Maggio 24th, 2015 Riccardo Fucile
“UN PENSIERO CHE NON FA PARTE DELLA MODERNITA'”
Matteo Renzi infiamma il dibattito sul lavoro. Venerdì sera, intervistato da La7, il premier aveva attaccato: «Spero che tra i sindacati si possa tornare a discutere e che prima o poi si arrivi a un sindacato unico e a una legge sulla rappresentanza senza sigle su sigle, su sigle».
Poi un frontale con il leader della Fiom, Maurizio Landini: «Marchionne dimostra che la scommessa della Fiom è una sconfitta. Ha riaperto le fabbriche e batte Landini 3 a 0».
Frasi destinate a far divampare la polemica alla vigilia del nuovo incontro tra il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che mercoledì ha convocato le parti sociali per discutere sui decreti attuativi del jobs act.
Nella stessa giornata è prevista la visita dello stesso Renzi a Melfi, accompagnato dall’ad di Fca, Sergio Marchionne.
Una scelta di campo, alla luce delle ultime dichiarazioni del premier.
L’idea del sindacato unico provoca reazioni durissime nei tre sindacati confederali: «Cose che si vedono nei regimi totalitari», commenta il leader della Uil, Carmelo Barbagallo.
Altrettanto dura Susanna Camusso: «La concezione del sindacato unico è tipica dei regimi totalitari, è concettualmente sbagliata perchè presuppone che i diversi soggetti del mondo del lavoro siano ridotti a un pensiero unico che non è certo indice di modernità . Al contrario — conclude il segretario della Cgil — il tema da affrontare è quello di un sindacato unitario», in sostanza un sistema in cui le differenti sigle trovino una linea di azione comune.
Polemico Barbagallo: «Anche nel fronte imprenditoriale, dove c’è una pletora di associazioni, Renzi pensa a un unico sindacato. Sembra che il premier voglia far prevalere anche nel sindacato l’idea dell’uomo solo al comando».
Più cauta ma non meno critica la posizione della Cisl. Anna Maria Furlan risponde a Renzi che «non serve alzare polveroni o gettare benzina sul fuoco. Piuttosto il governo si occupi dei problemi veri, a partire da crescita e lavoro».
Nel mirino delle polemiche anche le dichiarazioni del presidente della Bce, mario Draghi, che da Sintra aveva invitato i Paesi europei a spingere sulla contrattazione aziendale: «La contrattazione in fabbrica — aveva detto Draghi — garantisce l’occupazione di più di quanto non abbia fatto il contratto nazionale». Frase che aveva provocato reazioni anche perchè in Italia molto spesso è solo il contratto nazionale a tutelare i lavoratori. La Cgil ha giudicato la ricetta «una soluzione arretrata».
Ieri Draghi ha precisato che «la Bce non intende dire ai governi che cosa devono fare».
Paolo Griseri
(da “La Repubblica”)
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Maggio 24th, 2015 Riccardo Fucile
“LE DIVERGENZE STRUTTURALI TRA I PAESI MINACCIANO IL FUTURO DELLA MONETA UNICA”
L’euro non è più scontato. 
Se i paesi dell’Eurozona non faranno le riforme strutturali e non appianeranno le differenze fra chi cresce e chi no, c’è davvero il rischio che in un futuro prossimo la moneta unica possa risentirne, fino allo scenario peggiore di un abbandono da parte dei paesi europei.
Mario Draghi è sempre più impaziente nei confronti degli squilibri strutturali fra le diverse economie e stavolta dal Portogallo lancia un robusto avvertimento che non può rimanere inascoltato dai governanti europei.
Soprattutto in un momento come questo, in cui i tempi iniziano a essere stretti per un accordo-salvataggio sulla Grecia.
“In una unione monetaria non ci si può permettere di avere profonde e crescenti divergenze strutturali tra paesi, perchè queste tendono a diventare esplosive”, ha detto il Governatore durante il forum della Bce nella città portoghese di Sintra, a circa 30 chilometri da Lisbona. Per Draghi infatti tali differenze strutturali “possono arrivare a minacciare l’esistenza dell’unione monetaria”.
Questo scenario nefasto tuttavia può essere evitato.
A patto che i governi si sveglino: “Non c’è momento migliore per fare le riforme che ora”, ha aggiunto Draghi. Già nei giorni scorsi aveva incoraggiato i governi europei ad approfittare della ripresa economica per fare le riforme necessarie ai loro paesi.
Il Governatore ha aggiunto che oggi c’è una certa mancanza di “politiche strutturali”, che comprendono, ad esempio, la flessibilità delle riforme del mercato del lavoro o sistemi pensionistici pubblici.
“Un paese che approva la riforma del sistema pensionistico e poi cambia idea ogni anno non ottiene alcun beneficio a breve termine”, ha concluso.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 24th, 2015 Riccardo Fucile
I TEMPI PREVISTI DEI PUROSANGUE
In Veneto trionfo del “purosangue trevigiano Groom de Zazà ”, distaccatissima la vicentina Fan Gillette. In Campania “lo sceriffo salernitano” batte sul filo del rasoio Chaud’Or mentre in Liguria la genovese Fan Patè (sostenuta dal leader Fan Faron ma “ripudiata da un bel pezzo della scuderia Fan Idole”) ha la meglio su Varien (“originario della Toscana”).
E al conclave campano vince l’arcivescovo di Salerno.
Stop ai sondaggi elettorali, via libera a quelli su fantomatiche “corse ippiche” e “consultazioni ecclesiali”.
