Gennaio 6th, 2025 Riccardo Fucile
“CI SONO ANCHE TANTE COPPIE GIOVANI: L’IMMATURITÀ AFFETTIVA È CRESCIUTA A DISMISURA NEGLI ANNI. GLI UNDER 35 ARRIVANO DA ME DOPO UNA SETTIMANA O QUALCHE MESE DAL MATRIMONIO. LA SCELTA DI SPOSARSI OGGI VIENE FATTA PIÙ PER LA FESTA E IL RITORNO DEI SOCIAL. LA MANCANZA DI CONSAPEVOLEZZA È OGGI L’80% DELLE CAUSE DELLE RICHIESTE DI ANNULLAMENTO”
C’era un tempo in cui un cristiano cattolico per potere ottenere l’annullamento del
matrimonio dalla Sacra Rota doveva essere economicamente molto solido, meglio ancora se con un titolo nobiliare da vantare o almeno essere famoso tra i comuni mortali. Da Carolina di Monaco a Valeria Marini, dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga alla ministra Daniela Santanchè, tanti i personaggi che hanno fatto richiesta e ottenuto il “divorzio cattolico”.
«Con la riforma voluta da papa Francesco le cose sono parecchio cambiate. Il suo motto “siate Chiesa in uscita” ben coglie lo spirito nuovo degli avvocati rotali». Elena Gavrilakos è la presidente del Piemonte degli avvocati rotali. Nel suo studio a Torino davanti al fiume a pochi passi dalla Gran Madre riceve «molte donne e giovanissime coppie che prima non si sarebbero neanche immaginate di poter sanare un dolore della loro esistenza».
Quanti casi di annullamento ci sono in regione ogni anno?
«Siamo tra le 170 e 200 richieste. Gli avvocati rotali sono 268 in tutto il mondo e le uniche due Rote sono a Roma e Madrid».
La riforma di papa Francesco ne ha cambiato la percezione anche esterna. In che modo?
«È cambiato l’approccio dei giudici sacerdoti, oggi sono più giovani quindi non c’è più la sensazione in udienza di essere giudicati moralmente, non mettono a disagio. Negli anni Novanta-Duemila gli alti prelati erano molto più tecnici, avevano meno sensibilità. L’ottica pastorale nelle udienze, invece, è entrata con papa Francesco ed è stato un bene. Ripeto spesso “lavoriamo nella verità”. Non dobbiamo vincere una causa come nel civile, qui dobbiamo essere un sostegno pragmatico e cristiano al fedele che si rivolge a noi».
Com’è cambiato il cattolico che vuole rifarsi una vita?
«Dieci anni fa per una donna con un nuovo compagno o addirittura incinta non avremmo chiesto neppure l’udienza. Oggi invece la stessa gravidanza con un nuovo compagno non è più un ostacolo, perché prevale il senso di realtà e la necessità di non colpevolizzare la donna. C’era un forte timore reverenziale e un senso del peccato che prevaleva sui drammi familiari che pur vivevano quotidianamente. E aggiungo che un tempo la nullità era più per simulazione che per reali motivazioni».
Ci racconta un caso emblematico?
«Una signora 70enne realizzata sul lavoro si è “fatta un regalo”, come ha detto lei stessa suonando al mio ufficio. Voleva finalmente sentirsi libera, togliere un peso che l’ha condizionata per anni e ha trovato in età matura la forza di affrontare una ferita sanguinante».
Coppie giovani ne riceve?
«Tantissime. Purtroppo. L’immaturità affettiva è cresciuta a dismisura negli anni. Gli under 35 arrivano da me dopo una settimana o al massimo qualche mese dal matrimonio. La scelta di sposarsi oggi viene fatta più per la festa e il ritorno dei social, piuttosto che valutando cosa significa vivere in coppia per la coppia. La mancanza di responsabilità e di consapevolezza è oggi l’80% delle cause delle richieste di annullamento».
Quanto costa affrontare una causa di nullità?
«È un altro grande passo fatto da papa Francesco. Esiste un tariffario, massimo 3 mila euro; il patrocinio è gratuito per chi è indigente».
(da La Stampa)
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Gennaio 6th, 2025 Riccardo Fucile
IL SEGRETO STA NELLE COSIDDETTE “PROTEINE DELLA SOLITUDINE” COLLEGATE ALLO STRESS, AL COLESTEROLO ALTO, ALLA RESISTENZA INSULINICA, ALL’ARTERIOSCLEROSI CHE PORTA ALL’INFARTO E PERFINO ALLO SVILUPPO DI TUMORI
Avere amici fa bene alla salute e allunga la vita. Poter contare su un’ampia rete di affetti, familiari e non, riduce il rischio di cardiopatie, ictus o diabete e rafforza il sistema immunitario che protegge dalle infezioni. Al contrario, chi ha poche relazioni sociali si ammala di più e ha più probabilità di andare incontro a una morte prematura.
