Gennaio 21st, 2025 Riccardo Fucile
E MELONI GENUFLESSA
Riferimenti prevedibili. Dalle deportazioni annunciate dei migranti alla cancellazione dello ius soli, dalla demonizzazione del green deal alla crociata contro la teoria transgender fino alla promessa di piantare la bandiera Usa su Marte. Ma ci crede davvero, in qualche modo, il 47esimo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al suo ritorno quasi messianico sulla scena politica americana e internazionale. L’uomo della provvidenza, sopravvissuto persino ad un attentato, per riportare negli Stati Uniti una nuova età dell’oro. Cominciando dalla guerra promessa, e ora dichiarata, al deep state. L’occhio per occhio che ora il tycoon vuole calare sulla burocrazia americana che in qualche modo considera responsabile della sua persecuzione giudiziaria e che vorrebbe rimpiazzare con la tecnocrazia della Silicon Valley. Con i Musk, i Bezos gli Zuckerberg e più in generale con i signori delle Big Tech. Un potere, ancora più forte di quello che lo ha preceduto, cresciuto sotto gli occhi dei Dem e che solo ora, con la destra al governo, la sinistra addita come nemico della democrazia. Resta semmai la subalternità anche della nuova amministrazione Usa, che ha abdicato al primato della politica in favore dei miliardi delle grandi multinazionali della tecnologia destinate a tirare i fili all’ombra di Trump per i prossimi quattro anni. In una sorta di internazionale sovranista alla cui corte è stata ammessa, unica leader europea, solo la premier italiana Giorgia Meloni. Che, con i tempi che corrono, è saltata sul carro dei vincitori. Nonostante i rischi: l’isolamento Ue e la stessa subalternità di Trump al Musk di turno.
(da lanotiziagiornale.it)
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Gennaio 21st, 2025 Riccardo Fucile
NANCY PELOSI SI INDIGNA: “E’ UNA VERGOGNA, UN INSULTO OLTRAGGIOSO AL NOSTRO SISTEMA GIUDIZIARIO”
Donald Trump ha firmato nello Studio Ovale l’ordine esecutivo per la grazia ai rivoltosi
del 6 gennaio 2021. “Speriamo che escano questa sera”, ha detto il presidente americano. Gli assalitori di Capitol Hill condannati sono detenuti in un carcere di Washington. Trump ha graziato 1.500 degli assalitori a Capitol Hill, mentre per altri sei ha commutato la pena.
Nancy Pelosi ha attaccato Donald Trump per aver concesso la grazia ai rivoltosi del 6 gennaio 2021. “E’ una vergogna”, ha scritto in un post su X l’ex speaker della Camera. “Le azioni del presidente sono un insulto oltraggioso al nostro sistema giudiziario e agli eroi che hanno subito violenze fiscihe e traumi emotivi mentre proteggevano Capitol Hill, il Congresso e la Costituzione”.
“È vergognoso che il presidente abbia deciso di fare dell’abbandono e del tradimento degli agenti di polizia che mettono a rischio la propria vita una delle sue massime priorità”, ha proseguito la democratica. “Nonostante la decisione del presidente, dobbiamo sempre ricordare lo straordinario coraggio e valore degli eroi delle forze dell’ordine che si opposero e assicurarono che la democrazia sopravvivesse in quel giorno oscuro”, ha concluso Pelosi.
(da agenzie)
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Gennaio 21st, 2025 Riccardo Fucile
LA STRUTTURA OPERERÀ ALL’INTERNO DEL GOVERNO: UN EVIDENTE CONFLITTO DI INTERESSI PER MUSK, LE CUI AZIENDE VIVONO DI SUSSIDI E FONDI STATALI… ELON SARÀ UN MEMBRO DELL’AMMINISTRAZIONE (ALTRO CHE “PRIVATO CITTADINO CHE ESPRIME OPINIONI”, COME SOSTIENE LA MELONI)
Nel marzo 2023, quando ci accolse insieme ad altri giornalisti nella sua stanza d’albergo al Cpac, la conferenza dei conservatori a Washington, Vivek Ramaswamy era uno sconosciuto. Nato a Cincinnati, in Ohio, figlio di un ingegnere e di una psichiatra, con studi a Harvard e in Legge a Yale, imprenditore delle biotecnologie indiano-americano con un patrimonio di 600 milioni di dollari, era sceso in campo per la nomination repubblicana alla Casa Bianca
Ma presto avrebbe lasciato la corsa per unirsi a Donald Trump, che lo ha chiamato a tagliare le spese del governo guidando Doge, Department of Government Efficiency con Elon Musk.
