Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
DAL CONGRESSO DELLA FAMIGLIA A CHI DICE CHE I GAY COMPRANO I BAMBINI
Da qualche parte Salvini la sua verginità la deve riprendere. E dopo l’ecologia e l’Europa, è arrivato il
momento delle minoranze. Ma da chi iniziare? Chi meglio degli omosessuali?
“Ministero della Salute, Anagrafe nazionale vaccini, documento di ottobre 2020: “tossicodipendenti, soggetti dediti alla prostituzione e omosessuali” sono soggetti a maggior rischio Covid. Omosessuali equiparati dal Ministero a drogati e prostitute? No comment, roba da matti!”
Lo stile è il suo, potete riconoscerlo: Salvini ha gettato alle ortiche ogni inibizione e ha fatto il suo personalissimo coming out: eccomi amici Lgbt, la Lega è aperta anche a voi adesso che dovremo governare con la sinistra. Voletemi bene.
Magari il problema più grande della comunità Lgbtqi+ fosse essere paragonati a drogati e prostitute (tra l’altro, piccolo indizio: drogati e prostitute non sono appestati, queste sono regole base se vuoi fare il padrino del prossimo gay pride), ma ti posso assicurare, caro Matteo, che nel corso dei secoli ci è stato detto di tutto. Ed è stato fatto, è bene che tu lo sappia, da quelli che (fino a ieri, da oggi la vedo più difficile) riempivano le piazze per osannarti e votarti.
Il tuo popolo, caro Salvini, è composto da omofobi e razzisti e lo sai benissimo anche tu. E c’è chi potrebbe offendersi per questo tentativo di acchiappare consensi da chi hai schifato fino al giorno prima, ma d’altronde lo hai già fatto con i leghisti del Sud Italia, quindi insomma sei parecchio navigato.
Mi permetto di darti un consiglio: butta fuori gli omofobi dalla Lega, se vuoi essere credibile. Butta fuori chi patrocina il Congresso della Famiglia di Verona, chi dice che noi omosessuali compriamo i bambini e sfruttiamo le donne, chi pensa che il nostro amore sia contro natura, chi sostiene che serva una legge contro l’eterofobia.
Ah no, quello eri tu. Ma non ti preoccupare, siamo italiani anche noi, e gli italiani dimenticano in fretta. Hai un’occasione unica Matteo, la più grande e camaleontica opera di trasformismo politico mai tentata in questo paese, forse in tutta Europa. Non lasciartela sfuggire, ma fai le cose per bene: butta fuori chi sai tu, e ci guadagniamo tutti.
(da Globalist)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
PORTA LA DATA DEL 17 SETTEMBRE 2018 ED E’ FIRMATO DALLA MINISTRA GIULIA GRILLO
In un documento pubblicato dalla Asl di La Spezia gli omossessuali dal punto di vista sanitario sono indicati nella stessa categoria di «tossicodipendenti e soggetti dediti alla prostituzione»
«Omosessuali equiparati dal Ministero a drogati e prostitute? No comment, roba da matti!». Quel “roba da matti” usato per chiudere il tweet non lascia dubbi. Le parole sono di Matteo Salvini.
Il contenuto prima di quella formula invece qualche dubbio lo hanno lasciato, almeno alle decine di commenti comparsi sotto il tweet.
Davanti alla presa di posizione sul caso della Asl di La Spezia in molti hanno ricordato a Salvini di essere leader di un partito che spesso ha sostenuto posizioni contro i diritti della comunità Lgbtq+. Soprattutto in tema di matrimoni e leggi contro l’omofobia.
Non ultima la richiesta dei consiglieri comunali della Lega di Collesalvetti, in provincia di Livorno. Nelle scorse settimane il capogruppo Massimo Ciacchini aveva chiesto un censimento delle coppie gay, nello specifico avrebbe voluto avere «i dati numerici di questo fenomeno nel nostro territorio nell’attualità e nel suo sviluppo negli anni, le risorse finanziarie e le agevolazioni comunali eventualmente destinate a queste unioni, e infine se si è in grado di avere contezza circa la stabilità di queste unioni».
