Gennaio 1st, 2018 Riccardo Fucile
LA GESTIONE DEL SUO SITO D’ORA IN POI SARA’ DIVERSA
L’ultima fase (per ora) della rivoluzione dentro il Movimento 5 stelle l’ha annunciata
Beppe Grillo nel suo controdiscorso di fine anno in diretta streaming: “Il blog cambierà un po’”.
Ovvero su Beppegrillo.it ci saranno tutte le cose che lo riguardano, dalla sua attività politica a quella artistica, mentre lo spazio per i parlamentari ed eletti M5s sarà invece sul blog delle Stelle.
La separazione, già introdotta nei mesi scorsi, sarà però effettiva dal 2018.
O almeno così ha annunciato il leader: “Andrò un po’ in giro per il mondo con video, conferenze. Parleremo di robotica, di internet. Insomma, un po’ di visione”, ha detto ribadendo anche il cambio della sua posizione di Garante, presente ma non più centrale: “Sarò diverso, un po’ defilato, un po’ lì, ma ci sono”.
Grillo ha anche parlato dei tanti cambiamenti presenti all’interno dei nuovi Codice etico e Statuto pubblicati nelle scorse ore. “Abbiamo fatto una nuova associazione di cui io sono ancora il garante, perchè era un po’ confusa”.
“Sono un po’ sconcertato perchè vedo come sta scomparendo il senso dell’umorismo, del non prendersi troppo sul serio, il senso della comicità ”, ha continuato.
Parlando quindi del M5S Grillo ha detto: “La rete non è una cosa ma è oltre: è una meta cosa. Come il linguaggio a volte è metafisico, la fisica e la meta-fisica. L’esperanto che è una lingua meta-lingua. Il Movimento è un meta-Movimento. Noi siamo nati prosperiamo, viviamo, nasciamo, invecchiamo, forse moriremo, non lo so! Ma stiamo ispezionando. Con questa mano teniamo in mano questo oggetto che è il mondo, il mondo ci guarda, noi guardiamo al mondo ed esploriamo con questa roba qui (il cellulare) un mondo sconosciuto. Sbagliamo! Per l’amor di Dio! Lo sbaglio è nel Dna del nostro movimento e impariamo dagli sbagli. Andiamo avanti come quelli che cercano l’acqua, i rabdomanti: siamo i rabdomanti col cellulare in mano!”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 31st, 2017 Riccardo Fucile
DEFINITO “CONTRIBUTO PER LA PIATTAFORMA INFORMATICA”… MA IL PARTITO-AZIENDA NON ERA QUELLO DI BERLUSCONI?
Davide Casaleggio, intervistato da Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera di
oggi, parla tra l’altro anche del contributo di 300 euro che ciascun eletto dovrà obbligatoriamente dare per “il mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari“.
Ovvero, tolti i giri di parole, al “suo” Rousseau:
Perchè un contributo di 300 euro mensili agli eletti?
«Il contributo è per la piattaforma informatica che sarà a disposizione degli eletti per strumenti di condivisione e collaborazione on line».
Un contributo per Rousseau? Cioè?
«È uno strumento per la democrazia diretta. Stiamo sviluppando strumenti molto innovativi che saranno disponibili a partire dalla prossima legislatura. Rousseau sta continuando a evolversi e suscita sempre più curiosità in tutto il mondo perchè è un unicum di cui andiamo orgogliosi».
Un contributo mensile di 300 euro al mese equivale a 3600 euro all’anno. Se gli eletti nel M5S fossero in totale 150 (la stima è prudente) si tratterebbe di 540mila euro l’anno, nei cinque anni di legislatura i contributi arriveranno a 2,7 milioni di euro.
Ma il partito azienda non era quello di Berlusconi?
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 31st, 2017 Riccardo Fucile
“CI VEDIAMO LI’ PER GLI AUGURI”… MA LA COMPARSATA CON LA RAGGI VIENE COMPROMESSA DALLE PROTESTE DEL PD CHE SI SVEGLIA DAL LETARGO….E ALLA FINE LA PRECISAZIONE: “NON SARA’ SUL PALCO”
Doveva essere la sorpresa di fine anno dell’amministrazione grillina di Roma: allo scoccare della mezzanotte la sindaca Virginia Raggi aveva infatti intenzione di salire sul palco del Circo Massimo per brindare all’arrivo del nuovo anno accompagnata dal capo politico del Movimento Luigi Di Maio.