Una carica che potrebbe essere la più breve della nuova amministrazione: secondo «Politico», Ramaswamy avrebbe già deciso di lasciare il suo posto dalla prossima settimana per iniziare la corsa a governatore dell’Ohio (la corsa è prevista per la fine del 2026). Lasciando Musk solo al comando del Doge- ed evitando una convivenza che si preannunciava complicata.
Vero è che, per Ramaswamy, quella della «semplificazione» era un’ossessione: già nel 2023 proponeva di abolire il dipartimento dell’Istruzione, l’Fbi e una intera classe di burocrati federali. Era contrario all’affirmative action e a quote basate sulla razza per chi lavora per il governo; era contrario anche al condono parziale del debito studentesco deciso da Biden (lo definiva una forma di corruzione per avere il voto dei giovani).§
I possibili conflitti di interesse di Vivek (che ha interessi nel settore farmaceutico, energetico, finanza e criptovalute) avevano fatto meno notizia di quelli di Musk. Vivek è un sostenitore dei visti H1B, d’accordo con Musk e in contrasto con Steve Bannon. Curioso che siano stati entrambi premiati venerdì ai Patriot Awards a Washington, un evento a margine dell’insediamento: a differenza di tutti gli altri premiati, rimasti fino alla fine, Vivek è uscito con il figlio in braccio prima dell’arrivo di Bannon.
(da agenzie)
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Gennaio 21st, 2025 Riccardo Fucile
“NEL RICHIEDERE ALL’AMBASCIATA AMERICANA IL VISTO, IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE HA DETTO CHE IO ERO STATO IN SIRIA E IN COREA DEL NORD PER NON FARMELO OTTENERE. È UN FURBACCHIONE, MI HA TRUFFATO.”
“Sono stato contattato dall’associazione di italo americani ‘Noi con Trump’ per
raggiungerli in America ed assistere all’insediamento di Donald Trump. Mi hanno detto che dovevo esserci perché sono molto amato negli States. Io gli ho detto ‘ok, ma dovete provvedere voi al volo e all’hotel’.
Beh, mi sono fatto dare il nome dell’hotel che mi avevano detto di aver riservato, ho chiamato per sapere se era così e sapete come mi hanno risposto? ‘Lei chi è? Qui non c’è nessuna camera…” A parlare, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è l’ex senatore Antonio Razzi, che oggi a Giorgio Lauro e Geppi Cucciari ha raccontato la disavventura legata all’insediamento di Donald Trump di oggi.
“Oltre a questo c’è stato un fatto ancora più grave”. Quale? “Nel richiedere all’ambasciata americana il mio visto il presidente di questa associazione ha detto che io ero stato in Siria ed in Corea del Nord, per non farmi avere il visto. Questa persona, che non vogliono nominare – ha concluso a Un Giorno da Pecora Razzi -, è un furbacchione, praticamente mi ha truffato”.
(da Un Giorno da Pecora)
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Gennaio 21st, 2025 Riccardo Fucile
IN TUTTO 1.500 MILIARDI DI DOLLARI IN 1.500 METRI QUADRATI. UN PATRIMONIO COMPLESSIVO PARI A QUANTO LA SPAGNA PRODUCE IN UN ANNO O A TRE QUARTI DEL PIL ITALIANO
Un trilione e mezzo, ovvero millecinquecento miliardi di dollari, in poco più di millecinquecento metri quadrati. La cerimonia inaugurale di Donald Trump è stata anche una concentrazione – concreta e tangibile – di ricchezza probabilmente mai vista prima. Merito, diciamo, dei tantissimi miliardari stretti gomito a gomito nella pur accogliente Capital Rotunda del Campidoglio.
Mettete in fila l’imprescindibile Elon Musk, che anche sul patrimonio (448 miliardi di dollari, il primo al mondo per la classifica di Forbes) fa la parte del leone, un trumpiano neoconvertito come Jeff Bezos, che apporta alla cerimonia 245 miliardi, un altro illuminato sulla strada di Washington come Mark Zuckerberg con i suoi 216 miliardi e spiccioli, il finanziere e imprenditore del lusso Bernard Arnault, arrivato dalla Francia con moglie, due figli e 188 miliardi di dollari di patrimonio, il ceo di Google Sundar Pichai e i suoi 174 miliardi, e siamo già oltre il trilione di dollari.
