Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
GOVERNO SPORCA IL NOME DELL’ITALIA, FAMILIARI LASCIATI SOLI… LA TESTIMONIANZA: “PER RIPORTARE MIO CUGINO IN AFGHANISTAN DEVO USARE UN’AGENZIA PRIVATA”
I parenti dei migranti annegati accusano lo Stato di averli lasciati
soli nel tentativo di riportare a casa i propri morti. Safiullah Abdullakhil ha perso un cugino nel naufragio. Si chiamava Roman Kohestani e aveva appena 22 anni. Ora racconta come il governo italiano si sia prima detto pronto ad aiutare le famiglie delle vittime, per poi cambiare versione.
“Mio cugino è morto nel naufragio. Sono venuto a recuperare il suo corpo, per mandarlo nel nostro Paese, in Afghanistan. Ora il corpo è a Francoforte, è stato portato ieri. Giovedì sarà trasportato in Turchia, poi a Kabul. Il governo prima ci aveva detto che non era possibile inviare le salme in Afghanistan, ora ci dice che può farlo ma non paga per i costi del trasporto”, racconta Safiullah.
Secondo il racconto del cittadino afghano, che ha lasciato il Paese prima del ritorno dei Talebani al potere per trovare rifugio in Olando, dove ora vive, in un primo momento il governo aveva detto di essere impossibilitato al trasporto delle salme in Afghanistan.
La ragione? Non poteva avere contatti diretti con i Talebani. “Prima hanno detto ogni giorno che ci avrebbero aiutati, che i corpi si potevano mandare ovunque, e poi invece hanno detto che era impossibile”, sottolinea Safiullah. Che spiega di essersi quindi rivolto a un’agenzia di viaggi privata per riportare il corpo del cugino in patria.
“L’agenzia mi ha detto che se pagavo potevano completare il trasporto, mi ha mandato le informazioni via mail. Mi hanno chiesto 4.500 euro. Quando ho mostrato al governo italiano che avrei dovuto fare questo pagamento, mi hanno detto che non c’era problema, che conoscevano l’agenzia e che potevano coprire loro i costi. Ma il pagamento non è ancora stato fatto, e l’agenzia mi ha detto che se i soldi non arrivano sul suo conto entro giovedì non completerà il trasferimento”, racconta ancora Safiullah.
Spiegando di aver anche dovuto pagare personalmente le spese per il passaporto, necessario al trasporto della salma: nemmeno di coprire i costi dei documenti di viaggio si sarebbe fatto carico lo Stato italiano. Safiullah quindi conclude affermando con il governo dovesse intervenire prima: “Sono passati tredici giorni . Solo dopo le proteste hanno detto che ci avrebbero aiutati. È troppo tardi per incontrare le famiglie delle vittime”.
(da Fanpage)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
“ALCUNI NON AVEVANO NEANCHE IL LETTO CON I MATERASSI, ERANO PER TERRA”… “AL POSTO DEI LETTI DELLE PANCHINE IN FERRO, QUELLE DEI PARCHI”
Nei giorni successivi alla tragedia di Cutro, il deputato di alleanza Verdi e Sinistra, Franco Mari, è partito per la Calabria e ha fatto visita non solo ai luoghi della strage di migranti, ma anche ai superstiti che sono riusciti a salvarsi nella notte in cui hanno perso la vita almeno 72 persone.
Le fotografie degli alloggi sono circolate nei giorni scorsi, poi l’intervento del ministro Piantedosi per far trasferire i sopravvissuti in albergo. Fino ad allora i migranti sono stati tenuti in condizioni inaccettabili.
Intervistato da Fanpage.it, il deputato racconta cosa ha visto.
Onorevole, lei è ha fatto visita ai superstiti del naufragio di Cutro e li ha trovati in condizioni molto difficili nel Cara di Crotone. Com’era la situazione
Aveva dell’incredibile. Dopo essere stati sulla spiaggia, dove ci sono i parenti che aspettano ancora i loro cari, siamo andati al Cara di Crotone. In realtà i sopravvissuti non erano lì, ma in due padiglioni antistanti a pochi metri. Erano allestiti con una trentina di brande su cui erano poggiati dei materassi di gommapiuma e delle coperte. Alcuni non avevano neanche il letto con i materassi. Erano per terra, in un altro capannone. Al posto dei letti c’erano delle panchine di ferro, quelle dei parchi. Le condizioni dal punto di vista igienico erano assolutamente inaccettabili.
