Destra di Popolo.net

CRISANTI CONTRO ZAIA: “L’AUMENTO DEI CONTAGI IN VENETO NON C’ENTRA NULLA CON IL NUMERO DEI TAMPONI”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

PER IL MICROBIOLOGO I FATTORI SONO DUE: LE RESTRIZIONI TROPPO SOFT E LE INFEZIONI CHE SI SONO DIFFUSE NELLA CASE DI RIPOSO

Andrea Crisanti critica la lettura data dal governatore del Veneto Luca Zaia in merito alla crescita dei contagi da Coronavirus registrata nella Regione nelle ultime settimane.
«Il problema del Veneto è legato fondamentalmente a due fattori», spiega il microbiologo ospite della trasmissione L’Aria che tira su La7.
«Il primo è la zona gialla, influenzata o determinata dai 21 parametri tra cui pesa moltissimo il posto delle terapie intensiva. Il secondo è aver puntato tutto sui tamponi rapidi, che hanno una sensibilità  bassa e hanno permesso che le Rsa venissero infettate. In Veneto la percentuale di Rsa infettate non ha precedenti e questo è dovuto al fatto che il personale è stato testato con i tamponi rapidi».
Secondo Zaia, «se abbiamo numeri alti è perchè, a differenza di altri, facciamo molti tamponi». Crisanti però non è d’accordo: «Si tratta di una questione statistica. Più tamponi si fanno, più si interrompono le catene di trasmissione».
Secondo Crisanti, «è vero, facendo tantissimi tamponi, si assisterebbe inizialmente a un aumento dei casi, ma questo sarebbe seguito da un drastico calo dei contagi e dei morti. Qui, invece, stiamo assistendo a un aumento costante dei casi e del numero di morti senza precedenti. Quindi è proprio la lettura che è sbagliata».

(da agenzie)

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L’UNICA CURVA CHE SCENDE E’ QUELLA DEI TAMPONI: DIMEZZATI A DICEMBRE

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

“PER UN MONITORAGGIO COMPLETO NE SERVONO DI PIU'”… IL RAPPORTO CONTAGI/TAMPONI SE SI CONSIDERANO SOLO QUELLI AL PRIMO TAMPONE E’ BEN DEL 36%

Il numero tamponi fatti in Italia si è quasi dimezzato nell’ultimo mese rispetto a novembre, passando da circa 1,5 milioni a settimana a poco più di 900.000.
Lo indica l’analisi dei dati condotta dal fisico Giorgio Sestili sul network di comunicazione della scienza “giorgiosestili.it”. Il dato è confermato dal virologo Francesco Broccolo, dell’Università  di Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano.
â€³È un calo molto importante, che può essere positivo se legato al fatto che si abbassa la curva dei contagi, in quanto se meno persone hanno i sintomi c’è meno richiesta, ma è negativo se vediamo salire il rapporto fra casi positivi e tamponi, come sta accadendo in questi giorni”, osserva Sestili.
Ieri infatti il tasso di positività  ha toccato il 14,9%, come non accadeva dal 23 novembre, mentre il rapporto fra i casi positivi e i casi testati (ossia il numero dei tamponi al netto di quelli fatti più volte alla stessa persone) ha raggiunto il 36%, “in assolto il valore più alto della seconda ondata”. Questo, secondo il fisico, potrebbe voler dire che “si fanno i tamponi solo ai sintomatici”.
Che il tracciamento si sia “ridotto drasticamente” lo rileva anche Broccolo, per il quale rispetto a novembre il numero dei tamponi è sceso in media da oltre 200.000 a 150.000 al giorno.
“Fino a un mese fa – ha osservato – si facevano più tamponi, mentre adesso dopo 21 giorni di isolamento alle persone positive asintomatiche il tampone non viene più fatto in quanto sono ritenute non contagiose”.
Dallo stesso periodo, inoltre, “sul numero dei positivi pesano soprattutto i nuovi casi e non i tamponi fatti nel tempo”. In terzo luogo, ha aggiunto, pesa il maggiore ricorso ai tamponi rapidi, che “ha contribuito notevolmente alla riduzione del tampone molecolare”.
Per un monitoraggio completo, che dia indicazioni sia del decorso dell’infezione che del contagio, secondo Broccolo occorrono più tamponi con valutazione della carica virale almeno nei casi asintomatici che terminano l’isolamento sebbene ancora positivi.

(da “Huffingtonpost”)

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UN LASCIAPASSARE PER IL CIELO: LE COMPAGNIE AEREE STUDIANO UN PASS “NO COVID”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

