NELLA LEGA LA RESA DEI CONTI È VICINA. LA CANDIDATURA A SEGRETARIO DELLA LEGA DI MASSIMO GARAVAGLIA, VICINISSIMO A GIORGETTI, SERVE PER FAR PESARE IL FRONTE DEI “RIBELLI NORDISTI” NEL VOTO SEGRETO DEL CONGRESSO CHE PORTERÀ ALLA PROBABILE RIELEZIONE DI SALVINI ALLA GUIDA DEL PARTITO
L’EX MINISTRO DEL TURISMO DEL GOVERNO DRAGHI HA RACCOLTO 83 FIRME PER LA SUA “DISCESA IN CAMPO”: OLTRE 50 PROVENGONO DALLA LOMBARDIA, TRA CUI QUELLE DEL DUPLEX ROMEO-FONTANA. NON SI È SCHIERATO IN SUO FAVORE QUEL PAVIDO CACADUBBI DI ZAIA … IL VOTO SEGRETO SPAVENTA I SALVINIANI: POTREBBERO ESSERCI MOLTE SCHEDE BIANCHE IN SEGNO DI DISSENSO CONTRO IL CAPITONE…
La sfida a Matteo Salvini adesso si può dire ufficiale. Il senatore lombardo Massimo Garavaglia («tra morti e feriti», aveva scherzato parlando con Repubblica) ha raggiunto il numero di sottoscrizioni necessario per presentarsi al congresso straordinario della Lega.
Quella di Garavaglia è una candidatura costruita in poco più di una settimana e ieri ha consegnato in via Bellerio le 83 firme, appena sopra la soglia minima di 80 prevista dal regolamento, su una platea totale di 706 delegati (sono gli stessi dello scorso congresso di Firenze, un anno fa). In realtà erano più di 100, poi viste le pressioni e velate minacce dei salviniani duri e puri, in diversi si sono tirati indietro. […]
È interessante la provenienza delle sottoscrizioni per Garavaglia, storicamente vicino a Giancarlo Giorgetti: 55 arrivano dalla Lombardia, a partire dal capogruppo al Senato e segretario lombardo Massimiliano Romeo, dal presidente Attilio Fontana, dagli assessori regionali Massimo Sertori e Claudia Terzi, dal segretario di Bergamo, Fabrizio Sala. Altrove, invece, la prudenza ha prevalso.
In Veneto molti hanno preferito non schierarsi, in primis Luca Zaia e le persone a lui vicine, che comunque non hanno firmato neanche per Matteo Salvini; dal Friuli-Venezia Giulia e dal Piemonte sono arrivati pochi segnali di sostegno.
Tra le eccezioni, la piemontese Gianna Gancia, ex eurodeputata e moglie del ministro Roberto Calderoli. Il vero obiettivo dei sostenitori di Garavaglia è misurare la reale consistenza del dissenso interno.
La speranza dei nordisti è che Garavaglia, partendo da un ipotetico 12 per cento, cioè chi ha firmato per la sua candidatura, possa superare il 30 per cento, raccogliendo il malcontento di chi non ha avuto il coraggio di sottoscrivere pubblicamente la sua candidatura.
Tra le mozioni previste ce ne sarà una dedicata alla remigrazione, firmata dall’eurodeputata Isabella Tovaglieri. Una scelta che si intreccia con la rivalità sempre più evidente con Silvia Sardone, anche lei a Bruxelles, vicesegretaria uscente, e il suo documento per il “blocco dell’immigrazione”.
Una mozione sarà dedicata alla questione settentriontale, firmata dai presidenti di regione e da Riccardo Molinari, ma in chiave unitaria. Poi c’è chi ne farà una dalla Lega meridionale (il campano Giampaolo Zinzi) sul rilancio del sud; un’altra per Salvini al Viminale nel prossimo governo (da Nicola Molteni)
(da agenzie)
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