Dopo la sua denuncia il ministro Piantedosi, in Aula, ha annunciato che i superstiti al naufragio sarebbero stati trasferiti in hotel. È un caso?
Ovviamente no. Perché non l’ha fatto nei giorni precedenti? Il ministro Piantedosi, reo confesso, poteva lasciarli lì. Ma era impensabile, improponibile. Il trasferimento in albergo sarebbe dovuto avvenire nelle ore immediatamente successive al salvataggio, evitando quella settimana e più di permanenza in una condizione di reclusione. Lì la libertà è limitata, ma è un fatto voluto.
Quella toppa, diciamo così, era assolutamente tardiva. Non è però un caso isolato, le condizioni dell’accoglienza in Italia sono peggiorate drasticamente negli ultimi anni, forse anche perché i decreti Salvini – a cui ha collaborato anche l’attuale ministro Piantedosi – hanno smontato un sistema…
Tutte le misure umane sono state smantellate nel tempo. Siamo entrati anche nel Cara e lì ci sono situazioni inaccettabili, come quella dei minori non accompagnati. La nostra accoglienza oggi ha il segno della cultura politica di chi governa, di chi attribuisce la colpa di essere qui a chi parte, alle famiglie che mettono sulle barche i propri figli.
Qual è il suo giudizio politico della gestione da parte del ministro Piantedosi?
Piantedosi è come Valditara. Qualcuno ha detto che il ministro ha sbagliato a parlare d’istinto. Ma il problema è proprio l’istinto. Attribuiscono la colpa a chi parte, ma in realtà sono le politiche dell’accoglienza a rendere così com’è questa situazione. E loro sono i responsabili di queste politiche.
Passando al lato tecnico del naufragio di Cutro: Piantedosi ha letto una lunga informativa in Aula ma i dubbi rimangono, c’è qualcosa che secondo lei non ha funzionato?
È evidente. Abbiamo anche presentato un esposto alla Procura. Quella vicenda poteva e doveva essere gestita diversamente. Lasciamo all’autorità giudiziaria il suo compito. Intanto il governo sta mostrando tutta la sua natura politica. Ieri ha provato a sgomberare dalle bare il palazzetto dello sport di Crotone trasferendo le salme a Bologna, perché quella sala doveva essere allestita per il Consiglio dei ministri. Siamo alla chiusura di questo concerto indecente. A loro sfugge il fatto che le migrazioni sono il segno di questo tempo, delle crisi climatiche e delle guerre. L’idea che si possa ridurre tutto a chi concorda con le ambasciate un corso di formazione per entrare in Europa è folle e sbagliata. Questi esseri umani scappano da condizioni indescrivibili, dalle guerre, dalle torture, dalla fame. Questi viaggi continueranno come ci sono stati sempre nel corso dei secoli. Ma il fatto che siamo in mezzo al Mediterraneo non è una colpa. Questa fantasia, questa relatività, questa capacità di guardare oltre gli orizzonti deriva dalla nostra commistione nei secoli con le altre culture. Questo è il made in Italy.
(da Fanpage)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
A SPIEGARE UN DECRETO VUOTO UNA MELONI MAI COSI’ IN DIFFICOLTA’: SOTTO GLI SLOGAN, IL NULLA…LA VILTA’ DI NON RENDERE OMAGGIO ALLE VITTIME PER TIMORE DI CONTESTAZIONI
Doveva essere la giornata del riscatto, quella in cui il governo e
Giorgia Meloni avrebbero potuto chiudere la vicenda Cutro, mostrandosi vicini a una comunità scossa da una tragedia immane e allo stesso tempo capaci di mettere in campo risposte immediate e concrete.
Dopo giorni di assenza, in cui opposizione e opinione pubblica avevano infierito sui limiti comunicativi e politici del ministro Piantedosi, erano in molti a pensare che l’intervento diretto della presidente del Consiglio avrebbe riportato la discussione su un terreno favorevole al governo. Del resto, non ci sono mai stati dubbi sulle sue capacità dialettiche e strategiche, oltre che sull’efficacia della narrazione della sua area politica sui migranti e sulle tragedie in mare.
