Dicembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
LA NUOVA TARIFFA STANDARD PREVEDE CHE I PASSEGGERI NON POSSANO ACCEDERE ALLE CARROZZE BAR/RISTORANTI…PER TRENITALIA E’ “UNA SCELTA DI MARKETING”, IL CODACONS DENUNCIA: “FINITI I TEMPI DELLE DEPORTAZIONI”
Chi sceglie la classe Standard (la più economica) sui nuovi Frecciarossa di Trenitalia, sappia che, per quasi tutta la durata del viaggio (Milano-Roma, Roma-Napoli), dal suo vagone potrà accedere solo agli altri tre riservati a chi ha pagato la tariffa più bassa.
Avete capito bene: niente «passeggiatine» per sgranchire le gambe se non all’interno dei quattro suddetti vagoni. Le porte sono bloccate.
E soprattutto niente pausa caffè alla carrozza ristorante/bar, che resta accessibile esclusivamente a quanti hanno prenotato un posto di livello superiore.
Il nuovo Frecciarossa con i quattro livelli di servizio (cui corrispondono inevitabilmente 4 diverse tariffe) è attivo dal 25 novembre: quattro i treni interessati che percorrono ogni giorno la tratta Milano-Roma-Napoli.
Niente più distinzione tra prima e seconda classe, ma un’ampia gamma di modalità di viaggio che va dall’Executive, con poltrone singole e reclinabili e poggiagambe regolabile, fino alla Standard, passando per i livelli Business e Premium.
Un biglietto Standard Roma-Milano costa il 6% in meno della «vecchia» II classe (86 euro invece che 91): è possibile navigare grazie al Wi-fi e intrattenersi con informazioni e news sui monitor di bordo.
Un carrellino bar consente di acquistare qualcosa da mangiare e bevande calde o fredde.
Sul sito di Trenitalia la foto di una allegra famigliola, padre madre e bambino tutti e tre stranieri e sorridenti, sponsorizza il livello «standard» e, a leggere bene, delle carrozze bloccate non si fa mistero.
«Ai clienti del livello Standard non è consentito l’accesso alle carrozze Premium, Business e Executive».
Tuttavia, per chi prenota il biglietto con tariffa Standard l’effetto sorpresa è inevitabile.
«È una scelta di marketing – fa sapere Trenitalia -, finalizzata a garantire livelli di servizio adeguati alle richieste. In altri termini, se hai prenotato un viaggio Milano-Roma in Executive (pagando fino a 169 euro) certo non ti aspetti che il bar sia sovraffollato. E poi nessun problema in termini di sicurezza, visto che sui quattro vagoni «Standard – assicurano – c’è sempre un capotreno cui far riferimento».
Le associazioni dei consumatori, però, mal digeriscono il fatto che a chi viaggia in Standard sia inibito il passaggio alle altre carrozze.
«E se un passeggero soffre di claustrofobia?», chiede un po’ provocatoriamente Alessandro Miano, di Assoconsumatori.
«Può presentare un esposto-denuncia e forse ci sono addirittura i termini per ravvisare dei reati».
Ancora più critico il presidente di Codacons Lombardia Marco Donzelli, che definisce «ridicola» la politica aziendale di Trenitalia e annuncia battaglia. «Qualcosa la faremo di certo – spiega -, su una cosa così si può un giudice potrebbe persino sollevare la questione di costituzionalità ».
Niente scusanti o mezzi termini, per Donzelli. «È finito – dice – il tempo delle deportazioni».
Cristina Argento
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Dicembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
I DATI DI FEDERCONSUMATORI: – 18% ABBIGLIAMENTO E CALZATURE, – 24% ARREDAMENTO ED ELETTRODOMESTICI, – 7% PROFUMERIA. — 8% TURISMO… RISPETTO A UN ANNO FA IN CALO ANCHE GIOCATTOLI (-3%) E ALIMENTARI (- 1,5%)
La crisi morde anche il Natale. Era prevedibile, ma è ancor più impietosa la fotografia che i
giorni di festa scattano allo stato di salute dell’economia italiana.
In un periodo tradizionalmente di forti consumi in ogni settore, per viaggi, spostamenti, corsa al regalo, feste e cenoni vari, in Italia è stata registrata un’evidente contrazione rispetto allo scorso anno: spesi 400 milioni di euro meno delle previsioni.
Questo, secondo i dati analizzati dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori (Onf) sui consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia, sia nelle piccole che nelle grandi città .
In base allo studio di Federconsumatori, la spesa totale per il Natale si è attestata a 4 miliardi di euro, rispetto ai 4,4 stimati.
La spesa media a famiglia è stata di 166 euro, al di sotto di previsioni che già erano negative. Analizzando l’impatto della contrazione sui diversi settori, si scopre che l’unico a registrare un seppur lieve incremento è quello dell’elettronica di consumo, mentre le promozioni permettono all’editoria di reggere l’urto mantenendo livelli stabili.
Per tutto il resto, persino alimenti e giocattoli, è un Natale nel segno del meno.
Entrando nel dettaglio, crollano abbigliamento e calzature (-18%), mobili, arredamento ed elettrodomestici (-24%).
Pesante il passivo per profumeria e cura della persona (-7%).
Note dolenti anche per i viaggi: meno partenze e turismo che accusa un grave -8%.
Sotto l’albero, meno regali per i più piccoli: le vendite di giocattoli hanno fatto registrare -3%. E cenoni meno ricchi, con una contrazione nei consumi di prodotto alimentari del -1,5%.
Come si diceva, l’unico settore in positivo è quello dell’elettronica di consumo: un +1% frutto, secondo lo studio di Federconsumatori, del passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone.