Come abbiamo ricostruito contattando l’ex ministra della Salute Giulia Grillo, il documento con cui la Asl di La Spezia paragona dal punto di vista sanitario gli omosessuali a i “tossicodipendenti e i soggetti dediti alla prostituzione” si riferisce a un testo del 2018.
In particolare alle disposizioni del Decreto sulle vaccinazioni del 17 settembre 2018. Quando cioè Matteo Salvini e Luigi Di Maio erano vicepremier del primo Governo guidato da Giuseppe Conte.
Giulia Grillo ha spiegato che nel documento da lei firmato la scelta di questa formula è stata «figlia di una vecchia tassonomia».
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’EPISODIO RAZZISTA NEL COMASCO: “A QUESTA UMILIAZIONE NON CI STO”… GEORGE, ORIGINARIO DEL CAMERUN, E’ IN ITALIA DA 13 ANNI E STA PER CONSEGUIRE LA SECONDA LAUREA IN MEDICINA
Cacciato dalla stazione, mentre aspettava il treno, per il colore della sua pelle. 
Georges Christian, originario del Camerun, è in Italia da 13 anni. Sta per prendere la seconda laurea in Medicina.
Il 9 febbraio fa freddo e lui si trova su una panchina della saletta di attesa della stazione di Portichetto di Luisago, in provincia di Como. È mezzanotte. Sta aspettando, per motivi urgenti e personali, il treno diretto a Milano, che passerà da lì a 12 minuti. Con sè ha solo uno zaino con dentro un libro di pediatria e uno di cardiologia. E nel frattempo chiacchiera al telefono con la sua fidanzata, si fanno compagnia.
È lei a raccontare, su Facebook, cosa accade dopo. “Sento aprirsi la porta della sala della stazione e…. “Tu! Fuori immediatamente da qui”. Qualcuno urla, ma Georges risponde: “Perchè? Sto aspettando il treno!”. Ma il vigilante replica: “Te ne devi andare fuori punto e basta”. A un nuovo tentativo di obiezione: “Ancora? Esci! O chiamo i carabinieri”. Georges prova a dire: “Per favore. Li chiami pure”.
A quel punto Fabiana Del Giudice, la ragazza, una logopedista, si spaventa: “Prego Georges di non controbattere perchè quel signore urlava in un modo impressionante. Georges mi dà retta. Torna a casa, quasi come se nulla fosse accaduto”
Ma per Fabiana qualcosa è accaduto. “Non posso far nulla, ma sento il bisogno di raccontarvi tutta la mia indignazione ma soprattutto tristezza. Non è la prima volta che mi succede e non sarà l’ultima. Eravamo solo io e lui e alla fine…cosa risolvi? No caro Georges! Io non ci sto a questa umiliazione gratuita solo per partito preso. Anzi per colore preso”.
“Nel 2021 – conclude la ragazza – siamo arrivati al 5G, esiste una specie di taxi spaziale, sono riusciti ad intercettare il Dna di un dinosauro …. ma un nero seduto sulla panchina ad aspettare è ancora preistoria? Caro vigilante… qualunque sia la tua età , ti auguro di non ritrovarti mai a doverti sentire umiliato (o un tuo figlio) perchè sei bianco, seduto su una panchina, con un biglietto, ad aspettare un treno”.
(da agenzie)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
TRA I GIOVANI DELLE SUPERIORI 618 NUOVI POSITIVI, TRA QUELLI DELLE ELEMENTARI 540, NELLE MEDIA 306… LE CONSEGUENZA DELLA FOLLE POLITICHE DELLE “SCUOLE APERTE”
Duemila studenti contagiati dal Coronavirus in Campania negli ultimi 7 giorni dopo l’apertura delle scuole. È quanto emerge dal report dell’Unità di Crisi che prende in esame i dati dei nuovi positivi nelle 5 province e 7 Asl della regione.
