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LA PAPPETTA DA RIFILARE AGLI ITALIANI SULLE RETI RAI È UN MIX DI RIPESCATI E SOLITI NOTI

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

PINO INSEGNO SI PRENDE DUE PROGRAMMI, VIA LA BORTONE NEL POMERIGGIO DI RAI1, TORNA LA BALIVO… SCAZZI IN VISTA PER CHI DEVE PRENDERE L’EREDITÀ DI BIANCA BERLINGUER: I GRILLINI VOGLIONO LA COSTAMAGNA, MENTRE IL DG ROSSI VUOLE LA GIANDOTTI

A volte accade che la toppa sia peggio del buco. In Rai non si è trattato tanto di buchi, quanto di voragini causate dalle tante defezioni arrivate quasi tutte insieme e quasi tutte nell’ultimo periodo utile per comporre i palinsesti, quel reticolo di programmi che compone l’offerta tv.
RAI1 Per trovare le prime novità, si deve arrivare al primo pomeriggio che fu di Serena Bortone e oggi trasloca nelle mani di Caterina Balivo che l’ha a sua volta scippato a Roberta Capua in pole position fino a poche settimane fa. Titolo La volta buona che entrerà nella storia delle eccellenze italiane con un cast d’appoggio da definire.
Marco Liorni s’allunga fino all’anno con il suo preserale Reazione a catena, Amadeus porta il suo access Affari tuoi fino a Sanremo. Dunque la fiction: la domenica dedicata ai melò e ai medical con Cuori ambientata a Torino e Lea e i suoi figli, sentimental drama. Il lunedì si va di crime con Tataranni, Bastardi e il nuovo Commissario Fenoglio. Il martedì è la cronaca a farla da padrona, dalla strage del Circeo (tornata sinistramente di gran moda) al caso di Elisa Claps.
Mercoledì multigenere con le arene di Amadeus, giovedì ancora serie con Blanca e Un professore. Nel fine settimana l’intrattenimento puro con Carlo Conti, Antonella Clerici e Milly Carlucci, loro non cambiano e neppure i programmi. L’approfondimento vede Bruno Vespa uno e trino con i suoi 5 minuti e tre sere a settimana, Porta a porta . Il nuovo programma di seconda serata dell’ammiraglia si chiama Storie di sera il lunedì con Eleonora Daniele. Urge pure Francesco Giorgino che si presenta con XXI Secolo, lente d’ingrandimento sul futuro. Come dimenticare le linee cui Ciannamea tiene tanto; Verde, Bianca e Blu una di queste segna il ritorno di Elisa Isoardi con Monica Caradonna.
RAI2 Oltre ai docureality Il collegio per tornare ragazzi e La Caserma, per tornare sboccati, arrivano in un’infilata i nuovissimi Liberi tutti, Escape room , con Bianca Guaccero e i Gemelli di Guidonia e The floor si passa al fatidico martedì della discordia con Alessia Marcuzzi e le interviste («coatte» così almeno le ha definite Coletta) delle Belve Fagnanesche. Tutto pur di catturare target più dinamici anche proporre le fiction The reunion e Noi siamo leggenda, adolescenti con disagio come chiede la carta di servizio.
Arriva Luisella Costamagna con Tango per restare in ambito di ballo, e il dating Mi presento ai tuoi. Monica Maggioni si sistema al posto di Lucia Annunziata in Mezz’ora. Filippo Facci conduce la striscia quotidiana I Facci vostri prima del tg delle 13. Dopo tanto tuonare infine piovve con Pino Insegno che porta Il mercante in fiera, si spera rivisto rispetto al game che affossò anni fa negli ascolti Italia 1 e per questo fu rapidamente cancellato. Insegno da gennaio fa il bis con L’Eredità, subentrando a Flavio Insinna.
RAI3 Rifondare l’immagine della rete è il compito che si è data la dirigenza orba dei suoi volti iconici. C’è Agorà con Inciocchi, Annalisa Bruchi diventa quotidiana col suo Restart, Angela Rafanelli propone un game itinerante. In access torna Stefano Bollani e arrivano Nuovi eroi, vite minime di gente che ha dato il massimo. In prima serata il sabato è confermato Roberto Saviano con Insider, Report la domenica al posto di Fazio con inizio anticipato.
Per fine ottobre si aspetta il debutto di Nunzia De Girolamo con il suo Botta e risposta, mentre per Serena Bortone si sta studiando l’offerta informativa per una prima serata vincente, oltre alle Parole lasciate da Gramellini. Al martedì la serata lasciata libera da Cartabianca e da Bianca Berlinguer ha dato origine a un braccio di ferro non da poco
Pare che stavolta i 5Stelle si siano impuntati e non sentano ragioni. In fondo l’accordo con FdI l’avevano fatto loro e loro avevano garantito con il voto il prosieguo delle attività Rai.
Ora esigono che sia la Costamagna a subentrare alla Berlinguer perché è dei loro e perché la giudicano più televisiva di Monica Giandotti in corsa per lo stesso destino. Tra le due litiganti, è uscito pure il nome di Gomez. Per la prima volta, dopo mesi di pacifica e amicale convivenza, pare che l’ad Sergio e il dg Rossi abbiano avuto momenti di alta tensione: Rossi fermo nel volere Giandotti e Sergio propenso a Costamagna. Chi l’avrà vinta? Chissà. E i Pd? Stanno a guardare
(da agenzie)