Uno studio anglo-cinese pubblicato su ‘Nature Human Behaviour’ conferma l’effetto-scudo dell’amicizia e spiega da cosa dipende: il segreto sta in un set proteico che contraddistingue le persone isolate. Se la loro salute è peggiore, è proprio per colpa di queste ‘proteine della solitudine’ collegate ad esempio allo stress, al colesterolo alto, alla resistenza insulinica, all’aterosclerosi che porta all’infarto e perfino allo sviluppo di tumori.
La ricerca porta la firma di un team di scienziati delle università di Cambridge, nel Regno Unito, e di Fudan, in Cina. Attingendo alla UK Biobank, gli autori hanno analizzato i campioni di sangue di oltre 42mila adulti fra i 40 e i 69 anni esaminando in particolare i proteomi, il complesso di proteine circolanti.
Calcolando per ogni persona i punteggi di isolamento sociale (parametro oggettivo basato su precisi fattori come vivere da soli, avere pochi contatti con gli altri e un basso coinvolgimento in attività di gruppo) e di solitudine (misura soggettiva del sentirsi soli), gli studiosi hanno potuto individuare le proteine presenti a livelli maggiori nelle persone socialmente isolate o sole, e capire in che modo sono correlate a una salute più scadente. Al netto di fattori confondenti quali età, sesso e background socioeconomico, sono state così identificate 175 proteine associate all’isolamento sociale e 26 legate alla solitudine, con una sovrapposizione dell’85%.
Molte di queste proteine vengono prodotte in risposta a infiammazioni, infezioni virali e come reazione immunitaria, oltre a essere correlate a malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ictus e morte precoce, elencano i ricercatori che non si sono fermati qui. Utilizzando una tecnica statistica detta randomizzazione mendeliana per indagare la relazione causale tra isolamento sociale e solitudine da un lato e proteine dall’altro, gli scienziati hanno trovato 5 proteine specifiche per la solitudine.
“Sappiamo che l’isolamento sociale e la solitudine sono collegati a una salute peggiore, ma non abbiamo mai capito il perché – afferma Chun Shen del Dipartimento di neuroscienze cliniche dell’Università di Cambridge e dell’Istituto di scienza e tecnologia per l’intelligenza ispirata al cervello dell’Università di Fudan – Il nostro lavoro ha evidenziato una serie di proteine che sembrano svolgere un ruolo chiave in questa relazione, con livelli di alcune proteine in particolare che aumentano come conseguenza diretta della solitudine”.
Una delle proteine della solitudine – approfondiscono gli autori – è l’Adm, che secondo studi precedenti svolge un ruolo nella risposta allo stress e nella regolazione di ormoni dello stress e di ormoni sociali come l’ossitocina: il cosiddetto ‘ormone dell’amore’, antistress e alleato del buonumore.
Gli scienziati hanno rilevato una forte associazione tra l’Adm e il volume dell’insula, centro cerebrale che presiede alla capacità di percepire cosa sta accadendo all’interno del nostro corpo: maggiori sono i livelli di Adm, minore è il volume di quest’area. Concentrazioni più alte di Adm sono state collegate anche a un volume inferiore del caudato sinistro, regione coinvolta nei processi emotivi, di ricompensa e sociali.
Infine, livelli maggiori di Adm sono stati associati a un rischio più alto di morte precoce. Un’altra delle proteine della solitudine, Asgr1, è correlata al colesterolo alto e a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Altre ancora sono svolgono invece un ruolo nello sviluppo della resistenza insulinica anticamera del diabete, nell’incrostazione delle arterie alla base dell’aterosclerosi e nella progressione del cancro.
“Queste scoperte – commenta Per Barbara Sahakian del Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Cambridge – sottolineano l’importanza del contatto sociale per mantenerci in salute. Sempre più persone di tutte le età riferiscono di sentirsi sole. Ecco perché l’Organizzazione mondiale della sanità ha descritto l’isolamento sociale e la solitudine come un problema di salute pubblica globale. Dobbiamo trovare modi per affrontare questo problema crescente e mantenere le persone connesse per aiutarle a rimanere in salute”.