La zona più colpita è quella dell’Asl Napoli 3 Sud, dove si registra un vero e proprio picco crescente di contagiati. Tra i ragazzi nella fascia di età tra i 14 e i 19 anni, in età quindi da scuole superiori, nel periodo dall’1 al 7 febbraio si contano 618 nuovi positivi al Coronavirus, mentre nella stessa fascia d’età dal 25 al 31 gennaio i contagi erano 431. Al secondo posto i bambini da 6 a 10 anni, in età di scuola elementare, dove nell’ultima settimana si contano 540 positivi e 362 nella settimana precedente.
Sono 29 i focolai scolastici registrati in Campania negli ultimi 7 giorni, secondo il dossier dell’Unità di Crisi per l’emergenza Covid19.
Ecco come sono ripartiti i casi dei nuovi positivi per province e per fascia d’età degli studenti, che corrisponde grosso modo anche alle fasce scolastiche: asili e scuole d’infanzia (0-5 anni), elementari o primarie (6-10 anni), medie o secondarie inferiori (11-13), superiori o secondarie di secondo grado (14-19).
Asili e scuole dell’infanzia (0-5 anni)
Per quanto riguarda la fascia 0-5 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 445 contagi, di cui 11 Asl Avellino, 11 Asl Benevento, 59 Asl Caserta, 46 Asl Napoli 1 Centro, 58 Asl Napoli 2 Nord, 198 Asl Napoli 3 Sud, 58 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 334 positivi, di cui 11 Asl Avellino, 5 Asl Benevento, 35 Asl Caserta, 59 Asl Napoli 1 Centro, 58 Asl Napoli 2 Nord, 127 Asl Napoli 3 Sud, 36 Asl Salerno.
Scuole elementari (6-10 anni)
Per quanto riguarda la fascia 6-10 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 540 contagi, di cui 17 Asl Avellino, 14 Asl benevento, 61 Asl Caserta, 67 Asl Napoli 1 Centro, 71 Asl Napoli 2 Nord, 226 Asl Napoli 3 Sud, 82 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 362 contagi, di cui 14 Asl Avellino, 5 Asl Benevento, 46 Asl Caserta, 52 Asl Napoli 1 Centro, 61 Asl Napoli 2 Nord, 138 Asl Napoli 3 Sud, 45 Asl Salerno.
Scuole medie (11-13 anni
Per quanto riguarda la fascia 11-13 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 306 contagi, di cui 6 Asl Avellino, 11 Asl Benevento, 37 Asl Caserta, 47 Asl Napoli 1 Centro, 37 Asl Napoli 2 Nord, 108 Asl Napoli 3 Sud, 57 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 215 contagi, di cui 3 Asl di Avellino, 2 Asl Benevento, 43 Asl Caserta, 33 Asl Napoli 1 Centro, 53 Asl Napoli 2 Nord, 59 Asl Napoli 3 Sud, 21 Asl Salerno.
Scuole Superiori (14-19 anni)
Per quanto riguarda la fascia 14-19 anni, dal 1 al 7 febbraio si contano 618 contagi, di cui 31 Asl Avellino, 14, Asl Benevento, 85 Asl Caserta, 99 Asl Napoli 1 Centro, 97 Asl Napoli 2 Nord, 184 Asl Napoli 3 Sud, 108 Asl Salerno.
Mentre nella settimana dal 25 al 31 gennaio ci sono stati 431 contagi, di cui 25 Asl Avellino, 6 Asl Benevento, 66 Asl Caserta, 72 Asl Napoli 1 Centro, 75 Asl Napoli 2 Nord, 138 Asl Napoli 3 Sud, 48 Asl Salerno.
(da Fanpage)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
ORA SI TORNA AI RIPARI CON LA DIDATTICA A DISTANZA DOPO AVERE RIAPERTE LE SCUOLE SOLO PER ANDARE DIETRO A GENITORI INCOSCIENTI
E’ un dato di fatto che la maggior parte dei focolai collegati alle mutazioni del virus, in particolare a
quella inglese, siano stati registrati nelle scuole.
