Destra di Popolo.net

L’APERITIVO DA 1.450 EURO DELL’EX CAPOGRUPPO PDL IN REGIONE LAZIO FRANCESCO BATTISTONI

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

BATTISTONI   4 VOLTE IN AULA AL MESE, MA CENE DA 5.000 EURO… FONDI PUBBLICI PER PAGARE RISTORANTI E ALBERGHI

Chi vuol essere consigliere?
Prima di rispondere è bene conoscere i dettagli di questa vita faticosissima che almeno alcuni tra i rappresentanti regionali del Lazio sembrano aver sopportato.
Mica da tutti districarsi tra le cene al «Pepe Nero», i viaggi, gli alberghi.
E poi gli «aperitivi rinforzati» alle Terme dei Papi, che anche quelli vanno organizzati, o comunque bisogna dare disposizioni a un collaboratore, non è semplice.
Senza dimenticare il blog, ormai necessario a ogni politico, e poi le dichiarazioni da rilasciare. In pochi, ad esempio, saprebbero distillare verità  preziose e indimenticabili per la collettività : «Gli obiettivi della commissione europea in ambito occupazionale sono ambiziosi e impegnativi» (Francesco Battistoni, nel novembre 2011, ne era così fiero da inserirla nel suo blog).
Chi vuol essere consigliere?
Per avere un termine di paragone: chi potrebbe sopportare la vita fatta da Francesco Battistoni?
Perso lo scranno da capogruppo, ora gli rimane la presidenza della commissione Agricoltura, le riunioni di quella della Sanità , e ovviamente tutti gli impegni legati al consiglio regionale che, in media, si riunisce una volta a settimana.
Ma comunque l’ex capogruppo Pdl, successore di tanto Fiorito, adesso che non dovrà  più badare alle richieste dei suoi colleghi consiglieri Pdl, sarà  certamente sollevato dal veder diminuiti certi ritmi di lavoro.
Si prenda, come esempio, il novembre 2011: il Consiglio si riunisce cinque volte (il 2, il 9, il 16, il 23 e il 30) e alla seduta del 2 lui è assente.
Ma perchè c’era il Pdl a Viterbo, la partita da giocare col rivale di zona per stabilire chi portasse il maggior numero di tessere, così lui dopo aver vinto (3.700 adesioni contro 3.500, raccontano i giornali locali) deve aver bruciato energie anche per scrivere il messaggio ai suoi: «Grazie».
Di certo il tesseramento è un successo, migliaia di persone che, per lui, hanno scelto il Pdl: per via del suo impegno, della sua passione politica, certo.
Coincidenza vuole che il giorno seguente, il 3, Battistoni inviti a cena – al Pepe Nero, localino vista lago di Bolsena – ottanta persone.
Si può obiettare: ma il sito del locale non cita quaranta coperti?
Avranno fatto i turni, come in fabbrica.
Costi leggermente superiori a quelli della mensa, cinquemila euro.
Comunque, nella vita del consigliere non c’è un attimo di respiro.
Poco prima era stato a Tarquinia per affermare ciò che, forse, la platea aspettava di sentir dire chissà  da quanto tempo: «Il vostro patrimonio culturale è un’immensa risorsa che dobbiamo valorizzare al meglio» (mette sul blog anche questa, casomai qualcuno l’avesse persa).
Il 4 novembre Battistoni presenta, insieme con una decina di colleghi, la proposta di legge sulla «filiera corta» e poi, probabilmente stanco, prende una camera (la 928) all’Aldero Hotel, quattro stelle nella Tuscia Viterbese.
La sera è al ristorante dell’albergo, sempre tutto da solo – dice la ricevuta – e alla fine spende 1.650 euro, bevande incluse.
Gli impegni si succedono, è impossibile citarli tutti: di certo mentre Silvio Berlusconi annuncia al Paese la sua intenzione di dimettersi dopo il ddl Stabilità , lo stesso giorno, l’8, nel Lazio arriva in commissione Agricoltura la proposta di legge sulla filiera corta.
Subito dopo, il 10, ecco l’impegno per il distretto della ceramica di Civita Castellana: il consiglio approva la mozione 256 presentata, oltre che da Battistoni, da uno schieramento trasversale di consiglieri eletti nel viterbese.
Una soluzione per il dramma di duemila persone in cassa integrazione?
Insomma: «Il Consiglio sostiene la richiesta del Comune di Civita Castellana al Governo di riconoscere lo stato di crisi».
Giusto il tempo di un’altra cenetta al Pepe Nero – sobria, 16 persone con spesa di 800 euro – e il 14 Battistoni è davanti allo stabilimento Brunelli di Aprilia per un sit in «al fianco di allevatori e pastori.
L’obiettivo – annuncia – è quello di favorire il rilancio dei prodotti agroalimentari».
Due giorni più tardi ottiene dal Pdl il pagamento di tredicimila euro a «Panta Cz pubblicità », per stampa e affissione di mille manifesti e così – tra sedute di partito, Consiglio e commissioni – il 25 organizza un incontro alle Terme dei Papi per un convegno-aperitivo con i militanti.
Conto modesto, 1.450 euro, meno della metà  di quanto pagato per la cena al ristorante «La Ripetta», 3.500 euro, del 31 dicembre.
Anche se a leggere la ricevuta, sotto la data ce n’è un’altra: «Cena del 22 per auguri di Natale».
Vale la pena ricordare che, ovviamente, tutte le spese sono state sostenute dal Pdl grazie ai fondi elargiti dalla Regione.
Un ultimo dato.
Rivolgendosi agli elettori, in campagna elettorale, il consigliere usava spesso uno slogan: «Francesco Battistoni, come te».
Li mortacci…