(da agenzie)
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Gennaio 6th, 2025 Riccardo Fucile
NON SOLO: LE AZIENDE DOVRANNO FARE I CONTI ANCHE CON IL DIVERSO VALORE CHE LE PERSONE ATTRIBUISCONO AL LAVORO E AL TEMPO … TUTTO CIÒ RENDERA’ NECESSARIO PER LE AZIENDE TROVARE IL MODO DI ATTRARRE I CANDIDATI
Se a lungo ha prevalso una svalorizzazione del lavoro con retribuzioni ferme, nel futuro
nuovi equilibri potrebbero generare condizioni che rivalorizzano i salari. A dirlo è il secondo report dell’Osservatorio Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura), realizzato in collaborazione con il Censis. I nuovi equilibri in questione saranno determinati dal calo demografico che ridurrà progressivamente i bacini dei candidati e dal diverso valore che le persone attribuiscono al tempo. Il surplus di domanda di lavoro rispetto all’offerta, in prospettiva, potrebbe generare un rialzo delle retribuzioni e con esse dei contributi, con effetti positivi anche sulla previdenza. «In Italia abbiamo un tema importante che è quello dei salari troppo bassi», evidenzia Roberto Diacetti, direttore generale di Enpaia
Negli ultimi vent’anni in Italia le nascite sono precipitate, fino a scendere sotto le 380mila nel 2023, si legge nel report. La nuova struttura demografica impatta sulla creazione e redistribuzione della ricchezza ma anche sulla forza lavoro disponibile per le imprese che nel 2050 si ridurrà di 2 milioni e 200mila unità. Oltre alla riduzione dei bacini di candidati, però, le imprese dovranno fare i conti con il diverso valore che le persone attribuiscono al lavoro e al tempo. La rarefazione dell’offerta di lavoro farà aumentare non solo il suo valore economico in funzione dell’aumento della domanda, con un conseguente aumento delle retribuzioni, ma spingerà le imprese verso nuove strategie per attrarre i candidati.
Guardando a chi ha già vissuto il primo tempo della vita, fino alla pensione, il report fa emergere un contesto sociale dove ci sono opinioni diverse sul pensionamento, dovute in parte a ragioni economiche, in parte alla soddisfazione professionale. Una quota molto elevata, il 70%, degli italiani afferma che si debba consentire ai pensionati, se lo vogliono, di continuare a lavorare. Questa quota raggiunge addirittura l’80% tra gli over 64. Dall’altro lato, però, l’innalzamento dell’età di pensionamento viene vissuta nel 65,1% dei casi come «una costrizione alla libertà individuale» (a dirlo è il 69,6% nella fascia dai 35 ai 64 anni). Di qui la richiesta di poter scegliere con maggiore flessibilità, di essere attivi nei diversi ambiti della sfera sociale, mercato del lavoro incluso, senza che l’età sia un fattore discriminante. Ma anche, d’altro canto, di potersi ritirare prima.
La sostenibilità della previdenza
Ritornando ai temi previdenziali, dal report Enpaia Censis emerge che oltre l’80% degli italiani teme che la sostenibilità della previdenza potrebbe affrontare qualche difficoltà, visto il gap tra giovani e anziani. Attualmente il 46,8% dei pensionati ritiene la propria pensione inadeguata alle esigenze di vita. Tenuto conto delle prospettive future, le persone cercano forme integrative dei redditi pensionistici, per far fronte al rischio di un downgrading della qualità di vita. Così, in Italia, il sistema di previdenza complementare continua crescere in termini di iscritti e di contributi, mostrando una sostanziale solidità. Nel 2023 sono 9.571.353 gli iscritti alla previdenza complementare, il 3,7% in più rispetto all’anno precedente, per un totale di quasi 11 milioni (10.690.199) di posizioni in essere che, tra il 2013 e il 2023, sono cresciute del 72,3%.
Di conseguenza si incrementa anche il montante delle risorse destinate alle prestazioni (+3,5%), che in valore assoluto supera i 224 milioni di euro (224.392.000), pari a un importo medio per posizioni in essere di 20.990 euro. Se prendiamo il caso Enpaia, l’ente gestisce un patrimonio complessivo di 2,5 miliardi di euro. Negli ultimi cinque anni ha aumentato il numero di iscritti tra impiegati e dirigenti del 7%, arrivando oggi a 45mila. Le imprese iscritte sono invece oltre 9mila e nello stesso periodo sono cresciute del 6%.
(da il Sole24ore)
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Gennaio 5th, 2025 Riccardo Fucile
LA SEDICENTE “PATRIOTA CHE DOVEVA LOTTARE CONTRO I POTERI FORTI” FA UN FAVORE AL PIU’ GRANDE MILIARDARIO AL MONDO, VINCOLANDO UN SETTORE STRATEGICO A INTERESSI STRANIERI
Le discussioni sono in corso e non è stato raggiunto un accordo finale sul contratto quinquennale, ma il blitz della premier Meloni negli Usa per incontrare Trump ha sbloccato anche un dossier fermo, almeno da quanto annuncia l’agenzia Bloomberg.