E il numero di comuni e Province che stanno decidendo di tornare alla didattica a distanza sta crescendo ora dopo ora per evitare che la trasmissione dell’infezione diventi incontrollabile.
Numerose classi sono finite in quarantena, per altre è stato predisposto lo screening, insieme anche al personale docente e non docente, per scoprire la presenza di ulteriori casi. “Stando a ciò che dicono gli esperti inglesi — ha detto Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano -, i primi riscontri confermano che la variante inglese si trasmette più velocemente tra i più giovani. Varie evidenze vanno in questa direzione. Se confermato, questo è un problema per diversi motivi. Ricordiamoci che per i ragazzi e i bambini non abbiamo ancora un vaccino sperimentato. Inoltre, i giovanissimi di solito si infettano meno degli adulti, perchè hanno una minore espressione di ricettori”.
Così, dopo Umbria, Abruzzo e Toscana, anche alcune amministrazioni locali di Lombardia e Lazio hanno stabilito la chiusura degli istituti per una quindicina di giorni.
Ecco, allora, di seguito, tutte le regioni interessate da questo provvedimento.
Lombardia
Tra gli ultimi casi di cui si è avuta notizia c’è quello del Comune di Bollate, in provincia di Milano. Tre contagi di variante inglese sono stati individuati nel focolaio emerso nelle scuole, per un totale di 59 positivi tra bambini, familiari e personale scolastico. Così, giovedì sono state chiuse la primaria Marco Polo nella frazione di Ospiate, e l’istituto comprensivo in centro a Bollate, che comprende una primaria e una media, e oltre 700 alunni. Secondo il sindaco Francesco Vassallo, è ancora presto per parlare di zona rossa in tutto il comune ma intanto si è tornati alla didattica a distanza per arrestare la corsa del virus. Ad Arcene, invece, in provincia di Bergamo, il sindaco Roberto Ravanelli ha annunciato la chiusura “a tempo indeterminato” delle medie e delle due classi quinte delle elementari ospitate nello stesso plesso per un “focolaio di Coronavirus, probabilmente legato a una variante del virus. Le lezioni proseguiranno con la didattica a distanza”.
Lazio
Casi di variante inglese sono stati individuati anche nel Lazio ed in particolare a Roma, al Villaggio Prenestino. Il ceppo mutato del Covid-19, è stato riscontato in 3 campioni in analizzati tra gli alunni e il personale dell’istituto che comprende scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con più di mille bambini, dopo l’allarme scattato la settimana scorsa con il primo riscontro in un alunno, sopposto a screening perchè aveva la febbre. Tuttavia, la Regione ha rassicurato i cittadini: “La scuola è stata chiusa immediatamente e la diffusione del virus è stata circoscritta”, sono le parole dei dirigenti della Salute regionale rilanciate da Il Messaggero
Umbria
L’Umbria è la regione che più di tutte è messa in ginocchio dalla circolazione di nuove varianti, con un aumento sensibile dei casi soprattutto nei bambini nella fascia d’età fino ai 10 anni. Già cinquanta comuni della provincia di Perugia ed altri sei della provincia di Terni sono diventati zona rossa lunedì prossimo e le lezioni sono tornate a essere a distanza. Ma non è escluso che oggi, con i dati dell’ultimo monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute, il provvedimento venga esteso a tutto il territorio regionale.