“NEGATIVO E VACCINATO”: UNA APP CON UN PASSAPORTO SANITARIO PER RILANCIARE I VIAGGI

Sarà  un passaporto vaccinale sotto forma di app a rilanciare i viaggi aerei internazionali, arginando il crollo di un settore azzannato dalla pandemia di Covid-19?
La strada è ricca di incognite e criticità , ma le compagnie aeree ci sperano e da settimane hanno intensificato i loro sforzi per individuare, insieme ad aziende e fondazioni informatiche, le soluzioni più promettenti per tornare a volare in sicurezza, senza quarantena, sfruttando le possibilità  del digitale.
Prima di vedere quali sono queste soluzioni, è bene fare due premesse.
La prima è che si tratta di iniziative in fase di sviluppo, attualmente in corso di sperimentazione su determinate tratte internazionali, per la cui diffusione più ampia sarà  necessaria l’adozione di standard universali riconosciuti da parte delle autorità  governative.
La seconda premessa è che l’eventuale “decollo” di questi strumenti come lasciapassare per i viaggi internazionali solleva delle questioni etiche che vanno dalla tutela della privacy (un aspetto su cui gli sviluppatori assicurano la massima attenzione) al rispetto dei diritti umani (ad esempio, come evitare discriminazioni legate all’accessibilità  a strumenti tecnologici/sanitari).
L’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) aveva annunciato qualche settimana fa il proprio IATA Travel Pass, un pass sanitario digitale per sbloccare le frontiere e abolire la regola della quarantena obbligatoria: in sostanza, una app per consentire alle autorità  portuali di vedere (tramite codice Qr) tutte le informazioni sanitarie dei passeggeri, inclusi test Covid e vaccinazioni.
L’associazione con sede a Montreal prevede il rilascio dell’app per l’inizio del primo trimestre del 2021 per Android e iPhone, previo accordo con le autorità  governative.
Una delle iniziative più avanzate è il CommonPass, una sorta di passaporto sanitario pensato per consentire alle autorità  aeroportuali di verificare per ogni passeggero i risultati dei test per il coronavirus e lo stato delle vaccinazioni.
Come riporta il New York Times, alcune compagnie aeree — come United Airlines e Cathay Pacific – hanno iniziato a sperimentare CommonPass già  nel mese di ottobre.
Nelle ultime settimane al Common Trust Network hanno aderito altre grandi compagnie internazionali, tra cui JetBlue, Lufthansa, Swiss International Airlines e Virgin Atlantic. Già  in questi giorni le compagnie stanno iniziando a usare l’applicazione su voli selezionati in partenza da città  come New York, Boston, Londra e Hong Kong.
L’organizzazione Airports Council International (ACI) World, che rappresenta circa 2.000 aeroporti in tutto il mondo, ha aderito al Common Trust Network, segno che nelle prossime settimane l’utilizzo del pass potrebbe estendersi ad altre capitali.
Come per il Travel Pass della IATA, CommonPass mira sia a fornire informazioni sui requisiti di ingresso nei Paesi stranieri sia a offrire una piattaforma verificata su cui archiviare e visualizzare i risultati dei test e le vaccinazioni.
La app — spiega Forbes – dovrebbe aiutare a chiarire la confusione dei viaggiatori sui requisiti per l’ingresso e su come dimostrare adeguatamente che sono stati soddisfatti. Allo stesso tempo, solleverebbe le autorità  per l’immigrazione e il personale delle compagnie aeree dal compito di vagliare la legittimità  di una serie di documenti sanitari, potenzialmente in più lingue e formati.
Dietro la app c’è un’organizzazione senza scopo di lucro con base a Ginevra chiamata The Commons Project Foundation, supportata dalla Rockefeller Foundation con il coinvolgimento del World Economic Forum. La fondazione riassume così la sua missione: “La Commons Project Foundation costruisce e gestisce piattaforme e servizi digitali per il bene comune. La nostra struttura orientata alla missione è progettata per attrarre talenti di livello mondiale per costruire e sostenere servizi pubblici digitali in un modo che serva soprattutto gli interessi delle persone”.
Anche le grandi aziende tecnologiche stanno entrando in azione.
IBM ha sviluppato la propria app, chiamata Digital Health Pass, che consente alle aziende e alle sedi di personalizzare gli indicatori di cui avranno bisogno per l’ingresso, inclusi i tamponi, i controlli della temperatura e le registrazioni delle vaccinazioni. Le credenziali corrispondenti a tali indicatori vengono quindi archiviate in un portafoglio mobile.
Una delle principali criticità  di questi passaporti elettronici vaccinali è l’adozione di standard uniformi che possano essere riconosciuti dalle autorità  governative, così da evitare la frammentazione e la confusione che hanno minato in molti Paesi le performance delle app di tracciamento.
Su questa sfida si sta concentrando la Covid-19 Credentials Initiative, un collettivo di oltre 300 persone che rappresentano decine di organizzazioni in cinque continenti, tra cui CommonPass, Ibm e la Linux Foundation Public Health, organizzazione focalizzata sulle applicazioni della tecnologia per aiutare le autorità  sanitarie di tutto il mondo a combattere Covid-19.
Mentre i ‘nerd’ sono al lavoro, la comunicazione ufficiale sui passaporti sanitari digitali resta al momento un po’ confusa, prendendo in prestito il giudizio del network Euronews.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) appare contraddire le sue stesse raccomandazioni. Nel corso di un incontro con la stampa dell’OMS a Copenhagen il 4 dicembre, la dott.ssa Catherine Smallwood, Senior Emergency Officer dell’OMS Europa, ha ribadito le attuali linee guida dell’organismo sui “passaporti per l’immunità ”.
“Non raccomandiamo i passaporti di immunità  nè i test come mezzo per prevenire la trasmissione oltre confine”, ha affermato. “Ciò che raccomandiamo è che i Paesi guardino i dati sulla trasmissione sia all’interno che all’esterno dei loro confini e adattino di conseguenza le loro linee guida di viaggio alle persone”.
Allo stesso tempo, però, l’OMS ha firmato un accordo con l’Estonia in ottobre per collaborare allo sviluppo di un certificato di vaccinazione digitale – o di un “cartellino giallo smart” – che ricorda i vecchi certificati cartacei di vaccinazione contro la febbre gialla. L’idea alla base di questo accordo è quella di rafforzare la motivazione a sottoporsi ai vaccini, garantire un accesso equo ad essi e, in ultima analisi, porre fine alle restrizioni pandemiche attraverso l’immunità  attiva acquisita.
“Per il passaporto di vaccinazione per i viaggiatori – ha detto la dott.ssa Siddhartha Sankar Datta, collega di Smallwood, nel corso della stessa conferenza stampa – stiamo esaminando molto attentamente l’uso della tecnologia nel contrasto al COVID-19 e uno di questi è come lavorare con gli Stati membri per ottenere un qualcosa chiamato certificato di vaccinazione elettronica”.
Il tema, insomma, c’è ed è quanto mai attuale. Come attuale è il dibattito sulle ripercussioni di queste nuove condizioni di viaggio su privacy, diritti e libertà  di movimento. CommonPass, IBM e la Linux Foundation hanno tutti sottolineato la privacy come elemento centrale delle loro iniziative. IBM, ad esempio, ha spiegato che il suo pass permette agli utenti di controllare e autorizzare l’uso dei propri dati sanitari, consentendo loro di scegliere il livello di dettaglio che desiderano fornire alle autorità .
Diverse aziende all’interno della Covid-19 Credentials Initiative si stanno inoltre muovendo per respingere preventivamente le accuse di discriminare i passeggeri in base alla loro dotazione digitale.
Alcuni stanno sviluppando una smart card che rappresenta una via di mezzo tra i tradizionali certificati vaccinali cartacei e una versione online più facile da archiviare e riprodurre.
Brad Perkins, chief medical officer della Commons Project Foundation, ha assicurato che il sistema di credenziali dell’app è stato progettato in modo da funzionare per un pubblico vasto: chi non possiede uno smartphone potrà  comunque stampare i propri codici di conferma e mostrarli in aeroporto, proprio come avviene con una normale carta d’imbarco.
Quest’apertura all’analogico non elimina però il problema di una discriminazione più ampia: quella tra chi potrà  sottoporsi al vaccino e chi no, per svariati motivi.
“In base al loro stato di salute alcune persone potrebbero muoversi liberamente, e sarebbe il caso di coloro che sono risultati negativi al test o sono stati vaccinati”, osserva Ada Beduschi, docente di Diritto all’Università  di Exeter citata da Euronews.
“Ma ad altri, al contrario, non sarebbe permesso viaggiare e accedere a luoghi specifici, tra cui chiese, luoghi sportivi e altre aree di riunione […]. Se alcune persone non possono accedere o permettersi i test o i vaccini Covid-19, non saranno in grado di dimostrare il loro stato di salute, e quindi le loro libertà  saranno de facto limitate”.
Se i viaggi aerei internazionali erano già  prerogativa della parte più benestante della popolazione mondiale, il coronavirus sembra destinato a rendere le vie del cielo ancora più ristrette.