Il governo italiano sta per definire con SpaceX, società che fa parte dell’universo di Elon Musk, un accordo per avere servizi nelle telecomunicazioni. Il progetto sarebbe già stato approvato dai servizi segreti italiani e dal ministero della Difesa, mancherebbe solo la firma di Musk, fondatore di SpaceX.
E sarebbe il più grande progetto del genere in Europa. Un bel regalo per Musk I negoziati, rimasti bloccati fino a poco tempo fa, sembrano aver fatto progressi dopo che sabato la premier Meloni ha fatto visita al presidente eletto Trump in Florida.
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, i funzionari italiani stanno negoziando un accordo da 1,5 miliardi di euro per fornire all’Italia una gamma completa di sistemi di crittografia di alto livello per i servizi telefonici e Internet utilizzati dal governo.
Il piano include anche servizi di comunicazione per l’esercito italiano nell’area del Mediterraneo, nonché l’implementazione in Italia dei cosiddetti servizi satellitari direct-to-cell, da utilizzare in caso di emergenze come attacchi terroristici o calamità naturali.
Il possibile accordo è in fase di revisione da metà 2023. Secondo Bloomberg l’accordo osteggiato da alcuni funzionari italiani preoccupati di come l’accordo potrebbe svalutare le imprese nazionali ed europee.
Solo quest’anno, SpaceX ha aggiunto più di 20 nazioni, dal Ghana all’Argentina, al suo servizio Internet satellitare Starlink. Ora serve più di 4 milioni di persone in oltre 100 paesi e territori, ricoprendo il globo di servizi a banda larga, soppiantando gli operatori di telecomunicazioni tradizionali e superando le nuove sfide di Amazon.com e dei rivali degli stati nazionali come la Cina.
Oggi SpaceX offre il suo servizio Starlink per applicazioni commerciali che spaziano dai servizi Internet residenziali alle spedizioni marittime e aeree, e sta inoltre sviluppando un prodotto chiamato Starshield per la difesa e per usi sensibili.
Sta conquistando il mercato globale delle comunicazioni satellitari grazie a un potente mix di progressi tecnologici e astute manovre imprenditoriali, nonché alla crescente influenza politica di Musk che ha stretto rapporti diretti con la premier Meloni. L’Italia è uno dei mercati più competitivi al mondo per gli operatori telefonici, che da anni lottano con profitti in calo.
L’anno scorso, Starlink ha accusato Telecom Italia di ostacolare il lancio dei suoi servizi internet ad alta velocità.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2025 Riccardo Fucile
LE POSIZIONI PROGRESSISTE TENDONO AD AUMENTARE CON GLI ANNI DI STUDIO: NON È UN FENOMENO ESCLUSIVO DELL’OCCIDENTE: È DIFFUSO ANCHE IN COREA DEL SUD, CINA E TUNISIA
Le giovani donne sono sempre più progressiste, mentre gli uomini della stessa età
tendono al conservatorismo. Una serie di studi ha rivelato un divario potenzialmente drammatico tra i sessi ovunque. La guerra generazionale non è quella che sembra. Non si sta svolgendo tra gli ultracinquantenni, definiti “boomers”, e gli under 25, ma all’interno dei giovani stessi, tra i due sessi. Una serie di studi e sondaggi pubblicati dalla stampa anglosassone ha esaminato questo sconcertante fenomeno. Scrive Le Monde
Si potrebbe riassumere così: le ragazze sono sempre più progressiste, mentre i ragazzi della stessa età sono sempre più conservatori. Un sondaggio Gallup pubblicato dal Financial Times scorso rivela che le donne americane di età compresa tra i 18 e i 30 anni sono 30 punti più liberali (nel senso americano, cioè a sinistra) rispetto ai loro colleghi maschi. Sei anni fa questo divario culturale e politico non esisteva.
È inoltre più alto di 30 punti in Germania e di 25 punti nel Regno Unito, non ha equivalenti tra le donne più anziane e non è un fenomeno esclusivo dell’Occidente: è altrettanto diffuso in Corea del Sud, Cina e Tunisia, sottolinea il quotidiano, analizzando una serie di dati sull’argomento. Ovunque si sta aprendo un divario potenzialmente drammatico tra giovani donne e giovani uomini.
Questo è senza dubbio in parte il risultato di #metoo. Questo movimento non solo ha liberato le donne a parlare di molestie, ma ha anche legittimato il senso di ingiustizia provato da coloro che non esitano più a esprimerlo.