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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: BASTA METTERE MELONI AL POSTO DI BERLUSCONI E TUTTO PROCEDE UGUALE

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

ANCHE LA RIFORMA CARTABIA STA RIVELANDO VARIE FALLE IN MATERIA DI DEPENALIZZAZIONE E REATI PUNIBILI A QUERELA DI PARTE

Con l’entrata in scena (forse sarebbe meglio dire il rientro) del ministro Nordio, lo scontro tra governo e magistratura intorno ai casi Santanchè e Delmastro cresce di tono. Ed è incredibile assistere a una sorta di ripetersi degli eventi: basta mettere Meloni al posto di Berlusconi e tutto procede uguale, incluso l’annuncio di una serie di interventi parziali su una materia che richiederebbe un ripensamento complessivo.
Inoltre anche la riforma Cartabia, messa a punto in gran fretta dall’ex presidente della Corte costituzionale nei giorni del governo Draghi, per venire incontro alle richieste della Commissione europea sul Pnrr, sta rivelando varie falle, soprattutto in materia di depenalizzazione e reati punibili a querela di parte. Niente che possa regolare diversamente i rapporti tra politica e giudici.
E nello stesso senso vanno le iniziative di Nordio, chiamato a intervenire mentre è in Giappone e pronto a rendere più stringente la disciplina dell’avviso di garanzia, dato che Santanchè sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione sebbene indagata da oltre otto mesi, e dei rapporti tra pubblica accusa e gip, visto che Delmastro si è trovato al centro di una diatriba tra pm e giudice dell’indagine preliminare, il primo favorevole all’archiviazione delle accuse nei suoi confronti, il secondo deciso a chiedere l’imputazione coatta del sottosegretario.
Sembra di assistere al lungo tira e molla sui termini di prescrizione praticato nel corso dei governi Berlusconi per salvare il Cav dai procedimenti in cui era coinvolto, e approdato poi, con il primo guardasigilli pentastellato, Bonafede, alla completa cancellazione della stessa, salvo rimetterci le mani con l’esecutivo seguente. E poi ci si stupisce se da Bruxelles la Commissione si fa sentire anche solo di fronte all’abolizione dell’abuso d’ufficio contenuta nell’ultima proposta di Nordio
(da editorialedomani)

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IL NUOVO SCOOP DI “DOMANI” CHE HA FATTO INCAZZARE COME UNA BISCIA LA MELONI: LA SANTANCHE’ DAVANTI AI SENATORI E AGLI ITALIANI HA OMESSO DI SPIEGARE IL METODO USATO PER SALDARE IL DEBITO DI VISIBILIA CON L’AGENZIA DELLE ENTRATE

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

MENTRE ERA GIÀ MINISTRA DEL TURISMO, QUALCHE SETTIMANA FA DANIELONA HA APERTO UNA SOCIETÀ SRL SEGRETA, CHE INCASSA PARTE GLI UTILI DEL TWIGA, SOLDI CHE POI DEVE DARE AL FISCO PER I BUFFI MILIONARI DI VISIBILIA