Alessandro Capponi
(da “Il Corriere della Sera”)

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RENZI, DALLE SPESE IN PROVINCIA ALLE CONSULENZE IN COMUNE

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

UNA PLETORA DI EX COLLABORATORI, EX ASSESSORI, EX DIRIGENTI (ALCUNI IN PENSIONE) PORTATI A PALAZZO VECCHIO CON NOMINE AD HOC DAL   “GRANDE MORALIZZATORE”

Il camper che sta scorrazzando in giro per l’Italia Matteo Renzi ieri ha raggiunto Mantova.
Il sindaco di Firenze, impegnatissimo nella campagna elettorale, ha fatto sapere di aver raggiunto 20mila euro di donazioni per finanziare il tour del Paese.
Le spese saranno poi pubblicate nel dettaglio.
Come avvenuto già  per la Provincia e il Comune ha ricordato Sara Biagiotti del comitato elettorale del sindaco, sottolineando che i conti della Provincia, guidata dal 2004 al 2009 da Renzi, sono stati “passati al setaccio dalla Corte dei conti (…) che non ha eccepito nulla”. Eppure c’è una indagine ancora in corso che vede impegnati anche gli uomini delle Fiamme Gialle su incarico del ministero del Tesoro.
A breve invieranno un ispettore nel capoluogo fiorentino.
La comunicazione della nuova indagine risale a maggio ed è stata recapitata prima dell’estate nella città  di Dante.
I giudici contabili ipotizzano un “irregolare affidamento di servizi per un importo superiore a quello previsto dai relativi contratti di servizio”, nonchè “contratti, convenzioni, disciplinari di servizio, affidamenti al lordo (…) il cui importo triplica quello dei contratti di servizio di base”.
Nella sprecopoli nazionale, che giorno dopo giorno coinvolge un sempre maggior numero di enti, l’attenzione verso possibili nuovi sperperi è alta.
Così spunta anche una lista di consulenze che il Comune di Firenze ha concesso all’esterno. Come le spese di rappresentanza in Provincia, così gli incarichi a chiamata diretta, sono legittimi.
E quando da presidente della Provincia diventi sindaco di una città  importante come Firenze è necessario tentare di conservare al proprio fianco i collaboratori migliori, i più fidati.
Renzi lo ha fatto con Giovanni Palumbo, già  responsabile dell’Ufficio di gabinetto del Renzi presidente della Provincia e portato alla direzione delle risorse finanziarie del Comune di Firenze.
A Palumbo è stato affidato un incarico da dirigente “a tempo determinato fuori organico” da subito, nel 2009 e poi rinnovato fino a oggi.
Il primo anno con un compenso di 71.675,79 euro, diventato di 74.860 nel 2010, 78.736 nel 2011 e, infine, 94.286,66 nel 2012.
Sempre contratti a tempo determinato. Palumbo è un professionista.
In Provincia gestì tutti i rimborsi spese e la gestione dell’ente.
In Comune ha gli stessi incarichi.
Tra i consulenti scelti da Renzi per Palazzo Vecchio ci sono anche altri ex.
Gli ex assessori Lucia De Siervo e Simone Tani, ad esempio.
Gli ex dirigenti in pensione Luigi Brandi e Valerio Pelini.
L’ex dipendente della provincia Giorgio Caselli.
Ci sono anche ex dipendenti della società  Florence Multimedia, voluta e creata da Renzi per la comunicazione della Provincia (che ha sanato con 4,5 milioni di euro).
Non solo i conti della Provincia, dunque.
Renzi, dal canto suo, ha sempre affrontato con serenità  le verifiche dei giudici.
Quando nel 2011 lo condannarono per danno erariale, nei panni di presidente della Provincia, a pagare 14mila euro di tasca propria, lui non se la prese.
E dichiarò: “Le contestazioni riguardano la categoria di inquadramento di quattro persone nello staff, assunte a tempo determinato. Se poi un dirigente ha sbagliato l’inquadramento ce ne assumeremo tutte le responsabilità , anche se è veramente difficile accettare l’idea che siano gli amministratori e non eventualmente i funzionari i responsabili di erronee impostazioni contrattuali, questione puramente tecnica”.
Ma ormai era in Comune.
L’esperienza aiuta.

