Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
TIPICI METODI DA KGB: ELIMINANO I CANDIDATI ALLE PRESIDENZIALI PER GARANTIRE LA DITTATURA DI PUTIN… I SOVRANISTI ITALIANI SERVI DI PUTIN TACCIONO
«Hanno sfondato la porta e l’hanno portata via per interrogarla». Così Alexey Navalny, il dissidente che ha osato sfidare i servizi segreti russi ed è sopravvissuto ad un tentativo di avvelenamento, ha denunciato su Twitter il fermo di una sua collaboratrice, Lyubov Sobol.
La donna è accusata di aver violato «con l’uso della violenza o con la minaccia di usarlo» il domicilio di un presunto agente del Servizio di sicurezza federale (Fsb), Konstantin Kudryavtsev, lo stesso con cui Navalny aveva parlato fingendosi un funzionario per farsi raccontare alcuni dettagli sul suo avvelenamento.
Lunedì, dopo la telefonata registrata da Navalny, la sua collaboratrice sarebbe andata presso l’appartamento a Mosca dell’agente, identificato come tale da un’indagine dal sito web investigativo Bellingcat.
La donna è stata fermata e portata via per un’interrogatorio questa mattina: la polizia avrebbe fatto irruzione nel suo appartamento verso le 7 e, dopo aver allontanato il marito e la figlia, l’avrebbero portata via. Al momento il suo cellulare rimane spento e nè la portavoce di Navalny, nè il capo del suo fondo, sanno dove si trovi.
Per Navalny, che era finito in coma dopo essere stato avvelenato lo scorso agosto, l’arresto di Sobol, oltre a segnare l’inizio di un’inchiesta nei confronti della donna, è una chiara risposta dei servizi segreti russi all’indagine condotta dallo stesso dissidente per smascherare i suoi avvelenatori, mettendo in grande imbarazzo i servizi segreti russi e il Cremlino, nonostante il governo russo continui a negare tutto.
Ma sull’arresto di Sobol — 33 anni e di mestiere avvocato — potrebbe pesare anche la sua intenzione di candidarsi alle elezioni parlamentari che si terranno il prossimo anno in Russia.
Come Julija Galjamina, anche Sobol intende candidarsi alle elezioni per il rinnovo della Duma (la Camera bassa del Parlamento russo) che si terranno nel settembre 2021, ma un’eventuale condanna penale la renderebbe ineleggibile.
(da agenzie)
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Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
“QUANDO HO VISTO LE CODE DI PERSONE BISOGNOSE DAVANTI AI CANCELLI DI “PANE QUOTIDIANO” NON POTEVO NON FARE NULLA”… CROCCO E’ GIA IMPEGNATO IN UNA FONDAZIONE IN INDIA PER I BAMBINI ORFANI E ABBANDONATI
Ha fondato la Hublot, un marchio di orologeria di alta gamma, ha vissuto 37 anni a Milano
e ora qui ci sono i suoi figli.
Carlo Crocco è l’imprenditore (anche se ora non è più proprietario del marchio) che ha staccato un assegno da 100 mila euro e l’ha consegnato al sindaco di Milano Beppe Sala con una missione: consegnarlo oggi come regalo di Natale a Pane Quotidiano, l’associazione milanese che nelle due sedi (la principale è in viale Toscana) da molti anni accoglie gli ultimi, quelli che hanno bisogno. Senza chiedere loro chi sono, ma donando cibo e conforto.
Nei giorni scorsi le file di persone fuori dai cancelli di Pane Quotidiano sono state immortalate in video che dai social sono finiti nei telegiornali, sui giornali: sempre più lunghe, perchè la crisi sociale ed economica del coronavirus ha seguito inevitabilmente quella sanitaria, con sempre più persone che hanno perso il lavoro, o comunque hanno più bisogno.