§Ma accanto a loro anche una foltissima schiera di miliardari di “serie B”, gente che non arriva al centinaio di miliardi. Ed ecco dunque il magnate indiano Mukesh Ambani con i suoi 90 miliardi, la regina dei casinò Usa Miriam Adelson con 36 miliardi, il sempreverde Rupert Murdoch che dall’alto dei suoi “vecchi” mass media sfida i ragazzi del “tech” e siede su una ventina di miliardi, il prossimo ambasciatore Usa in Italia Tilman Fertitta, con quasi 13 miliardi, e una schiera imponente di patrimoni sotto i 10 miliardi di dollari. Tra i “parenti poveri” del club degli iper-ricchi, anche loro invitati alla cerimonia, Tim Cook di Apple con 2,2 miliardi e Sam Altman di Open AI con 2 miliardi.
Un miliardo al metro quadro nella sala del giuramento presidenziale significa anche che in un solo momento si sono trovati là patrimoni pari a quanto la Spagna o il Messico producono in un intero anno di attività o circa tre quarti del Pil italiano, sempre di un intero anno.
Ma significa anche che al posto dei venti miliardari o poco più ci sarebbero voluti 24 milioni di persone “normali” per raggiungere lo stesso patrimonio
Una media che divida i circa 500 triliardi di dollari di ricchezza globale che si stima esistano per gli 8 miliardi di abitanti della Terra dà infatti un ipotetico patrimonio pro capite di 62.500 dollari, Nel giorno in cui Oxfam presenta il suo rapporto annuale sulle diseguaglianze a Davos, l’élite dell’élite riunita in Svizzera pare poca cosa rispetto alla vero raduno di patrimoni alla corte di Trump.
(da La Repubblica)
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Gennaio 21st, 2025 Riccardo Fucile
IN UN ENORME CONFLITTO DI INTERESSI, LUI E LA MOGLIE LANCIANO LE LORO MEMECOIN E GUADAGNANO 15 MILIARDI POTENZIALI IN DUE GIORNI – DAVID SACKS, IL FUTURO ZAR PER LE CRIPTO, HA INVESTITO FIOR DI QUATTRINI NEL NETWORK, A CUI È COLLEGATO ANCHE ELON MUSK TRAMITE IL CUGINO, LYNDON RIVE, TRA I PRIMI INVESTITORI
La blockchain di Solana è una rete decentralizzata e open-source, gestita da una
comunità globale di sviluppatori, validatori e utenti. È stata fondata nel 2017 da Anatoly Yakovenko insieme a Greg Fitzgerald e altri membri del team tecnico Solana Labs, una società privata con sede negli Stati Uniti.
§Lyndon Rive, cugino di Elon Musk e co-fondatore di SolarCity, è stato uno dei primi investitori in Solana Labs. Nel luglio 2019, Rive ha partecipato a un round di finanziamento di 20 milioni di dollari per Solana Labs, contribuendo allo sviluppo iniziale del progetto. Musk è noto per il suo interesse in criptovalute come Dogecoin e Bitcoin, ma non ci sono indicazioni di un suo supporto o investimento in Solana.
Donald Trump e la moglie Melania hanno lanciato nei giorni scorsi due memecoin, “Official Trump” e “Official Melania” sulla blockchain Solana che difatti è la rete che “ospita” le più importanti memecoin
In un tweet del 2019 Trump definiva «Bitcoin privo di valore e una minaccia per il dollaro». Lo scorso luglio ha cambiato totalmente idea: «Bitcoin non è solo una meraviglia tecnologica, ma anche un miracolo di cooperazione e realizzazione umana. È come l’industria dell’acciaio di cento anni fa. Gli Stati Uniti diventeranno la capitale globale delle criptovalute e la superpotenza del Bitcoin».