Davide Vecchi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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VI RICORDATE DI QUESTO GRANDE STATISTA? ANTONIO RAZZI, IL DEPUTATO EMIGRANTE CHE SALVO’ IL GOVERNO BERLUSCONI NEL 2010

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

“DATEMI UN SEGGIO, MI PIACE LAVORARE A MONTECITORIO, SONO NELLA TOP 200”

«Ho 64 anni e ho ancora voglia di lavorare, chi si ferma è perduto…».
Antonio Razzi, il deputato-emigrante che durante la compravendita del 2010 tradì nottetempo Di Pietro per Berlusconi, salvando il governo moribondo del Cavaliere, spera di poter essere ancora utile al Paese.
In effetti di persone utili c’è bisogno in Italia.
(Ridacchia) «Se fa bisogno so disponibile, se invece non faccio più bisogno… nella classifica della produttività  di Montecitorio sono nei primi 200, interrogazioni, interpellanze, presenze. Ahò, non sarò laureato, ma mi sono difeso».
Più che difendersi dicono che lei si fece comprare.
«Non è vero! Anche a casa mia, a Pescara, me lo rinfacciano quando esco per strada. “Razzi di qua, Razzi di là ”. Ma non sanno niente, non sanno la storia. Si leggano “Le mie mani pulite”».
Cos’è?
«Il libro presentato con Berlusconi».
Perchè? Lei ha pure scritto un libro?
«Bravo! Sa quanti complimenti ho ricevuto, da colleghi di destra e di sinistra? “Ma che bella storia”, dicevano. Salvando Berlusconi io ho salvato gli italiani, ne sono fiero».
In cambio di una ricandidatura sicura?
«Non è vero neanche questo. C’era in quei mesi la guerra civile in Libia, andare al voto sarebbe stata una catastrofe: questo mi fece riflettere».
Ma se in un celebre fuorionda confessò che l’aveva fatto per non perdere la pensione.
«Tutti i cittadini spero di arrivare alla pensione, e di godersela».
Gli elettori non hanno goduto tanto.
«Non ho tradito un bel niente. Chi mi critica si faccia prima 40 anni di emigrazione all’estero come ho fatto io in Svizzera. Ci andai a 17 anni, non sapevo una parola di tedesco, in fabbrica si parlavano 37 lingue diverse, partii per starci un’estate, comprarmi la vespa, perchè volevo conquistare delle ragazze al mio paese, invece scoprii che lassù la vespa non serviva: di ragazze ce ne avevo a bizzeffe».
Un povero emigrante.
«Vuole la verità ? Quando arrivai alla Camera manco sapevo cos’era sta pensione, sentivo i colleghi che ne parlavano, allora un giorno ho preso coraggio: “Spiegate anche a me…”».
Ha salvato Berlusconi e pure il vitalizio…
«Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: lui vuole un’Italia moderna. Tempo fa ho parlato al Parlamento di Londra…».
Ha parlato alla Camera dei Comuni?
«Io giro il mondo… Ecco a Londra ho detto che l’Italia è conosciuta per tre cose: la Ferrari, la Maserati e Berlusconi».
E come l’hanno presa?
«Si sono messi a ridere».
Come sta il suo amico Scilipoti?
«Sta seduto accanto a me, spesso butta lì che farà  una sua lista, ma è riservato, non mi dice granchè».
In Parlamento succede proprio di tutto.
«Esperienza fantastica! La consiglio a tutti i giovani».
I giovani in Italia se la passano male.
«Voglio dire è fantastico poter lavorare per il Paese, per il prossimo…»
E per se stessi…
«Ancora? Mo’ la devo lasciare, che mannaggia sto nu poco raffreddato. Quand’è che esce quest’intervista?».