Racconta Carlo Crocco: “Sono molto legato a Milano, dove torno spesso anche perchè tre dei miei figli vivono qui. E quando ho visto quelle code di persone in attesa di un sacchetto di cibo ho pensato che dovevo fare qualcosa: ho stima di Sala, che già mi aveva contattato per chiedermi una mano, e ho pensato che aiutare questa associazione sarebbe stato il modo migliore per dare il mio contributo”.
Carlo Crocco ha fondato e presiede una fondazione – Main dans la Main – che è attiva in diverse regioni dell’India dove sostiene più progetti a favore dei bambini orfani, abbandonati o bisognosi e che presto arriverà con un progetto anche a Milano. E questo regalo di Natale, in qualche modo, si lega all’impegno della sua famiglia per chi ha meno. E non solo a Natale.
(da agenzie)
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Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
I MILITARI HANNO FATTO QUATTRO CHIACCHIERE, UN BRINDISI E UNA VIDEOCHIAMATA AI PARENTI
Una storia di solitudine ma anche di senso di comunità . Ha telefonato ai Carabinieri della centrale operativa di Vergato, nel Bolognese per dire che si sentiva solo e per chiedere di poter condividere con qualcuno un brindisi natalizio.
Protagonista della vicenda un 94enne di Alto Reno che ha chiamato i militari dicendo di essere “solo in casa: non mi manca niente, mi manca solo una persona fisica con cui scambiare il brindisi di Natale
Se ci fosse un militare disponibile, 10 minuti a venire a trovarmi perchè sono solo”.
Così, sentita la telefonata, gli uomini dell’Arma si sono recati a casa del signor Fiorenzo che li stava aspettando. Ai Carabinieri, il 94enne ha raccontato aneddoti di vita come quello dello suocero, il maresciallo Francesco Sferrazza che all’epoca della Seconda guerra mondiale comandava la stazione dell’Arma di Porretta Terme
Con l’anziano i Carabinieri hanno chiacchierato, fatto un brindisi e poi una videochiamata ai parenti dell’anziano. Un fatto analogo era accaduto qualche giorno fa, quando i Carabinieri della Stazione di Alto Reno Terme erano andati in soccorso di un altro anziano che da giorni era rimasto al freddo a causa di un’anomalia dell’impianto di riscaldamento.
(da agenzie)
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Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
“IN OSPEDALE HO PIANTO PER LA MIA GENTE”
“Nonostante tutto quello che sta accadendo posso dire che questo diventa il Natale più bello
della mia vita”: a dirlo è stato il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti. In occasione della messa di Natale di questa mattina nella cattedrale di Perugia.
Il prelato è tornato a celebrare per la prima volta dopo la guarigione dal Covid, per il quale è stato a lungo ricoverato. “Questo – ha aggiunto con i giornalisti – è un giorno e un Natale speciale, anche se siamo ancora nel cuore di questa pandemia”.
Ripensando ai giorni difficili in cui era ricoverato per il Covid, il presidente della Cei ha confidato di “aver pianto”. “Non per me – ha detto – ma per la mia gente”. “In quei momenti – ha aggiunto prima di celebrare la messa del Natale – ti vengono in mente tutte le persone che hai incontrato nella vita. La morte di un pastore è sempre un momento corale, se fossi morto non sarei morto da solo”.
“Per me è speciale – ha detto ancora Bassetti – anche perchè posso riavvicinare la gente e posso offrire la mia preghiera, seppur ancora sofferta per la convalescenza”. “Questa è la gioia più grande che oggi mi ha fatto il Signore”, ha concluso il presidente della Cei. Nell’omelia il cardinale ha detto: “Fratelli e Sorelle, è davvero indescrivibile l’emozione con cui torno a celebrare la Santa Eucaristia nella nostra amata chiesa cattedrale, dopo i giorni drammatici del ricovero ospedaliero e poi della convalescenza”.
