Destra di Popolo.net

SEICENTO ESUBERI IN ALITALIA, VIA ALLA CASSA INTEGRAZIONE

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

IL PIANO SCATTERA’ ENTRO OTTOBRE… PESA L’ALTOLA’ ANTITRUST SULLA LINATE FIUMICINO

Nuova cigs in arrivo per Alitalia. Il piano è nel cassetto dell’amministratore delegato Andrea Ragnetti e riguarda almeno 600 dipendenti, dei quali almeno 400-500 con contratto a tempo indeterminato.
Gli altri, sicuramente meno fortunati, oltre che privi di tutele, sono lavoratori stagionali e a tempo determinato ai quali non verrà  rinnovato il contratto.
Le indiscrezioni che indicavano un corposo pacchetto di cassa integrazione straordinaria in arrivo con l’autunno, sono confermate, anche se sui numeri sta per aprirsi una trattativa serrata per evitare di espellere dal ciclo produttivo fino a mille persone.
Una quota che – se mai raggiunta – potrebbe rappresentare un grosso problema da gestire per i sindacati.
Dietro a questo nuovo scossone per il vettore romano ci sono motivazioni comuni a tutto il settore aereo: la crisi che sta colpendo l’Europa non fa sconti e pure Alitalia-Cai deve sottomettersi alla scure dei tagli di personale.
Dopo Lufthansa e Air France, che hanno annunciato esuberi che complessivamente riguarderanno fino a 10mila addetti, entro ottobre toccherà  alla compagnia italiana.
Negli ultimi mesi il gruppo ha registrato un calo delle prenotazioni e anche se a luglio ci sono alcuni timidi segni di ripresa, i conti del 2012 saranno ben peggiori di quelli sul filo del pareggio operativo sfiorato con l’ultimo bilancio.
Ma a peggiorare le cose potrebbero intervenire anche le decisioni dell’Antitrust sulle rotte più gettonate dai passeggeri.
Ovvero la Milano Linate-Fiumicino e i collegamenti tra la Sicilia e i grandi scali italiani che Alitalia erediterà  con l’acquisto di Wind Jet, i cui dipendenti rischiano per un terzo il posto (160 su 500).
A fare il resto, soprattutto sulla rotta Roma-Milano, sono le continue erosioni di quota di mercato a favore del treno ad alta velocità .
Le cifre che circolano oggi nei corridoi di Alitalia e che stanno mettendo in ansia una parte del personale, sembrerebbero puntare ad un totale di poco inferiore alle 650 unità .
Secondo fonti vicine al dossier, l’azienda starebbe cercando di spalmare le uscite secondo un criterio di “proporzionalità ”, cioè dagli incarichi più alti a scendere fino agli amministrativi.
La cigs, ovviamente ad esclusione degli incarichi dirigenziali, sarà  di quattro anni e potrebbe riguardare anche una piccola quota di assistenti di volo e piloti, oltre al personale amministrativo e di terra.
Per avere un quadro completo della crisi del vettore e un affidabile termometro della solidità  dei conti e del futuro della compagnia bisognerà  attendere l’appuntamento del 25 luglio con la semestrale che già  si annuncia pesante dopo un primo trimestre segnato da perdite vicine al milione e mezzo di euro al giorno.

Lucio Cillis
(da “la Repubblica”)

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OLIVIERO TOSCANI: “IL RITORNO DI BERLUSCONI? UN SUICIDIO PUBBLICO DI MASSA”

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

“E’ DI PLASTICA, INGUARDABILE: SE RIVINCE SIAMO DEI DEMENTI”…. PER IL CREATIVO, SILVIO SARA’ COME IL REVERENDO JONES CHE GUIDO’ ALLA MORTE NEL 1978 UN MIGLIAIO DI SEGUACI DELLA SUA CONGREGAZIONE