(da “Huffingtonpost”)

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CORONAVIRUS, SONO QUASI 90.000 GLI OPERATORI SANITARI CONTAGIATI

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

DA INIZIO PANDEMIA MORTI 273 MEDICI

Quasi 90mila operatori sanitari contagiati da inizio pandemia, 273 medici deceduti.
Gli ultimi dati fotografano il pesante tributo pagato dal personale delle strutture sanitarie nella lotta quotidiana al coronavirus. Non a caso la campagna vaccinale è iniziata proprio da questa categoria. Anche se c’è un allarme “no vax” in corsia, soprattutto tra gli addetti delle case di riposo per anziani.
La Sorveglianza integrata Covd-19 a cura dell’Istituto Superiore di Sanità  (Iss) ha reso noto che su 2.019.660 casi di contagio da Sars-Cov-2 avvenuti in Italia dall’inizio della pandemia al 27 dicembre, 89.879 hanno riguardato gli operatori sanitari. Negli ultimi 30 giorni, invece, 413.381 sono stati i casi totali di positività  diagnosticati nel nostro Paese, di cui 16.923 tra gli operatori sanitari.
Dalla Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) sì è appreso che altri tre medici sono morti di Covid. Si tratta di Raffaele Antonio Brancadoro, medico ospedaliero in pensione, Leonardo Nargi, ginecologo, Stefano Simpatico, neurochirurgo. Il totale delle vittime tra i camici bianchi sale così a 273.
Sarebbero invece un centinaio su 400mila – secondo la stima di Filippo Anelli, presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) – i camici bianchi “negazionisti” rispetto ai vaccini, compreso quello appena arrivato contro il Covid. E’ la stima di Filippo Anelli, presidente della federazione degli ordini dei medici (Fnomceo).
“Le sanzioni variano caso per caso – spiega Anelli – proprio perchè le situazioni possono essere diverse. Un conto è esprimere privatamente un’opinione, un conto è fare proselitismo contro i vaccini, che inevitabilmente incide sull’esercizio della professione. Un medico non può turbare il rapporto con il paziente, nè mettere in dubbio le libertà  scientifiche”.
Per questo c’è chi pensa all’obbligo vaccinale per i camici bianchi: “Noi non siamo contrari – sottolinea Anelli – ma bisogna trovare un giusto equilibrio tra la Costituzione, che dice che a nessun cittadino possono essere imposti trattamenti medici, e la situazione contingente”.

