non significa identificarsi con i partiti che dominano la coalizione attuale. A sottolinearlo e a proporre un’alternativa concreta è Filippo Rossi, politico e giornalista che, pur di destra, si dissocia fermamente e orgogliosamente dal centro-destra di Salvini e Meloni.
Non a caso ha scelto di chiamare “Buona Destra” il nuovo partito da lui fondato, che ha ufficialmente preso parte alla scena politica italiana.
“Buona Destra” è il nome del nuovissimo movimento che il leader Filippo Rossi definisce “Una nuova casa per chi crede che la politica non sia vuota propaganda”. Il manifesto era già¡ scritto nel libro “Dalla Parte di Jekyll”, dove Rossi ha reso pubblici i valori su cui avrebbe fondato la sua politica.
Nel libro, presentato a luglio per la prima volta in conferenza stampa, si parla di democrazia aristocratica, di futuro, di bellezza come obiettivo e di politica come progetto.
Una destra che si schiera con il pacato Dott. Jekyll, personalità di nobili principi morali, e che prende le distanze con l’altra destra, quella dell’impetuoso Mr. Hyde, con cui tuttavia si ritrova a condividere origini e scenario politico.
Moderato, liberale ed europeista convinto, Rossi non ha mai risparmiato le critiche contro i partiti sovranisti di oggi. Prende le distanze infatti dai leader di Lega e Fratelli d’Italia che, attraverso la “Strategia del terrore”, hanno sempre dato in pasto al popolo un nemico, anche inoffensivo, su cui scagliare rabbie e paure.
Il fondatore della Buona Destra è inoltre estremamente distante dal populismo di questi ultimi, che utilizzano come arma un linguaggio “Volgare, semplicistico e aggressivo”, infuocando le anime dei più insoddisfatti e soffocando quelle dei più deboli.
Quella di Filippo Rossi è una destra che non urla alla pancia degli elettori affamati. Una destra che non punta al consenso con propaganda di basso livello e che non sfrutta la potenza della comunicazione, soprattutto dei social network, per banalizzare temi complessi, cavalcando di volta in volta l’onda dell’opinione pubblica
Verso la prima assemblea del partito
Recentemente non solo è stato delineato punto per punto il Manifesto della Buona Destra, ma è anche ufficialmente nato il Centro Studi. La presentazione nazionale del partito si svolgerà a settembre, a Torino, mentre ad ottobre si riunirà a Roma il comitato organizzativo.
La Buona Destra così descritta sembra poter essere un punto di ritrovo per gli elettori di destra che non si riconoscono più nelle ideologie dell’attuale coalizione.
Tuttavia, potrà forse divenire un riferimento anche per i disillusi che speravano in una buona sinistra, dalla quale oggi non si sentono più rappresentati.
Infatti la “Buona destra“, un ossimoro agli occhi degli elettori apparentemente più distanti, potrebbe riconciliare le personalità più eterogenee, accumunate da un’inconfutabile voglia di cambiamento.
(da Metropolitan Magazine)
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