Eccolo il regalo che la sindaca aveva in mente di fare a se stessa, prima ancora che al suo collega di partito.
Un modo per ri-legittimarsi ed archiviare l’annus horribilis, fatto di scontri e di tensioni interne, inaugurato con l’arresto dell’ex braccio destro Raffaele Marra; ma anche per tirare la volata – ora che le Camere sono sciolte e la campagna elettorale di fatto già iniziata – al candidato premier dei 5Stelle, il quale aveva sì annunciato la sua presenza nella Capitale in un post sul blog di Beppe Grillo.”Domani sera sarò a Roma al Circo Massimo per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Ci vediamo lì per gli auguri”, aveva scritto Di Maio.
Il Pd ha minacciato un esposto alla corte dei Conti.
“Apprendiamo che stanotte Luigi Di Maio sarà con il sindaco Raggi al Capodanno organizzato dal Comune di Roma al Circo Massimo, con soldi pubblici. Speriamo si tratti di un errore e che il Campidoglio smentisca”, aveva attaccato Enzo Foschi, vice segretario regionale dei democratici.
“Non si capisce infatti per quale motivo al candidato dei 5 Stelle venga offerta una vetrina così importante pagata con i soldi dei romani. I 5 Stelle continuano a non capire che le Istituzioni sono di tutti e non della Casaleggio Associati e dei loro adepti”.
Un episodio “grave” anche per il deputato Marco Miccoli che si era chiesto: “A che titolo Di Maio salirebbe sul palco? Purtroppo i grillini si riempiono la bocca di belle parole e poi usano le istituzioni come fosse roba loro”.
E siccome “quella di Capodanno è una festa pubblica pagata con i soldi dei contribuenti romani”, o la sindaca smentisce oppure “se Di Maio salirà sul palco per continuare la sua campagna elettorale (a spese dei romani) , siamo pronti ad un esposto alla Corte dei Conti: sui soldi pubblici non si scherza”, aveva tagliato corto il consigliere pd Marco Palumbo.
Alla fine arriva la nota del gruppo comunicazione Cinquestelle. “Luigi Di Maio sarà al Circo Massimo, stasera, ma per brindare con i cittadini”
Nessun discorso sul palco.
“Dove Di Maio decide di passare il capodanno non interessa agli italiani, ma che il candidato a premier del M5S abbia sentito l’esigenza di comunicare pubblicamente che passerà il fine anno alla festa organizzata dal comune di Roma al Circo Massino è un modo meschino di strumentalizzare una festa che è dei romani”, dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.
(da agenzie)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 31st, 2017 Riccardo Fucile
“VINCERE SARA’ FACILISSIMO, NESSUN TRIBUNALE RICONOSCERA’ MAI LA MULTA DI 100.000 EURO, E’ INCOSTITUZIONALE”
L’avvocato Lorenzo Borrè ha già vinto diverse cause contro il Movimento 5 Stelle e adesso
si prepara a una nuova valanga di ricorsi: “Vincere sarà facilissimo. La multa di 100 mila euro è incostituzionale”.
Avvocato, nel nuovo regolamento M5s si prevede una penale pesantissima per gli eletti che non rispetteranno una lunga lista di obblighi. Crede che tanti verranno a chiedere un suo parere?
“È una norma in contrasto con l’articolo 67 della Costituzione perchè viola il principio della libertà di mandato del parlamentare. Quindi la multa non sarà mai applicata. E viola anche il principio dello statuto del parlamento europeo il quale sanziona con la nullità qualsiasi accordo mirante a ledere la libertà del parlamentare. Non credo che ci sia un tribunale della Repubblica che riconoscerà mai il diritto all’incasso di questa penale. Nè mi risulta che ad oggi sia mai stata accolta una richiesta del genere”.
Anche in caso di mancato voto di fiducia a un governo a guida M5S i parlamentari andranno incontro a una multa.