(da agenzie)

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METODI SOVRANISTI: LA RUSSIA INTIMA A NAVALNYJ L’IMMEDIATO RIENTRO A MOSCA O IL CARCERE

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

ALTRA STRETTA SU MEDIA E OPPOSIZIONE: CINQUE PERSONE INSERITE NELLA LISTA DI “AGENTI SEGRETI”… PUTIN VUOLE IMPEDIRE CHE QUALCHE OPPOSITORE SI CANDIDI ALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DEL 2021

Prendere immediatamente un volo da Berlino per Mosca e presentarsi al suo giudice di sorveglianza domattina o essere arrestato se rientrerà  in Russia dopo la scadenza. L’ultimatum ad Aleksej Navalnyj è arrivato via sms al suo avvocato.
L’ufficio moscovita del Servizio penitenziario federale russo (Fsin) ha minacciato di convertire la sua condanna alla libertà  vigilata nel cosiddetto “caso Yves Rocher” in una pena detentiva se l’oppositore non si presenterà  al giudice di sorveglianza entro le 9 di domattina.
Navalnyj si trova a Berlino dallo scorso agosto dove è stato trasferito e curato dopo essere finito in coma su un volo Tomsk-Mosca a causa di quello che diversi laboratori occidentali hanno definito avvelenamento da agente nervino Novichok.
Navalnyj si trova tuttora a Berlino in convalescenza. E dal momento che gli è impossibile presentarsi domani a Mosca, rischia tre anni e mezzo di carcere.
Nel comunicato ricevuto dall’avvocato Vadim Kobzev e diffuso su Twitter, l’Fsin fa riferimento all’articolo pubblicato su Lancet il 22 dicembre che raccoglie tutti i dati sull’avvelenamento con il Novichok e sul trattamento di Navalnyj presso la clinica Charitè di Berlino. Navalnyj, si legge nella rivista scientifica, è stato dimesso il 20 settembre e che i sintomi della sua malattia sono spariti il 12 ottobre. “Perciò – conclude l’Fsin – il condannato non sta adempiendo ai suoi obblighi e sta evadendo la supervisione dell’ispettorato”.
Navalnyj era stato condannato a tre anni e mezzo di carcere con sospensione della pena e cinque anni di libertà  vigilata il 30 dicembre del 2014 per frode ai danni di Yves Roches: processo giudicato “politico” dalla Corte europea per i diritti umani.
Il periodo di libertà  vigilata è stato successivamente esteso di un anno e perciò scade il prossimo 30 dicembre, mercoledì
Se l’evasione degli obblighi sarà  confermata, il Servizio penitenziario federale potrà  chiedere che la sospensione della pena venga convertita in detenzione. E, se la richiesta dell’Fsin fosse accolta, Navalnyj rischierebbe dunque tre anni e mezzo di carcere.
“È impossibile che possa comparire all’Ispettorato di Mosca domani. Ma l’Fsin pensa al buon senso? Gli è stato dato un ordine e lo stanno adempiendo”, ha scritto la portavoce di Navalnyj, Kira Jarmish, accusando il Cremlino di essere dietro la manovra.
In vista delle elezioni parlamentari 2021, le autorità  hanno lanciato una stretta sull’opposizione che non riguarda solo Navalnyj. Oggi per la prima volta delle persone fisiche sono state inserite nella lista degli “agenti stranieri”, etichetta di staliniana memoria finora usata solo contro ong e media.
Approvata per la prima volta nel 2012, la legge sugli agenti stranieri riguardava le ong finanziate dall’estero. Il provvedimento è stato in seguito esteso a media, giornalisti indipendenti e blogger, ma finora era stata usata solo contro delle testate.
Oggi il ministero della Giustizia ha però dichiarato “agenti stranieri” cinque individui: quattro giornalisti e il noto attivista 79enne Lev Ponomariov che giornalista non è.
Un provvedimento approvato la scorsa settimana dalla Duma, la Camera bassa del Parlamento, e che deve ancora ricevere il via libera del Consiglio legislativo, il Senato russo, ed essere firmato da Putin per entrare in vigore, estende però la definizione di “agente straniero” anche agli individui impegnati in attività  politiche che ricevano fondi dall’estero.