Oliviero Toscani vede il ritorno di Silvio Berlusconi con un’immagine apocalittica: il primo suicidio di massa in Italia.
È una foto devastante.
Ragazzi, l’Italia è alla prova del nove. Berlusconi vuole immolarsi per il Paese, fare il primo suicidio pubblico di massa.
Di massa?
Tutti quelli che lo voteranno finalmente capiranno che sono morti. Ci sarà  un rogo di piazza. Altro che Giordano Bruno.
Un ritorno senza speranze.
Lui è diventato un disastro, sembra di plastica. È inguardabile. Cazzò questa è la bellezza del made in Italy di cui ci vantiamo? Non scherziamo.
Eppure si sta ripulendo. Vuole rinnegare la Minetti, ha chiesto scusa per la mancata rivoluzione liberale, appoggia Monti.
Non funzionerà , gli italiani non sono stupidi. Berlusconi è ormai un caso clinico per gli psichiatri. È tornato per un solo motivo.
Cioè?
Il culto della personalità . Lui è un soviet vivente. L’incarnazione dello stalinismo e voi poveri comunisti di me..a dovreste aiutarlo e comprenderlo. Lui vuole solo amore, affetto, vuole che gli stampiamo un bacino sul parrucchino. Eddai, diamogli un po’ d’affetto, ci sarà  da divertirsi. Aiutamolo a tornare sotto tiro.
Una farsa tragica.
Dai che Grillo si divertirà  come un matto con lo psiconano.
Magari s’inventerà  qualche numero nuovo. La sobrietà , per esempio.
Non ci riuscirà . Io ho sempre detto che Berlusconi assomiglia a Carlo Dapporto. Con la differenza che il primo è un politico, il secondo un comico. Oggi anche il Cavaliere è un comico. Credetemi, ci sarà  da ridere.
E se ce la farà ? I sondaggi degli amici lo danno persino al 30 per cento.
Impossibile. Non sono pessimista. Persino nel suo partito ci sono persone che non lo vogliono più. Se accade allora andiamo via. Avrà  vinto la demenza italica. I cittadini saranno come quei vitelli che cercano il macellaio.
Tutti parlano del suo ritorno, in ogni caso.
Ed è quello che voleva. Manco Gesù Cristo è tornato. Lui sì. Il suo narcisismo, il suo edonismo hanno bisogno di tanti baci forti sul doppiopetto.
Un aquilone come simbolo, ammesso che sia vero.
E che vuol dire? Non vuol dire nulla. Berlusconi non sa dosare il gusto. Mette troppo sale o troppo zucchero. E troppo gusto fa schifo.
Alfano invece è risultato insipido.
Poverino. Un maggiordomo vero.
A sentire lei sarà  un ritorno patetico (Toscani è allegro per tutta l’intervista, ndr).
Sarà  uno spettacolo fantastico. Ma ci pensate? Un suicidio di massa. Una roba mai vista.

Fabrizio D’Esposito
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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TORNA BERLUSCONI, SE NE VA STRACQUADANIO: “E’ AL TRAMONTO, LASCIO IL PDL”

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

L’EX FEDELISSIMO PASSA AL GRUPPO MISTO DELLA CAMERA: “LA RICANDIDATURA DI BERLUSCONI E’ LA CONFERMA CHE IL PARTITO NON ESISTE”…GALAN PROPONE: “VIA TREMONTI E LA RUSSA”