Anche per questo motivo il prezzo della prima criptovaluta al mondo è tornato sugli scudi dopo la vittoria di Trump. Ieri ha aggiornato il massimo storico poco oltre i 109mila dollari (in una seduta dove Wall Street era chiusa per il Martin Luther King day e il Dax 40 di Francoforte ha aggiornato il massimo storico in Europa) sulla scommessa che Trump possa inserirlo tra le riserve strategiche nazionali, a fianco di oro e petrolio. Attualmente gli Usa detengono 203mila Bitcoin per un controvalore di 21,5 miliardi di dollari, frutto delle attività di sequestro nel corso degli anni.§Trump ha assicurato che non verranno venduti. In più la senatrice pro-crypto Cynthia Lummis ha presentato nei mesi scorsi il “Bitcoin act”, un disegno di legge volto ad accumulare Bitcoin come riserva strategica: un piano di accumulo da un milione di Bitcoin in cinque anni.§Ancor più volatile è il prezzo di “Official Trump”, la memecoin lanciata dal nuovo presidente degli Stati Uniti. Il token ha registrato un successo clamoroso passando da pochi centesimi fino a 75 dollari per poi scendere ieri violentemente intorno ai 40 dollari. La capitalizzazione del token personale del presidente è balzata a 15 miliardi. Come se non bastasse anche la nuova first lady, Melania Trump, ha lanciato la sua memecoin, Melania, che ha avuto una forte escursione ed è arrivata a raccogliere oltre 2 miliardi sul mercato.§
Cosa sono le memecoin? Sono criptovalute ispirate a meme, battute o fenomeni virali di internet. Spesso vengono create senza una particolare tecnologia innovativa, ma piuttosto come un modo per sfruttare la popolarità di un meme. Tra le più famose ci sono Dogecoin (nata come scherzo basato sul meme del cane Shiba Inu) e Shiba Inu, che si è affermata come una risposta diretta a Dogecoin.
Dogecoin è la memecoin preferita da Elon Musk che in passato con diversi tweet ha contribuito ad innescare dei pump speculativi sul prezzo. Ma non mancano i dubbi sulla correttezza di queste operazioni. Il recente lancio delle “memecoin presidenziali” sulla rete Solana ha sollevato preoccupazioni riguardo a potenziali conflitti di interesse, insider trading e nepotismo.
Una delle figure chiave coinvolte è David Sacks, nominato da Trump come “zar” per l’intelligenza artificiale e le criptovalute. Sacks, ex dirigente di PayPal e co-fondatore di Craft Ventures, ha investito in Multicoin Capital, una società di venture capital che supporta fortemente Solana.
Questo solleva interrogativi sulla sua influenza nel promuovere una criptovaluta ospitata sulla stessa piattaforma in cui ha interessi finanziari. Elon Musk, presidente del “Department of governmental efficiency” (Doge), è collegato indirettamente a Solana attraverso suo cugino Lyndon Rive, uno dei primi investitori nel progetto. Sebbene il suo coinvolgimento diretto con il token di Trump non sia chiaramente documentato, le connessioni familiari e professionali tra Rive, Musk e Sacks potrebbero indicare una rete di influenze nel settore tecnologico e delle criptovalute. Trump 2.0 dovrà quindi fare chiarezza anche su questi aspetti.
(da agenzie)
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Gennaio 20th, 2025 Riccardo Fucile
PRIMA O POI USCIRANNO I DATI DI QUANTI (IM)PRENDITORI CHE HANNO INCASSATO I PRESTITI COVID GARANTITI DALLO STATO NON HANNO RESTITUITO I QUATTRINI? O LA NOTIZIA E’ STATA SEGRETATA?
In poco meno di cinque anni di vita il reddito di cittadinanza ha raggiunto in media – considerati anche i picchi post Covid – 3,3 milioni di persone e ha evitato che 1 milione di individui precipitassero nella povertà assoluta.
Nello stesso periodo i controlli mirati della Guardia di Finanza hanno fatto individuare poco più di 60mila irregolarità: sono stati 62.215 i beneficiari segnalati alle procure e ammontano a 665 milioni di euro le cifre percepite senza averne diritto.
A fare errori o tentare di truffare lo Stato è stato, a spanne, l’1,8% dei beneficiari (o il 4% dei nuclei coinvolti).
Quanto ai soldi sottratti, considerato che la misura anti indigenza è costata nel complesso circa 34,5 miliardi le frodi hanno sottratto solo l’1,9% delle cifre stanziate. Il fenomeno di quelli che una parte della stampa e la destra di governo hanno descritto come una torma di “furbetti del reddito” è stato insomma percentualmente limitatissimo.
La Gdf come detto ha appena diffuso i dati di consuntivo post abolizione della misura, sostituita con il più avaro Assegno di inclusione e il Supporto formazione lavoro riservato ai presunti “occupabili”.
Le verifiche non sono state fatte a tappeto ma si sono concentrate su “soggetti per i quali emergano warning, ossia elevati indici di rischio” legati a diversi aspetti: assenza dei requisiti di residenza (per ottenere il reddito bisognava aver risieduto in Italia per 10 anni), presenza di condanne per uno dei reati che erano causa di esclusione dal sussidio, mancata dichiarazione di redditi, patrimoni o lavori in nero, falsità sulla composizione della famiglia.