Invece, la gita a Cutro è stata un disastro. Sul piano politico, il governo esce più diviso che mai, a dispetto delle dichiarazioni di prassi sull’unità e sulla concordia.
Piantedosi, mandato allo sbaraglio e abbandonato da Meloni e Salvini nel momento cruciale, è ancora sulla graticola; il leader leghista ha respinto l’assalto del ministro Crosetto, conservando le sue prerogative in materia di soccorso; Tajani si troverà costretto a discutere di un discutibile “reato universale” con partner ancora da individuare; Nordio si è rassegnato all’uso della decretazione d’urgenza per modificare norme penali e all’idea che l’inasprimento delle pene serva davvero a scoraggiare i trafficanti di uomini.
La maggioranza è tutt’altro che coesa, proprio mentre si appresta a intervenire su materie molto complesse e delicate, come la revisione del reddito di cittadinanza e la riforma fiscale.
Tutto ciò per varare un decreto che, a dispetto di quanto era stato annunciato, contiene risposte deboli e rappresenta poco più che una dichiarazione d’intenti.
La “stretta sui trafficanti” (che in realtà è più sugli scafisti, figure non sempre sovrapponibili) e la linea della fermezza sugli ingressi irregolari (con la cancellazione di un’altra forma di protezione, che peraltro complicherà le cose), accompagnate da una revisione dei flussi legali con numeri tutti da scrivere.
Soprattutto, un decreto che non affronta il tema del soccorso in mare, non intervenendo su competenze e funzioni, né toccando meccanismi operativi da giorni oggetto di critiche degli operatori del settore.
Insomma, nulla sulla questione su cui era normale che intervenisse con decisione il governo di uno Stato che non è riuscito a salvare decine di persone naufragate a 300 metri dalle proprie coste.
Il consiglio dei ministri di Cutro è stato un disastro anche sul piano comunicativo. Mai si era visto una Meloni così in difficoltà in una conferenza stampa.
Nervosa con i giornalisti locali, imprecisa nella ricostruzione dei fatti, contraddittoria nell’attribuire le responsabilità, vittimista fino all’eccesso, con un’insistenza incomprensibile sui “titoli dei giornali”, la leader di Fratelli d’Italia è incappata in diversi scivoloni.
Si è incartata nella ricerca di responsabilità esterne, ostinandosi a difendere governo e forze dell’ordine da accuse che nessuno aveva mai mosso. Ha insistito sugli ingressi irregolari, sulle partenze di chi “non ha diritti”, dimenticandosi che gran parte delle vittime del naufragio proveniva da nazioni scosse da guerre e persecuzioni.
Ha sbagliato date, numeri, cifre. Per poi chiudere la giornata con un vero e proprio controsenso: l’invito a Palazzo Chigi per i familiari delle vittime di Cutro. Gli stessi che non è riuscita a incontrare a Cutro per paura di contestazioni.
Una debacle, che mostra una crepa nella costruzione mediatica dell’infallibilità meloniana ed evidenzia una certa superficialità nella gestione di una vicenda che ha toccato nel profondo l’opinione pubblica.
(da Fanpage)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
LINEKER LASCIA LA CONDUZIONE DEL PROGRAMMA SPORTIVO PER AVER DETTO LA VERITA’: UN UOMO CORAGGIOSO E COERENTE
L’ex capitano del calcio inglese si ritirerà per aver criticato la politica migratoria del paese. Le sue parole avevano scatenato una lite furiosa tra il governo e il presentatore più pagato della società.
Lineker ha recentemente paragonato il linguaggio del governo sui richiedenti asilo a quello usato dalla Germania negli anni ’30.
La BBC ha confermato di aver discusso con Lineker e ha deciso che si sarebbe ritirato dalla presentazione del suo programma di punta Match of the Day “fino a quando non avremo una posizione concordata e chiara sul suo utilizzo dei social media”.
Lineker ha ospitato Match of the Day per più di 20 anni e non ha mai avuto paura di esprimere le sue opinioni su questioni politiche.
Ma la BBC considera quello che l’ex gloria dle calcio inglese sui social media di Lineker una violazione delle sue linee guida. “Non abbiamo mai detto che Gary dovrebbe essere una zona libera da opinioni, o che non può avere un’opinione su questioni che gli stanno a cuore, ma abbiamo detto che dovrebbe stare ben lontano dal prendere posizione su questioni politiche di partito o controversie politiche”.