“Anche qui entra in ballo l’articolo 67 della Costituzione, anche perchè queste decisioni vengono prese dal gruppo parlamentare che decide se votare o meno la fiducia e un gruppo parlamentare è un ente distinto dall’associazione madre, quindi dal Movimento 5 Stelle, e decide in piena autonomia”.
A proposito di associazione, è stata creata una nuova associazione M5S. È in contrasto con la precedente?
“Vi è un conflitto di interessi tra le due associazioni. Per rottamare la vecchia associazione serve una delibera, una votazione con voto favorevole dei tre quarti degli associati. I vertici indicano l’organigramma di una nuova associazione. È immaginabile che vi sia un contenzioso tra le due associazioni”.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 31st, 2017 Riccardo Fucile
SENZA VOTI, DISCUSSIONI E ASSEMBLEE, GRILLO, CASALEGGIO E DI MAIO HANNO DECISO CHE NEL M5S POTRA’ CANDIDARSI CHIUNQUE E CHE UNA NUOVA ASSOCIAZIONE E’ PROPRIETARIA DEL SIMBOLO
Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle si sono improvvisamente accorti che comanda qualcun altro.
Le nuove regole per le parlamentarie aprono alle alleanze, permettono di candidare gli indagati, non pretendono più che chi si candida non abbia avuto esperienze in altri partiti, permetteranno le candidature anche a chi non era iscritto fino a ieri.
§Ma soprattutto: forniscono una grande discrezionalità al candidato premier sull’ok alle candidature e sulla loro posizione e fanno nascere una nuova associazione senza alcun tipo di discussione assembleare e mandando in soffitta le vecchie dopo i tanti schiaffi presi in tribunale.
Una serie di regole che non sono state in alcun modo decise o votate dall’assemblea del MoVimento 5 Stelle, nè tantomeno discusse come da tradizione dell’Associazione MoVimento 5 Stelle, che ha sempre fatto calare le decisioni dall’alto raccontando di voler favorire l’associazione dal basso e l’uno vale uno.
Uno vale l’altro, invece.
E soprattutto, alla fine varrà quello che dice il tribunale: parlando con l’Adnkronos, l’avvocato Lorenzo Borrè — che ha seguito molti dei ricorsi contro le regole del M5s — ha spiegato che con il nuovo statuto dell’Associazione Movimento 5 Stelle “hanno rottamato la prima associazione. O meglio, vorrebbero rottamarla. Ma il risultato ora è che ci sono 3 associazioni. Con possibili problemi per quanto riguarda l’uso del simbolo”.
“La costituzione della nuova associazione — spiega Borrè — non è stata deliberata dall’assemblea e questo crea alcuni problemi. In primo luogo ritengono che con la nuova associazione venga meno quella vecchia, ma non è così, ora abbiamo 3 associazioni. E poi c’è la questione legata al simbolo: nell’articolo 1 del nuovo statuto si fa riferimento all’uso di un simbolo che è lo stesso del 2009. Grillo attribuirà alla nuova associazione il diritto all’uso dello stesso simbolo, ma non potrebbe farlo perchè il simbolo non è paragonabile a un marchio d’impresa: è come il nome e il cognome di una persona”. Questa situazione, secondo il legale, “crea un conflitto di interessi tra la prima associazione del 2009 e quella del 2017”: Grillo “intende togliere alla prima associazione il diritto all’uso del simbolo, concedendolo alla terza. Ma gli associati della prima associazione potrebbero ricorrere in tribunale contro la terza associazione per inibire l’uso del logo e del nome della prima”.
Per Borrè il varo del nuovo statuto rappresenta una “capitolazione” per i vertici M5S: “Riconoscono — osserva il legale — che a seguito dei ricorsi si era venuta a creare una situazione dalla quale non erano in grado di uscire. Per cui, hanno pensato come soluzione a una nuova associazione, nella quale non sono ammessi gli associati espulsi e poi reintegrati dai tribunali. E non solo loro, ma anche coloro a cui non stanno bene le nuove regole”.
L’avvocato fa riferimento a una comunicazione inviata agli iscritti di Rousseau nella quale “si fa presente che chi non si iscrive alla nuova associazione verrà cancellato dalla piattaforma, su cui fino a oggi ‘agivano’ gli iscritti della prima ora.
