ABDERRAHIM FAKIR AVEVA I POLMONI PIENI DI SANGUE. SONO I RISULTATI DELLA TAC PRE-AUTOPSIA SUL 42ENNE MAROCCHINO MORTO DURANTE UN INTERVENTO DELLA POLIZIA A BOLOGNA. L’ELEMENTO RAFFORZA L’IPOTESI CHE L’UOMO POSSA ESSERE MORTO SOFFOCATO DAL SUO STESSO SANGUE. UNO SCENARIO COERENTE CON QUANTO SI VEDE IN DIVERSI VIDEO
NELLA CASA DI FAKIR, CHE AD AGOSTO AVEVA APPUNTAMENTO CON LO PSICHIATRA, NON C’ERA DROGA… L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA DENUNCIA “INTERFERENZE” DA PIANTEDOSI: “QUESTO È DIVENTATO UN CASO DI STATO”
Abderrahim Fakir aveva i polmoni pieni di sangue. Sono i primi esiti della Tac, prima che iniziasse l’autopsia. Un elemento che rafforza l’ipotesi che il 42enne possa essere morto soffocato dal suo stesso sangue. Uno scenario che sarebbe coerente con quanto si vede in diversi video girati sia dai residenti sia dalla bodycam privata di uno dei due agenti intervenuti in via Svevo domenica pomeriggio.
Fakir all’inizio dell’intervento, quando viene atterrato, non ha sangue in volto. Successivamente all’ammanettamento, quando il 42enne viene girato, si vedono delle copiose macchie di sangue sull’intero viso.
L’autopsia, una volta terminata, dovrà chiarire se – come pare possibile – Fakir sia deceduto a causa dell’emorragia che ha riempito i polmoni e portato al soffocamento, oppure se questa sia una concausa associata ad altri elementi che hanno portato alla morte dell’uomo. Sull’ipotesi di soffocamento per sangue nei polmoni Fabio Anselmo, avvocato della famiglia, dice: “Non mi sento di smentirlo, ma non commento”.
Sull’agire della polizia in via Svevo torna il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo a La7. “I poliziotti dai video si evince che si siano approcciati con la delicatezza che ci vuole in questi casi. Chi opera in quel momento deve prendere decisioni nel lasso di poche secondi, credo che ci sia stata tutta l’attenzione e l’equilibrio che serve in questi casi, aspettiamo le indagini della magistratura ma credo si vada nella direzione del riconoscimento della correttezza degli operatori”.
Anselmo: “Interferenze da Piantedosi. Questo è diventato un caso di Stato”
Al ministro Piantedosi, per quanto concerne le indagini, replica l’avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo. “L’autopsia è in corso”, ma “il ministro Piantedosi si dice sicuro che ci sia stata tutta l’attenzione, adeguatezza e ponderatezza dell’operato degli agenti a Bologna.
Forse sarebbe il caso che il ministro frequentasse la scuola di polizia di Pescara dove da vent’anni viene insegnato come quella manovra deve essere fatta e come non deve essere fatta perché molto pericolosa. Questa non è altro che un’interferenza ancora con la magistratura”. Questo, insiste Anselmo, “è diventato un caso di Stato dove il governo ha deciso che Fakir doveva morire così, e va bene così”.
(da agenzie)
Leave a Reply