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IL MINISTRO SPERANZA E’ TROPPO OTTIMISTA: “PUNTO A 13 MILIONI DI VACCINATI ENTRO FINE MARZO”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

E GIUSTAMENTE CHIEDE PIU’ SOLDI PER LA SANITA’…MA I VACCINI PFIZER PER QUELLA DATA SARANNO MENO DI 4 MILIONI E QUELLI DI ASTRAZENICA NON SONO ANCORA DISPONIBILI

“Oggi siamo a una svolta. Finalmente abbiamo l’arma per vincere la guerra”. Così in un colloquio con ‘La Stampa’ il ministro della Salute Roberto Speranza. Dobbiamo però, aggiunge, “evitare che un pezzo di Paese profondo possa illudersi che abbiamo già  vinto. Sarebbe devastante”.
La polemica sulle dosi in Germania ”è una stupidaggine” spiega, perchè la ripartizione è fissa e la decide l’Ue. “Nell’immediato, la distribuzione tra i singoli Stati può variare in base a fattori del tutto casuali: il giorno, la distanza dagli stabilimenti. Dunque non c’è chi è più bravo e ne compra di più e chi è più scarso e ne compra di meno”.
Altra svolta se arriva anche il vaccino di AstraZeneca: “Noi già  dal 1 aprile potremmo avere 13 milioni di vaccinati e così avremmo già  raggiunto la Fase Uno, cioè quella che ci consente di avere il primo impatto epidemiologico”.
Le Regioni, stavolta, “non hanno alibi: la gestione è centralizzata sul piano delle forniture e per il resto gli abbiamo dato 15 mila assunzioni in più”.
Vaccino obbligatorio? “Scoppierebbe subito uno scontro ideologico, il Paese si spaccherebbe in due curve di ultrà . Non risolveremmo il problema, lo aggraveremmo”.
Per la sanità  solo 9 miliardi nel Recovery: “Sono stato il primo a insorgere. Mi hanno spiegato che in realtà  sono già  diventati 15. Mi batterò fino in fondo perchè le risorse aumentino”. Sulla crisi di governo, Speranza dice che “se nella maggioranza ci sono problemi, affrontiamoli subito e risolviamoli in fretta. Poi tutti zitti e ventre a terra”.

(da agenzie)

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TORINO, IL DISCOCLUB CHE AVEVA APERTO 15 PRIMA DEL LOCKDOWN DIVENTA UN MINIMARKET

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

IL PROPRIETARIO: “NON MI PIANGO ADDOSSO, NON E’ COLPA DI NESSUNO”

Addio divanetti, consolle e maxi schermi. Spazio a pasta, formaggio, olio e dentifricio.
Il Covid non ha intaccato la determinazione di Marco Cassarà  che, due settimane prima dal lockdown di marzo, aveva aperto un discoclub a Torino. Un sogno, un investimento da 30 mila euro che non si è potuto concretizzare a causa della pandemia.
Il 23 febbraio l’inaugurazione, due serate programmate (una l’8 marzo), poi il lockdown e la chiusura di tutte le attività . Compresa la sua.
Ora Marco ha deciso di reinventarsi e quel discoclub — che aveva chiamato Diabolik — lo ha trasformato in un minimarket. Una delle poche attività  che, anche in zona rossa, può rimanere aperta.
Ha tolto «le pellicce dai vetri» e «cambiato le insegne» — scrive su Facebook — trasformando, di fatto, la sala che prima era adibita a musica in un piccolo supermercato di quartiere. Addio divanetti, maxi schermi e consolle: spazio, invece, a pasta, formaggio, olio, dentifricio e balsamo.
«Piangermi addosso è una cosa che non mi è mai piaciuta, non ho voluto dare la colpa a nessuno e così mi sono inventato questo», ha detto il proprietario dell’ex discoclub in un’intervista a Il Fatto Quotidiano.
Insomma, Marco Cassarà  vuole puntare sul sicuro, non vuole più rischiare in tempi di pandemia
Finita la pandemia, diventerà  un cocktail bar aperto a tutti
Il suo locale, passato «il periodo più duro della pandemia», tornerà  alla sua vecchia veste. O quasi. Non più un discoclub, con ingresso riservato ai soci, ma un cocktail bar aperto a tutti. Si parte alle 6 del mattino con colazione per poi proseguire con pranzo alle 13, aperitivo alle 18 e cocktail fino all’1 di notte.