Ormai quello che faceva la vecchia associazione lo fa la nuova, siamo in un regime concorrenziale. E i candidati saranno quelli della nuova associazione”.
È significativo che, mentre sul web gli yes-men sono al lavoro per magnificare tutto quello che fino a ieri negavano sarebbe accaduto, ci sono meetup come quello di Napoli che protestano per quello che è accaduto.
Roberto Fico è dipinto dai giornali come pronto a mollare e a non ricandidarsi, mentre il M5S in una nota sostiene che sia falso che adesso gli indagati possano ricandidarsi: «C’è scritto infatti nel codice etico che il portavoce dovrà ‘rinunciare alla propria candidatura nel caso in cui, avuta notizia dell`esistenza di un procedimento penale a proprio carico, emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell`immagine del MoVimento 5 Stelle, a prescindere dall`esito e dagli sviluppi del procedimento penale accettando, ora per allora, le determinazioni che sul punto gli Organi dell`Associazione a ciò deputati riterranno di esprimere».
Peccato che sia la regola stessa a smentirli: mentre prima era automatico, il lodo-indagati ora è sottoposto a un giudizio di terzi: quindi non c’è più alcun automatismo sugli indagati.
Il 20 dicembre scorso nello studio dell’avvocato Andrea Ciannavei si è infatti costituito il nuovo partito M5S, a totale insaputa degli attivisti: la nuova associazione con sede legale a Roma in via Nomentana diventa il nuovo punto di riferimento del M5S: per potersi candidare o continuare a far parte del M5S da semplice attivista bisognerà obbligatoriamente iscriversi alla nuova associazione e accettare le regole ieri presentate sul blog di Beppe Grillo; chi non lo fa verrà cancellato; chi si iscrive dovrà accettare l’assenso al trattamento dei propri dati personali.
Il tutto, come da tradizione, è accaduto senza che gli iscritti sapessero nulla di ciò che si stava decidendo e potessero dire la propria.
Ma quello che colpirà di più gli alfieri della retorica e dei banchetti è la decisione che da oggi ci si potrà iscrivere al M5S e candidare senza aver fatto un giorno di attivismo.
Sarà la base a votare i nuovi entrati? Vero, ma sarà il candidato premier a deciderne successivamente la collocazione in lista.
Scaldano i motori tutte quelle personalità che negli anni si sono avvicinati ai grillini e li hanno oggettivamente aiutati nell’attività parlamentare.
Magari saranno loro i volti conosciuti che sfideranno gli avversari nei collegi uninominali, magari per loro ci sarà un posto in lista che terrà fuori gli attivisti che per anni hanno tirato il carretto.
Il M5S ha finalmente spiegato ai suoi attivisti che uno non vale uno, ma che uno vale l’altro.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 30th, 2017 Riccardo Fucile
SONO 27 GLI OBBLIGHI PREVISTI, COMPRESO QUELLO IN CONTRASTO CON L’ART 67 DELLA COSTITUZIONE
Obbligo di votare sempre la fiducia ai governi presieduti da un premier M5S, divieto di conferire incarichi a conviventi, affini o parenti fino al secondo grado, obbligo di rendicontazione di tutte le spese e rinuncia a “ogni trattamento pensionistico privilegiato”. In vista delle elezioni del 4 marzo, il Movimento 5 Stelle vara nel nuovo Codice etico una lunga lista di obblighi: se ne contano 27 specifici per gli eletti in Parlamento.
L’obbligo di votare sempre la fiducia, in particolare, stride con l’articolo 67 della Costituzione secondo cui “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Gli indagati potranno candidarsi a meno che, nell’inchiesta in cui sono coinvolti, non emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del MoVimento 5 Stelle, “a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale accettando, ora per allora, le determinazioni che sul punto gli Organi dell’Associazione a ciò deputati riterranno di esprimere”.
Inoltre, nel regolamento si prevede che “costituisce condotta grave ed incompatibile con la candidatura la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo”.
Sparisce l’obbligo a non associarsi con altri partiti per gli eletti del M5S.