Ha mentito Daniela Santanché. Davanti ai senatori e agli italiani ha negato l’esistenza dell’indagine a suo carico. Ma soprattutto ha omesso di spiegare un fatto rilevante: il metodo usato per saldare il debito di Visibilia con l’Agenzia delle Entrate, ossia con i soldi del Twiga dell’amico Flavio Briatore, dal quale era ufficialmente uscita con la vendita delle quote. Una notizia svelata da Domani alcuni giorni fa e che ora è possibile approfondire ulteriormente grazie a nuovi documenti ottenuti.
Alla fine di novembre 2022 aveva rassicurato chi la accusava di essere in conflitto di interessi. Un ministro del Turismo che si occupa anche di concessioni balneari allo stesso tempo socia di uno degli stabilimenti più chic e grandi d’Italia non è esattamente il massimo della trasparenza. Così alla fine, a metà di quel mese, aveva ceduto le quote del Twiga, il locale dei vip in Versilia di Briatore.
«Non dirò a chi», aveva però aggiunto. Il segreto di pulcinella, visto che sarebbe stato sufficiente verificarlo negli atti depositati alla camera di commercio: ha venduto a Briatore e al suo compagno Dimitri Kunz D’Asburgo.
Il passaggio di azioni le aveva permesso di incassare una cifra di 2,7 milioni. I suoi ammiratori, fan, amici e colleghi di partito e governo avevano tirato un sospiro di sollievo. «Vedete, ora non c’è più alcuna ombra, il conflitto di interessi è svanito», ripetevano.
Si fidavano della ministra, eppure Santanché ha ingannato anche loro con una mossa davvero tanto inaspettata quanto azzardata. L’indagine sulla galassia Visibilia della procura di Milano incrocia così il conflitto di interessi.
Due ombre che accompagneranno il regno della ministra in questa legislatura. Santanché è indagata dalla procura di Milano per bancarotta e falso in bilancio, insieme a lei sono sotto inchiesta il fidanzato, la sorella e un gruppo di amministratori e dirigenti che hanno avuto ruoli nell’affaire Visibilia.
CON L’INGANNO
Come rivelato da Domani alcuni giorni fa, nel procedimento per evitare il fallimento delle sue aziende Visibilia sono stati depositati alcuni atti dai legali della ministra. Nel ricorso per la ristrutturazione dei debiti è scritto in maniera molto chiara che il debito da 1,9 milioni con il fisco ( con l’accordo diventeranno 1,2 milioni) verrà pagato anche con gli introiti di una società fino ad allora sconosciuta. Si tratta della Ldd Sas. Di cosa si occupa lo spiegano gli avvocati di Santanchè: ha in mano la gestione del Twiga, cioè lo stabilimento dal quale ufficialmente la ministra era uscita con la vendita delle quote.
Peccato che Ldd è di Santanché e del suo compagno. In pratica la ministra continua ad avere interessi economici nello stabilimento di Briatore. Non solo: Ldd, è scritto negli atti del ricorso depositato presso la sezione fallimentare, incassa una percentuale sul fatturato del Twiga, il cui ultimo bilancio lo attesta oltre gli 8 milioni. Questa fee verrà usata da Santanché per pagare le rate del debito con l’Agenzia delle Entrate.
«Ldd è una società di management che si occupa della gestione della Twiga S.r.l. e che per l’anno 2023 fatturerà alla Twiga S.r.l. stessa una fee pari al 3,5 per cento del fatturato di quest’ultima. Considerato che nel 2022 il valore di produzione della Twiga s.r.l. è stato pari ad 8,4 milioni e che è preventivabile un risultato analogo per l’anno 2023, è ragionevole ritenere che Ldd sas di Kunz Dimitri d’Asburgo Lorena fatturerà alla Twiga S.r.l. il 3,5 per cento della somma di 8,4 milioni, ovverosia 295.279 euro di cui il 90 per cento sarà di spettanza della Immobiliare Dani S.r.l», scrivono i legali della ministra certificando così l’enorme conflitto di interessi e il raggiro nei confronti del suo partito, delle opposizioni e dei cittadini. Immobiliare Dani infatti è al 95 per cento proprio di Santanché
DANI, IL TWIGA E IL FISCO
Ora, però, dagli atti notarili depositati alla camera di commercio scopriamo anche un altro fatto rilevante: la società è stata creata ad aprile 2023, alcuni mesi dopo la vendita delle quote del Twiga da parte della ministra. Un’azienda, dunque, creata ad hoc, non preesistente. Il che amplifica la questione dell’inopportunità, perché la manovra studiata a tavolino è stata attuata nel pieno delle sue funzioni di rappresentante del governo Meloni.
L’atto costitutivo del 27 aprile 2023 recita: «La società ha per oggetto l’attività di consulenza in materia di strategia gestionale in ambito di ristorazione, gastronomia, produzione pubblicitaria, marketing e grafica per la gestione di attività di ristorazione e di bar e di attività ricreative culturali in genere e di attività legate all’accoglienza ed all’ospitalità o all’attività di organizzazione di eventi di qualsiasi genere e specie, culturali, ludici, sportivi, manifestazioni, meeting, congressi ed ogni altro tipo conviviale, dal cocktail party alla cena di lavoro».
Cocktail e feste, accoglienza e ospitalità. La ministra, insomma, non ha abbandonato il settore che ama di più da imprenditrice, quello balneare. Grazie al quale riuscirà a saldare i debiti con il fisco. Se dovesse andare in porto l’accordo proposto dai legali di Visibilia-Santanché, dovrà versare non più 1,9 milioni ma 1,2 in 120 mesi. In pratica 129 mila euro all’anno: una piccola parte rispetto ai quasi 300mila euro che incasserà dal Twiga tramite la società Ldd, creata ad hoc per questa operazione. C’è anche un altro documento però che non gioca a favore della ministra.
È del 9 giugno scorso, appena qualche giorno dopo la proposta di ristrutturazione dei debiti, presentata al tribunale di Milano, in cui gli avvocati danno conto dell’esistenza della Ldd e dell’”operazione Twiga” che permetterà alla ministra di pagare i debiti d Visibilia. «Cessione di quote e modifica patti», è il titolo dell’atto che stabilisce la ripartizione delle azioni e degli utili aziendali. Davanti al notaio il compagno della ministra cede una parte di quote alla società di quest’ultima, l’Immobiliare Dani.
Inoltre rimodulano la ripartizione degli utili: il 99 per cento all’immobiliare Dani della ministra, l’1 per cento al fidanzato. In questo modo le percentuali dovute dal Twiga incassate da Ldd confluiranno totalmente, salvo una microscopica parte, nelle casse dell’impresa di Santanché. Così la ministra potrà salvare Visibilia dai debiti con il fisco, cioè lo stato, che lei stessa rappresenta.
(da editorialeDomani)

