L’EX SENATORE DEL PD, LUIGI ZANDA: “FINO AD OGGI IL CAMPO LARGO È STATO SOPRATTUTTO UN CARTELLO ELETTORALE. SENZA UNA VISIONE STRATEGICA COMUNE. SENZA UN PROGRAMMA
IL MOTIVO? QUELLO CHE DOVEVA ESSERE UN EVENTO APOLITICO, RISCHIA DI TRASFORMARSI IN UN MEGAFONO DELLA PROPAGANDA “MAGA”… GLI ANTI-TRUMPIANI BRUCE SPRINGSTEEN E TOM MORELLO HANNO ANNUNCIATO UN CONTRO-FESTIVAL VICINO WASHINGTON… TRUMP DELIRA: “IO SONO L’ATTRAZIONE NUMERO UNO IN TUTTO IL MONDO. ATTIRERÒ UN PUBBLICO BEN PIÙ VASTO DI QUELLI DI ELVIS AI TEMPI DEL SUO MASSIMO SPLENDORE” (CHIAMATE LA CROCE VERDE!)
Donald Trump valuta di cancellare i concerti in programma sul National Mall di Washington per commemorare i 250 anni della fondazione degli Stati Uniti, sostituendoli con un suo discorso, dopo la defezione degli artisti registrata.
In un post sul suo social Truth, Trump ha suggerito che i concerti potrebbero non essere più necessari qualora gli artisti dovessero continuare a tirarsi indietro, avanzando l’ipotesi di tenere un comizio sul National Mall come attrazione di richiamo ben più potente di qualsiasi esibizione musicale.
“Il fatto è che io sono, secondo molti, l’Attrazione Numero Uno in tutto il Mondo”, ha scritto Trump, aggiungendo di attirare “un pubblico ben più vasto di quelli di Elvis ai tempi del suo massimo splendore” e di riuscirci “senza nemmeno una chitarra”. Il tycoon ha “ordinato ai miei Rappresentanti di valutare la fattibilità dell’organizzazione di un comizio intitolato ‘AMERICA IS BACK’ (L’America è tornata)”.
I concerti erano stati pianificati come parte della più ampia “Great American State Fair” (Grande Fiera Statale Americana), un evento della durata di 16 giorni che si sarebbe svolto dal 25 giugno al 10 luglio prossimi. Gli organizzatori hanno fatto sapere che l’iniziativa, curata dal gruppo “Freedom 250”, si sarebbe estesa lungo il National Mall, dal Capitol Hill fino al Washington Monument, con palchi per concerti, padiglioni dedicati ai vari Stati, mostre, giostre e altre attrazioni distribuite su tutta l’area del Mall.
Tuttavia, la scaletta musicale ha subito una brusca serie di defezioni. Venerdì, ad esempio, Bret Michaels, cantante della rock band Poison, è diventato il quinto artista a dare forfait, affermando che l’evento non era la celebrazione apartitica che si aspettava. Le defezioni hanno sollevato dubbi sulla fattibilità dell’evento così come concepito originariamente. Non è ancora chiaro se saranno ingaggiati altri musicisti o se la proposta di Trump sul suo comizio sia effettivamente presa in seria considerazione dagli organizzatori.
(da agenzie)
Leave a Reply