I futuri parlamentari, infatti, stando sempre al nuovo Codice etico, devono “compiere ogni atto funzionale all’attuazione e realizzazione del programma del M5S e ad astenersi da comportamenti che possano risultare di ostacolo per l’attuazione del programma ” ma per loro sparisce l’obbligo, previsto nel Codice di comportamento del 2013, a non associarsi con altri partiti o gruppi. Punto, questo, che rimuove un ostacolo regolamentare alla possibilità del M5S di fare alleanze.
I 5 Stelle hanno varato anche il nuovo Statuto con la costituzione di una nuova associazione (MoVimento 5 Stelle).
A ricoprire il ruolo di Garante resta Beppe Grillo, Luigi Di Maio è il capo politico e il tesoriere. Previsti poi un Comitato di garanzia (composto da Vito Crimi, Carlo Giovanni Cancelleri e Roberta Lombardi) e un Collegio dei probiviri (Nunzia Catalfo, Paola Carinelli e Riccardo Fraccaro).
Il capo politico può essere sfiduciato dal Garante, cioè Grillo, o da una delibera approvata dalla maggioranza dei componenti del Comitato di garanzia.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 30th, 2017 Riccardo Fucile
SI INTRODUCE IL CRITERIO (SOGGETTIVO) SE L’OPERATO “ABBIA DANNEGGIATO L’IMMAGINE DEL M5S”… CON GLI ALTRI PARTITI ORA CI SI PUO’ ALLEARE… ALTRA NORMA ILLECITA: “OBBLIGO DI VOTARE LA FIDUCIA A GOVERNI ESPRESSIONE DEL M5S”
I candidati del Movimento 5 Stelle devono “rinunciare alla propria candidatura nel caso
in cui, avuta notizia dell’esistenza di un procedimento penale a proprio carico, emergano elementi idonei a far ritenere la condotta lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del Movimento 5 Stelle, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale accettando, ora per allora, le determinazioni che sul punto gli Organi dell’Associazione a ciò deputati riterranno di esprimere”.
È quanto si legge nel codice etico varato dal M5s e presentato sul Blog di Beppe Grillo. Cambia dunque la ‘disciplina’ rispetto al passato, quando un avviso di garanzia (basti pensare anche al caso del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti) era sufficiente a determinare l’obbligo di dimissioni dell’amministratore indagato.
Per blindare il sentimento di appartenenza al gruppo parlamentare e alla propria maggioranza, oltre alla pesante multa prevista per chi cambia casacca (teorica, perchè incostituzionale), il nuovo codice interno prevede anche l’obbligo, per gli eletti in Parlamento, di “votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del Consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”.
La misura è così spiegata e articolata: “In considerazione del fatto che gli oneri per l’attività politica e le campagne elettorali sono integralmente a carico del MoVimento 5 Stelle, ciascun parlamentare, in caso di: – espulsione dal Gruppo Parlamentare del MoVimento 5 Stelle e/o dal MoVimento 5 Stelle; – abbandono del Gruppo Parlamentare del MoVimento 5 Stelle e/o iscrizione ad altro Gruppo Parlamentare; – dimissioni anticipate dalla carica non determinate da gravi ragioni personali e/o di salute ma da motivi di dissenso politico; sarà obbligato pagare al MoVimento 5 Stelle, entro dieci giorni dalla data di accadimento di uno degli eventi sopra indicati, a titolo di penale, la somma di 100.000,00 quale indennizzo per gli oneri sopra indicati per l’elezione del parlamentare stesso” ((tipica norma tarocco, già dichiarata illecita in precedenti cause)
OBBLIGO DIMISSIONI SE ESPULSI
Inoltre, i futuri eletti M5S in Parlamento o in altra competizione elettorale “in caso di espulsione del MoVimento 5 Stelle, sono obbligati a dimettersi dalla carica”.
SPARISCE DIVIETO ASSOCIAZIONE AD ALTRI PARTITI
Sparisce anche l’obbligo a non associarsi con altri partiti per gli eletti del M5S. I futuri parlamentari, infatti, stando al nuovo Codice Etico, devono “compiere ogni atto funzionale all’attuazione e realizzazione del programma del M5S e ad astenersi da comportamenti che possano risultare di ostacolo per l’attuazione del programma”, ma per loro sparisce l’obbligo, previsto nel Codice di comportamento del 2013, a non associarsi con altri partiti o gruppi. Punto, questo, che rimuove un ostacolo regolamentare alla possibilità del M5S di fare alleanze.