(da Open)

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ANCHE IL “FEDELE” NEW YORK POST SCARICA DONALD TRUMP: “BASTA CON QUESTA FOLLIA”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

“IL PRESIDENTE USCENTE RICONOSCA LA SCONFITTA E LASCI LIBERA LA CASA BIANCA”

Anche i suoi più grandi sostenitori chiedono la fine di quella che viene definita una vera e propria follia.
Il 28 dicembre del 2020, a poco meno di un mese dalla prossima successione alla Casa Bianca, anche il New York Post contro Trump. E il quotidiano americano che più di tutti aveva dato sponda (ed endorsement) alla campagna elettorale repubblicana, ha deciso pubblicamente di scaricare l’ormai ex Presidente degli Stati Uniti che si sta producendo di giorno in giorno, nonostante le evidenze elettorali, in atteggiamenti al limite del paradossale.
«Signor presidente, fermi questa follia». Questo il titolone che occupa l’intera prima pagina del New York Post in vendita oggi, lunedì 28 dicembre.
Perchè le elezioni Presidenziali del 4 novembre, ormai sono il passato. Il risultato, nonostante le grida social furiose di Trump, è stato certificato anche dai tribunali che hanno respinto i suoi ricorsi. Nessuna frode, il voto è stato regolare.
Nonostante le evidenze, però, il quasi ex Presidente (il 20 gennaio deve lasciare la Casa Bianca al vincitore Joe Biden) non intende mollare la presa.
«È ora di porre fine a questa oscura farsa — si legge nel pezzo del New York Post contro Trump -. Stai tifando per un colpo di Stato antidemocratico, ma la tua eredità  è al sicuro. Smetti di pensare al 6 gennaio e pensa ai ballottaggi del 5 gennaio. Se la Georgia cade, tutto è a rischio».
Perchè il 5 gennaio ci sarà  il voto che deciderà  le sorti della maggioranza in Senato, un qualcosa che può condizionare (anche se tipico della storia americana) la prossima amministrazione Biden. E anche il giornale di Rupert Murdoch, che ha sempre appoggiato le dinamiche repubblicane, chiede a Trump di smetterla con quella che viene definita una follia.

(da agenzie)

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ASSUNTO DAL SUPERMERCATO DAVANTI AL QUALE STAZIONAVA: “SONO TROPPO FELICE”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

AIUTAVA I CLIENTI A SCARICARE IL CARRELLO… LA PROPRIETARIA; “I CLENTI GLI VOLEVANO BENE E CON QUEI SOLDI PAGA UNA SCUOLA D’INGLESE AL FIGLIO IN GAMBIA, E’ UN ONORE AVERLO QUI A LAVORARE”… I COLLEGHI: “E’ UNO DI NOI”