Silvio Berlusconi torna in campo ma il Pdl perde uno dei suoi volti più noti: Giorgio Stracquadanio, per tanti anni fedele custode dell’ortodossia arcoriana, annuncia che passerà  al gruppo misto della Camera.
“Ho perso la mia battaglia, non mi resta che trarne le conseguenze. Lascio il Pdl”, afferma Stacquadanio in un’intervista al Corriere della Sera.
“Berlusconi è al tramonto e la sua ricandidatura è la conferma che il Pdl non esiste”, continua. Il deputato dà  sfogo a un malcontento covato per diversi mesi: “Mi sarei aspettato che il Cavaliere usasse la sua forza per dar vita a un progetto liberale, invece tutto resta in continuità  con gli errori del passato”.
Per questo, spiega il parlamentare, “ho scritto a Berlusconi e al capogruppo Cicchitto e ho detto loro che me ne vado”.
Il passaggio al gruppo misto è fissato per lunedì: “Mi metto a disposizione di un progetto liberista e libertario, che difenda il blocco sociale rimasto deluso dal Pdl”.
Berlusconi e Tremonti, aggiunge Stracquadanio, “sono entrambi corresponsabili della mancata rivoluzione liberale”, mentre il segretario Alfano “è un bravo ragazzo, ma come avrebbe detto il Berlusconi di un tempo è uno che vive di politica, non per la politica. La sua biografia era il prodromo della sconfitta”.
Berlusconi era atteso ieri a un congresso dei Cristiano-riformisti a Roma, con tanto di gruppi di ignari anziani convogliati in sala, per la sua prima apparizione pubblica dopo l’annuncio del “ritorno in campo”.
Un’intervista al Cavaliere compare però oggi sul Quotidiano nazionale: “Torno in pista per salvare il Pdl”, afferma. “Alle elezioni politiche del 2008 abbiamo preso il 38%. Se alle prossime dovessimo scendere per assurdo all’8%, che senso avrebbero avuto 18 anni di impegno politico?”.
Un sondaggio Ipr marketing reso noto ieri, però, indicava che l’”effetto Berlusconi” sulle sorti elettorali di un’ipotetica coalizione di centrodestra sarebbe pari a zero.
Berlusconi spiega che avrebbe voluto dare l’annuncio della propria candidatura “più in là , magari all’inizio dell’autunno. Ma qui non si riesce a tenere niente di riservato”.
All’intervista, realizzata per il nuovo libro di Bruno Vespa, era presente anche Angelino Alfano, che in merito alla ridiscesa in campo del Cavaliere ha ribadito: “Il candidato è lui. Io resto solo il segretario del partito”.
Sul nuovo corso del Pdl il dibattito è aperto: “Berlusconi ha fatto bene a chiedere le dimissioni a Nicole Minetti, ma dovrebbe chiederle a molte più persone”, afferma su Libero l’ex ministro ed ex governatore del Veneto Giancarlo Galan.
“Anzi, non dovrebbe chiederle, dovrebbe dimetterle direttamente”.
L’allontanamento dovrebbe riguardare, specifica Galan, “quelli che in questi anni non hanno mai pronunciato la parola ‘liberale’ e sono i colpevoli della non-attuazione di molti punti del nostro programma di governo”, come “Ignazio La Russa e Giulio Tremonti”.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

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“NOI VIRTUOSI”: MONTI APPLAUDITO DAI GURU USA

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

IL PREMIER RISCUOTE CONSENSI A SUN VALLEY: “CI PUNISCONO ANCHE PER IL DISTURBO CREATO DA PAESI TERZI”