Concetto Vecchio

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SALTA IL PROGETTO SCUOLA PER I BAMBINI E A PARMA E’ RIVOLTA CONTRO PIZZAROTTI

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

IL SINDACO COLPEVOLE DI NON AVER RINNOVATO LA CONVENZIONE CON BARILLA PER GIOCAMPUS, UN PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE E MOTORIA RITENUTO UN’ECCELLENZA A LIVELLO EUROPEO E CHE COINVOLGEVA 7.000 BAMBINI DELLE ELEMENTARI

La prima vera rivolta contro la giunta Cinque stelle di Parma arriva dai bambini, o meglio, dai loro genitori.
Le famiglie non hanno mandato giù la decisione del Comune di non rinnovare la convenzione con Barilla per il progetto Giocampus Scuola, un’iniziativa di educazione alimentare e motoria organizzata per i bambini delle primarie, che coinvolge i membri dell’Alleanza educativa (oltre a Barilla, Cus Parma, Coni, Università ), insieme a Comune e Ufficio scolastico regionale.
A renderlo noto, a pochi giorni dall’inizio delle scuole, è stata l’azienda di Pedrignano, che unica tra i poteri forti della città  aveva accolto con entusiasmo il cambiamento degli equilibri politici dopo la vittoria del Movimento 5 stelle alle elezioni comunali: “Durante i recenti incontri tra i membri dell’Alleanza Educativa di Giocampus, il Comune di Parma ha espresso la necessità  di studiare i contenuti del progetto al fine di apportare allo stesso miglioramenti, con particolare riferimento al percorso di educazione alimentare”.
Di qui la decisione di Barilla, main sponsor del progetto (si parla di circa 200mila euro all’anno), di sospenderlo per l’anno scolastico 2012-2013, confermando invece la versione estiva di Giocampus Estate nel 2013.
“I membri dell’Alleanza Educativa sono rispettosi del ruolo dell’amministrazione comunale — si legge nel comunicato diffuso   – Nell’attesa di conoscere quali miglioramenti la stessa vorrà  apportare, stante l’eccellenza del progetto, prendono atto dell’esigenza espressa”.
Un atto di chiusura drastico a cui Pizzarotti aveva risposto chiarendo le proprie posizioni, spiegando che per il Comune era necessario un tavolo di confronto per razionalizzare i progetti alimentari scolastici (oltre a Giocampus a Parma ne è attivo anche un altro), “in un momento di evidente difficoltà  economica”.
Ma le dichiarazioni non erano bastate a placare gli animi.
In consiglio comunale, incalzato dalla minoranza, il sindaco era poi tornato sui propri passi, lasciando aperta la possibilità  di trovare nuovi punti di incontro con l’Alleanza Educativa.
“La discussione è ancora in corso, nei prossimi giorni daremo nuove comunicazioni in merito — ha spiegato nella seduta di giovedì Pizzarotti -In passato c’erano due progetti e l’intento era quello di razionalizzare. Ma la questione Giocampus è ancora aperta”.
Non tutto è perduto dunque per l’iniziativa riconosciuta come eccellenza a livello nazionale ed europeo che coinvolgeva circa 7 mila bambini, compresi una cinquantina di disabili con un apposito percorso di sostegno, e dava lavoro a una settantina di operatori qualificati che erano impiegati come istruttori.
Anzi, pare addirittura che nelle ultime ore la questione in qualche modo sia rientrata.
Almeno è quello che dice Pizzarotti.
Per Barilla, al momento, non se ne parla.
Intanto però, in attesa di conferme ufficiali, la polemica non si è fermata.
Giovedì è approdata su Facebook con un gruppo dal titolo “Salviamo Giocampus”, che nel giro di 24 ore ha già  raggiunto oltre 2300 iscritti.
Alla protesta online ha aderito perfino l’illustratore Gianluca Fogliazza, che aveva prestato le sue vignette a sostegno della campagna elettorale di Pizzarotti, ma che ora non esita a denunciare l’accaduto con la sua matita, lanciando un appello affinchè il progetto prosegua. perchè se iniziano a non rinnovare progetti di questo tipo che portano solo del benessere alla città  e alle famiglie che ci abitano, questi qua andando in avanti cosa saranno capaci di fare… Sulla bacheca del gruppo internet piovono commenti: “è un progetto che funziona da anni, non si può fermare così improvvisamente senza scrupoli e perplessità …” scrive Silvia.
E ancora, aggiunge Laura, “Giocampus è un’eccellenza parmigiana studiata e invidiata in tutta Italia, ma a quanto pare i nostri politici sono bravissimi a rovinare tutto”.
Insegnanti, genitori, ma anche semplici cittadini che del progetto avevano solo sentito parlare scendono in campo, arrivando perfino a ipotizzare di presentarsi sotto il Comune per far pervenire al sindaco il proprio dissenso.
Poche ore dopo questo primo tam tam online, nasce anche un gruppo a difesa dei Cinque stelle.
Si intitola “Giocampus: stiamo con il Comune” e in poche ore conta oltre 800 membri.
I componenti del primo gruppo puntano il dito sui presunti “contatti fittizi” del secondo, ma intanto continua l’elenco di lamentele per la soppressione dell’iniziativa: “Con tutte le cose che ci sono da fare a Parma, il Comune va a togliere Giocampus ai bambini, che si vergogni!”.
In attesa di conoscere le sorti del Giocampus, la protesta, per ora non si ferma.