“Sono troppo contento”. Lo ripete più volte, con il suo italiano biascicato, Kemo, 40enne della Guinea Bisseau, da circa sei anni in Italia e da pochi giorni assunto come addetto allo scarico merci in un supermercato di Crotone.
Lo stesso supermercato davanti al quale, per anni, ha atteso per assistere qualche cliente bisognoso d’aiuto. “Tengo a precisare, che non ha mai chiesto l’elemosina — spiega Anna Carolei, responsabile del punto vendita -. Se qualcuno voleva dargli una mancia, lo ha fatto in maniera del tutto volontaria”.
La storia di Kemo Darboe è simile a quella di tanti altri migranti, ma sostanzialmente diversa. Dal suo arrivo in Italia, tanti eventi hanno cambiato la sua vita. “Sono tanti anni che sono qui in Italia, senza lavoro — spiega il guineense -. Sono andato a Foggia, ho trovato solo lavoro in nero, paga bassa… Nient’altro. Adesso, la signora Anna Carolei ha deciso di aiutarmi. Lavoro qui con un contratto, sono troppo contento”.
Prima di lasciare il suo Paese, Kemo ha perso la moglie, deceduta durante il parto dell’ultimo dei suoi tre figli. Così, ha deciso affidarli ad una sua amica in Gambia, aiutata dal fratello.
Dopo un primo periodo in Italia, il 40enne ha l’opportunità  di trasferirsi in Germania e chiedere il ricongiungimento con i suoi figli.
“Purtroppo — racconta Anna Carolei -, quando tutta la documentazione era già  pronta, gli è giunta una terribile notizia dal Gambia: i suoi due figli maggiori, di 9 e 12 anni, hanno perso la vita in un incidente occorso a un pulmino carretta. In Germania non gli avrebbero più dato la possibilità  di rimanere. Quando me lo ha comunicato via social, gli ho detto: sarebbe opportuno che tu ritornassi qui, vedremo come aiutarti”.
Così, tornato a Crotone, staziona nei pressi del supermercato gestito dalla Carolei. “Stava fuori dal supermercato, anzi… Per motivi umanitari — precisa la responsabile del punto vendita —, con il caldo o con il freddo, invitavamo Kemo a stare dentro. Ha sempre goduto degli stessi diritti di tutti gli altri”.
Questo fino a quando il proprietario della catena, Francesco Policastrese, decide di assumerlo. “Lo conosco da tanti anni — afferma l’imprenditore -, è una persona a modo, ha sempre lavorato, ha sempre assistito i clienti… La gente lo cerca, è un ragazzo che si fa voler bene. Non mi aspettavo tutto questo clamore — prosegue -, non credo di aver fatto nulla di eccezionale. Mi si è aperta questa opportunità , avevo bisogno di una mano in negozio e l’ho fatto lavorare”. Si tratta di un contratto a tempo determinato, fino al 31 gennaio, ma Policastrese ha già  assicurato che verrà  prorogato.
La vita di Kemo a Crotone è semplice. Lavora, va a casa, cucina e magari scambia due chiacchiere con i suoi due coinquilini, un nigeriano e un gambiano.
“È un ragazzo per bene — spiega Anna Carolei -. Paga le bollette giorni prima della scadenza, sempre puntuale nel pagamento dell’affitto. E poi invia denaro a suo figlio che sta frequentando una scuola inglese. L’anno scorso, in questo periodo, gli abbiamo offerto un viaggio per andare dal suo piccolo. È stato in Gambia poco prima che arrivasse il covid — aggiunge -, ha fatto appena in tempo”.
Gli altri dipendenti del supermercato lo apprezzano e sono felici per la sua assunzione, come conferma Antonio, altro addetto al magazzino. “Una notizia che mi ha fatto molto piacere — dice -, è una persona che lo merita. Ormai era diventato uno di noi, perchè era sempre qui con noi, ci aiutava durante lo scarico merci, anche prima del contratto. Per me è un onore averlo con noi a lavorare”.
Il Natale è festa anche per Kemo e i suoi amici, grazie anche alla generosità  degli altri. “Non dovrò cucinare perchè una signora ha cucinato pollo e carne per me e i miei amici”. Testimonianza tangibile di come Kemo, a Crotone, sia ormai considerato uno di famiglia. Perchè la felicità , a volte, si può trovare anche al supermercato.