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SANGIULIANO “STREGATO”

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

NON BASTAVA LA DISGRAZIA DI AVERE SGARBI COME SOTTOSEGRETARIO, GLI VANNO PURE A CHIEDERE CHE COSA PENSA DEI FINALISTI DEL PREMIO STREGA

Povero ministro della Cultura, non bastava la disgrazia di avere Sgarbi per sottosegretario: gli vanno pure a chiedere che cosa pensa dei finalisti del premio Strega. E lo sventurato rispose, in diretta tv: «Sono tutti libri che ti prendono e ti fanno riflettere… Proverò a leggerli».
Se Gennaro Sangiuliano, lettore famelico (ma forse non di romanzi Strega), si fosse fermato lì, avrebbe ancora potuto spacciarla per una battuta. Come quando Riccardo Barenghi, alias Iena, strinse la mano a un collega nel corridoio del giornale esclamando: «Hai scritto un pezzo magnifico, dopo lo leggo!».
Invece il ministro della Cultura si è improvvisamente reso conto di essere un giurato del premio, oltre che il ministro della Cultura. Così, da vero superuomo nietzschiano, si è lanciato in una temeraria arrampicata sugli specchi: «Li ho letti, perché ho votato. Però voglio… come dire… approfondire questi volumi…» «… oltre la copertina», ha chiosato implacabile la conduttrice Geppi Cucciari, e a lui non è rimasto che abbozzare un sorriso imbarazzato che chiedeva e meritava solidarietà umana.
Povero Sangiuliano: già immaginava le prese in giro, puntualmente arrivate sui social, da parte di lettori accaniti come Matteo Renzi, del quale non tutti conoscono la passione per l’opera omnia di Alda Merini, la cui raccolta di poesie splendeva in bella vista nel suo ufficio di sindaco di Firenze, ancora avvolta nel cellophane.
(da Il Corriere della Sera)

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L’EPOCA DEL TWIGA

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

L’EGEMONIA CULTURALE DEI FIGHETTI SOVRANISTI DA SPIAGGIA

Si parla solo del Twiga, dell’eredità di Berlusconi e del nome del figlio di La Russa, Apache: l’egemonia culturale della destra, ormai da tempo, è cosa fatta. Carlo Calenda offre al quadro della sconfitta un tocco di magistrale snobismo (“mia madre è valdese, figuratevi se vado al Twiga”). Più minoritario e perdente dei valdesi, in Italia, c’è solo l’estinto Partito d’Azione. Di entrambi – ci piace dirlo – abbiamo sempre pensato un gran bene.
Minoranze, questo siamo noi che piuttosto di “vivere un’experience indimenticabile” – è scritto proprio così, sul sito del Twiga – preferiremmo barricarci in casa, oppure camminare su un sentiero di montagna, ancora non leopardato in attesa che la ministra Santanché lo adegui al gusto dei tempi; o se proprio si deve andare al mare potremmo bere un bianco secco con Schlein e i suoi che sono andati in gita a Ventotene, dove si pregusta il profumo dell’esilio.
Vento, mare, solitudine, pochissime le probabilità che Briatore ci apra uno dei suoi locali in stile, per prepararsi al futuro bisogna prendere le misure di un riposante isolamento: experience in genere a basso costo.
L’altra buona notizia è che le cronache pettegole, quest’estate, allenteranno la morsa su Capalbio e le sue spiagge rinselvatichite, dove i cinghiali hanno avuto la meglio sui pochi intellettuali rimasti, parecchio in là con gli anni, alcuni divorati dai lupi nel disinteresse generale.
I giornalisti saranno tutti al Twiga, cercando di scoprire il fedifrago di sinistra che ha tradito la causa per un drink. Con l’aggravante che in genere, in quei posti, il rapporto qualità-prezzo dei drink è scandaloso.
(da La Repubblica)