Il divieto alla diffusione dei sondaggi ufficiali scattato lo scorso 15 maggio non impedisce a alcuni siti web di aggirare l’ostacolo e pubblicare rilevazioni “mascherate” relative a inesistenti competizioni.
La sfida per le elezioni regionali del prossimo 31 maggio si trasforma perciò su SeiTreZero.it in “gran prix ippici” o su Youtrend.it in consultazioni per determinare “i nuovi equilibri della Chiesa in ben 7 regioni d’Italia”.
Un’iniziativa già sperimentata nel 2014 con le elezioni europee o l’anno precedente con le politiche.
Rivive perciò la sfida tra il leader nazionale Fan Faron (“chiaccherone”) alla guida della scuderia Fan Idole, il fantino Burlesque originario di Arcore del team Varenne, il “simpatico fantino genovese Igor Cricket”, il siciliano Ipson de Scipion e il leghista Groom de Tombin.
Campania: “La spunta lo sceriffo salernitano Fan Sherif”
Per decretare il vincitore — si legge su Seitrezero lo scorso 22 maggio — sono serviti “moviola” e “fotofinish”.
A spuntarla però alla fine è stato “lo sceriffo salernitano” Fan Sherif (“azzoppato” dal “giudice Severin“) che vince con 37″. Chaud’Or (sostenuto da Varenne e dal “siciliano Ipson de Scipion”) è distaccato di un soffio: 36,5”.
Al terzo posto il pentastellato Igor Carambà con 21”.
Al conclave campano vince l’arcivescovo di Salerno “Eccoci alle prime, gustosissime indiscrezioni sulla tornata di consultazioni ecclesiali che domenica 31 maggio — e solo in quella giornata! — determineranno i nuovi equilibri della Chiesa in ben 7 regioni d’Italia” si legge invece sul sito www.youtrend.it.
Al “conclave regionale” della Campania ha la meglio (“con un totale che va dai 39 ai 43 porporati”) “l’energico arcivescovo di Salerno“.
Non peserebbero dunque le polemiche “su una sua eventuale sospensione a divinis in caso di elezione”. “L’attuale capo dell’amministrazione episcopale regionale” vanterebbe invece un consenso tra i 36 e i 40 vescovi”.
Liguria, la spunta “il purosangue genovese Fan Patè”
Nel Grand prix della Liguria la spunta in 30” netti “il purosangue genovese” Fan Patè (“per lei stravede Fan Faron”) “ripudiato da un bel pezzo della scuderia Fan Idole“. Dietro di lei con 28” Varien, “cavallo spuntato all’ultimo e un po’ a sorpresa”: “originario della Toscana” e cimentatosi qualche mese fa “al Gran Prix d’Europa“. Medaglia di bronzo invece per Igor Saveaur (20”) “spinto dal simpatico fantino genovese Igor Cricket“. “La scissione della scuderia Idole” non porta bene a Petit Berger (sostenuto dal General Chinois “già a capo del sindacato ippico qualche anno fa”) che arriva al quarto posto (“13 secondi”).
Puglia, stravince “l’ex dominatore del Gp di Bari”
In Puglia ha la meglio con 43” netti “l’ex dominatore del GP di Bari” Fan Arc-en-ciel. Dietro di lui (20”) il “puledro scissionista” Mèdicienne sur èpais, “sostenuto dagli ormai-ex Varenne”. Al terzo posto invece “il pentastellato Igor Effèminè (19″)”. Poles Baroque, cavallo ufficiale della scuderia guidata da Burlesque e ex vincitore del Gp di Lecce, fa invece registrare 16”.
Veneto, trionfo del purosangue trevigiano Groom de Zazà .
Distaccatissima la vicentina Fan Gillette
Al Gp del Veneto “1200 scommettitori e 58% di paganti”. A vincere con 48” netti è il purosangue trevigiano Groom de Zazà (“già vincitore del Grand Prix del Veneto 5 anni fa” e “amico del fantino nazionale Groom de Tombin”).
Il cavallo vicentino Fan Gillette (“in passato aiutante dell’ex capo della scuderia Pier le Smacchiateur“) chiude invece con 29” davanti al “neo-centrale” veronese Ipson de Pruneau (11″), “vincitore dell’ultimo Gran Prix dell’Arena”.
Il pentastellato Igor Oriette si ferma invece a 9”. I numeri delle principali scuderie in gara? La “verde Groom de Bootz” si ferma a 15″ contro i 18″ della scuderia personale di Groom de Zazà . Malgrado il fantino Fan Faron abbia “iniziato a rimborsare il prezzo dei biglietti agli spettatori più anziani” Fan Idole strappa 25″.
Marche, Umbria e Toscana: favoriti Fan Bougie, Fan du Mer e Fan Rouge
A breve sono previste anche le prime corse per i Grand Prix di Marche, Umbria e Toscana. Nelle Marche la spunterà probabilmente Fan Bougie “della scuderia del chiaccherone Fan Faron” che così “si toglierà la soddisfazione di aver battuto il campione uscente“. Al secondo posto dovrebbe invece piazzarsi Scissienne, “cavallo che prima stava con Fan Idole e oggi corre tranquillamente per Varenne e Ipson Populaire“. In Umbria si avvia verso il bis la detentrice del titolo Fan du Mer che dovrà vedersela con Bouclè. In Toscana, terra natia di Fan Faron, vincerà probabilmente facile il detentore del titolo Fan Rouge.
David Evangelisti
(da “il Fatto Quotidiano”)
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