(da Fanpage)

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IL CONSIGLIERE COMUNALE LEGHISTA DI MODENA CHE SCRIVE UN COMMENTO SESSISTA SULLA VIOLENZA SULLE DONNE E “LE DONNE INACIDITE”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

POI CERCA DI METTERE UN TAPPULLO PEGGIORE DEL BUCO

Era il 24 dicembre quando il consigliere comunale della Lega a Modena Giovanni Bertoldi spiegava in tutta la sua illuminante chiarezza (che riporta alla mente, inspiegabilmente, un famoso aforisma) cosa ne pensava della posizione di Nicole Kidman riguardo alla violenza perpretrata sulle donne.
Secondo un articolo di Repubblica l’attrice ha spiegato che “Oltre al COVID c’è un’altra pandemia: la violenza sulle donne, metto la faccia per loro”.
Il sagace consigliere ha capito benissimo, come del resto succede a tanti politici nella Lega,   quale fosse il topic della situazione e infatti si è concentrato sull’età  della Kidman:   “le belle donne, quando invecchiano, si inacidiscono e reagiscono con sentimenti di odio verso gli uomini”.
Il pensiero di Bertoldi, che rischiava di passare inosservato, per fortuna è stato reso noto ai più grazie a Selvaggia Lucarelli che lo ha riportato sui suoi social.
Il leghista però non ha avuto il coraggio di rivendicare parole tanto rivoluzionarie e si è scusato. Ma con moltissima calma. Prima infatti (12 ore prima) aveva ribadito che si trattava di una “provocazione” e che lui scrive “commenti ruvidi” e “contro il pensiero unico”:
“Fantastico! Ora la gente di sinistra ha intentato una vera e propria aggressione mediatica nei miei confronti: stanno andando a ricercare tutti i miei vecchi post . Non paghi di ciò hanno coinvolto anche la mia famiglia. Ovvio che non avrò difficoltà  ad adire a vie legali per tutelarmi. In questo paese uno deve avere il diritto a fare provocazioni (cosa che ho sempre fatto con Facebook), fare commenti ruvidi e contro il pensiero unico. Detto questo, ribadisco il no alla violenza, compresa quelle sulle donne e posso assicurare di non avere problemi di sorta nei rapporti con l’altro sesso. Tutt’al più ho potuto toccare con mano quanto nelle separazioni e nei divorzi nella maggior parte delle volte l’uomo risulti soccombente, ma ad essere sinceri ieri più di oggi. Che queste posizioni non piacciano al mondo femminista lo comprendo, ma io rivendico il diritto di pensare altrimenti”
Solo la sera del 26 dicembre Bertoldi si è deciso a scusarsi, ma sempre con motivazioni illuminanti:
“Dopo una giornata convulsa, mi sento di scusarmi nei confronti di chi si eÌ€ sentito offeso da un commento che ho pubblicato sul profilo fb di Repubblica (per altro rimosso da me poco dopo, ma fotografato dalla Lucarelli e diffuso). Mi sono lasciato prendere la mano perché infastidito dalle star che viaggiano su aerei privati e che fanno crociate moralistiche per motivi che io credo legati alla loro immagine e al business che ne consegue. Ho una bella famiglia e una compagna che amo e che rispetto. Auguro a tutti un anno sereno.
Insomma la lotta alla violenza sulle donne è una crociata moralistica.
Vai così, Bertoldi, again!

(da Giornalettismo”)

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LA COPPIA CON 177.000 EURO IN CONTANTI CHE PRENDEVA IL REDDITO DI CITTADINANZA

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

MARITO E MOGLIE DI CERCOLA SONO STATI DENUNCIATI: SONO DEDITI AL CONTRABBANDO

Due coniugi di Cercola (Napoli) sono stati denunciati per ricettazione nell’ambito di un’operazione dei finanzieri del comando provinciale di Napoli.
Sottoposti a sequestro oltre 177mila euro in contanti. In particolare, i finanzieri del gruppo di Nola, nel corso degli ordinari servizi di controllo economico del territorio, hanno fermato e perquisito il veicolo sul quale viaggiavano i due rinvenendo circa 2 chili di sigarette di contrabbando, nonche’ una borsa contenente 47mila euro in contanti.
Le conseguenti perquisizioni domiciliari hanno permesso di scoprire nella loro abitazione ulteriori 130mila euro, occultati nei cassetti e negli armadi, tra i capi di abbigliamento.
Le persone denunciate hanno precedenti per contrabbando e sono disoccupati, non riuscendo cosi’ a giustificare la detenzione di una quantita’ di contanti sproporzionata rispetto alle potenzialita’ economiche del nucleo familiare.
Dai successivi approfondimenti, condotti in collaborazione con l’Inps, e’ emerso che risultavano percettori del reddito di cittadinanza. È scattata la segnalazione all’Inps anche per l’avvio delle procedure di recupero del beneficio indebitamente gia’ percepito, quantificato in 8mila euro. Dalle loro dichiarazioni dei redditi risultavano formalmente nullatenenti.