Il tweet e l’intervista
Lineker, che in precedenza ha ospitato i rifugiati nella sua casa, aveva ritwittato un post con un video del ministro degli interni Suella Braverman che parlava di una nuova proposta di legge, con il commento “Santo cielo, questo è oltremodo orribile”.
Quando è stato contestato da un intervistato, ha detto: “Non c’è un enorme afflusso. Accogliamo molti meno rifugiati rispetto ad altri grandi paesi europei. Questa è solo una politica incommensurabilmente crudele diretta alle persone più vulnerabili in un linguaggio che non è dissimile da quello usato da Germania negli anni ’30”
(da agenzie)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
DOPO L’ALLARME LANCIATO IN MATTINATA DA FRONTEX SUL PESCHERECCIO IN AVARIA, LA GUARDIA COSTIERA PARLA ADDIRITTURA DI TRE IMBARCAZIONI IN DIFFICOLTÀ. CHIESTO AIUTO ALLA MARINA MILITARE
Un’altra giornata di grande apprensione in mare. A confermare
l’allarme lanciato in mattinata da Frontex, sul peschereccio in avaria al largo della Calabria, è ora anche la Guardia Costiera, che parla addirittura di tre imbarcazioni in difficoltà. «Sono in atto numerosi soccorsi al largo delle coste della Calabria — si legge in una nota —. Oltre 1000 le persone in pericolo». La Guardia Costiera ha anche chiesto aiuto alla Marina Militare, a sud ovest della Sicilia orientale e a sud ovest del Mar Ionio, durante interventi di propria competenza.
A renderlo noto il ministero della Difesa spiegando che «è stato disposto l’immediato intervento di Nave Sirio, già presente nell’area per le proprie attività operative, ad integrazione dei mezzi della Guardia costiera attualmente impegnati sulla scena luogo dell’azione. La nave militare sta procedendo alla massima velocità consentita per fornire l’assistenza richiesta».
Ecco nel dettaglio l’intervento della Guardia costiera: « In queste ore le motovedette SAR CP 320, CP 322 e CP 329 della Guardia Costiera stanno intervenendo, a circa 70 miglia a sud di Crotone, per prestare soccorso a un barcone con circa 500 migranti a bordo. Altre unità della Guardia Costiera – Nave Dattilo e le motovedette SAR CP 326 e CP 325 – stanno prestando soccorso ad altri due barconi con un totale di circa 800 migranti a bordo che si trovano, invece, a circa 100 miglia a SE di Roccella Ionica.
I soccorsi, coordinati dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera di Roma in area di responsabilità SAR italiana, risultano particolarmente complessi per il numero elevato di persone presenti a bordo delle imbarcazioni alla deriva. Le operazioni proseguiranno nelle prossime ore anche con l’impiego di un aereo ATR 42, di Nave Corsi e di Nave Visalli della Guardia Costiera». Secondo le ultime ricostruzioni sarebbero addirittura 1300 i migranti in difficoltà.
La Guardia Costiera stessa, in difficoltà, ha chiesto il supporto della Marina Militare. «È stato disposto l’immediato intervento di nave Sirio, già presente nell’area per le proprie attività operative», ha precisato il ministero della Difesa, «la nave militare sta procedendo alla massima velocità consentita per fornire l’assistenza richiesta». La Nave Diciotti, mentre faceva rotta verso l’hotspot Lampedusa, ha soccorso 480 migranti. In una nota, è la Guardia Costiera stessa a sottolineare come siano in atto «numerosi soccorsi» davanti alle coste calabresi. Tre motovedette «a circa 70 miglia a sud di Crotone» sono intervenute «per prestare soccorso a un barcone con circa 500 migranti a bordo. Altre unità della Guardia Costiera stanno prestando soccorso ad altri due barconi con un totale di circa 800 migranti a bordo che si trovano, invece, a circa 100 miglia a sud-est di Roccella Ionica. Sempre nella nota, la Guardia Costiera sottolinea la difficoltà della missione a causa del «numero elevato di persone presenti a bordo delle imbarcazioni alla deriva».