Dal 2019 al novembre 2024 sono stati fatti su quella base 75.910 controlli mirati, accertando “contributi fraudolentemente percepiti e/o indebitamente richiesti” nel 79,5% dei casi, poco più di 60mila. L’aneddotica è suggestiva: ci sono i due che prendevano il reddito nonostante avessero vinto 1 milione giocando online, quello che l’ha chiesto nonostante una condanna per riduzione in schiavitù, il “sistema strutturato” che lo faceva percepire a quasi 300 cittadini extra Ue senza i requisiti.
Ma i 62mila denunciati sono tanti o pochi? L’incidenza percentuale vista prima dice già molto. Può aiutare anche qualche confronto con le altre frodi che impattano sulle casse pubbliche.
L’ultimo bilancio operativo della Gdf, sulle attività svolte nel 2023 e tra gennaio e maggio del 2024, dice che solo in quei diciassette mesi sono stati scoperti 8.743 evasori totali e 19.928 persone sono state denunciate per reati tributari.
Tra profitti di frodi fiscali e crediti di imposta inesistenti o ad alto rischio sono stati sequestrati oltre 8,3 miliardi. Le poco meno di 20mila indagini in materia di spesa pubblica hanno portato alla denuncia di 31mila persone e alla segnalazione di 6.345 alla Corte dei Conti.
Sono stati accertati danni erariali per oltre 3 miliardi, più di quattro volte i contributi “fraudolentemente percepiti” dai percettori del rdc nel corso di cinque anni. Guardando alle imprese, nel solo 2023 l’Inps ha recuperato contributi e premi evasi per 1,2 miliardi, il doppio rispetto al valore delle frodi sul rdc. Per non parlare delle truffe sulla cassa integrazione, per cui è imputata tra gli altri la ministra del Turismo Daniela Santanché.
Sul concetto di “frode sul reddito”, poi, bisogna intendersi. Le denunce scaturite dai controlli della Finanza non equivalgono come è ovvio a condanne. Anzi. In moltissimi casi, come raccontato dal Fatto, i processi hanno accertato che i presunti truffatori erano persone che hanno semplicemente sbagliato a compilare i moduli, a volte perché indotti in errore – o non corretti – dai Caf. Che in alcuni casi sono risultati “registi”, scrive la Gdf, della presentazione di istanze per la concessione del rdc a chi era privo di residenza.
Risultato: fioccano le assoluzioni per tenuità del fatto o perché dimostrare il dolo è impossibile, soprattutto se si tiene conto delle difficoltà linguistiche dei richiedenti stranieri denunciati proprio perché non residenti in Italia da più di dieci anni. Requisito peraltro dichiarato illegittimo dalla Corte di giustizia Ue. Tanto che il governo Meloni, quando ha varato l’assegno di inclusione, ha deciso di abbassare l’asticella a cinque anni.
(da il Fatto Quotidiano)
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Gennaio 20th, 2025 Riccardo Fucile
NON E’ CRONACA DA UNA CASA DI CURA PER TOSSICI O DI UN MANICOMIO PER PSICOLABILI, E’ LA FESTA DELL’INSEDIAMENTO DI UN PRESIDENTE
Che fosse un piano preordinato o un caso fortuito, Elon Musk si è ritrovato a seguire il
discorso d’insediamento di Donald Trump al Campidoglio al fianco del figlio minore del neo-presidente, Barron.
Sui social non è sfuggita l’abissale distanza di caratteri e modi di reagire alle parole del leader dei due: algido il 18enne, che ha appena iniziato gli studi universitari alla Stern School of Business della New York University, istrionico e a tratti incontenibile l’imprenditore.
Più di una volta, durante il discorso, Musk ha riso, applaudito, ammiccato. Ma c’è stato un momento in cui ha perso letteralmente le staffe. Per l’euforia, s’intende (o forse per altro)
È stato quando Trump ha annunciato, in purissimo stile americano, di puntare ad atterrare su Marte: di più, a «piantarci la bandiera americana». Musk, che con la sua SpaceX non nasconde di puntare proprio a quell’obiettivo, s’è lasciato andare a una grossa risata e ha mostrato i due pollici verso l’alto. Come a dire: «Avanti tutta, ci penso io»
Il comizio dal palco e il braccio teso
Come già successo in molti dei recenti eventi e comizi legati alla cavalcata di Trump, Musk ha poi preso egli stesso la parola alla grande festa del popolo MAGA organizzata dopo la cerimonia di giuramento alla Capital One Arena di Washington.