(da “La Repubblica”)

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LA LETTERA DI ZAKI DAL CARCERE: “FATE SAPERE CHE SONO QUI PERCHE’ SONO UN DIFENSORE DEI DIRITTI UMANI”

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

DA DIECI MESI IN CARCERE SENZA UN PROCESSO E SENZA AVER COMMESSO ALCUN REATO… E L’ITALIA CONTINUA AD AVERE RAPPORTI CON UN REGIME CRIMINALE

«Buon Natale a tutti i miei colleghi e sostenitori. Fate sapere che sono qui perchè sono un difensore dei diritti umani». Sono queste le parole consegnate da Patrick George Zaki, studente egiziano dell’università  di Bologna detenuto da 10 mesi nel carcere di Tora — senza l’ombra di un processo — a un foglio consegnato alla sua famiglia durante la visita in carcere oggi.
A darne notizia sono gli attivisti della campagna Patrick libero su Facebook. «Durante tutta la visita, Patrick ha sottolineato che all’inizio ha pensato di essere stato preso per sbaglio», affermano gli attivisti. E invece ora è certo di essere stato punito per il suo lavoro: «Sono qui — ha detto — perchè sono un difensore dei diritti umani e non per un qualsiasi altro motivo inventato».
In ogni seduta del tribunale, si nota, «il giudice fa le stesse domande e poi rinnova la sua detenzione, raccontano ancora attivisti e attiviste. Oltre al fatto che l’unica volta che l’accusa gli ha fatto vedere i presunti post di Facebook si sono rivelati essere i post di altre persone e non le sue parole. Si tratta di un semplice caso di vendetta e nient’altro».
Patrick versa in condizioni fisiche e psicologiche difficili e soffre di dolori di schiena, ma dalla campagna per la sua liberazione fanno sapere che «non vuole visitare l’ambulatorio del carcere perchè ha un medico a Bologna di cui si fida e ha paura di farsi fare una diagnosi o di farsi prescrivere dei farmaci».
Infine una speranza: dopo che lo studente e attivista ha passato «il Natale occidentale in carcere, c’è ancora tempo per festeggiare il Natale orientale con la sua famiglia, il 7 gennaio», raccontano gli attivisti.

(da agenzie)

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UN ANNO DI ERRORI IN GEOGRAFIA: A DOMINARE LA CLASSIFICA DEGLI “ASINI” E’ MATTEO SALVINI

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

LA CLASSIFICA STILATA DAI DOCENTI DI “SOS GEOGRAFIA”: DA PIEMONTE E VAL D’AOSTA COLLOCATE NEL NORD-EST AL GIAPPONE CHE CONFINA CON LA CINA