È indubbiamente in parte il risultato di #metoo. Questo movimento non solo ha liberato le donne a parlare di molestie, ma ha anche legittimato il senso di ingiustizia provato da coloro che non esitano più a parlare. A ciò si aggiunge il divario educativo. Le posizioni progressiste tendono ad aumentare con gli anni di studio. Secondo Eurostat, le donne europee di età compresa tra i 25 e i 34 anni hanno più titoli di studio superiori rispetto agli uomini della stessa età: il 46% contro il 35%.
Nonostante questi progressi, le disuguaglianze di genere rimangono elevate. Nel 2022, il salario medio delle donne francesi era inferiore del 23,5% rispetto a quello degli uomini francesi. Le madri sono responsabili dell’80% delle famiglie monoparentali nel nostro Paese; il 20% delle donne – e il 34% quando hanno figli – cade in povertà al momento del divorzio, rispetto all’8% degli uomini, secondo uno studio pubblicato dalla Fondation des femmes il 14 marzo. Le pensioni delle donne sono inferiori del 28% rispetto a quelle degli uomini, e addirittura del 40% se si escludono le pensioni di reversibilità.
Ma questo non ha impedito un contraccolpo da parte di alcuni uomini contro l’emancipazione femminile. Ne è testimonianza l’ascesa dei movimenti maschilisti, che sostengono una concezione virilista del mondo e delle relazioni. Peggio ancora, questo divario di valori tra i giovani sta già avendo conseguenze palpabili nell’arena politica.
Secondo l’Economist del 13 marzo, in Germania e in Francia gli uomini al di sotto dei 30 anni si stanno orientando verso i movimenti di estrema destra più dei loro coetanei. Il settimanale britannico sottolinea anche un dato: il 72% delle giovani donne americane che hanno votato alle elezioni generali del 2022 ha sostenuto il candidato democratico, rispetto al 54% dei giovani uomini. Nel 2008 la differenza era quasi nulla. In Portogallo, il partito populista di destra Chega ha prosperato alle elezioni generali del 10 marzo grazie al massiccio sostegno di elettori giovani e poco istruiti.
È come se alcuni lavoratori sotto i 30 anni che si sentono esclusi dalla globalizzazione, che hanno poche qualifiche e che provengono da regioni industriali in perdita, rivolgessero il loro risentimento contro le donne, in particolare quelle istruite ed emancipate. È difficile non pensare alla frase che l’attivista femminista Claudine Monteil ha attribuito a Simone de Beauvoir: “Basterà una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne, i nostri diritti, siano messi in discussione. Per tutta la vita, bisogna rimanere vigili”.
Personaggi politici come Donald Trump stanno già prosperando sulla rabbia di questi giovani uomini; il diritto all’aborto è in fase di arretramento negli Stati Uniti e minacciato in Italia. L’apparato che potrebbe erodere decenni di emancipazione femminile e la marcia verso l’uguaglianza viene messo in atto sotto i nostri occhi, nel cuore stesso delle democrazie. È necessaria una vigilanza beauvoiana. Ma potrebbe non essere sufficiente.
(da Le Monde)
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Gennaio 5th, 2025 Riccardo Fucile
A SVOLGERE UN RUOLO FONDAMENTALE SAREBBE UN ALTRO INGEGNERE IRANIANO, MAHDI SADEGHI, CHE AVREBBE AIUTATO ABEDINI
Della storia di Mohammad Abedini, l’ingegnere iraniano arrestato a Malpensa su mandato degli Stati Uniti, restano alcuni aspetti da chiarire. Si è scritto ieri, su questo giornale, della sua carriera folgorante nell’industria militare, alla guida dell’azienda “Sdra”, e del rapporto con i suoi principali clienti, i Pasdaran.
Washington l’accusa di aver esportato illegalmente tecnologie americane in Iran, fornendo un supporto all’associazione terroristica delle Guardie della rivoluzione. Ma Abedini, per quanto intraprendente e potente sia diventato, non può aver fatto tutto da solo. Quella che segue è quindi la ricostruzione degli eventi fornita da un resoconto delle indagini condotte dall’unità di controspionaggio dell’Fbi di Boston, di cui La Stampa è in possesso.
Nella storia di Abedini svolge un ruolo da protagonista un altro ingegnere iraniano, Mahdi Sadeghi. È laureato all’Università di Teheran e ha un dottorato alla Michigan University dove da ricercatore guida un progetto per lo sviluppo di Mav, droni poi rimpiazzati dai moderni Uav. Vive in Massachusetts e qui nel 2015 fonda insieme a due soci la “Tacit Motion”, un’azienda che si dovrebbe occupare di sensori di movimento per il fitness.