Passa in maniche di camicia Howard Stringer, presidente del consiglio dei direttori della Sony, azienda della quale milioni di persone nel mondo hanno in casa radio e televisioni o le hanno avute.
Come ha trovato Mario Monti nelle sue spiegazioni su come sono messe l’Europa e l’Italia? Stringer: «Riflessivo e diretto».
Lei si sente ottimista sull’euro? Stringer: «Sarei più felice se Monti restasse primo ministro anche oltre il 2013. Qui ha conquistato i cuori e le menti. Ha detto che l’Italia viene sottovalutata, e nel modo di parlare è stato anche divertente».
Passa in camicia blu marinara Tim Cook, amministratore delegato della Apple, società  che produce buona parte dei cellulari e dei computer che gli abitanti della Terra hanno tra le mani. Monti? Cook: «Eccellente».
Passa con una blusa simile a una tuta attillata da ciclista Alex Carp, capello corto sulle tempie e ricci in alto, co-fondatore della Palantir, impresa di software di Palo Alto, California: «Monti? Grande. È un tipo gagliardo».
Sembrava un coretto, ieri, quello dei manager e dei miliardari che uscivano da una prima colazione-dibattito durante una conferenza organizzata dalla banca d’affari Allen & Company a Sun Valley, Idaho.
Tra un tè e un caffè, gli invitati avevano ascoltato in un albergo Mario Monti intervistato dal giornalista statunitense Charlie Rose.
Il coretto era talmente omogeneo che a rileggere gli appunti con le frasi annotate, senza rimettere a fuoco facce e atmosfera, sarebbe legittimo sospettare un’ondata di piaggeria. Giudizi così unanimi su un presidente del Consiglio, a Montecitorio, non si ascoltano quasi mai.
Vista dal vivo, invece, la sequenza confermava un fenomeno dettato da motivi pratici: agli americani che temono un crollo dell’euro, perchè arresterebbe la ripresa nel proprio Paese, Monti piace.
E sperano che resti a lungo a Palazzo Chigi.
C’è anche il direttore della Cia David Petraeus alla conferenza di Sun Valley.
Interverrà  oggi. Ma ieri mattina l’attenzione si è concentrata sul presidente del Consiglio italiano.
Il primo a rivolgergli una domanda dalla platea riunita a porte chiuse è stato Bill Gates, fondatore di Microsoft. Monti, che la sera precedente era scuro in viso dopo il declassamento del nostro Paese da parte dell’agenzia di analisi finanziaria Moody’s, aveva appena sostenuto che noi italiani adesso siamo «virtuosi», facciamo quanto dobbiamo fare per rimettere a posto i conti dello Stato, ma per un motivo o per l’altro, legato a turbolenze estere, le agenzie di rating ci colpiscono lo stesso.
A riprova, il Professore aveva citato l’esito positivo nella vendita dei titoli di Stato di ieri.
«È una disgrazia, però il mercato ci ha premiato», ha commentato Monti sullo schiaffo di Moody’s secondo quanto ha riferito ai giornalisti Gianfranco Zoppas, industriale, uno dei connazionali invitati alla conferenza e seduto in un tavolo per il quale il presidente della Fiat John Elkann giovedì aveva cercato bandierine tricolori.
A Monti, Gates ha domandato quale garanzia esiste che gli italiani «virtuosi» continuino a esserlo, che il risanamento avviato dal governo in carica prosegua.
È un dubbio che, chiedendo di non nominarli, confidano numerosi dei proprietari di imperi e dei manager riuniti a Sun Valley.
Il presidente del Consiglio ha confermato che l’orizzonte del suo mandato arriva al voto del 2013. Per evitare contraccolpi in Italia, risulta che a Gates si sia limitato per lo più a rispondere con un ragionamento su quanto l’Ue necessiti di un’unione politica, non soltanto economica. Rassicurare gli investitori sì, in sostanza, tuttavia meglio non strafare sul 2013, esponendosi a Roma ad effetti collaterali.
Stando ancora a Zoppas, Monti ha sostenuto ieri che il popolo italiano ha bisogno di essere governato e in passato non è stato fortunato nell’incontrare il governo giusto, in grado di portarlo fuori dalla crisi.
Ai giornalisti il Professore non lo ha detto.
Nel Sun Valley Resort ci sono vasi di mammole.
A Montecitorio, no.

Maurizio Caprara
(da “il Corriere della Sera”)

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L’AGGRESSIONE A ROSSI DA PARTE DI CASA POUND: L’ULTIMO SEGNALE DI UN MONDO AUTOREFERENZIALE

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

A DESTRA, NELLE SUE VARIE SFACCETTATURE, MILITANO SEMPRE MENO PERSONE: LA COSA MIGLIORE CHE SANNO FARE E’ LITIGARE PERENNEMENTE TRA LORO… CHI PERCORRE STRADE DIVERSE ABBIA IL CORAGGIO INTELLETTUALE DI AMMETTERE LA PLURALITA’ DI IDEE, SENZA PRETENDERE CHE TUTTI LA PENSINO IN MODO UGUALE… MA SENZA SINTESI SARANNO SEMPRE PERDENTI