DEROGA A TETTO 40 ANNI PER DEPUTATI USCENTI
Le novità non finiscono qui: i deputati uscenti potranno ricandidarsi alla Camera anche se ultraquarantenni, dice il nuovo regolamento per le parlamentarie, in merito al tetto dell’età : “Chi avrà compiuto 40 anni di età alla data del 1 gennaio 2018 – si legge nel testo – potrà proporre la propria candidatura esclusivamente al Senato. Tale obbligo non è previsto per coloro che ricoprono attualmente l’incarico di portavoce alla Camera”. Il candidato alle parlamentarie, inoltre, “non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura; dovrà essere iscritto all’Associazione MoVimento 5 Stelle con sede in Roma (l’iscrizione si ritiene completa con la certificazione dell’identità ), non dovrà esser iscritti a nessun altro partito”. Resta, quindi il tetto dei due mandati anche se “coloro che ricoprono una carica elettiva con scadenza (prevista o effettiva) nella primavera 2018, possono avanzare la loro candidatura”.
NIENTE INCARICHI A FAMILIARI E CONVIVENTI
Assolutamente vietato, ai parlamentari M5S, “conferire alcun incarico come assistente a conviventi, affini o persone con rapporto di parentela fino al secondo grado di qualunque altro portavoce eletto nel medesimo consesso (intendendosi come tale il Parlamento nelle sue articolazioni), anche a titolo gratuito”.
E ancora: i parlamentari M5s dovranno “astenersi dal chiedere o dall’esigere o accettare da concessionari o da gestori di pubblici servizi, ovvero da soggetti che hanno in corso rapporti di natura contrattuale con enti ed amministrazioni pubbliche l’esecuzione di, o l’astensione da, qualsiasi atto da cui possa derivargli un vantaggio personale diretto o indiretto, o che assicuri ad altri soggetti – compresi i parenti o affini entro il quarto grado di parentela – od organizzazioni, analogo vantaggio in termini di natura economica”.
300 € DI CONTRIBUTO A SOSTEGNO DELLA RETE
Il nuovo Codice Etico prevede, per gli eletti del Movimento, un contributo di 300 euro al mese per la complessa struttura web del Movimento ovvero per le “piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari”. Il sostegno servirà anche al “finanziamento del cd. “Scudo della Rete” (ovvero il fondo per gli oneri necessari per la tutela legale)”.
…E NIENTE VITALIZI
Inoltre, “ciascun parlamentare italiano, europeo e Consigliere Regionale eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle si obbliga a rinunciare ad ogni trattamento pensionistico privilegiato e all’assegno di fine mandato, a doppie indennità e a doppi rimborsi”, stabilisce il nuovo testo per gli eletti del M5S che obbliga, così, alla rinuncia dei vitalizi, “storico avversario” del Movimento.
CANDIDATURE ENTRO 3 GENNAIO
Chi vorrà candidarsi alle primarie online, ha tempo fino al 3 gennaio: è quanto annuncia il blog di Beppe Grillo: “A partire dalle ore 15:15 di oggi, sabato 30 dicembre 2017, e fino al termine perentorio delle ore 12 di mercoledì 3 gennaio, gli iscritti al MoVimento 5 Stelle possono presentare la propria autocandidatura per le parlamentarie che si svolgeranno secondo le modalità previste dal Regolamento”.
Gli aspiranti dovranno essere iscritti alla nuova Associazione del M5S definita dal nuovo Statuto.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 30th, 2017 Riccardo Fucile
LA NORMA E’ PALESEMENTE INCOSTITUZIONALE, SERVE SOLO PER ACCHIAPPARE I FESSI
C’era una volta Marco Affronte e c’erano una volta le minacce di Beppe Grillo. All’epoca in cui, con il grande fiuto politico che li contraddistingue, i grillini tentarono di allearsi con l’ALDE al Parlamento Europeo (finendo per essere rifiutati), l’eurodeputato annunciò il suo addio al MoVimento 5 Stelle Europa e il passaggio ai Verdi.