Nell’agosto dello stesso anno chiede e ottiene un prestito da 790 mila dollari dalla “Fondazione nazionale per le élite iraniane”, un ente governativo di Teheran sospettato di svolgere un ruolo di scouting per i Pasdaran. L’accordo dietro questo prestito prevede – secondo l’Fbi – che Sadeghi crei una società gemella di “Tacit Motion” in Iran e che condivida la proprietà intellettuale dei prodotti che svilupperà negli Usa.
I due soci di Sadeghi sanno di essere entrati nel territorio dell’illegalità. Subito dopo aver ricreato l’azienda di sensori per il fitness a Teheran, nel 2016 viene messo in contatto con Abedini e la sua “Sdra”, che già da anni progetta componenti di missili balistici per i Pasdaran. [Prima, però, devono fidarsi l’uno dell’altro.
Così, Sadeghi firma un contratto da 250 mila dollari per acquisire da Sdra firmware e prototipi di hardware. Poi, nel dicembre 2016, ordina del materiale elettronico da un’azienda statunitense e nella bolla di spedizione del pacco, che arriva in Massachusetts, si specifica che alcuni di quei prodotti verranno esportati e viene segnato come “riferimento cliente” la Sdra per due di quei prodotti. Il 2 gennaio 2017 vola quindi a Teheran, per tornare negli Usa il 10 gennaio, portando con sé – sospettano gli Usa – i due materiali per Abedini, violando i divieti di esportazione.
Abedini ora sa che può contare su Sadeghi e tra il 2 e il 10 gennaio lo invita spesso nella sede della Sdra. In almeno tre occasioni, infatti, l’Fbi registra che Sadeghi consulta le sue mail dall’indirizzo IP della Sdra. E anche dopo la partenza di Sadeghi, i due restano in contatto.
Nell’agosto 2017 Sadeghi parla a Abedini della sua idea: una collaborazione tra la sua Tacit Motion e l’azienda americana A.D. […] Sadeghi dice di avere un contatto in quell’azienda: un suo ex compagno della Michigan University. È un’occasione perfetta.
L’inasprimento delle sanzioni americane voluto da Donald Trump nel maggio 2018 porta a un’accelerazione. Abedini, pochi mesi più tardi, fonda una nuova società in Svizzera, la Illumove: una vetrina europea per poter ricevere materiale elettronico dagli Usa e – si sospetta – esportarlo in Iran. Ma l’obiettivo – secondo l’Fbi – è più ambizioso: infiltrarsi in una delle più importanti aziende tecnologiche americane.
Sadeghi continua quindi a lavorare sul suo contatto in A.D. e nel marzo 2019 (un mese dopo essere stato di nuovo a Teheran nella sede della Sdra) ottiene il primo successo: riesce a farsi assumere in A.D. come ingegnere. Si è aperta una breccia. E i due la sfruttano. Sadeghi presenta Abedini come Ceo della Illumove, ne tesse le lodi, fino a ottenere nell’agosto 2021 un contratto di collaborazione tra A.D. e Illumove.
Abedini dovrà sviluppare uno strumento per valutare prodotti di A.D., che si chiamerà “Evaluation Board Project”. A.D. inizia quindi a inviare materiale in Svizzera e i viaggi di Abedini da Losanna a Teheran aumentano. Tra i prodotti inviati ci sono sensori e semiconduttori che verranno utilizzati, poi, sul sistema di navigazione Sepehr prodotto dalla Sdra e venduto ai Pasdaran per i loro droni militari.
Compreso quello che ucciderà nel gennaio 2024 tre militari americani in una base in Giordania. Quando l’Fbi recupera e analizza il chip di quel drone, estrapola dei dati dal microcontroller e scopre che è stato prodotto dalla Sdra
Abedini intanto è lanciato e a nome di Illumove propone alla A.D. di sviluppare prodotti che ha già creato, come «NavStudio», un sistema di navigazione sviluppato dalla Sdra iraniana e che può essere applicato al sistema Sepehr per droni militari. Mette quindi al lavoro sul progetto i dipendenti della Sdra a Teheran, pagandoli in dollari americani. E i dipendenti si lamentano.
Condivide con i dipendenti della Sdra, da marzo 2022 ad aprile 2024, innumerevoli schede tecniche e informazioni su prodotti della A.D., anche se “riservati” o etichettati dal governo Usa come «materiale antiterrorismo». Nell’indagine Fbi ci sono nomi, numeri, date, mail, documenti. E su queste prove dovrà decidere la Corte d’Appello di Milano se estradare Abedini negli Usa o se, come prova a dire Teheran, sono solo «false accuse».