Marche
Nelle Marche casi positivi alla cosiddetta variante inglese sono stati rilevati tra gli alunni delle scuole di Tolentino, Pollenza e Castelfidardo. Nello specifico, a Tolentino si sono registrati 2 casi certi e un altro di elevato sospetto che coinvolgono anche un lavoratore presso una pelletteria locale, un contagio nella prima media della scuola Vincenzo Monti di Pollenza (Macerata) e altri 3 casi alla scuola Rodari di Castelfidardo (infanzia e primaria), in provincia di Ancona. Per loro è stata disposta la didattica a distanza oltre che tamponi molecolari con drive through e quarantena. Tampone anche il personale docente e dipendente dei medesimi Istituti, e Dad e quarantena per le scuole dell’infanzia e primaria Rodari di Castelfidardo
Abruzzo
Da lunedì scorso tutte le scuole superiori restano chiuse in Abruzzo per tornare alla didattica a distanza, secondo quanto previsto dall’ordinanza del governatore Marsilio valida fino al 21 febbraio. Stesso provvedimento è stato preso a Pescara per tutte le scuole di ogni ordine e grado dopo l’impennata di casi positivi e collegati alla variante inglese individuati nelle ultime settimane
Alto Adige
Scuole chiuse anche in Alto Adige, dove è in vigore la zona rossa fino al prossimo 28 febbraio. Tra le misure previste, non c’è solo la chiusura dei negozi, bar e ristoranti, e il divieto di spostamento tra Comuni, ma anche il passaggio delle scuole in Dad. Medie e superiori sono tornate così alla didattica a distanza, mentre da giovedì 10 febbraio è stato il turno delle scuole elementari.
(da Fanpage)
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Febbraio 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’OMICIDIO DI MONTECASSIANO E’ STATO PREMEDITATO… SMONTATA LA TESI DELLA RAPINA IN CASA… UNA BELLA FAMIGLIA “TRADIZIONALE”
Svolta nelle indagini sulla morte di Rosina Carsetti, la 78enne trovata morta nella cucina della casa di famiglia a Montecassiano, paesino della provincia di Macerata, alla vigilia di Natale, il 24 dicembre. Nelle scorse infatti i carabinieri di Macerata hanno arrestato la figlia e il nipote della donna, Arianna Orazi ed Enea Simonetti.
Madre e figlio sono accusati di concorso in omicidio volontario pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima. Ai due contestata anche la premeditazione del delitto. Per i due il Gip del Tribunale di Macerata ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere su richiesta della locale Procura della Repubblica. Nell’inchiesta coinvolto anche l’anziano marito della donna, il 79enne Enrico Orazi, per il quale però il Gip del Tribunale di Macerata non ha ritenuto di dover per applicare provvedimenti restrittivi.
Arianna Orazi ed Enea Simonetti erano finiti nel mirino degli inquirenti già subito dopo il delitto quando i carabinieri avevano escluso la loro ricostruzione che parlava di rapina in casa.
I militari hanno accertato che nella villetta non era entrato nessun malvivente come invece sostenevano i tre indagati. I successivi accertamenti hanno ricondotto la morte della donna a un assassinio in ambito famigliare. Per la Procura il delitto sarebbe stato addirittura premeditato.
In particolare, secondo l’accusa, sarebbe stata la figlia Arianna ad organizzare tutto e a coinvolgere gli altri indagati. Tra le due i rapporti erano molto tesi e secondo alcuni testimoni le vessazioni e le violenze verbali della più giovane erano continue tanto che Rosina Carsetti si era rivolta al centro antiviolenza di Macerata.
Agli indagati viene contestato il reato di maltrattamenti e concorso in simulazione della rapina che avrebbe dovuto scagionarli. Secondo i familiari della donna, la morte di Rosina era avvenuta durante una rapina messa a segno da uno sconosciuto entrato in casa nel pomeriggio della vigilia di Natale, che aveva immobilizzato Arianna e il padre, legandoli. Era stato Enea, nel loro racconto, a liberarli, al ritorno a casa, dove vivevano tutti insieme, dopo avere fatto la spesa.
La loro versione però non era stata ritenuta attendibile dagli investigatori. Come stabilito dall’autopsia, Rosina Carsetti è stata massacrata in casa sua e infine soffocata. Gli esami post mortem hanno riscontrato quattordici costole rotte. In particolare l’esame avrebbe riscontrato fratture sulle costole e a una clavicola che hanno permesso di concludere che l’anziana è stata schiacciata ed è morta per asfissia.
(da Fanpage)
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