Il Coordinamento nazionale dei docenti di geografia raccoglie da anni sul suo sito i principali errori in materia dei personaggi pubblici, da politici a cantanti a giornalisti. Quest’anno, l’iniziativa è stata ‘formalizzata’ con un premio intitolato ‘Noio volevan savoir’ alla leggendaria frase di un disorientato (quanto digiuno in storia e geografia) Totò nel film ‘Toto’, Peppino…E la malafemmina’ (1956)
Sul podio, come era prevedibile, c’è il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, quello che solidarizzò ‘con tutto il cuore’ con ‘gli amici libici’ dopo l’esplosione del porto di Beirut, in Libano.
Seconda posizione per Salvini che riferendosi al Piemonte e alla Val d’Aosta alluvionati, li ha collocati nel Nord Est.
In terza posizione Vito Comencini (Lega), che l’8 gennaio, durante un intervento alla Camera, pronunciò il nome della rivista di geopolitica Limes (confine in latino) “laims” (lime) come l’agrume dei Caraibi.
Nella classifica ‘combinata’, su 26 dichiarazioni rilevate, surclassa tutti, con 5 esternazioni, il Sen. Matteo Salvini insieme al suo partito.
La Classifica (come è riportata sul sito Sos Geografia)
1° posto – On. Manlio Di Stefano 24 punti
4 agosto 2020 — Dopo la terribile esplosione di Beirut (Libano), il Sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano (Movimento 5 Stelle), solidarizza con gli “amici libici”
2° posto – Sen. Matteo Salvini 16 punti
4 ottobre 2020 — Matteo Salvini pensa che Piemonte e Val d’Aosta siano nel Nord Est
3° posto – On. Vito Comencini 11 punti
8 gennaio 2020 — Il deputato Vito Comencini, durante un intervento in aula alla Camera, pronuncia il nome della rivista di geopolitica Limes (confine in latino) “laims” (lime) come l’agrume dei Caraibi
4° posto – Sen. Matteo Salvini 10 punti
26 febbraio 2020 — In un intervento a Genova l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini afferma che il Giappone confina con la Cina
5° posto – On. Giorgia Meloni 9 punti
19 novembre 2020 – L’On. Giorgia Meloni su La 7 confonde la Slovenia con la Slovacchia
6° posto – Area Metropolitana Firenze 7 punti
19 novembre 2020 — L’Area Metropolitana di Firenze, in una locandina riguardante il Covid , esplicita che è vietata la pesca dilettantistica in mare mentre invece è consentita a livello professionale !?!
6° posto – Google Maps 7 punti
6 dicembre 2020 — Google Maps Timeline continua da anni a rappresentare Marina di Carrara con una foto di Marina di Massa
6° posto – RAI Tg1 7 punti
13 maggio 2020 —   TG1, intervista al ministro degli esteri tedesco: “Perchè avete annunciato la riapertura dei confini con Francia, Svizzera e Austria ma non con l’Italia?” . Evidentemente l’intervistatore, pur lavorando nel più importante Tg italiano, non è al corrente che Italia e Germania non hanno confini in comune
6° posto – I ¾ degli statunitensi 7 punti
12 gennaio 2020 – Secondo un sondaggio condotto da Morning Consult commissionato dal quotidiano statunitense Politico , tre statunitensi su quattro non sanno collocare l’Iran sulla mappa geografica e alcuni di questi ritengono si trovi in Puglia
10° posto – Giovanni Toti (Presidente Liguria) 6 punti
1° maggio 2020 — Alla trasmissione “Dritto e Rovescio” su Mediaset, il Presidente della Regione Liguria , Giovanni Toti, sostiene che in Molise non c’è il mare
11° posto – Sen. Matteo Salvini 5 punti
24 marzo 2020 — Il Sen. Matteo Salvini , segretario della Lega, alla trasmissione “Carta Bianca” su Rai tre afferma : “L’anno scorso il PIL degli italiani sono stati 1 miliardo e 800 milioni di euro. La spesa pubblica sono 800 milioni di euro: i soldi ci sono”. – La spesa pubblica italiana, nel 2019, è stata di circa 900 miliardi di euro (per l’esattezza 877 miliardi di euro, non 800 milioni). I dati ufficiali Istat sul Pil, secondo l’ultimo rilevamento relativo al 2018 — per il 2019 ci sono solamente stime — ha toccato quota 1.756.982 milioni di euro.
11° posto – Lega Salvini Premier 5 punti
5 giugno 2020 — La Lega, in un manifesto che illustra un tour in Campania del suo leader Matteo Salvini, inserisce al posto del Vesuvio l’Etna
11° posto – Giacomo Talignani (Giornalista Repubblica) 5 punti
22 gennaio 2020 — Su Repubblica , il giornalista Giacomo Talignani , che firma l’articolo su Greta “A diciassette anni leader d’opinione a livello mondiale” afferma che Friday For Future ha smosso le coscienze di milioni di ragazzi in 224 differenti Paesi (?!?) ….. per la cronaca nel mondo gli Stati sono 196
14° posto – Nino Spirlì (Presidente Regione Calabria) 4 punti
20 novembre 2020 – Il Presidente della Regione Calabria Nino Spirlì dichiara a Radio Anch’io Rai che la Calabria è la terza regione italiana …..in ordine alfabetico (!?)
14° posto – On. Francesco Boccia (Ministro Affari regionali) 4 punti
16 aprile 2020 –   Ospite a Cartabianca su Rai3, il Ministro per gli Affari regionali e Autonomie Francesco Boccia (Partito democratico) ha erroneamente affermato che, che al contrario dell’Italia, l’Europa «non l’ha fondata l’Olanda»   che ,peraltro, si chiama Paesi Bassi .
16° posto – La Lettura del Corriera della Sera 3 punti
6 dicembre 2020 — La Lettura del Corriere della Sera, a pag 21,   in una bella infografica su “Le corone del mondo” inserisce la Danimarca tra gli Stati su cui formalmente regna ancora la Corona britannica
16° posto – Fabio Bogo (Giornalista di Repubblica) 3 punti
5 novembre 2020 — Su Green & Blue di Repubblica il giornalista Fabio Bogo confonde ettari (10.000 mq) con kmq (1.000.000 mq) in merito alla superficie della centrale solare più grande del mondo che sarà  costruita in Australia . La centrale non sarà  grande ,come dice lui, 10.000 kmq (ad esempio come la Basilicata) bensì 10.000 ettari cioè 100 kmq (ad esempio come il Comune di Novara)
16° posto – Giovanna Botteri (RAI Tg3) 3 punti
21 luglio 2020 — Nel Tg 3 delle 19 la giornalista Giovanna Botteri, corrispondente Rai dalla Cina, afferma che in Afghanistan bisognerebbe vaccinare 40 milioni di bambini. Nel Paese asiatico secondo stime del 2018 (fonte Calendario Atlante De Agostini) gli abitanti sono 31,5 milioni.
16° posto – Donald Trump (Presidente degli USA) 3 punti
18 giugno 2020 – Tra le tante anticipazioni su Trump del libro “The Room Where It Happened” ,in uscita negli Usa a firma dell’ex Consigliere per la   Sicurezza Nazionale John Bolton, l’autore racconta che una volta Trump gli chiese se la Finlandia facesse parte della Russia e che il Presidente americano ignorava che il Regno Unito possedesse armi atomich
20° posto – On. Lucia Borgonzoni (Lega Salvini Premier) 2 punti
10 gennaio 2020 – La candidata alla Presidenza dell’Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni confonde Bologna con Ferrara
20° posto – Stefania De Lellis (Giornalista di Repubblica) 2 punti
9 gennaio 2020 — Su Repubblica del 9.01.2020 (pag 6/7) nell’articolo di Stefania De Lellis “Nella Dubai minacciata che teme per l’Expo” ,in un riquadro si afferma che l’area dell’Expo 2020 è di 438 kmq , il doppio del Principato di Monaco   . Per la cronaca il Principato di Monaco ha una superficie di 2 kmq . Molto probabilmente la superficie dell’Expo sarà  di 438 ha (ettari) e non kmq . Come accade a molti giornalisti, l’articolista ha confuso gli ettari con i kmq   (1 kmq è uguale a 100 ha e cioè 1 milione di mq ) .
20° posto – RAI Tg1 2 punti
5 gennaio 2020 – Il Tg1 della Rai, in un’infografica sull’Asia occidentale, confonde la distribuzione degli sciti e dei sunniti.
26° posto – Enrico Franceschini (Giornalista del Venerdì di Repubblica) 1 punto
13 novembre 2020 — Nella sua interessante rubrica “L’espatriato” (sul Venerdì di Repubblica) il giornalista Enrico Franceschini , raccontando di un suo viaggio dalla California alle Figi, afferma di essere andato da Ovest verso Est (?) e di essere partito di martedì ed essere arrivato di lunedì (?) per aver superato la linea di cambiamento di data .E’ esattamente il contrario.
26° posto – Lega Salvini Premier
10 agosto 2020 — In un volantino elettorale la “Lega — Salvini Premier” colloca la città  di Viareggio (Lucca) in Provincia di Pisa