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MONZA, GIOVANE DISABILE INULTATO E AGGREDITO PER IL COLORE DELLA PELLE, DENUNCIATO RIFIUTO UMANO RAZZISTA DI 47 ANNI

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

L’AGGRESSORE DOVRA’ RISPONDERE PER LESIONI, PERCOSSE AGGRAVATE DALL’ODIO RAZZIALE E DALLA MINORATA DIFESA

Un ragazzo di 22 anni di origini egiziane è stato aggredito da un uomo di 47 anni per il colore della sua pelle e per la sua disabilità.
È successo su un autobus a Monza lo scorso 4 luglio, ma i fatti sono stati resi noti solo oggi, 7 luglio. Stando a quanto si apprende, il giovane è stato insultato e buttato a terra. A chiamare la polizia è stato il padre del 22enne. Il quale era stato chiamato dal figlio spaventato perché c’era un uomo che aveva iniziato a insultarlo gratuitamente con frasi razziste e abiliste. Versione confermata dalle testimonianze di alcuni presenti. Avendo notato che l’aggressore era sceso alla fermata precedente, il giovane aveva richiamato il padre. Dicendogli che non era più necessario che lo raggiungesse alla fermata
Aggredito anche il padre del ragazzo
Ma una volta sceso dal mezzo se lo è ritrovato alle spalle. A quel punto è stato spintonato, buttato a terra e insultato. Il genitore del ragazzo ha tentato di intervenire, ma è stato raggiunto anche lui da un pugno al volto. A quel punto alcune persone presenti sono intervenute per bloccare l’aggressore fino all’arrivo degli agenti. Il 47enne – che risulta avere già dei precedenti per droga, riciclaggio, furto aggravato, lesioni personali, danneggiamento e ingiurie – è stato denunciato dalla polizia per lesioni, percosse e ingiuria, aggravate dall’odio razziale e dalla minorata difesa. Inoltre, per il giovane è stata attivata la procedura del Codice Rosso, prevista dalla legge del 19 luglio 2019. Che prevede uno “sprint” per l’avvio del procedimento penale per alcuni reati.
(da agenzie)

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L’AVVOCATO CHE ASSISTE LA RAGAZZA CHE HA DENUNCIATO LO STUPRO HA RICEVUTO UN ASSIST DAL PRESIDENTE DEL SENATO

