GIORGIA È ORMAI FUORI CONTROLLO: DOPO L’INSOSTENIBILE PROPOSTA DI INTRODURRE UN NUMERO MASSIMO DI STUDENTI STRANIERI, ATTACCA IL CAPO DELLO STATO RICORDANDO CHE 36 ANNI FA, QUINDI IN UN CONTESTO COMPLETAMENTE DIVERSO, “DA MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE REDIGEVA CIRCOLARI SUL TETTO AGLI STRANIERI IN CLASSE”
PURTROPPO PER LEI, MATTARELLA AVEVA DETTO ESATTAMENTE IL CONTRARIO, CIOÈ “LA SCUOLA È APERTA A TUTTI. AIUTA A NON FORMARE GHETTI” … ORMAI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE, LA PREMIER S’INVENTA UN’“EMERGENZA BURQA” (CHE NON SI VEDONO NEMMENO A CARNEVALE)… POI SULLA MANCATA USCITA DELL’ITALIA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE: “NON SO SE L’ISTAT SOTTOSTIMA GLI ITALIANI O IL GOVERNO” (IL 3,1% SE LO SONO INVENTATO?)… A QUESTO PUNTO URGE UN BRAVO DOTTORE, MA DAVVERO BRAVO, PER CALMARE I NERVI DELLA PREMIER
Meloni, come per giustificare la propria lettura dei fatti, ha anche messo in mezzo una circolare ministeriale di oltre 35 anni fa. Un documento che fu emanato proprio da Sergio Mattarella, quando era ministro dell’Istruzione nel sesto governo Andreotti.
Il riferimento è in particolare alla circolare numero 205 del 1990, emanata il 26 luglio. Era un periodo storico completamente diverso, in cui l’Italia stava iniziando a confrontarsi con un graduale aumento dell’immigrazione. Quell’anno fu varata anche la legge Martelli, che introdusse una sanatoria per 200mila persone (provenienti in gran parte dal Nord Africa) e per la prima volta introdusse l’idea di programmare i flussi in ingresso. Pochi mesi dopo avrebbe avuto il via uno dei primi fenomeni migratori di massa verso l’Italia, dall’Albania alle prese con la fine del regime comunista.
Per rendersi conto di quanto fosse diversa la situazione, basta leggere la circolare: “Delle scuole che hanno segnalato la presenza di alunni stranieri, la stragrande maggioranza ne accoglie uno o due. Le scuole frequentate da un numero di alunni stranieri superiore a 20 sono relativamente poche o quasi sempre concentrate in alcune grandi città”. Quel documento aveva come oggetto “La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale”, e andava a completare una precedente circolare, dell’8 settembre 1989, sull’inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo. Il ministro Mattarella diede alcune indicazioni per l’anno scolastico successivo.
Tra le varie iniziative, per la maggior parte tese a venire incontro alle famiglie straniere, c’erano anche alcune indicazioni sulla formazione delle classi. Si invitava, per esempio, a raggruppare “alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe”; e “ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, al fine di agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani”. Questo è il passaggio di cui parla Meloni, anche se, come detto, si trattava di un contesto storico del tutto diverso e i contenuti della circolare andavano oltre questo tema.
Opposizioni all’attacco, Schlein: “Totale mancanza di senso dello Stato”
Non si è fatta attendere la reazione delle opposizioni, dopo le parole di Meloni. La segretaria del Pd Elly Schlein è intervenuta direttamente, attaccando: “Tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l’Italia non ha assolutamente bisogno”. Sempre dal Pd, la capogruppo alla Camera Chiara Braga ha rincarato la dose: “Non consentiremo al governo di usare la scuola italiana per un’inaccettabile guerra ideologica alla rincorsa della peggiore destra europea”.
Per il Movimento 5 stelle è intervenuto il capogruppo al Senato Luca Pirondini: “Delle due, l’una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata ed inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo che non si fa scrupolo di fare propaganda sulla pelle della scuola pubblica e attaccare il Quirinale con una sola mossa”. I mesi che ci separano dalle elezioni, ha concluso Pirondini, saranno “lunghissimi e, davanti alle sparate di Meloni, molto penosi per gli italiani”.
Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa verde e deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha usato toni altrettanto duri: “Giorgia Meloni ormai non ha più limiti. Per giustificare la sua propaganda sul tetto agli studenti stranieri, tira in ballo persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. I “veri problemi della scuola pubblica italiana”, ha aggiunto Bonelli, “non sono il burqa o gli studenti stranieri. Il problema sono gli oltre 320mila precari, gli edifici scolastici fatiscenti e i tanti bambini e ragazzi con disabilità che ancora non ricevono un’assistenza adeguata”.
(da Fanpage)
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