(da agenzie)

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DA SALVINI A RENZI: POLITICI IN PROCESSIONE A FARE VISITA A VERDINI IN CARCERE A REBIBBIA

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

HANNO TIMBRATO ANCHE LOTTI, SANTANCHE’, LA RUSSA, LUPI, POLVERINI E ANGELUCCI

Sarà  che spira aria di crisi di governo, ma è un fatto che tra il 23 e il 24 dicembre molti politici sono andati a trovare Denis Verdini, 69 anni, fiorentino, recluso nel carcere di Rebibbia dal 3 novembre, dopo la condanna a sei anni e sei mesi per la bancarotta del Credito cooperativo fiorentino.
Una processione bipartisan, che va da Matteo Salvini a Matteo Renzi e Luca Lotti, passando per diversi esponenti del centrodestra.
Se, di fatto, la visita di Salvini appare piuttosto scontata, dal momento che il leader leghista è fidanzato da due anni con la figlia di Verdini, Francesca, meno ovvia invece è quella del leader di Italia viva. Che forse ha sentito il bisogno di consultarsi con il banchiere ed ex senatore proprio nei giorni in cui teneva il premier Conte con le spalle al muro sul Recovery fund minacciando la crisi.
Singolare anche la visita di Luca Lotti: il deputato renziano, già  ministro dello Sport, ma rimasto nel Pd (a suo tempo motivò la sua scelta di non trasferirsi nel partito di Renzi perchè “il frazionismo mina la credibilità  in politica”) è tra i personaggi coinvolti nel caso Consip, assieme a Tiziano Renzi (padre di Matteo) e lo stesso Verdini.
A portare un saluto a Verdini, che nel frattempo si è fatto crescere una lunga barba bianca, anche molti ex compagni di centrodestra come Ignazio La Russa, Daniela Santanchè, Maurizio Lupi e Renata Polverini. Ma anche il re delle cliniche romane e forzista Antonio Angelucci.
Come accennato la condanna per Verdini per la bancarotta dell’ex Credito cooperativo fiorentino è diventata definitiva il 3 novembre. lI giudici della Quinta sezione penale della Cassazione, presieduta da Paolo Antonio Bruno, hanno confermato la condanna a più di sei anni inflitta in Appello, ad eccezione di quattro mesi caduti per prescrizione. I supremi giudici non hanno accolto quindi la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione che aveva chiesto per Verdini un nuovo processo d’Appello in relazione ad alcuni capi di imputazione.

(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

COLPEVOLE DI AVER RACCONTATO IL COVID A WUHAN, CONDANNATA A 4 ANNI LA GIORNALISTA CINESE ZHANG ZHAN

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

NEI REGIMI COMUNISTI VIETATO RACCONTARE I FATTI…ACCUSATA DI “AVER RACCOLTO LITIGI E PROVOCATO PROBLEMI, DIFFONDENDO INFORMAZIONI”