(da agenzie)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
“ERO PIETRIFICATA, INCAPACE DI MUOVERMI E PARLARE. STO VALUTANDO SE DENUNCIARE”: MILENA CECCHETTO, CONSIGLIERE REGIONALE VENETA E LEGHISTA, ACCUSA DI MOLESTIE IL COLLEGA DI FRATELLI D’ITALIA JOE FORMAGGIO… DOPO LE ARMI, PUTIN E IL BUSTO DI MUSSOLINI, L’ACCUSA DI MOLESTIE: A JOE FORMAGGIO GLI MANCA DI ASSALTARE MONTECITORIO VESTITO DA SIOUX
Il consigliere regionale Joe Formaggio è sospeso da ogni carica e incarico in Fratelli d’Italia: la decisione, comunicata al consigliere in giornata, arriva direttamente dal coordinatore veneto FdI Luca De Carlo. La sospensione nasce dalle notizie relativi ad un’accusa di presunta molestia ai danni di una consigliera regionale da parte dello stesso Formaggio: “contestazioni gravi e delicate, non compatibili con i principi del codice etico e le regole di condotta degli iscritti”, si legge nella lettera.
“Ho rinviato la sua posizione alla Commissione di Garanzia, in attesa di verificare quanto denunciato e che emerga la verità”, spiega De Carlo. “L’ho fatto nell’interesse di tutti, per approfondire una questione uscita tra l’altro proprio nel giorno della Festa della Donna; confidiamo quindi che si possa fare chiarezza al più presto su quanto accaduto, in attesa di eventuali altri provvedimenti”.
L’ultima sul conto di Joe Formaggio è che avrebbe festeggiato l’otto marzo palpeggiando una consigliera leghista, Milena Cecchetto, nel palazzo del Consiglio Regionale, anche se lui sostiene di essersi limitato a darle una cameratesca manata sui fianchi per farla scendere dal bracciolo di un divano: affettuosità tra alleati. Comunque sia, con l’accusa di molestie il quadro è quasi completo: gli manca di assaltare Montecitorio vestito da Sioux.
(da il Corriere della Sera)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
CON LE ONG BLOCCATE IL FATTORE DI ATTRAZIONE DIVENTA LA TRIADE SOVRANISTA
Si è rischiata, ancora una volta, la tragedia al largo delle coste di
Lampedusa: un barchino con 42 migranti, fra cui 5 donne e 1 minore, è naufragato nella tarda serata di ieri in acque Sar italiane. A prestare i primi soccorsi è stato l’equipaggio di un peschereccio tunisino.
Quando i militari della Guardia Costiera hanno raccolto l’Sos e recuperato i naufraghi, il barchino era già affondato.
Diversi migranti, originari di Costa d’Avorio, Camerun e Nigeria, sono stati portati al poliambulatorio perché in forte ipotermia. I superstiti hanno riferito che non ci sono dispersi ed erano partiti da Sfax, in Tunisia, mercoledì.
Sono complessivamente 1.869 i migranti giunti a Lampedusa ieri, con 41 barche soccorse nelle acque antistanti l’isola o in area Sar dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza.
Un record mai raggiunto prima d’ora. Due barchini, con a bordo 46 e 41 migranti, sono riusciti ad approdare direttamente a terra fra la spiaggia della Guitgia e una una cala vicina.
Dalla mezzanotte in poi sono stati registrati altri 14 sbarchi, con circa 605 migranti. All’hotspot di contrada Imbriacola, da dove ieri sono stati trasferiti 750 ospiti, al momento ci sono oltre 3 mila migranti.
(da agenzie)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
VINCE LA LINEA SALVINI CHE BLOCCA CROSETTO E RESUSCITA I DECRETI (IN)SICUREZZA
Poco dopo le quattro del pomeriggio, le berline blindate che sfrecciano per le vie di Cutro vengono colpite da peluche per bambini e accolte con fischi e cori: “Vergogna, assassini!”.
A bordo c’è Giorgia Meloni arrivata nel piccolo comune del Crotonese per presiedere il Consiglio dei ministri riparatore dopo la strage di 72 migranti. Tre ore dopo, la premier guarda attonita i giornalisti. È imbarazzata, non riesce a spiegare, a 13 giorni di distanza, perché la strage sia avvenuta e nemmeno perché non sia andata a omaggiare le salme nella palestra di Crotone: “Abbiamo finito adesso… ci vado anche volentieri…”. Balbetta, la premier. È sconvolta.