Silvia Bia
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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IDV A VASTO: ADDIO GRILLO, NON VUOLE ALLEARSI CON NESSUNO

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

NESSUNA ALLEANZA POSSIBILE COI GRILLINI, SI RICUCE CON VENDOLA E BERSANI… MA IL SEGRETARIO PD SMORZA L’INTESA

Dal palco di Palazzo d’Avalos, nell’ormai famosa Vasto, in apertura del 7° Incontro Nazionale dell’Idv, Antonio Di Pietro riprende dall’album quella foto che lo ritraeva con Bersani e Vendola che sembrava oramai stracciata.
La trasforma in una foto di gruppo aprendo con forza ai movimenti, “a quei mondi della società  civile”, dice, citando Leoluca Orlando, per introdurre “punti di vista nuovi, diversi, delle giovani generazioni, delle donne”.
La colora di valori e principi imprescindibili: “Lavoro, diritti, equità  e legalità ”.
E dove è finito quel Movimento 5 Stelle che Di Pietro non solo non ha mai demonizzato, ma che considerava un naturale alleato?
”Noi abbiamo molto rispetto del Movimento che raccoglie la voce di migliaia di cittadini che non ne possono più di questa politica, ma la protesta è utile fino alle elezioni, poi ha bisogno di tramutarsi in alternativa di governo senza dimenticare quelle legittime aspettative”.
E rivela: “Sono andato a parlare con Casaleggio, è stato categorico: il movimento non stringe alleanze”.
Come dire: non sono io ad averlo escluso.
Da qui il ritorno alla foto di Vasto allargata anche a quelle stesse voci di protesta. “Spero che il Movimento giunga in Parlamento per lavorare assieme”, aggiunge e continua: “L’obiettivo non è una coalizione per vincere e poi giungere alla spartizione dei posti, quanto, invece, quello di costruire un programma alternativo al governo Monti che opera scelte sulle spalle degli onesti e dei più deboli. Il Pd questa volta non ha scelta perchè o cambiamo noi o ci fanno cambiare i cittadini. La credibilità  è un punto essenziale. Di Scilipoti ce ne sono molti, ovunque, ma questo non ci dispensa dal guardare in casa nostra. Dobbiamo liberarci dalle zavorre. Come? Con le primarie. Così saranno i cittadini a scegliere i candidati e la pulizia sarà  automatica”.
Sarebbe impensabile costruire un’alleanza per sopravvivere di fronte ai bacilli di una rivolta sociale, “siamo di fronte alla drammaticità  della disoccupazione, della precarietà , dell’attacco sistematico ai magistrati seri, dei tentativi di occultare la verità  sulla trattativa Stato-mafia”. Definisce Bersani “una persona perbene, seria” e dice: “Deve capire che deve fare una scelta, noi lo vogliamo aiutare a compierla”.
A rendere più nitida la “nuova” foto di Vasto arriva Nichi Vendola per partecipare nel pomeriggio, assieme a Quagliariello, Parisi, Pardi, Portas e il politologo D’Alimonte al dibattito su “quale legge elettorale ” serva.
Quella sintonia tra Vendola e Di Pietro che, nelle ultime settimane, appariva incrinata, riprende i suoi toni più armoniosi: “Abbiamo il dovere di costruire la coalizione del cambiamento”.
Le parole di Vendola conquistano l’approvazione della platea dell’Idv, oltre mille persone che si accalcano anche sulla piazza adiacente al Palazzo dove campeggia un mega-schermo.
“Il centrosinistra esiste se rompe con il liberismo, se capovolge l’agenda Monti, se guarda più a Hollande che alla troika di Bruxelles, se dice che bisogna costruire un grande progetto di welfare, se rifiuta il pareggio di bilancio…”.
Cambiano gli aggettivi, la sostanza è la stessa.
Gli applausi ripetuti l’approvano. Di Pietro ascolta. Sorride.
È evidente la sua soddisfazione.
Ed ecco svelato l’arcano: il tessitore della nuova foto di Vasto è Vendola, come rivela Di Pietro “quello che dialoga con Bersani”.
E che a Bersani ha detto: “Il Pd non è una grande casa dove andarci a cercare uno sgabuzzino. Se le primarie saranno la resa dei conti nel partito, io non ho la tessera del Pd, non posso che salutare augurando buon lavoro”.
E di nuovo gratifica Di Pietro e il suo popolo affermando che non può esistere il centro-sinistra senza l’Idv.
La discussione sulla riforma della legge elettorale, che ha registrato posizioni interessanti, resta sullo sfondo, prevale la coalizione che “s’ha da fare”.
Di Pietro si rivolge a Vendola: “Parlo a nuora affinchè suocera ascolti” in cui la suocera è, ovviamente, Bersani: “Magari potessimo non farlo quel referendum ,vorrebbe dire che siamo al governo e possiamo cambiarla noi la legge. Ma tu, Bersani, ci devi dire adesso da che parte stai, tra la legge Fornero e noi, sui diritti civili, ci devi dire se sei ancora tentato da Casini perchè con Casini questa diventerebbe una fotografia di atti impuri”.
Questa volta sono le risate a condire gli applausi.
Il sole che sta scomparendo sul mare lascia una domanda: se Bersani non accetterà  tutti questi “preziosi” consigli cosa accadrà ?
La risposta di Di Pietro è attesa per stamane quando tirerà  le conclusioni della tre giorni destinata a segnare nel centrosinistra una strada di non ritorno.
Ma anticipa: “Andremo da soli”.