(da agenzie)

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LA CACCIA AL VACCINO ANTI-COVID SUL WEB: VENDUTI A 600 DOLLARI A DOSE

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

NELLE ULTIME SETTIMANE E’ AUMENTATO IL NUMERO DEGLI INSERZIONISTI CHE OFFRONO IL VACCINO

Nelle ultime settimane il numero degli inserzionisti è aumentato. Le spedizioni, in scatole raffreddate da ghiaccio secco, sono assicurate entro due giorni. Ne abbiamo parlato con Nicola Bressan, cto della società  di consulenza informatica Yarix
Tra i tanti miti che avvolgono i primi anni della rete c’è quello di Dread Pirate Roberts. Un uomo, una donna o forse una squadra di persone. In ogni caso era questo l’account che nel 2011 gestiva Silk Road, il più grande store della dark web. In pratica, un Amazon della droga.
Silk Road è stato chiuso dall’Fbi nell’ottobre 2013 e il suo proprietario, Ross Ulbricht, arrestato. Per gli agenti era lui Dread Pirate Roberts. Un mese dopo nel dark web venne aperto un altro portale per la vendita di droga. Si chiamava sempre Silk Road ed era gestito sempre dall’account Dread Pirate Roberts.
I mercati del dark web sono così. Volatili, pronti a rinascere, difficilmente afferrabili dalle forze dell’ordine perchè fondati da community pronte a ritrovarsi dominio dopo dominio. Un flusso in cui negli ultimi mesi sono finiti anche i vaccini per il Coronavirus. È probabile che quelli apparsi nei primi mesi della pandemia fossero semplicemente delle truffe.
Nei migliori dei casi vaccini antinfluenzali venduti come fossero già  programmati per il Covid. Fra poco però in tutto il mondo cominceranno a circolare milioni di dosi del vaccino. E non è difficile immaginare che qualcuna finisca davvero in questa rete.
Nicola Bressan è il Cto di Yarix, una società  di consulenza informatica che negli ultimi anni si è specializzata proprio nelle ricerche sul dark web, quella rete a cui si può accedere solo attraverso protocolli specifici per cui è necessaria almeno un’alfabetizzazione informatica di base.
Una rete in cui, certo, sono presenti attività  criminali ma che può diventare anche rifugio per attivisti che vivono in Paesi in cui la libertà  sul web tradizionale non viene garantita dal governo.
Bressan e i suoi ricercatori hanno passato in rassegna i mercati più attivi di questo dedalo di domini e hanno trovato non solo dosi di vaccini ma anche referti medici già  compilati con attestati di negatività  al Covid e campioni di saliva infetti.
Perchè avete deciso di cominciare la ricerca del vaccino per il Covid nel dark web?
«Noi lo teniamo monitorato e controlliamo sempre i black market per le attività  di intelligence richieste dai nostri clienti. In queste sessioni di monitoraggio abbiamo notato un aumento significativo degli annunci sul vaccino per il Covid. Allora abbiamo alzato le antenne e abbiamo cominciato a monitorare anche questo tipo di vendite».
Quante inserzioni avete trovato durante il monitoraggio?
«Le primissime vendite che abbiamo rilevato risalgono a marzo. Erano soprattutto inserzioni sporadiche. In quel momento però la ricerca sui vaccini e in generale le conoscenze sul Coronavirus erano solo all’inizio. Non c’era niente di certo. Quando invece sono arrivate le notizie sui primi vaccini testati, allora anche gli annunci sul dark web hanno cominciato ad aumentare. Un paio di settimane fa abbiamo contato 100 inserzioni».
Da dove spediscono gli inserzionisti?
«Soprattutto da Regno Unito e Stati Uniti. Paesi in cui, in effetti, il vaccino è già  disponibile».
Il dark web non è accessibile a tutti. Qual è il profilo di chi acquista su queste piattaforme?
«Secondo noi non è il cliente finale che acquista vaccini sul dark web. Piuttosto si tratta di mediatori che poi vanno a rivendere il prodotto su altri canali del mercato nero. Abbiamo fatto un po’ di prove, contattando diversi venditori. Nella maggior parte dei casi non volevano vendere un paio di dosi ma puntavano tutti ad alzare la quantità  di fiale vendute».
I vaccini, o almeno i prodotti venduti come vaccini, si trovano su piattaforme già  conosciute agli utenti di questa rete?
«Sì, si tratta di market già  conosciuti. In ogni caso esiste una volatilità  parecchio spinta su queste piattaforme. Quelle che analizzavamo all’inizio del 2020 sono diverse da quelle su cui lavoriamo adesso. Al momento non esistono market specifici per il Covid, abbiamo trovato solo annunci in piattaforme che di solito vendono droghe o farmaci senza ricetta».
Quanto costa una dose?
«A seconda del venditore viaggiano tra i 300 e i 600 dollari».
Siete riusciti a capire se si tratta davvero di vaccini?
«Gli inserzionisti che li stanno mettendo in vendita sono considerati affidabili nel settore. Quelli che abbiamo visto hanno feedback reputazionali molto elevati che vanno dal 95% al 100%. Non ci sono però feedback diretti sulla vendita dei vaccini. È vero anche che un cliente non può verificare da solo l’affidabilità  del vaccino. Per assurdo solo l’azienda che l’ha prodotto potrebbe farlo».
I vaccini, soprattutto quello di Pfizer-BioNtech, non sono facili da conservare. Avete provato a capire come sarebbero spediti in caso di acquisto?
«Il vaccino Pfizer deve essere conservato sotto zero. I rivenditori che abbiamo contattato hanno detto che le spedizioni sarebbero state fatte da corrieri veloci che avrebbero impiegato solo un paio di giorni per consegnare la merce. In questo modo, secondo loro, le dosi avrebbero potuto conservarsi grazie a contenitori che sfruttano il ghiaccio secco».
Oltre ai vaccini, nell’ultimo anno quali sono stati i prodotti legati all’epidemia più venduti sul dark web?
«Da quando è arrivato il Coronavirus gli annunci a tema hanno cominciato a proliferare. Nella prima fase dell’emergenza si vendevano molti dispositivi di protezione individuale, a partire dalle mascherine. Poi abbiamo visto in vendita di tutto, dai test rapidi ai respiratori di ossigeno. In un market russo abbiamo trovato anche referti medici falsificati che accertavano la positività  o la negatività  al Covid. Si poteva scegliere anche l’area geografica in cui veniva emessa questa certificazione. Fra gli annunci più strani c’erano anche quelli per campioni di saliva infetti o plasma di persone che avevano avuto il Covid. In questo caso, in particolare, abbiamo trovato un annuncio in cui il cliente si dichiarava soddisfatto dell’acquisto. Il prodotto, quindi, era arrivato a destinazione».