(da La Stampa)
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Gennaio 5th, 2025 Riccardo Fucile
“MR. TESLA” VOLEVA DONARE 100 MILIONI DI DOLLARI A “REFORM”: COME MAI ADESSO SI SCHIERA CONTRO L’EX FRONTMAN DELLA BREXIT? FARAGE AVEVA ESPRESSO UNA CRITICA A MUSK
In un intervento a sorpresa, meno di tre settimane dopo l’incontro di Musk con Farage
nella casa di Donald Trump in Florida, in mezzo alle voci di una donazione da 100 milioni di dollari a Reform UK, Musk ha scritto su X: “Il partito Reform ha bisogno di un nuovo leader. Farage non ha la stoffa per farlo”.
Non è chiaro cosa abbia spinto Musk, che di recente ha twittato numerose volte sulla politica britannica, a cambiare idea sul leader del partito. Di recente Farage è andato contro Musk, che ha etichettato l’agitatore di estrema destra anti-Islam Tommy Robinson come “prigioniero politico”.
Parlando prima del tweet, Farage ha detto che Musk, che ha definito Phillips un “apologeta del genocidio dello stupro” e ha detto che Starmer è “complice dello stupro della Gran Bretagna”, ha riportato la libertà di parola sui social media da quando ha acquistato Twitter, che ha rinominato X. E ha aggiunto: “La libertà di parola è tornata. Beh, potete trovarla offensiva, ma è una cosa buona, non una cosa cattiva”.
Farage, parlando dopo essersi rivolto ai sostenitori della conferenza di Reform a Chelmsford sabato, ha descritto il linguaggio di Musk come “termini molto, molto duri”, ma ha indicato che sarebbe stato considerato inaccettabile solo se fosse stato ritenuto un incitamento alla violenza.
“Nella vita pubblica si dicono cose dure”, ha detto. “Quelli di sinistra hanno lanciato questo tipo di sberleffi alla destra per molti, molti decenni e continueranno a farlo”.
Farage ha detto di pensare che Musk avesse un motivo nel definire Starmer complice dell’incapacità di perseguire rapidamente le bande che hanno preso di mira giovani ragazze in una serie di città del Regno Unito, a causa del ruolo del primo ministro come direttore delle procure prima di diventare un politico.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2025 Riccardo Fucile
I NUMERI PRESENTATI DAL LEADER DEL CARROCCIO SONO QUELLI DI POLSTRADA E CARABINIERI, CHE RAPPRESENTANO IL 34% DEGLI INCIDENTI CON LESIONI… L’ASSOCIAZIONE SOSTENITORI E AMICI DELLA POLIZIA STRADALE: “I MORTI REGISTRATI NEI PRIMI 15 GIORNI DALL’ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO CODICE DELLA STRADA SONO ALMENO 111, PIÙ DEL DOPPIO DEI 50 DICHIARATI DAL MINISTRO”
“Nei primi 15 giorni di vigore del nuovo Codice della strada i morti sono diminuiti del 25%“. Matteo Salvini esulta da giorni. In una diretta social il ministro delle Infrastrutture e vicepremier passa in rassegna i dati: “50 vittime” in incidenti stradali contro le “67 dello stesso periodo” del 2023. Numeri che confermano che “ne sta valendo la pena, significa fare del bene, significa fare buona politica“, è il suo commento, ribadito anche oggi.
Ma è l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale (Asaps) a smentirlo: “Tale dichiarazione appare fuorviante ed imprecisa“, spiega il presidente Giordano Biserni. I dati presentati da Salvini “rappresentano solo quelli rilevati da Polstrada e Carabinieri, che sono il 34% degli incidenti con lesioni, in quanto il restante 66% viene rilevato dalle Polizie Municipali” che riguardano “gli scontri con lesioni in ambito urbano dove maggiori sono le collisioni stradali con morti e feriti”.
Asaps così presenta un report, sviluppato in collaborazione con l’Associazione Lorenzo Guarnieri onlus, dal quale risulta che i morti registrati nei primi 15 giorni dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada “sono almeno 111, più del doppio dei 50 dichiarati dal ministro“. I dati pertanto “mostrano una stabilità rispetto al 2023 e non una riduzione del 25%, della quale peraltro saremmo stati molto felici”, sottolinea l’associazione.