Commentiamo con amarezza ma senza stupore l’aggressione subita da Filippo Rossi, direttore del “Futurista” e animatore di “Caffeina” a Viterbo, uno degli appuntamenti più qualificati della estate culturale italiana, ad opera di militanti di Casa Pound.
Innanzi tutto la nostra piena solidarietà  a Filippo per il triste episodio di cui è rimasto vittima, ma questa non sarebbe sufficiente se non fosse accompagnata da una riflessione.
E’ evidente che a destra (termine peraltro generico) vi siano tante sfaccettature, alcune molto distanti tra loro: quella tra il Futurista e Casa Pound sono lontane tra loro in modo marcato.
Con inevitabili attriti.
Ma dato che non stiamo parlando della Dc degli anni d’oro che poteva permettersi dieci correnti, ma di un mondo numericamente “marginale”, se non emarginato, ci sembra assurdo che qualcuno possa pensare che sia prioritaria l’egemonia culturale, se non “muscolare”, all’interno del “quasi nulla” in percentuale di consensi.
L’autoreferenzialità  di una miriade di gruppi è inversamente proporzionale alla tolleranza intellettuale verso gli altri e alla capacità  di operare sintesi.
E’ sempre stata una caratteristica del movimentismo di destra, certo, ma in altri tempi poteva rappresentare un valore aggiunto, oggi solo il suicidio politico.
Troppe divisioni, ma anche toni troppo accesi per semplici beghe di condominio, enfatizzazioni di “quello che divide” senza apprezzare mai “quello che unisce”, le ragioni dello “stare insieme”.
Un mondo che riesce a litigare su tutto, a non abbassare mai toni, uno sfogatoio quotidiano di distinguo, non su questioni “portanti”, ma su piccolezze.
Dove i presunti “capi” non si rendono conto del “peso” talvolta eccessivo delle loro parole, generando fazioni, invece che adesione e consenso a una linea.
Una destra che avrebbe sempre meno bisogno di macchiette e più di sintesi, di meno parata di muscoli e più di cervello.
Le “azioni esemplari” sono oggi aiutare i meno abbienti, propagandare valori, difendere il lavoro, dare un futuro ai nostri figli, sostenere le fasce deboli.
Non c’è più possibilità  di cittadinanza per una destra che non sappia fare autocritica e ritrovarsi unita in una pur sofferta sintesi.
Altre strade portano solo all’emarginazione, liberale o sociale che sia.
E di barboni per strada ve ne sono già  fin troppi.

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FILIPPO ROSSI AGGREDITO QUESTA NOTTE A VITERBO DA UNA SPEDIZIONE PUNITIVA DI CASA POUND: RICONOSCIUTO IL LEADER IANNONE

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

ASSALITA LA SEDE DI CAFFEINA DA UNA DECINA DI ESPONENTI DI CASA POUND… ROSSI COLPITO DA PUGNI E CALCI DOPO UNA BREVE DISCUSSIONE

L’aggressione è avvenuta all’interno della sede di Caffeina a San Pellegrino Si sarebbe trattato di una vera e propria spedizione punitiva partita dalla capitale, composta da una decina di persone, diversi dei quali con la maglietta col simbolo di CasaPound.
Quattro di loro sono entrati nella sede di Caffeina, dove era Rossi e alcuni ragazzi.
Dopo una discussione, uno degli squadristi ha sferrato un pugno allo zigomo di Rossi che, una volta caduto a terra, è stato anche raggiunto da un calcio di un altro aggressore.
Sarebbero state distrutte anche delle suppellettili, tra cui un porta bicchieri.
Altri due componenti della squadra di aggressori, intanto, impedivano ai volontari di Caffeina di entrare nella loro sede.
Tra gli aggressori è stato riconosciuto, da Rossi e decine di altre persone, Gianluca Iannone leader di CasaPound, che si sarebbe addirittura presentato alla sua vittima.
Sarebbe stato proprio lui a sferrare il pugno.
Iannone avrebbe detto a Rossi che gli voleva parlare. Avrebbe iniziato a inveire contro di lui per le prese di posizione contro CasaPound. Subito dopo il pugno.
Dopo la violenta aggressione il gruppo si è allontanato indisturbato.
Sul posto sono arrivati due volanti della polizia.
Filippo Rossi è stato trasporta a Belcolle per essere curato. Non sembra abbia riportato lesioni gravi. Solo un occhio gonfio.
A piazza San Pellegrino al momento dell’aggressione c’erano centinaia di persone. Ci sono stati attimi di paura, soprattutto perchè non si capiva cosa stesse accadendo.
In tarda nottata Filippo Rossi ha sporto formale denuncia in questura per quella che appare un vera e propria spedizione punitiva partita dalla capitale.
“E’ stata una scena e un gesto folle — afferma Filippo Rossi all’uscita dal pronto soccorso -. La cosa più brutta è che è stata invasa la sede di Caffeina, un luogo di allegria, in cui si dà  vita a cose belle. Un luogo dove c’erano ragazzi di appena quindici anni. Il mio primo pensiero va proprio ai volontari di Caffeina. Alcuni hanno addirittura cercato di reagire. Un mondo lontanissimo ci ha invaso e aggredito.   Questa è la sensazione più sgradevole”.