“Sono grato al Signore di poter essere ancora con voi a spezzare il pane e di vita. Ringrazio tutti per la vicinanza e la fervorosa preghiera al Signore e alla Madonna della Grazia. L’affetto e la preghiera di tanta gente, ne sono certo, mi ha aiutato tanto a vincere il male. Il Bambino Gesù, con la sua fragilità , ci insegna ad avere fiducia e a guardare al futuro sempre con speranza”.
(da agenzie)
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Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
“IL VOLTO DI DIO E’ RIFLESSO NEL MALATO, NEL POVERO, NEL DISOCCUPATO, NELL’EMARGINATO, NEL MIGRANTE, NEL RIFUGIATO”
“Vaccini per tutti, specialmente per i più vulnerabili e bisognosi, loro al primo posto”. Lo ha chiesto Papa Francesco, rivolgendosi ai governanti, nel messaggio di Natale.
“Non possiamo lasciare che ci chiudiamo nei nazionalismi, nell’individualismo”, ha spiegato, che rischia di “renderci indifferenti” sulla base delle “leggi del mercato e dei brevetti che sono poste al di sopra delle leggi dell’amore”.
Bergoglio ha aggiunto che “siamo tutti sulla stessa barca. Ogni persona è un mio fratello. In ciascuno vedo riflesso il volto di Dio e in quanti soffrono scorgo il Signore che chiede il mio aiuto. Lo vedo nel malato, nel povero, nel disoccupato, nell’emarginato, nel migrante e nel rifugiato”
(da agenzie)
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Dicembre 25th, 2020 Riccardo Fucile
SINDACO INDIGNATO: “VERGOGNA, HANNO ROVINATO IL NATALE, SONO CRIMINALI, NON DEVONO FARLA FRANCA”
Decine di giovani che si picchiano in strada, tra le auto parcheggiate e le persone che
passeggiano: è accaduto nella serata di ieri, 24 dicembre, alla Vigilia di Natale, a Ercolano, nella provincia di Napoli.
Ancora poco chiara la dinamica dei fatti e il motivo che ha scatenato la rissa, scoppiata in piazza Trieste e Trento, al centro della cittadina alle pendici del Vesuvio, nonostante proprio ieri, in tutta Italia, sia scattata la zona rossa, istituita per limitare la diffusione del Coronavirus: si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare potessero esserci conseguenze peggiori e per disperdere la folla; sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte della Polizia Municipale di Ercolano.
Tanti i cittadini che abitano in piazza che, dai balconi e dalle loro case, hanno ripreso la violenza, pubblicando anche le immagini sui social network e commentando la rissa con un laconico, quanto eloquente: “Questa è Ercolano”.
Tensioni si erano registrate anche nel pomeriggio non molto distante dal luogo della rissa, in corso Italia, dove alcuni giovani si erano già fronteggiati, in pieno giorno, per strada.
“E’ una vergogna, quattro idioti hanno rovinato la magia del Natale. Noi acquisiremo le immagini, li rintracceremo e li puniremo. Quello che è accaduto non può rimanere senza colpevoli. I protagonisti di quelle scene di inaudita brutalità e violenza non sono bravi ragazzi, ma criminali che non possono farla franca”.
Così il sindaco di Ercolano (Napoli), Ciro Buonajuto, commentando quanto accaduto ieri sera nella sua città nella quale è avvenuta una maxirissa in pieno centro.
“Quelle scene sono l’immagine più lontana da quelle che vorremmo rappresentasse Ercolano – prosegue il primo cittadino – In una città che si lascia alle spalle un passato di malavita organizzata, non possiamo consentire a dei criminali di rovinare l’immagine della nostra Ercolano. Confido nell’operato delle forze dell’ordine per individuare i protagonisti di questo gravissimo atto di violenza. Da genitore non vi nascondo il grandissimo dispiacere che ho provato. Proprio da genitore invito tutti noi ad una profonda riflessione. I ragazzi sono il nostro futuro, noi dobbiamo essere di esempio e sostenerli, ma abbiamo anche l’obbligo di educarli al rispetto delle regole e ad una sana convivenza” conclude Ciro Buonajuto.
(da agenzie)
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