IL FANTASMA DI MATTEOTTI FA ANCORA PAURA AI FRATELLI D’ITALIA. ALLA CAMERA DEI DEPUTATI VIENE DEDICATO UNO SCRANNO ALL’ONOREVOLE SOCIALISTA UCCISO DAI FASCISTI MA DURANTE LA CERIMONIA DI COMMEMORAZIONE I BANCHI DI FRATELLI D’ITALIA RESTANO SEMIVUOTI: ERANO PRESENTI SOLO 10 MELONIA
AVS: “HANNO PAURA AD OMAGGIARE UN ANTIFASCISTA” ..IL M5S: “SIAMO UN PAESE IN CUI LA MEMORIA STORICA NON È CONDIVISA DA TUTTE LE FORZE POLITICHE”
La mano guantata del commesso sposta il drappo rosso che copre la targa sullo
scranno 14 della Camera dei deputati. Silenzio religioso. «Da questo banco il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò lo storico discorso del 30 maggio 1924, in difesa del libero Parlamento e contro le intimidazioni e le violenze fasciste, che gli sarebbe costato la vita», recita l’iscrizione. Applauso. Viva emozione a sinistra. Ma dall’altra parte dell’emiciclo – dal lato della destra – i banchi sono desolatamente vuoti.
Quelli di Fratelli d’Italia sono meno di dieci, su 115, come testimonia implacabilmente la foto postata sui social dal parlamentare Arturo Scotto. Così quel vuoto farà velocemente il giro del web, a testimonianza dell’esibita indifferenza della destra italiana per un martire della democrazia. «Hanno paura ad omaggiare un antifascista», è stato il commento della capogruppo di Avs, Luana Zanella.È un fatto storico, probabilmente con pochi precedenti, un seggio intitolato a un deputato. L’idea è venuta a un esponente di Avs, Devis Dori, 47 anni, lombardo di Treviglio, che due anni fa, in occasione del centenario dall’assassinio di Matteotti, presentò un ordine del giorno per rendergli così eterna memoria. E i discorsi di ieri, a cominciare da quello del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, leghista, ne hanno tratteggiato con rispetto la figura di grande italiano.
Un uomo che per primo, e con più lucidità di altri, riconobbe il pericolo che l’Italia correva con Benito Mussolini al potere. Matteotti aveva denunciato i brogli che avvelenarono le elezioni del 1924 e consacrarono il mussolinismo. Ce li aveva davanti, i deputati fascisti, nei banchi ora occupati da Fratelli d’Italia, mentre
snocciolava i pestaggi degli squadristi, e loro lo irridevano, e gli dicevano «taci, tu non sei italiano».
«Matteotti individuò nello squadrismo il braccio armato di un regime spregiudicato, che impediva la libera espressione della sovranità popolare. E accusò apertamente il governo mussoliniano di fondare il proprio consenso sull’uso sistematico della violenza», ha ricordato Fontana.
E il suo compagno di partito, Riccardo Molinari, ha ricordato che si stava commemorando «il coraggio: un valore che è fondamentale più di tutti per fare attività politica», e Matteotti è stato coraggiosissimo. Federico Fornaro, che a Matteotti ha dedicato una biografia, fa notare che è stato un riconoscimento tutt’altro che scontato da parte della Camera. Solo che la buona notizia – un Parlamento che sa fare memoria – è stata subito offuscata dal vuoto degli assenti.
E c’è poi la contraddizione di senatori come il meloniano Luca De Carlo, che va spesso a Fratta Polesine, nella casa-museo di Matteotti, e l’altro giorno ha donato i quaderni dell’uomo politico socialista alla biblioteca del suo Comune, Calalzo di Cadore. Per Fratelli d’Italia ha parlato Stefano Giovanni Maullu: «Matteotti ci ricorda che la democrazia non è mai una conquista definitiva, viva».
«Ma siamo un Paese in cui la memoria storica non è condivisa da tutte le forze politiche, pensiamo alle polemiche sollevate in merito al 25 aprile, pensiamo ai fatti accaduti qui alla Camera lo scorso 30 gennaio, che hanno portato alla sospensione di tantissimi parlamentari», ha ricordato Carmela Auriemma del M5S. Infatti uno dei sospesi, Andrea Casu, del Pd, non è potuto entrare in aula perché squalificato dopo le proteste che portarono ad annullare la conferenza stampa sulla remigrazione con Casapound: «Squalificato per antifascismo nel giorno in cui la Camera dei deputati dedica una targa a Matteotti».
(da agenzie)
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