(da “Tuscia web”)

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IL CERCHIO MAGICO DI SILVIO AGITA IL PDL: DANIELA, MICAELA E L’INSEPARABILE MARIA ROSARIA

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

ATTORNO AL CAVALIERE SI E’ FORMATA UNA NUOVA CORTE, FATTA DI NUOVI AMORI E ANTICHI SODALIZI CHE ESCLUDE LA VECCHIA NOMENCLATURA… TRA I POCHI CHE RESISTONO C’E’ DENIS VERDINI… DIEGO VOLPE PASINI L’ASTRO NASCENTE

La scena nella quale si sono imbattuti gli ultimi ad essere saliti in settimana al primo piano di Palazzo Grazioli è di quelle senza precedenti.
Anche per i più assidui frequentatori della corte del Cavaliere.
L’ampia scrivania d’antiquariato di Silvio Berlusconi imbandita con decine di fotine rigide di ragazzi e ragazze sorridenti.
Tratto distintivo: tutti giovanissimi ed emeriti sconosciuti, con (smilzo) curriculum allegato. A
l fianco del presidente Pdl, la solita, assidua, inseparabile Maria Rosaria Rossi.
Quei volti nuovi della politica che verrà  li stanno selezionando insieme.
Lei, forte della collaudata esperienza in sella al suo call center, lui, sempre convinto del suo infallibile fiuto da talent scout.
Che rapida scalata per la deputata assurta agli onori della cronaca nell’estate delle feste al castello di Tor Crescenza.
Ma anche quante invidie e maldicenze, in quel che resta del Popolo della libertà¡ che Berlusconi si prepara a smantellare.
Incurante, il padre padrone, perfino dell’epiteto che le è stato affibbiato: la “badante”.
Che certo tanto bene non ha portato, nè al “badato” Umberto Bossi, nè alla Rosi Mauro tristemente divenuta famosa.
Il fatto è che per un cerchio magico che tramonta un altro si è insediato stabilmente all’apice della piramide berlusconiana.
Come quello che ha blindato il Senatur, formato da sei paladini, non di più.
E come quello, fortemente esclusivo.
E infatti, fuori dal cerchio, c’è un intero partito. Escluso, tagliato fuori. Che tanto più in queste ore in cui Berlusconi ha deciso quel che ha deciso, non è riuscito nemmeno a farsi inserire nell’agenda degli appuntamenti di via del Plebiscito.Non a caso.
A gestirla, l’agenda, è ormai da mesi proprio la Rossi.
In piena discrezionalità . Per l’ex premier, “mai più senza” Maria.
Vertice del Ppe a Bruxelles o assemblea dei parlamentari Pdl a Roma, non fa differenza: dall’Audi di Berlusconi scende sempre la lunga chioma castana dell’onorevole Rossi.
All’incontro con Monti a palazzo Chigi Berlusconi è arrivato “accompagnato dal segretario Alfano e dall’ex sottosegretario Gianni Letta. Poco dopo è arrivata anche la deputata Maria Rosaria Rossi” si leggeva su un lancio Ansa dello scorso 26 giugno.
Chi ha scalato le posizioni con altrettanta rapidità  è l’intraprendente Diego Volpe Pasini.
Già¡ fondatore a Udine del movimento Sos Italia, già¡ candidato sindaco del capoluogo friulano, con un precedente giudiziario (in carcere per aver negato gli alimenti a “ex” e figlio), divenuto famoso per il dossier Rosa Tricolore reso pubblico un mese fa dal sito dell’Espresso, sorta di rinascita forzista lanciato al grido di “cancelliamo la nomenklatura”, via i Cicchitto, Gasparri e La Russa. Dentro giovani e sconosciuti.
Filosofia che il Cavaliere ha fatto propria. Del resto, di conoscenze Pasini ne vanta parecchie, femminili soprattutto, come raccontano con malizia in Transatlantico i dirigenti Pdl che osservano spiazzati quanto si sta muovendo sopra la loro testa.
Gli stessi pidiellini che lo dipingono come una via di mezzo tra Tarantini e Lavitola, al netto delle faccende giudiziarie.
“Il testo? Nato dagli incontri con Berlusconi” raccontava lui serafico dopo la pubblicazione del dossier.
Un tipo tanto vicino al capo, Pasini, da potersi permettere di rivelare ieri il pianto di Angelino Alfano, per dire.
Su e giù da Grazioli, nei mesi successivi alle dimissioni da premier, come il suo amico e sodale Vittorio Sgarbi.
Un amore di ritorno, per Berlusconi. Che ha benedetto il Partito della Rivoluzione che oggi il critico d’arte battezzerà , preludio di una delle miriadi di liste pro-Cav.
Denis Verdini è tra i pochi che dal “cerchio magico” non è mai uscito. È a lui che Berlusconi un paio di settimane fa ha consegnato le chiavi da plenipotenziario delle trattative (condotte col pd Maurizio Migliavacca) sulla legge elettorale, quando queste sono entrate nel vivo, esautorando sherpa ed esperti d’aula.
Donne gli ultimi due anelli della catena che blinda la corte.
Daniela Santanchè è tra le poche ad aver accesso a Grazioli, a Villa San Martino ad Arcore o alla Certosa sarda senza tanti preavvisi.
Tra i pochi big sponsor, ascoltati, del gran ritorno del Presidente.
E infine Micaela Biancofiore, giovane deputata trentina, non a caso bacchettatrice senza remore dei colleghi scettici e prudenti quando un mese fa a Fiuggi Berlusconi aveva lasciato trapelare la sua rentrèe: “Tanti codardi egoisti vogliono salvare la poltroncina” tuonava il 26 giugno al Corriere, tra una visita e l’altra alla residenza del Cavaliere.
E il segretario Alfano? La sua stanza c’è ancora, li al primo piano, ma a Grazioli, raccontano, Angelino non è più di casa come prima.

Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica”)

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IL NOME BOSSI SPARISCE DAL SIMBOLO: LA CIRCOLARE RISERVATA INVIATA AI CIRCOLI LEGHISTI

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

IL NOME DEL FONDATORE DEL CARROCCIO EPURATO NEI NUOVI LOGHI… ARRIVANO VIA MAIL LE DISPOSIZIONI   DELLA NUOVA NOMENKLATURA DI CORTE

Dopo l’uscita di scena reale anche quella simbolica.
Il nome di Umberto Bossi ‘esce’ ufficialmente dal simbolo della Lega Nord.
La scritta ‘Bossi’, infatti, non è presente nei nuovi loghi. Il nuovo simbolo è stato inviato via mail a tutte le segreterie del Carroccio.
Nella circolare, letta dall’Ansa, si raccomanda di utilizzare il nuovo logo “in ogni ambito”.
E’ una delle prime decisioni della nuova era della Lega, quella targata Roberto Maroni.
La circolare ha come oggetto il “Nuovo simbolo Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”. E’ stata inviata alle sezioni e alle Circoscrizioni, allegando “una comunicazione pervenuta dalla Segreteria federale” destinata “alle Segreterie Nazionali e Provinciali Lega Nord”.
La guerra per il simbolo.
Proprio il neo-segretario del Carroccio aveva posto, come discriminante del proprio incarico, la volontà  di non “essere segretario a metà ” ne un capo “sotto tutele”.
Quella di oggi è solo l’ultimo capitolo della guerra per il simbolo del Carroccio.
In molti, negli ultimi mesi avevano sostenuto che il Senatur fosse pronto a rivendicarlo. Ma nel nuovo Statuto presentato nell’ultimo Congresso Federale di Assago, era scritto nero su bianco che “il simbolo della Lega Nord – per l’indipendenza della Padania appartiene al patrimonio della Lega Nord e, in quanto tale, il Consiglio federale è delegato alla gestione dello stesso e a sue eventuali modifiche”.
Torna la “Padania”.
Inoltre, nessun accenno al nome di Bossi: “Il simbolo è costituito da un cerchio racchiudente la figura di Alberto da Giussano, così come rappresentato dal monumento di Legnano – si continua – sullo scudo è disegnata la figura del leone di San Marco, il tutto contornato, nella parte superiore dalla scritta ‘Lega Nord’. Nella parte inferiore è la parola ‘Padania’. Alla destra del guerriero è posizionato il ‘sole delle Alpì rappresentato da sei petali disposti all’interno del cerchio”.
Del resto, la stessa descrizione era contenuta nello statuto dei leghisti del 2002.
Ma, di fatto, la parola Padania era stata ben presto sostituita dal cognome del fondatore.