La sua colpa? Aver raccontato il Covid da Wuhan, il presunto primo focolaio del virus che, dopo poco tempo, avrebbe messo in ginocchio tutto il mondo.
Lei si chiama Zhang Zhan, 37 anni, ex avvocata poi diventata giornalista, accusata dal tribunale di Shanghai di «aver raccolto litigi e provocato problemi» — la formula generalmente usata nei processi contro gli attivisti politici — nella prima fase della pandemia, quando a Wuhan si parlava di «polmonite misteriosa». Il suo lavoro le è costato una condanna a 4 anni di carcere.
La giornalista è devastata fisicamente e psicologicamente
A dar fastidio alle autorità  locali sono stati i resoconti di Zhang Zhan che avevano fatto il giro dei social e che venivano trasmessi in live streaming. Zhang Zhan è una citizen journalist, pubblica i suoi reportage direttamente sul web senza una vera testata alle spalle. Quella dei citizen journalist è una categoria particolarmente invisa al governo cinese e, infatti, la stessa Zhan ha raccontato nei suoi reportage l’arresto di altri giornalisti indipendenti che hanno lavorato sull’emergenza sanitaria, in particolare a Wuhan. L’ex avvocata era stata arrestata una prima volta a maggio: da quel momento aveva cominciato uno sciopero della fame.
L’accusa iniziale era quella di aver «inviato false informazioni tramite testo e video attraverso piattaforme come WeChat, Twitter e YouTube».
I suoi reportage da Wuhan si erano fatti notare perchè Zhan è stata tra i primi a dire che qualcosa non andava nella gestione della lotta al virus: «Il governo — ha raccontato nei suoi reportage — non ha fornito alla gente informazioni sufficienti, quindi ha semplicemente bloccato la città . Questa è una grande violazione dei diritti umani». Nelle accuse contro di lei si parla di «diffusione maliziosa di informazioni».
Adesso i suoi avvocati — come riporta la Bbc — hanno fatto sapere che la donna si trova in cattive condizioni di salute: in questi mesi è stata alimentata attraverso un sondino, ha sofferto di mal di testa, vertigini e mal di stomaco. Insomma, è devastata fisicamente e psicologicamente.
Il controllo della stampa in Cina
Zhang Zhan è la prima dei quattro giornalisti indipendenti, messi sotto accusa a Wuhan, a ricevere una sentenza. Anche gli altri, però, hanno già  subito forme più o meno pesanti di pressioni o censure. Li Zehua, ad esempio, nel corso del suo lavoro è prima scomparso e poi riemerso dopo un po’ di tempo: era stato messo in quarantena con la forza. Chen Qiushi, invece, sarebbe rimasto con la famiglia ma sotto la supervisione del governo mentre resta ancora sconosciuta la posizione di Fang Bin.
Insomma, la Cina continua ad avere — come già  evidenziato dai fatti di Hong Kong — una vera e propria reazione allergica al giornalismo non allineato.

(da agenzie)

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TRUMP CEDE AL CONGRESSO E FIRMA IL PACCHETTO DI AIUTI AGLI AMERICANI IN DIFFICOLTA’: 600 DOLLARI A TESTA

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

PROVVEDIMENTO VOTATO SIA DAI DEMOCRATICI CHE DAI REPUBBLICANI, MA TRUMP LO AVEVA DEFINITO “UNA VERGOGNA”… IL SOLITO DISPETTO DI UN MALATO DI MENTE

Donald Trump ha firmato un nuovo piano anti Covid da 900 miliardi di dollari per l’economia statunitense, a sostegno di famiglie e piccole medio imprese colpite dalla pandemia.
Pressato da entrambi le parti del Congresso, il presidente Usa ha così ceduto ed ha firmato anche la legge sul finanziamento dello Stato federale.
In tal modo, ha scongiurato lo shutdown, ovvero la chiusura dei servizi pubblici che, in questo periodo di crisi, sarebbe stato deleterio.
Inizialmente Donald Trump si era opposto al pacchetto di aiuti, definendolo “una vergogna” in quanto voleva aumentare la dimensione dei pagamenti diretti alle famiglie. Trump ha comunque delineato al Congresso quelle che secondo lui venivano considerate le spese eccessive, inviando un elenco di disposizioni che avrebbe voluto eliminare. “Non rinuncerò mai alla mia lotta per il popolo americano!”, ha detto il presidente uscente.

(da agenzie)

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