Non è mai stata così in difficoltà, davanti ai cronisti che le chiedono spiegazioni. Si attiva il cordone di sicurezza, la segretaria Patrizia Scurti si sfoga con il capo ufficio stampa, Mario Sechi: “Mario, ferma i giornalisti”. Francesco Lollobrigida la scorta all’uscita del Comune di Cutro proteggendola con una cartellina. Lo specchio di una giornata drammatica per Meloni, che aveva organizzato la trasferta proprio per dimostrare che “il governo c’è”.
E invece, dopo quattro ore di dramma, il governo è in panne. Tant’è che in serata Palazzo Chigi, per rimediare alla gaffe, è costretto a una clamorosa retromarcia facendo sapere che Meloni nelle prossime ore “inviterà i familiari delle vittime” a Roma.
Il “decreto Cutro” è approvato, ma è l’unica buona notizia per la premier. Che fa una gaffe dietro l’altra in conferenza stampa e viene surclassata dal vicepremier della Lega, Matteo Salvini, che riesce a inserire alcune norme dei decreti Sicurezza.
Il leghista rivendica l’inasprimento delle pene per gli scafisti, i fondi per i nuovi Centri di rimpatrio, una norma contro le cooperative sull’accoglienza e soprattutto la restrizione della “protezione speciale” puntando all’abolizione.
Anche Meloni deve ammettere che “molte proposte della Lega sono entrate in questo decreto”. Il leghista riesce a far saltare anche una norma – inserita dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal sottosegretario Alfredo Mantovano – che faceva passare il coordinamento della sorveglianza marittima in capo alla Difesa, depotenziando Salvini e Piantedosi. Così non sarà, perché il leghista ha imposto il veto. Anche Lollobrigidae i forzisti erano contrari. Norma stralciata su richiesta di Crosetto. “La Guardia Costiera è da sempre in capo al mio ministero”, dice il vicepremier. Anche Silvio Berlusconi infierisce: “Il decreto non è risolutivo”.
La vera sconfitta è proprio Meloni. Che non trova nemmeno il tempo di incontrare le vittime dei familiari e di andare a omaggiare le salme. Meglio di no, le contestazioni potrebbero essere ancora più dure.
Nella conferenza stampa del cortile del Comune di Cutro, spalleggiata da sei ministri, prova a uscire dall’angolo annunciando la stretta per i trafficanti (“li rincorreremo in tutto il globo terracqueo”) e a fare sue le parole del Papa (la targa nel comune si rifà alle sue parole).
Ma i giornalisti le chiedono chiarezza sulle dinamiche della strage. Lei confonde la data (“il 24… anzi no il 26”), sbaglia la ricostruzione sull’intervento di Frontex: “Ha segnalato la nave quando era in acque italiane”. “Qualcuno di voi pensa ancora che sia colpa nostra?”, alza la voce. I cronisti però protestano, la incalzano, saltano i protocolli. La chiusura della conferenza stampa spetta a Salvini, che gongola: “Nel 2019, anno dei decreti Sicurezza, c’è stato il record con meno morti in mare…”. Per tre ore, il vero premier è lui. E Meloni fa la comprimaria: “Adesso devo andare…”.
(da Il Fatto Quotidiano)
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Marzo 10th, 2023 Riccardo Fucile
LA “PERICOLOSA” SCRITTA: “CIMITERO MEDITERRANEO, BASTA MORTI IN MARE”… VIETATO MOSTRARE UMANITA’
Multa da 550 euro e squalifica per il capitano e i dirigenti di una
squadra dilettantistica bergamasca, rei di aver disubbidito al divieto dell’arbitro e di aver esposto uno striscione per sensibilizzare verso la tragedia di Cutro, naufragio in cui il 26 febbraio hanno perso la vita circa settanta migranti (il bilancio è ancora in aggiornamento).
«Cimitero Mediterraneo, basta morti in mare»: questa la scritta a centrocampo con cui i giocatori dell’Atlethic Brighela – una società molto attiva anche nel sociale – si sono schierati a centrocampo con l’arbitro e gli avversari padroni di casa, il River Negrone.
L’episodio ha avuto luogo durante un una partita del Girone B, avvenuta domenica scorsa. Lo riporta L’Eco di Bergamo. La decisione è giunta dal Giudice sportivo della Delegazione di Bergamo.
(da agenzie)
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