Sandra Amurri
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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TOCCA ANCHE ALL’IDV: INDAGATO PER PECULATO UN CONSIGLIERE PROVINCIALE DI BOLOGNA

Settembre 23rd, 2012 Riccardo Fucile

DOPO LA DENUNCIA DELL’EX COORDINATORE DEL PARTITO, LA PROCURA APRE UN FASCICOLO SULL’USO ANOMALO DEI FONDI PUBBLICI REGIONALI DEL PARTITO DI DI PIETRO

Paolo Nanni, consigliere provinciale Idv, è indagato dalla procura di Bologna per peculato. L’inchiesta, condotta dal pm Antonella Scandellari, è nata dopo la denuncia dell’avvocato Domenico Morace, ex coordinatore bolognese dell’Italia dei Valori, che accusava il partito di Di Pietro di aver gestito in modo anomalo i fondi ricevuti dalla Regione Emilia Romagna dal 2005 al 2010.
Le indagini dei pm di piazza Trento Trieste hanno già  portato all’acquisizione di documentazione negli uffici regionali, oltre ad aver preso atto dei documenti presentati da Morace.
Gli inquirenti, con l’aiuto della guardia di finanza, vogliono ora capire se i partiti hanno obbedito allo scopo dei finanziamenti, se dunque sono stati sottratti alla loro destinazione d’uso.
Nella denuncia dell’ex coordinatore, presentata lo scorso maggio, si parla di una grossa somma di denaro: 450 mila euro, che Paolo Nanni, allora capogruppo e unico consigliere regionale Idv, avrebbe speso in modo non troppo trasparente.
Questa è l’accusa di Morace, che parla di due flussi di soldi.
Uno sarebbe relativo alle spese del personale, che — dice Morace — sarebbe stato usato da Nanni per assumere la figlia in Regione.
Il secondo, ben più consistente, relativo invece alle spese di natura politica.
Morace dichiara di non aver mai visto quei soldi, e di aver segnalato la particolare vicenda a Silvana Mura.
Dichiarazione quest’ultima che ha portato la Mura a querelare Morace, a cui è seguita una contro querela.
Paolo Nanni, che adesso siede in Provincia, si è più volte difeso dichiarando di non aver fatto nulla di illecito, ma di aver usato i soldi per farsi pubblicità  nelle tv locali dove si va a pagamento e per alcune consulenze.
Nel frattempo Nanni si è autosospeso dal suo ruolo di consigliere provinciale Idv, entrando nel gruppo misto.
Decisione presa dopo la comparsa del suo nome fra quelli finiti nelle carte dell’inchiesta sui pass per invalidi della procura di Bologna; non era comunque indagato, perchè il caso era un presunto utilizzo indebito di permesso H, e si tratterebbe quindi di una violazione amministrativa. Le targhe del politico e di alcuni suoi stretti familiari sarebbero cioè state agganciate a un tagliando di un disabile, che però era morto da circa due anni.