“E’ chiaro – hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – che da tutto ciò deriva l’urgente necessità di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti (che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1129 euro), interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi” .
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Dicembre 27th, 2011 Riccardo Fucile
QUELLE LIQUIDATE NEL 2011 SONO STATE 224.856…. IL CALO HA RIGUARDATO SIA I LAVORATORI DIPENDENTI (-29,6%), SIA GLI AUTONOMI…. L’EFFETTO DELLE FINESTRE E L’INASPRIMENTO DEI REQUISITI PER L’ACCESSO ALLE PENSIONI DI ANZIANITA’
Le nuove pensioni liquidate nel 2011 sono in calo: nei primi 11 mesi dell’anno — secondo gli ultimi dati Inps — le pensioni di vecchiaia e anzianità liquidate sono state 224.856, oltre 94.000 in meno rispetto allo stesso periodo 2010.
Il dato è stato possibile soprattutto grazie all’effetto finestre.
Il calo più consistente si è registrato per le nuove pensioni di vecchiaia (età anagrafica di 65 anni per gli uomini e di 60 le donne secondo le regole vigenti fino al 2011, anni però che sono diventati 66 e 61 con l’introduzione della finestra mobile).
Sulla diminuzione hanno inciso soprattutto le nuove regole scattate nel 2011 sulla finestra mobile (12 mesi di attesa una volta raggiunti i requisiti per la pensione, 18 mesi per gli autonomi) e sull’inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità (almeno 60 anni di età con quota 96 tra età e contributi, a fronte dei 59 e quota 95 del 2010, mentre sono rimasti stabili i 40 anni di contributi a qualsiasi età ).
Nel 2011 quindi sono riusciti a uscire solo coloro che avevano già raggiunto i requisiti nel 2010, perchè per chi li ha raggiunti quest’anno è scattata la finestra mobile che ha rinviato tutti al 2012.
L’andamento è leggibile con chiarezza nei diagrammi dell’Inps, con il blocco quasi totale per le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti da maggio 2011 (su 46.778 pensioni di vecchiaia ai lavoratori dipendenti oltre 39.000 sono state erogate tra gennaio e aprile grazie alle uscite con le vecchie finestre).
Per i dipendenti il crollo delle pensioni di vecchiaia rispetto alle 90.108 accertate nei primi 11 mesi del 2010 è stato del 48%.
Dal prossimo anno scatteranno le regole previste dalla manovra correttiva (addio alle quote per l’anzianità , aumento per l’età di vecchiaia delle donne, cancellazione della finestra mobile ecc.) ma usciranno ancora con le vecchie regole coloro che hanno maturato i requisiti nel 2011 e sono stati bloccati dalla finestra mobile.
Quindi il lavoratore dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione a giugno 2011 uscirà a giugno 2012, ancora con la finestra mobile.
Il calo complessivo delle pensioni ha riguardato sia i lavoratori dipendenti (da 191.666 a 134.243, con un -29,6%) sia gli autonomi (da 27.501 a 20.137 per i coltivatori diretti, da 53.416 a 38.107 per gli artigiani, da 46.362 a 32.369 per i commercianti).
Se si guarda solo alle pensioni di anzianità , il calo è stato più consistente per gli autonomi.
Nei primi 11 mesi del 2011, infatti, le nuove pensioni di anzianità liquidate dal fondo lavoratori dipendenti sono state 87.465, appena il 13,8% in meno rispetto alle 101.558 dei primi 11 mesi del 2010.
Per i trattamenti di anzianità dei dipendenti si è registrato un aumento di 21.135 assegni rispetto ai 66.330 previsti dall’Inps, unico caso per il quale gli assegni liquidati sono stati superiori a quelli previsti dall’Istituto (nel complesso tra vecchiaia e anzianità sono stati nei primi 11 mesi del 2011 14.364 in meno rispetto alle attese).
Le riforme della previdenza messe in campo prima del decreto salva-Italia “hanno funzionato, ma abbiamo verificato che prima la transizione era troppo lenta”, ha detto il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua commentando il crollo delle pensioni liquidate nei primi 11 mesi del 2011 (-29,5%). Mastrapasqua ha sottolineato che nei primi 11 mesi del 2011 l’età media di uscita dal lavoro è stata di 60,2 anni, in calo rispetto ai 60,4 del 2010 e ai 61,1 del 2009.
Il dato è dovuto al crollo delle pensioni di vecchiaia (-39,4%), liquidate ad un’età più alta di quelle di anzianità (62,7 anni di età rispetto ai 58,7 di quelle di anzianità ).
“Negli altri Paesi europei — ha detto il presidente Inps — si esce dal lavoro più tardi e con tassi di sostituzione molto più bassi. A fronte del nostro 80% rispetto all’ultimo stipendio, in Germania chi va in pensione prende in media il 58,4% dell’ultima retribuzione. Ora il sistema è stato messo in sicurezza”.
Nel 2011 il bilancio finanziario di competenza dell’Inps chiuderà , secondo Mastrapasqua, in sostanziale pareggio, mentre le cose potrebbero andare meglio nel 2012 grazie alle novità del decreto salva-Italia sulle aliquote contributive degli autonomi, sul blocco delle indicizzazioni delle pensioni superiori a tre volte il minimo e sui contributi di solidarietà .
Quanto all’età di uscita, nel 2012 usciranno coloro che hanno raggiunto i requisiti per la pensione nel 2011 e stanno attendendo i 12 mesi previsti dalla finestra mobile (18 per gli autonomi).
“Oggi più che mai — ha concluso Mastrapasqua — è importante l’educazione previdenziale, perchè una riforma così importante va spiegata a tutti, e su questo siamo impegnati”.
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