«Ecco cosa vuol dire vittoria!», ha esultato Musk salendo sul palco. «Questa non è una vittoria ordinaria, questa è una svolta per la civiltà umana. Grazie a voi per averlo reso possibile. Grazie a voi il futuro della civiltà è assicurato».
A quel punto Musk in preda a scatti poco umani si è prodotto in un altro gesto plateale di gioia, portandosi la mano prima sul cuore e poi improvvisamente verso l’alto, a destra.
Tanto che sui social molti si sono chiesti se non avesse fatto davanti alla folla trumpiana un saluto romano in pieno stile nazista.
Di certo c’è che a condividere l’impressione è stato anche il referente italiano di Musk, Andrea Stroppa. Che per qualche minuto ha addirittura “formalizzato” il saluto romano del suo idolo americano. «L’Impero Romano è tornato, a cominciare dal saluto romano», ha scritto Stroppa su X condividendo il video dell’intervento. Poco dopo però il giovane imprenditore italiano deve aver pensato di averla sparata un po’ troppo grossa. E ha eliminato il post politicamente imbarazzante.
(da agenzie)
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Gennaio 20th, 2025 Riccardo Fucile
I MILIARDARI SANCISCONO LA FINE DELLA DEMOCRAZIA E DEL LIBERISMO, USA COME LE PEGGIORI REPUBBLICHE SUDAMERICANE
C’è tutto quello che aveva annunciato: la guerra agli immigrati e il loro rimpatrio con la forza, i dazi ai Paesi stranieri, il ritiro degli Usa dall’Accordo di Parigi sul clima e una capriola all’indietro sulla transizione green.
Ma c’è anche la conquista del canale di Panama e la battaglia per ripristinare due soli generi: maschile e femminile. Il discorso di Donald Trump cancella con un colpo di spugna tutti i risultati dell’amministrazione Biden e le misure di «quell’establishment corrotto che ha portato il Paese in rovina».
Dopo un breve saluto di cortesia all’ex presidente e vicepresidente, il tycoon ha elencato punto per punto la sua rivoluzione conservatrice, accolta con applausi da quasi tutta la sala, eccezion fatta per Joe Biden, Kamala Harris e gli ex presidenti. Più che un discorso d’insediamento, quello di Trump è stato un proclama di conquista dell’America che punta a smontare pezzo per pezzo il Paese liberal, verde e accogliente dei democratici.
Gli immigrati innanzitutto. Il presidente ha annunciato che dichiarerà emergenza nazionale al confine con il Messico. Una mossa che nel 2019 gli ha permesso di finanziare la costruzione del muro e che oggi potrebbe aiutarlo a usare l’esercito ai confini. Tra le varie misure, Trump ha annunciato la fine della politica “Catch and Release”, che prevede il rilascio dei migranti in attesa dei processi per l’espulsione, e il ripristino della politica “Remain in Mexico”, che li obbliga appunta a restare in Messico in attesa della decisione.
Il Messico sembra essere uno degli obiettivi del secondo mandato da presidente. Dopo averlo citato infaustamente per la questione dei migranti irregolari, ha aggiunto che cambierà il nome del Golfo del Messico in Golfo D’America. Il presidente ha poi ribadito l’intenzione di riprendere il controllo del canale di Panama «in mano ai cinesi».
Il passo indietro sulla transizione verde
Per quanto riguarda il clima, anche qui nessuna sorpresa. Le minacce degli scorsi mesi sono diventate programmi: gli Usa usciranno dagli Accordi di Parigi, e verrà dichiarata un’«emergenza energetica nazionale» che farà ripartire le tanto controverse trivellazioni in mare (vietate da Biden) e l’estrazione di idrocarburi. Il neo presidente ha promesso di allentare subito le normative sulle auto a combustibili fossili e di annullare tutti gli incentivi sui veicoli elettrici promosse dall’amministrazione Biden.
Il gender e la razza
Nel discorso durato 20 minuti c’è stato spazio anche per le politiche identitarie e qui Trump ha fatto quello che la sua base conservatrice gli chiede: affermare che intende mettere fine alle azioni che cercano «di manipolare genere e razza». «Da oggi, la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti sarà che ci sono solo due generi: uomini e donne», ha affermato.
(da agenzie)
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