Nicola Lillo
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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RENZI IL BALLISTA E LA CARTA DI CREDITO DELLA PROVINCIA: L’INCAUTO SINDACO SMENTISCE CERTE SPESE E “IL FATTO” PUBBLICA TUTTE LE RICEVUTE

Settembre 22nd, 2012 Riccardo Fucile

“IL FATTO” RISPONDE PUNTO PER PUNTO AL COMITATO ELETTORALE DI RENZI CHE RIMEDIA UNA FIGURA BARBINA

Matteo Renzi e il suo comitato elettorale, rappresentato da Sara Biagiotti, hanno smentito alcuni punti dell’inchiesta in corso da parte della Corte dei Conti sulle spese sostenute dalla Provincia di Firenze quando Renzi ne era presidente e riportata dal Fatto Quotidiano due giorni fa.
Mettiamo a disposizione di Renzi e di Biagiotti la documentazione da noi sintetizzata nell’articolo, rispondendo punto per punto alle contestazioni.
“Non ho mai pasteggiato ad aragoste”, ha detto oggi Renzi al Corriere della Sera.
Il 22 aprile 2008 la carta di Credito della Provincia (che usa il presidente) paga alle ore 01:01 PM un pranzo al Riva Restaurant on Navy Pier di Chicago: 4 aragoste, 2 sushi, 2 pepsi, una birra e 2 porzioni di gamberi fritti. Oltre allo scontrino, l’estratto conto della carta conferma che quel conto è stato saldato da Renzi in persona.
Non basta?
C’è una delibera della Provincia di Firenze del 12 Maggio 2008 in cui si legge: “Il sottoscritto Matteo Renzi (…) attesta sotto la propria responsabilità , che le spese delle fatture sottoelencate e che vengono inviate alla liquidazione dei competenti Uffici della Provincia, sono staate da me sostenuto nel corso di attività  istituzionali e di rappresentanza”.
Segue elenco di pranzi e cene. Con relativi scontrini.
Già , pranzi e cene.
Il sindaco di Firenze sostiene di non aver mai messo piede in molti dei ristoranti citati nell’articolo.
Lui lo dice e Biagiotti del comitato elettorale lo scrive.
Abbiamo citato: Trattoria Garibaldi, Nannini Bar, Taverna Bronzino, Ristorante da Lino, pasticceria Capetti, trattoria I due G, Buca dell’Orafo, Ristorante Cibreo.
Sia gli estratti conti della carta di credito di cui “titolare è Renzi Matteo” (si legge chiaramente nell’intestazione), sia le delibere che lo stesso Renzi ha presentato con la solita dicitura “il sottoscritto Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze attesta sotto la propria responsabilità ”, sia gli scontrini attestano il contrario.
Ce ne siamo dimenticati alcuni.
Come il ristorante Gilli, il ristorante Sabatini, il ristorante Buca Lapi, la Piazzetta, il Perseus, la cantinetta Antinori e altri ancora.
“Sono spese di tutta la giunta”, garantiscono Renzi e Biagiotti. Eppure in questi ristoranti le carte di credito usate sono solo quelle intestate a Renzi e quella di Andrea Barducci, ex numero due di Renzi e oggi presidente della Provincia di Firenze.
Il comitato elettorale, inoltre, scrive: “Il plafond di 10mila euro mensili delle carte di credito del presidente e del vice presidente non è mai stato raggiunto nè tantomeno superato”.
La delibera di liquidazione numero 5393 del 12 novembre 2007 scrive invece il contrario.
E cioè: “Precisato che nel corso della missione istituzionale negli Stati Uniti svoltasi dal 2 all’8 novembre u.s. (…) la carta di credito aziendale (Amministrazione provinciale di Firenze) utilizzata abitualmente dal presidente della Provincia (…) è stata, nel corso della missione, momentaneamente bloccata a garanzia di un pagamento da parte di un Hotel a Boston, rendendo necessario per lo stesso Presidente provvedere a sostenere alcune contingenti spese di rappresentanza, per una somma complessiva di $ 4.106,56 pari ad euro 2.823,64 mediante la propria carta di credito personale”.
Cifra che la Provincia rimborsa a Renzi.
Noi abbiamo cercato il sindaco, oggi candidato alle primarie del Pd, per avere delle risposte.
Ma, ha detto a noi, e ribadito anche oggi al Corriere della Sera, che per lui “questa è una storia vecchia (…) La follia è che quelle spese le ho fatte mettere proprio io on line”.
Lo sostiene anche Biagiotti: “Le spese sono tutte consultabili on line proprio per decisione del presidente Renzi”.
Scontrini, estratti conto, ricevute e giustificativi di viaggi e trasferte non sono sul sito di Matteo Renzi nè su quello della Provincia.
Certo è che magari abbiamo cercato male noi, ma ne siamo in possesso e le pubblichiamo quasi integralmente, ricordando che è in corso un’indagine della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza su incarico del ministero del Tesoro, in merito a 20 milioni di euro spesi dalla Provincia guidata da Renzi. Lui, interpellato nel pomeriggio a Varese, ha affermato: “La vicenda non riguarda me”.