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

LA RUSSA POTREBBE ORA DIVENTARE TESTIMONE CONTRO IL FIGLIO

L’avvocato Stefano Benvenuto è il legale della ragazza che accusa Leonardo Apache La Russa di stupro.
La denuncia è stata presentata il 29 giugno scorso. E secondo La Verità era all’epoca già nella disponibilità del Corriere della Sera.
Benvenuto oggi parla proprio con il quotidiano. E dice che il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ammesso di aver visto la ragazza nel letto, quindi ora è un possibile testimone.
Benvenuto premette che la ragazza andrà presto a testimoniare davanti alle pubbliche ministere Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro. Nell’intervista con Giuseppe Guastella il legale risponde ai «molti interrogativi» ventilati da La Russa riguardo la vicenda. Ricordando che non spetta a lui decidere se la vicenda costituisca o no un reato. E parlando anche della cocaina assunta dalla ragazza.
La cocaina
Secondo Benvenuto infatti «la domanda che mi pongo da normale cittadino e non da avvocato è come possa una ragazza aver assunto cocaina e non ricordare nulla fino all’indomani. La cocaina è nota perché provoca eccitamento, non sonnolenza. Ciò a cui dovranno rispondere i magistrati è se abbia assunto a sua insaputa sostanze diverse dalla cocaina che le hanno provocato un tale stordimento da non farle ricordare nulla e, in caso affermativo, chi gliele abbia date e se ci sia no il coinvolgimento di Leonardo La Russa.
Stiamo parlando di una semplice ragazza che ha raccontato fatti che, se provati, costituirebbero una inammissibile offesa alla dignità femminile». Va segnalato che nella ragazza è stata riscontrata una positività al benzodiazepine. Mentre lei stessa ha ammesso durante la visita alla clinica Fumagalli l’assunzione di Xanax e Fluoxetina.
L’assist
Benvenuto dice anche che l’ammissione di La Russa sulla presenza in casa sua e di sua moglie Laura Di Ciocco gli fornisce «un grande assist. Perché riconosce e conferma che la ragazza era a casa sua: «Questo semplifica tutto. Perché ora il presidente del Senato è testimone primario di questo processo. Non solo ha dichiarato che la ragazza era in casa sua, ma anche che era nel letto con suo figlio.
Dove è finita non si sa come, visto che non si frequentavano assiduamente. Sta venendo a galla la verità». Infine, c’è la vicenda del bacio. Che Leonardo Apache La Russa avrebbe “estorto” alla ragazza per restituirle i vestiti che erano rimasti al piano inferiore della casa la notte precedente. E che secondo l’avvocato «costituisce di per sé reato di violenza sessuale per giurisprudenza consolidata».
(da agenzie)

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IL DRINK, L’AMICO, LA VIOLENZA: E’ COERENTE IL RACCONTO CONTENUTO NELLA DENUNCIA DELLA RAGAZZA CHE ACCUSA DI STUPRO LEONARDO LA RUSSA