Nell’occasione, era l’11 gennaio 2017, Beppe Grillo pubblicò un post in cui richiedeva ad Affronte il pagamento di 250mila euro di multa, che Beppe — ovviamente — avrebbe nel caso devoluto ai terremotati (e già qui c’era un indizio sulla reale esigibilità di quei soldi)
Oggi tornano in auge le multe per i voltagabbana in occasione delle anticipazioni sulle nuove regole del M5S sulle candidature pubblicate dalla stampa: stavolta i grillini si accontentano di un centinaio di migliaia di euro mentre il famoso post dei 250mila chiesti ad Affronte non si trova più sul blog di Beppe (ma è ancora in cache).
In realtà la penale per i “traditori” viene considerata addirittura incostituzionale da Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte Costituzionale.
Ma soprattutto si tratta di una misura, già sperimentata dall’Italia dei Valori diversi anni fa che una volta in tribunale si è rivelata essere completamente inutile.
In pratica l’IdV non è mai riuscita ad ottenere un euro dai loro eletti che — pur avendo firmato il patto — avevano successivamente deciso di cambiare casacca. Eppure Beppe disse all’epoca di avere il dovere di chiedere la penale ad Affronte.
Purtroppo nessuno ci ha fatto sapere come sia finita quella vicenda, anche se la sparizione del post in cui Beppe chiedeva i soldi ad Affronte un indizio ce lo fornisce. In ogni caso, visto che il M5S è così sicuro della multa ai voltagabbana si potrebbe fare così: invece di promettere beneficenza successiva (cosa di cui sono capaci tutti), ogni volta che qualche deputato se ne va, Beppe o Casaleggio o Di Maio danno centomila euro ai terremotati.
Tanto poi glieli restituisce quello che se ne è andato, no?
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Dicembre 29th, 2017 Riccardo Fucile
LA MULTA DA 100.000 EURO CONTRO I CAMBI DI CASACCA (CHE NESSUNO PAGHERA’ MAI)
Il nuovo codice di comportamento del M5S prevede anche una multa da 100mila euro contro i cambi di casacca dei futuri parlamentari 5 Stelle (iniziativa demagogica visto che nessuno la pagherà mai nella realtà )
E un filtro di qualità sulle candidature, con l’ultima parola che spetta a Di Maio-Grillo.
È quanto scrive l’Adnkronos.
Lo scopo sarebbe quello di evitare fughe verso altri partiti dopo i numerosi casi registrati nelle file grilline durante la XVII legislatura. In tutto il Movimento ha perso per strada 21 deputati e 19 senatori.
Non solo: assieme alle nuove regole per le candidature e al nuovo codice di comportamento per gli eletti arriverà , per il M5S, anche un nuovo cambio del “non Statuto”.
Lo si apprende da fonti pentastellate. L’ultimo modifica del carta fondativa del Movimento risale al settembre del 2016, quando furono introdotte pesanti modifiche in materia di sospensione ed espulsioni degli iscritti con l’introduzione, tra l’altro, di un collegio dei probiviri.
Le nuove regole includono anche un filtro di qualità sulle candidature nel M5S, per evitare il rischio di “imbarcare di tutto”, come disse lo stesso Beppe Grillo.
La decisione è nelle mani del candidato premier Luigi Di Maio, che, sentito il garante Grillo, potrà stabilire se tra gli aspiranti parlamentari grillini ci siano condotte contrarie al codice e ai dettami del movimento.
Ed esprimere, in tal caso, parere contrario e vincolante. Questo, viene spiegato da fonti autorevoli, per arrivare alla formazione di un gruppo parlamentare coeso ma attuare anche una scrematura di qualità .
Tra le regole in arrivo, anche la possibilità di candidature dalla società civile per i collegi uninominali.
Potranno candidarsi, secondo quanto apprende l’Ansa, anche persone della società civile, non iscritte al M5S, che si sono distinte sul territorio per la loro professionalità e competenza e che si sono avvicinati al Movimento.
La modifica verrebbe incontro alle tante richieste di professionisti e imprenditori che, con il vecchio regolamento, non avrebbero potuto scendere in campo.
(da agenzie)
argomento: Grillo | Commenta »