(da Open)

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QUANDO POTRO’ VACCINARMI?

Dicembre 28th, 2020 Riccardo Fucile

ENTRO FINE MARZO PRIORITA’ A 1.404.037 OPERATORI SANITARI, 570.287 OSPITI E PERSONALE RSA, 4.442.048 ANZIANI OVER 80… SOLO DA APRILE TOCCHERA’ AGLI ALTRI

Quando dovrò vaccinarmi?
È questa la domanda che da alcuni giorni si stanno facendo milioni di italiani alle porte di un 2021 che — se tutto andrà  come si spera — dovrebbe rappresentare l’anno dell’uscita dalla pandemia.
Le prime dosi sono state somministrate il 27 dicembre: non si tratta dell’inizio di quella che è stata definita la più grande campagna di vaccinazione di massa della storia.
L’Italia punta a una copertura dell’80 per cento e per questo ha opzionato 202 milioni di dosi di siero, il 13,4% dell’Ue, “dotazione sufficiente per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte”.
Oltre ai vaccini di Pfizer e Moderna importanti novità  sono in arrivo dal Regno Unito per quello sviluppato da AstraZeneca e dall’Università  di Oxford: è “efficace al 95% ed è in grado di eliminare al 100%” i sintomi gravi che portano ai ricoveri per Covid-19
Vaccino anti covid: quando toccherà  a ogni categoria
Ma quali sono le categorie che verranno vaccinate prioritariamente? Le prime circa 10 milioni di dosi (8,749 milioni di Pfizer e 1.346.000 di Moderna appena ci sarà  in via libera Ema) nei primi tre mesi del 2021 serviranno a vaccinare le categorie individuate come prioritarie, ovvero gli operatori e lavoratori sanitari e socio-sanitari (1.404.037 di persone), il personale e gli ospiti dei presidi residenziali per anziani (570.287) e gli anziani over 80 (4.442.048).
Subito dopo sarà  la volta di uomini e donne di età  compresa tra i 60 e i 79 anni (pari a 13.432.005 di persone) e della popolazione con almeno una comorbidità  cronica (7.403.578).
In primavera ed estate (secondo e terzo trimestre) toccherà  a insegnanti e personale scolastico, e le altre categorie di popolazione appartenenti ai servizi essenziali come Forze dell’ordine, personale delle carceri e dei luoghi di comunità .
Nel quarto trimestre tutti gli altri
I vaccini che verranno distribuiti in Italia
L’Italia riceverà  complessivamente 26,92 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech, di cui 8,749 milioni nel primo trimestre, 8,1 nel secondo trimestre, 10,1 nel terzo. L’accelerazione dell’Ente Europeo per i Medicinali per il vaccino della statunitense Moderna, il cui via libera è previsto per il 6 gennaio, porterà  10,8 milioni di dosi: 1,4 nel primo trimestre, 4,7 nel secondo e altrettante nel terzo. Ai 38 milioni di vaccini certi Pfizer e Moderna si sommeranno quelli di AstraZeneca, 40 milioni di dosi in tutta l’UE.

(da Fanpage)

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