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

LA SERATA E GLI ACCERTAMENTI DEL GIORNO DOPO PRESSO LA CLINICA MANGIAGALLI

È l’Aphopis Club la discoteca di Milano in cui la ragazza che poi lo ha denunciato per stupro ha incontrato Leonardo Apache La Russa. La notte era quella tra giovedì 18 e venerdì 19 maggio scorsi. Mentre la denuncia, inviata via Pec dall’avvocato Stefano Benvenuto risale al 29 giugno. Oggi alcuni giornali ne raccontano nel dettaglio il contenuto. Mentre La Verità sostiene che il testo fosse nella disponibilità del Corriere della Sera già in quei giorni. La ragazza sostiene che Leonardo ha anche ammesso di aver avuto rapporti sessuali con lei a sua insaputa. E ha dichiarato di aver fumato cannabis e sniffato cocaina per due volte durante la serata. Oltre all’assunzione di farmaci come Xanax e Fluoxetina. Mentre alla clinica Mangiagalli le è stata riscontrata la presenza di benzodiazepine nel sangue.
Il racconto della serata
Dal racconto della denuncia è possibile ricavare un racconto coerente della serata e di quello che è successo il mattino seguente. La storia si dipana in 23 punti. «A mezzanotte con la mia cara amica M. sono andata alla discoteca Apophis Club. Quando siamo arrivate ci siamo messe a ballare e ci ha raggiunto anche un’altra ragazza. Mi sono accorta della presenza di un mio compagno di scuola del liceo: Leonardo Apache, figlio del politico Ignazio La Russa. Ci siamo salutati. Da quel momento non ricordo più nulla», racconta la ragazza come riporta La Stampa. L’Apophis è un club membership only, ovvero si accede tramite iscrizione. Si trova in via Merlo. La scena successiva si svolge in una casa di Milano: «Mi svegliai in assoluto stato confusionale, non ricordandomi cosa avvenne la sera prima, nuda nel letto con a fianco Leonardo La Russa». A quel punto «chiesi espressamente cosa era successo, come eravamo arrivati a casa, dove fossimo». Allora Leonardo Apache le risponde: «Supino nel letto con me, anche lui nudo, mi disse, “siamo venuti qui dopo la discoteca, con la mia macchina”». E la ragazza racconta anche dell’altro ragazzo: «Mi confermò (Leonardo, ndr) che sia lui sia il suo amico avevano avuto un rapporto con me a mia insaputa». L’altro ragazzo si sarebbe fermato a dormire in un’altra stanza. L’altro ragazzo, N., fa il deejay.
La versione della ragazza che accusa Leonardo Apache
A quel punto lei contatta l’amica M. Che le spiega: «Tu stavi benissimo fino a prima che (Leonardo) ti portò il drink». Poi le dice che lei ha provato a portarla via senza successo. «Mi svegliai in assoluto stato confusionale, non ricordandomi cosa avvenne la sera prima, nuda nel letto con a fianco Leonardo La Russa». A quel punto «chiesi espressamente cosa era successo, come eravamo arrivati a casa, dove fossimo». Allora Leonardo Apache le risponde: «Supino nel letto con me, anche lui nudo, mi disse, “siamo venuti qui dopo la discoteca, con la mia macchina”». E la ragazza racconta anche dell’altro ragazzo: «Mi confermò (Leonardo, ndr) che sia lui sia il suo amico avevano avuto un rapporto con me a mia insaputa». L’altro ragazzo si sarebbe fermato a dormire in un’altra stanza.
La clinica Mangiagalli e il bacio
«Lei stessa mi invitò a recarmi al Pronto soccorso, prodigandosi nell’accompagnarmi, chiesi aiuto anche a lei». E ancora: «Parlai anche di questi episodi a mia madre e lei stessa mi accompagnò all’Ospedale Mangiagalli». Il racconto poi torna alla mattina in casa di Leonardo: «Dopo aver sentito da lui cosa avvenne, dopo che lo stesso mi ha dichiarato di avere avuto un rapporto con me certamente sotto effetto di sostanza stupefacente (infatti non ricordo nulla di quanto avvenuto dalla discoteca al mio risveglio), presa dalla vergogna ho richiesto i miei vestiti, che non erano nella stanza». A quel punto Leonardo sarebbe sceso al piano di sotto. «Capii di essere in un immobile a due piani, la camera aveva un letto a una piazza e mezza». Infine, i saluti: «Leonardo sulla porta, per farmi uscire, mi disse, “pretendo un bacio, se no non ti faccio uscire”, a quel punto si avvicinò e mi baciò contro la mia volontà. Non dissi nulla per paura».
La comparsa di Ignazio La Russa
Poi la ragazza racconta la comparsa di Ignazio La Russa, peraltro confermata dal presidente del Senato. Si sarebbe affacciato in camera e l’avrebbe salutata «vedendomi nel letto». Poi «se ne andò via». Lei dice di aver percepito in casa anche una voce di donna. Dovrebbe essere quella della moglie di La Russa (e madre di Leonardo) Laura De Cicco. La ragazza dice di non sapere se fossero arrivati in mattinata o se fossero già presenti in casa. In compenso descrive l’immobile: «Molto grande, con corridoi e altre stanze. Ricordo vagamente di essere stata nel salotto». Torna sul bicchiere offerto: «L’unico dato certo che posso riferire è che Leonardo mi ha dato un drink, mi ha portato a casa sua, senza che io fossi nelle condizioni di poter scegliere cosa fare, mi ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali, lui e l’amico, sempre a mia insaputa; la mia amica mi ha riferito che dopo l’assunzione di quella bevanda alcolica non era più in grado di parlare normalmente; mi disse che ero stata drogata».
L’uscita dalla casa
La ragazza si veste ed esce di casa. Si appunta l’indirizzo dell’abitazione. Chiama l’amica che la raggiunge e la convince a dire tutto alla madre. Che la porta alla visita con procedura di stupro alla Mangiagalli. Il referto riscontra una «ecchimosi superficiale di 2,5 e 1,5 centimetri a livello della cute del collo e un graffio non sanguinante di cinque centimetri a livello della faccia laterale della coscia sinistra». Il giorno successivo Leonardo la contatta via Instagram perché non ha il suo numero di cellulare. Lei non risponde. Qualche giorno dopo parlando con l’amica apprende che la serata in discoteca l’ha organizzata Leonardo e il dj che avrebbe dormito nell’altra stanza. Il Fatto Quotidiano aggiunge che il cellulare del ragazzo non è stato ancora sequestrato. L’altro amico non è indagato. Ma il suo telefono, insieme a quello della ragazza, è stato invece “acquisito” dai magistrati. La delega ad indagare per la squadra mobile è arrivata ieri.
L’avvocato e lo scoop
Giacomo Amadori su La Verità sostiene anche che la denuncia fosse in possesso del Corriere a ridosso della presentazione in Questura. Da prima che finisse sul tavolo delle pubbliche ministere che indagano: Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro. Benvenuto è un civilista esperto di trust, di diritto societario e di famiglia. Il Fatto invece ipotizza che il telefono non sia stato sequestrato perché non intestato al ragazzo, ma al padre. Bisogna in ultimo ricordare che il codice penale in Italia punisce la violenza sessuale sia per costrizione che per induzione. Ovvero anche chi agisce approfittando della condizione di menomazione della presunta vittima. La ragazza testimonierà nelle prossime ore in procura.
(da Open)

