“SE C’È LA SITUA IO VADO E SPACCO. ALLA FINE È ROBA GRATIS”: IL SENSO DELLA “PROTESTA” DEI RAGAZZI A MILANO STA TUTTO NELLE FRASI DEGLI ADOLESCENTI DURANTE I SACCHEGGI: LO “SCIAME NERO” DI TEPPISTI CHE HA TENUTO OSTAGGIO LA CITTÀ IERI HA AGITO PER IL GUSTO DI SPACCARE TUTTO E TRAFUGARE PIÙ PRODOTTI POSSIBILI (VESTITI, OGGETTI, CIBO, ALCOL)
“OGGI FACCIO GLI ANNI, NON HO MAI AVUTO UN COMPLEANNO COSÌ BELLO”, DICEVA EUFORICO UNO DI LORO MENTRE ASSALTAVA UN SUPERMERCATO “CARREFOUR”… IL BILANCIO DEI DUE GIORNI DI CASO: 270 PERSONE FERMATE. MA L’80% È MINORENNE, E MOLTI HANNO 12 ANNI E NON SONO IMPUTABILI
Ore 16.45. Lo «sciame nero» parte a razzo e invade via Torino. È l’orario di inizio del secondo pomeriggio di devastazioni e saccheggi in centro di Milano. Non sono spaventati dalla notte trascorsa da tanti loro coetanei negli uffici delle questure di mezza Italia e dagli arresti di 28 dei 197 «violenti» – come li ha definiti il dipartimento di pubblica sicurezza – coinvolti nei disordini di sabato pomeriggio a margine dei cortei contro il carovita. Anzi qualcuno dice di essere tornato in piazza per vendetta.
«C’ero già ieri (l’altro ieri, ndr) perché la mia scuola a Monza fa schifo – spiega uno studente di 17 anni -. Però le forze dell’ordine hanno picchiato le tipe davanti in via Broletto. Quelli non sono arresti, ma violenze gratuite».
Alle tre di pomeriggio di domenica piazza del Duomo è stracolma. Ci sono turisti e milanesi a passeggio, ma anche migliaia di ragazzini. Arrivano da tutta Milano e anche da fuori città e provincia.
Sanno dell’appuntamento bis da TikTok e Instagram. «18 ottobre – facciamoci sentire – andiamo tutti in Duomo», recitano i post con la convocazione geo-localizzata sul lato della piazza adiacente alla Galleria. I bersagli da colpire sono i negozi delle catene dei grandi marchi. In altri il riferimento è diretto alle forze dell’ordine.
Come il post con l’immagine di 24 ore prima della gazzella dei carabinieri sventrata nella guerriglia urbana.
Non è chiaro cosa ieri abbia innescato la miccia. Sta di fatto che dopo un’ora abbondante di «false partenze», l’apparente calma svanisce in un attimo. In via Torino ogni ostacolo viene divelto. Cestini, monopattini e bici in sharing e gli arredi dei bar sono gettati in mezzo alla strada. Il fiume di ragazzini, almeno 2 mila, corre e urla. «Oggi faccio gli anni, non ho mai avuto un compleanno così bello», dice euforico uno di loro. Sono prese d’assalto le vetrine di un supermercato Carrefour. Da uno zaino spunta un martelletto. Gli altri spaccano con quello che si trova in giro.
All’ingresso del punto vendita l’addetto alla sicurezza sventola un bastone, ma viene spazzato via. Entrano in massa e razziano liquori e bevande di ogni genere. La bottiglia di gin viene alzata in aria da uno dei più esagitati come un trofeo. È la volta dei negozi di abbigliamento. La scelta non è casuale. A essere colpiti sono quelli dei marchi sportivi delle tute e delle sneaker che i ragazzi indossano.
«Se c’è la situa io vado e spacco. Alla fine è roba gratis», ammette in una pausa dei saccheggi un adolescente. Un’istante dopo che l’amico al suo fianco ha appena condannato, a parole, le violenze. In via Torino la situazione è fuori controllo per 15 minuti. L’arrivo dei blindati e dei reparti antisommossa da entrambi i lati della via dello shopping chiude il primo atto di un lungo pomeriggio.
Il fronte si estende in altri punti sull’asse San Babila-Duomo-Cairoli. Le bottiglie rubate prima vengono lanciate contro le squadre sparse delle forze dell’ordine. Contro di loro anche potenti petardi. Polizia e carabinieri provano a contenere gli atti vandalici, ma lo sciame sguscia via. Scappano e si ricompattano per nuovi assalti.
Succede così in via Orefici, dove hanno la peggio i negozi della Levis e di Under Armour. E di nuovo in Cairoli da Decathlon. Il fumo tossico dei lacrimogeni, l’acqua fredda dell’idrante e le decine di fermi, che le forze ordine a fatica accumulano in una sorta di «acchiapparella», non sembrano essere un deterrente.
(da La Stampa)
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