“Tale rilevamento peraltro – viene fatto presente – sottostima la mortalità in quanto non tiene conto dei morti entro 30 giorni dall’evento”. Guardando a dati relativi al periodo dal 14 dicembre (data di entrata in vigore del nuovo Codice) al 28 dicembre, nel 2024 sono state così registrate 111 vittime in 103 scontri mortali, contro i 110 morti im 97 incidenti dello stesso periodo del 2023. Addirittura uno in più rispetto allo scorso anno. E il discorso non cambia includendo anche io giorni fino al primo gennaio 2025: 134 morti in 125 incidenti mortali, contro 131 vittime in 115 collisioni mortali dal 14 dicembre 2023 al primo gennaio 2024. Tre in più. “Sulle strade italiane purtroppo si continua a morire come nel 2023“, commenta Asaps.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2025 Riccardo Fucile
IL WEB È PIENO DI SITI CHE OFFRONO PACCHETTI DI VOTI PER RISTORANTI, HOTEL E ALTRE STRUTTURE… SI STIMA CHE OLTRE 1,3 MILIONI DI RECENSIONI SU “TRIPADVISOR” SIANO FALSE, IL 4,3% DI QUELLE COMPLESSIVE, UN DATO IN CRESCITA RISPETTO AGLI ANNI PRECEDENTI
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D’altro canto, garantisce l’agenzia «con sedi a Roma e New York», ormai «più dell’80% degli utenti Internet consulta le recensioni dei clienti e le loro stelle su un sito prima di andarci. I buoni commenti aiutano a indirizzare questi utenti alla tua piattaforma». Secondo un sondaggio di Fipe-Confcommercio il valore percentuale è del 65%
Questa è l’offerta low cost, perché le agenzie considerate di alto livello – GetAFollower, Media Mister o Buy Real Media – chiedono anche 57 euro a recensione su TripAdvisor. L’aspetto curioso è che non necessariamente si possono acquistare soltanto recensioni a 5 stelle. Sono in commercio anche quelle a 1 o 2 stelle
Una delle ricerche più recenti della stessa TripAdvisor – il Review transparency report datato 2022 – sostiene che «oltre 1,3 milioni di recensioni al mondo sono risultate false», ovvero il 4,3% di quelle complessive, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti […] Ma c’è un elemento importante: i pareri manipolati perché a pagamento in realtà sono stati appena 24.500, e l’Italia è tra i primi Paesi al mondo, quinta,
È un grande bazar, insomma, quello delle recensioni, se non fosse che di mezzo c’è autenticamente la credibilità: del ristoratore e del cliente. Il ristoratore mettendoci la faccia, il cliente spesso l’anonimato.
Chi non si è piegato a una pioggia di improvvise recensioni negative – dopo centinaia di giudizi positivi – è il ristoratore dell’Hostaria Ducale di Genova, Enrico Vinelli. Che ha fatto causa (vincendola) a Google. «Improvvisamente mi sono arrivati decine di giudizi negativi, ma non credibili – racconta Vinelli – Un sedicente cliente addirittura diceva di “aver mangiato qui la peggiore pizza di Roma”. Erano tutte in inglese, fioccavano una dopo l’altra».
A quel punto l’imprenditore si rivolge a Google chiedendo di verificare le recensioni, ma il colosso dice che non è così, in fondo quelle recensioni non hanno contenuti offensivi. Si arriva in procura e, dimostrata la falsità dei contenuti, Google viene costretta a rimuovere le recensioni lasciate da un cosiddetto “bot”, e, si legge nell’ordinanza, «usando l’ordinaria diligenza, ne avrebbe potuto facilmente riconoscere la falsità, provvedendo quindi autonomamente alla loro eliminazione».
Altri casi arrivano in ordine sparso da ogni parte d’Italia: c’era un autista di autobus romagnolo (condannato) dietro decine di recensioni negative al ristorante Artrov di Rimini, reo di non somministrare spritz, mentre era un vicino di casa indispettito dalla musica che proveniva dal locale a scrivere «Very bad… pessimo» dell’agriturismo di Jesi “bocciato” nelle recensioni.
C’è di tutto, insomma ma in generale il problema secondo i ristoratori è uno: «Chiunque può lasciare una recensione in forma anonima, mentre piattaforme come The Fork sono sulla carta più affidabili perché offrono un servizio di prenotazione. Il cliente, arrivato al ristorante, viene “segnato” presente e solo a quel punto potrà scrivere una recensione».
Sulla carta sicuro, ma siccome non sempre è solo il cliente ad avere torto, c’è chi ha scoperto un inganno: può essere lo stesso ristoratore a prenotare – magari usando il nome di un conoscente o di un parente – quindi segnalare l’arrivo del presunto cliente con l’apposita app, pagare 2,50 euro di commissione e infine liberare il tavolo. E rilasciare un giudizio (positivo). In fondo, business is business: e 2,50 euro è meglio dei 57 euro proposti dalle agenzie di vendita recensioni.
(da agenzie)
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