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L’ANM: “DAL GOVERNO ATTACCO PESANTISSIMO: DELEGITTIMA MAGISTRATURA. NON VOGLIAMO SCONTRO, LO SUBIAMO”

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE SANTALUCIA: “NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO, NOI DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE”

È un Giuseppe Santalucia durissimo, da presidente dell’Anm, davanti al suo Comitato direttivo centrale, quello che si stupisce degli attacchi di palazzo Chigi e di via Arenula arrivati attraverso “fonti anonime”.
E reagisce, con voce pacata, non certo da tribuno, ma in modo netto. “Non meglio precisate fonti governative ci accusano di essere schierati politicamente. È un’accusa gravissima, che colpisce al cuore la magistratura, perché un magistrato fazioso, che si schiera politicamente, non è un magistrato. È una critica pesantissima che respingiamo”.
Ma ecco di seguito le parole di Santalucia, interrotte da numerosi applausi. “La magistratura come istituzione nell’esercizio sue funzioni viene accusata di interferenza. È un attacco pesantissimo, insidioso, soprattutto perché anonimo. Pensavo che sarebbe arrivata una smentita, invece dopo la prima nota di palazzo Chigi il giorno dopo ne arrivano due dal ministero della Giustizia che intervengono sui fatti che avevano fornito l’occasione alla nota di agenzia del giorno prima”. Stiamo parlando della reazione di palazzo Chigi sul doppio caso Santanchè e Delmastro.
Santalucia entra nel merito delle note anonime. “Non credo che il ministero della Giustizia debba manifestare sconcerto, ma avendo in mano i poteri ispettivi può attivarsi chiedendo una relazione agli uffici, ma di certo deve evitare che lo sconcerto diventi pubblico e collettivo, indaghi le responsabilità del singolo e proceda”. Un chiaro invito, quello di Santalucia a Nordio, a seguire le vie istituzionali. Senza attaccare genericamente tutta la magistratura per colpe che non ha commesso.
E qui il presidente dell’Anm parla della gip di Roma – non ne cita il nome, ma si tratta di Emanuela Attura – che ha firmato la richiesta di processo per il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove contro il parere della procura che invece aveva chiesto l’archiviazione. “Quel giudice ha fatto il suo mestiere, ha esercitato il controllo della giurisdizione sull’obbligatorietà dell’azione penale. Invece la nota di via Arenula non coglie la portata di garanzia dell’istituto, e all’opposto stigmatizza negativamente il controllo del giudice. In queste critiche alla magistratura si va oltre i confini costituzionali e istituzionali”.
Santalucia prosegue, sempre con tono pacato, le sue critiche alle note anonime del governo e al loro contenuto. “Qui si consegna all’opinione pubblica l’idea che un magistrato ha esercitato in modo anomalo il suo portere-dovere che invece rappresenta un presidio e una garanzia di uguaglianza che sta alla base dell’obbligatorietà dell’azione penale. Perché un pm che pretende di non essere smentito dal giudice è fuori dalla Costituzione”.
Di fronte a tutto questo “l’Anm non può tacere, se il livello dello scontro si alza, se anche il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano (che è un magistrato, ndr), dalle colonne del quotidiano Avvenire, parla di interferenze del giudiziario nell’attività politica, e non c’è traccia di una reazione istituzionale, il silenzio sarebbe un impacciato mutismo di chi non sa reagisce a una politica muscolare di fronte a un organi di garanzia, più debole perché non basato sul consenso. Noi dobbiamo difendere la Costituzione”.
Santalucia affronta il dibattito sul garantismo e dice: “Come si può pensare che un organo di garanzia come la magistratura non sia garantista? Noi non vogliamo entrare nella polemica, noi non vogliamo alimentare lo scontro, ma solo discutere su come migliorare la giustizia”. Il presidente dell’Anm boccia la separazione delle carriere: “Il sospetto è che le riforme costituzionali vengano sbandierate non come miglioramento del sistema, ma come punizione della magistratura, ma io dico con rispetto e umiltà – perché siamo rispettosi di fronte al potere politico – che non si può andare a una riforma costituzionale in questo modo, non è il modo giusto per affrontare una discussione, meno che mai sulle riforme costituzionali”.
Santalucia chiude così il suo intervento: “È la seconda volta che difendiamo, non le toghe rosse delle procure, ma un giudice, adesso quello di Roma dopo il caso Uss a Milano (quando il Guardasigilli Nordio ha posto sotto azione disciplinare i tre giudici che avevano dato i domiciliari al russo Uss, ndr), ma dico che un giudice, che non conosco, ha fatto il suo mestiere”.
(da agenzie)

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