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INIZIA DA CENTO, IN EMILIA, LA RIVOLTA DEI GRILLINI EPURATI: NASCE IL “MOVIMENTO SEI STELLE”

Luglio 14th, 2012 Riccardo Fucile

ESPULSI A MARZO 2012 PER LA LORO PRESA DI POSIZIONE SUL CASO TAVOLAZZI, HANNO FONDATO UNA NUOVA LISTA ELETTORALE CON SEI STELLETTE NEL LOGO… ENERGIA RINNOVABILE, CONNETTIVITA’, ACQUA PUBBLICA, RACCOLTA DIFFERENZIATA, SERVIZI SOCIALI E COERENZA NEL LORO PROGRAMMA

Oltre il Movimento 5 Stelle non ci poteva essere che il Movimento 6 Stelle.
Artefice della nuova lista elettorale la base, delusa, degli aderenti al movimento di Cento, in provincia di Ferrara.
Lo strappo con la creatura di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio è avvenuto e il logo ha immediatamente subito un ritocco che sa d’ironico e bizzarro: al posto delle oramai classiche cinque stellette, che volevano dire energia rinnovabile, connettività , acqua pubblica, raccolta differenziata e servizi sociali efficienti, se n’è aggiunta una sesta, quella della coerenza.
Dopo l’espulsione decretata dal blogger genovese, reo di aver chiesto spiegazioni in merito all’epurazione di Valentino Tavolazzi, il gruppo centese si è riorganizzato dopo un breve interregno durante il quale ha firmato le proprie azioni con la semplice sigla di “Ex MoVimento 5 Stelle di Cento”.
“Cento, in Movimento, 6 Stelle, UnoValeUno. Questi sono i caratteri che distingueranno d’ora in poi il simbolo di riferimento delle “5 Stelle” nella città  del Guercino”, spiegano gli attivisti. Cento, perchè “è sul territorio che bisogna lavorare”.
In Movimento, perchè “siamo nel MoVimento e la vera politica si fa lavorando in piazza, senza delegare gli altri”.
6 Stelle, perchè “la sesta stella è quella della coerenza”.
“La coerenza di non fermarci solo per un’imposizione venuta dall’alto senza nessuna consultazione democratica e decisione deliberata dalla “base”.
La coerenza di fare politica senza nessuna mira personale, come deve essere fatta da un qualsiasi appartenente al Movimento 5 Stelle.
La coerenza dell’UnoValeUno”.
I grillini, pardon gli ex grilini, non rinunciano a qualche vena polemica nel ricordare che “ancora non sappiamo il motivo vero del nostro allontanamento”.
Qualche sospetto trapela nella loro volontà  di “andare oltre a una ‘questione di mercato’, alla proprietà  di un marchio che pretende di esprimere la volontà  di gestire dei credo, delle idee, delle persone ed un intero movimento semplicemente mediante una società  di strategie di rete e marketing con sede a Milano”.
In una parola, “la Casaleggio Associati”.
Abbandonato il nido, ora i centesi vogliono aprire le ali da soli.
Per spiccare il volo hanno scelto un nuovo simbolo, dove compare la stella in più e il motto che quantomeno fino a quattro mesi fa doveva valere per il Movimento di Grillo: “Uno vale uno”.
“Crediamo fermamente — concludono gli attivisti centesi — in una politica di democrazia partecipata come quella in cui confidiamo noi, attivisti del MoVimento 5 Stelle attraverso i suoi princìpi fondamentali, e non attraverso le parole di un singolo personaggio e le strategie decisionali di una società  milanese”.

Marco Zavagli
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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