Davide Vecchi
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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GRILLO NON FA PIU’ RIDERE: PIAZZA SEMIVUOTA A PARMA PER IL “DIES IREN”

Settembre 22nd, 2012 Riccardo Fucile

IL COMICO GENOVESE TORNA A PARMA A DISTANZA DI QUATTRO MESI DAL COMIZIO CHE LANCIO’ PIZZAROTTI SINDACO… DA DIECIMILA PERSONE A POCHE CENTINAIA, IL BLUFF E’ GIA FINITO

L’attesa per l’incontro pubblico era molta ma a risposta del pubblico non è stata all’altezza: poche centinaia i presenti, in una piazza della Pace semivuota, all’incontro pubblico dal titolo “Dies Iren” organizzato dal M5S di Parma per ribadire il no dei grillini ai termovalorizzatori.
Poco prima del via era circolata la voce che il dibattito potesse slittare per garantire un maggiore afflusso di persone.
Ben altri numeri il leader del movimento aveva fatto registrare a maggio quando era arrivato in città  per tirare la volata elettorale al candidato sindaco Federico Pizzarotti.
A margine dell’incontro Grillo ha difeso l’operato del neo sindaco: “Questo è un miracolo non mio ma della rete che è andata avanti in tre anni senza soldi: abbiamo rotto un meccanismo, perchè dentro i comuni, nei consigli regionali sono arrivati gli onesti come qui a Parma”
Non è mancato un duro attacco ai media: “Giornalisti carogne” e “schiavi dei loro editori”. “In italia non ci sono giornali liberi tranne ‘Il Fatto Quotidiano’. ll vero cancro è questo, l’informazione. Se avessimo avuto un’informazione normale non avremmo questa politica cosi”.
Grillo è arrivato a Parma su un suv con i vetri oscurati, rilasciando un’intervista a una tv danese.
Il comico è accompagnato dal primo cittadino che ha ribadito tutti i punti di scontro tra l’Amministrazione a 5 Stelle e la multiutility Iren che sta realizzando il termovalorizzatore di Parma.
“Ma cosa ve le prendete con questo Pizzarotti con questo Pizzarotti che si è ridotto lo stipendio prendetevela con chi ha Rubato un miliado di euro al Comune di Parma. Non si è quotato in borsa Iren si è quotato in borsa il Pd”   ha detto Grillo una volta salito sul palco.

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PARENTOPOLI PADAGNA: SINDACO LEGHISTA DEL BERGAMASCO NOMINA SUA VICE LA FIDANZATA, CROLLA LA GIUNTA

Settembre 22nd, 2012 Riccardo Fucile

IL COMUNE SARA’ COMMISSARIATO, FINISCE IN FARSA IL NUOVO CORSO “MORALIZZATORE” MARONI-VOTINO

Il sindaco di Cipriate San Gervasio nomina come vice la fidanzata.
E i consiglieri di maggioranza non ci stanno, presentando le dimissioni.
E’ crollata così, per una “parentopoli”,   la giunta comunale bergamasca composta da Lega Nord (alla quale appartiene l’ormai ex sindaco Simone Dorici) e da una lista civica, che lo scorso maggio avevano sconfitto un’inedita alleanza tra Pd e Pdl.
I malumori contro il sindaco erano cominciati tre settimane dopo il voto, quando, al primo Consiglio comunale del 24 maggio, aveva annunciato la sua scelta di nominare come vicesindaco la fidanzata Valeria Cavenaghi, che aveva preso appena 140 preferenze.
A lei erano andate le deleghe a Servizi alla persona, Famiglia, Comunità , Istruzione, Promozione della cultura, Tutela e valorizzazione del Villaggio Crespi.
Il sindaco aveva assunto per sè le deleghe a Sviluppo sostenibile, Qualità  urbana, Bilancio e Sport, lasciando solo le briciole agli altri due assessori.
Tutte scelte che avevano creato molto malumore sia tra le file della minoranza che della maggioranza.
Il sindaco aveva difeso la sua scelta e aveva protestato per la sua “privacy messa in piazza”.
Le critiche non si sono placate, nonostante le trattative delle scorse settimane.
E questa mattina i consiglieri di maggioranza Cristiano Esposito (ex sindaco leghista), Patrizio Massola e Donatella Pirola hanno presentato le proprie dimissioni all’Ufficio Protocollo del Comune insieme a quelle dei consiglieri di minoranza Mino Maggioni, Enzo Galbiati e Tullio Gambirasio.
Il Comune sarà  così commissariato.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

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