MATTEO RENZI RANDELLA LA PREMIER E PIANTEDOSI: “QUANDO GLI ELETTORI TI DICONO ‘NO’ NON SI FANNO I VIDEO CON GLI UCCELLINI, SI VA AL QUIRINALE E CI SI DIMETTE”
“LA PREMIER HA MESSO LA FACCIA SULLA SCONFITTA AL REFERENDUM? SÌ, QUELLA DI DELMASTRO, SANTANCHÈ E BARTOLOZZI. IL GOVERNO ‘VINAVIL’ HA UNA DATA DI SCADENZA MOLTO CHIARA, TRA POCO TOCCA A NOI”
“Meloni ha fatto in Parlamento il primo comizio della campagna 2027. La premier non governa il Paese (e si vede dai risultati), ma si diverte a provocare l’opposizione. È una sfida che va raccolta a viso aperto. Le rispondo alle 14.15 dal Senato in diretta televisiva e sui social”. Così Matteo Renzi su X.
Renzi, contro il governo c’è un ‘no’ che rimbomba, dopo il referendum
“A sentire il suo intervento oggi, uno si immaginerebbe che il suo governo gode di consenso, invece la verità è che c’è stato un ‘no’ grosso come una casa che cambia la storia politica di questa legislatura come in altre vicende i ‘no’ referendari hanno fatto negli anni. E se lo faccia dire da un esperto della materia”.E sempre riferendosi alla sconfitta al referendum sulla giustizia, ha aggiunto: “Questo è un ‘no’ che non riaccende ma rimbomba per i prossimi 15 mesi tutti i giorni”.
“Signora presidente del Consiglio, lei ha preso il 26% alle Politiche, la stessa percentuale di Bersani nel 2013. Perché allora dice che ha una maggioranza più stabile? Perché la sinistra si è divisa in tre parti e lei ha capito questo punto e oggi ha menato sulle opposizioni, perché si rende conto che se le opposizioni stanno insieme – magari scegliendo un leader alle primarie – lei va a casa e altro che un ‘no’ che l’accende, quello è un ‘no’ che la spegne”. “Avete una possibilità per restare in piedi, quella di far dividere l’opposizione. Perché se l’opposizione sta unita, il ‘no’ che rimbomba è un no che da qui al 2027 vi porterà a fare le valigie. Il governo Vinavil ha una data di scadenza molto chiara, tra poco tocca a noi”.
Il no citato da Renzi è quello del voto al referendum che ha bocciato la riforma della giustizia a marzo. E poco prima aveva detto rivolgendosi alla premier: “Io ho apprezzato la sua frase ‘Il sì conferma, il no riaccende’: l’ho trovata meravigliosa per i Baci Perugina. Per la politica, no. Presidente, il no se lo faccia dire non riaccende, il no rimbomba. E rimbomba per i prossimi 15 mesi tutti i giorni”.
“Quando gli elettori ti dicono no non si fanno i video con gli uccellini, si va al Quirinale e ci si dimette”
“La presidente -ha aggunto – dice che ci ha messo la faccia? Si, quella di Delmastro, Santanché, Bartolozzi. Siete tornati giustizialisti appena sono arrivati gli exit poll…”.”Fa bene – ha aggiunto in un altro passaggio – a chiedere lealtà sulla sua famiglia, io non ho mai attaccato la presidente ne’ per suo padre, madre, figlia e se vuole sapere chi attaccava le famiglie altrui riunisca il gruppo di FdI. Non ci venga a fare la morale”.
Renzi, Meloni ha fatto mettere la faccia agli altri, no a lezioni di garantismo
“La presidente del Consiglio dice oggi: ‘Ci ho messo la faccia’. Ma è quella della Santanchè. Dice così, ma la faccia è quella di Del Mastro, della Bartolozzi” e quindi “il dato di fatto è che la presidente del Consiglio non ci ha messo la faccia lei, l’ha fatta mettere agli altri. Eppure dice qui oggi – questa è una delle frasi più belle che§mi sono segnato – ‘Rimaniamo saldamente garantisti’ e qui una risata vi inseguirà. Presidente, lei è quella di Bibiano, non venga a dire garantismo a noi.
Lei è quella di Bibiano, il capo della Lega è il capo di un movimento che si è presentato in Parlamento 30 anni fa con il cappio e persino l’altro vicepresidente del Consiglio, che doveva essere l’unico a mantenere il profilo garantista, è riuscito alla Camera a dire: ‘Io sono una persona perbene perché non mi hanno mai indagato’. Voi siete tornati giustizialisti appena sono usciti gli exit poll, tant’è vero che avete fatto dimettere i tre indagati”.
“La verità è che la presidente del Consiglio fa bene a chiedere lealtà da parte delle altre forze politiche a proposito della sua famiglia e io qui voglio dirlo con molta chiarezza: io non ho mai attaccato la presidente del Consiglio né per suo padre o per sua madre né per la figlia.
Il punto vero, presidente, se vuole sapere chi attacca le famiglie degli avversari, riunisca il gruppo di Fratelli d’Italia, vada a vedere i video che lei faceva contro di noi, contro i cognati, contro le persone care. Presidente del Consiglio, non ci venga a fare la morale sul garantismo lei a noi, abbia il coraggio di dire: ‘Ho un governo nel quale non sono contenta di molti ministri, ma devo tenerli perché punto al record della longevità che è un fatto politico’”§”Meloni è in difficoltà, il ‘No’ ti insegue, il ‘No’ rimbomba. Dopo una botta del genere io non ero lucido”. Lo ha detto il leader di Italia viva Matteo Renzi, parlando con i giornalisti in Transatlantico al Senato, dopo il suo intervento sull’informativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, facendo riferimento all’esito del referendum sulla giustizia. “Mi ero preparato una battuta per Meloni ma non l’ho detta in Aula. Le volevo dire che il suo problema è Conte ma non Giuseppe Conte…”, ha spiegato l’ex premier, facendo riferimento al caso Conte-Piantedosi.
(da agenzie)
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